Posts Tagged ‘maccheronico’

Fustella, Puzzle; Maccheronico

luglio 1, 2020

Fustèlla
Derivato di fusto.
Sostantivo femminile.
1. Utensile d’acciaio che serve per tagliare pezzi in forma di disco o di altre forme da fogli di cartone, pelli, stoffa, lamiere metalliche ecc.: nella parte inferiore termina a tronco di cono cavo a bordo tagliente, mentre in quella superiore ha un codolo massiccio su cui si batte con un martello.
Più in generale, utensile d’acciaio a spigoli taglienti variamente sagomati, impiegato per incidere, tagliare o perforare mediante pressione carte, cartoni ecc., secondo linee o contorni determinati.
Pinza a fustelle o pinza fustellatrice: arnese in forma di pinza, munito, all’estremità di una delle due mascelle, di una rotella girevole a scatti, sulla quale sono fissate radialmente delle fustelline coniche con bordo di diametro diverso, per forare, esercitando una forte pressione a mano contro l’altra mascella, cartone, panno, cuoio, tela ecc.
2. (mineraria) Carotiere usato nel carotaggio del terreno con sonde a percussione, è detto anche carotiere a fustella.
3. La parte dell’involucro di un medicinale e simili su cui è stampato il prezzo e che, opportunamente delimitata da perforatura oppure adesiva, può essere tolta al momento dell’acquisto come documentazione da inviare all’ente assistenziale incaricato del rimborso.

Una (parola) giapponese a Roma

Puzzle [‘pasl]
Voce inglese, derivato di (to) puzzle ‘imbarazzare, confondere’, d’origine incerta.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Rompicapo, gioco che costituisce un rompicapo.
(estensione) Problema, questione di difficile o impossibile soluzione.
2. Gioco di pazienza che consiste nel ricomporre a mosaico i frammenti di varia forma in cui è stata suddivisa, di solito mediante fustella, un’immagine stampata su cartone o su legno.
3. Il gioco enigmistico delle parole incrociate o cruciverba, in inglese cross-word puzzle.

Giapponese maccheronico

L’utilizzo in italiano del termine puzzle per denominare il rompicapo con tanti pezzettini di cartone o legno usati per ricomporre un’immagine è il solito giochetto che facciamo di prendere una locuzione inglese con due termini, eliminare il termine maggiormente identificativo e usare invece quello generico. In questo modo il termine che usiamo diventa incomprensibile per gli anglofoni.
Quello che per noi è il puzzle, in inglese è il jigsaw puzzle, mentre la sola parola puzzle in inglese identifica genericamente un rompicapo.

Annoverare, Chop suey; Maccheronico: Montgomery; Rovinata

maggio 14, 2020

Annoveràre
Latino annumerare, composto di ad- e numerare ‘contare’.
Verbo transitivo (io annòvero ecc.).
1. Contare, numerare: Ad una ad una annoverar le stelle (Petrarca).
Annoverare una somma, dei denari: (antico) contarli all’atto del pagamento: e di presente gli annoverò i denari (Boccaccio).
Enumerare, esporre minutamente: sarebbe lungo annoverare tutte le loro disgrazie; mi andava annoverando con pompa i suoi trionfi amorosi (Alfieri).
2. Includere nel numero: annoverare una persona nella cerchia dei propri conoscenti; è degno di essere annoverato tra i maggiori poeti del suo secolo.

Una (parola) giapponese da Perilli

Chop suey [tSop ‘sui]
Voce cinese, propriamente ‘miscuglio’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(gastronomia) Piatto tipico della cucina cantonese a base di pezzetti di verdure e carne cotti in umido e insaporiti con salsa di soia.

Giapponese maccheronico

Montgomery [mon’gomeri]
Dal cognome del generale inglese B. L. Montgomery (1887-1976).
Sostantivo maschile invariabile.
Ampio giaccone a tre quarti, con cappuccio, di lana ruvida color sabbia, con alamari di corda o di pelle, che il generale Montgomery adottò, copiandolo dalla giacca bianca delle truppe canadesi della prima guerra mondiale; dopo la seconda guerra mondiale si diffuse in tutti i paesi, come capo di vestiario di vari colori, maschile e femminile.

Marco Marcon ci dice che in inglese questa parola non esiste. Il capo di abbigliamento si chiama "duffel coat".

La parola rovinata

ROMANTICO
Zingaro di età molto avanzata.

Di Stefano Bossa.

Latebra, Siesta; Accento; Maccheronico: Freak; Schiele

ottobre 18, 2017

Latèbra
Dal latino latebra, derivato di latere ‘star nascosto’.
Anche làtebra.
Sostantivo femminile.
1. (letterario) Nascondiglio, luogo oscuro e nascosto; per lo più usato al plurale: Ne le latebre poi del Nilo accolto, Attender par in grembo a lei la morte (Tasso); Ansanti li vede … Le note latebre del covo cercar (Manzoni); le vostre Paurose latebre Eco solinga … abitò (Leopardi).
(figurato) Recesso, profondità segreta e insondabile: le latebre del cuore umano; nelle latebre del pensiero, della mente; o in genere ciò che nasconde qualche cosa: Assai t’è mo aperta la latebra Che t’ascondeva la giustizia viva (Dante).
2. In embriologia, nell’uovo degli uccelli, massa di tuorlo bianco, finemente granulare, a forma di fiasco, che si estende dal centro dell’uovo alla superficie, al di sotto del disco germinativo.

Latebróso
Dal latino latebrosus, derivato di latebra ‘nascondiglio’.
Aggettivo.
(letterario) Pieno di latebre, di nascondigli; o che per essere chiuso, oscuro, appartato, dà modo di nascondervisi: nel latebroso bosco (Sannazzaro).

Una (parola) giapponese a Roma

Sièsta
Voce spagnola siesta, che è il latino (hora) sexta ‘l’ora sesta’, la prima ora del pomeriggio.
Sostantivo femminile invariabile.
Breve riposo, sonnellino pomeridiano, fatto subito dopo il pasto del mezzogiorno, specialmente nella stagione estiva e nei climi caldi: fare la siesta; l’ora della siesta.
(estensione, raro) Breve periodo di riposo dopo un pasto in genere, per agevolare la digestione: era una cena D’altri tempi, col gatto e la falena …, e la siesta e la partita (Gozzano).

L’accento, questo sconosciuto

Siete autorizzati dalla Parolata a dire sia latèbra che làtebra.

Giapponese maccheronico

Freak [‘frik]
Voce inglese, in origine ‘capriccio, ghiribizzo’.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
Termine introdotto negli anni Settanta per indicare chi, specialmente tra i giovani, rifiutava apertamente le ideologie, così come le norme e i modi comuni di comportamento sociale, adottando comportamenti anticonvenzionali e anticonformistici, vivendo alla giornata e spesso facendo uso di droghe. Anche, scherzosamente, fricchettone.

Questa è la definizione che si può trovare per l’uso italiano di "freak". In inglese, con lo stesso significato, si usa piuttosto hippie o hippy.
I significati in inglese di freak sono invece i seguenti.

Freak
Sostantivo.
1. Persona deforme, (spregiativo) mostro.
2. Persona strana, stravagante.
3. Bizzarria, anomalia, strana coincidenza.
4. Entusiasta, fanatico.

Marco Marcon ha smascherato "freak".

Come si dice Schiele?

Nathaniel Hawthorne, scrittore statunitense dell’800, noto specialmente per La lettera scarlatta, si pronuncia [naTaniel howTorn].

Verdura, Trolley; Maccheronico; Frasi; Rovinata

ottobre 4, 2017

Verdùra
Derivato di verde.
Anche, arcaico o popolare, verzùra.
Sostantivo femminile.
1. Nome collettivo di tutti gli erbaggi commestibili e ortaggi: negozio di frutta e verdura; minestra di verdura.
2. (non comune) Il colore verde, il verde aspetto della vegetazione, delle erbe: fiori che spiccano in mezzo alla verdura dei prati; che verdura di pascoli!
(letterario) Le erbe stesse, la vegetazione, i prati verdi: Giugnemmo in prato di fresca verdura (Dante); Ell’era assisa sovra la verdura (Poliziano); o le foglie degli alberi: Di bere e di mangiar n’accende cura L’odor ch’esce del pomo e de lo sprazzo Che si distende su per sua verdura (Dante); tu pur suoli al cor gentile, Amore, Riparar come augello alla verdura (Poliziano).
Teatro di verdura (o di verzura): erano così chiamati dei teatri all’aperto, che si trovavano, specialmente nel secolo XVIII, nei giardini di grandi ville, in cui gli elementi costitutivi del palcoscenico (quinte ecc.) erano formati da vegetazione arborea.

Una (parola) giapponese a Roma

Trolley [‘trollei]
Voce inglese, probabilmente dal verbo (to) troll ‘muoversi (ruotando)’, accorciamento dell’originario trolley-pole (con pole ‘asta, antenna’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Nella trazione elettrica tranviaria e filoviaria, organo di presa per linea di contatto aerea, costituito da un’asta snodata alla cui estremità superiore è posto un piccolo contatto a forma di rotella o strisciante a cucchiaio, oggi in larga parte sostituito dal pantografo. In passato fu in uso in Italia anche la locuzion trolley-bus, prima che si affermasse l’equivalente fìlobus.
2. (estensione) Valigia di dimensioni piccole o medie, dotata di ruote e di maniglia estensibile che permettono di trasportarla come un carrello.

Giapponese maccheronico

Trolley, in inglese, può significare carrello (spinto a mano, quelli da supermercato o da aeroporto, chiamati anche cart), letto con le uote usato in ospedale, tavola con ruote usata nei ristoranti o peri rinfreschi, tram o filobus.
Non significa invece, per nulla, il bagaglio a mano con ruote. Quello che è il trolley italiano, invece, si dice wheeled luggage, luggage with wheels, rolling luggage o locuzioni simili, insomma, sembra che non abbiano un nome specifico a riguardo.

Frasi, non futilità

Non siamo macchine pensanti che si emozionano, ma macchine emotive che pensano.
Antonio Rosa Damasio

La parola rovinata

ASTEROIDE
Anabolizzante alle stelle.

Il nostro affezionato Pietro Scalzo.

Coreografia, Matte shot; Maccheronico; Rovinata

maggio 26, 2017

Coreografìa
Composto del greco khoreia ‘danza’ e -grafia.
Sostantivo femminile.
Arte di comporre i balletti, disegnandone, sulla trama di un libretto, le successive figurazioni dei solisti e dei gruppi, armonizzate con la musica e con vari elementi dello spettacolo; l’attività stessa di ideazione e direzione di un balletto, e, talora, la sua esecuzione.
(estensione) Il termine si usa anche in relazione ad altri generi di spettacolo come il cinema, la rivista, la televisione.
(estensione) Scenografia di un avvenimento pubblico o solenne, specialmente se accompagnata da movimenti sincroni di massa e da una ricchezza inusitata di luci e colori: la scenografia del cambio della guardia.

Una (parola) giapponese a Roma

Matte shot [mat’Sot]
Voce inglese, composto di matte ‘opaco’ e shot ‘inquadratura, ripresa’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(cinema, televisione) Ripresa cinematografica o televisiva attuata con particolari filtri e schermi diffusori posti sull’obiettivo della cinepresa.

Giapponese maccheronico

La Parolata chiese: Non siamo però riusciti a trovare come viene indicato il "tuttofare" in inglese: qualcuno sa aiutarci?
E ci rispondono: Mario Cacciari:

— Io posso suggerire handyman, ed il corrispondente femminile handywoman. Ma non so se sia molto assimilabile al jolly! —

Maria Rita Pepe:

— Wildcard credo. —

Alex Merseburger:

— Io ho sempre usato "Jack of all trades". Ho trovato anche queste traduzioni: all-rounder, handy-andy, handyman, dogsbody, factotum, girl Friday, odd-job man. —

Ringraziamo tutti i lettori, ma abbiamo qualche dubbio che siano usi equivalenti a quello di "jolly" in italiano. In particolare è molto interessante la proposta di Alex, anche perché si tratta di un uomo di parola. Sembra che sia una derivazione inglese dalla locuzione "Johannes factotum", che a sua volta era usata in Inghilterra in epoca elisabettiana. L’unico problema è che ha un’accezione negativa, in quanto fa parte della frase "Jack of all trades, master of none", che in italiano si usa tradurre in "Esperto di tutto, maestro di niente", usata per indicare una persona con molteplici abilità ma tutte superficiali, una persona dispersiva, insomma.

La parola rovinata

Colmare
Riempire completamente un contenitore con acqua marina.

Di chinalski.