Archive for maggio, 2017

Deiezione, Timelapse; Schiele; Perle

maggio 31, 2017

Deiezióne
Dal latino deiectio -onis, derivato di deicere ‘gettare giù o fuori’, composto di de- e iacere ‘gettare’.
Sostantivo femminile.
1. (medicina, dotto) Scarica del ventre, defecazione; in senso concreto, specialmente al plurale, gli escrementi.
2. (geologia) Deposito dei materiali erosi e trasportati dagli agenti esterni del modellamento terrestre: deiezioni fluviali, glaciali, eoliche, dune di deiezione.
3. Fase di deiezione: attività vulcanica consistente nella fuoriuscita più o meno violenta di prodotti piroclastici.
4. (antico) Condizione e sentimento di decadenza, di abiezione, o di abbattimento morale.
In astrologia, la condizione di minore influenza di un astro, per essere in opposizione ad altro che ne contrasta l’effetto, o per trovarsi in segno opposto a quello nel quale è maggiore il suo influsso, contrapposta a esaltazione: [Don Ferrante] sapeva parlare a proposito, e come dalla cattedra, delle dodici case del cielo, de’ circoli massimi, … d’esaltazione e di deiezione, di transiti e rivoluzioni (Manzoni).
5. (filosofia) Nella filosofia esistenzialista, traduzinone del termine tedesco Verfallenheit che indica, nel pensiero di M. Heidegger, il modo di essere inautentico dell’uomo in quanto «è gettato» nel mondo, preso nella quotidianità e nella dimensione impersonale dei rapporti.
Più in generale, nel linguaggio filosofico, il termine è stato usato per indicare il limite e, per certi aspetti, i caratteri negativi della finitezza umana.

Una (parola) giapponese a Roma

Timelapse [‘taimlaps]
Voce inglese composta da time ‘tempo’ e lapse ‘intervallo’.
Anche time-lapse.
Sostantivo maschile invariabile.
(fotografia, cinematografia) Tecnica di ripresa consistente nella registrazione a intervalli di tempo regolari e non continui di immagini che vengono in seguito montate in modo continuo, con un effetto di scorrimento più veloce del tempo, utilizzata in genere per documentare fenomeni che avvengono in tempi lunghi con cambiamenti lenti, oppure per filmati realizzati con pupazzi che vengono variati ad ogni scatto per darne il senso del movimento: undici anni in due minuti, la ricostruzione di Ground Zero in timelapse.

Come si dice Schiele?

Il fotografo francese Robert Doisneau si deve pronunciare ro’bert dua’no.

Perle di notizie

"Il Piemonte esce dal piano di rientro"

Marco Marcon ci segnala questo divertente titolo presente su vari giornali.

Tecnologia, Dosage zero, Pas dose; Slogan perversi

maggio 30, 2017

Tecnologìa
Composto di tecno- e -logia, propriamente ‘trattato sistematico (di grammatica)’; nelle accezioni più ampie e più recenti, ricalca l’inglese technology.
Sostantivo femminile.
1. Vasto settore di ricerca, composto da diverse discipline, che ha come oggetto l’applicazione e l’uso degli strumenti tecnici in senso lato, ossia di tutto ciò che può essere applicato alla soluzione di problemi pratici, all’ottimizzazione delle procedure, alla presa di decisioni, alla scelta di strategie finalizzate a determinati obiettivi. Spesso il termine è adoperato impropriamente come sinonimo di tecnica, mentre esso si riferisce piuttosto all’utilizzazione ottimale, anche e soprattutto da un punto di vista economico, dell’insieme di tecniche e procedimenti diversi impiegati in un dato settore, e delle conoscenze tecnico-scientifiche più avanzate e, più in generale, a un insieme di elaborazioni teoriche e sistematiche, applicabili globalmente alla pianificazione e alla razionalizzazione dell’intervento produttivo.
Tecnologia avanzata, alta tecnologia: con riferimento all’applicazione scientificamente organizzata e in genere computerizzata delle tecniche più progredite in un dato settore.
Tecnologie educative: lo studio sistematico dei mezzi e delle strategie per raggiungere determinati obiettivi didattici in campo educativo, nella scuola o nella formazione professionale.
2. In antropologia culturale, l’insieme delle attività materiali sviluppate dalle varie culture per valorizzare l’ambiente ai fini dell’insediamento e del sostentamento; essa incide tanto sulla conoscenza teorica della realtà e della natura costitutiva dei materiali quanto sul loro uso e sulle loro proprietà con influenze dirette sull’organizzazione sociale e politica.

Una (parola) giapponese a Roma

Dosage zéro [do’zaZ ‘zero]
Voce francese, propriamente ‘dosaggio zero’.
Locuzione aggettivale invariabile.
(enologia) Di spumante secco, completamente privo di liqueur d’expédition. Sinonimo: pas dosé.

Pas dosé [pa do’se]
Voce francese, propriamente ‘non dosato’.
Locuzione aggettivale invariabile.
Come Dosage zéro.

Liqueur d’espédition [li’kør dekspedi’ziOn]
Voce francese, propriamente ‘liquore di spedizione’, con riferimento alla spedizione ai clienti che avveniva subito dopo tale trattamento.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(enologia) Miscela di zucchero di canna e vino, o un suo distillato, che può essere aggiunta allo spumante vinificato con il metodo champenoise prima che la bottiglia venga definitivamente tappata.

Slogan perversi

Vi ricordate la vecchia rubrica "Versi perversi" che ricercava nelle canzoni e nelle poesie le frasi errate o illogiche? Non ha avuto un grande successo per la difficoltà di ricercare il materiale da pubblicare, ma siamo fiduciosi che la rubrica gemella associata alle pubblicità avrà migliore fortuna! Iniziamo con un classico di questi giorni.

"Fineco investe nella tecnologia più evoluta che esista: l’uomo."

L’uomo non è una tecnologia, non è nemmeno una tecnica, non lo è mai stato e non potrà mai esserlo. Il messaggio, un po’ ingenuo e probabilmente non veritiero, potrebbe essere che Fineco non fa utilizzo di tecniche informatiche ma che si basa sulla capacità di gestione degli uomini che ci lavorano, ma è detto così male che merita di aprire la nostra nuova rubrica.

Fucato, Chutzpah; Lettori; Canzone

maggio 29, 2017

Fucàto
Dal latino fucatus, participio passato di fucare ‘tingere’, derivato di fucus ‘fuco, porpora’.
Aggettivo, letterario.
1. Tinto, imbellettato di fuco o di altre sostanze coloranti: Il crasso Scita ed il fucato Medo (D’Annunzio).
2. (figurato) Mascherato, falso: la chiamano bellezza, ma in vero è una impudenza fucata (Castiglione).
Artificioso, affettato: verso … troppo fucato (Tasso).

Una (parola) giapponese a Roma

Chutzpah [‘hutspa]
Voce yiddish, propriamente ‘insolente, impertinente’.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
Insolente, impertinente, audacia espressa sia nella realizzazione del bene che del male; all’accezione negativa iniziale la parola ha acquisito alcuni risvolti interessanti nella sua incarnazione in inglese: esprime ammirazione per l’essere audacemente non conformista nel proprio campo, oltre ad una particolare presunzione ed arroganza nel mostrarsi tale. Il chutzpah è la caratteristica che consente, ad esempio, a un ragazzo sotto processo per l’omicidio dei propri genitori di appellarsi alla bontà del giudice perché orfano.

Marina Geymonat ci ha suggerito questa parola.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Maurizio Codogno relativamente a jack of all trades, oppure jack-of-all-trades, e ci corregge dicendo che la locuzione è utilizzata sia in senso negativo che in senso positivo, fornendoci il sito del dizionario Merriam-Webster come riferimento.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Alla trentottesima canzone rispondono correttamente, cioè Roberta, l’unica risposta che è stata considerata corretta, i seguenti concorrenti: Giuly (5+5), Fermassimo (5+4), Bettyblu (5+3), Simona Gavagni (5+2), Francesco Caiazzo (5+1), Alberto Cacciari, Michele, M.Fisk, Alex Merseburger, Marino Trani, Nando Tomassoni (5).

La trentanovesima canzone sarà in gioco fino a mercoledì 31 maggio.

Alle Haway (2 7 4 2 5)

Coreografia, Matte shot; Maccheronico; Rovinata

maggio 26, 2017

Coreografìa
Composto del greco khoreia ‘danza’ e -grafia.
Sostantivo femminile.
Arte di comporre i balletti, disegnandone, sulla trama di un libretto, le successive figurazioni dei solisti e dei gruppi, armonizzate con la musica e con vari elementi dello spettacolo; l’attività stessa di ideazione e direzione di un balletto, e, talora, la sua esecuzione.
(estensione) Il termine si usa anche in relazione ad altri generi di spettacolo come il cinema, la rivista, la televisione.
(estensione) Scenografia di un avvenimento pubblico o solenne, specialmente se accompagnata da movimenti sincroni di massa e da una ricchezza inusitata di luci e colori: la scenografia del cambio della guardia.

Una (parola) giapponese a Roma

Matte shot [mat’Sot]
Voce inglese, composto di matte ‘opaco’ e shot ‘inquadratura, ripresa’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(cinema, televisione) Ripresa cinematografica o televisiva attuata con particolari filtri e schermi diffusori posti sull’obiettivo della cinepresa.

Giapponese maccheronico

La Parolata chiese: Non siamo però riusciti a trovare come viene indicato il "tuttofare" in inglese: qualcuno sa aiutarci?
E ci rispondono: Mario Cacciari:

— Io posso suggerire handyman, ed il corrispondente femminile handywoman. Ma non so se sia molto assimilabile al jolly! —

Maria Rita Pepe:

— Wildcard credo. —

Alex Merseburger:

— Io ho sempre usato "Jack of all trades". Ho trovato anche queste traduzioni: all-rounder, handy-andy, handyman, dogsbody, factotum, girl Friday, odd-job man. —

Ringraziamo tutti i lettori, ma abbiamo qualche dubbio che siano usi equivalenti a quello di "jolly" in italiano. In particolare è molto interessante la proposta di Alex, anche perché si tratta di un uomo di parola. Sembra che sia una derivazione inglese dalla locuzione "Johannes factotum", che a sua volta era usata in Inghilterra in epoca elisabettiana. L’unico problema è che ha un’accezione negativa, in quanto fa parte della frase "Jack of all trades, master of none", che in italiano si usa tradurre in "Esperto di tutto, maestro di niente", usata per indicare una persona con molteplici abilità ma tutte superficiali, una persona dispersiva, insomma.

La parola rovinata

Colmare
Riempire completamente un contenitore con acqua marina.

Di chinalski.

Esaustivo, Pan; Propone; Canzone

maggio 25, 2017

Esaustìvo
Derivato del latino exhaustus, participio passato di exhaurire ‘esaurire’, secondo il modello dell’inglese exhaustive, dal francese exhaustif.
Aggettivo.
Che tende a esaurire, a trattare in modo compiuto un determinato soggetto: trattazione, dimostrazione esaustiva; una bibliografia esaustiva; la mia enumerazione è solo esemplificativa e non pretende di essere esaustiva. Sinonimo: esauriente.

Esaustióne
Dal latino tardo exhaustio -onis ‘atto di esaurire’, derivato di exhaustus, participio passato di exhaurire ‘esaurire’.
Sostantivo femminile.
Solo nella locuzione metodo di esaustione: riduzione all’assurdo, schema di ragionamento matematico di tipo indiretto che evita l’uso di procedimenti infinitesimali nelle questioni relative alle aree e ai volumi, basato sulla successiva esclusione di ipotesi che risultano assurde.

Una (parola) giapponese a Roma

Pan [pan]
Sostantivo inglese, propriamente ‘padella.
Sostantivo maschile invariabile.
Bacinella di forma circolare, di legno o metallo, del diametro di 50-70 cm, poco profonda, usata per separare l’oro o altri metalli o pietre pesanti dai materiali sabbiosi o terrosi che li contengono. La bacinella viene riempita del materiale da separare e tenuta sott’acqua, viene poi impresso un movimento rotatorio che espelle gradatamente per forza centrifuga i minerali di minor peso specifico.

La Parolata propone

Anche Michele ci scrive.

— In merito alla questione sollevata da Giovanna e dalla Parolata, sono d’accordo circa l’improprio uso di androide, e antropoide mi pare una buona soluzione, ma meglio ancora umanoide che, oltre ad essere più corto, ha una pronuncia più dolce e non mette in difficoltà chi ha problemi con la erre. —

Pieno appoggio della Parolata alle parole senza erre!

La Canzone Settimanale Enigmistica

Trentottesima canzone in gioco, è terminato il tempo per rispondere. Era:.

Bolle (7)

Risposta: Roberta, di Peppino di Capri, prima era Roberto.