Posts Tagged ‘arte’

Alare, Cuvee; Arte; Rovinata; Conchiglie

novembre 4, 2015

Alàre
Voce latina Lar Laris, nome del dio del focolare domestico e per metonimia ‘focolare’.
Sostantivo maschile.
Arnese che, di solito in coppia, viene posto sul focolare o sul caminetto per sorreggere la legna agevolandone la combustione, o anche per appoggiarvi lo spiedo o recipienti; talora di pietra o di terracotta, è più spesso di ferro battuto, arricchito anche di volute e di figure decorative, più o meno stilizzate (viticci, foglie, animali vari).

Una (parola) giapponese a Roma

Cuvée [ku’ve]
Voce francese, derivata di cuve ‘tino, vasca’.
Sostantivo femminile invariabile.
(enologia) Propriamente, la quantità di vino fatto fermentare in uno stesso tino.
(estensione) Con riferimento a vini francesi e in particolare a quelli delle zone più rinomate del Bordolese, Borgogna, Champagne e Coste del Rodano, assemblaggio di vini ottenuti da vitigni provenienti da poderi diversi di una stessa tenuta o da diversi crus di una regione vinicola.

Parole d’arte

Alare verrà considerata una parola derivata da invenzioni artistiche, derivando dal nome di un antico dio latino.

La parola rovinata

TRABOCCAMENTO
Abbondante liquido fra le labbra e l’estremità mandibolare.

Di Pietro Scalzo.

Per un pugno di conchiglie

Quarantatreesimo libro, terzo indizio

Un giorno di qua, uno di là, non è che sono sempre stato nella stessa casa. Tutti mi volevano bene, tutti mi volevano ospitare, la zia, le sorelle, ma poi, non so perché, capitava che mi cacciavano presto di casa. Ma, allora, perché mi fai venire, solo per poi cacciarmi via?

Ragazzo, Slot; Arte; Perle; Conchiglie

novembre 2, 2015

Ragàzzo
Dall’arabo raqqas ‘messaggero, corriere’, passato già nel latino medievale ragatius e varianti.
Sostantivo maschile.
1. Giovane, adolescente: un ragazzo vivace; ormai sei un ragazzo e devi comportarti bene.
Giovane uomo: hai sposato un ragazzo in gamba.
Da ragazzo: da giovane.
(affettivo o scherzoso) Può essere riferito anche a un adulto, e, al plurale, ai componenti di un gruppo organico, come i membri di una classe, di una squadra, di un reparto: il tenente era molto affezionato ai suoi ragazzi; anche nel vocativo: ragazzo mio, gli affari vanno male; forza, ragazzi!. In altri casi, riferito a persona adulta, vuol rilevarne il carattere o comportamento irriflessivo, impetuoso, leggero, la scarsa esperienza, l’incapacità di trattare faccende serie: non fare il ragazzo!
2. (familiare) Innamorato, fidanzato: uscire con il ragazzo.
(familiare) Figlio: come stanno i suoi ragazzi?
3. Giovane lavorante, garzone: ragazzo di bottega.
4. (letterario) Mozzo di stalla, servitore.

Una (parola) giapponese a Roma

Slot [slot]
Voce inglese, propriamente ‘fessura, feritoia’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. (informatica) Piccolo spazio disponibile in un supporto di memoria e, in particolare, fessura per l’alloggiamento in un computer di schede contenenti circuiti, schede di elementi di connessione e simili.
2. (aeronautica) Lasso di tempo consentito a un aereo per il decollo o per l’atterraggio.

Parole d’arte

Ragazzi di vita
Locuzione diffusasi con il romanzo così intitolato di Pier Paolo Pasolini (1955), con cui vengono indicati i giovani che vivono in condizioni di emarginazione e sottosviluppo, soprattutto in grandi centri urbani, disponibili per rapporti omosessuali: un gruppo di ragazzi di vita delle borgate romane; per vivere, fa il ragazzo di vita.

Perle di notizie

La Stampa online, su un padre che ieri ha ucciso il figlio a coltellate:
"La vittima aveva 48 anni e problemi di droga, il padre di 82 prima di scagliarsi contro il ragazzo aveva tentato il suicidio per disperazione."

Marco Marcon ci fornisce un esempio dell’uso dilatato del termine "ragazzo" che si fa attualmente.

Per un pugno di conchiglie

Se volete sapere il risultato del quarantaduesimo libro del concorso siete nel posto giusto. Al secondo indizio indovinano Liana Sassoli (5+4 punti), Maria Rita Pepe (4+4) e Cristina (3+4); al quarto indizio Vizi Coloniali (2+2), LucaBoh (1+2); al quinto indizio Lucia Costantini e Cinzia Agostinetto (1).
Le risposte sbagliate sono state sei. E qui trovate la soluzione.

Quarantatreesimo libro, primo indizio

Mi conoscete, lo so che mi conoscete, a meno che siate giovani, ma chissà, forse anche i giovani hanno sentito parlare di me. Vi ho fatti divertire, forse vi ho dato qualche idea che poi avete applicato, e probabilmente avete sofferto con me nei momenti più duri.

Tripode, Ushabti; Arte: Tarzan; Conchiglie

aprile 2, 2015

Trìpode
dal latino tripŏde(m), dal greco trípous -podos, composto di tri- ‘tri-‘ e póus podós ‘piede’.
Sostantivo maschile.
1. (storia) Nell’antichità classica, treppiede, generalmente di bronzo, usato come sostegno di un recipiente fisso o mobile come vasi, recipienti, bacili e simili usati per contenere acqua, vino o carni, spesso costituiva il premio per i vincitori di gare sportive.
2. Lo sgabello, a forma di tripode, su cui, quando vaticinava, sedeva la Pizia, sacerdotessa di Apollo nel santuario di Delfi.
Sedere sul tripode, sentenziare dal tripode: (figurato, antico o letterario) formulare giudizi in maniera boriosamente sentenziosa.
3. (marina) Albero metallico delle navi da guerra moderne, con tre montanti (volpi), usato per sostenere coffe, torrette, antenne radar, antenne di guerra elettronica, sagole per i segnali ecc.

Una (parola) giapponese a Roma

Ushabti [uS’Sabti]
Adattamento di una voce egizia antica che significava propriamente ‘colui che risponde’.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
(storia) Statuetta funeraria egiziana in legno, pietra o terracotta, con le sembianze di Osiride e con il nome del defunto (per lo più un nobile) con il quale veniva sepolta allo scopo di sostituirlo nell’assolvere i compiti comandati dagli dei che egli avrebbe dovuto eseguire nella vita ultraterrena.

Parole d’arte

Tàrzan
Dal nome di un personaggio dei romanzi dello scrittore statunitense Edgar Rice Burroughs (1875-1950), reso celebre dal cinema.
Sostantivo maschile invariabile.
(scherzoso) Giovane robusto e atletico dall’aspetto un po’ selvaggio.
Individuo dotato di un’agilità eccezionale.

Per un pugno di conchiglie

Venticinquesimo libro, quarto indizio

Tra i pazzi si parla anche di un tipo che credeva di essere vittima di dottori, psichiatri, Dio, spiriti, e che questi lo manipolassero, gli insinuassero idee e pensieri nella mente, che addirittura lo volessero trasformare in donna. Una storia complicata, ma d’altronde un po’ tutto il libro è complicato.

Effervescente, Tchorba; Arte: Pasticciaccio; Conchiglie

marzo 26, 2015

Effervescènte
Dal latino effervescĕnte(m), participio presente di effervescĕre ‘bollire’, composto di ĕx-, che indica compimento, e fervescĕre, incoativo di fervēre.
Aggettivo maschile e femminile.
1. Che è in effervescenza o la produce: una bevanda effervescente; magnesia effervescente.
2. Molto vivace, ricco di brio e di estro: la storia si sostiene sulle ali di una fantasia effervescente; un oratore effervescente e spregiudicato.

Effervescènza
Derivato di effervescente.
Sostantivo femminile.
1. Rapido sviluppo, in un liquido, di gas che sale alla superficie sotto forma di bollicine.
2. Eccitazione, agitazione, fermento: a scuola quasi tutti erano in effervescenza per il ballo.

Fèrvere
Latino fervere, variante popolare e antica del classico fervìre.
Verbo intransitivo [presente io fèrvo ecc.; passato remoto io fervéi o fervètti ecc.; mancano il participio passato e i tempi composti].
1. (letterario) Essere caldo, rovente; ardere intensamente: i stanno ruminando manse / le capre… / tacite a l’ombra, mentre che ‘l sol ferve (Dante).
2. (letterario) Detto di liquido, essere in ebollizione, ribollire: il vino ferve nei tini.
Detto del mare, agitarsi fortemente.
3. (figurato) Essere nel pieno dell’ardore, dell’attività: Già ferve il gran lavoro (Parini); Te seguirò, quando l’ardor più ferva De la battaglia (Tasso).

Una (parola) giapponese da Perilli

Tchorba [‘tSorba]
Voce araba curba ‘zuppa’.
Sostantivo femminile invariabile.
(gastronomia) Minestra a base di carne di montone, pomodoro e ceci con aggiunta di pasta, tipica della cucina nordafricana.

Parole d’arte

Pasticciaccio
Dal titolo del romanzo di Carlo Emilio Gadda ‘Quer pasticciaccio brutto de via Merulana’.
Sostantivo maschile.
Situazione ingarbugliata, con risvolti misteriosi o problematici, senza via d’uscita né soluzione.

Marcon propone.

Per un pugno di conchiglie

Ventiquattresimo libro, quarto indizio

Il problema principale, tutto sommato, è come fare passare il tempo. Meno male che c’è un posto un po’ più vivo degli altri: il cimitero. E meno male che ama dipingere: avrà modo e tempo fare molti quadri, è questo è un bene per noi perché era un buon pittore.

Accomandare, Sarai; Arte: Padre padrone; Lettori; Conchiglie

marzo 25, 2015

Accomandàre
Dal provenzale acomandar, composto del latino ăd e commendāre ‘affidare’.
Verbo transitivo.
1. (antico, letterario) Affidare, raccomandare: la donna, accomandatigli a Dio, da lor si partì (Boccaccio); Bianca, se m’ami, io t’accomando i figli (Alfieri).
Anche riflessivo, accomandarsi a qualcuno: porsi sotto la sua protezione.
2. (antico, letterario) Fissare, assicurare: accomandato ben l’uno de’ capi della fune ad un forte bronco (Boccaccio).
Adattare, attaccare: Accomanda il nervo alla cocca (D’Annunzio).

Una (parola) giapponese a Roma

Sarai [sa’raj]
Voce turca saray, dal persiano saray ‘palazzo’.
Sostantivo maschile invariabile.
(storia) Presso i Turchi ottomani, palazzo.
Per antonomasia, il palazzo imperiale di Costantinopoli.

Parole d’arte

Pàdre padróne
Dal titolo del romanzo autobiografico di G. Ledda (1975).
Anche padre padrone.
Locuzione sostantivale maschile.
Personaggio tirannico e intransigente che considera e tratta i figli come oggetti di sua proprietà.

Parola derivata da opera letteraria proposta da Marco Marcon.

I lettori ci scrivono

Franco Palazzi ci corregge l’etimologia della parola ungherese verbunk, pubblicata ieri.

— Werbung in tedesco significa pubblicità. Per arruolamento ho trovato Anwerbung. —

Per un pugno di conchiglie

Ventiquattresimo libro, terzo indizio

Comunque, la storia va avanti: il nostro prigioniero conosce i notabili del posto dove è costretto, ascolta storie, risolve piccoli problemi suoi e altri alle persone del luogo. Anche problemi di salute.