Posts Tagged ‘accento’

R- Irriguo, Kabuki; Paesi: Pandemonio; Accento; La sai!

dicembre 14, 2017

Irrìguo
Dal latino irriguu(m), derivato di irrigare ‘irrigare’.
Aggettivo.
1. Ben irrigato, ricco di acque irriganti: campo irriguo.
2. Che irriga o serve all’irrigazione: acque irrigue; canale irriguo.

Irrigàre
Dal latino irrigare, composto di in- e rigare ‘condurre attraverso canali (l’acqua)’.
Verbo transitivo [io irrìgo, tu irrìghi ecc.].
1. Far correre nei terreni l’acqua necessaria per la coltivazione: irrigare una piantagione.
Riferito a corsi d’acqua, attraversare una regione contribuendo alla sua fertilità: il Nilo irriga l’Egitto.
2. (figurato letterario) Bagnare largamente: terra irrigata dal sangue dei martiri.
3. (medicina) Introdurre in una cavità del corpo, a scopo terapeutico, un liquido medicamentoso.

Una (parola) giapponese a Roma

Kabuki [ka’buki]
Voce giapponese; composto di ka ‘poesia’, bu ‘danza’ e ki ‘arte’.
Sostantivo maschile invariabile.
Genere del teatro giapponese in cui l’azione scenica è accompagnata da musica e danze.

Nomi di paesi, la parola

Pandemònio
Dall’inglese pandemonium, voce coniata da J. Milton (1608-1674) nella forma latina pandaemonium, composto del greco pân ‘tutto’ e daimónion ‘demonio’, come denominazione della capitale dell’inferno nel poema «Il Paradiso perduto».
Sostantivo maschile.
Frastuono assordante; grande confusione: un pandemonio di grida e urli; fare, scatenare un pandemonio.

Vietcòng
Abbreviazione di Viet(nam) cong( san) ‘rosso’, quindi ‘comunisti del Vietnam’.
Aggettivo e sostantivo maschile e femminile.
Che, chi apparteneva al Fronte di liberazione del Vietnam meridionale, che combatté contro il governo sudvietnamita e le forze di intervento statunitensi (1957-1975).
Lo stesso Fronte di liberazione: le truppe del vietcong.

Pandemonio e vietcong sono di Marco Marcon.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice irrìgo, e non ìrrigo.

La sai l’ultima!

Cosa fanno 500 cinesi sotto la pressa? Le pagine gialle.

Marco Marcon continua la sua serie di barzellette etniche.

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R- Apologetica, Repulisti; Paesi; Accento; Appunto

ottobre 31, 2017

Apologètica
Da apologetico, dal latino tardo apologia(m), dal greco apologhía ‘discorso in difesa’, che nell’antica Atene l’accusato pronunciava di fronte ai giudici.
Sostantivo femminile.
1. Difesa delle credenze religiose; in particolare, nel cristianesimo, parte della teologia che mira a difenderne la verità sostenendone la credibilità storica e razionale.
2. L’attività e l’opera degli apologisti cristiani; la scienza che studia i loro scritti.
3. (estensione) Letteratura volta alla difesa o all’esaltazione di una dottrina, di un personaggio ecc.

Una (parola) giapponese a Roma

Repulìsti
Voce latina; seconda persona singolare del perfetto di repellere ‘respingere’, tratta da un verso del Salmo XLIII (quare me repulisti? ‘perché mi respingesti?’), con ravvicinamento popolare a ripulire.
Anche, popolare, ripulìsti.
Sostantivo maschile invariabile.
Usato solo nella locuzione famigliare e scherzosa fare (un) repulisti: portare via tutto, fare piazza pulita, specialmente rubando o mangiando: i ladri hanno fatto (un) repulisti in casa mia; in questo ufficio c’è troppa gente inutile, ci sarebbe bisogno di un bel repulisti.

Nomi di paesi, la parola

Mongolòide
Composto di mongolo e -oide.
Aggettivo.
(antropologia) Si dice di gruppo umano caratterizzato da brachicefalia, corporatura tarchiata, carnagione giallastra, capelli neri e occhi di taglio obliquo.

Aggettivo e sostantivo maschile.
Denominazione, ormai disusata in campo scientifico, di chi è affetto da sindrome di Down; anche, di ciò che la caratterizza: viso mongoloide; tratti mongoloidi.

Cremificàto
Da Crema, cittadina della Lombardia.
Aggettivo.
Si dice di formaggio di consistenza cremosa o al quale sia stata aggiunta crema di latte.

Mongoloide e cremificato sono parole di Libero Zucchelli.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice gerbèra, e non gèrbera.

L’appunto

-oide
Secondo elemento di parole composte, di origine greca o di formazione moderna, dal greco -oeidés, derivato di êidos ‘modello’; indica somiglianza, affinità, relazione, analogia con ciò che è espresso dal primo membro (antropoide, metalloide); può anche avere sfumatura scherzosa (mattoide) o negativa (intellettualoide).

R- Orrido, Pied-a-terre; Paesi; Accento; Lasai!; Canzone

ottobre 30, 2017

Òrrido
Dal latino horridu(m) ‘ispido, incolto, orrendo’, derivato di horrìre ‘diventare irto’ (detto dei capelli), quindi ‘provare orrore’, vedi orrendo.
Aggettivo.
Che desta orrore per la bruttezza o per l’aspetto aspro o selvaggio: orrido mostro; un’orrida valle; d’orridi muggiti Commosse rimbombar le arcate volte (Parini); Ma non senza de’ Persi orrida pena Ed immortale angoscia (Leopardi).
(letterario) Irto, ispido: barba orrida e incolta; La chioma rabuffata, orrida e mesta (Ariosto); Macchia d’elci e di pruni orrida e folta (Caro); deposta l’orrida Maglia il guerrier sovrano Scendea del campo a tergere Il nobile sudor (Manzoni).

Sostantivo maschile.
1. Aspetto orrido; ciò che è orrido: il gusto dell’orrido.
2. Precipizio o canalone a pareti aspre ed erte originato dall’azione erosiva di un torrente: l’orrido di Foresto in Val di Susa.

Una (parola) giapponese a Roma

Pied-à-terre [pjeda’tEr]
Voce francese; propriamente ‘piede a terra’.
Sostantivo maschile invariabile.
Piccolo alloggio usato non come normale abitazione, ma per brevi soggiorni.

Nomi di paesi, la parola

Schiavo
Latino medievale sclavu(m), slavu(m), propriamente ‘(prigioniero di guerra) slavo’.
Aggettivo e sostantivo maschile.
1. Si dice di chi è privo della libertà personale e dei diritti civili, e appartiene ad altri come una cosa: gli schiavi dell’antichità; la tratta degli schiavi. Alla schiava, si dice di braccialetto liscio, alto, pesante, simile all’anello che gli schiavi portavano alla caviglia; anche, di un tipo di sandali legati al piede da lacci che salgono oltre la caviglia.
2. (estensione) Si dice di chi è soggetto alla volontà o alla forza altrui e non può disporre liberamente di sé; di chi si lascia dominare da una determinata condizione o consuetudine: un popolo schiavo; non voglio essere schiavo di nessuno; essere schiavo delle passioni, delle convenzioni sociali, dell’alcol, della droga.
Schiavo!, schiavo suo!, antica forma di saluto, da cui il diffusissimo ciao.
3. (antico) Della Schiavonia, regione sulla costa orientale dell’Adriatico; slavo: Sì come neve… /… si congela, / soffiata e stretta da li venti schiavi (Dante, Purgatorio XXX, 85-87).

Zarzuela [sar’swela]
Voce spagnola; dal nome di una piazza di Madrid, dove si tenevano spettacoli teatrali.
Sostantivo femminile invariabile.
(musica) Rappresentazione drammatica spagnola di antica tradizione e a carattere popolare.

Schiavo e zarzuela di Marco Marcon.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice sàtrapo, ma anche, anticamente o poeticamente, satràpo.

La sai l’ultima!

Un uomo si butta dal novantesimo piano, lui cade, dopo 5 minuti arriva anche il suo scalpo. Come mai?
Aveva applicato una lozione che ritarda la caduta dei capelli.

Un classico offerto da Marino Trani.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Questi sono i risultati della cinquantesima canzone: Bettyblu (5+5), Giuly (5+4), Piero Fabbri (5+3), Francesco Caiazzo (5+2), Alby (5+1), Fermassimo, M.Fisk, Mario Cacciari, Alberto Cacciari, Michele, Nando Tomassoni (5).

Per giocare con la cinquantunesima canzone dovrete attendere fino al lunedì 6 novembre.

Latebra, Siesta; Accento; Maccheronico: Freak; Schiele

ottobre 18, 2017

Latèbra
Dal latino latebra, derivato di latere ‘star nascosto’.
Anche làtebra.
Sostantivo femminile.
1. (letterario) Nascondiglio, luogo oscuro e nascosto; per lo più usato al plurale: Ne le latebre poi del Nilo accolto, Attender par in grembo a lei la morte (Tasso); Ansanti li vede … Le note latebre del covo cercar (Manzoni); le vostre Paurose latebre Eco solinga … abitò (Leopardi).
(figurato) Recesso, profondità segreta e insondabile: le latebre del cuore umano; nelle latebre del pensiero, della mente; o in genere ciò che nasconde qualche cosa: Assai t’è mo aperta la latebra Che t’ascondeva la giustizia viva (Dante).
2. In embriologia, nell’uovo degli uccelli, massa di tuorlo bianco, finemente granulare, a forma di fiasco, che si estende dal centro dell’uovo alla superficie, al di sotto del disco germinativo.

Latebróso
Dal latino latebrosus, derivato di latebra ‘nascondiglio’.
Aggettivo.
(letterario) Pieno di latebre, di nascondigli; o che per essere chiuso, oscuro, appartato, dà modo di nascondervisi: nel latebroso bosco (Sannazzaro).

Una (parola) giapponese a Roma

Sièsta
Voce spagnola siesta, che è il latino (hora) sexta ‘l’ora sesta’, la prima ora del pomeriggio.
Sostantivo femminile invariabile.
Breve riposo, sonnellino pomeridiano, fatto subito dopo il pasto del mezzogiorno, specialmente nella stagione estiva e nei climi caldi: fare la siesta; l’ora della siesta.
(estensione, raro) Breve periodo di riposo dopo un pasto in genere, per agevolare la digestione: era una cena D’altri tempi, col gatto e la falena …, e la siesta e la partita (Gozzano).

L’accento, questo sconosciuto

Siete autorizzati dalla Parolata a dire sia latèbra che làtebra.

Giapponese maccheronico

Freak [‘frik]
Voce inglese, in origine ‘capriccio, ghiribizzo’.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
Termine introdotto negli anni Settanta per indicare chi, specialmente tra i giovani, rifiutava apertamente le ideologie, così come le norme e i modi comuni di comportamento sociale, adottando comportamenti anticonvenzionali e anticonformistici, vivendo alla giornata e spesso facendo uso di droghe. Anche, scherzosamente, fricchettone.

Questa è la definizione che si può trovare per l’uso italiano di "freak". In inglese, con lo stesso significato, si usa piuttosto hippie o hippy.
I significati in inglese di freak sono invece i seguenti.

Freak
Sostantivo.
1. Persona deforme, (spregiativo) mostro.
2. Persona strana, stravagante.
3. Bizzarria, anomalia, strana coincidenza.
4. Entusiasta, fanatico.

Marco Marcon ha smascherato "freak".

Come si dice Schiele?

Nathaniel Hawthorne, scrittore statunitense dell’800, noto specialmente per La lettera scarlatta, si pronuncia [naTaniel howTorn].

Epicrasi, Tank; Lettori; Accento; Rovinata

ottobre 3, 2017

Epicràsi
Dal greco epikrasis ‘mescolanza, temperamento’.
Sostantivo femminile.
In farmacologia, la somministrazione di un farmaco a intervalli regolari.

Una (parola) giapponese a Roma

Tank [tank]
Voce inglese di origine indiana, di etimo incerto.
Sostantivo maschile nvariabile.
1. Serbatoio, cisterna, contenitore.
2. (militare) Tipo di carro armato usato nella prima guerra mondiale.
(estensione) Carro armato.
3. (fotografia) Contenitore generalmente cilindrico, di piccole dimensioni, a tenuta di luce per il trattamento delle pellicole.

Il vostro curatore ha scoperto che i carri armati sono stati chiamati tank (serbatoio) quando, durante i primi sviluppi per il mezzo militare (all’inizio della prima guerra mondiale), per motivi di segretezza gli inglesi si riferivano a tali mezzi offensivi con il termine meno aggressivo di "Tank supply", cioè "Fornitura ai serbatoi". Il nome è stato mantenuto per gli stessi motivi anche durante le operazioni militari, ed è quindi rimasto successivamente.

I lettori ci scrivono

Ancora combo. Ci scrive Simona Gavagni.

— Volevo aggiungere un significato alla parola ‘combo’: nel discutibile gergo degli svapatori (termine orribile! del quale preferisco decisamente la traduzione inglese ‘vapers’) una combo è l’insieme di atomizzatore e batteria (o box o tubo) che compongono la e-cig ovvero la sigaretta elettronica. —

Gli svapatori, l’avevamo pubblicato sulla newsletter, sono le persone che fanno uso delle sigarette elettroniche.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice epicràsi e non epìcrasi.

La parola rovinata

SOSTANZA
L’essenza di quattro mura.

Di Pietro Scalzo.