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Nuraghe, Rubber; Appunto; Animalididire e Lettori

ottobre 26, 2016

Nuràghe
Voce sarda, di origine preromana, dal tema mediterraneo paleosardo nurra ‘mucchio di sassi’, col suffisso sardo -aghe.
Sostantivo maschile (plurale nuraghi).
Tipo di costruzione preistorica caratteristica della Sardegna, la cui funzione rimane tuttora controversa: è generalmente un edificio a forma di torre tronco-conica, costruito con rocce sedimentarie o eruttive senza malta cementizia, coperto con una pseudocupola ad anelli concentrici e, nell’interno, costituito da un’unica camera circolare spesso provvista di nicchie e di una scala ricavata nello spessore della muraglia per accedere agli eventuali piani superiori e alla terrazza. Nelle forme più complesse si tratta di gruppi di torri contenute entro cinte fortificate aggiunte, a scopo difensivo, nell’epoca delle invasioni cartaginesi.

Una (parola) giapponese a Roma

Rubber [‘rabber]
Voce inglese, propriamente ‘gomma’.
Aggettivo invariabile, sostantivo maschile e femminile invariabile.
Che, chi pratica una particolare forma di feticismo consistente nell’indossare tute, maschere o accessori di gomma.

L’appunto

Il plurale di nuràghe è nuràghi, e non nuràghe.

Animali di dire e I lettori ci scrivono

Tempo fa la Parolata pubblicò "checca" col significato di omosessuale, Tommaso Mazzoni ci scrisse, e solo ora pubblichiamo il suo intervento.

— Dal Dizionario dei modi di dire di Hoepli leggo:
Essere il gallo della Checca
Piacere molto alle donne, essere un dongiovanni.
Il detto è preso dall’opera lirica L’elisir d’amore, di Gaetano Donizetti, in cui si canta che "il gallo della Checca tutte vede e tutte becca".
Fare il gallo
Ostentare grande baldanza; anche essere impertinenti. Oppure ancora, darsi arie da irresistibile seduttore. —

CORAGGIO, DASTUR; Lettori; Animalididire

febbraio 13, 2014

Coràggio
Dal provenzale coratge, che è dal latino volgare coratĭcu(m), derivato di cŏr cŏrdis ‘cuore’.
Sostantivo maschile.
1. Forza morale che mette in grado di affrontare pericoli, nell’intraprendere azioni difficili o nel sopportare con serenità dolori e sacrifici: un atto di coraggio; dimostrare coraggio; perdersi, mancare di coraggio; affrontare qualcosa con coraggio.
Coraggio civile: quello che si dimostra nell’affrontare una situazione rischiosa per il bene comune.
Avere il coraggio delle proprie opinioni: sostenere e difendere apertamente le proprie opinioni.
Avere il coraggio delle proprie azioni: agire apertamente, non di nascosto, e prendersi così la responsabilità delle proprie azioni.
Coraggio della disperazione: coraggio cieco che si dimostra nel tentare con ogni mezzo di salvarsi da una situazione disperata.
Prendere coraggio: osare.
Prendere il coraggio a due mani: decidere di fare qualcosa dopo avere messo da parte esitazioni e timori.
Fare, dare coraggio a qualcuno: aiutarlo, sostenerlo moralmente in una circostanza difficile o dolorosa.
Farsi, darsi coraggio: cercare in sé la forza d’animo necessaria per superare una circostanza difficile e dolorosa.
2. Sfacciataggine, impudenza: ci vuole un bel coraggio a comportarsi così!
3. (letterario) Cuore, animo.

Interiezione.
Esortazione a non perdersi d’animo, a non lasciarsi abbattere o ad affrontare qualcosa con decisione: coraggio, ancora pochi metri e ce l’abbiamo fatta!

Una (parola) giapponese a Roma

Dastur [das’tur]
Persiano, dal persiano medievale dastavar.
Sostantivo maschile invariabile.
Nella religione zoroastriana antica e moderna, il capo dei sacerdoti avente la funzione di giudice supremo e di consigliere.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Gianpiero Lamborghini.

— Buongiorno, mi è capitato di imbattermi in un quesito matematico, il cui testo recitava: "Un gatto e mezzo mangiano un topo e mezzo in un minuto e mezzo,…". A parte la stonatura immediata, secondo voi è più corretto il plurale (mangiano) o il singolare (mangia)? Non sono interessato a sofismi sul fatto che mezzo gatto possa o no mangiare qualcosa, ma piuttosto alla forma corretta in italiano. Lo stesso dubbio si ripresenterebbe in altre frasi meno paradossali del tipo: "Un chilo e mezzo di farina permettono di fare cinquanta panini.". …"permettono" o "permette"? —

E un interessante problema quello che pone, e non riesco a trovare sulle grammatiche nulla che possa aiutarmi a decidere, viceversa qualche idea sulla questione la si trova su internet, ma nulla di definitivo. Risponderò quindi sulla base delle mie conoscenze, e senza potere fare riferimento a fonti più autorevoli.

Per ciò che riguarda le ore si dice: è l’una, è l’una e mezza, sono le due, associando il numero alla presenza dell’uno. Ugualmente si dice un chilo e mezzo, come dice lei, in questo caso anche avvicinando fisicamente la parola "chilo" all’uno.
Avendo utilizzato l’articolo singolare ritengo coerente usare anche la forma singolare per il resto della frase, quindi "un chilo e mezzo di farina permette", e "un gatto e mezzo mangia".
Userei il plurale solo se sommassi delle unità per avere un totale uguale a due o più, ad esempio nella frase "un gatto e un altro gatto mangiano un topo".
Viceversa, se volessi usare un tono più formale (e meno naturale), potrei dire "servono uno e mezzo chili", ma poi mi verrebbe un poco da ridere per il tono burocratico.

Spero di esserle stato utile, ma forse qualche lettore della Parolata vorrà confutare o condividere le mie parole.

Animali di dire

Avere un coraggio da leone
(figurato) Essere molto coraggioso.

Prendere il toro per le corna
(figurato) Affrontare senza esitazione un pericolo.

BLATTA, PIATTOLA, SCARABEO, SCARAFAGGIO; Animali; Span

giugno 3, 2013

Parole a confronto

Blàtta
Dal latino blatta(m).
Sostantivo femminile.
Denominazione di vari insetti dei blattoidei con corpo appiattito di colore nero o scuro, ali rudimentali o assenti, attivi di notte e che amano l’umidità, infestatori di case, magazzini e simili.
Blatta orientale: di colore nerastro, con ali solo nel maschio.
Blatta americana: di color ruggine.

Piàttola
Latino volgare blattula(m), diminutivo di blatta ‘tignola’, incrociato con l’aggettivo piatto, a causa della forma schiacciata dell’insetto.
Sostantivo femminile.
1. Pidocchio parassita dell’uomo, che si annida soprattutto nella regione inguinale (ordine Anopluri). Sinonimo: piattone.
2. (toscana) Scarafaggio, blatta.
3. (figurato) Persona molesta della quale non si riesce a liberarsi.

Scarabèo
Dal latino scarabaeu(m) ‘scarafaggio’, derivato del greco skárabos o kárabos.
Sostantivo maschile.
1. Insetto coleottero dal corpo grosso e tozzo ricoperto da un tegumento durissimo, ali adatte al volo e gli ultimi segmenti delle antenne trasformati in lamelle (famiglia Scarabeidi).
Scarabeo sacro: con livrea nera e zampe anteriori capaci di plasmare lo sterco di mammifero in sfere che sono poi trasportate in piccole buche del terreno e utilizzate come riserve di cibo, specialmente per le larve.
Scarabeo ercole: gigantesco, con due lunghi corni anteriori.
Scarabeo rinoceronte: provvisto, sul capo, di un corno rivolto all’indietro.
2. (estensione) Pietra dura, amuleto o gioiello in forma di scarabeo dalla parte convessa, inciso sulla parte piana; è manufatto caratteristico dell’arte degli antichi egizi, che adoravano come sacro l’insetto.

Scarafàggio
Latino volgare scarafaiu(m), variante di scarabaeus.
Sostantivo maschile.
Nome con cui è comunemente nota la blatta.

Maggiolìno
Derivato di maggio, probabilmente con allusione all’epoca in cui questi insetti compaiono; nel secondo significato, per la somiglianza con la forma dell’insetto.
Sostantivo maschile.
1. Insetto bruno-rossiccio, con testa nera, antenne frangiate e un prolungamento ricurvo nell’addome; è molto dannoso per le colture (ordine Coleotteri).
2. Nome con cui divenne popolare il modello di autovettura Typ 1 prodotto dalla casa automobilistica tedesca Volkswagen.

Animali di dire

Avere il sangue di piattola
Detto di persona vile.

Span translation – Traduzione a spanne

La nuova rubrica è stata molto apprezzata, generando subito molti contributi: cominciamo a trattare quelli relativi ai Beatles.

Innanzitutto .mau., alias Maurizio Codogno, ha fatto una ricerca storica sulla prima volta in cui è comparsa la traduzione incriminata del nome in Scarafaggi, potete leggerla sul suo blog. Dai commenti si scopre anche che lo scarafaggio è anche chiamato blackbeetle, non allontanandosi quindi troppo dal nome scelto per il complesso, anche grazie ai vestiti perennemente neri dei quattro musicisti. Maurizio ci scrive anche:

— L’etimologia più accreditata per il nome Beatles è un gioco di parole coi Crickets (la band che accompagnava Buddy Holly), da cui Beetles che è stato ulteriormente modificato in Beatles per inserire il beat nel nome.
Per la versione "scarafaggi", secondo me è un errore di sbaglio da "scarabei". —

Inoltre

Michelle Kling Hannover ci scrive per farci notare, relativamente al maggiolino automobile, che

— la traduzione di beetle è scarabé e non coccinelle, che sarebbe ladybird in inglese. —

Quindi, in campo automobilistico, il Maggiolino italiano è la Coccinella francese e lo Scarabeo inglese. Ma questo sarà argomento di un’altra rubrica.

BLANDO, KAABA; Animalididire; Comuni; Perle

dicembre 3, 2012

Blàndo
Dal latino blandu(m), di etimologia discussa, forse voce espressiva.
Aggettivo.
Che non è energico, non è vigoroso, ma agisce con delicatezza: un’azione blanda; medicinale blando, che agisce delicatamente.
(estensione) Tenue, smorzato: una luce blanda.
(figurato) Dolce, carezzevole: voce blanda; occhi blandi.
(disusato) Che cede facilmente alle lusinghe: la carne d’i mortali è tanto blanda (Dante).

Una (parola) giapponese a Roma

Kaaba [‘ka:ba]
Dall’arabo al-Ka’ba, propriamente ‘il dado’.
Sostantivo femminile invariabile.
Specialmente con iniziale maiuscola, il piccolo edificio in muratura al centro del sacro recinto della Mecca che racchiude la pietra nera venerata nel pellegrinaggio degli islamici.

Animali di dire

Il bue dice cornuto all’asino

Modo di dire usato per indicare la falsa accusa fatta da uno colpevole dell’accusa verso un innocente. In realtà spesso viene usata quando l’innocente così innocente non sembra essere. E allora scatta la ricerca degli altri luoghi comuni con un significato simile.

Luoghi (comuni) del mondo

Il bue dice cornuto all’asino può anche essere detto:
Vedere la pagliuzza nell’occhio altrui e non la trave nel proprio occhio.

E chissà in quanti altri modi che proporrete alla Parolata.

Perle dai porci

"Il cornuto dice bue all’asino".
In un bar di Venaria Reale.

Avviso; MULTIVOLO, MODER; Animali; Tommaso

aprile 3, 2012

Avviso

Anche il bulgaro ha ora il suo biglietto di descrizione della celiachia, e ce l’ha grazie alla gentilezza di Evelina Yoncheva.

Parola

Multìvolo
Dal latino multivolu(m), composto di multi- ‘multi-‘ e volo ‘io voglio’.
Aggettivo.
(letterario) Che vuole molte cose: quel personaggio di Molière che ammonisce la moglie multivola (Carducci).

Una (parola) giapponese a Roma

Moder [‘moder]
Voce tedesca, propriamente ‘marciume’.
Sostantivo maschile invariabile.
(agricoltura) Tipo di terriccio organico caratteristico delle aree forestali all’inizio del processo di degradazione.

Animali di dire

Prendere a pesci in faccia
Significa trattare malamente, senza rispetto.
Sembra che derivi dall’antica usanza vichinga di schiaffeggiare pubblicamente i traditori e le persone indegne, ma di ciò non siamo sicuri.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Secondo indizio
Il protagonista, appunto, è ufficialmente un idiota anzianotto e che vive di truffe, la cui vita viene travolta da un avvenimento storico che avviene molti chilometri lontano da lui.