Posts Tagged ‘arte’

Proteiforme, Proteo, Skimming dish; Arte; Schiele; Yokopoko; Rovinata

dicembre 10, 2018

Parole d’arte

Proteifórme
Composto del nome del dio Pròteo e -forme.
Aggettivo.
Che può assumere diversi aspetti o atteggiamenti, come Pròteo, divinità marina della mitologia greca: un attore proteiforme, capace di sostenere con molta facilità e naturalezza parti diverse. Specialmente in senso figurato: ingegno, intelligenza proteiforme; un temperamento proteiforme.

Pròteo
Dal nome di Pròteo (latino Proteus, greco Proteus), divinità marina della mitologia greca che, oltre al dono della profezia, aveva la facoltà di prendere qualunque forma di animale o la forma di un elemento (fuoco, vento o acqua) per sottrarsi a chi lo interrogava.
Anche, non comune e alla greca, protèo.
Sostantivo maschile.
Persona che muta spesso di opinione, per celare agli altri le proprie idee o intenzioni: essere un proteo; comportarsi da proteo; anche con il significato di proteiforme, rispetto a cui è meno comune.
Sindrome di Pròteo: (medicina) condizione malformativa caratterizzata da gigantismo parziale delle mani o dei piedi, asimmetria degli arti, iperplasia plantare e dalla presenza di emangiomi, lipomi, nèvi verrucosi.

Pròteo
Latino scientifico Proteus, dal greco Proteus, nome del dio Pròteo.
Sostantivo maschile
1. Genere di anfibi urodeli con la sola specie europea Proteus anguinus, tipicamente cavernicola e neotenica, che vive nelle acque sotterranee delle grotte della regione dall’Istria all’Erzegovina, e, con una colonia isolata, nel Carso italiano: ha corpo molto assottigliato, depigmentato, lungo 20-30 cm, con testa allungata, occhi rudimentali, due ciuffi di branchie permanenti funzionali e coda lunga.
2. Genere di batteri delle enterobatteriacee, con quattro specie a forma di bastoncino, gram-negative, per lo più mobili per mezzo di flagelli peritrichi che hanno la caratteristica di scomporre i protidi; la specie tipica, Proteus vulgaris, è uno dei comuni batteri della putrefazione.

Tutto ciò è proposto da Pietro Scalzo.

Una (parola) giapponese a Roma

Skimming dish [‘skimin diS]
Locuzione inglese, propriamente ‘piatto scivolante’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(sport) Nello sport nautico, tipo di imbarcazione a vela, larga e piatta, con chiglia mobile, munita di velatura amplissima, largamente diffusa negli Stati Uniti nella seconda metà dell’Ottocento.

Come si dice Schiele?

Si dice Pròteo, ma il greco ci viene in soccorso e ci permette di dire anche, meno comunemente, Protèo.

Yokopoko Mayoko

Durante la manifestazione No Tav di Torino di sabato, in mezzo a gente che si professava cn orgoglio "montagnini" e, specialmente, "montagnine", un posto di rilievo lo ha avuto il vicesindaco di Torino Guido Montanari.

La parola rovinata

FRIGGORIFERO
Pratico elettrodomestico combinato che consente di friggere i surgelati e surgelare i fritti.

Di Franco Palazzi.

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Tassello, Calypso; Arte; Abita; Rovinata

ottobre 23, 2018

Tassèllo
Latino tessella, dim. di tessera ‘dado, lastra quadrata per pavimenti’
Sostantivo maschile.
1. Blocchetto di pietra o di legno perlopiù di forma prismatica che si adopera per usi tecnici diversi nelle opere di pietra, nelle costruzioni, nei lavori di finimento e nei mobili. Nella lavorazione dei materiali naturali da costruzione il tassello è un blocchetto di roccia usato per mascherare una cavità esistente in una pietra ornamentale e costituente un difetto della pietra stessa; con lo stesso nome si indicano anche i rappezzi che si applicano talora a statue o a parti architettoniche di pietra per riparare lesioni o ricoprire grappe metalliche interne. Tasselli di legno si usano analogamente nella costruzione e nei rappezzi di mobili e altri lavori di legno e, con funzione del tutto diversa, si murano nelle strutture murarie per permettere l’applicazione di ganci e altri elementi metallici a vite.
2. (estensione) Piccolo pezzo, per lo più di forma trapezoidale, che si porta via da un cocomero, da una forma di formaggio ecc., per provarne la qualità, lo stato di maturazione, la buona conservazione ecc.
3. In fonderia, pezzo formato con sabbia che, posto sulla forma, serve da sagoma per parti in sottosquadro, o comunque rientranti, del pezzo da formare: è impiegato per semplificare l’operazione di formatura, specialmente per pezzi artistici o di grandi dimensioni.
4. Rettangolo di pelle d’altro colore, o di pergamena, che viene incollato sul dorso di libri rilegati e su cui è impresso, per lo più in oro, il titolo dell’opera.
Rombo di stoffa che si applica al di sotto della manica a chimono per facilitare il movimento del braccio.
Piccolo ritaglio di stoffa che viene inserito nel cavallo dei calzoni, delle mutande ecc., per rinforzo e per consentirne un parziale allargamento.
Piccolo rombo di pelle tra le dita del guanto, posto alla loro attaccatura.
5. Nel violino e in strumenti simili, ciascuno dei sei blocchetti di legno incastrati come elementi di rinforzo nella cassa dello strumento, chiamati anche zocchetti.
6. Pezzo di legno sistemato sotto il fondo delle reti da pesca a strascico, per proteggerle dalle asperità del fondo.
7. (antico) Mantellina corta, quasi un bavero ingrandito al massimo, che completava il mantello maschile nei secoli XIII e XIV.

Tassèllo
Sostantivo maschile.
Nell’Istria, nome locale di rocce marnose dell’eocene, spesso alterate, sviluppate nella parte centrale della regione.

Una (parola) giapponese a Roma e Parole d’arte

Calypso [ka’lipso]
Dall’inglese calypso, probabilmente dal nome della ninfa Calipso.
Anche calìpso.
Sostantivo maschile invariabile.
Canto popolare afroamericano originario delle Antille il cui ritmo base è assimilabile a quello di una rumba in tempo moderato. Il carattere responsoriale della melodia e il tono satirico del testo sono tipici aspetti di ascendenza africana presenti nel calypso.
Ballo, di moda negli anni ’60 del Novecento, che viene danzato in coppie su tale ritmo.

Abita come mangi

Domodossola anticamente si chiamava Oscella, poi Ocella, poi Domus Oxile, poi Burgus Domi Ossule, poi Domo d’Ossola, infine Domodossola. In tutto questo giro, il nome dell’abitante deriva da Domo, quindi si chiama domese.

La parola rovinata

Speciale filosofia

GIORDANO BRUNO
Il torbido fiume mediorientale.

Di Pietro Scalzo.

Fumista, Fumisteria; Arte; Lettori; Rovinata

ottobre 15, 2018

Fumìsta
Dal francese fumiste.
Sostantivo maschile e femminile (plurale maschile fumisti).
Operaio che lavora a stufe, camini, termosifoni e simili.
2. (non comune) Fumiste, nel suo significato figurato.

Fumisterìa
Dal francese fumisterie, derivato da fumiste.
Sostantivo femminile.
Il gusto di fare scherzi, burle, di sbalordire il pubblico; il fatto di presentare come ricchi di contenuto e di significato discorsi o scritti che in realtà ne sono poveri, o come cose serie progetti, idee, iniziative che hanno invece scarsa serietà.
In senso concreto, gli scritti stessi o discorsi o progetti che, presentati come cose serie o importanti, si risolvono in fumo: tutte fumisterie! È usata spesso anche la forma francese.

Una (parola) giapponese a Roma e Parole d’arte

Fumiste [fu’mist]
Voce francese, propriamente ‘fumista’; il senso figurato deriva da alcune battute di un personaggio di un vaudeville, La famille du fumiste, rappresentato a Parigi nel 1840.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
Chi fa scherzi, burle; anche, scrittore o artista che si diverte a sbalordire il pubblico, che vende fumo, ma disinteressatamente, per puro amore del gioco in sé.

Fumiste e fumisteria sono parole derivate da opere d’arte, e sono proposte da Pietro Scalzo.

I lettori ci scrivono

Parlare di racket ha stimolato Alex Merseburger, che ci ha scritto.

— Ti segnalo che ‘racket’ è sempre più spesso parola usata per ‘racchetta’, sostituendo ‘racquet’.
Inoltre il racket, o racketball, è uno sport molto simile allo squash giocato di solito al chiuso, soprattutto negli USA.
Me lo hanno spiegato ed è ancora più violento dello squash che già è un tennis "frenetico" (esperienza diretta, ho praticato ambedue agonisticamente). —

La parola rovinata

ASPIDISTRIA
Pianta verde decorativa diffusa particolarmente nei dintorni di Pola e Fiume.

Di Franco Palazzi.

Perlustrare, Rokkaku; Arte: Pescecane; Rovinata

novembre 21, 2017

Perlustràre
Dal latino perlustrare, composto di per- e lustrare ‘rischiarare, esaminare, passare in rassegna’.
Verbo transitico.
1. Percorrere un luogo con circospezione, lentamente e sistematicamente, nell’ambito di azioni aventi lo scopo di tutelare l’ordine pubblico, di scoprire persone pericolose o nemiche, di studiarne le intenzioni e prevenirne i movimenti: le guardie di finanza perlustrarono un tratto di confine; agenti di polizia perlustrano il luogo del delitto in cerca di tracce; squadre di soldati perlustrarono le zone di confine prima dell’attacco.
2. (estensione) Esplorare con attenzione, frugare dappertutto, specialmente. per trovare qualcosa: ho perlustrato ogni angolo della casa ma non ho trovato i miei occhiali.
(raro) Con riferimento a scritti, giornali e simili, leggere con grande cura, alla ricerca di una notizia: ho perlustrato la cronaca di tre giorni prima (Moravia).

Una (parola) giapponese a Roma

Rokkaku [‘rokkaku]
Voce giapponese, propriamente ‘esagono’, composto di rokka ‘sei’ e ku ‘angolo’.
Sostantivo maschile invariabile.
(sport) Gara tra aquilonisti che ha per obiettivo l’abbattimento dell’aquilone avversario, generalmente recidendone il filo.

Parole d’arte

Pescecàne
Composto di pesce e cane.
Anche, raro, pésce càne.
Sostantivo maschile [plurale pescicàni o pescecàni].
1. Nome comune di vari pesci noti anche con il nome di squali, diffusi in tutti i mari del globo, soprattutto in quelli caldi e temperati; hanno corpo tipicamente slanciato e fusiforme, che può raggiungere vari metri di lunghezza, con fessure branchiali situate lateralmente e bocca grande, posta nella parte inferiore del corpo, armata di denti appuntiti.
Pelle di pescecane: pelle di alcune specie di squali, conciata, usata per valigerie, pelletterie e simili o come abrasivo (zigrino).
2. (figurato) Persona arricchitasi rapidamente con affari più o meno leciti, che ostenta con volgare arroganza la sua condizione di benessere; il termine si affermò per merito della commedia I pescecani di D. Niccodemi (1913), ed ebbe fortuna durante e dopo la prima guerra mondiale per indicare gli arricchiti di guerra. Se ne fece anche il femminile pescecagna.

Marco Marcon scova parole derivate da opere d’arte.

La parola rovinata

Coriandolo
A Carnevale, ogni spezia vale.

Di Pietro Scalzo.

Flebile, Craie; Arte: Celadon; Rovinata

settembre 29, 2017

Flèbile
Dal latino flebilis, derivato di flere ‘piangere’.
Aggettivo.
Lacrimevole, lamentoso: si dice soprattutto di voce o suono che sa di pianto o che invita al pianto, di animali o di strumenti che emettono un suono triste, lamentoso, o, più semplicemente, lieve e mestamente dolce: un flebile sussurro; melodia flebile; In queste voci languide risuona Un non so che di flebile e soave (Tasso); Il flebil suon de le pietose voci (Marino); Invan sonò la valle Del flebile usignol (Leopardi); Era preghiera, e mi parea lamento, D’un suono grave, flebile, solenne (Giusti).
Anche di animali e strumenti che
Sommesso, appena udibile.

Una (parola) giapponese a Roma

Craie [kre]
Voce francese, dal latino creta ‘creta’.
Sostantivo femminile invariabile.
Calcare organogeno debolmente marnoso, farinoso, di colore bianco o bianco giallognolo, composto principalmente da resti microscopici di numerosissimi fossili (foraminiferi, radiolarî, echinodermi ecc.), mescolati a minerali argillosi; è caratteristico dei terreni cretacei della Francia settentrionale, del Belgio e dell’Inghilterra, e viene utilizzato per lucidare metalli e per la preparazione del gesso da lavagna.

Parole d’arte

Céladon [sela’don]
Voce francese, dal nome di un personaggio del romanzo pastorale Astrée, dello scrittore Honoré d’Urfé (1568-1625), che a sua volta l’ha tratto dalle Metamorfosi di Ovidio.
Sostantivo maschile invariabile e aggettivo invariabile.
1. Colore verde tenero, di una sfumatura pallida.
2. Nome dato nel secolo XVII in Francia a una porcellana pesante (porcelaine céladon) a tinta uniforme verde pallido, con o senza decorazione a rilievo o impressa, caratteristica della produzione cinese, principalmente del tempo dei Sung (960-1279).

La parola rovinata

FUNGO
Sono utile all’alimentazione.

Di Pietro Scalzo.