Posts Tagged ‘propone’

Cretto, Double face; Propone; Perle

maggio 14, 2018

Crètto
Derivato di crettare.
Sostantivo maschile.
1. Crepa, fenditura nel muro o altrove: un intonaco pieno di cretti; c’è un grande cretto nel vaso.
(non comune) Screpolatura profonda nella pelle, per geloni e simili.
2. (botanica) Fenditura in senso radiale che si riscontra nei tronchi di alberi piuttosto vecchi sia in piedi, come nel castagno, sia dopo l’abbattimento, come nel faggio.

Crettàre
Latino crepitare, ‘crepitare’, intensivo di crepare.
Verbo intransitivo (io crètto ecc.; ausiliare essere).
(toscano) Fendersi, formare delle crepe, detto soprattutto di muro, intonaco e simili.
Screpolarsi della pelle, soprattutto per i geloni.
Usato per lo più con la particella pronominale: crettarsi, o al participio passato: crettato.

Una (parola) giapponese a Roma

Double face [duble’fas]
Locuzione francese, propriamente ‘doppia faccia’.
Locuzione aggettivale e sostantivale maschile invariabile.
Di tessuto che presenta, anziché un dritto e un rovescio, due dritti diversi sia per il colore sia per il disegno e l’intreccio dei fili: un tessuto (a) double face.
Di capo di vestiario rifinito all’interno e all’esterno in modo da potere essere indossato da entrambe le parti: soprabito (a) double face, o assoluto: un double face.

La Parolata propone

La redazione della Parolata ha sempre considerato con aria di superiorità chi chiamava gli statunitensi "americani", sbeffeggiandoli se sentiva frasi insensate come "il pallavolista americano e quello brasiliano…". Poi l’illuminazione: gli statunitensi non hanno una parola per indicare sé stessi che non sia il banale (ed eccessivamente ampio) "americans".
Possibile che sia così? La Parolata dovrà intervenire per risolvere la questione con un’autorevole proposta? Ne frattempo chiede ai lettori cosa ne pensano.

Perle linguistiche

Ci ha scritto Roberto Vittorioso scandalizzato da una sedicente scrittrice che, intervistata alla "Vita in deretta" su Rai 1 ha parlato del "Salvator mundis", ha detto "io delègo" e "lui delèga" e ha spiegato che "amante è gerundio". Purtroppo Roberto non ha saputo indicarci il nome della scrittrice: non potete correre in libreria a comprare i suoi libri.

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Esaustivo, Pan; Propone; Canzone

maggio 25, 2017

Esaustìvo
Derivato del latino exhaustus, participio passato di exhaurire ‘esaurire’, secondo il modello dell’inglese exhaustive, dal francese exhaustif.
Aggettivo.
Che tende a esaurire, a trattare in modo compiuto un determinato soggetto: trattazione, dimostrazione esaustiva; una bibliografia esaustiva; la mia enumerazione è solo esemplificativa e non pretende di essere esaustiva. Sinonimo: esauriente.

Esaustióne
Dal latino tardo exhaustio -onis ‘atto di esaurire’, derivato di exhaustus, participio passato di exhaurire ‘esaurire’.
Sostantivo femminile.
Solo nella locuzione metodo di esaustione: riduzione all’assurdo, schema di ragionamento matematico di tipo indiretto che evita l’uso di procedimenti infinitesimali nelle questioni relative alle aree e ai volumi, basato sulla successiva esclusione di ipotesi che risultano assurde.

Una (parola) giapponese a Roma

Pan [pan]
Sostantivo inglese, propriamente ‘padella.
Sostantivo maschile invariabile.
Bacinella di forma circolare, di legno o metallo, del diametro di 50-70 cm, poco profonda, usata per separare l’oro o altri metalli o pietre pesanti dai materiali sabbiosi o terrosi che li contengono. La bacinella viene riempita del materiale da separare e tenuta sott’acqua, viene poi impresso un movimento rotatorio che espelle gradatamente per forza centrifuga i minerali di minor peso specifico.

La Parolata propone

Anche Michele ci scrive.

— In merito alla questione sollevata da Giovanna e dalla Parolata, sono d’accordo circa l’improprio uso di androide, e antropoide mi pare una buona soluzione, ma meglio ancora umanoide che, oltre ad essere più corto, ha una pronuncia più dolce e non mette in difficoltà chi ha problemi con la erre. —

Pieno appoggio della Parolata alle parole senza erre!

La Canzone Settimanale Enigmistica

Trentottesima canzone in gioco, è terminato il tempo per rispondere. Era:.

Bolle (7)

Risposta: Roberta, di Peppino di Capri, prima era Roberto.

Ciano, Cianotico; Propone; Accento; Canzone

maggio 22, 2017

Antocìano
Composto di anto- e -ciano ‘azzurro’.
Sostantivo maschile.
In chimica organica, pigmenti presenti nei fiori, nei frutti o in altri organi vegetali, che assumono colorazione diversa, rosso o azzurro o violetto, a seconda della reazione, rispettivamente acida, alcalina o neutra, dei succhi cellulari in cui sono disciolti.

Cìano-
Dal greco kyanos ‘colore azzurro’; latino scientifico cyano-.
Davanti a vocali anche cian-.
Primo elemento di parole dotte e termini scientifici formati modernamente (come cianidrosi, cianoficee ecc.), che significa «azzurro»; è usato anche come secondo elemento compositivo (per esempio, antocìano) e come elemento medio (per esempio, acianoblepsia).

Cìano
Dal latino cyănus, e questo dal greco kyanos ‘azzurro, fiordaliso’.
Sostantivo maschile.
1. (letterario) Fiordaliso (latino scientifico Centaurea cyanus): Come ’l ciano seren tra ’l biondeggiante or de le spiche (Carducci).
2. Ciano persico (botanica): altro nome dell’ambretta (Amberboa moschata, sinonimo Centaurea moschata).
3. Per adattamento dell’inglese cyan, colore blu verde, in particolare quello adoperato nella composizione sottrattiva dei colori, insieme al magenta e al giallo.

Cianòtico
Derivato di cianosi.
Aggettivo (plurale maschile cianotici).
Che presenta cianosi: arto cianotico, labbra cianotiche, aspetto cianotico.

Cianòsi
Dal greco kyanosis, derivato di kyanos ‘azzurro’.
Anche, raro e alla greca, ciànosi.
Sostantivo femminile.
Nel linguaggio medico, colorazione bluastra della pelle e delle mucose dovuta a insufficiente ossigenazione del sangue a livello dell’albero respiratorio o per disturbo della circolazione locale.

La Parolata propone

Ci scrive Mauro circa la proposta di antropoide in luogo di androide, se il robot non ha caratteri espressamente maschili.

— Mi pare che il termine sia già abbastanza affollato di significati, e che non sia il caso, sull’aire del politically correct, di cercare di sostituirlo ad androide, già consolidato nell’uso quanto meno nella letteratura fantascientifica e, da quel che vedo, tecnica. —

Antropòide
Dal greco anthropoeides ‘simile all’uomo’.
Aggettivo.
Simile all’uomo nell’aspetto esteriore, con particolare riferimento alle scimmie antropomorfe.
Che riproduce, in tutto o in parte, la figura umana.
Vasi antropoidi (archeologia) quelli, per lo più funerari, che richiamano la forma del volto, o del busto, o di tutto il corpo del defunto, come per esempio, i canopi.

Sostantivo maschile.
1. Scimmia antropomorfa della famiglia dei pongidi.
(figurato) Uomo che, per rozzezza d’aspetto e d’intelligenza, ricorda più una scimmia antropomorfa che un uomo, come gli analoghi usi figurati di gorilla, orangutan, scimmione.
3. Genere di uccelli della famiglia gruidi (latino scientifico Anthropoides), la cui specie più caratteristica è la «damigella di Numidia» (Anthropoides virgo), lunga quasi un metro, con gambe alte e sottili, d’aspetto molto elegante, di tinta cinerina tranne il capo, la gola e il collo che sono di colore nero, e un ciuffo bianco dietro l’occhio.

L’accento, questo sconosciuto

Si può dire cianòsi oppure, più raramente e assumendo un atteggiamento greco, ciànosi.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Trentottesima canzone in gioco, fino a mercoledì 24 maggio. I risultati della trentasettesima canzone verranno pubblicati domani.

Bolle (7)

Anestesia, Paka; Propone; Rovinata

maggio 16, 2017

Anesteṡìa
Dal greco anaisthesia ‘insensibilità’, composto di an- privativo e aisthesis ‘sensazione’.
Sostantivo femminile.
1. (medicina) Assenza della sensibilità per cause organiche (più propriamente detta perciò anestesia organica), provocata cioè da lesione o distruzione delle vie o dei centri della sensibilità nelle sue varie forme.
2. Abolizione della sensibilità, indotta dall’interruzione operatoria delle vie sensitive (anestesia chirurgica), o mediante l’uso di particolari farmaci (anestetici) che sopprimono temporaneamente la sensibilità dolorifica rendendo possibili gli interventi chirurgici.
La pratica mediante cui si induce con mezzi farmacologici l’anestesia, che può essere generale o locale, secondo che si agisca su tutto il corpo o su una parte soltanto di esso.
(estensione) L’operazione medica con cui a un paziente, specialmente in vista di un’operazione chirurgica, viene sospesa, con opportune procedure, la sensibilità dolorifica: gli hanno fatto l’anestesia.

Una (parola) giapponese a Roma

Paka [‘paka]
Voce malgascia.
Sostantivo maschile invariabile.
(botanica) Erba perenne e tropicale del genere Urena che può raggiungere i tre metri d’altezza.
(tessile) Fibra simile alla juta ricavata da tale erba.

La Parolata propone

Si parlava della proposta di Giovanna Giordano di usare il più generico antropoide in luogo di androide per indicare i robot dall’aspetto umano senza distinzione tra aspetto maschile e femminile.
Ci scrive Mario Cacciari.

— Grande, approvo in tutto. E mi riferisco anche a tutta la dissertazione.
Nota che la parola ànthropos ha subito un refuso che la trasforma in àntrophos che potrebbe significare qualcosa come "luce della caverna" o, forse, anche "caverna della luce". Buffo. —

Sì, i refusi non scarseggiano nelle newsletter della Parolata. Ci ha scritto anche Marina Geymonat.

— Mah, forse dovremmo restare fedeli al nostro lungimirante "umanoide", anche se ho il dubbio che si rischi di interpretarlo come "sottospecie di umano", subumano… Non saprei! —

La parola rovinata

Anestetista
Persona specializzata che prima di procedere con i trattamenti cosmetici o massoterapici esegue l’anestesia del o della cliente, forse per non dovere chiacchierare durante il lavoro.

Speciale: Antropoide; Propone; Rovinata

maggio 9, 2017

I lettori ci scrivono

Ci ha scritto Giovanna Giordano.

— Pongo a te una questione che mi sta a cuore per conoscere il parere tuo e di altri lettori.
Oggi si chiama androide ogni automa dalle forme umane, anche quando tali forme sono squisitamente femminili. Per evitare di litigare tra un po’ e di dover distinguere tra androidi e ginoidi, non sarebbe meglio chiamarli fin da subito tutti antropoidi? Che cosa ne pensate? Perché non ci ha pensato nemmeno Google?
Ho provato a porre il quesito all’Accademia della Crusca scrivendo alla l’ora casella email, sulla loro pagina Facebook e su Twitter, ma non sono stata considerata nemmeno di striscio. Chissà se la Parolata è sensibile a questo argomento… —

Per fortuna c’è la Parolata, che non abbandona le sue lettrici e i suoi lettori, al massimo ne perde le mail.
Cominciamo con un po’ di ricerche.

Andròide
Derivato di andro- col suffisso -oide.
Aggettivo.
(medicina) Che presenta caratteri di tipo maschile.
Bbesità di tipo androide: quella nella quale l’accumulo di tessuto adiposo prevale nella metà superiore del corpo (a differenza di quanto si osserva nella obesità detta ginoide).

Sostantivo maschile e femminile.
Nel linguaggio della scienza e della fantascienza, automa di forma umana.
(estensione) Manipolatore automatico, usato per trattare sostanze delicate o pericolose, specialmente in laboratori di ricerca.

Andro- e -andro
Dal greco aner andros ‘uomo’.
Primo e secondo elemento di parole composte della terminologia dotta e scientifica, derivate dal greco o formate modernamente (come androfobia, andropausa, ginandro ecc.), nelle quali significa ‘uomo’ o indica comunque relazione con l’uomo o col genere maschile; nei termini botanici (come androforo, proterandro, ecc.) significa ‘stame’ o in genere elemento maschile.

Ginòide
(medicina) Che presenta caratteri di tipo femminile.
Obesità ginoide: quella nella quale l’accumulo di tessuto adiposo prevale nella parte inferiore del corpo (cosce e bacino) e da scarso sviluppo della muscolatura, tipico dell’obesità femminile.

Gino- e -gino
Dal greco gyne ‘donna’.
Primo o secondo elemento di parole composte della terminologia dotta e scientifica (come ginoforo, ginoide; androgino, misogino ecc.), in cui significa ‘donna, femminile’ e simili, o ha riferimento all’ovario delle piante.

Su queste definizioni i dizionari sembrano essere tutti d’accordo nella loro incoerenza: androide, nonostante andro- sia utilizzato sempre col significato specifico di ‘uomo’, quando si tratta dell’androide sembra prendere il significato di ‘essere umano’, al posto del più corretto antropo-.

Àntropo- e -antropo
Dal greco antrophos ‘uomo’.
Primo e secondo elemento di parole composte, derivate dal greco o formate modernamente (come antropofago, antropologo, antropomorfo ecc.), nelle quali significa ‘essere umano’.

Dalla pagina ‘android’ di Wikipedia inglese si legge: La parola è coniata dalla radice andro- ‘uomo’ (maschio, in opposizione a antropo. ‘essere umano’) e il suffisso -oide ‘dalla forma o dall’aspetto di’. Mentre il termine ‘androide’ è usato in generale in riferimento all’aspetto umano dei robot, un robot con aspetto femminile può anche essere indicato come un ‘ginoide’.

Insomma, anche in inglese l’incoerenza esiste. A questo punto l’errore è storico, magari dovuto al primo utilizzo con riferimento a un robot dall’aspetto umano ma che realizzava azioni considerate maschili, e poi il termine è rimasto associato ai robot umanoidi in generale. Ecco, da questo punto di vista il termine italiano ‘umanoide’ risulta più corretto di ‘androide’.

La Parolata propone

Vista la disquisizione precedente, la Parolata appoggia la proposta di Giovanna di usare il termine ‘antropoide’ piuttosto che ‘androide’ per indicare genericamente gli automi di forma umana, e sottopone alle sue lettrici e ai suoi lettori la questione.

La parola rovinata

BRESCIAMELLA
Salsa tipica lombarda indispensabile per la preparazione della famosa pasta al forno "alla Leonessa".

Di Franco Palazzi.