Posts Tagged ‘accento’

Recrudescenza, Metteur en scene; Lettori; Accento; Perle

settembre 5, 2017

Recrudescènza
Derivato del latino recrudescere ‘inasprirsi, ridivenire crudo’, derivato di crudus ‘crudo’, incrociato con i tipi crescenza e convalescenza.
Sostantivo femminile.
1. Notevole aggravamento, ripresa preoccupante di un male fisico, morale o sociale, susseguente a una fse di stasi o di attenuazione: dopo qualche giorno di tregua si ebbe una violenta recrudescenza della malattia; periodica recrudescenza dei conflitti interetnici; purtroppo c’è da constatare una recrudescenza del terrorismo.
Più raramente utilizzato con riferimento a fenomeni o condizioni naturali (per cui è più comune rincrudimento): c’è stata una recrudescenza della siccità.
2. (botanica) Fenomeno teratologico per il quale l’asse di un’infiorescenza, dopo la maturazione dei frutti, riprende attività e dà origine a un asse foglifero o fiorifero.

Una (parola) giapponese a Roma

Metteur en scene [met’t2r an Sen]
Voce francese, propriamente ‘chi mette in scena’.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
(teatro, cinema, non comune) Regista.

I lettori ci scrivono

Fabrizio Bianucci ci scrive a proposito di telemark.

— Vale forse la pena di ricordare, purtroppo e tristemente, che la regione del Telemark fu anche la "location" (diremmo oggi, anche per sdrammatizzare) delle fabbriche di "acqua pesante", necessarie per la produzione di ordigni nucleari, installate dai nazisti durante l’occupazione della Norvegia, peraltro immortalata, la regione, da un famoso film di guerra (un classico da oratorio anni ’60, con Pepsi e stringa gommata di liquirizia) con R. Harris e il vecchio Douglas sr. dal titolo "Gli eroi di Telemark". —

Perle linguistiche e L’accento, questo sconosciuto

Roberto Vittorioso ci segnala che la nota giornalista di gossip Candida Morvillo pronuncia in tv "idillìo". E noi ne approfittiamo per dire che:

Si dice idìllio, e non idillìo.

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R- Rappa, Chermes; Paesi; Accento; Retorica

agosto 30, 2017

Ràppa
Francese rape, dal germanico raspon ‘arraffare’.
Sostantivo femminile.
1. Cima di finocchio, rosmarino, olivo e altre piante.
2. (raro) Raspo.
3. Nappina colorata, posta un tempo sul copricapo dei soldati quale distintivo d’arma e di reparto, tuttora in uso sul cappello degli alpini.

Una (parola) giapponese a Roma

Chèrmes
Dallo spagnolo quermes, dall’arabo qirmizi.
Anche chèrmesi, chèrmisi, chermisì, chèrmosi, crèmisi, kèrmes.
Sostantivo maschile.
1. Insetto degli Omotteri (Chermes).
2. Colorante naturale rosso vivo, ricavato da cocciniglie, largamente usato in passato, per tingere i tessuti.
3. Sfumatura di rosso molto acceso.

Nomi di paesi, la parola

Campàna
Latino tardo campana(m), da (vasa) campana, propriamente ‘(vasi di bronzo) della Campania’.
Sostantivo femminile.
1. Strumento a forma di vaso rovesciato, solitamente di bronzo, che viene percosso da un battaglio appeso nell’interno o da un martello esterno.
2. Cupola di vetro o di altro materiale sotto la quale si proteggono cose alterabili o delicate. Vivere, tenere sotto una campana (di vetro): (figurato) usare eccessivi riguardi e precauzioni per la propria o l’altrui salute.
3. Accessorio di vetro opaco o di lamiera che si pone sulle lampade per circoscrivere la luce.
4. (architettura) La parte interna del capitello corinzio, attorno alla quale sono disposte le foglie di acanto e gli altri motivi ornamentali.
5. (musica) La parte terminale, svasata, di alcuni strumenti a fiato.
6. Campana pneumatica, cassone ad aria compressa, adottato negli impianti per fondazioni subacquee pneumatiche.
7. Campana di raccolta, contenitore a forma di campana per la raccolta differenziata di alcuni tipi di rifiuti solidi urbani (vetro, carta ecc.).
8. Gioco di ragazzi, detto anche mondo o settimana.

Trappìsta
Francese trappiste, dal nome dell’abbazia di La Trappe, fondata in località di caccia (dove erano poste le trappes ‘trappole’).
Sostantivo maschile (plurale trappisti).
1. Religioso dell’ordine cistercense riformato dall’abate Rancé nel XVII secolo.
2. (figurato, scherzoso) Chi vive molto austeramente.

Trappista è di Libero Zucchelli, campana è del suo degno avversario Marco Marcon, ed è pure parola strana.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice crèmisi, e non cremìsi.

La retorica per tutti

Apàllage
Voce dotta, greco apallage ‘separazione’, da apallàsso ‘io separo’.
Sostantivo femminile.
(linguistica) Figura retorica che consiste nell’interporre nel costrutto una proposizione, o nell’allontanarsi dall’ordine dei concetti.
L’Italia! Mi hanno accusato di averla chiamata vile! E non ricordarono (se non fosse troppo innocente ed ingenuo appellarsi alla memoria degli avversari) e non ricordarono, per un verso. (Carducci).

R- Raitro, More uxorio; Paesi; Ritrovato; Accento; Perle

agosto 17, 2017

Ràitro
Dal tedesco Reiter, ‘cavaliere’, di origine germanica.
Sostantivo maschile.
Nel XVI secolo, soldato tedesco a cavallo che militava nelle guerre civili di Francia e Fiandra.

Una (parola) giapponese a Roma

More uxorio [‘more uk’sorio]
Latino, propriamente ‘secondo il costume matrimoniale’.
Locuzione avverbiale e aggettivale.
Usata per indicare la condizione di due persone di sesso diverso che convivono senza aver contratto matrimonio fra loro.

Nomi di paesi, la parola

Margheròtta
Detta così perché costruita a Marghera, località vicino a Venezia.
Sostantivo femminile.
Barca veneta lunga e sottile, assai veloce, con sei rematori.

Pipèrno
Da Piperno, località del Lazio.
Sostantivo maschile.
(geologia) Minerale utilizzato come pietrisco per strade e ferrovie.

Margherotta e piperno sono di Berilio Luzcech.

Il paese ritrovato

Non ci fu tempo per altre domande. Alla porta c’era già Cociglio, ansante, aveva fatto le scale di corsa e il basco d’ordinanza gli si muoveva nervosamente tra le mani. Il punto interrogativo sulla faccia di Marcon era chiaramente visibile, così il poliziotto decise di tagliare corto e semplicemente sputare velocemente le ultime notizie.

Perché non leggersi il sedicesimo capitolo del racconto sul sito?

L’accento, questo sconosciuto e Uomini e parole

Si dice bismùto, e non bìsmuto.
È un elemento chimico ed è un paesi e parole, il nome essendo derivato dal tedesco Wismut, composto del toponimo Wiesen e muten ‘sollecitare una concessione mineraria’, ottenuta appunto nel secolo XV in Boemia, in località Wiesen ‘Prati’.
Proposto da Berilio Luzcech.

L’appunto

La locuzione "piantare in asso" è errata, in realtà si dovrebbe dire "piantare in Nasso".
Essa deriva dalla storia mitologica in cui Teseo, dopo aver ucciso il Minotauro grazie all’aiuto della sorellastra del mostro, la bella principessa Ariadne, piantò la fanciulla innamorata, mentre questa dormiva, sull’isola di Nasso.
Da ciò il detto "piantare in Nasso" divenuto poi "piantare in asso".

Perle dai porci

"Lo scettro di comune più riciclone d’Italia è di …"
Era il comune dove vengono riciclati più rifiuti.
Servizio del TG2.

R- Ridda, Glasnost; Paesi; Accento; Perle

agosto 8, 2017

Rìdda
Derivato di riddare, dal longobardo wridan ‘girare in tondo, torcere’.
Sostantivo femminile.
1. Antica danza molto veloce, che si eseguiva tenendosi per mano, girando in tondo e cantando: menare la ridda.
2. Movimento agitato e scomposto di molte cose o persone (anche figurato): una ridda di veicoli, di ragazzi; una ridda di pensieri, di illazioni; quell’insignificante episodio mi gettava in una r. di supposizioni (Landolfi).

Una (parola) giapponese a Roma

Glasnost [‘glaSnost]
Voce russa; propriamente ‘comunicazione, informazione’, derivato di glas, forma antica di golos ‘voce’; il termine ha avuto una certa diffusione in relazione alle vicende politiche delle ultime fasi di vita dell’Unione Sovietica.
Sostantivo femminile invariabile.
Pubblicità, trasparenza, come metodo nella gestione della cosa pubblica e nei rapporti politico-sociali.

Nomi di paesi, la parola

Romànzo
Dal fancese antico romanz, perché il genere letterario del romanzo medievale, originario della Francia, si sviluppò in lingua volgare; romanz risale alla locuzione del latino medievale romanice (loqui) ‘parlare al modo romano’, poi ‘parlare in lingua volgare’ (contrapposto a latino).
Sostantivo maschile.
1. Nelle letterature medievali in volgare, componimento narrativo di argomento amoroso-cavalleresco; anche, il genere al quale appartengono questi componimenti: il romanzo di Tristano; il romanzo francese del XII secolo.
2. In epoca moderna, componimento narrativo in prosa, di ampio respiro, imperniato sulle vicende, storiche o inventate, di uno o più personaggi; anche, il genere proprio di questi componimenti: i romanzi di Swift, di Balzac, di Svevo; il romanzo inglese del Settecento
Romanzo storico: in cui le vicende dei personaggi sono calate in un’epoca o in una situazione storica.
Romanzo psicologico: che descrive soprattutto le vicende interiori del personaggio.
Romanzo d’appendice: che si pubblica a puntate in appendice a giornali; (spregiativo) si dice di romanzo dalle tinte forti, perciò rispondente al gusto del grosso pubblico.
Romanzo a fumetti: narrato e illustrato mediante fumetti.
Romanzo epistolare: in cui la vicenda viene narrata attraverso una serie di lettere che si immaginano scritte dai protagonisti della vicenda.
Romanzo ciclico: che narra le vicende di una famiglia per diverse generazioni.
Romanzo fiume: molto lungo.
3. (estensione) Si dice anche di opera letteraria in prosa, dalla trama avventurosa e complessa, appartenente alle letterature antiche: il romanzo alessandrino.
4. (figurato) Vicenda complessa e avvincente come quelle dei romanzi; anche, storia inventata, fantasticheria, fandonia: il romanzo d’amore di due giovani; la sua vita è un romanzo; la storia della rapina era tutta un romanzo.

Carmagnòla
Dal nome dell’omonima località in provincia di Torino.
Sostantivo femminile.
1. Giubba a falde corte che si indossava ai tempi della rivoluzione francese, probabilmente importata a Parigi dagli emigranti piemontesi.
2. Canzone che, negli anni della rivoluzione, il popolo parigino cantava e ballava intorno agli alberi della libertà.

Romanzo è un altro punto per Piero Fabbri, carmagnola per Berilio Luzcech.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice lùbrico, e non lubrìco.

Perle dai porci

"Non mi hai voluto dare il numero di telefono. Te l’ho chiesto e tu hai declissato."
Un personaggio della palestra Torino.
Dagli archivi di Maidirepigigierre.

R- Appendice, Coram populo; Paesi; Accento; Ritrovato; Rovinata

luglio 26, 2017

Appendìce
Dal latino appendice(m), derivato di pendere ‘pendere’; propriamente ‘ciò che pende accanto’.
Sostantivo femminile.
1. Parte a sé stante aggiunta a qualcosa, ma non essenziale per la sua completezza; in particolare, alla fine di un libro, la parte eventualmente aggiunta per approfondire alcuni argomenti, o per aggiornare e completare certi dati; nei dizionari e nelle enciclopedie, volume di aggiornamento.
2. Nei giornali, la parte, in genere a piè di pagina, in cui un tempo si pubblicavano articoli letterari, rassegne di vario argomento ecc.
Romanzo d’appendice: romanzo di carattere popolare pubblicato a puntate sull’appendice di un giornale; per estensione, romanzo popolare di scarso pregio artistico.
3. (anatomia) Prolungamento vermiforme dell’intestino cieco.
4. (biologia) In animali o vegetali, prolungamento di un organo.

Una (parola) giapponese a Roma

Coram populo [‘kOram ‘pOpulo]
Locuzione latina, propriamente ‘davanti (coram) al popolo (populo)’.
Locuzione avverbiale.
Alla presenza di tutti, in pubblico: parlare coram populo.

Nomi di paesi, la parola

Alessandrìno
Di Alessandria d’Egitto.
Aggettivo.
1. In particolare, della civiltà ellenistica che ebbe come centro Alessandria (secoli IV-I a.C.): età alessandrina; poeta alessandrino.
Grammatici alessandrini: quelli che nel secolo III a.C. formarono ad Alessandria una scuola filologica.
2. (estensione) Detto di stile, linguaggio ecc., preziosamente ricercato.

Sostantivo maschile.
1. Poeta, artista di età alessandrina.
2. (estensione) Artista particolarmente raffinato.

Tebàide
Dal latino Thebaide(m), che è dal greco Thìbaís ‘regione presso Tebe’, nell’alto Egitto, centro di anacoretismo nei secoli II-III d.C.
Sostantivo femminile.
(letterario) Luogo solitario e deserto, particolarmente adatto alla vita ritirata: in somma, è diventato quel castello una Tebaide (Manzoni, con riferimento al castello dell’Innominato dopo la sua conversione).
(figurato) Luogo selvaggio e inospitale.

Alessandrino e tebaide sono proposte da Berilio Luzcech.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice sia cònstato (verbo constatare) che constàto.

Il tempo ritrovato

"Aghi.
Al secondo morso, Carlo li sentì precisi e profondi come aghi. I denti del topo scendevano sicuri nel collo, per tutta la loro minuscola profondità. Ma mordevano sicuri, armati di fame e pazienza. Sentiva anche la prima goccia di sangue scorrergli lungo il lato sinistro del collo, mentre a destra già arrivava minaccioso il solletico prodotto dai baffi d’un altro roditore."
Sul sito potete trovare il tredicesimo capitolo del romanzo d’appendice (in senso stretto) "Il paese ritrovato".

La parola rovinata

Quacquero
Seguace di Paperino.

Parola rovinata da Berilio Luzcech.