Posts Tagged ‘maccheronico’

Latebra, Siesta; Accento; Maccheronico: Freak; Schiele

ottobre 18, 2017

Latèbra
Dal latino latebra, derivato di latere ‘star nascosto’.
Anche làtebra.
Sostantivo femminile.
1. (letterario) Nascondiglio, luogo oscuro e nascosto; per lo più usato al plurale: Ne le latebre poi del Nilo accolto, Attender par in grembo a lei la morte (Tasso); Ansanti li vede … Le note latebre del covo cercar (Manzoni); le vostre Paurose latebre Eco solinga … abitò (Leopardi).
(figurato) Recesso, profondità segreta e insondabile: le latebre del cuore umano; nelle latebre del pensiero, della mente; o in genere ciò che nasconde qualche cosa: Assai t’è mo aperta la latebra Che t’ascondeva la giustizia viva (Dante).
2. In embriologia, nell’uovo degli uccelli, massa di tuorlo bianco, finemente granulare, a forma di fiasco, che si estende dal centro dell’uovo alla superficie, al di sotto del disco germinativo.

Latebróso
Dal latino latebrosus, derivato di latebra ‘nascondiglio’.
Aggettivo.
(letterario) Pieno di latebre, di nascondigli; o che per essere chiuso, oscuro, appartato, dà modo di nascondervisi: nel latebroso bosco (Sannazzaro).

Una (parola) giapponese a Roma

Sièsta
Voce spagnola siesta, che è il latino (hora) sexta ‘l’ora sesta’, la prima ora del pomeriggio.
Sostantivo femminile invariabile.
Breve riposo, sonnellino pomeridiano, fatto subito dopo il pasto del mezzogiorno, specialmente nella stagione estiva e nei climi caldi: fare la siesta; l’ora della siesta.
(estensione, raro) Breve periodo di riposo dopo un pasto in genere, per agevolare la digestione: era una cena D’altri tempi, col gatto e la falena …, e la siesta e la partita (Gozzano).

L’accento, questo sconosciuto

Siete autorizzati dalla Parolata a dire sia latèbra che làtebra.

Giapponese maccheronico

Freak [‘frik]
Voce inglese, in origine ‘capriccio, ghiribizzo’.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
Termine introdotto negli anni Settanta per indicare chi, specialmente tra i giovani, rifiutava apertamente le ideologie, così come le norme e i modi comuni di comportamento sociale, adottando comportamenti anticonvenzionali e anticonformistici, vivendo alla giornata e spesso facendo uso di droghe. Anche, scherzosamente, fricchettone.

Questa è la definizione che si può trovare per l’uso italiano di "freak". In inglese, con lo stesso significato, si usa piuttosto hippie o hippy.
I significati in inglese di freak sono invece i seguenti.

Freak
Sostantivo.
1. Persona deforme, (spregiativo) mostro.
2. Persona strana, stravagante.
3. Bizzarria, anomalia, strana coincidenza.
4. Entusiasta, fanatico.

Marco Marcon ha smascherato "freak".

Come si dice Schiele?

Nathaniel Hawthorne, scrittore statunitense dell’800, noto specialmente per La lettera scarlatta, si pronuncia [naTaniel howTorn].

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Verdura, Trolley; Maccheronico; Frasi; Rovinata

ottobre 4, 2017

Verdùra
Derivato di verde.
Anche, arcaico o popolare, verzùra.
Sostantivo femminile.
1. Nome collettivo di tutti gli erbaggi commestibili e ortaggi: negozio di frutta e verdura; minestra di verdura.
2. (non comune) Il colore verde, il verde aspetto della vegetazione, delle erbe: fiori che spiccano in mezzo alla verdura dei prati; che verdura di pascoli!
(letterario) Le erbe stesse, la vegetazione, i prati verdi: Giugnemmo in prato di fresca verdura (Dante); Ell’era assisa sovra la verdura (Poliziano); o le foglie degli alberi: Di bere e di mangiar n’accende cura L’odor ch’esce del pomo e de lo sprazzo Che si distende su per sua verdura (Dante); tu pur suoli al cor gentile, Amore, Riparar come augello alla verdura (Poliziano).
Teatro di verdura (o di verzura): erano così chiamati dei teatri all’aperto, che si trovavano, specialmente nel secolo XVIII, nei giardini di grandi ville, in cui gli elementi costitutivi del palcoscenico (quinte ecc.) erano formati da vegetazione arborea.

Una (parola) giapponese a Roma

Trolley [‘trollei]
Voce inglese, probabilmente dal verbo (to) troll ‘muoversi (ruotando)’, accorciamento dell’originario trolley-pole (con pole ‘asta, antenna’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Nella trazione elettrica tranviaria e filoviaria, organo di presa per linea di contatto aerea, costituito da un’asta snodata alla cui estremità superiore è posto un piccolo contatto a forma di rotella o strisciante a cucchiaio, oggi in larga parte sostituito dal pantografo. In passato fu in uso in Italia anche la locuzion trolley-bus, prima che si affermasse l’equivalente fìlobus.
2. (estensione) Valigia di dimensioni piccole o medie, dotata di ruote e di maniglia estensibile che permettono di trasportarla come un carrello.

Giapponese maccheronico

Trolley, in inglese, può significare carrello (spinto a mano, quelli da supermercato o da aeroporto, chiamati anche cart), letto con le uote usato in ospedale, tavola con ruote usata nei ristoranti o peri rinfreschi, tram o filobus.
Non significa invece, per nulla, il bagaglio a mano con ruote. Quello che è il trolley italiano, invece, si dice wheeled luggage, luggage with wheels, rolling luggage o locuzioni simili, insomma, sembra che non abbiano un nome specifico a riguardo.

Frasi, non futilità

Non siamo macchine pensanti che si emozionano, ma macchine emotive che pensano.
Antonio Rosa Damasio

La parola rovinata

ASTEROIDE
Anabolizzante alle stelle.

Il nostro affezionato Pietro Scalzo.

Coreografia, Matte shot; Maccheronico; Rovinata

maggio 26, 2017

Coreografìa
Composto del greco khoreia ‘danza’ e -grafia.
Sostantivo femminile.
Arte di comporre i balletti, disegnandone, sulla trama di un libretto, le successive figurazioni dei solisti e dei gruppi, armonizzate con la musica e con vari elementi dello spettacolo; l’attività stessa di ideazione e direzione di un balletto, e, talora, la sua esecuzione.
(estensione) Il termine si usa anche in relazione ad altri generi di spettacolo come il cinema, la rivista, la televisione.
(estensione) Scenografia di un avvenimento pubblico o solenne, specialmente se accompagnata da movimenti sincroni di massa e da una ricchezza inusitata di luci e colori: la scenografia del cambio della guardia.

Una (parola) giapponese a Roma

Matte shot [mat’Sot]
Voce inglese, composto di matte ‘opaco’ e shot ‘inquadratura, ripresa’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(cinema, televisione) Ripresa cinematografica o televisiva attuata con particolari filtri e schermi diffusori posti sull’obiettivo della cinepresa.

Giapponese maccheronico

La Parolata chiese: Non siamo però riusciti a trovare come viene indicato il "tuttofare" in inglese: qualcuno sa aiutarci?
E ci rispondono: Mario Cacciari:

— Io posso suggerire handyman, ed il corrispondente femminile handywoman. Ma non so se sia molto assimilabile al jolly! —

Maria Rita Pepe:

— Wildcard credo. —

Alex Merseburger:

— Io ho sempre usato "Jack of all trades". Ho trovato anche queste traduzioni: all-rounder, handy-andy, handyman, dogsbody, factotum, girl Friday, odd-job man. —

Ringraziamo tutti i lettori, ma abbiamo qualche dubbio che siano usi equivalenti a quello di "jolly" in italiano. In particolare è molto interessante la proposta di Alex, anche perché si tratta di un uomo di parola. Sembra che sia una derivazione inglese dalla locuzione "Johannes factotum", che a sua volta era usata in Inghilterra in epoca elisabettiana. L’unico problema è che ha un’accezione negativa, in quanto fa parte della frase "Jack of all trades, master of none", che in italiano si usa tradurre in "Esperto di tutto, maestro di niente", usata per indicare una persona con molteplici abilità ma tutte superficiali, una persona dispersiva, insomma.

La parola rovinata

Colmare
Riempire completamente un contenitore con acqua marina.

Di chinalski.

Salone del libro; Dieresi; Maccheronico: Jolly; Canzone

maggio 18, 2017

Salone del Libro

Amiche, amici, inizia oggi il Salone del Libro di Torino, appuntamento classico del vostro curatore che se lo gode il più possibile. Se foste in zona, e vi facesse piacere, potete scrivermi per incontrarci al Lingotto.
E, per concludere le notizie sui Rudi Matematici, mi fa piacere comunicarvi che presenteranno il loro ultimo libro al Salone domenica 21, alle ore 17:00, nello Spazio Archimede, giustamente. Bene, ora sapete dove trovarmi a quell’ora di quel giorno.

Parole

Dièreṡi
Dal latino tardo diaeresis, greco diairesis, propriamente ‘divisione, separazione’.
Sostantivo femminile.
1. In fonetica, la divisione di un gruppo vocalico nel corpo di una stessa parola, in modo che le due vocali non formino dittongo ma appartengano a due sillabe diverse (per esempio pa-ù-ra).
Il segno diacritico con cui si segna tale divisione quando ritenuto necessario, formato di due punti disposti orizzontalmente sulla vocale più debole del gruppo: rëale, atrïo (per inciso, dieresi dovrebbe essere scritto con la dïèresi). In latino, nel tradizionale uso scolastico e tipografico, e in francese tale segno indica che ambedue le vocali mantengono il proprio suono: ad esempio ‘poëta’ e ‘naïf’, che si leggono come in italiano, diversamente da ‘poena’ e ‘mai’ che si leggono ‘pèna’ e ‘mè’. Lo stesso segno ricorre in tedesco, dove però serve a indicare l’Umlaut.
2. Nella metrica classica, pausa del verso che si verifica quando la fine di un metro coincide con fine di parola; per esempio, nell’esametro dei poeti bucolici si trova spesso la dieresi (detta perciò «bucolica») fra il 4° metro (di regola un dattilo) e il 5°, sempre preceduta da una cesura.
3. (filosofia) Secondo l’originario significato greco del termine, l’operazione logica mediante la quale si divide un concetto generale in quelli più particolari che ne costituiscono l’estensione; in particolare, nel sistema platonico, la divisione di ogni idea nelle due idee inferiori che la compongono, fino a giungere all’idea da definire.
4. (medicina) Soluzione di continuità di tessuti normalmente uniti; anche come secondo elemento di parole composte, per esempio cheilodieresi.
(chirurgia) Sezione dei tessuti, praticata con strumenti taglienti come il bisturi, con strumenti smussi come le pinze, oppure con il termocauterio e la diatermocoagulazione.

Giapponese maccheronico

Jolly [‘dZolli]
Dall’aggettivo inglese jolly ‘allegro, giovanile’, nella locuzione jolly joker ‘allegro buffone’; la voce inglese è dall’antico francese jolif (dal modello joli) ‘gioioso’, poi ‘amabile, gentile’, probabilmente voce di origine scandinnava.
Sostantivo maschile invariabile.
Carta che si aggiunge in alcuni mazzi di 52 carte, e alla quale il giocatore può dare, in vari giochi, il valore che più gli è utile, Sinonimo: matta.
(estensione) Persona o cosa che può svolgere più funzioni: fare da jolly; e in funzione appositiva, un giocatore jolly, usato specialmente per giochi di squadra per chi è in grado di ricoprire efficacemente più ruoli; nel vestiario, un capo jolly può essere abbinato ad altri pezzi di abbigliamento anche molto diversi tra loro.
Trovare il jolly, pescare il jolly: (figurato) avere un colpo di fortuna.

L’uso della parola jolly, in italiano e nel suo significato esteso, è una discreta maccheronizzazione, poiché non abbiamo trovato alcuna indicazione di questo uso della parola nei dizionari inglesi. Non siamo però riusciti a trovare come viene indicato il "tuttofare" in inglese: qualcuno sa aiutarci?

La Canzone Settimanale Enigmistica

Termina il tempo per la trentasettesima canzone, ecco la soluzione.

1991, mucillaggine in Adriatico (4 3 4)

Alga sul mare, seguito da Alba sul mare, canzone degli anni ’50.

Caduceo; Maccheronico: Wand; Accento; Abita

novembre 22, 2016

Caducèo
Dal latino caduceus o caduceum, che è dal greco keýkeion ‘insegna dell’araldo’, derivato di keryx ‘araldo’.
Anche cadùceo.
Sostantivo maschile.
Nell’antica Grecia, dal secolo V a.C., verga che recava in alto due serpenti simmetricamente intrecciati e terminava con due ali spiegate; in tempi più antichi terminava con due cerchi, il primo chiuso, il secondo aperto in alto: come un novo Erme Senza caduceo (D’Annunzio). Simbolo di prosperità e di pace, era attributo degli araldi e di Ermete (Mercurio) in quanto messaggero degli dèi. In Roma, prese la forma di un bastone d’olivo ornato di ghirlande.
Attualmente, rappresentato nella forma greca successiva al V secolo a.C., è simbolo dell’arte medica o farmaceutica.

Giapponese maccheronico

Wand [wond]
Voce inglese; propriamente ‘bacchetta’.
Sostantivo maschile invariabile.
Piccolo lettore ottico a forma di matita, usato alle casse dei negozi per rilevare i codici a barre degli articoli venduti.

Wand
Sostantivo.
1. Bacchetta.
Magic wand: bacchetta magica.
Conjurer’s wand: bacchetta di prestigiatore.
Mercury’s wand: (mitologico) caduceo.
2. (raro) Bastone di comando; mazza (d’usciere),
3. (antico) Frusta: the wand is will (Sidney), la frusta è la volontà.

L’accento, questo sconosciuto

Si può dire caducèo, e si può anche dire cadùceo, ma è più rara questa seconda forma.

Abita come mangi

Gli abitanti di San Dorligo della Valle, comune in provincia di Trieste, sono chiamati dorligesi o dolinciani. Il primo deriva dal nome del paese e dal nome del protettore, sant’Ulderico, in dialetto locale, mentre il secondo deriva dal nome in lingua slovena del paese: Dolina.