Archive for luglio, 2010

BEGA, BEGOLARE, TATAMI; Animali: ECATOMBE

luglio 30, 2010

Parole a confronto

Bèga
Dal gotico bìga ‘lite, contesa’.
Anche béga.
Sostantivo femminile [plurale beghe].
1. Litigio, contrasto: avere delle beghe con qualcuno.
2. Faccenda importuna e fastidiosa; grattacapo: non voler beghe.

Begàre
Verbo intransitivo [io bègo, tu bèghi ecc.; o io bégo, tu béghi ecc.; ausiliare avere].
(regionale) Far beghe; questionare, litigare: il vecchio / che bestemmia, la femmina che bega (Saba).

Begolàre
Etimo incerto.
Anche bergolàre.
Verbo intransitivo [io bègolo ecc.; ausiliare avere].
(antico) Chiacchierare futilmente, cianciare.

Begolàrdo
Derivato di begolare.
Sostantivo maschile.
(antico) Ciarlatano, imbonitore, fanfarone.

Una (parola) giapponese a Roma

Tatami [ta’tami]
Voce giapponese; propriamente ‘stuoia’.
Sostantivo maschile invariabile.
Stuoia, generalmente in paglia di riso, di forma rettangolare e della misura standard di 90×180 cm, utilizzata nelle abitazioni in Giappone per coprire il pavimento.
(sport) Ciascuno dei materassini imbottiti che costituiscono la pavimentazione delle palestre in cui si praticano il judo, l’aikido e altri arti marziali e su cui si gareggia.

Animali di parole

Ecatòmbe
Voce dotta, latino hecatombe(m), dal greco hekatombe, composto di hekaton ‘cento’ e bous ‘bue’.
Sostantivo.
1. Nella religione dell’antica Grecia, sacrificio di cento o comunque numerosi buoi, o di altri animali, a una o a più divinità.
(estensione) Sacrificio grande e solenne di vittime animali.
2. (figurato) Sterminio, strage (anche scherzoso): il combattimento si risolse in una vera ecatombe; l’esame di latino è stato un’ecatombe.

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DOMOTICA, MOD; Schiele; Commedie

luglio 29, 2010

Domòtica
Composto del latino casa e di (informa)tica.
Sostantivo femminile.
Scienza che si occupa della applicazioni dell’informatica e dell’elettronica all’abitazione.

Una (parola) giapponese a Roma

Mod [mod]
Voce inglese, propriamente accorciativo di modernosm ‘modernista’.
Sostantivo e aggettivo maschile e femminile invariabile [plurale anche mods].
In Gran Bretagna negli anni Sessanta, appartenente a un movimento giovanile che si segnalava per la cura dell’abbigliamento, la passione per gli scooter molto accessoriati e l’ascolto di musica specifica.

Come si dice Schiele?

Michael Crichton, scrittore, sceneggiatore e regista statunitense, si pronuncia [‘maikol ‘krait@n].

Commedie e tragedie

– Che lavoro fai?
– Informatico.
– Ah, in che campo?
– Dicotomica.
– Non l’ho mai sentito.
– È l’informatica che si occupa della gestione della casa.
– Ah, ho capito.

Avviso; SPAURACCHIO, COURTIER; Marchi; Abita

luglio 28, 2010

Avviso

Per venire incontro al vostro bisogno estivo di newsletter fresche, saltuariamente e quando meno ve l’aspetterete, la Parolata uscirà nella sua versione completa, e non solo ristampata.

Parole

Spauràcchio
Derivato di spaurare.
Sostantivo maschile.
1. Spaventapasseri.
Arnese di varia forma usato da chi caccia con le reti per spaventare gli uccelli e farli volare verso di esse.
2. (figurato) Persona o cosa che incute paura, spavento (solo scherzoso): il nonno è lo spauracchio dei bambini; lo spauracchio degli esami.

Una (parola) giapponese a Roma

Courtier [kur’tie*]
Voce francese, dall’antico courretier, derivato di courre ‘correre’.
Sostantivo maschile invariabile.
Commissario di borsa che non ha regolare autorizzazione ad operare nel recinto della borsa.

Marchi, non parole

Tetrapak [tetra’pak, ‘tetrapak]
Composto di tetra- e il tedesco Pak(et) ‘pacco’. Marchio registrato della Tetra Pak.
Anche tetra-pack.
Sostantivo maschile invariabile.
Involucro di carta paraffinata a forma di tetraedro e con apertura a strappo che, sigillato, serve per il trasporto e la conservazione di bevande (per esempio latte, succhi di frutta, panna).
(estensione) Il materiale in cui è realizzato tale contenitore.
(estensione) I contenitori di altre forme realizzati con tale materiale.

Grazie a Marco Marcon.

Abita come mangi

Ci scrive PP.

— Ho appena guardato la pagina sui nomi "strani" di abitanti e mi è venuto in mente che gli abitanti di Lodi (LO, mia città natale, nobody is perfect) si chiamano "lodigiani" oppure "laudensi", da Laus Pompeia, nome romano di Lodi.
Posso anche aggiungere a mo’ di curiosità che l’odierna Lodi non sorge sul sito di Laus Pompeia: quest’ultima, infatti, venne distrutta dai milanesi e ricostruita dal Barbarossa a circa 5 chilometri di distanza. Sul sito di Laus Pompeia sorge ora Lodivecchio, i cui abitanti si chiamano in dialetto "ludvegini". In italiano non lo so, forse "lodivecchini"? —

Grazie al nostro amico, a cui segnaliamo che la sua ipotesi è corretta, e che hanno anch’essi il doppio nome: si chiamano infatti anche ludevegini.

R- FRAGAGLIA, IMPASSE

luglio 27, 2010

Fragàglia
Connesso con il latino frangere ‘spezzare’.
Sostantivo femminile.
(meridionale) Minutaglia di pesce, pesci di scarso pregio usati per la frittura.

Una (parola) giapponese a Roma

Impasse [Em’pas]
Voce francese, composto di in- ‘in-‘, prefisso negativo, e passe, dal verbo passer ‘passare’; propriamente ‘(strada) senza sbocco’.
Sostantivo femminile invariabile.
1. (non comune) Vicolo cieco, strada senza uscita.
2. (figurato) Situazione intricata da cui non si sa come uscire: trovarsi in un’impasse.
3. Nel gioco del bridge, particolare giocata che presuppone che una determinata carta sia in possesso dell’avversario che ha già giocato piuttosto che di quello che deve ancora giocare, e che permette quindi di fare una presa in più con una carta che normalmente dovrebbe essere considerata presa.

R- STEATOPIGIA, JET LAG

luglio 26, 2010

Steatopigìa
Composto di steato- e il greco pyghé ‘deretano’.
Sostantivo femminile.
Adiposità abnorme delle cosce e dei glutei; è carattere distintivo di alcune popolazioni africane centromeridionali.

Una (parola) giapponese a Roma

Jet lag [‘dZEtlEg]
Voce inglese; composto di jet (plane) ‘aereo a reazione’ e lag ‘ritardo, sfasamento’.
Anche jetlag.
Sostantivo maschile invariabile.
Malessere psico-fisico che si prova dopo un lungo viaggio aereo dovuto alla differenza di fuso orario fra il luogo di partenza e quello di arrivo.