Archive for settembre, 2015

R- Capitone, Hapax legomenon; Uomini; La sai!; Rovinata

settembre 30, 2015

Capitóne
Latino capitone(m) ‘che ha la testa grossa’, da caput, genitivo capitis ‘capo’.
Sostantivo maschile.
1. Anguilla femmina che non torna in mare per riprodursi, ma rimane nelle acque interne ingrassandosi.
2. Filo di seta grossa e disuguale.
3. (regionale) Alare del camino.

Una (parola) giapponese a Roma

Hapax legomenon [‘apaks le’gomenon]
Locuzione greca, propriamente ‘detto (legomenon) una sola volta’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(linguistica) Parola o forma di cui è attestato un solo esempio all’interno del sistema di una lingua o di un’opera letteraria, ad esempio il termine ramogna rispetto all’intera letteratura italiana, perché compare una sola volta in un passo della Divina Commedia.

Uomini e parole

Ferrandìna
Etimologia discussa: dal francese ferrandine, probabilmente dal nome dell’inventore Ferrand.
Sostantivo femminile.
Stoffa leggera con trama di lana e ordito di seta.

Lòbbia
Dal lombardo lobia, con sovrapposizione del nome del deputato C. Lobbia, divenuto famoso per un processo intentatogli nel 1869 dalla Regia dei Tabacchi.
Sostantivo femminile e maschile.
Cappello maschile di feltro morbido con la calotta segnata da una infossatura sul senso della lunghezza, e la tesa più o meno larga.

Ferrandina è di Berilio Luzcech, lobbia di Marco Marcon.

Marco Marcon 58
Simona Brugnoni 55
Banda Trinchero 51
Mauro Cociglio 51
Libero Zucchelli 31
Banda Giordano 5
Enrico Grosso 3
Paola Cinato 2
Evelino Bomitali 2

La sai l’ultima!

Il ministro dei trasporti cinese?
Fur Gon Cin.

Dal vostro curatore.

Uomini e parole rovinate

Il contrario di Giovanni Fracasso (lettore e contributore della Parolata)?
Vechi Suormona.

Proposta da Marina Geymonat, con il contributo di Riccardo Lancioni.

R- Bulimia, Apertis verbis; Uomini; La sai!; Rovinata

settembre 29, 2015

Bulimìa
Voce dotta, dal greco boulimía ‘fame divoratrice’, composto di bous ‘bue’ nel senso di ‘grande’ e limós ‘fame’.
Sostantivo femminile.
(medicina) Sensazione morbosa di appetito insaziabile con necessità di ingerire eccessive quantità di cibo.
Sinonimi: polifagia, licoressia.

Una (parola) giapponese a Roma

Apertis verbis [a’pertis ‘verbis]
Locuzione latina.
Locuzione avverbiale.
Apertamente, chiaramente, francamente: dire la propria opinione apertis verbis.

Uomini e parole

Accòrdio
Dal francese accordéon, dal nome dell’inventore, il tedesco Akkordion.
Sostantivo maschile.
Specie di antico organino.

Còndom
Voce francese, derivata dal nome dell’inventore.
Sostantivo maschile
Preservativo.

Accordio e condom sono di Berilio Luzcech.

La sai l’ultima!

Lo sai come si fa a vedere se in un appartamento ci sono 4 elefanti che giocano a poker?
Si vede se c’è la 500 parcheggiata sotto casa.

Riccardo Lancioni, probabilmente, conclude la serie della cinquecento.

Uomini e parole rovinate

Il contrario di Fracasso (si tratta di Giovanni Fracasso, lettore e contributore della Parolata)?
Smokingduedipicche.

Proposta da Riccardo Lancioni.

R- Teste, Serra, Sierra; Uomini; La sai!; Rovinata; Conchiglie

settembre 28, 2015

Testé
Abbreviazione di testeso, il quale è forse da teso teso, nel senso di ‘dritto dritto’.
Avverbio.
1. (antico, letterario) Poco fa: io me ne avvidi testé quando io andai per l’acqua (Boccaccio).
2. (antico) Ora, in questo momento: con la forza di tal che testé piaggia (Dante).
3. (antico) Fra poco: a me conviene testé andare a Firenze (Boccaccio).

Sèrra
Dal latino serra(m) ‘sega’.
Sostantivo femminile.
Catena o costiera montuosa che si allunga per un certo tratto in linea retta e senza avvallamenti.

Una (parola) giapponese a Roma

Sierra [‘sjerra]
Voce spagnola, propriamente ‘sega’, dal latino serra(m).
Sostantivo femminile.
In Spagna e in America latina, catena montuosa con cresta molto frastagliata.

Uomini e parole

Gìbus
Dal francese gibus, dal cognome del cappellaio Gibus che lo inventò nel 1834.
Sostantivo maschile invariabile.
Cappello a cilindro provvisto di molle che permettono di ripiegarlo e appiattirlo, usato un tempo nell’abbigliamento maschile da sera.

Garnett [‘garnet]
Voce inglese, dal nome dell’inventore.
Anche garnettatrice;
Sostantivo femminile invariabile.
(industria tessile) Macchina sfilacciatrice per cascami.

Due parole pressochè inutili, la prima di Marco Marcon, la seconda di Berilio Luzcech.

La sai l’ultima!

Il migliore nuotatore tedesco?
Otto Vaske.

Dal curatore.

Uomini e parole rovinate

MAOMATTANO
Fondamentalista islamico

Da Umberto Trinchero.

Per un pugno di conchiglie

Pur all’interno del numero ristampato, ecco i risultati del trentanovesimo libro. Hanno risposto correttamente i seguenti concorrenti: al terzo indizio MFisk (5+3). Michele (4+3) e Cristina (3+3); al quarto Vizi Coloniali (2+2).
Sbagliano invece in due. Questo era il libro giusto.
Ora due settimane di riposo, il concorso ritornerà lunedì 12 ottobre.

Neup- Utopia, Ucronia; Passi; Passeggiate; Conchiglie

settembre 25, 2015

Non è una passeggiata, a cura di PassoBarbasso

Parole a confronto

Utopìa
Dal nome fittizio di un paese ideale, coniato da Tommaso Moro nel suo famoso libro "Libellus […] de optimo reipublicae statu deque nova insula Utopia" (1516), con le voci greche οὐ ‘non’ e topos (τόπος) ‘luogo’; quindi ‘luogo che non esiste’.
Sostantivo femminile.
1. Formulazione di un assetto politico, sociale, religioso che non trova riscontro nella realtà ma che viene proposto come ideale e come modello; il termine è talvolta assunto con valore fortemente limitativo (modello non realizzabile, astratto), altre volte invece se ne sottolinea la forza critica verso situazioni esistenti e la positiva capacità di orientare forme di rinnovamento sociale (in questo senso utopia è stata contrapposta a ideologia).
2. (estensione) Ideale, speranza, progetto, aspirazione che non può essere realizzato: la perfetta uguaglianza fra gli uomini è un’utopia; queste sono utopie!

Ucronìa
Dal francese uchronie, voce coniata dal filosofo Charles Renouvier nel 1876, costruito sul modello di utopia cn il greco chronos (χρόνος) ‘tempo, periodo di tempo’.
(raro) Sostituzione di avvenimenti immaginarî a quelli reali di un determinato periodo o fatto storico, per esempio, la situazione europea se Napoleone avesse vinto a Waterloo.

A passi tardi e lenti

Lei è all’orizzonte.
Mi avvicino di due passi,
lei si allontana di due passi.
Cammino per dieci passi e
l’orizzonte si sposta
dieci passi più in là.
Per quanto io cammini,
non la raggiungerò mai.
A cosa serve l’utopia?
Serve proprio a questo: a camminare.

Eduardo Hughes Galeano

Passeggiate di dire

Peri peri
In Sicilia, andare in giro si dice ‘iri peri peri’, letteralmente: piedi piedi.

Per un pugno di conchiglie

Trentanovesimo libro, quinto indizio

Poi tutto termina, insieme allo sciogliersi della festa anche il gruppo si divide: qualcuno rimane in Spagna, qualcuno torna in Francia, altri tornano a Parigi, qualcuno dopo essere stato sedotto viene abbandonato. E la donna fascinosa e complicata? Tra i mille amanti e futuri mariti, decide di tornare dall’antico amico non-amante.

Funesto, Escabeche; Lettori; Rovinata; Conchiglie

settembre 24, 2015

Funèsto
Dal latino funestus, derivato di funus -nĕris ‘funerale’.
Aggettivo.
1. Che cagiona morte, lutti o gravi danni, che è causa di grave dolore, che ricorda morte e lutti: una guerra funesta; Cantami, o Diva, del Pelide Achille L’ira funesta (Omero – Monti); È funesto a chi nasce il dì natale (Leopardi); effetti, conseguenze funeste.
Anche di persona: un individuo funesto alla società; o assoluto: un individuo funesto.
In senso morale: letture, esempî funesti, largamente e gravemente dannosi.
2. (estensione) Di morte, di lutto o funestato da lutti, da sciagure, da avvenimenti molto gravi: un giorno, un luogo funesto; un periodo funesto per la nazione; Notte atroce, funesta, orribil notte (Alfieri).

Una (parola) giapponese da Perilli

Escabeche [esca’betSe]
Voce spagnola, derivato dell’arabo dialettale iskebej, variante di sikbaj ‘carne marinata’.
Sostantivo maschile invariabile.
(gastronomia) Marinata a base di aceto, foglie di alloro, menta ecc., usata per conservare cacciagione, pesce o verdure.

I lettori ci scrivono

Si parlava di Peyote, e il nostro botanico di fiducia, Mario Cacciari, ci scrive a riguardo.

— Il nome Peyote o Peyotl (pane degli dei) o Mescal, riferito alla pianta, è quello che in italiano si potrebbe definire il nome "volgare". Botanicamente la pianta, una cactacea di dimensioni piuttosto piccole, si chiama Lophophora williamsii (descritta per primo da John Merle Coulter) ed è pianta, se non decisamente proibita, sottoposta a regole particolari per la coltivazione e detenzione. Io, come addetto ai lavori, ne possiedo una da circa 15 anni (altezza 3 centimetri, diametro 6 centimetri) e regolarmente mi produce una decina di graziosi piccoli fiori apicali rosa ogni anno. In genere fertili. Alcuni semi, caduti nei vasi accanto, hanno facilmente e spontaneamente prodotto pianticelle microscopiche che io, per correttezza etica, ho sempre provveduto a distruggere. —

La parola rovinata

ARANCIO
Tipico agrume servito durante il pranzo dei soldati.

Di Pietro Scalzo.

Per un pugno di conchiglie

Trentanovesimo libro, quarto indizio

Specialmente, si festeggia, ci si ubriaca e si litiga. I rancori della compagnia vengono fuori, i disprezzi personali e razziali esplodono, ed esplodono le scazzottate. Insomma, questo è il culmine della storia, quello per cui ci eravamo preparati per tutta la prima parte del libro.