Archive for aprile, 2020

Ligustro, Home-fitness; Rovinata

aprile 30, 2020

Speciale museo Egizio (visto che non ci posso andare)

Ligùstro
Dal latino ligustrum, voce di origine mediterranea.
Sostantivo maschile.
Pianta delle oleacee (Ligustrum vulgare) che rappresenta la specie più nota del genere Ligustrum, comune nelle boscaglie e siepi in Europa e Asia occidentale, elemento caratteristico della macchia mediterranea, spesso coltivato per ornamento: ha foglie ellittiche o lanceolate che a seconda della specie possono essere caduche o persistenti, fiori bianchi odorosi, in piccole pannocchie di cime, e bacche globose nero-violacee. Nell’antico Egitto veniva estratto dalle foglie un colorante che veniva usato dalle donne per dipingere unghie e capelli.
Nel linguaggio poetico, il nome di ligustro designa genericamente un fiore bianco e delicato, ed è simbolo del colore bianco, del candore: la bionda Chioma per l’agil collo rose e ligustri inonda (Carducci).

Una (parola) giapponese a Roma

Home-fitness [hom’fitnes]
Voce inglese, composto di home ‘casa’ e fitness ‘essere adatto, essere in forma’.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
Il mantenersi in forma facendo ginnastica con pesi, attrezzi o a corpo libero, non in palestra ma a casa.

La parola rovinata

AUGHURIO
Messaggio di felicitazioni in uso presso i nativi americani.

Di Franco Palazzi.

Psicostasia, Target; Animali: Ciniglia

aprile 29, 2020

Speciale museo Egizio (visto che non ci posso andare)

Psicostasìa
Dal greco psykhostasia, composto di psykhe ‘anima’ e stasis ‘pesatura’.
Anche psicòstasi.
Sostantivo femminile.
In varie religioni antiche, forma del giudizio divino in cui l’anima del morto viene pesata sopra una bilancia, per il controllo dei suoi meriti; anche come forma di assegnazione del destino a un uomo tramite pesatura della sua anima: se ne hanno testimonianze in documenti scritti e figurativi delle antiche religioni egizia, greca e cristiana, nell’ebraismo e nell’islamismo. Viene comunemente chiamata pesatura del cuore o pesatura dell’anima.

Una (parola) giapponese a Roma

Target [‘target]
Voce inglese, propriamente ‘bersaglio, obiettivo’, diminutivo di un antico targe ‘targa, scudo’, con suffisso non bene spiegato.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Termine largamente usato nel linguaggio commerciale, specialmente della pubblicità e del marketing, con varie accezioni.
Obiettivo che un’azienda si propone di raggiungere, in particolare aumento delle vendite e espansione sul mercato, espresso in termini quantitativi (target manager è il dirigente che, dotato di grande esperienza nel settore di gestione e organizzazione aziendale, viene incaricato di collaborare al raggiungimento di tale obiettivo).
Fascia dei potenziali acquirenti di un prodotto, o della clientela a cui un messaggio pubblicitario può essere indirizzato.
(estensione) Fascia di pubblico a cui un messaggio radiotelevisivo è diretto: il telegiornale si rivolge a un particolare target di persone.
2. (biologia) Organi, tessuti, componenti cellulari e cellule target, quelli che costituiscono il bersaglio dell’azione di un determinato ormone, anticorpo o sostanza attiva (farmaco, veleno ecc.).
3. (fisica) Bersaglio.
4. (elettronica) Tavoletta fotosensibile applicata al tubo di ripresa della telecamera che trasforma la luce in impulsi elettrici trasmessi al pennello elettronico e da questo convertiti in immagini.

Animali di parole

Cinìglia
Dal francese chenille, propriamente ‘bruco’, che a sua volta è il latino canicula ‘cagnetta’, applicato metaforicamente.
Sostantivo femminile.
Filo fornito di pelo che gli dà un aspetto simile a quello di un bruco; si usa come trama per tessuti particolari come velluti, tappeti e accappatoi di spugna, e in arredamento per speciali cordonetti da ricamo.
Il tessuto fabbricato con questo filato: una coperta, un maglioncino di ciniglia.

Solo Marco Marcon poteva trovare una parola derivata da un animale derivato da un altro animale.

Arcaico, Hallo, Allo; Rovinata

aprile 28, 2020

Speciale museo Egizio (visto che non ci posso andare)

Arcàico
Dal greco arkhaikos, derivato di arkhaios ‘antico’, risalente a arkhe ‘principio’.
Aggettivo (plurale maschile arcaici).
1. Antico, primitivo, detto per lo più della fase iniziale d’un processo naturale o storico, d’un ciclo formale artistico, letterario e simili, o anche di atteggiamenti, modi e forme stilistiche arieggianti al primitivo.
In particolare, nello studio delle antiche civiltà, si definisce arcaico ogni periodo o manifestazione o prodotto immediatamente precedente all’età classica; così nell’Antico Egitto il periodo arcaico, o Thinita, è quello compreso tra il 3150 e il 2700 a.C., corrispondente alla I e II dinastia; nell’arte greca, periodo (o stile arcaico è quello compreso tra lo scorcio del secolo VII a.C. e il 480 a.C.; nella letteratura latina periodo arcaico è il periodo compreso tra il 240 a.C. (prima rappresentazione di un dramma di Livio Andronico) e l’80 a.C. (inizio dell’attività oratoria di Cicerone); e analogamente, scrittori arcaici, la letteratura arcaica.
2. In psicologia, di comportamenti o tendenze individuali o sociali, analoghi a quelli dei primitivi, dovuti a inclinazioni più o meno latenti che risalgono alla storia remota del genere umano.
3. Era arcaica: (geologia, disusato) era archeozoica.

Una (parola) giapponese a Roma

Hallo [hal’lo]
Voce inglese, da hollo, interiezione di origine anglo-normanna usata per incitare i cani durante la caccia.
Interiezione.
1. Saluto amichevole usato quando ci si incontra.
2. Formula con cui si risponde al telefono.

Allo [a’lo]
Voce francese, dall’inglese hallo.
Interiezione.
Voce interiettiva con la quale si richiama, al telefono, l’attenzione dell’interlocutore con cui non si è ancora preso o si è perduto il contatto; corrisponde al nostro pronto.

La parola rovinata

Etimologie rovinate

ARCAICO
Etimologia: risalente all’arca di Noè.
Antico, primitivo.

Granito, Halleflinta; Rovinata

aprile 27, 2020

Speciale museo Egizio (visto che non ci posso andare)

Granìto
Participio passato di granire ‘ridurre in grani’ o derivato direttamente da grano.
Aggettivo.
Di corpo che ha struttura granulare, o di superficie ruvida, granulosa.

Sostantivo maschile.
Nella tecnica molitoria, il prodotto ottenuto dal frumento tenero nella fase iniziale della macinazione alta.

Granìto
Derivato del latino granum ‘granulo’, con riferimento alla struttura della roccia.
Sostantivo maschile.
1. Denominazione generica di rocce eruttive intrusive molto acide, a struttura granulare con grana normalmente media e fine, di colore biancastro, grigiastro, rosato o rossastro, spesso con macchiettature più scure, caratterizzate dall’associazione del quarzo con feldspati alcalini e alcalino-calcici e con uno o più minerali femici del gruppo delle miche, degli anfiboli e, più raramente, dei pirosseni, aventi come minerali accessori più comuni lo zircone, l’apatite, la magnetite, la tormalina, la titanite. I graniti sono molto diffusi sulla crosta terrestre, per lo più in grandi ammassi (in Italia particolarmente nelle Alpi occidentali, nell’Appennino calabrese e in Sardegna), prendono origine dal consolidamento del magma e da rocce preesistenti attraverso processi di granitizzazione. Nelle regioni temperate i graniti presentano notevole resistenza alla compressione, all’abrasione, agli agenti atmosferici e tengono bene la lucidatura, per cui vengono usati come materiali da costruzione, specialmente per pavimentazioni e rivestimenti. È stato ampiamente u sato nell’antico Egitto come rivestimento per piramidi e per la produzione di statue e obelischi.
Nel linguaggio comune è simbolo della durezza, e anche della resistenza, della saldezza, della tenacia, ed è frequente perciò in similitudini e in espressioni figurate: duro, forte, saldo come il granito; una fede di granito.
2. Granito ebraico: altro nome della pegmatite grafica o runite.
Granito nero d’Anzola: varietà di gabbro anfibolico, di colore scuro punteggiato di bianco, usato come materiale d’ornamento.

Una (parola) giapponese a Roma

Hälleflinta [‘helleflinta]
Voce svedese, composto di hall ‘roccia’ e flinta ‘selce’.
Sostantivo femminile invariabile.
(mineralogia) Rara roccia metamorfica, costituita essenzialmente da quarzo e feldspato sodico, compatta, a grana fine e durissima, con venature di colore variabile dal bianco al grigio sino al giallo verdastro.

La parola rovinata

ASSEMBRAMENTOS
Calca formatasi improvvisamente alla notizia della distribuzione gratuita di caramelle aromatizzate.

Di Franco Palazzi.

Piramide, Laudum; Schiele

aprile 24, 2020

Speciale museo Egizio (visto che non ci posso andare)

Piràmide
Dal latino pyrmis -idis, e questo dal greco pyramis -idos, nome d’origine incerta, connesso in età ellenistica col greco pir ‘fuoco’, e considerato come allusivo alla forma delle piramidi, assomigliata a quella della fiamma, larga alla base e terminante a punta.
Sostantivo femminile.
1. Imponente monumento tipico dell’antico Egitto, la cui forma è quella del solido geometrico che da tale monumento ha preso il nome, generalmente destinato a coprire o a contenere la camera sepolcrale di un faraone, o comunque collegato con questa: è normalmente una costruzione a base quadrata con quattro facce laterali triangolari, inclinate e convergenti al vertice; il tempio funerario era generalmente posto in corrispondenza della faccia rivolta a est ed era circondato da navi interrate, che si riteneva potessero servire al faraone nell’aldilà, e collegato, da una strada rialzata, a un altro tempio posto a una quota più bassa; la struttura è costituita da tre parti (il nucleo centrale, composto di blocchi di calcare disposti a gradoni, i massi di riempimento e il rivestimento in granito), che si ritiene venissero costruite simultaneamente, uno strato orizzontale alla volta; all’interno si trovano una o più camere sepolcrali con relativi corridoi d’accesso opportunamente chiusi e occultati dopo la cerimonia funebre.
Battaglia delle Piramidi: la prima importante battaglia (1798) di Napoleone durante la campagna d’Egitto, che lo vide vincitore sui Mamelucchi.
Piramidi precolombiane: monumenti a forma piramidale, di dimensioni anche maggiori di quelle delle piramidi egizie, propri dei centri precolombiani dell’America Centrale e Meridionale; in particolare, piramidi a gradini, costruite da Aztechi e Maya, terminanti in alto con una piattaforma su cui sorgeva un tempio.
2. (geometria) Poliedro avente per facce un poligono (detto base) e i triangoli (facce laterali) che congiungono i lati di questo con un punto (vertice) fuori del piano della base: piramide triangolare, quadrangolare ecc., a seconda del numero dei lati della base.
(cristallografia) Una delle forme semplici che possono presentare i cristalli dei sistemi trigonale, tetragonale, esagonale e rombico.
Tronco di piramide: poliedro ottenuto tagliando una piramide secondo un piano parallelo alla base e asportando la piramide compresa fra tale piano e il vertice.
A piramide: locuzione aggettivale e avverbiale, a guisa di piramide, in forma simile a quella della piramide: sacchi ammucchiati a piramide; anche in senso figurato: gerarchia, struttura, organizzazione a piramide.
3. (estensione) Insieme di elementi disposti in modo da formare una figura somigliante a quella della piramide: una piramide di casse, di scatole, di libri.
(sport) Esercizio ginnico, detto anche piramide umana, in cui un atleta sale con i piedi sulle spalle di uno o due altri.
In particolare, nell’alpinismo, metodo applicato nelle ascensioni su tratti di pareti rocciose senza fessure o appigli: uno degli scalatori dopo essersi bene assicurato, fa salire un compagno di cordata sulle sue spalle, in modo che possa raggiungere un appiglio e conficcare un chiodo in una fessura situata in alto, si possono avere anche piramidi di tre o quattro scalatori.
Organizzazione criminale, diffusa specialmente in alcuni paesi come l’Albania o come quelli risultanti dalla dissoluzione della Jugoslavia negli anni ’90 del Novecento, che prometteva mendacemente grandi guadagni ai piccoli investitori inducendoli a consegnarle i proprî risparmî e a impegnarsi a procurare un certo numero di altri clienti.
4. In usi e in locuzioni tecniche, oggetto, formazione, o anche rappresentazione grafica, la cui figura assomiglia a quella di una piramide.
In arboricoltura, forma di allevamento di alberi (pero, melo) potati in modo che dal fusto verticale, alto da 3 a 5 m, si dipartono rami principali che in basso sono più lunghi e divergenti, mentre, a mano a mano che si va verso il vertice della pianta, diminuiscono in lunghezza e divaricazione.
In geografia fisica, piramidi di erosione o di terra, rilievi che si originano sui versanti montuosi o collinosi, costituiti da rocce debolmente resistenti, per l’azione principalmente delle acque meteoriche, le quali scavano nella massa rocciosa numerosi solchi, che, approfondendosi, finiscono per isolarne delle parti a forma grossolanamente piramidale.
In marina, uno dei tre elementi dei segnali di lontananza, costituito da due armature metalliche triangolari rivestite di tela dipinta di nero, che s’intersecano ad angolo retto così da assumere a distanza la forma di piramide.
In anatomia umana, nome dato per similitudine ad alcune formazioni anatomiche, anche microscopiche.
Piramidi di Malpighi: le masse di forma conica che, in numero da 10 a 12, caratterizzano la sostanza midollare del rene.
Piramidi di Ferrein [fe’re]: elementi costitutivi della sostanza corticale del rene, in prolungamento delle piramidi di Malpighi, costituiti da un complesso di 50-100 tubuli uriniferi a decorso rettilineo e strettamente addossati.
Piramidi anteriori, o semplicemente piramidi: formazioni del midollo allungato poste ai lati della linea mediana, costituite da fibre nervose del sistema piramidale.
Piramide del cervelletto: porzione rilevata del verme inferiore del cervelletto.
Piramide delle età o piramide della popolazione: in statistica, particolare rappresentazione grafica della distribuzione dell’età della popolazione di una data zona in un dato anno.
Piramide sociale: rappresentazione grafica della curva dei redditi, la cui denominazione deriva dal fatto che, di regola, il numero degli individui aventi un dato reddito decresce al crescere di quest’ultimo.
Piramide alimentare o degli alimenti: in scienza dell’alimentazione, schema consistente in una piramide sezionata orizzontalmente in più strati, dalla base al vertice, utilizzato per visualizzare le proporzioni degli alimenti da assumere.
Piramide ecologica o trofica: in ecologia, rappresentazione grafica progettata per mostrare la biomassa o la bioproduttività a ciascun livello trofico in un dato ecosistema.

Una (parola) giapponese a Roma

Laudum [‘laudum]
Voce latina medievale, derivato di laudare ‘lodare, approvare’.
Sostantivo maschile invariabile.
Nel diritto medievale, mezzo processuale di accertamento della consuetudine, risalente alla riforma carolingia dell’ordinamento giudiziario. Lauda o laudamenta curiae furono dette le sentenze che avevano per oggetto non la decisione di un singolo caso controverso, bensì l’affermazione di un principio di diritto. Le rendeva il giudice, alla presenza del popolo, dopo avere ascoltato il parere degli scabini, per togliere dubbi ed elidere future contese.

Come si dice Schiele?

Gilgameš, personaggio mitico del Vicino Oriente e protagonista dell’Epopea di Gilgameš, in italiano viene spesso scritto come Gilgamesh o Ghilgamesh, e la pronuncia dovrebbe essere [gilgameS], con entrambe le g dure, riferimento il dizionario della Rai e Wikipedia, ma si sente anche pronunciato [dzilgameS], con la prima g dolce. La Parolata ha sempre usato la prima pronuncia, sappiatelo.