Archive for gennaio, 2015

Neup- Elogio; Passi tardi e lenti; Di dire; Conchiglie

gennaio 30, 2015

Non è una passeggiata, a cura di PassoBarbasso

Elògio
Dal latino elogium, che indicava originariamente una breve iscrizione o epitaffio.
Sostantivo maschile.
1. Discorso o scritto di lode, fatto con una certa ambizione di compiutezza e di solennità: elogio funebre; recitare, scrivere, tessere un elogio; l’elogio di s. Francesco nel canto XI del Paradiso.
(estensione) Parole di lode, di approvazione calorosa: merita un elogio per la sua costanza.
Al plurale: fervide congratulazioni: profondersi in elogi; la stampa dedica grandi elogi alla sua opera.

A passi tardi e lenti

Elogio dei Piedi

Perché reggono l’intero peso.
Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi.
Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare.
Perché portano via.
Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta.
Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali.
Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica.
Perché sanno giocare con la palla e sanno nuotare.
Perché per qualche popolo pratico erano unità di misura.
Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Pushkin.
Perché gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante.
Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio.
Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo.
Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella.
Perché non sanno accusare e non impugnano armi.
Perché sono stati crocefissi.
Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l’appoggio.
Perché, come le capre, amano il sale.
Perché non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte.

Erri De Luca

Passeggiate di dire

Pacci e ‘mbiachi dalli via
Detto del Salento, che significa: "Pazzi e ubriachi, dà loro strada".

Per un pugno di conchiglie

Diciottesimo libro, quinto indizio

Inizia allora una cura per il male, ma questa costa tanto: ve l’ho detto che siamo negli Stati Uniti, no? Allora cerca di recuperare i soldi dal padre, senza dirgli a cosa serviranno. Ma non saranno utili per le cure, serviranno per il funerale, invece. Già, perché la moglie muore tra le braccia del marito. Si piange con questo libro, e si piange anche con il film. E una frase è diventata famosa, sull’amore, sul fatto di dire o non dire qualcosa, non ricordo bene, però non l’ho mica mai capita bene questa frase. Anzi, se qualcuno volesse spiegarmela gliene sarei grato.

Episodio, Parole, Langue; Conchiglie

gennaio 29, 2015

Episòdio
Dal greco epeisodion, composto di epi ‘dopo’ e eisodos ‘ingresso (del coro, nella tragedia greca)’
Sostantivo maschile.
1. Ciascuna delle parti dialogate o serie di scene in cui si articolava l’antica tragedia greca, tra uno stasimo e l’altro, dopo l’ingresso del coro: erano generalmente quattro, e l’ultimo, che seguiva lo stasimo finale, si chiamava esodo.
Narrazione, fatto secondario o comunque in sé concluso che s’inserisce nell’azione principale di un romanzo, di un dramma, di un poema: l’episodio della monaca di Monza nei "Promessi sposi".
Dramma, romanzo, film a episodi: che si compongono di più racconti o azioni staccate, seguendo un filo conduttore o svolgendo un generico tema comune.
2. (estensione, letterario) Digressione dall’argomento principale del discorso o della narrazione: non volendo risolvere con formole semplici questioni complicate, né allungar troppo un episodio, tralasceremo anche d’esporle (Manzoni).
(estensione) In musica, strofe intermedia tra l’una e l’altra ripresa del tema o della strofe principale.
3. (figurato) Fatto d’armi, azione secondaria di una battaglia: si è distinto in molti episodi di valore.
Avvenimento della vita, caso, avventura, considerati in sé stessi: un episodio triste, lieto; ho assistito a un curioso episodio.
Fatto, manifestazione a carattere occasionale, cioè non frequente o ripetuto o sistematico: la sua scorrettezza va considerata come un semplice episodio in un comportamento generale sempre corretto.
(scienza) Evento o manifestazione di carattere specifico ben definito e limitato nel tempo: episodi vulcanici.
(medicina) Manifestazione morbosa accessoria e comunque sporadica nel quadro clinico di una malattia: episodi emotivi, episodi confusionali.

Una (parola) giapponese a Roma

Parole [pa’rol]
Voce francese, propriamente ‘espressione’.
Sostantivo femminile invariabile.
1. Nel gioco del poker (per ellissi da je passe parole: "passo parola"), espressione interiettiva con cui un giocatore, non avendo buone carte o volendo temporeggiare per poter scoprire il gioco degli altri e fare eventualmente un rilancio, rinuncia a favore del giocatore successivo al suo diritto di proporre la posta del gioco.
2. Nella linguistica di F. de Saussure e delle scuole che ne derivano, il termine (che in questa accezione è di uso internazionale) designa l’atto linguistico individuale e la particolare espressione concreta che ne risulta; si contrappone alla langue.

Langue [lang]
Voce francese, propriamente ‘lingua’.
Sostantivo femminile invariabile.
Nella linguistica di F. de Saussure e delle scuole che ne derivano, il termine (che in questa accezione è di uso internazionale) designa la lingua, ossia il linguaggio, come insieme di sistemi collegati gli uni agli altri, i cui elementi (fonemi, parole, ecc.) hanno valore soltanto nelle relazioni di equivalenza e di opposizione che li collegano; come tale, la langue è una convenzione sociale, che consente agli individui di una comunità di comunicare tra loro, e si contrappone alla parole.

Per un pugno di conchiglie

Diciottesimo libro, quarto indizio

Però? Non può essere così tranquilla la storia, e allora andiamo con la tragedia: non arriva un figlio, ma arriva una malattia. Una malattia brutta, per la moglie. Il marito cerca di tenere all’oscura la moglie della sua situazione, ma questa lo scopre comunque.

Inetto, Inezia, Schwyzertutsch; Monouso; Conchiglie

gennaio 28, 2015

Parole a confronto

Inètto
Dal latino inĕptu(m), composto di ĭn- ‘in- negativo’ e un derivato di ăptus ‘adatto’.
Aggettivo.
1. Inabile, incapace di svolgere in modo sia pure approssimativo il proprio mestiere, il proprio compito: un impiegato inetto.
Che vale poco o nulla, che manca di qualsiasi capacità; dappoco: un individuo inetto.
2. Privo di attitudine per un determinato compito [proposizione a]: essere inetto al comando, alle armi.
3. Prole inetta: (contrapposta a precoce) i piccoli degli uccelli quando, appena sgusciati dall’uovo, sono incapaci di procurarsi da sé il cibo e di nutrirsi da soli.
4. (letterario) Sciocco, inopportuno, insulso: domande inette.

Sostantivo maschile.
Persona priva di qualsiasi capacità, buona a nulla.

Inèzia
Dal latino ineptĭa(m), derivato di inĕptus ‘inetto, incapace’; propriamente ‘cosa, faccenda da uomo inetto’.
Sostantivo femminile.
1. Cosa da nulla, di nessuna importanza, implica facilità o futilità; sciocchezza, bazzecola: arrabbiarsi per un’inezia; quell’esame per lui è un’inezia, è facilissimo.
Pagare un’inezia: pochissimo.
2. (antico) Inettitudine, stoltezza: inezia e fastidiose saccenterie degl’insolenti (Alberti).

Una (parola) giapponese a Roma

Schwyzertütsch [Svittser’tutS]
Voce tedesca svizzera, composto di Schwyser ‘svizzero’ e Tütsch, variante di Deutsch ‘tedesco’.
Sostantivo maschile invariabile.
(linguistica) Il complesso dei dialetti dei cantoni della Svizzera tedesca, livellati in modo da costituire una lingua comune parlata anche in contesti formali come conferenze, lezioni universitarie e simili.

Parole monouso

Frìzzo
Derivato di frizzare.
Sostantivo maschile.
1. Motto arguto e pungente: lanciare frizzi all’indirizzo di qualcuno; frizzi e lazzi.
Freddura.
2. (raro, antico) Sensazione di dolore o di vellicazione pungente.

Làzzo
Forse latino actio -onis ‘azione’, arbitrariamente accorciato e con la concrezione dell’articolo.
Sostantivo maschile.
1. Nella commedia dell’arte, breve scena di carattere mimico, predisposta nel canovaccio per interrompere la monotonia del dialogo.
2. (estensione) Atto, motto buffonesco in genere, spesso sguaiato: un repertorio di lazzi arguti e salaci; una comicità a base di lazzi e frizzi; esibirsi in lazzi triviali.

Amici, siamo di fronte a un raro caso di due parole monouso utilizzate nella medesima locuzione: frizzi e lazzi. Ciò avviene grazie a Marco Marcon.

Per un pugno di conchiglie

Diciottesimo libro, terzo indizio

L’uomo studia lo stesso, anche grazie ai soldi guadagnati dalla moglie col suo lavoro, e si laurea. Che cosa ti fanno questi? Si trasferiscono, il marito trova un lavoro, guadagna abbastanza e tutto va bene.

Cimiero, Rockglacier; Uomini e lettori; Battuta; Conchiglie

gennaio 27, 2015

Cimièro
Dal francese cimier, derivato di cime ‘cima’.
Anche, meno comune, cimière.
Sostantivo maschile.
1. Ornamento che i guerrieri portavano sopra l’elmo, e che rappresentava la loro insegna: porta una fenice per cimiere (Pulci).
Pennacchio o figura che sovrastava alcune specie di elmetti.
(estensione, poetico) Elmo: Han carca la fronte de’ pesti cimieri (Manzoni).
(scherzoso) Cappello, copricapo.
2. Portare il cimiero: (figurato, scherzoso) avere le corna (in senso figurato).

Una (parola) giapponese a Roma

Rockglacier [rok’glasjer]
Voce inglese, composto di rock ‘roccia’ e glacier ‘ghiacciaio’.
Sostantivo maschile invariabile.
(geologia) Ammasso di clasti e di materiale fine cementato da ghiaccio che può essere presente appena sotto la superifcie terrestre in regioni in cui si manifesta il permafrost.

Uomini e parole e I lettori ci scrivono

Ci scrive l’indispensabile Marco Marcon.

— Ascoltavo il buon De Andrè ed ho realizzato che "goldone" potesse essere un uomo. Dopo una breve ricerca, però, ho verificato che lo scrittore e commediografo non c’entra e sono comunque dubbiosissimo.
1. Innanzi tutto, con mia sorpresa, non compare né nel Garzanti né nel De Mauro. Ero convinto fosse ormai un termine italiano, invece pare di no.
2. L’origine del nome è controversa. Qualcuno lo fa risalire ad una marca di profilattici americani "Gold One", secondo me assolutamente improbabile. Altri ad una modifica dell’inglese "condom" attraverso il genovese "gundum", ma pare deboluccia.
La terza è quella che mi piace di più. Pare che il fondatore della Hatù (nel 1922) fosse un certo cav. Goldoni che a questo punto o è un uomo di parole o uno yokopoco.
Wikipedia supporta l’esistenza del Goldoni come fondatore della Hatù, e ne ho trovato una (indiretta) conferma sul sito della SSL Healthcare S.p.A. attuale proprietaria del marchio Hatù. —

In realtà Marco ci scrisse nel 2009, ma solo ora pubblichiamo il suo lavoro di ricerca. Nel frattempo sul sito Garzanti è comparso il termine.

Goldóne
Dal nome di Luigi Goldoni, fondatore di una nota fabbrica bolognese di preservativi.
Sostantivo maschile.
(regionale, settentrionale) Preservativo, profilattico.

La "nota fabbrica" è effettivamente la Hatù, che però su Wikipedia è indicata come fondata da Franco Goldoni, piuttosto che da Luigi come indicato sul Garzanti. In ogni caso la parola entra di diritto nel nostro elenco di parole e uomini.

Battuta obbligatoria

Conoscete qualcuno grassottello? E magari non tanto alto? Allora potete farvi benvolere dagli altri amici, ma magari non da lui, dicendogli la classica battuta: "Si fa prima a saltarti che a girarti intorno".

Per un pugno di conchiglie

Diciottesimo libro, secondo indizio

Va be’, si sposano. Ovviamente la famiglia ricca non è contenta del matrimonio, e ne approfitta per tenersi i soldi che pensava di investire per l’educazione del figlio.

Chincaglieria, I novel; Paesi: Tarantello; Conchiglie

gennaio 26, 2015

Chincàglia
Dal francese quincaille, alterazione di clincaille, derivato dell’antico clinquer ‘far rumore’.
Sostantivo femminile.
(disusato) Quasi esclusivamemte al plurale, chincaglie: ninnoli, oggetti minuti, di scarso valore e spesso di cattivo gusto, usati soprattutto per la decorazione di mobili, l’arredamento di stanze ecc.: un negozio di chincaglie; aveva la mania di raccogliere chincaglie d’ogni specie.

Chincaglierìa
Dal francese quincaillerie.
Sostantivo femminile
1. Insieme di chincaglie, cianfrusaglie: in questo negozio c’è solo chincaglieria.
Al plurale, sinonimo oggi più comune di chincaglie.
2. (disusato) Negozio in cui si vendono chincaglie.

Una (parola) giapponese a Roma

I novel [ai ‘novel]
Locuzione inglese, composto di I ‘io’ e novel ‘ romanzo’.
Locuzione sostantivale femminile invariabile.
(letteratura) Romanzo autobiografico e intimista.

Nomi di paesi, la parola

Tarantèllo
Forse dal nome della città di Taranto.
Anche tarantièllo.
Sostantivo maschile.
1. Salume fatto con pancetta di tonno, in Campania, Puglia, Calabria e Sardegna.
2. Pezzo di carne macellata di qualità inferiore che si dà per giunta.

Per un pugno di conchiglie

Ecco a voi i risultati del diciassettesimo libro conchigliato. Rispondono correttamente al secondo indizio M.Fisk (5+4 punti) e Mariamarea (4+4); al terzo indizio Marco Marcon (3+3); al quarto Vizi Coloniali (2+2), Cristina (1+2) e Cinzia Agostinetto (2); al quinto indizio Riccardo Lancioni (1).
Le risposte sbagliate sono state quattro.

Risposta e classifica alla pagina del concorso.

Diciottesimo libro, primo indizio

Sono due esseri umani. Di sesso diverso. Di estrazione sociale diversa. Con prospettive future diverse. Unica cosa in comune: lo stesso collegio.