Archive for luglio, 2019

R- Uro, Urogallo; Lettori: Gnorri; Perle

luglio 31, 2019

Parole a confronto

Ùro
Dal latino uru(m), di origine germanica.
Sostantivo maschile.
Grosso toro selvatico dalle grandi corna, estinto nel secolo XVII e considerato l’unico capostipite di tutte le razze dei bovini domestici (ordine Artiodattili).

Uro-
Primo elemento di parole della terminologia scientifica composte modernamente, dal greco ôuron ‘urina’; vale ‘urina, apparato urinario, minzione’, oppure ‘urea, acido urico’ e simili (urologia, uroscopia).

Uro-
Primo elemento di parole della terminologia scientifica composte modernamente, dal greco ourá ‘coda’ (urocordati, urogallo).

Urogàllo
Composto di uro- ‘coda’ e gallo.
Sostantivo maschile.
Gallo cedrone.

I lettori ci scrivono

Smaltendo le migliaia di richieste di argomenti, troviamo un lettore che ci chiede notizie su ‘gnorri’.

Gnòrri
Ricavato da gnoro, trasformato in gnori con la -i propria dei cognomi per la personificazione, per (i)gnorante.
Sostantivo maschile e femminile.
Usato solo nella locuzione fare lo gnorri, fingere di non sapere o di non capire.

Perle dai porci

"Abbiamo finito in tempo reale nonostante gli imprevisti."
Uno vestito bene intervistato alla televisione.

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R- Mo’; Lettori: Cioccolato; Perle

luglio 30, 2019

Parole a confronto

Mo’ [pronuncia mó o mò]
Latino mo(do) ‘ora’.
Anche mo.
Avverbio.
(antico, dialettale) Ora, adesso: questi spirti che mo t’appariro (Dante); mo’ vengo.
Da mo’ innanzi: d’ora in poi.
Con valore rafforzativo nella locuzione mo’ mo’: or ora, subito.
Da mo’: da un bel pezzo.
(dialettale) Un po’: senti mo’ che pretese!; guarda mo’ che idee!

Mo’ [pronuncia mò]
Sostantivo maschile.
Troncamento di modo, usato solo nella locuzione prepositiva a mo’ di; a guisa di, in funzione di: a mo’ d’esempio.

I lettori ci scrivono

Un lettore goloso ci chiede la differenza tra il cioccolato e la cioccolata.

Cioccolàto
Dallo spagnolo chocolate, che è dall’azteco chocolatl.
Anche, antico, cioccolatte e cioccolatto.
Sostantivo maschile.
Sostanza alimentare preparata con polvere di cacao, zucchero e altri ingredienti: una tavoletta di cioccolato; cioccolato fondente, al latte.

Aggettivo.
Di colore marrone o nocciola scuro, simile a quello del cioccolato.

Cioccolàta
Sostantivo femminile.
1. Cioccolato.
2. Bevanda ottenuta sciogliendo a caldo polvere di cacao in acqua o latte: una tazza di cioccolata.

Quindi il cioccolato è la materia lavorata solida, cioccolata può essere utilizzata in luogo di cioccolato oppure indica esplicitamente la bevanda a base di cacao.

Perle dai porci

"Ha ragione Capello a dire a Blasi di rimanere molto fermo, molto dinamico."
Aldo Serena, telecronaca di Bayern-Juventus.

R- Egida, Fondant; Lettori: Cordon bleu

luglio 29, 2019

Ègida
Dal latino aegida, accrescitivo di aegis, che è dal greco aighís -ídos, derivato di áix aigós ‘capra’; il secondo significato attraverso il francese égide.
Sostantivo femminile.
1. Il mitico scudo di Giove e di Minerva, ricoperto con la pelle della capra Amaltea.
2. (figurato letterario) Protezione, difesa: mettersi, porsi sotto l’egida della giustizia.
Patronato: la manifestazione si svolge sotto l’egida del comune.

Una (parola) giapponese a Roma

Fondant [fOn’dan]
Voce francese; propriamente participio presente di fondre ‘fondere’.
Sostantivo maschile invariabile.
Piccolo dolce di zucchero che si scioglie in bocca; fondente.

I lettori ci scrivono

Un lettore ci chiede che cosa c’entri il cordon bleu con la cucina.

Grazie per la domanda.
Che si tratta di una onoreficenza francese del XVI secolo l’abbiamo già detto, e anche che, poichè era l’ordine più esclusivo della Francia, divenne sinonimo di eccellenza intorno al diciottesimo secolo. Ciò che non abbiamo detto è che tale ordine era anche famoso per i banchetti luculliani che accompagnavano le cerimonie di investitura.
Al termine del diciannovesimo secolo venne infine fondata in Francia la pubblicazione settimanale di cucina "La Cuisinière Cordon Bleu" e vennero organizzati sotto l’egida della rivista corsi gratuiti di cucina tenuti da famosissimi chef, fino alla fondazione di una rinomata scuola di cucina con filiali in tutto il mondo.
Questo il motivo dell’associazione tra l’ordine e i cuochi, spero che nessuno ci chieda perché proprio la fettina impanata è chiamata cordon bleu.

R- Merluzzo, Baccala, Stoccafisso, Nasello; La sai!

luglio 26, 2019

Parole a confronto

Merlùzzo
Dal provenzale merlus, che è dal latino merula(m), nome di un pesce di mare.
Sostantivo maschile.
1. Grosso pesce di mare diffuso nell’Atlantico settentrionale, di colore grigio verdastro a macchie gialle, con tre pinne dorsali e un bargiglio sotto la mascella inferiore (ordine Gadiformi); lo si consuma fresco, seccato (stoccafisso), seccato e salato (baccalà); dal fegato si estrae un olio impiegato in farmacia come ricostituente (olio di fegato di merluzzo).
2. Nome popolare del nasello e di altre specie affini.
3. (figurato) Persona goffa, impacciata.

Baccalà
Dallo spagnolo bacalao, e questo dal fiammingo kabeljauw.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Merluzzo essiccato e conservato sotto sale: baccalà in umido.
2. (figurato) Persona molto magra, asciutta.
Persona stupida, maldestra: far la figura del baccalà, passare per sciocco.

Stoccafìsso
Dall’olandese antico stokvisch ‘pesce a bastone’ oppure ‘seccato sui bastoni’, probabilmente attraverso lo spagnolo estocafis.
Sostantivo maschile.
1. Merluzzo non salato, seccato all’aria dopo essere stato decapitato ed eviscerato.
2. (figurato familiare) Persona molto magra.

Nasèllo
Latino asellu(m) ‘asinello’, per sovrapposizione di naso.
Sostantivo maschile.
Pesce di mare commestibile, affine al merluzzo, ma più piccolo e di carni più delicate e digeribili; bruno sul dorso e bianco argenteo sul ventre, ha due sole pinne dorsali e bocca ampia fornita di denti robusti; è detto anche merluzzo del Mediterraneo (ordine Gadiformi).

La sai l’ultima!

Un genovese vede un nero in mare nudo e dice "che bigolo!" e il nero "è bigolo berghé è bagnato".

La redazione propone questa raffinatissima barzelletta.

R- Obiurgare, Ostpolitik; Retorica: Obiurgazione

luglio 25, 2019

Obiurgàre
Voce dotta, latino obiurgare ‘rimproverare’, composto di ob ‘di fronte, opposto’ e iurgare ‘altercare’, da ius ‘diritto’.
Verbo transitivo (io obiùrgo, tu obiùrghi).
(letterario) Rimproverare solennemente.

Una (parola) giapponese a Roma

Ostpolitik [‘ostpoli,tik]
Voce tedesca, composta di Ost(en) ‘oriente, est’ e Politik ‘politica’.
Sostantivo maschile invariabile.
Politica avviata alla fine degli anni Sessanta dalla Repubblica Federale Tedesca e poi perseguita anche da altri Paesi occidentali, tendente a migliorare i rapporti con i Paesi comunisti dell’Europa orientale.

La retorica per tutti

Obiurgazióne
Voce dotta, latino obiurgatione(m), da obiurgare ‘obiurgare’.
Sostantivo femminile.
1. (letterario) Atto, effetto dell’obiurgare.
2. Nell’antica retorica, biasimo, invettiva oratoria rivolta a una moltitudine.