Posts Tagged ‘abita’

Latomia, Tiltdozer; Accento; Abita; Rovinata

marzo 13, 2018

Latomìe
Dal latino lautumiae o latomiae, greco latomiai, composto di las ‘pietra’ e tema di temno ‘tagliare’.
Anche, alla latina, latòmie, oppure latomìa o latòmia, al singolare.
Sostantivo femmiile plurale.
Nell’antichità, cave di pietra nelle quali spesso venivano condannati ai lavori forzati i delinquenti comuni e i prigionieri di guerra o politici.
Nella zona di Siracusa il termine è usato ancora oggi per indicare le cave di pietra da taglio, è celebre il cosiddetto Orecchio di Dionisio.

Una (parola) giapponese a Roma

Tiltdozer [til’dodzer]
Voce inglese, composto di tilt ‘inclinazione’ e (bull)dozer.
Sostantivo maschile invariabile.
Tipo di bulldozer usato nelle costruzioni stradali, ha la lama frontale inclinabile di pochi gradi intorno a un asse orizzontale in modo da poter formare, scavando nella direzione di avanzamento, dei piani leggermente inclinati.

L’accento, questo sconosciuto

Latòmie, latomìe, latòmia e latomìa sono tutte corrette. Peccato che non si usi molto spesso questa parola.

Abita come mangi

Alex Merseburger ci scrive, e ci dice un certo numero di cose, che possiamo riassumere come segue:
Lagosanto è un paese della provincia di Ferrara,
i suoi abitanti si chiamano lagotti oppure laghesi,
esiste la razza canina del lagotto romagnolo, che potrebbe derivare il nome dal suddetto paese.
Noi, Alex Merseburger, lo ringraziamo tutte le volte che possiamo.

La parola rovinata

DOBARMAN
Barista particolarmente aggressivo verso gli avventori.

Di Franco Palazzi.

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Assurdo, Fellow; Abita; Perle

febbraio 1, 2018

Assùrdo
Dal latino absurdus, propriamente ‘stonato’, derivato di surdus ‘sordo’.
Aggettivo.
Che è contrario alla ragione, all’evidenza, al buon senso; che è in sé stesso una contraddizione: un’affermazione, una tesi, una supposizione assurda; queste sono pretese assurde.
Di cose o fatti reali, ma quasi incredibili per la loro stranezza o eccezionalità: è una situazione assurda.
(estensione) Riferito a persona, irragionevole, dal comportamento stravagante o fuori della norma: un tipo assurdo.

Sostantivo maschile.
Ciò che non può essere pensato perché privo di ogni fondamento nella ragione, e quindi intrinsecamente contraddittorio: dimostrare l’assurdo di una tesi (in questo esempio è usato più comunemente assurdità).
Riduzione, deduzione all’assurdo, o dimostrazione per assurdo: (matematica) tipo di argomentazione per cui, presupposta vera la tesi opposta a quella che si vuol dimostrare, si fa vedere come ne derivino conseguenze contraddittorie.
Primo e secondo principio della riduzione all’assurdo: (logica matematica) principi secondo i quali un enunciato è falso se implica la propria negazione o una contraddizione.
Teatro dell’assurdo: espressione con la quale si indica la produzione teatrale di vari autori del Novecento (Beckett, Ionesco), che esprimono l’angoscia esistenziale e l’irrazionalità della condizione umana attraverso l’abbandono dei mezzi espressivi logici e razionali.

Una (parola) giapponese a Roma

Fellow [‘felou]
Voce inglese, propriamente ‘compagno’.
Sostantivo maschile invariabile.
Con riferimento al mondo anglosassone, i membri di una società scientifica, i membri interni di un college nelle università inglesi e gli studiosi che, all’inizio della carriera scientifica o accademica, sono stipendiati in università anglosassoni o forniti di borsa di studio per svolgere ricerche in istituti o fondazioni all’estero.

Abita come mangi

Gli abitanti di Castel del Rio, comune in provincia di Bologna, si chiamano alidosiani. Il motivo, secondo gli studi della Parolata, è perché nessuno riusciva a trovare un nome decente per gli abitanti (castellesi? delriani?), allora è stato deciso di derivare il nome dall’antica e nobile famiglia degli Alidosi, feudatari della zona.

Perle di notizie

"Goggia è salita sul gradino più alto del podio, davanti all’invincibile americana Vonn."
Sentita durante una telecronaca di una gara sciistica. Oramai lo sapete: la Parolata ha un debole per le frasi contraddittorie.

Cantimplora, Iurta; Abita; Canzone

novembre 13, 2017

Cantimplòra
Dallo spagnolo cantimplora, e questo dal francese chantepleure, propriamente ‘cantapiange’, per il rumore che fa il liquido quando viene versato.
Anche, popolare, cantinflòra.
Sostantivo femminile.
(toscano) Recipiente usato un tempo in Toscana per tenervi vino o altro a raffreddare in ghiaccio o in neve: Catinette e cantimplore Stieno in pronto a tutte l’ore (Redi).

Una (parola) giapponese a Roma

Iurta
Dal russo jurta, che è dal turco yurt ‘abitazione’.
Anche yurta.
Sostantivo femminile, plurale iurte.
(etnologia) Tenda di feltro con copertura a forma di calotta e pareti cilindriche, aperta alla sommità, sostenuta da un’intelaiatura di legno e rivestita internamente di stuoie, usata come abitazione estiva dalle popolazioni chirghise e mongole dell’Asia centrale.

Abita come mangi

Ci eravamo scordati di dire per quale motivo gli abitanti di Badia Pavese sono chiamati casellesi, pr fortuna ce lo segnala Franco Palazzi.

— Era chiamato Caselle Badia (Casule Abbatiae fin dal IX secolo), essendo il paese orto sulle terre dell’antica Abbazia di Santa Cristina. —

La Canzone Settimanale Enigmistica

I risultati della cinquantunesima canzone: BettyBlu (5+5), Alberto Cacciari (5+4). E basta, Omero questa settimana ci è andato giù pesante.
E concludiamo il concorso con la cinquantaduesima (e davvero ultima, questa volta) canzone, le risposte dovranno arrivare alla redazione entro mercoledì 15 novembre.

Cartello sulla vetrina di una macelleria (2 3 5 7 3)

Ripudio, Ginn; Abita; Rovinata

novembre 10, 2017

Ripudiàre
Dal latino repudiare, derivato di repudium ‘ripudio’.
Anche, meno comune, repudiàre.
Verbo transitivo (io ripùdio ecc.).
1. Respingere una persona che abbia con noi un legame sociale o affettivo, non volendo più riconoscere come giuridicamente o sentimentalmente valido tale legame: ripudiare il marito; ripudiare un compagno di lotta politica.
2. Rifiutare, non riconoscere più come proprio qualcosa che pur è nostro o lo era fino a quel momento: ripudiare un quadro, dichiarare di non volerlo riconoscere come propria opera; ripudiare la propria fede.
(estensione) Con valore più generico, respingere decisamente: Galileo ripudiò il principio d’autorità.
Ripudiare il mondo: nel linguaggio ascetico, rinnegarlo.

Ripùdio
Dal latino repudium, probabilmente connesso con pes pedis ‘piede’, propriamente, l’atto di respingere con il piede.
Sostantivo maschile.
1. L’azione, l’atto e il fatto di ripudiare chi è legato a noi affettivamente o socialmente: ripudio di un’amicizia.
In particolare, nel diritto matrimoniale di alcuni popoli (nell’Antico Testamento, nel diritto romano, nella legge sacra musulmana e altri), la dichiarazione che un coniuge (il marito) fa all’altro coniuge, con o senza formalità, di volere rompere il vincolo coniugale: è una forma di divorzio unilaterale.
2. Rifiuto di ammettere, riconoscere, conservare come proprio qualche cosa che ci appartiene: ripudio di un romanzo di cui si è autore; ripudio dell’eredità.
Ripudio del debito pubblico: esplicita dichiarazione di uno stato di non volere riconoscere il debito complessivo o alcuni debiti contratti da precedenti governi.
(estensione) Rifiuto deciso, netta opposizione ad accettare qualche cosa: ripudio di ogni compromesso, di ogni forma d’imposizione.

Una (parola) giapponese a Roma

Ginn [dZin]
Voce araba.
Sostantivo maschile invariabile.
(antropologia) Nelle antiche credenze arabe, spiriti che popolano la natura e il cui influsso benefico o malefico si esercita continuamente sulla vita umana.

Abita come mangi

Gli abitanti di Badia Pavese, in provincia di Pavia, si chiamano incredibilmente casellesi.

La parola rovinata

Miami
Città florida e passionale.

Di Pietro Scalzo.

Aceto, Moussaka; Abita; Schiele; Rovinata

novembre 8, 2017

Speciale cucina

Acéto
Latino acetum, affine ad acer ‘acre’.
Sostantivo maschile.
1. Prodotto della fermentazione di alcuni liquidi a bassa gradazione alcolica, come vino, vinello, birra, per l’azione di batteri aerobî del genere acetobatterio.
In particolare quello ottenuto da vino o vinello, che viene usato come condimento e per la conservazione di prodotti alimentari: condire l’insalata con olio e aceto; mettere sott’aceto dei fagiolini per conservarli.
Prendere d’aceto: del vino che comincia a inacetire.
Aceto balsamico: tipo di aceto molto pregiato, prodotto nelle zone di Modena e di Reggio nell’Emilia per fermentazione di mosto di uva cotto e lasciato maturare per almeno cinque anni in botti di legni diversi, da cui trae l’aroma e il colore.
2. In chimica, nome di alcuni derivati dell’acido acetico.
Aceto ammoniacale: l’acetato di ammonio.
Aceto calibeato: l’acetato ferrico.
Aceto di saturno o saturnino: antica denominazione dell’acetato basico di piombo.
3. Aceti medicinali: (farmaceutica) soluzioni in aceto di sostanze medicamentose.
Aceto dei sette (o dei quattro) ladri (o ladroni): antico farmaco che avrebbe preso il nome, secondo la tradizione, da un gruppo di ladroni, spogliatori di appestati ma immuni dal contagio per virtù del farmaco di cui furono costretti a rivelare il segreto per avere salva la vita; sarebbe stato composto di aceto, essenza d’aglio, ruta e canfora.
4. (figurato, letterario) Spirito mordace: l’aceto italico.

Una (parola) giapponese da Perilli

Moussakà [mussa’ka]
Voce greca moderna.
Sostantivo femminile invariabile.
(gastronomia) Pasticcio a base di melanzane, patate, pomodoro, carne tritata e formaggio, tipico della cucina greca.

Abita come mangi e Come si dice Schiele?

Come si chiamano gli abitanti di Porcia, in provincia di Pordenone? Sbagliato, si chiamano purliliesi.
E come si pronuncia? Porcía.

La parola rovinata

CONDOMMINIO
Profilattico color carminio che impedisce l’ossidazione da mancato utilizzo.

Di Franco Palazzi.