Archive for novembre, 2011

PERSUADERE, DISSUADERE, TRACT; Accento; Yokopoko; Tom

novembre 30, 2011

Persuadére
Dal latino persuadìre, composto di per, con valore intensivo, e suadìre ‘consigliare, convincere’.
Verbo transitivo [passato remoto io persuasi, tu persuadésti ecc.; participio passato persuaso].
1. Indurre qualcuno in una convinzione o spingerlo a compiere determinate azioni: lo persuasi a partire; ti persuaderò che hai sbagliato.
Persuade poco: di persona o cosa che non garba, non ispira fiducia.
(antico) Persuadere il falso, la verità: far credere il falso, la verità; ai dui fratelli, che stavano al rezzo, / il duca agevolmente persuase / quel ch’era falso (Ariosto).
2. Ottenere approvazione, ispirare fiducia: è un’opera che ha persuaso i critici; la sua faccia non mi persuade. Sinonimo: convincere.

Persuadérsi
Verbo riflessivo.
1. Acquistare la convinzione, convincersi: mi persuasi che aveva ragione.
2. Capacitarsi, rendersi conto: non riesco a persuadermi che tutto questo sia davvero accaduto.
(raro) Si persuada! Persuadiamoci!: si rassegni, rassegnamoci.

Dissuadére
Dal latino dissuadìre, composto di dis- ‘dis-, contrasto’ e suadìre ‘consigliare’.
Anche, raro disuadére.
Verbo transitivo [passato remoto io dissuasi, tu dissuadésti ecc.; participio passato dissuaso].
1. Convincere qualcuno a desistere da intenzioni, convinzioni, propositi, iniziative o simili, distogliere: l’oste e il conduttore cercarono di dissuaderlo di andare innanzi (Verga).
2. (raro, letterario) Sconsigliare un’azione, un’impresa e simili: i generali gli dissuadevano la battaglia.

Dissuadèrsi
Verbo riflessivo.
(non comune) Convincersi a non fare qualcosa: voleva dimettersi, ma poi s’è dissuaso.

Suadènte
Participio presente di suadere.
Aggettivo.
(letterario) Che persuade, che convince; allettante: voce, tono, argomento suadente.

Una (parola) giapponese a Roma

Tract [trekt]
Voce inglese, probabilmente abbreviazione di tractate ‘trattato’.
Sostantivo maschile invariabile.
Piccolo trattato, opuscolo.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice persuadére, e non persuàdere.

E anche dissuadére, e non dissuàdere.

Yokopoko Mayoko

Luigi Chiodo ha una falegnameria a Torino.
Ce lo segnala Marco Marcon.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Terzo indizio
Innamorata cotta: avrebbe fatto qualsiasi cosa per stare con il figlio adolescente del vedovo, anzi, fece qualsiasi cosa: sposò il vedovo, che a sua volta era innamorato dell’insegnante.

SCELLERATO, FELLAGHA; Frasi; Perle; Tommaso

novembre 29, 2011

Scelleràto
Latino sceleratu(m), participio passato di scelerare ‘macchiare con un delitto’, derivato di scelus sceleris ‘delitto, misfatto’.
Anche, letterario antico, sceleràto.
Aggettivo.
1. Che si è macchiato di atroci delitti: mani scellerate; sono… molti animi scelerati che hanno grazia di bello aspetto (Castiglione). Sinonimi: Infame, iniquo, nefando.
2. Malvagio, cattivo, tristo, detto di cose: un uomo scellerato; parole scellerate, vita scellerata.

Sostantivo maschile [femminile scellerata].
Persona di grande malvagità.

Scelleratézza
Sostantivo femminile.
1. L’essere scellerato; carattere scellerato: un individuo di una scelleratezza abominevole.
Inclinazione naturale al male, al delitto.
2. Azione da scellerato, misfatto: compiere una scelleratezza.

Una (parola) giapponese a Roma

Fellagha [fel’laga]
Voce francese, dall’arabo dialettale fallaq ‘predone, bandito’.
Anche fellàga.
Sostantivo maschile invariabile.
(storia) Guerrigliero tunisino o algerino inquadrato nelle bande armate che lottavano per l’indipendenza e contro l’occupazione coloniale francese.

Frasi, non futilità

In cima ad ogni vetta si è sull’orlo dell’abisso.
Stanisław J. Lec

Proposta da Marco Marcon.

Perle dai porci

"[i bohemiens] bruciano uno scritto per fare un po’ di legna."
Su Radio Rai3, l’annunciatore che stava spiegando la trama di La bohème.

Proposta da Cristina.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Secondo indizio
Per questo motivo aveva affittato una camera a casa di un piacente vedovo. Era soddisfatta della sistemazione, e ci rimase con gioia. Addirittura si innamorò, e non riusciva a pensare a null’altro che al suo amato: era diventata un’ossessione.

PRAMMATICA, HUMMOCK; Persone; Perle; Tommaso

novembre 28, 2011

Prammàtico
Dal latino pragmaticu(m), che è dal greco pragmatikós ‘che riguarda i fatti’, derivato di prâgma -atos ‘fatto’.
Aggettivo [plurale maschile pregmatici].
1. (non comune) Pragmatico.
2. Prammatica sanzione: disposizione edittale adottata dagli imperatori del basso impero, normalmente dietro richiesta di alti funzionari, per corrispondere a esigenze di urgenza; poi, anche da imperatori e sovrani dell’età medievale e moderna.

Prammàtica
Da prammatico.
Sostantivo femminile.
Regola, costumanza, pratica prescritta e seguita per consuetudini stabili in materia di relazioni civili e sociali, specialmente nella locuzione essere di prammatica: una risposta di prammatica; in questi casi è di prammatica un ringraziamento scritto.

Una (parola) giapponese a Roma

Hummock [‘hamok]
Voce inglese, propriamente ‘piccola collina, monticello di terra’.
Sostantivo maschile invariabile.
(geografia) Ammasso di lastroni di ghiaccio della banchisa polare.

Persone da persone

Hedy Lamarr è il nome d’arte di Hedwig Eva Maria Kiesler, attrice e scienziata austriaca naturalizzata statunitense vissuta il secolo scorso. Scelse il nome in omaggio all’attrice Barbara La Marr, attrice statunitense dei primi anni del ‘900, che a sua volta si chiamava Reatha Dale Watson. Purtroppo non sappiamo se anche Barbara La Marr fosse una persona da persona.

Perle dai porci

"Una nuova visione che pone al centro di ogni progetto di ENGAGEMENT, LOYALTY E CRM la capacità di misurazione in corsa delle redemption, attraverso l’utilizzo del digital mkt (web-mobile) integrato con soluzioni di 1to1 boosting utili al potenziamento del sell-out."

Normalmente non pubblichiamo frasi anglo-italiane, ma questa del sito di un’azienda italiana di digital marketing (di nuovo) è davvero notevole.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Quinto indizio
Il finale, abbiamo detto. Sono narrate cose che hanno influenzato molte persone. Già, senza paura di esagerare, possiamo dire che stiamo parlando di uno dei libri che maggiormente hanno influenzato l’umanità.

FELLONE, INBREEDING; Lettori; Spqr; Tommaso

novembre 28, 2011

Fellóne
Latino medievale fellone(m), attraverso il francese antico félon.
Aggettivo e sostantivo maschile [femminile fellona, antico fellonessa].
1. (antico, letterario) Che, chi manca alla parola data; traditore, sleale.
(estensione) Perfido, scellerato.
(scherzoso) Briccone.
2. (antico, letterario) Adirato, rabbioso, furioso.
3. (antico, letterario) Crudele; spietato.

Fèllo
Latino medievale fello.
Aggettivo.
1. (antico) Malvagio, scellerato, empio: ‘Or se’ giunta, anima fella!’ (Dante).
2. (raro) Triste, malinconico.

Una (parola) giapponese a Roma

Inbreeding [in’bridiNg]
Voce inglese, da to breed ‘generare, procreare’.
Sostantivo maschile invariabile.
In genetica e zootecnia, incrocio fra individui consanguinei, dello stesso ceppo.

I lettori ci scrivono

Andrea Laganà si lamenta che non abbiamo citato "questurino" parlando di questura e simili. Colmiamo la lacuna.

Questurìno
Derivato di questura.
Sostantivo maschile.
(popolare) Agente della polizia di stato. Sinonimo: poliziotto.

Invece, parlando di ring, Roberto Vittorioso ci dice:

— A Vienna il Ring è il viale che circonda il centro storico come un anello, costruito dov’erano le vecchie mura distrutte da Napoleone. A Roma potremmo chiamare ring il grande raccordo anulare… —

S.P.Q.R.

Ictu oculi [‘ictu ‘okuli]
Significa letteralmente "a colpo d’occhio".
È utilizzata nel diritto privato e definisce i difetti di un bene che possono essere percepiti immediatamente, senza che debba essere osservato con attenzione.
In senso lato indica tutto ciò che viene percepito rapidamente e senza sforzo.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Termina anche la settimana del quarantatreesimo libro, e rispondono al quarto indizio Vizi Coloniali (5+2 punti); al quinto indizio Cristina (4+1), Pino De Noia (3+1) e Massimo Chiappone (2+1), oltre a sei risposte errate.
Era l’Esodo, di non so chi.

Via ora al quarantaquattresimo libro.

Primo indizio
Era un’insegnate, viveva in un paese non suo ed era nata da genitori di diverse nazioni. Viveva in un luogo chiuso, puritano e moralista. Alle spalle un divorzio e un’insana passione, cercava solo tranquillità per lavorare.

BRACIOLA, PEMMICAN; Dizionario; Tommaso

novembre 24, 2011

Braciòla
Derivato di brace.
Anche, letterario, braciuòla.
Sostantivo femminile.
1. Fetta di carne bovina o suina che si cuoce sulla brace o in padella.
2. (figurato, scherzoso) Taglio al viso, specialmente provocato durante la rasatura.

Una (parola) giapponese da Perilli

Pemmican [‘pemikan]
Voce inglese; dall’algonchino pimekan, derivato di pime ‘grasso’.
Sostantivo maschile invariabile.
Carne di renna o di pesce seccata e affumicata, mescolata con grasso fuso, tagliata a strisce e compressa; è cibo tipico dei pellirosse.
Alimento preparato in modo analogo con polvere di carne secca che permette una lunga conservazione.

Dizionario gastronomico regionale-italiano

Nel nord Italia la braciola è quella indicata nei dizionari: una fetta di carne cotta alla brace o in padella, con la differenza che in Piemonte si tratta esplicitamente di un taglio con l’osso, mentre in Toscana è un taglio senza osso.
In Campania, Puglia, Basilicata e Calabria la braciola è un involtino di carne ripieno di formaggio ed erbe aromatiche e cotto in umido, spesso nel sugo di pomodoro.
In Calabria, addirittura, la braciola (in realtà vrasciola) può essere di carne, ed è una polpetta di carne tritata e pane, oppure di patate, ed è una crocchetta di patate, formaggio e uova, impanata e fritta.
Mentre per le braciole cotte alla brace l’etimologia è evidente, non ci è nota invece quella delle braciole-involtini o delle braciole-polpette e crocchette. Meno male che i lettori completeranno la nostra ricerca lacunosa.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Quarto indizio
Non manca la magia nella nostra storia, il fantastico e l’inconsueto, e a volte si fatica un poco a seguire la storia perché certe situazioni risultano incredibili: durante il periodo di oppressione, ad esempio, accadono alcuni fatti curiosi, che si potrebbero anche vedere come casuali, uno per uno, ma improbabili nella loro sequenza. Però l’ultimo evento, a parte la crudelta immotivata, sembra davvero qualcosa di paranormale.