Posts Tagged ‘commedieetragedie’

Parentesi, Pointille; Accento; Commedie; Rovinata

ottobre 9, 2018

Parèntesi
Dal latino tardo parenthesis, greco parenthesis ‘inserzione’, derivato di parentithemi ‘inserire’.
Sostantivo femminile.
1.Parola o frase che s’interpone nel discorso, interrompendone il senso e talora anche il costrutto, per aggiungere un chiarimento o una precisazione, per fare un’osservazione, un rinvio, per una momentanea digressione e simili; è generalmente racchiusa nella scrittura fra due segni speciali, ad arco di cerchio.
(generico) Qualsiasi inciso o digressione che interrompa la continuità del discorso: fare, aprire una parentesi; chiudiamo la parentesi e riprendiamo l’argomento principale.
2. (figurato) Intervallo più o meno lungo di tempo, caratterizzato in genere da un particolare avvenimento o da una serie di avvenimenti, che interrompe il normale svolgimento di un periodo storico, della vita o dell’attività di una persona, di una serie di azioni legate fra loro ecc.: la triste parentesi della guerra; la parentesi fascista interruppe le tradizioni democratiche del nostro paese; nelle parentesi del suo quotidiano lavoro si dedica allo studio delle lingue.
3. Ciascuno dei due segni grafici entro cui viene incluso l’inciso nella scrittura, rappresentati da due archi di cerchio ( ), detti propriamente parentesi tonde: scrivere tra parentesi.
Parentesi aperta, parentesi chiusa: rispettivamrente il primo e il secondo della coppia di segni grafici, analogamente aprire, chiudere una parentesi.
Parentesi quadre: [ ], usate nelle citazioni per includere parole o parti di parola che non appartengono al testo, nelle edizioni critiche per includere parole che l’editore ritiene interpolate.
Parentesi ad angolo o uncinate: ‹ ›, usate soprattutto nelle edizioni critiche per racchiudere integrazioni congetturali a un testo mutilo o che si ritiene tale.
Parentesi graffe o a graffa: { }, usate per racchiudere una espressione letterale o numerica, spesso con valore specifico nelle varie discipline.
In matematica e nelle sue applicazioni, si usano parentesi per raggruppare i monomi di un polinomio o in un’operazione; così, per esempio, le parentesi tonde nella scrittura a(b+c) raggruppano i due monomî b e c che vanno addizionati e la cui somma va poi moltiplicata per a. Nel caso, assai frequente, che in un’espressione ci sia la necessità di vari raggruppamenti e di varie operazioni, esiste una gerarchia delle parentesi, secondo la quale queste sono ordinate, partendo dalle operazioni da fare per prime e terminando con quelle da fare per ultime, in tonde, quadrate e graffe.

Una (parola) giapponese a Roma

Pointillé [puati’je]
Voce francese, participio passato di pointiller ‘punteggiare’.
Aggettivo invariabile e sostantivo maschile invariabile.
Punteggiato, tessuto decorato con disegni a puntini.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice ùssaro, e non ussàro.

Commedie e tragedie

Ho un rifiuto. Lo fiuto: puzza. Lo ri-fiuto? No, mi rifiuto.

La parola rovinata

ADDIACCENTE
Confinante con un luogo all’aperto.

Di Pietro Scalzo.

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Prognatismo, Export led; Commedie; Canzone

Mag 24, 2017

Prognatìsmo
Derivato di prognato.
Sostantivo maschile.
1. In antropologia fisica, prominenza della mandibola, prominenza obliqua in avanti della faccia, che si osserva con frequenza in alcune popolazioni (Australoidi, Melanesiani, Ottentotti ecc.). Si distingue in prognatismo totale, quando interessa tutto il mascellare superiore come avviene per alcune popolazioni australiane; e un prognatimo alveolare, limitato alle regioni più prossime alla bocca come si osserva nella maggioranza delle genti africane.
2. (medicina) Malformazione caratterizzata da un abnorme sviluppo del mascellare superiore che protrude sulla mandibola con conseguente malocclusione delle arcate dentali, spesso associata ad aspetto ogivale del palato.

Prognàto
Dall’inglese prognathous, composto del grruppo pro- ‘davanti’ e gnathos ‘mascella’.
Aggettivo.
Di faccia che presenta prognatismo, o che comunque ha il mascellare superiore prominente in modo notevole: era un giovane forte e bestiale, dal viso prognato, dal naso camuso (Beltramelli).

Una (parola) giapponese a Roma

Export led [‘eksport led]
Locuzione inglese, composto di export ‘esportazione’ e led, participio passato di (to) led ‘condurre, portare’.
Locuzione sostantivale maschile e femminile invariabile.
(economia, commercio) Sviluppo di un’economia dovuto soprattutto alla domanda estera.

Commedie e tragedie

– Io amo le donne.
– Io invece meno.

Alessandro Bergonzoni, sulla violenza verso le donne.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Eccoli, finalmente, i risultati della trentasettesima canzone.

Indovinano: BettyBlu (5+5), Piero Fabbri (5+4), Alberto Cacciari (5+3), Alby (5+2), Francesco Caiazzo (5+1), Giuly, Maurizio Codogno, Marco Marcon, M.Fisk, Fermassimo, Alex Merseburger, Michele, Nando Tomassoni (5).

Subliminale, Vladika; Battuta; Commedie; Conchiglie

giugno 4, 2015

Subliminàle
Composto del latino sub ‘sotto’ e limen ‘soglia, limitare’, sull’esempio dell’inglese subliminal.
Anche, non comune, subliminàre.
Aggettivo.
1. Stimolo subliminale: (fisiologia) stimolo d’intensità inferiore al valore di soglia: senza dubbio lui ne raccoglieva le note inconsapevolmente, soltanto attraverso un udito subliminale (Morante).
2. (psicologia) Termine introdotto verso la fine del secolo XIX dal filosofo e psicologo A. H. Pierce per designare le sensazioni sotto il livello della coscienza, troppo deboli per essere riconosciute, ed esteso successivamente a indicare tutta l’attività psichica che si svolge a tale livello (concetto che corrisponde in parte a quello psicanalitico di inconscio).
Pubblicità, trasmissione subliminale: presunte forme di persuasione occulta che potrebbero attuarsi attraverso messaggi inseriti nelle proiezioni cinematografiche e soprattutto nelle trasmissioni televisive, consistenti in immagini e voci di brevissima durata che, pur non essendo percepite coscientemente dagli spettatori, sono tuttavia in grado di agire nel loro subconscio.

Una (parola) giapponese a Roma

Vladika [‘vladika]
Voce serbocroata, dallo slavo ecclesiastico vladyka, derivato di vladeti ‘regnare, dominare’.
Sostantivo maschile invariabile.
(religione) Nell’ordinamento ecclesiastico ortodosso, vescovo.

Battuta obbligatoria

Se in una occasione viene richiesto un contributo volontario, e si pensa che qualcuno si sia sentito obbligato ad accettare per qualche motivo esterno, per alzare il morale al (poco) volontario non c’è nulla di meglio della nota battuta: Ti sei offerto spintaneamente?

Commedie e tragedie

"La bellezza riempie il mondo, come dice Dostoevskij."
Al Salone del libro Arrigo Sacchi, allenatore, si lancia in una citazione dotta. La frase scritta da Dostoevskij che si avvicina di più è "Il mondo sarà salvato dalla bellezza", detta dal principe Myskin in L’idiota.

Per un pugno di conchiglie

Forse vi chiederete chi ha risposto al trentaquattresimo libro. Nell’ordine: Serena Matrundola (5+1), M.Fisk (4+1), Vizi Coloniali (3+1), Mauro (2+1), Shazzer (1+1), Marco Marcon, Paola Zucchi, LucaBoh (1).
Due risposte sbagliate.
Credo sia inutile ribadire che nessuno tra i partecipanti al concorso né tantomeno il curatore ha mai letto tale libro. E ora non possiamo che salire di livello.

Trentacinquesimo libro monoindizio

Riti religiosi ematici.

Estemporaneo, Mugtahid; Lettori; Commedie; Conchiglie

Mag 20, 2015

Estemporàneo
Dal latino tardo extemporanĕu(m), dalla locuzione ĕx tempŏre ‘sul momento’.
Aggettivo.
1. Che è detto, scritto o fatto senza preparazione, improvvisando: discorso estemporaneo; versi estemporanei; intervento estemporaneo.
Sbrigativo, superficiale: un rimedio estemporaneo.
2. Che parla o scrive improvvisando: oratore, poeta estemporaneo.

Una (parola) giapponese a Roma

Mugtahid [mug’taid]
Voce araba.
Sostantivo maschile invariabile.
(religione) Presso i musulmani, il giureconsulto capace di personale elaborazione diretta della norma della legge sacra.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Marina Geymonat.

— Come si dice in italiano autogrill senza citare il marchio Autogrill, ma intendendo un qualunque posto di ristoro situato in un’area di sosta autostradale? (non mi dire che l’unico modo di dirlo è "posto di ristoro situato in un’area di sosta autostradale"!) —

Temo che Marina non accetti come risposta il più generico "area di servizio", perché non indica esplicitamente la possibiltà di avere un pasto. Avete qualche proposta?

Commedie e tragedie

Al Salone del libro, di fronte a un enorme parallelepipedo metallico di colore blu, una donna chiede: È questa la sala gialla?

Per un pugno di conchiglie

Trentunesimo libro, terzo indizio

Certo, qui si continua a prendere pugni. Primo il tipo, là, il cretino, e ora il giovane pappone, che mi ruba pure i soldi. Ma domani si va via di qua, chiamo *** e si fa qualcosa di bello. Almeno, spero che si faccia qualcosa di bello.

Proposito; PROPOSITO, CANGIAR; Commedie

gennaio 7, 2014

Buoni propositi

La redazione della Parolata fa il proposito di spedire (finalmente) i premi ai vincitori degli scorsi due concorsi e di iniziare un nuovo concorso letterario entro la fine del 2014. Mica roba da poco, specialmente il primo.

Parola

Propòsito
Dal latino proposĭtum, participio passato neutro di proponĕre, propriamente ‘ciò che è posto di fronte’.
Sostantivo maschile.
1. Fermo proponimento, volontà deliberata di fare una cosa, di comportarsi in un determinato modo: formare, formulare, avere un proposito; era un proposito eroico quello di voler correggersi di ogni difetto (Svevo).
Uomo, donna di proposito: fermi, risoluti, tenaci; moglie saggia, donna di proposito, così giovane d’anni e matura di senno (Bacchelli).
Di proposito: seriamente, d’impegno: s’è messo a studiare di proposito. Apposta, intenzionalmente: non posso credere che tu l’abbia fatto di proposito.
(estensione) Fine, scopo: perdere tempo senza proposito.
(estensione) Intenzione, progetto, disegno: che propositi hai per il futuro?
2. Argomento, materia del discorso: cambiamo proposito e passiamo ad altro.
Il soggetto di cui in quel momento si sta parlando: abbiamo avuto già una discussione su (o a) questo proposito; hai nulla da dire a questo proposito?
A proposito!: esclamazione per introdurre un discorso o un argomento in una conversazione.
Capitare, venire a proposito: nell’occasione, nel momento più adatto.
Male a proposito: inopportunamente.
È l’occasione più a proposito: la più opportuna.

Una (parola) giapponese a Roma

Cangiar [kan’dZar]
Dalla voce turca hancar, dall’arabo xanjar.
Anche cangiàro, cangiàrro.
Sostantivo maschile invariabile.
Pugnale turco con lama triangolare ricurva.

Commedie e tragedie

"Con le cellule di Stamina si rischia la mucca pazza".
Vannoni: "Tutte bufale".

Una notizia che ha girato nei giorni scorsi su giornali e telegiornali. Proposta da un lettore anonimo.