Archive for novembre, 2018

Moggio, Modio, Latinorum; Abita; Rovinata

novembre 30, 2018

Mòggio
Latino mŏdius, probabilmente derivato di modus ‘misura’.
Sostantivo maschile, (plurale le mòggia, meno comune i mòggi, antico le mògge).
1. Antica unità di misura di capacità per aridi, soprattutto per le granaglie, usata in Italia prima della adozione del sistema metrico decimale, con valori diversi nelle varie città.
(figurato, antico o letterario) Grande quantità: io le voglio mille moggia di quel buon bene … (Boccaccio); ce n’è a moggia, in grandissima abbondanza. Recipiente che ha la capacità di un moggio, o piuttosto di un modio romano, usato per la misurazione degli aridi. Con questo significato la parola è adoperata solo in alcune frasi figurate di origine biblica.
2. Antica unità di misura agraria usata, con valori diversi, in varie province italiane.
Seguito da una specificazione, superficie di terra sufficiente per la semina di un moggio di grano: un moggio di terreno.

Mòdio
Dal latino modius.
Sostantivo maschile.
1. Antica unità di misura romana di capacità per aridi, equivalente a 8,733 litri.
Modio cumulato, equivalente a 11,64 litri.
Modio castrense: usato in provincia per le misure di cereali nel calmiere di Diocleziano.
Misura agraria romana, equivalente alla terza parte di uno iugero.
2. Denominazione convenzionale in uso tra gli archeologi per definire il copricapo caratteristico di alcune divinità ctonie, quali Artemide efesia, Ecate, Serapide: ha forma di vaso o canestro, più o meno svasato verso l’alto, simboleggiante la fertilità e l’abbondanza che spesso sono attribuite alla potenza delle divinità ctonie.

Una (parola) giapponese a Roma

Latinòrum
Sostantivo maschile.
Parola formata popolarmente con la desinenza -orum del genitivo plurale latino per indicare spregevolmente o scherzosamente il latino, quand’esso non è inteso o è adoperato da chi non vuole farsi intendere, e con questa accezione può indicare un discorso anche non latino ma costruito con parole intenzionalmente oscure, involute o troppo tecniche. È nota soprattutto per la frase pronunciata da Renzo nel capitolo II dei Promessi Sposi, quando don Abbondio gli enumera in latino gli impedimenti dirimenti: «Si piglia gioco di me?» interruppe il giovine. «Che vuol ch’io faccia del suo latinorum?» (Manzoni).

Abita come mangi

Gli abitanti di Velletri, in provincia di Roma, si chiamano veliterni oppure velletrani. Questo dal nome latino della città: Velitrae.

La parola rovinata

Speciale filosofia

SOCRATES
Colui che diede un calcio in avanti alla Maieutica.

Di Pietro Scalzo.

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Fascino, Item; Religiose; Rovinata

novembre 29, 2018

Fàscino
Dal latino fascĭnum ‘maleficio; amuleto’.
Sostantivo maschile.
1. (letterario) Malia, influenza malefica che si ritiene possa emanare dallo sguardo degli invidiosi, degli adulatori, degli affetti da qualche morbo.
2. Potenza di attrazione e di seduzione: donna ricca di fascino, dotata di fascino irresistibile; il fascino di un oratore sulla folla; il fascino della serpe sugli usignoli.
Fascino slavo: l’irresistibile attrattiva che viene attribuita alla bellezza, soprattutto femminile, slava; l’espressione è anche usata in senso ironico o scherzoso, con riferimento a uomo o donna assai attraente o che tale si creda.
3. Nome che i Romani diedero al dio Priapo, e poi all’attributo sessuale del dio, a cui si riconobbe valore apotropaico.

Una (parola) giapponese a Roma

Item
Voce latina.
Avverbio.
Parimenti, ugualmente, altresì; è latinismo frequente in antichi documenti di lingua, soprattutto disposizioni testamentarie, conti di commercianti e banchieri, leggi e bandi, inventari e simili, come segnale di ripresa in un’elencazione.
Item lascio a …: e inoltre lascio a …, in un’elencazione di proprietà indicate in un testamento.
Item dee dare …: e inoltre deve dare …, in un contratto stipulato.

Item [‘ajtem]
Voce inglese, sostantivazione dell’avverbio latino item.
Sostantivo maschile invariabile.
Termine in uso nei paesi di lingua anglosassone e adottato anche nella lingua francese, con pronuncia [i’tem], per indicare i singoli elementi di un elenco, di un insieme organizzato, per esempio gli articoli o voci di un dizionario, le domande che fanno parte di un test, di un’inchiesta e simili.

Antonomasie religiose

Il Tonante, per antonomasia, è Giove, il dio supremo dei romani. Ma è anche il Folgoratore e il Lampeggiante.

La parola rovinata

Speciale filosofia

EMPIEDOCLE
Sciagurato filosofo siciliota.

Di Pietro Scalzo.

Scipito, Scipido, Iwa-take; Accento; Idiota; SPQR; Rovinata

novembre 28, 2018

Accenti a confronto

Scipìto
Rifacimento del latino exsipĭdus, da insipĭdus ‘insipido’ con cambio di prefisso.
Aggettivo.
Senza sapore, o poco salato; insipido: il brodo, l’arrosto è scipito.
(figurato) Insulso, non spiritoso: una battuta scipita; riferito a persona, scialbo, poco espressivo, con scarsa personalità, e simili: di Concetta si discusse sovente all’osteria. Chi la diceva scipita, chi proponeva di richiamarla presto (Pavese).

Scìpido
Rifacimento del latino exsipĭdus, da insipĭdus ‘insipido’ con cambio di prefisso.
Aggettivo.
(antico) Scipito, insipido; in senso figurato, insulso.

Si dice scipìto, ma si dice scìpido.

Una (parola) giapponese a Roma

Iwa-take [iwa’take]
Voce giapponese, propriamente ‘bambù di roccia’.
Sostantivo maschile invariabile.
Lichene del genere Ombelicaria contenente acido giroforico e impiegato in Giappone come alimento per il suo alto contenuto proteico.

L’idiota

Pappalàrdo
Composto di pappare e lardo.
Sostntivo maschile.
1. Uomo sciocco, credulone, balordo, goffo.
2. (antico o regionale) Mangione, ghiottone.
3. Bacchettone, bigotto.

Abita come mangi

Ci riproviamo: anticamente i casalaschi erano gli abitanti della città, mentre casalesi erano gli abitanti dei dintorni molto ampi. Ora dovrebbe essere più chiaro, ringraziamo Maurizio Codogno per averci fatto notare l’errore nella frase.

S.P.Q.R.

Pròpe
Dal latino prope.
Preposizione.
Vicino, presso. Latinismo usato da Dante: molti gridan «Cristo, Cristo!», Che saranno in iudicio assai men prope A lui, che tal che non conosce Cristo.

La parola rovinata

Speciale filosofia

ATARASSACO
Privo di passione per il dente di leone.

Di Pietro Scalzo.

Strale, Kasseler; Uomini; Paesi; Abita; Rovinata

novembre 27, 2018

Stràle
Dal longobardo strāl ‘freccia’.
Sostantivo maschile [plurale strali].
1. (letterario o poetico) Freccia, dardo: Al nervo adatta del suo stral la cocca (Poliziano); Curvò Clorinda sette volte e sette Rallentò l’arco e n’aventò lo strale (Tasso); Non si trattien lo strale, Quando dall’arco uscì (Metastasio); essere vittima degli strali di Cupido.
(figurato) Efficacia pungente e dolorosa: essere bersaglio degli strali dell’avversario, della calunnia, della fortuna avversa; appuntare, dirigere i propri strali su qualcuno, farlo oggetto di aspre critiche, di pungente ironia e simili.
(estensione) Il dolore prodotto da qualche cosa che ferisca anche nell’animo: Tu lascerai ogne cosa diletta Più caramente; e questo è quello strale Che l’arco de lo essilio pria saetta (Dante).
2. Imbarcazione da diporto, a vela, della lunghezza di circa 5 m, il cui equipaggio di regata è costituito da due persone.

Una (parola) giapponese da Perilli

Kasseler [‘kaseler]
Voce tedesca, dalla locuzione Kasseler Rippespeer, composto di Kasseler ‘di Kassel’, città della Germania, oppure da Cassel o Kassel, macellaio tedesco, e Rippespeer ‘costata di maiale’.
Sostantivo mascile invariabile.
(gastronomia) Costoletta di maiale salata, stagionata e affumicata.

Uomini e parole o Nomi di paesi, la parola

Kasseler ha un’etimologia discussa, ma si propone come derivata da persona o da paese.

Abita come mangi

Gli abitanti di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, si chiamano casalesi, ma anche casalaschi. Non è ben chiaro il motivo della presenza dei due nomi, ma sembra che anticamente i casalaschi fossero gli abitanti della città, mentre casalaschi erano gli abitanti dei dintorni molto ampi.

La parola rovinata

Speciale filosofia

EPICURRY
Atarassico cospargimento di spezie a coprire il gusto della vita.

Di Pietro Scalzo.

Berciare, Sable; Battuta; Rovinata

novembre 26, 2018

Berciàre
Etimo incerto.
Verbo intransitivo (io bèrcio ecc.; ausiliare avere).
(toscano) Urlare sguaiatamente, strillare in preda al dolore o all’irritazione: Pinocchio continuava a piangere, a berciare, a darsi dei pugni nel capo (Collodi).
Parlare a voce alta e concitatamente.
(estensione, spregiativo) Cantare senza garbo né grazia; con questo significato anche transitivo: berciavano canzoni (D’Annunzio).

Bercióne
Derivato di berciare.
Sostantivo maschile(femminile berciona).
(toscano) Chi bercia sempre, chi ha l’abitudine di berciare.

Una (parola) giapponese a Roma

Sablé [sa’ble]
Voce francese, participio passato di sabler ‘sabbiare’; propriamente ‘segnato di punti simili a granelli di sabbia’.
Aggettivo e sostantivo maschile invariabile.
1. In tessitura, di un tipo di armatura derivata dal raso, simile a quella dei tessuti satinati.
2. Tipo di ricamo ottenuto con finissime perline di vetro.

Battuta obbligatoria

Siete sposate? Sì? Allora la Parolata spera che usiate spesso la nota battuta di presentare vostro marito come "il mio martirio". Ah ah ah.

La parola rovinata

Speciale filosofia

DEMOCRITTO
L’enigmatico fautore dell’atomismo.

Di Pietro Scalzo.