Posts Tagged ‘yokopoko’

Ardire, Patolli; Yokopoko

luglio 13, 2020

Ardìre
Dal francone hardjan ‘indurare’.
Verbo transitivo (io ardisco, tu ardisci ecc.).
Osare, avere il coraggio di fare una cosa: ardì affrontare apertamente l’avversario; non ardisco di confessare il mio desiderio; ardisco di credere; non ardisco neppure di immaginare; era timido, e non ardì; indarno prieghi Perché la bella impresa io non ardisca (Chiabrera).
(antico) Usato con la preposiizione a: non ardivano a aiutarlo (Boccaccio); s’io son teco, ardisco ad ogn’impresa (Ariosto).
Con la preposizone a e l’infinito è anche normale l’uso letterario e poetico dell’intransitivo pronominale: Nobil natura è quella Che a sollevar s’ardisce Gli occhi mortali incontra Al comun fato (Leopardi).

Ardìre
Uso sostantivato del verbo ardire.
Sostantivo maschile (raro il plurale).
Sicurezza di sé, coraggio e prontezza nell’azione e specialmente nel tentare imprese rischiose: avere ardire; infondere ardire; la coscienza del pericolo gli accrebbe l’ardire; Perché ardire e franchezza non hai …? (Dante).
Prendere ardire: acquistare coraggio, diventare ardito.
Prendersi, avere l’ardire (di fare o dire una cosa): avere un eccesso di confidenza: come hai avuto l’ardire di comparirmi dinanzi?; così in frasi di rispetto: scusi se mi prendo l’ardire di presentarmi a lei; mi son preso l’ardire di venire, in queste tristi circostanze, a incomodarla (Manzoni).

Una (parola) giapponese a Roma

Patolli [pa’toLi]
Voce spagnola, da una voce nahuatl.
Sostantico maschile invariabile.
Gioco azteco consistente nel gettare su una tavola fagioli come dati.

Yokopoko Mayoko

Maurizio Arrivabene è stato direttore della scuderia Ferrari dal 2014 al 2019 e, diciamolo, non è che la Ferrari sia poi arrivata così bene.
Vera Arrivabene è stata fidanzata dell’erede della Fiat, Edoardo Agnelli, e almeno dal punto di vista economico non abbiamo nulla da eccepire.

Cinzia Sanniti è una collezionista di Yokopoki, e condividerà con noi alcune sue scoperte.

Ceramica, Qadara; Yokopoko

giugno 29, 2020

Ceràmica
Dal greco keramike (tekhne) ‘(arte della lavorazione delle) argille’, da keramos ‘argilla, terra da stoviglie’.
Sostantivo femminile.
1. Arte e tecnica, ormai largamente automatizzata e industrializzata, di fabbricare, partendo da minerali incoerenti di tipo argilloso, oggetti plasmati che, previo essiccamento, vengono resi resistenti mediante cottura in appositi forni e che, a seconda dei materiali di partenza e delle modalità di fabbricazione, prendono i nomi di laterizi, terrecotte, maioliche, terraglie, grès, porcellane.
2. L’impasto di argilla e di altre sostanze con cui sono fabbricati i prodotti stessi: un vaso di ceramica.
(plurale) Oggetti prodotti dall’arte della ceramica, lavori di ceramica: esposizione di ceramiche del ‘700.
3. Ceramiche tecniche: serie di prodotti ceramici non tradizionali che trovano applicazione nell’industria come parti di macchine, nell’elettronica per le loro proprietà dielettriche, o come utensili per la loro durezza e durata, ottenuti da varie sostanze allo stato polverulento (allumina, titanato di bario ecc.) e sinterizzati a temperature altissime.
Ceramiche nucleari: combustibili nucleari costituiti da ossidi e carburi di uranio, torio e plutonio, anche in miscela, dispersi in matrici di materiale ceramico; il loro uso si è sviluppato di recente in sostituzione di quello dell’uranio metallico e del torio.

Una (parola) giapponese a Roma

Qadar [‘kadar]
Voce araba.
Sostantivo maschile invariabile.
(religione) Termine con cui si designa, nel linguaggio teologico musulmano, il decreto di Dio ab aeterno circa gli avvenimenti del mondo, e quindi la predeterminazione divina degli atti umani.

Yokopoko Mayoko

Un lettore anonimo ci segnala che il presidente di Confindustria è Carlo Bonomi. Altresì ci dice che il presidente di Confindustria Lombardia è Marco Bonometti. Anche questo è uno Yokopoko, per noi.

Nidore, Highlander; Idiota: Ebete; Yokopoko

maggio 20, 2020

Nidóre
Dal latino nidor -oris.
Sostantivo maschile.
(letterario, raro) Odore piacevole, per esempio quello delle carni arrostite, o più spesso sgradevole, per esempio delle carni alla brace che invece di cuocersi si brucino, oppure delle uova andate a male: il nidore dell’arrosto salia riempiendo di promesse la stanza (Carducci); fiutò l’aria e vi colse un leggero nidore (D’Annunzio).

Una (parola) giapponese a Roma

Highlander [hai’lander]
Voce inglese, derivato di Highlands, nome della regione montagnosa scozzese.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
1. Abitante della zona montuosa centrosettentrionale della Scozia.
2. (militare) Soldato appartenente a un corpo militare britannico la cui uniforme è ispirata al costume tradizionale scozzese.

L’idiota

Èbete
Dal latino hebes -etis, propriamente ‘spuntato, ottuso’, derivato di hebere ‘essere smussato’.
Aggettivo e sostantivo maschile e femminile.
Ottuso di mente, deficiente: c’è chi nasce ebete; c’è chi diventa per l’infermarsi e ingrossare degli organi (Tommaseo). È usato soprattutto come epiteto ingiurioso: sei una vera ebete; solo degli ebeti possono confondere le due cose!; sorriso da ebete.

Yokopoko Mayoko

Marino Trani ci invia il seguente titolo di articolo pubblicato sulla cronaca di Torino del Corriere della Sera online.
"Fase 2, riaprono i negozi di toelettatura per gli animali. Il consigliere Cane: «Bene Cirio»"

Hyksos, Winch; Yokopoko; Antonomasia

aprile 3, 2020

Speciale museo Egizio (visto che non ci posso andare)

Hỳksos
Il nome deriva dalla forma grecizzata delle parole egiziane che significano sovrano dei paesi stranieri.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
Nome degli stranieri, in parte semiti, che occuparono l’Egitto e vi dominarono durante le dinastie 15ª-17ª. La riscossa egiziana contro gli Hyksos, iniziata da Kamosi, fu portata a termine da Ahmosi (1550-1525 a.C.), che conquistò la loro capitale Avari (ora Tell el-Dab’a) e li batté in Siria. Gli studiosi tendono a vedere nell’invasione degli Hyksos uno sconfinamento, in buona parte pacifico, nelle regioni orientali del Delta, di tribù asiatiche che poi assunsero il potere del nord dell’Egitto e parte del sud nel Secondo Periodo Intermedio.

Una (parola) giapponese a Roma

Winch [wintS]
Voce inglese di origine germanica.
Sostantivo maschile invariabile.
(marina) Termine equivalente a verricello, diffuso anche nella marina mercantile italiana, in questa forma o nell’adattamento vinci. Nell’attrezzatura delle imbarcazioni a vela, da diporto e da regata, indica un piccolo verricello (che quando ruota su asse orizzontale è normalmente azionato con due manovelle) oppure un arganello (che ruota su asse verticale, azionato da una manovella): ambedue gli apparecchi servono a demoltiplicare lo sforzo dei cavi e quindi a regolare con rapidità le manovre correnti come le scotte e le drizze.

Yokopoko Mayoko

Titolo di un articolo sulla Gazzetta dello Sport: "Chelsea, Drinkwater arrestato dopo incidente in auto: era ubriaco".
Un classico degli Yokopoko al contrario in versione inglese.

L’antonomasia e il soprannome

La Mecca del cinema, per antonomasia, è Hollywood.

Ieratico, Rotpunkt; Arte: Dolcevita; Yokopoko; Rovinata

marzo 30, 2020

Speciale museo Egizio (visto che non ci posso andare)

Ieràtico
Dal latino hieraticus, greco hieratikos, derivato da hieros ‘sacro’.
Anche, raro, geràtico.
Aggettivo (plurale maschile ieratici).
1. (letterario) Sacerdotale, per lo più con riferimento ai sacerdoti di popoli antichi: Etruria militare e ieratica (Gioberti), organizzata cioè su base militare e religiosa.
Scrittura ieratica: tipo di scrittura geroglifica egiziana, in cui la forma corsiva è così accentuata da non permettere di riconoscervi la forma pittografica originaria, abitualmente usata dai sacerdoti, da cui il nome, in epoca tolemaica romana.
2. (letterario, estensione) Di cosa, soprattutto di atto, aspetto, gesto, parola, improntata a una compostezza sacerdotale, solenne: i cipressi, acuti ed oscuri, più ieratici delle piramidi (D’Annunzio); atteggiamento ieratico; parlare con tono ieratico. È usato anche con intonazione ironica, per indicare una gravità e solennità ostentata, caricata, sproporzionata al luogo o alla circostanza.

Una (parola) giapponese a Roma

Rotpunkt [rot’punkt]
Voce tedesca, propriamente composto di rot ‘rosso’ e Punkt ‘punto’.
Sostantivo maschile invariabile.
(sport) Nell’arrampicata sportiva, segno che si appone alla base di una via che è stata salita per la prima volta.
(estensione) La via stessa.

Parole d’arte

Dolcevìta
Dal titolo del film di Fellini La dolce vita, 1960, in cui il protagonista indossava una maglia di tale tipo.
Anche, meno comune, dòlce vìta.
Sostantivo maschile invariabile.
Maglione a collo alto e aderente; anche in funzione appositiva: maglione dolcevita, o maglione a dolcevita.

Marco Marcon ci propone questa parola che deriva da una produzione artistica.

Yokopoko Mayoko

Laura Silvia Battaglia è una giornalista freelance specializzata in scenari di guerra. Ce lo segnala Paolo Campia.

La parola rovinata

COLORO
Quelli che io dipingo.

Di Pietro Scalzo.