Posts Tagged ‘frasi’

R- Tanghero, Quiche; SPQR; Accento; Appunto; Frasi; Perle

luglio 24, 2018

Tànghero
Etimo incerto.
Sostantivo maschile.
Persona grossolana, rozza, maleducata. Peggiorativo: tangheraccio.

A riguardo ci aspettiamo almeno una parola rovinata dai nostri fornitori abituali.

Una (parola) giapponese a Roma

Quiche [‘kiS]
Voce francese; dal tedesco Kuche ‘torta’.
Sostantivo femminile invariabile.
Torta salata di pasta sfoglia farcita con salame, formaggi, verdure o altro; è una specialità della Lorena.

S.P.Q.R. di Gaius Valerius Ultimus

In seguito, la sigla è stata sempre oggetto di diverse interpretazioni fin dal Medioevo, secondo l’umore, il clima politico e il papa del momento. In un documento quattrocentesco troviamo infatti ben cinque versioni. Ecco le prime tre.
Sapiens Populus Quaerit Romam: "Un popolo saggio ama Roma".
Stultus Populus Quaerit Romam: come sopra, ma il popolo diventa "stolto".
Senex Populus Quaerit Romam: idem, ma con un "vecchio popolo".

L’accento, questo sconosciuto

Si dice pudìco e impudìco, e non pùdico e impùdico.

L’appunto

Il plurale di gesto è: i gesti (movimenti del corpo); le gesta (imprese gloriose).

Frasi, non futilità

"Tra le massime scolpite sul muro del signore di Naosihge c’era questa: le questioni di maggiore gravità vanno trattate con leggerezza.
Il maestro Ittei commentò: le questioni di minore gravità vanno trattate seriamente."
Tratta dal libro "Hagakure – Il codice segreto dei samurai", di Yamamoto Tsunetomo.

Perle dai porci

"Torino, razzìa nel Museo Savoia, presi dieci milioni di mobili antichi."
Dal sito del giornale La Repubblica.

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R- Edule, Bibelot; Paesi; Accento; Frasi; Perle; Rovinata

luglio 3, 2018

Edùle
Voce dotta, latino edule(m), da edere ‘mangiare’, di origine indeuropea.
Aggettivo.
Buono da mangiare: frutti eduli. Sinonimo: commestibile.

Una (parola) giapponese a Roma

Bibelot [bibe’lo]
Sostantivo maschile invariabile.
Soprammobile di poco pregio, anche se grazioso.
Ninnolo, oggettino decorativo e da collezione.

Nomi di paesi, la parola

Lunedì
Dal latino Lunae dies ‘giorno della luna’, cioè legato alla Luna secondo il sistema assiro-babilonese, che associava i
giorni della settimana ai corpi celesti.

Martedì
Dal latino Martis die, ‘giorno di Marte".

Mercoledì
Dal latino Mercure die, ‘giorno di Mercurio".

Giovedì
Dal latino IOvis die, ‘giorno di Giove’.

Venerdì
Dal latino Veneris die, ‘giorno di Venere".

Cinque parole per la rimonta di Berilio Luzcech.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice edùle, e non èdule.

Frasi, non futilità

"La bellezza comincia là dove si ferma la guida."
Jean Cocteau, sulle guide turistiche e l’architettura.

Perle dai porci

"Le persone che vivevano vicino al deposito sono state a lungo esposte al rischio di incolumità."
Su Radio 24.

Un ottimo colpo messo a segno da Marina Geymonat.

La parola rovinata

BAUD RATE
Pagamento dilazionato di televisore che riceve solo Rai Uno.

Roberto Bracco infonde nuova linfa a una rubrica che era stata ingiustamente trascurata.

Travisare, Copla, Cobbola; Frasi; Rovinata

marzo 20, 2018

Travisàre
Derivato di viso ‘vista’, col prefisso tra-.
Verbo transitivo.
1. Alterare il viso, l’aspetto; per lo più nel riflessivo, travisarsi, trasformare intenzionalmente il proprio viso o aspetto in modo da rendersi irriconoscibile o trarre altri in inganno.
2. (figurato) Far apparire diverso dal vero; narrare, esporre, interpretare in modo contrario o diverso da quello giusto: travisare la verità dei fatti; hai travisato le mie parole.

Travisàto
Participio passato di travisare.
Aggettivo.
(raro) Di persona che ha alterato intenzionalmente il proprio aspetto esteriore: gli si mandasse subito una carrozza, con due o tre bravi ben travisati (Manzoni).
(figurato) Alterazione, con valore passivo: i fatti sono travisati e non corrispondono alla realtà.

Travisaménto
Derivato di travisare.
Sostantivo maschile.
L’azione di travisare, il fatto di travisarsi o di venire travisato: travisamento del volto, dell’aspetto esteriore della persona.
Con uso assoluto, in diritto penale, alterazione dell’aspetto attuata, nel compiere un reato per evitare di essere riconosciuto o per trarre in inganno, e che può costituire una circostanza aggravante.
(figurato) Travisamento della realtà, del senso di un’espressione, di una verità.
Travisamento dei fatti: (diritto) vizio della sentenza o dell’atto amministrativo in quanto fondati su una situazione di fatto non rispondente alla realtà.

Una (parola) giapponese a Roma

Copla [‘kopla]
Voce spagnola, dal latino copula, propriamente ‘legame, unione’.
Sostantivo femminile invariabile.
Breve canzone strofica, di carattere nostalgico e amoroso, frequente nella poesia popolare spagnola di tutti i tempi; è l’equivalente spagnolo del provenzale cobla e dell’italiano cobbola.

Còbbola
Dal provenzale cobla ‘strofa’, dal latino copula, propriamente ‘coppia (di versi)’.
Anche còbola o còbla; antico gòbbola.
Sostantivo femminile.
Breve componimento lirico, in uso soprattutto nell’antica poesia provenzale e spagnola, costituito in genere di una sola strofa e destinato a essere musicato: molte cobbole e canzoni provenzali fece, di gran sentenza (Villani); egli cantò: la cobbola giuliva Parve un picchierellar trito di stelle Nel ciel di sera (Pascoli).

Frasi, non futilità

Chi ha troppe parole non può che essere solo.
Elias Canetti

La parola rovinata

DIGIUGNO
Ramadan 2017.

Di Pietro Scalzo.

R- Siparietto, Paletot; Paesi; Nomididire; Frasi

gennaio 8, 2018

Sipariétto
Diminutivo di spiario.
Sostantivo maschile.
Leggero sipario supplementare usato fra un quadro e l’altro della rivista, durante le mutazioni di scena.
Stacco di intervallo tra programmi radiofonici o televisivi e (estensione) scenetta, battibecco: a cena moglie e marito ci hanno intrattenuti con i loro soliti siparietti.

Una (parola) giapponese a Roma

Paletot [pal’to]
Voce francese, dall’inglese medio paltok ‘giacca’.
Sostantivo maschile invariabile.
Cappotto, soprabito: il proprietario, che girava per la casa in paletot e sciarpa di lana, ci disse che non riscaldava perché costava (Soldati).
La voce francese, largamente diffusa in Italia sia nella sua forma originaria sia nell’adattamento fonetico paltò, ha avuto anche un adattam. parziale e più popolare in paletò: il poeta … si drappeggiava superbamente, come nel suo paletò spelato, nella dignità dell’arte, nel sacerdozio della penna (Verga).

Nomi di paesi, la parola

Transatlàntico
Composto di trans- e (oceano) Atlantico; nel secondo significato del palazzo per via dell’ampiezza del locale.
Aggettivo.
Che è situato al di là dell’Atlantico: paese transatlantico.
Che attraversa l’Atlantico: rotta transatlantica.

Sostantivo maschile.
1. Grande nave per passeggeri, lussuosa e veloce, utilizzata sulle rotte oceaniche.
2. (estensione) Nome con cui viene chiamato, nel palazzo di Montecitorio a Roma, il vasto corridoio da cui si accede alla camera dei deputati.

Finn
Voce inglese; propriamente ‘finlandese’.
Sostantivo maschile invariabile.
Barca a vela monoposto da regata.

Marco Marcon incamera altri due punti.

Nomi di dire

Mandare qualcuno da Erode a Pilato
(figurato) Da un luogo all’altro inutilmente. Dal racconto della passione di Cristo contenuto nel Vangelo, in cui si narra dei diversi giudizi che dovette sopportare Gesù senza che ciò cambiasse il risultato finale.

Proposta da Marco Marcon.

Frasi, non futilità

Che i libri nascano sempre da altri libri è una verità solo apparentemente in contraddizione con l’altra: che i libri nascano dalla vita pratica e dai rapporti tra gli uomini.
Italo Calvino

R- Calere, Nonchalance; Paesi; Nomididire; Frasi; Rovinata

gennaio 4, 2018

Calére
Latino calìre ‘esser caldo’, quindi ‘essere allarmato, in apprensione’.
Verbo intransitivo impersonale [si usa quasi soltanto la terza persona singolare del presente indicativo (cale), preceduta da negazione; raro il passato remoto calse, il congiuntivo càglia, il gerundio calèndo].
(letterario) Interessare, stare a cuore: non ti cal d’allegria, schivi gli spassi (Leopardi).
Tenere, mettere in non cale: non avere a cuore, non considerare, trascurare.

Una (parola) giapponese a Roma

Nonchalance [nOnSa’lans]
Voce francese; derivato dall’antico francese nonchaloir ‘noncuranza’, composto di non ‘non’ e chaloir ‘curarsi di’, vedi calere.
Sostantivo femminile invariabile.
Atteggiamento di disinteressato distacco: fare qualcosa con nonchalance; ostentare nonchalance.

Suggerita da Emanuela Gastaldi.

Nomi di paesi, la parola

Tràni
Dal nome della città pugliese.
Sostantivo maschile invariabile.
(milanese) Nome generico del vino rosso sfuso.
(estensione) Bettola, osteria.

Trìpoli
Dal nome dell’omonima città, da cui anticamente proveniva.
Sostantivo maschile invariabile.
Sostanza di origine organica derivata dall’accumulo dei gusci o scheletri silicei di alghe microscopiche e di protozoi, usata come abrasivo, nella preparazione di esplosivi ecc.; è detta anche farina fossile.

Duàgio
Anche doàgio.
Dal nome della città di provenienza, Douais, nelle Fiandre.
Sostantivo maschile.
Tipo di panno molto fine e pregiato.

Duagio è di Berilio Luzcech, però non gli diamo nessun punto poiché si tratta di un tessuto, serve solo per introdurre la parola rovinata. Trani e
tripoli invece sono punti che fioccano sul Marcon. Fiocca sul bagnato.

Nomi di dire

Dare a Cesare quel che è di Cesare
Dare a ciascuno il dovuto, da un passo del Vangelo.

Proposta da Marco Marcon.

Frasi, non futilità

"Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticarti mai i loro nomi."
J. F. Kennedy

La parola rovinata

Tuagio.
Tipo di panno molto fine e pregiato usato per far accomodare al meglio gli ospiti.

Eccola, di Berilio Luzcech.