Posts Tagged ‘propone’

Esaustivo, Pan; Propone; Canzone

maggio 25, 2017

Esaustìvo
Derivato del latino exhaustus, participio passato di exhaurire ‘esaurire’, secondo il modello dell’inglese exhaustive, dal francese exhaustif.
Aggettivo.
Che tende a esaurire, a trattare in modo compiuto un determinato soggetto: trattazione, dimostrazione esaustiva; una bibliografia esaustiva; la mia enumerazione è solo esemplificativa e non pretende di essere esaustiva. Sinonimo: esauriente.

Esaustióne
Dal latino tardo exhaustio -onis ‘atto di esaurire’, derivato di exhaustus, participio passato di exhaurire ‘esaurire’.
Sostantivo femminile.
Solo nella locuzione metodo di esaustione: riduzione all’assurdo, schema di ragionamento matematico di tipo indiretto che evita l’uso di procedimenti infinitesimali nelle questioni relative alle aree e ai volumi, basato sulla successiva esclusione di ipotesi che risultano assurde.

Una (parola) giapponese a Roma

Pan [pan]
Sostantivo inglese, propriamente ‘padella.
Sostantivo maschile invariabile.
Bacinella di forma circolare, di legno o metallo, del diametro di 50-70 cm, poco profonda, usata per separare l’oro o altri metalli o pietre pesanti dai materiali sabbiosi o terrosi che li contengono. La bacinella viene riempita del materiale da separare e tenuta sott’acqua, viene poi impresso un movimento rotatorio che espelle gradatamente per forza centrifuga i minerali di minor peso specifico.

La Parolata propone

Anche Michele ci scrive.

— In merito alla questione sollevata da Giovanna e dalla Parolata, sono d’accordo circa l’improprio uso di androide, e antropoide mi pare una buona soluzione, ma meglio ancora umanoide che, oltre ad essere più corto, ha una pronuncia più dolce e non mette in difficoltà chi ha problemi con la erre. —

Pieno appoggio della Parolata alle parole senza erre!

La Canzone Settimanale Enigmistica

Trentottesima canzone in gioco, è terminato il tempo per rispondere. Era:.

Bolle (7)

Risposta: Roberta, di Peppino di Capri, prima era Roberto.

Ciano, Cianotico; Propone; Accento; Canzone

maggio 22, 2017

Antocìano
Composto di anto- e -ciano ‘azzurro’.
Sostantivo maschile.
In chimica organica, pigmenti presenti nei fiori, nei frutti o in altri organi vegetali, che assumono colorazione diversa, rosso o azzurro o violetto, a seconda della reazione, rispettivamente acida, alcalina o neutra, dei succhi cellulari in cui sono disciolti.

Cìano-
Dal greco kyanos ‘colore azzurro’; latino scientifico cyano-.
Davanti a vocali anche cian-.
Primo elemento di parole dotte e termini scientifici formati modernamente (come cianidrosi, cianoficee ecc.), che significa «azzurro»; è usato anche come secondo elemento compositivo (per esempio, antocìano) e come elemento medio (per esempio, acianoblepsia).

Cìano
Dal latino cyănus, e questo dal greco kyanos ‘azzurro, fiordaliso’.
Sostantivo maschile.
1. (letterario) Fiordaliso (latino scientifico Centaurea cyanus): Come ’l ciano seren tra ’l biondeggiante or de le spiche (Carducci).
2. Ciano persico (botanica): altro nome dell’ambretta (Amberboa moschata, sinonimo Centaurea moschata).
3. Per adattamento dell’inglese cyan, colore blu verde, in particolare quello adoperato nella composizione sottrattiva dei colori, insieme al magenta e al giallo.

Cianòtico
Derivato di cianosi.
Aggettivo (plurale maschile cianotici).
Che presenta cianosi: arto cianotico, labbra cianotiche, aspetto cianotico.

Cianòsi
Dal greco kyanosis, derivato di kyanos ‘azzurro’.
Anche, raro e alla greca, ciànosi.
Sostantivo femminile.
Nel linguaggio medico, colorazione bluastra della pelle e delle mucose dovuta a insufficiente ossigenazione del sangue a livello dell’albero respiratorio o per disturbo della circolazione locale.

La Parolata propone

Ci scrive Mauro circa la proposta di antropoide in luogo di androide, se il robot non ha caratteri espressamente maschili.

— Mi pare che il termine sia già abbastanza affollato di significati, e che non sia il caso, sull’aire del politically correct, di cercare di sostituirlo ad androide, già consolidato nell’uso quanto meno nella letteratura fantascientifica e, da quel che vedo, tecnica. —

Antropòide
Dal greco anthropoeides ‘simile all’uomo’.
Aggettivo.
Simile all’uomo nell’aspetto esteriore, con particolare riferimento alle scimmie antropomorfe.
Che riproduce, in tutto o in parte, la figura umana.
Vasi antropoidi (archeologia) quelli, per lo più funerari, che richiamano la forma del volto, o del busto, o di tutto il corpo del defunto, come per esempio, i canopi.

Sostantivo maschile.
1. Scimmia antropomorfa della famiglia dei pongidi.
(figurato) Uomo che, per rozzezza d’aspetto e d’intelligenza, ricorda più una scimmia antropomorfa che un uomo, come gli analoghi usi figurati di gorilla, orangutan, scimmione.
3. Genere di uccelli della famiglia gruidi (latino scientifico Anthropoides), la cui specie più caratteristica è la «damigella di Numidia» (Anthropoides virgo), lunga quasi un metro, con gambe alte e sottili, d’aspetto molto elegante, di tinta cinerina tranne il capo, la gola e il collo che sono di colore nero, e un ciuffo bianco dietro l’occhio.

L’accento, questo sconosciuto

Si può dire cianòsi oppure, più raramente e assumendo un atteggiamento greco, ciànosi.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Trentottesima canzone in gioco, fino a mercoledì 24 maggio. I risultati della trentasettesima canzone verranno pubblicati domani.

Bolle (7)

Anestesia, Paka; Propone; Rovinata

maggio 16, 2017

Anesteṡìa
Dal greco anaisthesia ‘insensibilità’, composto di an- privativo e aisthesis ‘sensazione’.
Sostantivo femminile.
1. (medicina) Assenza della sensibilità per cause organiche (più propriamente detta perciò anestesia organica), provocata cioè da lesione o distruzione delle vie o dei centri della sensibilità nelle sue varie forme.
2. Abolizione della sensibilità, indotta dall’interruzione operatoria delle vie sensitive (anestesia chirurgica), o mediante l’uso di particolari farmaci (anestetici) che sopprimono temporaneamente la sensibilità dolorifica rendendo possibili gli interventi chirurgici.
La pratica mediante cui si induce con mezzi farmacologici l’anestesia, che può essere generale o locale, secondo che si agisca su tutto il corpo o su una parte soltanto di esso.
(estensione) L’operazione medica con cui a un paziente, specialmente in vista di un’operazione chirurgica, viene sospesa, con opportune procedure, la sensibilità dolorifica: gli hanno fatto l’anestesia.

Una (parola) giapponese a Roma

Paka [‘paka]
Voce malgascia.
Sostantivo maschile invariabile.
(botanica) Erba perenne e tropicale del genere Urena che può raggiungere i tre metri d’altezza.
(tessile) Fibra simile alla juta ricavata da tale erba.

La Parolata propone

Si parlava della proposta di Giovanna Giordano di usare il più generico antropoide in luogo di androide per indicare i robot dall’aspetto umano senza distinzione tra aspetto maschile e femminile.
Ci scrive Mario Cacciari.

— Grande, approvo in tutto. E mi riferisco anche a tutta la dissertazione.
Nota che la parola ànthropos ha subito un refuso che la trasforma in àntrophos che potrebbe significare qualcosa come "luce della caverna" o, forse, anche "caverna della luce". Buffo. —

Sì, i refusi non scarseggiano nelle newsletter della Parolata. Ci ha scritto anche Marina Geymonat.

— Mah, forse dovremmo restare fedeli al nostro lungimirante "umanoide", anche se ho il dubbio che si rischi di interpretarlo come "sottospecie di umano", subumano… Non saprei! —

La parola rovinata

Anestetista
Persona specializzata che prima di procedere con i trattamenti cosmetici o massoterapici esegue l’anestesia del o della cliente, forse per non dovere chiacchierare durante il lavoro.

Speciale: Antropoide; Propone; Rovinata

maggio 9, 2017

I lettori ci scrivono

Ci ha scritto Giovanna Giordano.

— Pongo a te una questione che mi sta a cuore per conoscere il parere tuo e di altri lettori.
Oggi si chiama androide ogni automa dalle forme umane, anche quando tali forme sono squisitamente femminili. Per evitare di litigare tra un po’ e di dover distinguere tra androidi e ginoidi, non sarebbe meglio chiamarli fin da subito tutti antropoidi? Che cosa ne pensate? Perché non ci ha pensato nemmeno Google?
Ho provato a porre il quesito all’Accademia della Crusca scrivendo alla l’ora casella email, sulla loro pagina Facebook e su Twitter, ma non sono stata considerata nemmeno di striscio. Chissà se la Parolata è sensibile a questo argomento… —

Per fortuna c’è la Parolata, che non abbandona le sue lettrici e i suoi lettori, al massimo ne perde le mail.
Cominciamo con un po’ di ricerche.

Andròide
Derivato di andro- col suffisso -oide.
Aggettivo.
(medicina) Che presenta caratteri di tipo maschile.
Bbesità di tipo androide: quella nella quale l’accumulo di tessuto adiposo prevale nella metà superiore del corpo (a differenza di quanto si osserva nella obesità detta ginoide).

Sostantivo maschile e femminile.
Nel linguaggio della scienza e della fantascienza, automa di forma umana.
(estensione) Manipolatore automatico, usato per trattare sostanze delicate o pericolose, specialmente in laboratori di ricerca.

Andro- e -andro
Dal greco aner andros ‘uomo’.
Primo e secondo elemento di parole composte della terminologia dotta e scientifica, derivate dal greco o formate modernamente (come androfobia, andropausa, ginandro ecc.), nelle quali significa ‘uomo’ o indica comunque relazione con l’uomo o col genere maschile; nei termini botanici (come androforo, proterandro, ecc.) significa ‘stame’ o in genere elemento maschile.

Ginòide
(medicina) Che presenta caratteri di tipo femminile.
Obesità ginoide: quella nella quale l’accumulo di tessuto adiposo prevale nella parte inferiore del corpo (cosce e bacino) e da scarso sviluppo della muscolatura, tipico dell’obesità femminile.

Gino- e -gino
Dal greco gyne ‘donna’.
Primo o secondo elemento di parole composte della terminologia dotta e scientifica (come ginoforo, ginoide; androgino, misogino ecc.), in cui significa ‘donna, femminile’ e simili, o ha riferimento all’ovario delle piante.

Su queste definizioni i dizionari sembrano essere tutti d’accordo nella loro incoerenza: androide, nonostante andro- sia utilizzato sempre col significato specifico di ‘uomo’, quando si tratta dell’androide sembra prendere il significato di ‘essere umano’, al posto del più corretto antropo-.

Àntropo- e -antropo
Dal greco antrophos ‘uomo’.
Primo e secondo elemento di parole composte, derivate dal greco o formate modernamente (come antropofago, antropologo, antropomorfo ecc.), nelle quali significa ‘essere umano’.

Dalla pagina ‘android’ di Wikipedia inglese si legge: La parola è coniata dalla radice andro- ‘uomo’ (maschio, in opposizione a antropo. ‘essere umano’) e il suffisso -oide ‘dalla forma o dall’aspetto di’. Mentre il termine ‘androide’ è usato in generale in riferimento all’aspetto umano dei robot, un robot con aspetto femminile può anche essere indicato come un ‘ginoide’.

Insomma, anche in inglese l’incoerenza esiste. A questo punto l’errore è storico, magari dovuto al primo utilizzo con riferimento a un robot dall’aspetto umano ma che realizzava azioni considerate maschili, e poi il termine è rimasto associato ai robot umanoidi in generale. Ecco, da questo punto di vista il termine italiano ‘umanoide’ risulta più corretto di ‘androide’.

La Parolata propone

Vista la disquisizione precedente, la Parolata appoggia la proposta di Giovanna di usare il termine ‘antropoide’ piuttosto che ‘androide’ per indicare genericamente gli automi di forma umana, e sottopone alle sue lettrici e ai suoi lettori la questione.

La parola rovinata

BRESCIAMELLA
Salsa tipica lombarda indispensabile per la preparazione della famosa pasta al forno "alla Leonessa".

Di Franco Palazzi.

Guarnacca, Accia, Honing; Universali: Ovvero; Fuoriluogo

maggio 4, 2016

Guarnàcca
Di etimo incerto, forse incrocio del provenzale guarnacha e di guarnire.
Anche guarnàccia (plurale guarnacce).
Sostantivo femminile.
Ampia e lunga sopravveste senza maniche, talvolta foderata di pelliccia e munita di cappuccio, usata nei secoli dal XII al XVI soprattutto dagli uomini, per ripararsi dal freddo e dalla pioggia.
(raro) Veste da camera di foggia antiquata.
(regionale) Lunga e rozza veste da lavoro usa dai contadini.

Guarnèllo
Incrocio di guranacca e gonnella.
Sostantivo maschile.
1. Antico tessuto d’accia e di bambagia, che veniva adoperato per abiti modesti o per fodera.
2. Specie di sottana con corpetto scollato e senza maniche, portata dalle contadine per casa o sotto altre vesti più belle.
Tipo di veste maschile, semplice e dimessa: portava un rado guarnellino bianco (Foscolo).

Àccia
Latino acia, affine ad acus ‘ago’.
Sostantivo femminile (plurale acccie o acce).
1. Filo greggio e ridotto in matasse, di lino, canapa ecc.: stendeva sopra un biancospino L’accia filata nell’inverno al fuoco (Pascoli).
2. (regionale) Gugliata.

Una (parola) giapponese a Roma

Honing [‘oning]
Voce inglese, derivato di (to) hone ‘levigare, smerigliare’, derivato di hone ‘cote, pietra abrasiva’.
Sostantivo maschile invariabile.
(tecnica) Levigatura di superfici effettuata mediante una lisciatrice munita di utensile rotante con pietra abrasiva.

Parole universali e La Parolata propone

Ovvéro
Composto di o e vero.
Anche, antico, o vero.
Congiunzione (letterario).
1. Ossia, cioè, si usa per precisare o correggere un concetto precedentemente espresso: l’autore dei «Promessi Sposi», ovvero Alessandro Manzoni; questa notte, ovvero questa mattina presto.
2. (raro) O, oppure, con valore disgiuntivo.

Sarà raro, come dice il dizionario, ma il vostro curatore quando sente ‘ovvero’ ha spesso il dubbio se sia da intendere come ‘cioè’ o come ‘oppure’. La Parolata propone al mondo di eliminare una volta per tutte il secondo significato.

Luoghi fuori luogo

Vallo della Lucania è un comune in provincia di Salerno, quindi in Campania. Faceva parte, però, del territorio in cui a partire dal V secolo abitarono i lucani, che comprendeva grosso modo l’attuale Basilicata e il Cilento.

Si tratta di una segnalazione di Vizi Coloniali fatta nel 2010 e smaltita solo ora.