Posts Tagged ‘retorica’

R- Coacervo, Kimono; Paesi; Retorica; Nomi; Perle; Rovinata

dicembre 13, 2017

Coacèrvo
Da coacervare.
Sostantivo maschile.
1. (letterario) Accozzaglia, congerie, cumulo: la filosofia… non è l’indigesto coacervo di astrattezze… che suole andare sotto questo nome (Croce).
2. Accumulo di beni e di interessi.

Coacervàre
Voce dotta, latino coacervare, composto di cum ‘con’ e acervare ‘ammucchiare’, da acervus ‘mucchio’.
Verbo transitivo (io coacervo).
(raro) Ammassare, ammucchiare.

Una (parola) giapponese a Roma

Kimono [ki’mono]
Voce giapponese.
Anche chimòno.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Abito tradizionale giapponese costituito da una lunga veste di seta o di cotone, ricamata o stampata a colori, con ampie maniche e stretta alla vita da un’alta cintura annodata dietro.
Manica a kimono: tipo di manica ampia e senza cucitura sulla spalla.
2. (sport) Tipico indumento, costituito da pantaloni, lunga casacca e cintura, utilizzato da chi pratica lo sport del judo.

Nomi di paesi, la parola

Grottésca
Derivato di grotte, termine con il quale nel ‘500 si designavano le rovine semisepolte della «Domus aurea» di Nerone.
Sostantivo femminile.
Decorazione, specialmente pittorica, diffusasi nel rinascimento e basata su motivi bizzarri e fantastici desunti soprattutto da figurazioni parietali di palazzi e ville dell’antica Roma.

Albanése
Aggettivo.
Dell’Albania: popolo, territorio albanese; i dialetti albanesi del mezzogiorno d’Italia, parlati da comunità albanesi qui stabilitesi nei secoli XV e XVI.
Sostantivo maschile.
1. [femminile albanese] Chi è nato o vive in Albania.
2. La lingua degli albanesi.
3. (antico) Forestiero.

Di Marco Marcon.

La retorica per tutti

Confutazióne
Voce dotta, latino confutatione(m), da confutare ‘abbattere, reprimere’, poi ‘confutare’.
Nella retorica classica, parte dell’orazione in cui si ribattono gli argomenti dell’avversario.

Nomi di dire

Volo di Icaro
(figurato) Impresa ambiziosa che ha esito infelice.

Perle dai porci

"Perché il sogno è una situazione onirica."
Un noto (?) sessuologo alla tivù.

Rovinomi di dire

Vaso di Pandoro
(figurato) Ricettacolo di tutti i dolci di Verona.
Combinazione nefasta di burro, farina, uova e simili.

Di Riccardo Lancioni.

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R- Indaco, Adobe; Paesi; Ritrovato; Retorica; Nomi; Perle

dicembre 12, 2017

Ìndaco
Latino Indicu(m), propriamente ‘indiano’.
Sostantivo maschile.
1. Sostanza colorante organica azotata, di origine vegetale o sintetica, usata per tingere in azzurro-violaceo tessuti, carta ecc.
2. Il colore tra l’azzurro e il violetto, proprio di tale sostanza; uno dei sette colori dell’iride.

Aggettivo.
Che ha il colore dell’indaco: una stoffa indaco.

Una (parola) giapponese a Roma

Adòbe [a’dobe]
Voce spagnola, dall’arabo at-tub ‘mattone’.
Sostantivo maschile invariabile.
Mattone di fango o altri materiali seccati al sole, usato nel Messico e nelle regioni sud-occidentali degli Stati Uniti.
Costruzione realizzata con tali mattoni.

Nomi di paesi, la parola

Cùpreo
Dal latino cupreu(m), derivato di cuprum ‘rame’, a sua volta da (aes) cypriu(m) ‘bronzo di Cipro’, poiché sull’isola c’erano i maggiori giacimenti dell’antichità.
Aggettivo.
(letterario) Di rame; che ha l’aspetto, il colore del rame.

Indaco e cupreo sono del Marco Marcon.

Il paese ritrovato

"Non tornartene a casa", dice il commissario.
Non tornartene a casa, piccola e indifesa Orsolina, no. Sei già davvero pronta a spegnere le luci in quell’appartamento freddo e deserto? O forse non sarà del tutto deserto, magari? Forse un amico, dei parenti, dei guardiani prezzolati veglieranno sul tuo riposo tormentato dagli incubi, mia piccola Orsolina? Come passerai questa notte piena di pioggia?

Questo è l’inizio del ventunesimo capitolo del racconto della Parolata.

La retorica per tutti

Concessióne
(linguistica) Figura retorica che consiste nell’ammettere provvisoriamente le ragioni dell’avversario, per poi ritorcerle.
Concedo che questo generalmente possa chiamarsi atto proditorio; ma appoggiar quattro bastonate a un mascalzone! (Manzoni).

Nomi di dire

Vaso di Pandora
(figurato) Ricettacolo di tutti i mali o combinazione nefasta di guai, calamità e simili, dal mitico recipiente che Pandora ebbe in dono da Zeus.

Di Mauro Cociglio.

Perle dai porci

– "Resto a Tua disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti e per la definizione, se la ritieni necerssaria, di un documento di requisiti ad ok per lo Shared Access."
– "Finalmente o potuto leggerlo. Mi sembra un ottimo lavoro e sono daccordo che vanno presentati i risultati."

Uno scambio di lettere elettroniche tra due personaggi di indubbie doti umanistiche, proposto da Andrea Laganà.

R- Cilicio, Ratatouille; Paesi; Retorica; Nomididire

dicembre 11, 2017

Cilìcio
Dal latino ciliciu(m) e questo dal greco kilíkion, propriamente ‘della Cilicia’, antica regione dell’Asia Minore ritenuta luogo d’origine del tessuto.
Meno comune cilìzio, antiacamente cilìccio.
Sostantivo maschile.
1. Stoffa ruvida e pungente, fatta generalmente di pelo di capra o di crini di cavallo.
2. Veste ruvida o cintura con nodi che si portava sulla nuda pelle a scopo di mortificazione.
3. (figurato letterario) Tortura, tormento fisico o spirituale.

Una (parola) giapponese da Perilli

Ratatouille [rata’tuj]
Voce francese; derivata di ratatouiller ‘mescolare’.
Sostantivo femminile invariabile.
(gastronomia) Piatto di verdure miste (melanzane, zucchine, patate, peperoni ecc.) tagliate in piccoli pezzi e cotte in salsa di pomodoro.

Nomi di paesi, la parola

Mòro
Latino Mauru(m) ‘indigeno della Mauritania’.
Aggettivo [femminile mora].
1. (antiquato) Della Mauritania, dell’Etiopia, dell’Africa: gente mora; schiavi mori.
2. (estensione) Di colore scuro: pelle mora; capelli mori; un ragazzo moro, che ha carnagione e capelli bruni; un cavallo moro, che ha il pelame scuro.
Razza mora: razza di suini con setole nere o fulve.
Arancio moro: varietà di arancio coltivato nella Sicilia orientale, i cui frutti hanno polpa di colore rosso scuro.

Sostantivo maschile.
1. (antiquato) Abitante della Mauritania, dell’Etiopia o di altre regioni dell’Africa; più comune, saraceno, musulmano: i mori di Spagna.
Testa di moro: colore marrone scuro dalla tonalità molto calda.
2. Persona bruna di carnagione e di capelli: una bella mora.
3. Tipo di trinciato da pipa.
4. Arancio moro.

Cilicio e moro sono proposte da Marco Marcon.

Marco Marcon 59
Berilio Luzcech 52
Piero Fabbri 33
Simona Brugnoni 27
Giuseppe Sisto 16
Mauro Cociglio 8
Enrico Grosso 6
Isidorus Hispalensis 5
Giovanni Fracasso 4
Francesca Ortenzio 3
Martina Ferro 2

La retorica per tutti

Comparazióne
Voce dotta, dal latino comparare, composto di cum ‘con’ e un derivato di par paris ‘pari’.
(linguistica) Figura retorica che consiste nel paragonare tra loro cose, persone, entità astratte, che presentano in misura uguale, maggiore o minore le medesime caratteristiche (nel caso dell’uguaglianza si distingue generalmente dalla similitudine per la possibile reversibilità del paragone).
Elle son più belle che gli agnoli dipinti (Boccaccio).

Nomi di dire

Colonne d’Ercole
(letterario) I promontori di Calpe e Abila, sullo stretto di Gibilterra, dove Ercole avrebbe piantato le colonne che segnavano i confini del mondo.

Mauro Cociglio.

R- Fricchettone, Freelance; Paesi; Nomi; Retorica; Perle

dicembre 1, 2017

Fricchettóne
Adattamento italiano dell’inglese freak ‘capriccio, ghiribizzo’, poi divenuto verbo nel significato di ‘subire un’esperienza emotiva intensa, eccitarsi (specialmente con riferimento ai
tossicomani)’, quindi ‘spostato’, con doppio suffisso -etto e -one.
Aggettivo e sostantivo maschile.
(familiare) Freak; giovane dagli atteggiamenti anticonformistici (spesso spregiativo o scherzoso).
Tra gli anni Sessanta e Settanta, giovane che esprimeva il suo distacco critico dalla società attraverso l’abbigliamento stravagante e un comportamento individualista e anticonvenzionale

Una (parola) giapponese a Roma

Freelance [‘frilans]
Voce inglese; propriamente ‘lancia (lance) libera (free)’, cioè ‘soldato di ventura’.
Anche free lance o free-lance.
Aggettivo e sostantivo maschile e femminile invariabile.
Si dice di chi esercita una professione, specialmente nel campo giornalistico o commerciale, facendosi pagare a prestazione, senza legarsi stabilmente con un contratto.

Nomi di paesi, la parola

Spartàno
Dal latino Spartanu(m), derivato di Sparta ‘Sparta’.
Aggettivo.
. Dell’antica Sparta.
2. (figurato) Severo, austero, rigido (con riferimento alla sobrietà di vita e alla severità di costumi attribuite tradizionalmente agli antichi spartani): educazione spartana.

Sostantivo maschile.
Abitante di Sparta.

Sodomìa
Dal nome di Sodoma, antica città della Palestina dove, secondo il racconto biblico, era diffusa l’omosessualità maschile.
Anche, anticamente, soddomìa.
Sostantivo femminile.
Rapporto sessuale per via anale.
Nel linguaggio corrente, omosessualità maschile.

Spartano e sodomia sono di Marco Marcon. En plein.

Nomi di dire

Supplizio di Tantalo.
Nel mito greco, quello inflitto a Tantalo, costretto a soffrire perpetuamente la fame e la sete senza poter toccare le bevande e il cibo a portata di mano.
(estensione, figurato) Desiderio ardente, e sempre deluso, di un bene che pare vicino.

Proposta dal nostro Mauro Cociglio.

La retorica per tutti

Assillabaziòne
Sostantivo femminile.
(linguistica) Figura retorica che consiste nella ripetizione della medesima sillaba all’inizio di più parole: di me medesmo meco mi vergogno (Petrarca).

Perle dai porci

"… tempo fa Yahoo finì nell’occhio del mirino perchè permise …"

Da una mail ricevuta da Roberto Giai Meniet.

R- Certosino, Omissis; Paesi: Lesbismo; Retorica; Perle

novembre 30, 2017

Certosìno
Derivato di certosa, dal francese chartreuse, da (Grande) Chartreuse, nome di un massiccio nella regione di Grenoble dove nel 1084 venne fondato il primo monastero certosino.
Sostantivo maschile.
1. Religioso di regola eremitica dell’ordine fondato da san Brunone di Colonia nel 1084.
2. (estensione) Chi conduce una vita di solitudine e di sacrificio.
Lavoro da certosino: minuzioso, che richiede molta pazienza.
3. Nome italiano di un liquore simile alla chartreuse.
4. Panforte bolognese.
5. Nome commerciale di un formaggio lombardo dolce, molle e grasso.

Aggettivo.
1. Relativo all’ordine religioso fondato da san Brunone: monaco, monastero certosino; regola certosina.
2. (figurato) Da certosino, degno di un certosino: pazienza certosina.
3. (gatto) Certosino, di grande taglia, con pelo folto e morbido di colore grigio-azzurro.

Una (parola) giapponese a Roma

Omissis [o’missis]
Voce latina; abbreviazione della locuzione ceteris omissis ‘omesse le altre cose’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Parola che, inserita in citazioni o copie di documenti, avverte che una parte più o meno lunga del testo originale è stata tralasciata perché ritenuta non essenziale.
2. (estensione) Punto, argomento importante che è taciuto o ignorato deliberatamente in uno scritto o in un discorso: la relazione del ministro conteneva troppi omissis.

Nomi di paesi, la parola

Lesbìsmo
Derivato dall’isola di Lesbo.
Sostantivo maschile.
Omosessualità femminile; saffismo (con allusione al costume omosessuale tradizionalmente attribuito alle donne di Lesbo).

Certosino e lesbismo sono di Marco Marcon.

La retorica per tutti

Asianésimo
Anche asianismo.
Derivato del latino Asianu(m), propriamente ‘asiatico’, perché gli oratori di tale indirizzo provenivano soprattutto dall’Asia Minore.
Sostantivo.
Nell’antichità greco-romana, stile oratorio e indirizzo letterario che propugnava l’uso di un linguaggio esuberante, ricco di artifici retorici; si contrapponeva all’atticismo.
(estensione) Eccessiva ricercatezza di stile.

Atticìsmo
Dal latino tardo atticismu(m), che è dal greco attikismós.
Sostantivo maschile.
1. (linguistica) Vocabolo, forma o costrutto tipico del dialetto attico.
2. Nell’antichità greco-romana (secolo I a. C.), indirizzo letterario e retorico che propugnava uno stile sobrio e limpido, a imitazione degli scrittori attici classici; contrapposto ad asianesimo.
(estensione) Limpidezza e sobrietà di linguaggio, di gusto.

Perle dai porci

"Da valutare la necessità/opportunità di dotarsi di un SW ad OK, …"
Da una presentazione tecnica su lucidi.

Proposta da Piero Mozzone.