Posts Tagged ‘luoghididire’

Contemplare, Top spin; Luoghi; Rovinata

marzo 14, 2019

Contemplàre
Dal latino contemplare, forma collaterale del latino classico contemplari, propriamente ‘attrarre nel proprio orizzonte; osservare (il volo degli uccelli) entro uno spazio circoscritto detto templum’.
Verbo transitivo (io contèmplo ecc.).
1. Guardare a lungo, osservare con attenzione cosa che desti meraviglia o ammirazione: contemplare lo spettacolo di una cascata, un quadro.
(figurato) Meditare, considerare, fissare il pensiero su qualcosa: contemplare la grandezza di Dio.
2. Prevedere, prendere in considerazione, riferito a leggi, regolamenti e simili: il reato non è contemplato dal codice; il testamento contempla questa eventualità; caso serio, figliuolo, caso contemplato (Manzoni).

Contemplànte
Participio presente di contemplare, anche usato come aggettivo e sostantivo maschile e femminile.
Che o chi si dedica alla contemplazione delle cose celesti: spiriti contemplanti, anime di contemplanti, con particolare riferimento agli spiriti del settimo cielo dantesco.

Una (parola) giapponese a Roma

Top spin [top ‘spin]
Locuzione inglese, composto di top ‘in alto’ e spin ‘rotazione’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(sport) Nel golf, nel tennis, nel ping pong e nel baseball, colpo effettuato dal basso verso l’alto che imprime alla palla una rotazione in avanti in modo da arcuarne la traiettoria verso il basso, di ridurne l’angolo di rimbalzo e di aumentarne la velocità dopo il rimbalzo. Viene anche chiamato lift.

Luoghi di dire

Fascino slavo
L’irresistibile attrattiva che viene attribuita alla bellezza, soprattutto femminile, slava. L’espressione è spesso usata in senso ironico o scherzoso, con riferimento a uomo o donna che si ritenga assai attraente, anche se non slavo o slava.

Certo, se qualche lettrice o lettore ci dicesse che esiste un modo di dire analogo nei paesi slavi, sarebbe bellissimo. Potremmo spostarlo nella rubrica Luoghi (comuni) del mondo.

La parola rovinata

MARTIN SPERSE LA CAPPA
Lutero dileguò le oscure nubi che incombevano sul Cristianesimo.

Di Pietro Scalzo.

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R- Launegildo, Mufti; Word!; Luoghi; La sai!

dicembre 24, 2018

Launegìldo
Dal latino medievale launichildu(m), voce di origine germanica, composto di launa ‘preda’, poi ‘ricompensa’, e gild ‘denaro’; propriamente ‘denaro a titolo di compenso’.
Sostantivo maschile.
(storia) Nel diritto longobardo, oggetto o somma di denaro che, in caso di donazione, il donatario doveva offrire al donatore come corrispettivo simbolico del dono ricevuto.

Una (parola) giapponese a Roma

Mufti [muf’ti]
Dall’arabo mufti.
Sostantivo maschile invariabile.
Nel mondo islamico, esperto nella legge coranica, al quale è riconosciuta l’autorità di emettere giudizi in materia giuridico-religiosa.

The word, revealed!

Il contributo della Parolata alla pronuncia di ghoti è che non si pronuncia affatto.
GH e O come il gh e la o di through; T come la t di whistle; I come la i di fruit.

Luoghi di dire

Fare come la gatta di Masino
Significa fingere di dormire o di non vedere.
Non sono riuscito a trovare maggiori delucidazioni circa questo luogo di dire (Masino è una frazione di Caravino, in provincia di Torino, o non sarà mica un uomo di dire?), tranne che è citato, forse per la prima volta, da Pietro Aretino negli "Strambotti a la villanesca".

La sai l’ultima!

Dialogo tra due signori.
– Scusi signore se la disturbo ma lei ha un’oliva nell’orecchio.
– Come?
– Dico, ha un’oliva nell’orecchio!
– Parli più forte, non sento, non vede che ho un’oliva nell’orecchio?

Mauro Cociglio propone vecchie barzellette.

R- Pedagogo, Extrema ratio; Word!; Accento; Luoghi; Perle

novembre 15, 2018

Pedagògo
Dal latino paedagogu(m), che è dal greco paidagogós, composto di pâis paidós ‘fanciullo’ e un derivato di ághein ‘condurre’; propriamente ‘chi accompagna i fanciulli’.
Sostantivo maschile (femminile pedagoga; plurale maschile pedagoghi).
1. (letterario) Educatore, precettore di fanciulli.
2. Nell’antichità greco-romana, persona, per lo più di condizione servile, che aveva il compito di accompagnare e sorvegliare il fanciullo durante la giornata, e talora anche di fargli da maestro.

Una (parola) giapponese a Roma

Extrema ratio [eks’trema ‘rattsjo]
Locuzione latina; propriamente ‘ultimo (extrema) modo (ratio)’.
Locuzione avverbiale.
Si dice per introdurre una soluzione che è considerata l’ultima disponibile per raggiungere un determinato fine.

The word, revealed!

La pronuncia della parola GHOTI è: [fiS], come la parola inglese fish.

Infatti:
GH si legge come il gh di enough,
O come la o di women,
TI come il ti di connection.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice pedagògo, e non pedàgogo.

Luoghi di dire

Menar l’orso a Modena
Nel 1451 il duca di Modena Borso concesse il diritto di pascolo su alcune proprie terre alle popolazioni garfagnine. In cambio del diritto di pascolo il duca impose un tributo annuale che consisteva nella cattura di un orso vivo da condurre a Modena, dove sarebbe servito da preda alle battute di caccia inscenate per i divertimenti di corte durante la festa di Natale. Il detto ad oggi significa quindi: fare una cosa rischiosa, molto faticosa e quasi impossibile.

Perle dai porci

"Ed ecco, in extrema ratio, gli obiettivi ’97."
A una riunione di lavoro.

R- Burgravio, Humus; Luoghididire; Perle

novembre 9, 2018

Burgràvio
Dal latino medievale burggraviu(m), e questo dal medio alto tedesco Burcgrâve, propriamente ‘conte della città’. Sostantivo maschile.
(storia) Titolo feudale ereditario conferito nell’antica Germania al comandante militare della cittadella fortificata.

Una (parola) giapponese a Roma

Humus [‘umus]
Voce latina; propriamente ‘terreno’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Terreno contenente sostanze organiche in decomposizione.
2. (figurato) Il sostrato costituito da fattori sociali, spirituali e culturali che favorisce il sorgere di un’idea, la realizzazione di un’impresa e simili.

Luoghi di dire

Sindrome di Stoccolma
Con questo termine viene indicato il meccanismo di difesa posto in essere da ostaggi che finiscono per identificarsi con l’aggressore, cioé con colui che infligge l’angoscia ma che, al contempo, detiene il potere di dare sollievo emozionale all’ostaggio.
Il termine Sindrome di Stoccolma deriva da un fatto realmente accaduto a quattro impiegati tenuti in ostaggio in una banca di Stoccolma per sei giorni. Costoro una volta liberati persistettero in una sorta di fedeltà verso il bandito che durante la prigionia li minacciava di morte. In realtà sembra che avessero più paura della polizia che, durante l’esperienza, veniva percepita come cattiva e ostile.

Perle dai porci

P: "È come cercare un uovo in un pagliaio."
A: "Ma no, non un uovo… era… mi sembra… un pelo!"

Un bel dialogo rilevato da Marina Geymonat.

R- Saccomanno, Badinage; Paesi; Appunto; Luoghididire

novembre 8, 2018

Saccomànno
Dal medio alto tedesco sackman ‘addetto alle vettovaglie, brigante’, composto di sack ‘sacco’ e man ‘uomo’.
Sostantivo maschile.
1. Brigante, saccheggiatore, ladrone.
2. Sacco, saccheggiamento: fare saccomanno; porre, mettere a saccomanno.

Una (parola) giapponese a Roma

Badinage [badi’nadZ]
Voce francese, propriamente ‘scherzo’, da badin, originariamente ‘stupido, sciocco’, secondo il significato dell’antico provenzale badar ‘restare a bocca aperta’.
Sostantivo maschile invariabile.
(musica) Movimento di danza brillante introdotto nelle suite e sonate nel secolo XVIII, poi divertimento di breve respiro.

Badinerie [badin’Ri]
Voce francese, da badin ‘sciocco’, quindi propriamente ‘sciocchezza’.
Sostantivo femminile invariabile.
(musica) Badinage.

Nomi di paesi, la parola

Africàno
Voce dotta, latino africanu(m), da Africa, da Afri, nome degli abitanti della Libia.
Anche, raro e letterrio, affricàno.
Aggettivo.
Dell’Africa.

Sostantivo maschile.
1. Abitante, nativo dell’africa.
2. Pasticcino di pasta margherita solitamente coperto di cioccolato.
(estensione) Ogni dolce o torta con copertura di cioccolato.

L’appunto

Si può utilizzare ‘gli’ anche in sostituzione di ‘a loro’. È corretto dire: entrati gli amici, gli offrì da bere.

Luoghi di dire

Andare a Canossa
Significa riconoscere i propri errori, sottomettersi, umiliarsi e simili.
Deriva dall’episodio in cui l’imperatore tedesco Enrico IV nel 1077 si recò al castello di Canossa, a poca distanza da Reggio Emilia, per sottomettersi al papa che Gregorio VII temporaneamente ospite di Matilde, contessa di Toscana.
In conseguenza di tale umiliazione il papa revocò la scomunica all’imperatore.