Posts Tagged ‘battuta’

Estivazione, Hard bop; Battuta; Rovinata

maggio 15, 2018

Estivazióne
Derivato di estivare, dal latino aestivare, derivato di aestivus ‘estivo’.
Sostantivo femminile.
1. La migrazione stagionale delle greggi e delle mandrie che salgono dai fondivalle o dai piani ai pascoli di alta montagna nei mesi estivi.
2. Fenomeno analogo alla ibernazione che si verifica in vari animali i quali, durante la stagione calda, per sottrarsi a condizioni ambientali sfavorevoli, rallentano la loro attività ed entrano in uno stato di letargo o di torpore.
3. In bachicoltura, operazione consistente nel tenere le uova appena deposte a temperatura di 24-30 °C, seguono poi l’ibernazione e infine l’incubazione.
4. In botanica, la posizione reciproca, detta anche preflorazione, degli antofilli di un medesimo verticillo fiorale, prima dell’apertura del fiore.
5. Nell’industria dei laterizi, esposizione all’aria dell’argilla nel periodo estivo: l’essiccamento e l’imbibizione, ripetuti più volte, ne migliorano la qualità, favorendo la polverizzazione del materiale, l’asportazione delle impurezze solubili, l’ossidazione di composti organici ecc.

Una (parola) giapponese a Roma

Hard bop [ard’bop]
Locuzione inglese tratta da be-bop, con sostituzione di hard ‘duro’ a be.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
Stile jazzistico nato intorno agli anni ’50 del Novecento come reazione al manierismo estetizzante del cool jazz e che recupera stilemi propri del be-bop, apportandovi una accentuazione ritmica più marcata e sonorità più accese, derivate anche da una rivalutazione del blues e del gospel.

Battuta obbligatoria

Un anonimo lettore segnala una battuta obbligatoria per chi ha intenzione di fare il cammino di Santiago di Compostela. Quando si incontra una persona che si muove nella direzione opposta al cammino, allontanandosi dalla città di Santiago di Compostela, bisogna riprenderla dicendo "Hai sbagliato strada!".
In realtà la battuta si può utilizzare più in piccolo, quando si incontra un collega o una collega che si allontana dall’ufficio nel periodo in cui normalmente si entra al lavoro, o viceversa se ne avvicina nel periodo dell’uscita dal lavoro: "Hai sbagliato strada!", e risate a crepapelle.

La parola rovinata

CARROTA
Comune ortaggio commestibile che può però strozzare se non ben masticato.

Di Franco Palazzi.

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Intingolo; Chattata: Scrolling; Marchi; Battuta

febbraio 7, 2018

Intìngolo
Derivato di intingere; propriamente, sugo in cui si può intingere il pane.
Sostantivo maschile.
Nome generico di ogni sugo, salsa, condimento liquido in cui si cuoce una pietanza, soprattutto la carne (per esempio lo spezzatino) o anche verdure in umido, e la pietanza stessa così preparata: un intingolo saporito.
(scherzoso o spregiativo) Pietanza confezionata con vari ingredienti: non mi va quest’intingolo!; anche figurato, di scritto o discorso che manchi di unità, originalità, o simili.

La chattata, ovvero la Parolata e internet

Scrolling [‘skrollin]
Voce inglese, derivato del verbo (to) scroll ‘srotolare’, voce di origine germanica.
Sostantivo maschile invariabile.
(informatica) Il movimento in senso orizzontale o verticale di un testo o di un’immagine sullo schermo del monitor di un elaboratore, in modo tale che questi scompaiano in un lato dello schermo e nuovi dati appaiano dal lato opposto: fare lo scrolling di un testo muovendo il cursore. Traduzione italiana: scorrimento; anglicismo: scrollare un testo.

Marchi, non parole

Bluetooth, tecnica di telecomunicazione basata sulla comunicazione senza fili già proposta dalla Parolata come parola derivata da uomo (Harald Blåtand, Harold Bluetooth in inglese, cioè re Aroldo I di Danimarca (901 – 985 o 986)), da ora comparirà anche nell’elenco delle Oarole e marchi grazie a Marco Marcon. Si tratta infatti di marchio registrato della Bluetooth SIG, Inc.

Battuta obbligatoria

Quando si spiega qualcosa a un gruppo di persone e si chiede: "Ci sono delle domande?", se nessuno chiede nulla e si desidera simulare di essere simpatici, si può dire: "O sono stato chiarissimo, o state tutti dormendo".

Fedina, Flop; Battuta; Rovinata; Canzone

ottobre 20, 2016

Parole a confronto

Fedìna
Propriamente diminutivo di fede, nel senso di ‘certificato’.
Sostantivo femminile.
Certificato o scheda penale: avere la fedina pulita, sporca.

Fedìna
Propriamente diminutivo di fede, perché portare le fedine fu nell’Ottocento segno di fedeltà al governo austriaco, anche se tale interpretazione etimologica non è sicura.
Sostantivo femminile.
(generalmente al plurale) Basette lunghe, strisce di barba dalle tempie al mento: un bel paio di fedine brizzolate; uomini che hanno fedine Altere e deboli in grandi Ritratti d’oro (Montale).

Una (parola) giapponese a Roma

Flop [flop]
Voce inglese, propriamente ‘tonfo’, di origine onomatopeica.
Sostantivo maschile.
Nel linguaggio giornalistico, insuccesso, fiasco, riferito inizialmente a uno spettacolo, poi esteso a indicare fallimenti anche in altri settori di attività: quella commedia è stata un flop in Francia; rischiare un flop.
Fare flop: fallire, rivelarsi un insuccesso: la nuova trasmissione ha fatto flop.

Battuta obbligatoria

Tra le numerose battute obbligatorie che si possono proporre a qualcuno di statura eccezionale, Mauro ci propone: Volevano farne due, ma avevano una testa sola.

La parola rovinata

Luxoricidio
Assassinio sul Nilo.

Una nuova versione di una parola rovinata a suo tempo, di Lennon-McCartney, alias Barozzi-Meneghello.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Siamo arrivati alla soluzione della tredicesima canzone:

Ditta produttrice di fernet (4 6)

Casa Bianca, di Marisa Sannia, da Casa Branca.

Mimo, Dessert; Lettori; Battuta

giugno 7, 2016

Mìmo
Dal latino mimus, greco mimos dal tema di mimeomai ‘imitare, rappresentare imitando’.
Sostantivo maschile.
1. Particolare forma di commedia basata sulla rappresentazione realistica e buffonesca della vita, sviluppatasi come genere teatrale e letterario, in versi e in prosa, presso gli antichi Greci e Romani: i mimi di Senarco.
Nel teatro moderno, spettacolo teatrale nato in Francia nei primi decenni del Novecento, nel quale si rinuncia all’espressione verbale e si affida al gesto e alla mimica la rappresentazione di stati d’animo, sentimenti, azioni e simili.
2. (femminile: mima) Attore che interpreta spettacoli di mimo, con riferimento sia al teatro classico sia a quello moderno.
(letterario, non comune) Attore comico.
(figurato, spregiativo) Attore privo di dignità e serietà, con uso analogo a quello di commediante, buffone, istrione e simili.
3. In biologia, nel fenomeno del mimetismo, la specie che, per sopravvivere e sfuggire ai potenziali predatori, assume sembianze simili a quelle di altre specie, dette modelli, che non essendo commestibili sono più protette.
4. Uccello dei Mimidi, detto anche tordo sbeffeggiatore, di colore grigio scuro di sopra e biancastro di sotto, caratteristico per il canto melodioso e per la capacità di imitare alla perfezione il verso di qualsiasi altro uccello.

Una (parola) giapponese da Perilli

Dessert [des’sert]
Voce francese, propriamente ‘sparecchio’, derivato di desservir ‘sparecchiare’, composto del prefisso negativo dés- e servir ‘servire’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. L’ultima o le ultime portate di un pasto, cioè frutta o macedonia, formaggio, dolce, gelato.
(estensione) Il momento corrispondente del pranzo o della cena: al dessert ci sono stati gli scambi degli augurî fra i convitati.
2. Il dolce servito al termine del pasto.

I lettori ci scrivono

Alberto Cacciari ci fa notare che, nel numero di venerdì, abbiamo erroneamente scritto che vagabondare è un verbo transitivo. Ha ragione lui, è ovvio, ma abbiamo inserito l’errore volontariamente per verificare se leggete attentamente la Parolata.

Battuta obbligatoria

Quando fate un errore e vi viene fatto notare, dovete dire "L’ho fatto apposta, volevo vedere se eri attento". La vergogna dell’errore rimane, ma almeno guadagnate punti-simpatia.

Noumeno, Vermouth; Accento; Battuta

maggio 18, 2016

Noùmeno
Dal greco (tò) noóumenon ‘ciò che è pensato’, participio presente passivo di noêin ‘percepire con la mente’, derivato di nôus ‘mente’.
Sostantivo maschile.
(filosofia) Nella filosofia di Platone, l’intelligibile, l’idea, l’oggetto del pensiero indipendentemente dall’esperienza sensibile, ossia le idee, in quanto distinte dagli oggetti sensibili.
Nella filosofia di Kant, l’essenza pensabile, ma del tutto inconoscibile, della realtà in sé, in contrapposizione al «fenomeno» di cui pure costituisce il fondamento, il substrato; il termine è adoperato da Kant anche in un senso più positivo per indicare il sovrasensibile, l’incondizionato, che, posto fuori di ogni esperienza, si rivelerebbe tuttavia alla ragion pratica o coscienza morale.

Una (parola) giapponese a Roma

Vermouth [‘vermut]
Dal tedesco Wermut(h) ‘assenzio’, che è uno degli ingredienti.
Anche vermut, vermout, antico vermùt.
Sostantivo maschile.
Vino liquoroso di sapore amarognolo aromatico, specialità delle province di Torino, Asti e Cuneo, prodotto con vini bianchi addizionati di zucchero, alcol fino a 16-18 gradi, aromatizzato con droghe e aromi vari tra cui assenzio, centaurea, genziana, timo, issopo, maggiorana, colorato o no con caramello e fatto invecchiare. Si beve specialmente come aperitivo o come componente di molti cocktail.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice noùmeno, e non diversamente.

Battuta obbligatoria

Incontrate una toscana o un toscano?
Siete simpatici?
Allora non potete trattenervi dal chiedere: Mi dici "Vorrei una Coca-cola con la cannuccia corta corta".