Posts Tagged ‘abita’

Vaio, Viet-cong; Abita

luglio 8, 2020

Parole a confronto

Vàio
Da vaio ‘tendente al nero’, con riferimento al colore.
Sostantivo maschile.
1. Pelliccia, più comunemente nota col nome francese di petit-gris, che si ricava dal mantello invernale degli scoiattoli russi e siberiani della specie Sciurus vulgaris, già usata e pregiata in età medievale come capo di abbigliamento distintivo di magistrati, dignitari, dottori, ordini cavallereschi: tornò tutto coperto di pelli di vai (Boccaccio); mantello foderato di vaio; pennelli di vaio.
2. (araldica) Pelliccia composta di quattro file di pezze d’argento a foggia di campanelle rovesciate su un campo d’azzurro che così delimitato appare a sua volta formato da altrettante campanelle dritte; le campanelle dei due smalti sono alternate sia orizzontalmente sia verticalmente. Si distinguono, in rapporto al numero delle file, alla disposizione delle campanelle e ai tipi di smalti.

Vàio
Voce regionale, dal latino valleus, derivato di vallis ‘valle’.
Sostantivo maschile.
(disusato) In alcune località del Veneto e del Trentino, nome dato a vallette difficilmente percorribili, incassate fra pareti ripide, e ai torrenti che vi scorrono, per i torrenti è localmente più comune la denominazione di progno.

Una (parola) giapponese a Roma

Viet-cong [vi’et kong]
Voce vietnamita, accorciamento di Viet-nam cong San ‘comunisti del Vietnam’.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
Che, chi appartiene al gruppo dei comunisti del Vietnam meridionale, attivi dal 1957 all’interno del Fronte di liberazione nazionale nella lunga lotta contro il governo sudvietnamita e le forze esterne, soprattutto statunitensi, che lo appoggiavano: l’apporto del viet-cong alla guerra di liberazione; un o una viet-cong; l’organizzazione dei viet-cong.

Aggettivo.
Relativo al Fronte di liberazione nazionale vietnamita: i guerriglieri viet-cong.

Abita come mangi

Gli abitanti di Trinitapoli, in provincia di Barletta-Andria-Trani, si possono chiamare casalini oppure trinitapolesi. Questo perché il paese ebbe origine da una chiesa dedicata alla Trinità, vicino alla quale sorse il Casale della Trinità, intorno al tredicesimo secolo. L’abitato divenne quindi Casal Trinità, e con l’aumentare della popolazione si decise, nel 1863, di cambiare il nome in Trinitapoli.

Ritornello, Refrain; Idiota: Ciurlo; Abita

giugno 26, 2020

Parole a confronto

Ritornèllo
Derivato di ritornare.
Sostantivo maschile.
1. Strofa poetica e parte di una composizione musicale ricorrente invariata tra altre, diverse o no tra di loro, nel corso di una composizione: ritornello di una canzone; fischiettare un ritornello.
(figurato) Discorso ripetuto monotonamente troppe volte: ha sempre in bocca il solito ritornello; smettila con questo ritornello!
2. (musica, estensione) Segno che, posto nel rigo musicale, prescrive la fedele ripetizione della musica precedente o anche, quando il segno è composto di due elementi, della musica compresa tra l’uno e l’altro dei detti elementi.
(musica, estensione) Intermezzo strumentale che ricorre invariato tra le strofe di una canzone vocale (detto, in francese, refrain).
(musica, estensione) Pagina strumentale ricorrente invariata, qua e là, nel corso di un’opera teatrale, quale si usava specialmente presso i primi operisti del secolo XVII, che talvolta la denominavano sinfonia.

Una (parola) giapponese a Roma

Refrain [re’fren]
Voce francese, derivato del verbo francese antico refraindre, corrispondente all’italiano rifrangere, perché a intervalli regolari infrange la sequenza del canto.
Sostantivo maschile invariabile.
1. (musica) Ritornello, specialmente nell’accezione di strofa che ricorre invariata tra altre strofe (variate o no) d’una canzone o d’un rondò.
2. (metrica) Nella ballata, ripresa di pochi versi la cui ultima rima si deve ripetere nell’ultimo verso delle strofe.

L’idiota

Ciùrlo
Voce dialettale triestina.
Sostantivo maschile.
Persona fessa, stupida.

Abita come mangi

Gli abitanti di Rho, in provincia di Milano, si chiamano rodensi. Questo perché anticamente il borgo era citato con vari nomi, come Rhode, Rhodo, Rode, Rodo, Raude, Raudo, Rhaudum.

Enneade, Insider; Abita

aprile 2, 2020

Speciale museo Egizio (visto che non ci posso andare)

Ennèade
Dal latino tardo enneas -adis, greco enneas -ados, da ennea ‘nove’.
Sostantivo femminile.
1. (letterario) Raccolta di nove cose;
(particolare) Libro diviso in nove partizioni o capitoli: le Enneadi, i sei gruppi, di nove scritti ciascuno, in cui sono ordinati i 54 scritti del filosofo greco Plotino (secolo III d.C.).
(particolare) Gruppo di nove divinità egizie. II numero nove era in Egitto indicazione di una pluralità di pluralità: essendo infatti il tre la designazione generica di molteplicità. Nove (tre per tre) enfatizza tale aspetto. Delle varie enneadi presenti nei maggiori centri di culto, quella di Eliopoli era la più nota: era composta dal demiurgo Ra-Atum e da Shu, Tefnut, Geb, Nut, Osiri, Isi, Seth e Nefti.
2. (non comune) Nel linguaggio ecclesiastico, novena.

Una (parola) giapponese a Roma

Insider [in’saider]
Voce inglese, derivata di inside ‘all’interno’.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
Nel linguaggio finanziario, chiunque possa avere accesso in anticipo a informazioni riservate sull’attività economica di un’azienda.

Abita come mangi

Ultimamente è diventato famoso il paese di Vo’, anche chiamato Vo’ Euganeo, ma come si chiamano i suoi abitanti? Si chiamano vadensi.
Il nome del paese dovrebbe derivare dal latino vadum, ‘guado, palude, bassifondi", da cui il nome degli abitanti. Poiché anticamente il nome era Vicus Euganeus, cioè ‘villaggio euganeo’, sembra che il nome Vo’ derivi dall’abitudine di leggere malamente l’abbreviazione grafica V.o Euganeo (Vico Euganeo)’.

Edicola, Au-dessus de la melee; Abita; Rovinata

febbraio 20, 2019

Edìcola
Dal latino aedicŭla ‘tempietto’, diminutivo di aedes ‘tempio’.
Sostantivo femminile.
1. Tempietto o cappellina con dentro, nel mezzo, una statua.
Piccolo organismo architettonico, costituito per lo più da due colonne con sovrapposto un frontone, spesso annesso a un edificio maggiore, per servire da ornamento e protezione a immagini sacre, raffigurazioni celebrative, epigrafi, o a nicchie e finestre.
2. Costruzione in ferro, in legno o in muratura, collocata sul suolo di una strada o piazza pubblica, nell’atrio di una stazione o altrove, e destinata alla vendita di giornali, periodici e altre pubblicazioni.

Parole d’arte

Au-dessus de la mêlée [o dsu d la me’le]
Locuzione francese che significa ‘al di sopra della mischia’, diffusasi con il titolo di un libro di R. Rolland (1915) in cui sono raccolti articoli sulla guerra, vista nella sua cruda realtà al di là di ogni sentimento nazionalistico.
Locuzione avverbiale.
Atteggiamento di imparzialità e serenità di giudizio nello studio di un conflitto militare.
Con significato più generico, in frasi come mettersi, essere, trovarsi, restare au-dessus de la mêlée: tenersi fuori della lotta o dei litigi, delle competizioni, giudicare con serena obiettività una controversia, assumere una posizione assolutamente imparziale e disinteressata.

Abita come mangi

Gli abitanti di Carrù, in provincia di Cuneo, si chiamano carrucesi. Qualcuno scrive e dice carruccese, ma non dovrebbe essere la dizione esatta.

La parola rovinata

Speciale filosofia.

POPPER
Antesignano del rapper.

Di Pietro Scalzo.

Garante, Racahout, Rahat lokum; Schiele; Abita; Rovinata

febbraio 7, 2019

Garànte
Dal francese garant, voce di origine germanica.
Sostantivo maschile e femminile, e aggettivo.
Che o chi garantisce, dà assicurazione del mantenimento di un impegno da parte di altri: essere, farsi, rendersi garante, per qualcuno o di qualche cosa.

Sostantivo maschile.
Organo della pubblica amministrazione preposto alla salvaguardia e alla vigilanza in ordine al rispetto delle leggi riguardanti settori connessi alle attività sociali, economiche e produttive di particolare rilevanza: garante della privacy, per le comunicazioni, per l’editoria.

Sostantivo maschile e femminile.
Chi è preposto alla direzione di tale organo.

Una (parola) giapponese da Perilli

Racahout [raka’ut]
Voce francese, da una locuzione araba affine a quella da cui deriva il nome del rahat lokum.
Sostantivo maschile invariabile.
(gastronomia) Miscela farinosa per la preparazione di dolci, in uso tra le popolazioni musulmane, composta di sale, farine di ghiande dolci e di riso, fecola, cacao, zucchero, vaniglia.

Rahat lokum [ra’at lo’kum]
Locuzione turca, propriamente ‘riposo (raha) della gola’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(gastronomia) Forma intera della denominazione del dolciume turco più brevemente chiamato lokum.

Lokum [lo’kum]
Voce turca, affine a lokma ‘boccone, pallottola di pasta zuccherata’, dall’arabo luqma ‘boccone’.
Anche locùm o lucùmi.
Sostantivo maschile invariabile.
(gastronomia) Dolciume turco, chiamato anche rahat lokum: è una specie di gelatina dolce e consistente, fatta con amido, pistacchi ecc.

Come si dice Schiele?

William Burroughs, scrittore statunitense, si pronuncia [‘b{r@Uz].

Abita come mangi

Gli abitanti di Mineo, in provincia di Catania, si chiamano menenini o meneni, dal nome greco Menainon.

La parola rovinata

Speciale filosofia

SPINOZA
Certamente una personalità filosofica ispida e dibattuta.

Di Pietro Scalzo.