Archive for ottobre, 2010

STAGNO, STAGNARE, DIAMALT; Schiele; Notizie

ottobre 29, 2010

Parole a confronto

Stàgno
Latino stagnu(m), di origine gallica.
Sostantivo maschile.
Elemento chimico di simbolo Sn; è un metallo bianco-argenteo, facilmente fusibile, malleabile, usato per leghe, per saldature, per la produzione della latta e per ricoprire altri metalli; nei suoi composti è bivalente o tetravalente. È ottenuto per fusione della cassiterite.
Grido dello stagno: caratteristico rumore emesso dua una barra di tale metallo quando viene piegata.
Peste dello stagno: fenomeno per cui lo stagno, in un ambiente freddo, può passare a una sua forma allotropica, disgregandosi in una polvere grigia.

Stagnàre
Latino tardo stagnare ‘saldare’, derivato di stagno, l’elemento chimico.
Verbo transitivo.
1. Rivestire una superficie metallica con un sottile strato di stagno; saldare, aggiustare con lo stagno: stagnare una pentola di rame.
2. Chiudere ermeticamente le connessure di recipienti, serbatoi, imbarcazioni e simili, per impedire infiltrazioni o fuoriuscite di liquido: stagnare una botte, il fondo di una barca.

Stàgno
Derivato di stagnare, chiudere ermeticamente.
Aggettivo.
1. Che è a perfetta tenuta d’acqua o d’altro liquido; ermetico: chiusura stagna; paratie, porte stagne.
Compartimenti stagni: gli ambienti della parte sommersa di una nave divisi tra loro da paratie stagne; (figurato) detto di ambienti sociali o sfere di interesse tra cui manca ogni comunicazione o scambio.
2. (regionale) Solido, robusto, ben piantato: membra stagne.

Una (parola) giapponese da Perilli

Diamalt [dia’malt]
Derivato dell’inglese malt ‘malto’ con dia- ‘per mezzo di’.
Sostantivo maschile invariabile.
(biochimica) Estratto di malto, contenente amilasi, usato nella panificazione come attivatore del lievito.

Abbiamo idea che sia un marchio registrato, ma non ne siamo del tutto sicuri.

Come si dice Schiele?

Vittorio Bigari, pittore italiano del 1700, si pronuncia bìgari.

Notizie dai porci

"La Juventus finora in trasferta ha avuto una difesa a tenuta stagna: ha preso un solo gol."
Su Radio1, Tutto il calcio minuto per minuto.

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CAPOCCIA, DEWAR; Uomini; Abita; Perle

ottobre 28, 2010

Parole a confronto

Capòccia
Voce dell’Italia centrale, derivato di capo.
Anche capòccio.
Sostantivo maschile [plurale capoccia o capocci].
1. Capo di una famiglia di contadini.
2. Chi sorveglia una squadra di lavoranti, di pastori o di vaccari.
3. (spregiativo) Caporione: il capoccia di una banda di ladri.
4. (scherzoso) Chi fa da capo, da guida; il capo di casa.

Sostantivo femminile [plurale capocce].
1. (dialettale) La moglie del capoccia, inteso come capo di una famiglia di contadini.
2. (dialettale) Testa, capo: battere la capoccia.

Uomini e parole

Dewar [‘djuar]
Voce inglese, da Dewar, nome del fisico e chimico scozzese James Dewar (1842-1923).
Sostantivo maschile invariabile.
(fisica) Recipiente a doppia parete di vetro e metallo, generalmente riflettente, con intercapedine vuota, per impedire la dispersione del calore. Anche chiamato recipiente di Dewar.

Abita come mangi

Gli abitanti di Monte Argentario, in provincia di Grosseto, si chiamano argentarini, santostefanesi oportercolesi. Dai nomi delle molteplici frazioni che compongono il comune.

Perle dai porci

Ascoltata alla radio, dal rappresentante degli studenti intervistato durante un recente sciopero: “Prima di parlare vorrei dire una cosa…”

È di Smallfountains.

MASSAIA, DEVADASI; Burosauro; Antonomasia

ottobre 27, 2010

Parole a confronto

Massàio
Latino tardo massariu(m), derivato di massa, nel senso di ‘insieme di fondi’.
Antico o regionale massàro.
Sostantivo maschile.
1. Titolo dato in vari tempi e luoghi a chi svolgeva funzioni di amministrazione dei beni del comune, di contabilità o di esazione.
2. Nell’Italia centro-meridionale, il capo di un’azienda agricola o di un podere.
Custode del bestiame da lavoro o dei locali e magazzini di una masseria.
3. (antico, letterario) Persona avveduta, che fa economia: il nostro giovine,… da quando aveva messi gli occhi addosso a Lucia, era divenuto massaio (Manzoni).
4. (disusato) Anziano, vecchio.

Massàia
Da massaio.
Sostantivo femminile.
1. Donna che si occupa della cura e del governo della propria casa.
Massaie rurali: in epoca fascista, denominazione delle donne di campagna, riunite in associazioni.
2. (disusato) Moglie del massaio.
3. (disusato) Donna attempata.
Domestica, governante.

Una (parola) giapponese a Roma

Devadasi [deva’dazi]
Voce sanscrita, propriamente ‘serva di dio’.
Sostantivo femminile invariabile,
In India, giovane donna addetta al servizio di un tempio induista.

I burosauri

Nelle more
Dal latino mora ‘attesa, indugio’, di etimologia incerta.
Locuzione avverbiale.
(diritto) Nell’intervallo di tempo che intercorre fra l’avvio di un iter burocratico-giuridico e la sua conclusione.
Nelle more del giudizio: nel periodo che precede la definizione della sentenza.
(estensione) Nell’attesa, nel frattempo: ho dovuto interrompere per un po’ il lavoro e, nelle more, farò delle ricerche bibliografiche.

Marco Marcon si chiede perché, più semplicemente e più chiaramente, non si dica "nell’attesa".

L’antonomasia e il soprannome

Alex Merseburger ci ricorda che il Molleggiato è Adriano Celentano.

CASALINA, FEEDBACK; Lettori; Animali di dire

ottobre 26, 2010

Casalìna
Derivato di casa, perché adoperata in casa oppure perché fatto di stoffa rozza, fatta in casa.
Sostantivo femminile.
Rozzo tessuto di cotone a righe, usato soprattutto per grembiuli femminili da massaia.

Una (parola) giapponese a Roma

Feedback [‘fidbEk]
Locuzione inglese; propriamente ‘alimentazione retroattiva’, composto di (to) feed ‘alimentare’ e back ‘indietro’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
1. (tecnologia) Nei sistemi regolati automaticamente, ritorno di parte del segnale di uscita all’ingresso, in modo che l’unità di controllo del sistema possa individuare eventuali anomalie e correggerle. Sinonimi: retroazione, controreazione.
Il segnale stesso di ritorno.
(elettroacustica) Fenomeno di reazione tra un elemento microfonico e il riproduttore sonoro cui questo è applicato, come ad esempio quando un segnale audio rientra nei microfoni provocando un caratteristico fischio fastidioso.
2. (linguistica, psicologia) Effetto di reazione prodotto da un messaggio su chi lo ha emesso.
Verifica dell’efficacia di un messaggio.
3. (biologia) Regolazione di un processo biologico con l’attivazione o inibizione di un componente attivo da parte di uno dei prodotti del processo stesso.
4. (estensione) Effetto di retroattivo di un’azione o di un fenomeno: studiare il feedback negativo di una campagna pubblicitaria.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Michele a proposito della perla:
– Il prossimo interrogatorio sarà importante?
– Sì, sarà la chiave di svolta delle indagini.

— Strana questa chiave, questo attrezzo metallico che – come vedo, consultando vocabolari – sembra derivare da claudĕre (chiudere) e quindi inizialmente legata al concetto di chiusura, anche se, ovviamente e per fortuna, è sempre servita anche per aprire. Ed è confortante constatare che nei vari significati traslati che il termine ha assunto nel tempo, prevalgono accezioni positive: mezzo per raggiungere un fine, per capire, svelare, risolvere; elemento centrale che tiene insieme un arco, un sistema, ecc. Insomma chiave si è un po’ riscattata; resta comunque una parola da maneggiare con cautela, girandola dalla parte giusta secondo lo scopo da raggiungere.
Chiusa la digressione un po’ strampalata e ritornando alla frase incriminata vorrei aggiungere che, oltre alla storpiatura dell’originale chiave di volta, l’espressione sembra ulteriormente disturbata da una inutile ripetizione dello stesso concetto poiché si può tranquillamente scegliere una di queste espressioni con lo stesso significato:
– Sì, sarà la chiave delle indagini (la chiave che risolve i quesiti posti dalle indagini);
– Sì, darà una svolta alle indagini (portandole ad una risoluzione).
Certo che, volendo fare gli avvocati d’ufficio, si può anche interpretare chiave di svolta come chiave che apre verso una svolta, o qualcosa del genere, ma è un arrampicarsi sugli specchi. —

Animali di dire

Latte di volpe
Pane e volpe
Con le locuzioni "avere bevuto latte di volpe" e "avere mangiato pane e volpe" si intende essere estremamente furbi.
In realtà la maggior parte delle volte le frasi sono utilizzate in modo sarcastico, con il significato opposto.
Derivano dalla credenza popolare, derivata probabilmente dalle favole di Esopo, che la volpe sia un animale di grande astuzia e dai mille trucchi.

Sito; COROLLARIO, COROLLA, WAQF; Perle

ottobre 25, 2010

Avviso

Su Storia Continua la terza puntata del contributo di chinalski sui romanzi ipertestuali.

Parole a confronto

Corollàrio
Dal latino corollariu(m), derivato di corolla, diminutivo di corona ‘corona’.
Sostantivo maschile.
1. (filosofia) Proposizione che risulta logicamente da una verità dimostrata in precedenza e che non esige quindi una dimostrazione propria.
(matematica) Teorema che si deduce come diretta e immediata conseguenza di un teorema precedente.
2. (estensione) Aggiunta, appendice: corollario del libro.
3. Nell’antica Roma, dono offerto agli attori oltre il normale compenso.

Aggettivo.
(disusato) Dedotto per corollario, per induzione.

Coròlla
Dal latino corolla(m), diminutivo di corona ‘corona’.
Anche corólla.
Sostantivo femminile.
(botanica) Parte del fiore interna al calice, costituita da uno o più verticilli di foglie modificate (petali), con la funzione di attrarre gli insetti che favoriscono l’impollinazione.
(estansione) A corolla: ciò che ha forma svasata: una gonna a corolla.

Una (parola) giapponese a Roma

Waqf [wakf]
Voce araba, propriamente ‘sospensione’.
Sostantivo maschile invariabile.
(diritto) Nel diritto musulmano, costituzione, a scopo di beneficenza, di usufrutto su immobili che diventano così inalienabili.

Perle dai porci

"Al termine di questa presentazione, vorrei corollare con voi l’evento con un brindisi!"

Direttamente dallo SMAU, grazie a Smallfountains.