Posts Tagged ‘maccheronico’

Salone del libro; Dieresi; Maccheronico: Jolly; Canzone

maggio 18, 2017

Salone del Libro

Amiche, amici, inizia oggi il Salone del Libro di Torino, appuntamento classico del vostro curatore che se lo gode il più possibile. Se foste in zona, e vi facesse piacere, potete scrivermi per incontrarci al Lingotto.
E, per concludere le notizie sui Rudi Matematici, mi fa piacere comunicarvi che presenteranno il loro ultimo libro al Salone domenica 21, alle ore 17:00, nello Spazio Archimede, giustamente. Bene, ora sapete dove trovarmi a quell’ora di quel giorno.

Parole

Dièreṡi
Dal latino tardo diaeresis, greco diairesis, propriamente ‘divisione, separazione’.
Sostantivo femminile.
1. In fonetica, la divisione di un gruppo vocalico nel corpo di una stessa parola, in modo che le due vocali non formino dittongo ma appartengano a due sillabe diverse (per esempio pa-ù-ra).
Il segno diacritico con cui si segna tale divisione quando ritenuto necessario, formato di due punti disposti orizzontalmente sulla vocale più debole del gruppo: rëale, atrïo (per inciso, dieresi dovrebbe essere scritto con la dïèresi). In latino, nel tradizionale uso scolastico e tipografico, e in francese tale segno indica che ambedue le vocali mantengono il proprio suono: ad esempio ‘poëta’ e ‘naïf’, che si leggono come in italiano, diversamente da ‘poena’ e ‘mai’ che si leggono ‘pèna’ e ‘mè’. Lo stesso segno ricorre in tedesco, dove però serve a indicare l’Umlaut.
2. Nella metrica classica, pausa del verso che si verifica quando la fine di un metro coincide con fine di parola; per esempio, nell’esametro dei poeti bucolici si trova spesso la dieresi (detta perciò «bucolica») fra il 4° metro (di regola un dattilo) e il 5°, sempre preceduta da una cesura.
3. (filosofia) Secondo l’originario significato greco del termine, l’operazione logica mediante la quale si divide un concetto generale in quelli più particolari che ne costituiscono l’estensione; in particolare, nel sistema platonico, la divisione di ogni idea nelle due idee inferiori che la compongono, fino a giungere all’idea da definire.
4. (medicina) Soluzione di continuità di tessuti normalmente uniti; anche come secondo elemento di parole composte, per esempio cheilodieresi.
(chirurgia) Sezione dei tessuti, praticata con strumenti taglienti come il bisturi, con strumenti smussi come le pinze, oppure con il termocauterio e la diatermocoagulazione.

Giapponese maccheronico

Jolly [‘dZolli]
Dall’aggettivo inglese jolly ‘allegro, giovanile’, nella locuzione jolly joker ‘allegro buffone’; la voce inglese è dall’antico francese jolif (dal modello joli) ‘gioioso’, poi ‘amabile, gentile’, probabilmente voce di origine scandinnava.
Sostantivo maschile invariabile.
Carta che si aggiunge in alcuni mazzi di 52 carte, e alla quale il giocatore può dare, in vari giochi, il valore che più gli è utile, Sinonimo: matta.
(estensione) Persona o cosa che può svolgere più funzioni: fare da jolly; e in funzione appositiva, un giocatore jolly, usato specialmente per giochi di squadra per chi è in grado di ricoprire efficacemente più ruoli; nel vestiario, un capo jolly può essere abbinato ad altri pezzi di abbigliamento anche molto diversi tra loro.
Trovare il jolly, pescare il jolly: (figurato) avere un colpo di fortuna.

L’uso della parola jolly, in italiano e nel suo significato esteso, è una discreta maccheronizzazione, poiché non abbiamo trovato alcuna indicazione di questo uso della parola nei dizionari inglesi. Non siamo però riusciti a trovare come viene indicato il "tuttofare" in inglese: qualcuno sa aiutarci?

La Canzone Settimanale Enigmistica

Termina il tempo per la trentasettesima canzone, ecco la soluzione.

1991, mucillaggine in Adriatico (4 3 4)

Alga sul mare, seguito da Alba sul mare, canzone degli anni ’50.

Caduceo; Maccheronico: Wand; Accento; Abita

novembre 22, 2016

Caducèo
Dal latino caduceus o caduceum, che è dal greco keýkeion ‘insegna dell’araldo’, derivato di keryx ‘araldo’.
Anche cadùceo.
Sostantivo maschile.
Nell’antica Grecia, dal secolo V a.C., verga che recava in alto due serpenti simmetricamente intrecciati e terminava con due ali spiegate; in tempi più antichi terminava con due cerchi, il primo chiuso, il secondo aperto in alto: come un novo Erme Senza caduceo (D’Annunzio). Simbolo di prosperità e di pace, era attributo degli araldi e di Ermete (Mercurio) in quanto messaggero degli dèi. In Roma, prese la forma di un bastone d’olivo ornato di ghirlande.
Attualmente, rappresentato nella forma greca successiva al V secolo a.C., è simbolo dell’arte medica o farmaceutica.

Giapponese maccheronico

Wand [wond]
Voce inglese; propriamente ‘bacchetta’.
Sostantivo maschile invariabile.
Piccolo lettore ottico a forma di matita, usato alle casse dei negozi per rilevare i codici a barre degli articoli venduti.

Wand
Sostantivo.
1. Bacchetta.
Magic wand: bacchetta magica.
Conjurer’s wand: bacchetta di prestigiatore.
Mercury’s wand: (mitologico) caduceo.
2. (raro) Bastone di comando; mazza (d’usciere),
3. (antico) Frusta: the wand is will (Sidney), la frusta è la volontà.

L’accento, questo sconosciuto

Si può dire caducèo, e si può anche dire cadùceo, ma è più rara questa seconda forma.

Abita come mangi

Gli abitanti di San Dorligo della Valle, comune in provincia di Trieste, sono chiamati dorligesi o dolinciani. Il primo deriva dal nome del paese e dal nome del protettore, sant’Ulderico, in dialetto locale, mentre il secondo deriva dal nome in lingua slovena del paese: Dolina.

Frustrazione; Maccheronico: Torchon; Rovinata

novembre 15, 2016

Frustrazióne
Dal latino frustratio -onis ‘delusione’, derivato di frustrare ‘frustrare’.
Sostantivo maschile.
1. Sentimento di profonda depressione o di sconfitta che insorge in chi ritiene che il proprio agire sia stato o sia vano: provare un senso di frustrazione.
2. (psicologia) Condizione di tensione psichica determinata da un mancato o ostacolato appagamento di un bisogno; può avere cause esterne (per esempio, un’educazione troppo autoritaria), o interne (per esempio, la presenza di due bisogni di uguale intensità ma di opposta direzione o comunque incompatibili).
(psicanalisi) Effetto della mancata soddisfazione di una pulsione.

Frustràre
Dal latino frustrare, derivato di frustra ‘inutilmente’.
Verbo transitivo.
1. Rendere vano, inutile, far fallire: frustrare le speranze, le fatiche, gli sforzi di qualcuno; tutti i nostri tentativi sono stati frustrati.
2. (psicologia e psicanalisi) Determinare in un soggetto uno stato di frustrazione, impedendo il soddisfacimento di un bisogno o di una spinta pulsionale: frustrare i desideri, gli interessi, le aspirazioni di qualcuno; ragazzi frustrati da un’educazione sbagliata, da genitori troppo autoritari.

Giapponese maccheronico

Torchon [tor’Son]
Sostantivo maschile e aggettivo.
Tipo di collana o bracciale composto di più fili di perle, pietre, coralli, conterie o simili, ritorti a spirale: un torchon di corallo; un girocollo torchon.
Usata anche la locuzione aggettivale a torchon; collane a torchon: spiraliformi.

Il vostro curatore non è riuscito a capire quale sia l’etimologia del termine. Il vocabolario treccani riporta:
"in realtà, pseudofrancesismo, interpretazione arbitraria del fr. torchon, che significa propriam. «collana, monile» (ma ha anche altre accezioni, non però quella che qui segue), der. di torche nel sign. di «fascio di elementi attorcigliati», che a sua volta è dal lat. torqua, variante di torques «collana»."
Il dizionario di italiano Garzanti riporta semplicemente "falso francesismo".
Il dizionario di parole straniere Garzanti riporta: "francese torchon, derivato di torche ‘cordone di paglia intrecciato’".
Infine, tutti i dizionari di francese consultati indicano che torchon significa "straccio".
Insomma, s’è capito che è un caso di parola straniera usata maccheronicamente in italiano, ma non si è capito molto di più, chiediamo quindi aiuto ai lettori francofoni.

La parola rovinata

FUNEMBOLO
Nella circolazione sanguigna, corpo estraneo che ti tiene sulla corda.

Di Franco Palazzi.

Postilla; Maccheronico: Beacher; Canzone

ottobre 3, 2016

Postìlla
Dal latino medievale postilla, forse dalla locuzione post illa ‘dopo quelle (parole)’.
Sostantivo femminile.
1. Breve annotazione al testo, scritta a mano da uno studioso o dall’autore stesso sui margini o fra le righe di un’opera manoscritta o stampata, per esprimere osservazioni di vario genere, chiarimenti, opinioni critiche ecc. Nel medioevo corrispondeva ad abitudine scolastica e designò talvolta commenti più ampi di semplici note: codice pieno di postille; le postille del Petrarca ai codici della sua biblioteca.
(estensione) Le note di commento stampate nei libri a piè di pagina, in appendice fondo al volume o pubblicate in volume autonomo: postille critiche alla «Gerusalemme liberata».
(figurato) Osservazione, chiarimento, aggiunta: vorrei fare una piccola postilla a quello che avete detto; le mie parole sono chiare e non hanno bisogno di postille.
2. (tipografia) Ciascuna delle indicazioni marginali (titoletti, note, numeri di rinvio ecc.), composte in corpo piccolo, tondo, corsivo o neretto, che in alcuni libri sono adottate per facilitare l’intelligenza del testo o la consultazione.
3. (giuridico) Aggiunta a un atto pubblico diretta a integrare, modificare, sostituire dichiarazioni contenute nell’atto stesso.
4. (plurale, poetico) In Dante e in poche altre reminiscenze dantesche, i tratti della fisionomia riflessi dall’acqua o dallo specchio: Quali per vetri trasparenti e tersi, / O ver per acque nitide e tranquille / … Tornan d’i nostri visi le postille / Debili sì, che perla in bianca fronte / Non vien men forte a le nostre pupille.

Giapponese maccheronico

Beacher [‘bitSer]
Dall’inglese beacher.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
Giocatore di beach volley, sport simile alla pallavolo giocato sulle spiagge.

Marco Marcon ci segnale questa parola maccheronica, poiché la parola inglese "beacher" semplicemente non esiste. I giocatori di beach volley, in inglese, si chiamano beach volleyballer. La definizione errata, di una parola che pur se maccheronica è entrata nel vocabolario italiano, è di Treccani.it.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Rimandiamo a domani i punteggi assegnati con la nona canzone, giochiamo invece ora con la decima canzone, fino a mezzanotte di mercoledì.

Dal Corriere del Mezzogiorno: "Rientra a casa prima e trova il coniuge in dolce compagnia." (5 1 9)

Neup- Ramingo; Maccheronico: Fitwalking

maggio 20, 2016

Non è una passeggiata, a cura di PassoBarbasso

Ramìngo
Derivato di ramo ‘che diparte dal corpo principale’, sul modello del provenzale antico ramenc.
Aggettivo.
1. (letterario) Che non ha una sede fissa e va errando senza una meta precisa: se ne andò per il mondo povero e ramingo.
Proprio di chi va errando senza meta: unico spirto a mia vita raminga (Foscolo).
2. (antico) Si dice di uccello appena uscito dal nido che, non sapendo ancora volare, salta di ramo in ramo.

Ramingàre
Derivato di ramingo.
Verbo intransitivo (io ramingo, tu raminghi ecc.; ausiliare avere).
(letterario) Andare ramingo, vagare senza una meta e una direzione precisa: Senti raspar fra le macerie e i bronchi / la derelitta cagna ramingando / su le fosse (Foscolo).

Giapponese maccheronico

Fitwalking [fitu’oking]
Voce inglese, composta di fit(ness) ‘forma fisica’ e walking ‘, derivato del verbo (to) walk ‘camminare’.
Sostantivo maschile.
Attività non agonistica del camminare velocemente con l’obiettivo di raggiungere un miglior benessere, a una velocità superiore alla normale andatura a piedi e su un percorso relativamente lungo. I fratelli Damilano, marciatori olimpici, hanno importato in Italia questa attività nata negli Stati Uniti, hanno apportato alcune variazioni e ne hanno cambiato il nome per distinguerlo dall’attività originaria. Ora propongono un metodo che chiamano 7×7, che significa 7 chilometri di camminata alla velocità di 7 km/h.

In inglese non esiste il fitwalking, si chiama invece power walking o speed walking, anche se in effetti non si tratta proprio della medesima cosa.