Posts Tagged ‘paesi’

R- Marchiano, Excursus; Paesi; Ritrovato; Retorica; Frasi

novembre 3, 2017

Marchiàno
Propriamente ‘della Marca di Ancona’ cioè ‘marchigiano’, detto originariamente di una qualità di ciliegie molto grosse. Aggettivo.
Grosso, eccessivo: errore marchiano.

Una (parola) giapponese a Roma

Excursus [eks’kursus]
Voce latina; derivato di excurrere, composto di ex- ‘fuori’ e currere ‘correre’; propriamente ‘scorreria’ poi ‘digressione’.
Sostantivo maschile invariabile.
Digressione, divagazione: chiedo scusa ai colleghi di questi excursus che mi sono dovuto concedere.
Breve e rapida rassegna: attendo a compilare un succinto excursus della critica dantesca contemporanea.

Nomi di paesi, la parola

Còcchio
Dall’ungherese kocsi; propriamente ‘della località di Kocs’.
Sostantivo maschile.
1. Carrozza signorile tirata da due o più cavalli.
2. Antico carro a due ruote.

Cocchio è di Marco Marcon, come pure marchiano, ci mancherebbe altro.

Il paese ritrovato

"Come la porta si chiuse dietro al commissario, Marcon si rese conto di Cociglio, in piedi nel suo angolo che aveva dimenticato il canarino e adesso fissava veramente Marcon per scoprirne i pensieri."

Il capitolo diciannove del racconto? Sul sito.

La retorica per tutti

Apozèugma
Composto di apo- e del greco zéugma ‘unione’.
Sostantivo maschile [plurale apozeugmi].
(retorica) Figura consistente nel far reggere a verbi di significato affine più costrutti che potrebbero essere retti da un unico verbo: sosteneva la sua estraneità, affermava la sua innocenza.

Frasi, non futilità

Amici, abbiamo il piacere di proporvi il racconto (forse) più breve del mondo.

Il dinosauro
di Augusto Monterroso

Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì.

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R- Almagesto, Passim; Paesi; Retorica; Perle

novembre 2, 2017

Almagèsto
Dall’arabo al-Magisti, titolo della traduzione araba (secolo IX) dell’opera astronomica greca di Claudio Tolomeo (secolo II) Megístì (syntaxis), propriamente ‘grandissima (raccolta)’.
Sostantivo maschile.
(letterario) Trattato di astronomia.

Una (parola) giapponese a Roma

Passim [‘passim]
Voce latina; propriamente ‘senz’ordine’, derivato di pandere ‘spandere’.
Avverbio.
Qua e là, in diversi luoghi; si usa soprattutto nelle citazioni per indicare che ciò a cui ci si riferisce si trova in diversi luoghi dell’opera citata: cfr. Virgilio, Eneide, passim.

Nomi di paesi, la parola

Bàrbero
Derivato di Barberia; di Barberia, concernente la Barberia, antica denominazione dell’Africa nordoccidentale (dalla Libia al Marocco attuali).
Aggettivo e sostantivo maschile.
Si dice di cavallo allevato per correre un palio, in particolare quello di Siena.

Berrovière
Dal provenzale berrovier, propriamente ‘uomo, soldato del Berry’, regione della Francia.
Anche birrovière.
Sostantivo maschile.
(antiquato) Sgherro, sbirro. masnadiero.

Barbero è di Libero Zucchelli, berroviere di Marco Marcon.

La retorica per tutti

Apòstrofe
Dal latino tardo apostrophe(n), dal greco apostrophé, derivato di apostréphein ‘deviare’.
Sostantivo femminile.
1. Figura retorica che consiste nel rivolgere improvvisamente e concitatamente il discorso a persona o cosa personificata e a cui non si era prima diretti: Ver’ me si fece, e io ver’ lui mi fei: Giudice Nin gentil, quanto mi piacque Quando ti vidi non esser tra’ rei! Nullo bel salutar tra noi si tacque; Poi dimandò … (Dante), dove l’apostrofe è la frase Giudice Nin gentil, quanto mi piacque Quando ti vidi non esser tra’ rei!
2. (estensione) Frase, discorso energico, rimprovero rivolto a qualcuno con cui non si era precedentemente in discorso: lo interpellò con un’apostrofe poco piacevole; apostrofi, epiteti, invocazioni accompagnavano il rito (Palazzeschi).

Perle dai porci

"Lexus, auto ufficiale del salone nautico di Genova."
Da una pubblicità.

Proposta da Roberto Giai Meniet, stupito dalla scelta di fare sponsorizzare a un’automobile il salone nautico.

R- Apologetica, Repulisti; Paesi; Accento; Appunto

ottobre 31, 2017

Apologètica
Da apologetico, dal latino tardo apologia(m), dal greco apologhía ‘discorso in difesa’, che nell’antica Atene l’accusato pronunciava di fronte ai giudici.
Sostantivo femminile.
1. Difesa delle credenze religiose; in particolare, nel cristianesimo, parte della teologia che mira a difenderne la verità sostenendone la credibilità storica e razionale.
2. L’attività e l’opera degli apologisti cristiani; la scienza che studia i loro scritti.
3. (estensione) Letteratura volta alla difesa o all’esaltazione di una dottrina, di un personaggio ecc.

Una (parola) giapponese a Roma

Repulìsti
Voce latina; seconda persona singolare del perfetto di repellere ‘respingere’, tratta da un verso del Salmo XLIII (quare me repulisti? ‘perché mi respingesti?’), con ravvicinamento popolare a ripulire.
Anche, popolare, ripulìsti.
Sostantivo maschile invariabile.
Usato solo nella locuzione famigliare e scherzosa fare (un) repulisti: portare via tutto, fare piazza pulita, specialmente rubando o mangiando: i ladri hanno fatto (un) repulisti in casa mia; in questo ufficio c’è troppa gente inutile, ci sarebbe bisogno di un bel repulisti.

Nomi di paesi, la parola

Mongolòide
Composto di mongolo e -oide.
Aggettivo.
(antropologia) Si dice di gruppo umano caratterizzato da brachicefalia, corporatura tarchiata, carnagione giallastra, capelli neri e occhi di taglio obliquo.

Aggettivo e sostantivo maschile.
Denominazione, ormai disusata in campo scientifico, di chi è affetto da sindrome di Down; anche, di ciò che la caratterizza: viso mongoloide; tratti mongoloidi.

Cremificàto
Da Crema, cittadina della Lombardia.
Aggettivo.
Si dice di formaggio di consistenza cremosa o al quale sia stata aggiunta crema di latte.

Mongoloide e cremificato sono parole di Libero Zucchelli.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice gerbèra, e non gèrbera.

L’appunto

-oide
Secondo elemento di parole composte, di origine greca o di formazione moderna, dal greco -oeidés, derivato di êidos ‘modello’; indica somiglianza, affinità, relazione, analogia con ciò che è espresso dal primo membro (antropoide, metalloide); può anche avere sfumatura scherzosa (mattoide) o negativa (intellettualoide).

R- Orrido, Pied-a-terre; Paesi; Accento; Lasai!; Canzone

ottobre 30, 2017

Òrrido
Dal latino horridu(m) ‘ispido, incolto, orrendo’, derivato di horrìre ‘diventare irto’ (detto dei capelli), quindi ‘provare orrore’, vedi orrendo.
Aggettivo.
Che desta orrore per la bruttezza o per l’aspetto aspro o selvaggio: orrido mostro; un’orrida valle; d’orridi muggiti Commosse rimbombar le arcate volte (Parini); Ma non senza de’ Persi orrida pena Ed immortale angoscia (Leopardi).
(letterario) Irto, ispido: barba orrida e incolta; La chioma rabuffata, orrida e mesta (Ariosto); Macchia d’elci e di pruni orrida e folta (Caro); deposta l’orrida Maglia il guerrier sovrano Scendea del campo a tergere Il nobile sudor (Manzoni).

Sostantivo maschile.
1. Aspetto orrido; ciò che è orrido: il gusto dell’orrido.
2. Precipizio o canalone a pareti aspre ed erte originato dall’azione erosiva di un torrente: l’orrido di Foresto in Val di Susa.

Una (parola) giapponese a Roma

Pied-à-terre [pjeda’tEr]
Voce francese; propriamente ‘piede a terra’.
Sostantivo maschile invariabile.
Piccolo alloggio usato non come normale abitazione, ma per brevi soggiorni.

Nomi di paesi, la parola

Schiavo
Latino medievale sclavu(m), slavu(m), propriamente ‘(prigioniero di guerra) slavo’.
Aggettivo e sostantivo maschile.
1. Si dice di chi è privo della libertà personale e dei diritti civili, e appartiene ad altri come una cosa: gli schiavi dell’antichità; la tratta degli schiavi. Alla schiava, si dice di braccialetto liscio, alto, pesante, simile all’anello che gli schiavi portavano alla caviglia; anche, di un tipo di sandali legati al piede da lacci che salgono oltre la caviglia.
2. (estensione) Si dice di chi è soggetto alla volontà o alla forza altrui e non può disporre liberamente di sé; di chi si lascia dominare da una determinata condizione o consuetudine: un popolo schiavo; non voglio essere schiavo di nessuno; essere schiavo delle passioni, delle convenzioni sociali, dell’alcol, della droga.
Schiavo!, schiavo suo!, antica forma di saluto, da cui il diffusissimo ciao.
3. (antico) Della Schiavonia, regione sulla costa orientale dell’Adriatico; slavo: Sì come neve… /… si congela, / soffiata e stretta da li venti schiavi (Dante, Purgatorio XXX, 85-87).

Zarzuela [sar’swela]
Voce spagnola; dal nome di una piazza di Madrid, dove si tenevano spettacoli teatrali.
Sostantivo femminile invariabile.
(musica) Rappresentazione drammatica spagnola di antica tradizione e a carattere popolare.

Schiavo e zarzuela di Marco Marcon.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice sàtrapo, ma anche, anticamente o poeticamente, satràpo.

La sai l’ultima!

Un uomo si butta dal novantesimo piano, lui cade, dopo 5 minuti arriva anche il suo scalpo. Come mai?
Aveva applicato una lozione che ritarda la caduta dei capelli.

Un classico offerto da Marino Trani.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Questi sono i risultati della cinquantesima canzone: Bettyblu (5+5), Giuly (5+4), Piero Fabbri (5+3), Francesco Caiazzo (5+2), Alby (5+1), Fermassimo, M.Fisk, Mario Cacciari, Alberto Cacciari, Michele, Nando Tomassoni (5).

Per giocare con la cinquantunesima canzone dovrete attendere fino al lunedì 6 novembre.

Collera, Styling; Paesi; Frasi

ottobre 13, 2017

Còllera
Latino cholera, dal greco kholera ‘bile’.
Anche, antico, còllora.
Sostantivo femminile.
1. (antico) Umore bilioso.
2. Improvviso sentimento di ira, di breve o lunga durata, insorto per reazione a un torto subìto o a una grave mancanza altrui, e che si manifesta con atti e parole o in un prolungato, tacito sdegno verso il colpevole: andare, montare in collera con uno o contro uno; essere in collera con qualcuno, essere sdegnato con lui.
(figurato) Di forze naturali che si scatenino con furia e violenza: la collera del vento, del mare, degli elementi naturali.

Una (parola) giapponese a Roma

Styling [‘stailin]
Voce inglese, derivato di (to) style ‘disegnare, modellare, dare una linea’.
Sostantivo maschile invariabile.
Nel disegno industriale, e di creazioni della moda, la progettazione della linea che viene conferita a un prodotto o a una serie omogenea di prodotti, e la linea stessa: lo styling elegante dei nuovi modelli di primavera; un’autovettura di serie che ha uno styling troppo squadrato.

Nomi di paesi, la parola

Pubblicammo tempo fa la seguente definizione:

Fustàgno
Dal latino medievale fustaneum, derivato di fustis ‘fusto’, calco sul greco ksylinon ‘ligneo’.
Anche, arcaico e regionale, frustàgno, o arcaico fustno.
Sostantivo maschile.
Tessuto di scarso pregio morbido e robusto, di cotone o di lana, vellutato da un lato e spigato o liscio sull’altro lato.

Marco Marcon ce ne propone una diversa per la medesima parola.

— Dall’arabo al-Fusṭāṭ, sobborgo del Cairo donde in origine questo tessuto veniva importato.
C’è da dire che è una etimologia dubbia, svariati dizionari indicano "incerto" o altro. La Treccani lo fa risalire a una parola latina nella sezione Vocabolario e alla città di cui sopra nella sezione enciclopedia… —

Frasi, non futilità

I roghi non illuminano le tenebre.
Stanisław Lec