Archive for febbraio, 2011

APPENDIZIE, PETITUM; Fuoriluogo; Tommaso

febbraio 28, 2011

Appendìzie
Dal latino medievale appendiciu(m), derivato di appendix -icis ‘appendice, aggiunta’.
Sostantivo femminile plurale, o anche appendìzi, sostantivo maschile plurale.
(diritto) Prestazioni accessorie gratuite o regalie in prodotti agricoli dovute usualmente dall’affittuario o dal mezzadro al proprietario del terreno.
(estensione) Regalie dovute per consuetudine al padrone dal colono.

Una (parola) giapponese a Roma

Petitum [pe’titum]
Voce latina; propriamente ‘ciò che è richiesto’, participio passato neutro sostantivale di petere ‘chiedere’.
Sostantivo maschile invariabile.
(diritto) Ciò che la parte chiede in giudizio.
Oggetto della pretesa che la parte rivolge al giudice civile.

Luoghi fuori luogo

Castiglion Fiorentino si trova in provincia di Arezzo. Si chiamava solamente Castiglione, poi nel medioevo divenne prima Castiglion Aretino, sotto il dominio di Arezzo, poi Castiglion Perugino, sotto il dominio di Perugia e infine Castiglion Fiorentino, sotto Firenze. Poi la cittadina non cambiò più nome.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Terminiamo di giocare col quinto libro con le risposte corrette di: al terzo indizio Francesco Caiazzo (5+3 punti), Rosy (4+3) e Raffaella (3+3); al quarto indizio Vizi Coloniali (2+2), Michele (1+2), poi Liana Sassoli, Maria Rita Pepe, Noemi74 e Paolo de Vivo (2 punti); al quinto indizio Francesca Ortenzio e Mauro Palma (1 punto).

Il libro era Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson. Già sappiamo che ci verranno sollevate delle polemiche da parte di alcuni partecipanti al concorso che diranno che Hyde nel libro non stupra donne. Rispondiamo subito a tali polemiche. Si era detto, all’inizio del concorso, che gli indizi sarebbero stati più liberi, ebbene, in questo caso in un indizio si è detto che mister Hyde stuprava donne poiché questo successe realmente, ma per motivi di decenza lo scrittore reputò meglio non citare questo crimine sessuale. Chiediamo ai lettori quindi di non fermarsi ad analizzare unicamente ciò che è riportato nei libri, ma allargare il campo a ciò che successe davvero.

Passiamo ora al sesto libro.

Primo indizio
In molti storie c’è un assedio, e gli assediati ovviamente devono cercare di fuggire dalla città in pericolo. Qualcuno lo fa scavando un tunnel sotto terra, o aggrappandosi a una palla di cannone. Qui no.

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PATINA, MOKSA; Perle; Tommaso

febbraio 25, 2011

Pàtina
Dal latino patina(m) ‘padella, scodella’, con evoluzione semantica non chiara.
Sostantivo femminile.
1 Velatura che si forma col tempo, per effetto dell’ossidazione, della luce e degli agenti atmosferici, su dipinti e altri oggetti antichi, specialmente metallici.
Patina del tempo: (figurato) il segno che il passare del tempo lascia su qualcosa, mettendone in evidenza la non attualità, l’appartenenza a tempi ormai lontane.
2. Strato di vernice o smalto che viene spalmato per contraffazione o imitazione dell’antico, a bronzi, medaglie e simili.
Strato di pigmenti miscelati e dispersi in una soluzione acquosa di adesivi che si stende su un tipo di carta da stampa per renderla liscia e lucida
3. Patina linguale: (medicina) velo bianco-giallastro che si forma sulla lingua in seguito ad affezioni dell’apparato digerente e del fegato.
4. (estensione) Strato sottile che ricopre qualcosa.

Patinàto
Participio passato di patinare.
Aggettivo.
Ricoperto di patina: carta patinata.
(figurato) Caratterizzato da perfezione tutta esteriore o apparente: la bellezza patinata delle dive.

Una (parola) giapponese a Roma

Moksa [‘moksa]
Voce sanscrita, propriamente ‘liberazione, salvezza’.
Sostantivo maschile invariabile.
Secondo l’antica letteratura vedica e poi nel buddismo, la liberazione finale dell’anima dal ciclo delle reincarnazioni e lo stato di felicità così conseguito. Sinonimo: mukti.

Perle dai porci

CONTACT CENTER 803-164,
il servizio è completamente gratuito.

Da una lettera dell’INPS. Alex Merseburger ci scrive a proposito:
— Mi pare che il servizio possa essere a pagamento oppure gratuito.
Ma che parzialmente o completamente gratuito non possa esistere…
O mi sbaglio? —

Poiché "gratuito" significa "che si fa, si dà o si riceve senza alcun compenso", Alex ha perfettamente ragione.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Quinto indizio
Poi, il finale, triste ma inevitabile: uno dei due muore. E anche l’altro.

EMMENAGOGO, FOHRD; Personedapaesi; Lettori; Tommaso

febbraio 24, 2011

Emmenagògo
Composto del greco émmìna ‘ricorsi mensili’ e agogós ‘che guida, conduce’.
Aggettivo e sostantivo maschile [plurale maschile emmenagòghi].
(medicina) Si dice di farmaco che favorisce la comparsa delle mestruazioni.

Una (parola) giapponese a Roma

Föhrd [ford]
Voce tedesca dialettale, dal norvegese fjord ‘fiordo’.
Sostantivo maschile invariabile.
Stretta rientranza costiera circondata da faggeti, caratteristica dello Schleswig-Holstein.

Persone da paesi

Jeroen Anthoniszoon van Aken, pittore olandese del 1400, è detto Hieronymus Bosch poiché era nato a Hertogenbosch.

I lettori ci scrivono

Ci scrive C.
— A Roma, come sicuramente saprete è invalso l’uso di dire "vado a studio", oppure "da studio" (quando parlano i giornalisti (!!). Io trovo quest’espressione terribile: non dovremmo dire vado allo studio? Ci vediamo al mio studio? E tutto dallo studio?. Cosa mi dite a tale proposito? —
Qui il vostro curatore deve ammettere la sua ignoranza: non aveva mai sentito questo modo di parlare, e scopre solo ora che a Roma si parla in questo modo.
Sicuramente l’uso corretto è quello indicato da C, con la preposizione articolata. In alternativa si potrebbe anche dire vado in studio, o sono in studio, ma sicuramente sono sbagliati i modi indicati.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Quarto indizio
E la storia a avanti così, semplicemente: i due si odiano, si conoscono, si temono, hanno a che fare con altre persone, magari entrambi con la medesima persona, ma incredibilmente non si incontrano. Mai.

PRELATO, MONSIGNORE, LIGULA; Schiele; Eufemismo; Tom

febbraio 23, 2011

Parole a confronto

Prelàto
Dal latino medievale praelatu(m), propriamente participio passato di praeferre ‘porre innanzi, dar la preferenza’.
Sostantivo maschile.
1. Sacerdote investito di cariche o funzioni superiori nella gerarchia cattolica.
Prelati maggiori: i cardinali, gli arcivescovi e i vescovi.
Prelati minori: i generali di ordini, gli abati, i priori.
2. (antico) Superiore, maggiore.
3. (antico) Governatore, vicario regio.

Monsignóre
Dal francese monseigneur, composto di mon ‘mio’ e seigneur ‘signore’.
Sostantivo maschile.
Titolo onorifico spettante a vescovi ed ecclesiastici investiti di particolari dignità.
Titolo attribuito un tempo a papi, principi, re e imperatori, e in certi paesi agli eredi al trono, membri della famiglia reale o principi.
2. (figurato, scherzoso) Persona importante, di alto rango: darsi arie da monsignore.

Una (parola) giapponese a Roma

Lìgula
Dal latino ligula(m), derivato di lingere ‘leccare’.
Sostantivo femminile.
1. Tipo di cucchiaio in uso presso gli antichi romani.
2. (botanica) Piccola espansione laminare con cui si prolunga la guaina delle foglie nelle graminacee e in altre piante simili.

Come si dice Schiele?

Anton Corbijn, fotografo e regista olandese, si pronuncia [an’ton kor’bein].

L’eufemismo

Gli attributi sono, eufemisticamente, gli organi sessuali maschili, intesi specialmente come simbolo di decisione e di grinta.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Terzo indizio
Non si conoscevano, non si frequentavano, ma il primo sapeva del secondo e lo temeva, e il secondo sapeva del primo, e lo disprezzava. Ma non potevano essere più diversi: uno a curare le persone, a fare beneficenza, l’altro a uccidere persone, a stuprare donne.

CANONE, RECLAME; Uomini; Idiozia; Tommaso

febbraio 22, 2011

Cànone
Dal latino canone(m), che è dal greco kanón -ónos ‘regolo, canna’, poi per traslato ‘norma, regola’, da kanna ‘canna’.
Sostantivo maschile.
1. Regola, criterio normativo, principio fondamentale: il canone della bellezza classica; comportarsi secondo i canoni.
(filosofia) Criterio di verità; principio che regola un procedimento conoscitivo.
2. (diritto) Controprestazione in denaro o in altre forme, corrisposta periodicamente per l’utilizzazione di un bene: canone d’affitto, di locazione; pagare, riscuotere il canone.
Equo canone: canone d’affitto di un’abitazione stabilito da un’apposita legge che disciplina le locazioni degli immobili urbani.
Canone d’abbonamento: che deve essere pagato dagli abbonati a una pubblicazione periodica o a un servizio.
3. Nel diritto canonico, decreto, norma di valore universale emanata dalla chiesa in materia di fede o di disciplina ecclesiastica; anche, ognuno degli articoli del codice di diritto canonico: i canoni del concilio di Trento; citare il canone cinque.
Catalogo ufficiale dei santi canonizzati.
4. Elenco delle opere e degli autori che costituiscono i modelli da seguire: il canone dei poeti tragici; canone alessandrino, corpus di autori greci definito dai grammatici in età alessandrina.
Canone della Sacra Scrittura: (ecclesiastico) il catalogo ufficiale dei libri riconosciuti dalla chiesa come ispirati da Dio.
Catalogo dei libri che, in alcune religioni, sono riconosciuti rivelati, sacri o autentici: canone buddistico, ebraico, cristiano.
5. (ecclesiastico) La parte essenziale della messa, dal prefazio alla comunione, ora denominata prece eucaristica.
6. (musica) Struttura musicale a più parti tipica della polifonia antica, fondata sulla ripresa e l’imitazione rigorosa della melodia proposta inizialmente da una delle parti.
Composizione a sé stante, o parte di altre composizioni, come nella fuga.

Una (parola) giapponese a Roma

Réclame [re’klam]
Voce francese; in origine termine tipografico che valeva ‘chiamata’ (a piè di pagina), poi ‘breve annuncio nel testo di un giornale’; derivato di réclamer, che è dal latino reclamare ‘chiamare ad alta voce’.
Sostantivo femminile invariabile.
1. Appello rivolto al pubblico mediante i giornali, la radio, la televisione e altri mezzi di diffusione, per invogliarlo ad acquistare un prodotto, a recarsi a uno spettacolo ecc.; propaganda, pubblicità: réclame efficace, azzeccata.
È tutta réclame: si dice di cosa che vale poco, nonostante la pubblicità.
Far réclame a qualcosa, a qualcuno: farne conoscere le qualità.
2. (estensione) Il mezzo con cui si reclamizza qualcosa (cartellone, opuscolo pubblicitario, comunicato commerciale ecc.).
Réclame luminosa: insegna al neon.

Aggettivo invariabile.
Effettuato a scopo pubblicitario: prezzo réclame.

Uomini e parole

Isabèlla
Dal francese isabelle, che è dal nome proprio Isabelle ‘Isabella’, con riferimento a un personaggio storico non bene identificato.
Aggettivo e sostantivo maschile invariabile.
Si dice di un colore giallo pallido tendente al fulvo, tipico del pelame di alcuni cavalli sauri.

Isabèlla
Dal nome di Isabella Gibbs (secolo XIX), che diffuse questo vitigno.
Sostantivo femminile.
Vitigno di origine americana, che dà un’uva nera da tavola dal sapore di fragola, detta comunemente uva fragola.

Idiozia popolare

Chi si somiglia si piglia
e
Gli opposti si attraggono
sono due proverbi che si contraddicono. Proposti da Marco Marcon.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Secondo indizio
L’altro era una pessima persona, odiata da tutti, disprezzata dalla società. Non aveva un lavoro, era brutto, era malvagio, i soldi li rubava alle brave persone e faceva solo del male agli altri.