Posts Tagged ‘paesi’

R- Trebbia, Viveur; Paesi: Levantino

giugno 18, 2019

Trébbia
Forse dal tedesco Treber ‘vinacce’.
Sostantivo femminile.
(specialmente plurale) Residuo della lavorazione del malto, utilizzato come mangime.

Una (parola) giapponese a Roma

Viveur [vi’v9r]
Voce francese; derivato di vivre ‘vivere’.
Sostantivo maschile invariabile.
Chi fa vita mondana, abbandonandosi ai piaceri e alle avventure amorose; vitaiolo, oggi per lo più in senso scherzoso o ironico.

Nomi di paesi, la parola

Levantìno
Aggettivo.
1. Del Levante; che proviene dal Levante: città levantina; prodotti levantini.
2. (figurato spregiativo) Scaltro, spregiudicato, specialmente nel commercio e negli affari.
(estensione) Infido, traditore: comportamento levantino.

Sostantivo maschile.
1. Nativo, abitante dei paesi del Levante.
2. (figurato spregiativo) Persona scaltra e infida.

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R- Tratturo, Bazar; Paesi: Baldacchino

maggio 17, 2019

Trattùro
Derivato del latino tractus, participio passato di trahere ‘trarre’; nel latino medievale tracturus ‘via, fosso’.
Sostantivo maschile.
Strada o sentiero erboso, segnato dal passaggio delle greggi.

Una (parola) giapponese a Roma

Bazar [baZàr]
Dal persiano bazar ‘mercato’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Mercato caratteristico dei paesi orientali e dell’Africa settentrionale.
2. Negozio in cui si vendono le merci più svariate.
3. (figurato) Luogo pieno di oggetti ammassati alla rinfusa.

Nomi di paesi, la parola

Baldacchìno
Dall’arabo bagdadi ‘di Bagdad’, città da cui proveniva la stoffa.
Sostantivo maschile.
1. Drappo quadrangolare, ornato di fregi e frange pendenti ai lati, sostenuto da quattro o più aste, sotto il quale si porta in processione il SS. Sacramento.
Drappo analogo che sta sopra gli altari o i troni; un tempo faceva anche da copertura ai letti.
2. (architettura) Sovrastruttura in marmo o pietra di edicole, tombe, cibori, specialmente nell’arte barocca.

R- Sofia, Boche; Paesi; Accento

aprile 18, 2019

Sofìa
Dal greco sophía ‘sapienza, saggezza’ da sophós ‘colui che sa’, di etimologia sconosciuta.
Sostantivo femminile.
(letterario) Sapienza, scienza: un sillogismo di mistica sofia (Carducci).

Una (parola) giapponese a Roma

Boche [boS]
Voce francese, da (Al)boche, alterazione gergale di Allemand ‘tedesco’, attraverso Allemoche.
Sostantivo maschile invariabile.
(spregiativo) Tedesco, per i francesi.

Nomi di paesi, la parola

Dìttamo
Voce dotta, latino dictamnu(m), dal greco díktamnos, di etimologia discussa: forse da Dikte, nome di una montagna cretese.
Sostantivo maschile.
Pianta erbacea delle Rutacee sempreverde e aromatica con fiori bianchi, grandi, in recemi allungati. Sinonimo: frassinella.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice sofìa, il sostantivo; Sofìa il nome di persona e Sòfia il nome della capitale bulgara. Da ciò si deduce cha la piazza di Torino è piazza Sòfia, nonostante sia comunemente chiamata piazza Sofìa.

R- Logoteta, Bonbon; Paesi; Perle

aprile 10, 2019

Logotèta
Greco bizantino logothetes, originariamente ‘ufficiale posto (dal verbo tithenai) sopra i conti (logoi)’.
Sostantivo maschile (plurale logoteti).
Rappresentante supremo dell’autorità imperiale nei territori bizantini.

Una (parola) giapponese a Roma

Bonbon [bom’bon]
Voce francese, bonbon, reduplicazione infantile di bon ‘buono’.
Sostantivo maschile invariabile.
Confetto, piccolo dolce.

Nomi di paesi, la parola

Teatìno
Dal latino Teatinu(m), derivato di Teate, nome dell’attuale città di Chieti.
Aggettivo e sostantivo maschile.
1. (letterario) Nativo, abitante di Chieti.
2. Religioso della congregazione di chierici regolari fondata nel 1524 da san Gaetano da Thiene e da Pietro Carafa, arcivescovo di Chieti (poi papa Paolo IV).
3. (disusato spregiativo) Bigotto, ipocrita: i novatori scolastici che applaudirono, e i timidi chietini che si
spaventarono (Nievo).

Perle dai porci

"… a Roma il Colosseo frana e a San Francisco il Golden gay crolla."
Dal "Morandini", dizionario cinematografico su CD.

Dal nostro inviato Roberto Giai Meniet.

R- Alpacca, Packfong, Sheffield; Paesi; Ribollite

aprile 8, 2019

Parole a confronto

Alpàcca
Etimo incerto.
Anche, popolare, alpàca o àlpaca.
Sostantivo femminile.
Lega di rame (50%), zinco (30%) e nichel (20%), di aspetto simile all’argento, impiegata per fabbricare oggetti decorativi e posaterie.

Una (parola) giapponese a Roma

Packfong [pak’foNg]
Voce inglese; variante di paktong, dal cinese baitong, composto di bai ‘bianco’ e tong ‘rame’.
Anche pacfong.
Sostantivo maschile invariabile.
Nome comune di una serie di leghe bianche, dette anche ottoni al nichel, i cui componenti principali sono rame, nichel e zinco; hanno aspetto argenteo e caratteristiche simili all’argentana e all’alpacca; fra le più note, quella conosciuta come Sheffield.

Nomi di paesi, la parola

Sheffield [‘Seffild]
Voce inglese, dal nome della città di Sheffield, riduzione di sheffield plate ‘foglio metallico di Sheffield’.
Sostantivo maschile invariabile.
Procedimento che consiste nel fare aderire a caldo un foglio d’argento su una lastra di rame, in uso specialmente fino alla prima metà del XIX secolo: placcatura a sheffield.
Il materiale metallico così ottenuto.

Storie ribollite

Termina il tempo utile per indovinare la prima storia ribollita del concorso.
Due lettori indovinano la storia: Giovanni Fracasso e Marco Marcon, che incamerano rispettivamente due punti e un punto. Tre punti invece per Piero Fabbri, il propositore della storia.
La risposta la trovate sul sito (per non rivelarla a chi vorrà giocare in futuro) alla pagina della soluzione.

Potete trovare una nuova storia ribollita da indovinare, proposta da chinalski, sul sito a questa pagina, ma riportiamo anche qui la storia per comodità.

Seconda storia ribollita.

Ehi, senti qua, questa è bella, un po’ lunga ma bella, dai, siediti, è davvero da scompisciarsi. Non la sai, vero, quella del tipo che arriva in un posto e poi gliene succedono di tutti i colori? Da spanciarsi dal ridere, davvero, se solo ci penso mi viene da… Va bene, va bene, inizio, tu siediti se no ti ribalti dal ridere. Allora, c’è un tipo, un ragazzo, che formìca, fòrnica, insomma, tromba con una tipa e la mette incinta e allora deve emigrare e già questo a me fa ridere, eh? No, no, siediti, che non è mica finita, dai, stai tranquillo. Allora, ‘sto qua arriva in nave, e suo zio lo aspetta, e lo ospita, e gli vuole bene, ma lui fa non so più cosa con la figlia dello zio e insomma, lo zio lo caccia di casa e allora lui incontra due tipi, due furfanti, e lui è un bravo ragazzo, e, pensa, vanno a lavorare in un albergo, e lui si fa benvolere da tutti, perché è una brava persona, e poi i due furfanti arrivano, o erano già nell’albergo, non so, e comunque fanno su il ragazzo, e lo mettono nei pasticci col direttore dell’albergo perché lui è un po’ ingenuo, ma è bravo, e allora lo cacciano anche dall’albergo e, senti questa, i due tipi lo portano da una tipa strana, una specie di postrituta, una così, insomma, che lei, senti qua, è l’unica che lo odia, lo teme, anche da lì poi come è, come non è, lo cacciano e deve andarsene, che ridere. Ma ecco, ora arriva il battutone, ora si ride, senti qua, lui allora parte, con un gruppo di attori, o di giocolieri, non ricordo, insomma, altra gente, e va verso ovest, con il treno, e sembra che tutto vada bene finalmente, ed ecco, allora, lui va, era ad ovest? Sì, sì, e quindi, ecco c’è tanta gente e poi succede che lui incontra, forse, un vecchio amico, di quando era all’albergo, e allora dice, dice, insomma, vanno ad est, no, a ovest, aspetta eh, no, ma guarda che me la ricordo, e, siediti, guarda che fa ridere, davvero, giuro che era bellissima, una battuta che lèvati, dai, ma accidenti, però era bella, sai?