Posts Tagged ‘personedapaesi’

Comporto, Comportare, Seedling; Schiele, Personedapaesi e Antonomasia

febbraio 15, 2019

Compòrto
Derivato di comportare.
Sostantivo maschile.
1. Tempo d’indugio consentito, rispetto alla data o al momento fissato, perché abbia inizio o compimento un atto, perché sia mantenuto un impegno assunto, perché sia soddisfatto un debito e simili: l’inizio della lezione è fissato alle 10, ma c’è un comporto di cinque minuti; per il rinnovo della polizza è solitamente accordato un comporto di quindici giorni dalla data di scadenza.
In ferrovia, tempo massimo di sosta di un treno per attendere la coincidenza con altro treno.
2. Periodo di comporto: quello, la cui durata è stabilita dalla legge, dai contratti collettivi, dagli usi o secondo equità, durante il quale, in caso di assenza del lavoratore per infortunio, malattia, gravidanza o puerperio, il datore di lavoro non può validamente esercitare il suo diritto di recedere dal contratto.
3. (arcaico) Abbuono concesso all’acquirente per il prevedibile calo della merce.
Diminuzione legalmente considerata e consentita del peso delle monete.

Comportàre
Dal latino comportare ‘portare insieme’, composto di con- e portare.
Verbo transitivo e intransitivo pronominale (io compòrto ecc.).
1. (letterario) Sopportare, tollerare: comportare le offese; un caldo da non potersi comportare; bisogna sapersi comportare a vicenda; pazientemente la sua povertà comportava (Boccaccio).
Riferito a piante, resistere senza risentir danno: l’erba non comporta quel clima (Giusti); gli olivi non comportavano tanto gelo.
Consentire come cosa possibile o accettabile: l’età non gli comporta certe fatiche; ho pazientato più di quanto comportasse la mia natura.
2. Portare con sé, richiedere come conseguenza: il viaggio comporterà molte spese; la concessione delle attenuanti comporta una riduzione di pena.
3. (intransitivo pronominale) Agire, procedere in un dato modo, soprattutto in determinate situazioni o nei rapporti con altre persone: comportarsi da galantuomo, da villano; comportarsi bene o male con i proprî colleghi; vi siete comportati male a scuola; è gente che non sa comportarsi in società; anche con riferimento al modo di assolvere un compito, di eseguire un incarico, di offrire determinate prestazioni: ti sei comportato ottimamente, egregiamente, o in modo pessimo; fino a questa ripresa, lo sfidante si è comportato meravigliosamente contro il campione in carica.
(estensione) Riferito ad animali, piante, cose materiali, offrire determinate manifestazioni, agire o reagire in determinato modo in date condizioni o situazioni: osservare il modo in cui si comportano gli animali nell’imminenza di un temporale; sostanze chimiche che si comportano come basi.
4. (riflessivo, antico) Trattenersi, frenarsi: Costui per gaudio a pena si comporta (Ariosto).

Una (parola) giapponese a Roma

Seedling [‘sidlin]
Voce inglese, derivato di seed ‘seme’, col suffisso -ling ‘che proviene da’.
Sostantivo maschile invariabile.
Pianticella nata da poco dal seme e che si trova nel primo stadio di vita, con emissione delle prime due o tre foglie; è termine d’uso tra botanici e vivaisti, cui corrisponde in italiano plantula.

Come si dice Schiele? e Persone da paesi e L’antonomasia e il soprannome

Martin de Azpilcueta, economista, filosoto e teologo spagnolo del 1500, si pronuncia [mar’tin de aspilku’eta]. È anche noto come Doctor Navarrus, perché nato in un paese della provincia della Navarra.

La parola rovinata

Speciale filosofia

NIETCHE
Il filosofo russo che rifiutò l’incontro con Ernesto Guevara.

Di Pietro Scalzo.

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Reduce, Hallenkirche; Personedapaesi; Rovinata

marzo 7, 2018

Rèduce
Dal latino redux -ucis, composto di re- e ducere ‘guidare’.
Aggettivo e sostantivo maschile o femminile.
Che ritorna, che è appena ritornato dopo una lunga assenza, dovuta a imprese e avventure rischiose, all’esilio, e in particolare alla guerra: gli alpinisti reduci dalla conquista del Cervino; i soldati reduci dai campi di concentramento; un raduno di reduci della prima guerra mondiale; (scherzoso) un reduce dalle patrie galere.
(letterario) Ritornato: Grata agli dei del reduce marito (Foscolo).
(assoluto) Combattente che torna in patria al termine di una guerra o di una campagna: associazione combattenti e reduci.
Con significato più generico, in frasi di tono lievemente enfatico, per indicare il semplice fatto di tornare, anche dopo un’assenza non molto prolungata: essere reduce da un giro di conferenze, da una sconfitta, da una scalata in montagna; una folla attendeva gli atleti della Nazionale reduci dalle olimpiadi.
(figurato, poetico) Che di nuovo ritorna: il sol che, reduce, L’erta infocata ascende (Manzoni).

Una (parola) giapponese a Roma

Hallenkirche [‘allenkirke]
Voce tedesca, composto di Halle ‘atrio’ e Kirche ‘chiesa’.
Sostantivo femminile invariabile.
(architettura) Particolare tipo di chiesa, comune specialmente nel gotico tardo, nel quale le navate laterali hanno la stessa ampiezza e altezza della navata centrale.

Persone da paesi e L’antonomasia e il soprannome

Ricardo Rogério de Brito è stato un calciatore brasiliano che ha giocato anche in Italia, ed è più famoso con lo pseudonimo di Alemão.

La parola rovinata

GROSSIP
Enorme scoop di cronaca rosa.

Di Pietro Scalzo.

Presella, Tourniquet; Personedapaesi; Canzone

giugno 16, 2016

Presèlla
Diminutivo di presa.
Sostantivo femminile.
1. Nell’equitazione, la parte delle briglie che si tiene in pugno cavalcando.
2. Grappa di metallo a due punte che serve a unire provvisoriamente due pezzi di legno, usato nella costruzione navale o simili.
3. Scalpello di forma speciale, con il tagliente smussato che permette di battere in un punto dove il martello non arriva direttamente, usato per la presellatura; detto anche cianfrino. Anche nella forma maschile: presello.
4. Sistema di presa di uno o più cavi mediante due piastre con scanalature interne per l’alloggiamento dei cavi; le piastre, serrate mediante bulloni, fissano i cavi per attrito e per deformazioni elastiche e plastiche.
5. Ciascuno degli appezzamenti regolari in cui si divide un terreno incolto quando è messo a coltura. Anche presa.

Una (parola) giapponese a Roma

Tourniquet [turni’ke]
Voce francese, derivato di tourner ‘girare’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Curva molto stretta, tornante di una strada di montagna.
2. Tornello che all’ingresso di alcuni locali pubblici, della metropolitana o simili permette il passaggio di una persona alla volta.
3. (medicina) Strumento usato per comprimere le arterie di un vaso sanguigno al fine di controllare o prevenire il flusso sanguigno da e verso le altre aree.

Persone da paesi

Antônio Augusto Ribeiro Reis Júnior e Osvaldo Giroldo Junior sono due calciatori brasiliani attivi più o meno tra il 1993 e il 2014, entrambi noti con il soprannome Juninho. Per riconoscerli sono diventati, per tutti, rispettivamente Juninho Pernambucano (perché nato nello stato di Pernambuco) e Juninho Paulista (perché nativo dello stato di San Paolo).

La Canzone Settimanale Enigmistica

Abbiamo finito di giocare con il quinto libro, che era:

Il sarto al lavorante:"Hai messo un bottone, ma non dove va infilato" (1 5 3 3 1 1)

L’isola che non c’è, di Edoardo Bennato, passando per L’asola che non c’è.

Catafratta, Cancionero; Personedapaesi; Conchiglie

gennaio 7, 2015

Catafràtta
Dal latino cataphracta, dal greco kataphráktēs, derivato di kataphrássein ‘coprire d’armatura’.
Sostantivo femminile.
1. Armatura flessibile a squame metalliche che nell’antichità proteggeva contemporaneamente cavaliere e cavallo, sostituita poi dall’armatura per l’uomo e dalla barda per il cavallo.
2. Nella costruzione navale velica nel periodo tra la bizantina la medievale, protezione contro le offese nemiche (proiettili, fuoco greco, ecc.) costituita da rivestimenti di ferro, di piombo, di cuoio, ecc., sistemi che hanno portato poi alla più moderna corazzatura navale.

Catafràtto
Dal latino cataphractu(m), dal greco kataphráktos, derivato di kataphrássein ‘coprire d’armatura’, a sua volta da phrássein ‘chiudere, munire’.
Aggettivo.
1. (non comune) Munito di armatura completa.
2. (non comune) Ben protetto, difeso solidamente.

Sostantivo maschile.
Nell’esercito di persiani, bizantini e altri popoli antichi, soldato fornito di armatura e montato su un cavallo anch’esso protetto da corazza.

Una (parola) giapponese a Roma

Cancionero [kantSo’nero]
Voce spagnola, derivato di canción ‘canzone’.
Sostantivo maschile invariabile.
(letteratura) Nella letteratura spagnola, raccolta di liriche di vari autori a partire dal secolo XII.

Persone da paesi

Agnolo Firenzuola, poeta italiano del ‘500, si chiamava Michelangelo Gerolamo Giovannini ed era nato a Firenze, ma la sua famiglia era originaria di Firenzuola, paese in provincia di Firenze, e da cui prese il cognome.

Per un pugno di conchiglie

Riprende il concorso letterario con una serie di tre libri monoindizio. Vi ricordate che l’indizio è unicamente relativo al titolo del libro, e non alla trama, vero? Bene, allora a voi.

Tredicesimo libro monoindizio

T rosso vivo.

LUMARE, FAIRYTALE; Monouso; Personedapaesi; Perle

giugno 13, 2014

Lumàre
Adattamento del milanese lumà, forse da lumm ‘lume’.
Verbo transitivo.
(regionale, settentrionale) Guardare intensamente o con particolare insistenza, specialmente a scopo di seduzione: lumare una pupa (Falchetto).

Una (parola) giapponese a Roma

Fairytale [feiri’teil]
Voce inglese, composto di fairy ‘ fata’ e tale ‘storia’.
Sostantivo femminile invariabile.
Genere narrativo, di origine popolare e originariamente destinato all’infanzia, i cui protagonisti sono esseri soprannaturali, fate, folletti e draghi.

Parole monouso

Catafàscio
Composto di cata- e fascio, come elemento presente in sfasciare, sfascio.
Nella locuzione avverbiale a catafascio: alla rinfusa, sottosopra: mettere giù a catafascio.
Andare a catafascio: andare in rovina.

Persone da paesi

Alessandro Varotari, pittore italiano dell’inizio del ‘600, è più noto come il Padovanino.

Perle linguistiche

"Dino era l’emisfero dell’ufficio: quando si è licenziato tutto è andato a catafascio."
Sentita sul tram.