Posts Tagged ‘commedieetragedie’

Subliminale, Vladika; Battuta; Commedie; Conchiglie

giugno 4, 2015

Subliminàle
Composto del latino sub ‘sotto’ e limen ‘soglia, limitare’, sull’esempio dell’inglese subliminal.
Anche, non comune, subliminàre.
Aggettivo.
1. Stimolo subliminale: (fisiologia) stimolo d’intensità inferiore al valore di soglia: senza dubbio lui ne raccoglieva le note inconsapevolmente, soltanto attraverso un udito subliminale (Morante).
2. (psicologia) Termine introdotto verso la fine del secolo XIX dal filosofo e psicologo A. H. Pierce per designare le sensazioni sotto il livello della coscienza, troppo deboli per essere riconosciute, ed esteso successivamente a indicare tutta l’attività psichica che si svolge a tale livello (concetto che corrisponde in parte a quello psicanalitico di inconscio).
Pubblicità, trasmissione subliminale: presunte forme di persuasione occulta che potrebbero attuarsi attraverso messaggi inseriti nelle proiezioni cinematografiche e soprattutto nelle trasmissioni televisive, consistenti in immagini e voci di brevissima durata che, pur non essendo percepite coscientemente dagli spettatori, sono tuttavia in grado di agire nel loro subconscio.

Una (parola) giapponese a Roma

Vladika [‘vladika]
Voce serbocroata, dallo slavo ecclesiastico vladyka, derivato di vladeti ‘regnare, dominare’.
Sostantivo maschile invariabile.
(religione) Nell’ordinamento ecclesiastico ortodosso, vescovo.

Battuta obbligatoria

Se in una occasione viene richiesto un contributo volontario, e si pensa che qualcuno si sia sentito obbligato ad accettare per qualche motivo esterno, per alzare il morale al (poco) volontario non c’è nulla di meglio della nota battuta: Ti sei offerto spintaneamente?

Commedie e tragedie

"La bellezza riempie il mondo, come dice Dostoevskij."
Al Salone del libro Arrigo Sacchi, allenatore, si lancia in una citazione dotta. La frase scritta da Dostoevskij che si avvicina di più è "Il mondo sarà salvato dalla bellezza", detta dal principe Myskin in L’idiota.

Per un pugno di conchiglie

Forse vi chiederete chi ha risposto al trentaquattresimo libro. Nell’ordine: Serena Matrundola (5+1), M.Fisk (4+1), Vizi Coloniali (3+1), Mauro (2+1), Shazzer (1+1), Marco Marcon, Paola Zucchi, LucaBoh (1).
Due risposte sbagliate.
Credo sia inutile ribadire che nessuno tra i partecipanti al concorso né tantomeno il curatore ha mai letto tale libro. E ora non possiamo che salire di livello.

Trentacinquesimo libro monoindizio

Riti religiosi ematici.

Estemporaneo, Mugtahid; Lettori; Commedie; Conchiglie

maggio 20, 2015

Estemporàneo
Dal latino tardo extemporanĕu(m), dalla locuzione ĕx tempŏre ‘sul momento’.
Aggettivo.
1. Che è detto, scritto o fatto senza preparazione, improvvisando: discorso estemporaneo; versi estemporanei; intervento estemporaneo.
Sbrigativo, superficiale: un rimedio estemporaneo.
2. Che parla o scrive improvvisando: oratore, poeta estemporaneo.

Una (parola) giapponese a Roma

Mugtahid [mug’taid]
Voce araba.
Sostantivo maschile invariabile.
(religione) Presso i musulmani, il giureconsulto capace di personale elaborazione diretta della norma della legge sacra.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Marina Geymonat.

— Come si dice in italiano autogrill senza citare il marchio Autogrill, ma intendendo un qualunque posto di ristoro situato in un’area di sosta autostradale? (non mi dire che l’unico modo di dirlo è "posto di ristoro situato in un’area di sosta autostradale"!) —

Temo che Marina non accetti come risposta il più generico "area di servizio", perché non indica esplicitamente la possibiltà di avere un pasto. Avete qualche proposta?

Commedie e tragedie

Al Salone del libro, di fronte a un enorme parallelepipedo metallico di colore blu, una donna chiede: È questa la sala gialla?

Per un pugno di conchiglie

Trentunesimo libro, terzo indizio

Certo, qui si continua a prendere pugni. Primo il tipo, là, il cretino, e ora il giovane pappone, che mi ruba pure i soldi. Ma domani si va via di qua, chiamo *** e si fa qualcosa di bello. Almeno, spero che si faccia qualcosa di bello.

Proposito; PROPOSITO, CANGIAR; Commedie

gennaio 7, 2014

Buoni propositi

La redazione della Parolata fa il proposito di spedire (finalmente) i premi ai vincitori degli scorsi due concorsi e di iniziare un nuovo concorso letterario entro la fine del 2014. Mica roba da poco, specialmente il primo.

Parola

Propòsito
Dal latino proposĭtum, participio passato neutro di proponĕre, propriamente ‘ciò che è posto di fronte’.
Sostantivo maschile.
1. Fermo proponimento, volontà deliberata di fare una cosa, di comportarsi in un determinato modo: formare, formulare, avere un proposito; era un proposito eroico quello di voler correggersi di ogni difetto (Svevo).
Uomo, donna di proposito: fermi, risoluti, tenaci; moglie saggia, donna di proposito, così giovane d’anni e matura di senno (Bacchelli).
Di proposito: seriamente, d’impegno: s’è messo a studiare di proposito. Apposta, intenzionalmente: non posso credere che tu l’abbia fatto di proposito.
(estensione) Fine, scopo: perdere tempo senza proposito.
(estensione) Intenzione, progetto, disegno: che propositi hai per il futuro?
2. Argomento, materia del discorso: cambiamo proposito e passiamo ad altro.
Il soggetto di cui in quel momento si sta parlando: abbiamo avuto già una discussione su (o a) questo proposito; hai nulla da dire a questo proposito?
A proposito!: esclamazione per introdurre un discorso o un argomento in una conversazione.
Capitare, venire a proposito: nell’occasione, nel momento più adatto.
Male a proposito: inopportunamente.
È l’occasione più a proposito: la più opportuna.

Una (parola) giapponese a Roma

Cangiar [kan’dZar]
Dalla voce turca hancar, dall’arabo xanjar.
Anche cangiàro, cangiàrro.
Sostantivo maschile invariabile.
Pugnale turco con lama triangolare ricurva.

Commedie e tragedie

"Con le cellule di Stamina si rischia la mucca pazza".
Vannoni: "Tutte bufale".

Una notizia che ha girato nei giorni scorsi su giornali e telegiornali. Proposta da un lettore anonimo.

R- INCANTO, AD HOC; Word!; Commedieetragedie

dicembre 24, 2013

Incànto
Antico provenzale encant, dal latino medievale incantum, a sua volta da in quantum? ‘a quanto, a quale prezzo?’, formula tipica delle vendite all’asta.
Sostantivo maschile.
(diritto) Procedura prevista per la stipulazione dei contratti dello Stato, costituita da una gara tra più concorrenti in cui risulterà aggiudicatario chi offre condizioni più favorevoli per lo Stato.
Vendita pubblica di un bene al migliore offerente: mettere, vendere, comperare all’incanto.

Una (parola) giapponese a Roma

Ad hoc [pronuncia ad’Ok]
Locuzione latina; propriamente ‘per questo (scopo)’.
Locuzione avverbiale.
Per uno scopo preciso, appositamente: fare qualcosa ad hoc, parlare ad hoc.

Locuzione aggettivale.
Pensato o predisposto per un fine particolare: un provvedimento ad hoc.

The word, revealed!

Qualche volta, confesso, sono turbato dalla velocità delle trasformazioni. L’inglese che ho cominciato ad imparare, quindicenne, al supermercato ACME di Trenton NJ, è ormai oggetto di studi filologici, Oggi gli studenti di qualsiasi scuola americana, ad esempio, per attaccar bottone con le ragazze mandano messaggi/inviti del tipo: VIPS RSVP ASAP, ovvero "i vip rispondano il più presto possibile". Inutile dire che il quindicenne, timido, che considerava una conquista fare la spesa in un paese straniero avrebbe adottato strategie completamente diverse.

Bye ASAP
Andy the Y

Commedie e tragedie

FF: "Deh, solerte camionista, viaggi tu la domenica con il tuo automezzo pesante poichè trasporti derrate alimentari?"
Camionista: "No, uva."

Dialogo surreale proposto da Fabio F.

LASCIVIA, LICENZIOSO, CORRIDO; Commedie; Perle+Lettori

luglio 18, 2013

Parole a confronto

Lascìvia
Dal latino lascivia(m), derivato di lascivus ‘lascivo’.
Sostantivo femminile.
1. Sensualità licenziosa e dissoluta; lussuria.
Atto sfrenato e licenzioso.
2. (specialmente al plurale, figurato, letterario) Affettazioni, leziosaggini.

Lascìvo
Dal latino lascivu(m).
Anche, antico, lascìvio.
Aggettivo.
1. Che ha o dimostra lascivia; che è pieno di lascivia o induce alla lascivia; impudico, licenzioso, lussurioso: un uomo lascivo; atti, discorsi lascivi; sguardi lascivi; i poeti bugiardi e lascivi si devono estinguere (Campanella).
2. (antico) Vivace, allegro, irrequieto: Non fate com’ agnel che lascia il latte / della sua madre, e semplice e lascivo / seco medesmo a suo piacer combatte (Dante).

Licenzióso
Dal latino licentiosu(m) ‘contrario alle regole, arbitrario’, derivato di licentia ‘libertà, licenza’.
Aggettivo.
1. Che non rispetta la morale sessuale, il pudore: costumi, discorsi licenziosi; un libro, uno spettacolo licenzioso.
2. (letterario) Impetuoso, sfrenato: pel lungo solco de la negra polve / licenziosa fiamma arde e camina (Ariosto).

Una (parola) giapponese a Roma

Corrido [kor’rido]
Voce spagnola, derivato di correr ‘correre’.
Sostantivo maschile invariabile.
(musica) Ballata popolare messicana che viene accompagnata da chitarra e arpa.

Commedie e tragedie

Continuava a suonare quella lagna così gli ho inti-illimato di smettere.
Umberto Trinchero

Perle dai porci e I lettori ci scrivono

Ci scrive Michele.

— A proposito di "laissez faire", permissivismo e permissivo, giurerei d’aver sentito più d’una volta da persone comuni, intervistate nel corso di qualche servizio televisivo, usare il termine "lascivo" al posto, e nel senso, di "permissivo". Ad esempio, parlando di un insegnante: "…non era severo, non dava punizioni: era lascivo…".

Nessun altro ha sentito questo tipo di errore? È un dialettismo? —

Si risponde Michele stesso.

— Ho approfondito la questione e ho trovato che il dialettismo non c’entra per nulla. Lascivo/permissivo era stato già notato da altri – e questo mi consola: vuol dire che non me lo sono inventato –
ed è un modo errato di accostare parole di significato diverso, ma simili nella forma: se lasciare = permettere, lascivo = permissivo.
"Il parlante crede di ravvisare nella trasparenza formale la trasparenza semantica".
La citazione è dal sito della Treccani.
Visto che l’argomento è stato trattato, e molto bene, in alto loco, rimando ad esso.
Il brutto è che, se l’uso persiste non censurato, la parola, col nuovo ulteriore significato, potrebbe essere accolta nella lingua ufficiale. —