Posts Tagged ‘conchiglie’

Vicario, Feng shiu; Conchiglie; Spqr

febbraio 17, 2016

Vicàrio
Dal latino vicarius, derivato di vicis ‘vece’.
Sostantivo maschile.
1. Chi esercita un’autorità o una funzione in sostituzione o in rappresentanza di altra persona di grado superiore.
Nell’antichità e nel medioevo, titolo di funzionari e pubblici ufficiali: un vicario del governatore.
Attualmente è rimasto in uso soprattutto nella gerarchia ecclesiastica.
Vicario apostolico: vescovo in partibus inviato da Roma con poteri di vescovo residenziale.
Vicario capitolare: chi governa una diocesi vacante a nome del capitolo cattedrale.
Vicario delegato: rappresentante del vicario o prefetto apostolico.
Vicario parrocchiale: chi fa le veci, in determinate circostanze, del parroco nella cura d’anime.
Vicario di Cristo: il papa, in quanto suo rappresentante in terra, era nel medioevo titolo anche di sovrani temporali e di vescovi; E ‘l vicario di Cristo colla soma De le chiavi e del manto al nido torna (Petrarca).
In funzione di aggettivo o appositiva: podestà vicario, prefetto vicario.
Cardinale vicario: il cardinale che regge la diocesi di Roma in nome del papa.
Padre vicario: in alcuni ordini religiosi, chi fa le veci di un superiore.
Madre vicaria, o anche solo vicaria: monaca che fa le veci della madre superiora.

Aggettivo.
Che è, che sta in sostituzione o in luogo di altra cosa (anche astratta): autorità, funzione vicaria; sostanze vicarie.

Una (parola) giapponese a Roma

Feng shui [feng ‘Sui]
Locuzione cinese, propriamente ‘vento e acqua’.
Locuzione sostantivale invariabile.
(arredamento, architettura) Antica disciplina di origine orientale che, puntando all’equilibrio con l’ambiente, induce a disporre gli elementi urbanistici (vie, piazze, ecc.), gli edifici, le stanze, gli arredi o gli oggetti in modo da concentrare le energie positive e ridurre quelle negative.

Per un pugno di conchiglie e S.P.Q.R.

Mario Cacciari chiede la parola. Noi gliela diamo.

— Mi è concesso scrivere una paroletta anchamè? Grazie.
Per ragioni varie e non tutte ragionevoli quest’anno ho avuto la possibilità di partecipare solamente due o tre (quattro?) volte al testè conchiusosi concorsone dei conchigliaggi. Ho accumulato la pochezza di ben 18 punti, quasi la decima parte di quelli del mitologico ColonViz. Però quei piccoli 18 punti mi hanno dato tanta soddisfazione quanta ne ebbi quando, in terza media, fui l’unico della mia classe di 31 pupilli che riuscì a tradurre correttamente, e senza portarlo a casa, l’aforisma fatidico
MALO MALO MALO QUAM FIGERE CARBASA PALO.
Bravura che comunque mi fruttò, da parte di mio padre, un bel "Faresti meglio a studiare un po’ di più la storia, invece di dedicarti a queste scempiaggini!"
Grazie dunque, tante tante grazie, al benmeritante Carlomartire anche da parte di questo ventitreesimo classificato su trentasaei concorrenti. E con ciò lascio l’aforisma fatidico a quanti non conoscendolo vogliansi cimentarvi. —

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Fustagno, Dalai lama; Lettori; Conchiglie

febbraio 15, 2016

Fustàgno
Dal latino medievale fustaneum, derivato di fustis ‘fusto’, calco sul greco ksylinon ‘ligneo’.
Anche, arcaico e regionale, frustàgno, o arcaico fustno.
Sostantivo maschile.
Tessuto di scarso pregio morbido e robusto, di cotone o di lana, vellutato da un lato e spigato o liscio sull’altro lato.

Una (parola) giapponese a Roma

Dalai lama [da’lai ‘lama]
Composto del mongolo dalai ‘oceano’ e del tibetano lama ‘maestro, capo’; propriamente ‘maestro del mare universale, capo universale’.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
(religione) Il gran Lama di Lhasa, capo supremo della chiesa buddista del Tibet, fino al 1959 anche sovrano temporale.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Maurizio Codogno relativamente al numero di venerdì.

— Il comune si chiama Aramengo, ma la locuzione – probabilmente per etimologia popolare che ha sentito la ‘a’ iniziale come preposizione di moto a luogo – è ‘Andare a ramengo’. —

Ed è proprio come dice Maurizio.

Per un pugno di conchiglie

A una settimana dal termine del concorso lasciamo la parola al vincitore: M.Fisk.

— Ho provato a scrivere due righe di dichiarazione cercando di non essere scontato, ma per quanti sforzi abbia fatto non ci sono riuscito.
Sarò quindi scontato, e ringrazio -a nome mio, di FidanSata e dei colleghi che nelle ultime settimane seguivano dappresso ogni indizio- tutti i concorrenti del concorso per la compagnia reciprocamente fattaci nel corso di questa lunga prova. Un particolare pensiero a Vizi Coloniali, vero vincitore se non fosse stato penalizzato da un oneroso handicap (senza il quale, però, la battaglia non sarebbe stata così divertente).
Un ringraziamento speciale all’ottimo Maurizio Codogno, che mi ha fatto conoscere la Parolata consentendomi di partecipare.
Infine, e sono certo di parlare a nome di tutti i concorrenti, una grande ovazione al curatore, che si è sobbarcato sedici mesi di fatiche, sia per la produzione degli indizi che per il quotidiano stillicidio di mail e redazione di classifiche.
Questo concorso ci mancherà; speriamo che il prossimo non si faccia attendere troppo tempo! —

E ora al secondo classificato: Vizi Coloniali.

— Mi pare doveroso che tra i commenti ci siano anche i miei meritati complimenti a M.Fisk. —

Infine, siamo lieti di comunicarvi il nome del vincitore del premio a estrazione. Si tratta di Topo Gigio!
Il buon proposito del curatore, a questo punto, è di riuscire a inviare i premi in tempi compatibili con la durata della vita umana.

Bisbetico, Reprint; Paesipersone; Antonomasia; Conchiglie

febbraio 8, 2016

Bisbètico
Composto di bis- ‘due volte’ e del greco (amphis)betikos ‘che cammina da due parti, abile nel contendere’, inteso come ‘due volte litigioso’.
Aggettivo.
1. Stravagante, bizzarro, lunatico, brontolone: uomo bisbetico; persona di umore bisbetico.
(estensione) Anche di cose: malattia bisbetica: con improvvisi alti e bassi, o bizzarra, strana: son mali bisbetici: non c’è tempo da perdere (Manzoni); nome o parola bisbetica: di difficile pronuncia.

Sostantivo maschile.
Persona lunatica.

Una (parola) giapponese a Roma

Reprint [re’print]
Voce inglese, dal verbo (to) reprint ‘ristampare’, composto di re- e (to) print ‘stampare’, che a sua volta risale al latino premere ‘premere’.
Sostantivo maschile invariabile.
(tipografia) Ristampa anastatica di un’opera a stampa: fare il reprint di un libro da tempo esaurito, di una rivista scientifica introvabile.

Paesi da persone

La Bolivia ha assunto il proprio nome in onore di Simon Bolívar, militare, patriota e rivoluzionario venezuelano, oltre che liberatore che contribuì all’indipendenza di Bolivia, Colombia, Ecuador, Panama, Perù e Venezuela. Bolivar si chiamano anche tre città, una contea e una penisola in USA, oltre alla città spagnola basca di Ziortza-Bolibar, che ha aggiunto il cognome dell’eroe al proprio nome. Per la cronaca, il suo nome completo era un po’ più ridondante: Simón José Antonio de la Santísima Trinidad Bolívar y Palacios de Aguirre, Ponte-Andrade y Blanco.

L’antonomasia e il soprannome

Simon Bolívar è, per antonomasia in tutto il mondo, il Libertador, il Liberatore.

Per un pugno di conchiglie

Abbiamo giocato con il cinquantaduesimo libro, ed è successo che al primo indizio hanno indovinato Maria Rita Pepe (5+5 punti), Paola Zucchi (5+4) e Topo Gigio (5+3); al secondo indizio Marco Marcon (4+2) e LucaBoh (4+1); al terzo M.Fisk (3); al quarto Vero (2); al quinto Vizi Coloniali, Cinzia Agostinetto, Maurizio Codogno, Liana Sassoli, Silvia Laganà, Michele, Omero Mazzesi e Cristina (1).
La risposta sbagliata è stata una. Qui la risposta corretta e la classifica finale.

Ebbene sì: il concorso è terminato con il raggiungimento dei 200 punti da parte di M.Fisk, il nuovo campione del concorso letterario della Parolata. Onore a lui, che si è guadagnato il prestigioso premio. Al secondo posto il campione storico Vizi Coloniali che, dobbiamo ricordarlo, sarebbe stato il vincitore anche di questa edizione se solo il vostro curatore non gli avesse assegnato un handicap esagerato. Infine complimenti a LucaBoh, che la spunta nella corsa per il terzo posto.
In settimana verrà sorteggiato il vincitore del premio a estrazione, che ricordiamo sarà pesato rispetto ai punti raccolti dai concorrenti durante il concorso. Lunedì prossimo comunicheremo il vincitore, e se qualche concorrente vorrà inviarci qualche commento o qualche dichiarazione sul concorso appena terminato, provvederemo a pubblicarlo.

Grazie a tutti per avere partecipato, speriamo che vi siate divertiti, e a presto con un nuovo concorso, forse.

Neup- Traccia; Passeggiate; Frasi; Conchiglie

febbraio 5, 2016

Non è una passeggiata, a cura di PassoBarbasso

Traccia
Sostantivo femminile.
1. Impronta, segno lasciato sul terreno: le tracce degli scarponi sulla neve; le tracce di un lupo nel bosco.
Seguire le tracce: seguire le orme, le impronte per trovare qualcuno o qualcosa; in senso figurato, seguire gli indizi per scovare qualcuno o qualcosa; anche, emulare, cercare di eguagliare: seguire le tracce della selvaggina; seguire le tracce di un rapinatore; seguire le tracce di un grande pittore.
Essere sulla traccia, sulle tracce: essere sul punto di scovare, stare per trovare: la polizia è sulle tracce degli assassini.
Essere sulla buona traccia: avere buoni indizi sulla via da seguire.
Far perdere le proprie tracce: non farsi trovare, sparire.
[…]

Passeggiate di dire

‘La passeggiata’ è una installazione di Michele de Lucchi sul tema dell’ambiente di lavoro presentata al Salone del Mobile 2015 a Milano. Alla pagina che illustra l’opera si legge tra le altre cose:

"Il movimento favorisce la produzione di pensieri nuovi perché camminare significa lasciare andare le preoccupazioni, osservare il mondo da una prospettiva diversa e trarre ispirazione da un paesaggio che cambia continuamente influenzandoci e sfidandoci.
È importante dunque non stare fermi e arrivare alla propria postazione dopo aver seguito un percorso che porta a incontrarsi in un luogo che favorisca la produttività, faciliti lo scambio, stimoli la contaminazione.
Le relazioni con altre persone devono essere favorite perché ci aiutano a evolvere, ed è per questo che l’ufficio del futuro è mutevole, informale, aperto verso l’esterno, arricchito di opere d’arte, circondato dal verde.
Una specie di palestra dove allenare la mente a generare nuove possibilità con spazi concepiti per accrescere il benessere, sviluppare potenzialità e solleticare l’immaginazione senza dimenticare che la bellezza della natura può fecondare il fertile terreno della conoscenza."

Camminare è dunque un’attività che riguarda l’intelletto oltre che il corpo, e questo ben lo sanno i lettori di NEUP.

Frasi, non futilità

Ancora sul rapporto tra camminare e pensare, vale la pena di riportare quello che Robert Macfarlane scrive nel suo libro ‘Le antiche vie’.

"Lo stretto rapporto tra camminare e pensare è profondamente radicato nella storia della lingua, come rivela quella che è forse l’etimologia più affascinante a me nota. La pista ha inizio con il verbo inglese to learn, nel senso di apprendere. Risalendo la storia lessicale, troviamo l’antico inglese leornian, sapere, essere istruito. Da leornian il sentiero conduce ancor più indietro nel tempo, tra le macchie di fricative del protogermanico fino al termine liznojan, che ha per significato base seguire o individuare una traccia. Apprendere perciò significa in origine seguire una traccia. Lo sapevate? Io no, e sono grato agli esploratori-etimologi che hanno riportato alla luce queste piste perdute che legano ‘imparare’ a ‘camminare’."

Per un pugno di conchiglie

Cinquantaduesimo libro, quinto (e ultimo?) indizio

Poi sappiamo come è andata a finire: qualche amico morto in guerra, il ragazzo della famiglia morto giovane di una malattia e seppellito nella tomba di famiglia. L’unico, perché gli altri componenti della famiglia, la ragazza, i genitori e la nonna, furono deportati e non riuscirono a tornare più nella loro stupenda villa con giardino. Certo che è proprio vero: al peggio non c’è mai fine.

Mnemonico, Evergreen; Conchiglie

febbraio 4, 2016

Mnemònico
Dal greco mnemonikos, derivato di mnemon -onos ‘memore’, dal tema di mimnesko ‘ricordare’.
Aggettivo (plurale maschile mnemonici).
1. Della memoria, che concerne la memoria intesa come capacità di ricordare: sforzo mnemonico; o che serve ad aiutare la memoria: esercizio mnemonico; espedienti mnemonici.
Regola mnemonica: enunciazione di un principio o di una legge che faccia ricorso a un modello o a un artificio con cui facilitare la memoria.
(psicologia, neurofisiologia) Traccia mnemonica: segno lasciato da passate esperienze nella psiche e nelle strutture nervose che la sottendono: meno del ricordo cosciente o distinto, ma più di un puro stato fisico, la traccia è ravvisata e trasformata in memoria da esperienze attuali, per un nesso associativo, analogico o simbolico.
2. Fondato essenzialmente o prevalentemente sulla memoria anziché sul raziocinio, e perciò limitata alla meccanica ripetizione di formule: apprendimento mnemonico.

Una (parola) giapponese a Roma

Evergreen [‘evergrin, in italiano comunemente pronunciato ever’grin]]
Voce inglese, propriamente ‘sempreverde’
Aggettivo e sostantivo maschile e femminile invariabile.
1. Che, o chi, gode di grande notorietà anche dopo molto tempo dai primi successi, intramontabile, specialmente di fenomeni di massa, prodotti artistici o personaggi pubblici: questa canzone è un evergreen; un’attrice evergreen.
2. (bancario, non comune) Credito evergreen: credito rotativo senza data di scadenza e convertibile in un credito a termine.

Per un pugno di conchiglie

Cinquantaduesimo libro, quarto indizio

Quando la giovane torna a casa per delle feste il narratore, finalmente, riesce a trovare il coraggio e baciarla. Come si dice: chi si somiglia si piglia. Catastrofe. Non viene accolto tra le braccia dell’amata, ma viene respinto. Non la prende bene, non accetta le motivazioni della giovane, ne inventa altre fantasiose.