Archive for maggio, 2016

Schiaffo, Kammerspiel; Yokopoko

maggio 31, 2016

Schiàffo
Etimo incerto, probilmente voce onomatopeica.
Sostantivo maschile.
1. Colpo dato sulla guancia con la mano aperta: ricevere uno schiaffo; prendere a schiaffi.
Avere una faccia da schiaffi: essere indisponente, irritante.
Schiaffo del soldato (o semplicemente schiaffo): antico gioco in uso tra ragazzi o anche tra commilitoni, oggi quasi scomparso, in cui uno del gruppo, volgendo le spalle agli altri, mette una mano sulla tempia a mo’ di paraocchi e l’altra sotto l’ascella, all’altezza delle scapole, con la palma rivolta verso i compagni; ricevendo da uno di loro una botta sulla mano aperta, deve indovinare chi l’ha colpito, e se indovina, questi ne prende il posto.
2. Forte percossa, in genere di unamassa liquida, su una superficie abbastanza estesa: la barca sbandava paurosamente sotto gli schiaffi delle onde.
Tirare di schiaffo o di striscio: nel gioco del biliardo, cercare di colpire la palla avversaria indirettamente, facendo prima battere la propria contro una delle sponde lunghe, con angolo molto acuto.
A schiaffo: locuzione usata, nella tecnica, con riferimento a particolari dispositivi nei quali, periodicamente o no, viene esercitata una brusca azione allo scopo di imprimere un certo spostamento a un organo mobile, per esempio ruota a schiaffo.
3. (figurato) Grave smacco, insulto o sconfitta umiliante: ricevere uno schiaffo morale; vedersi superato da tali concorrenti è stato per lui un vero schiaffo.
4. Stare sotto lo schiaffo di qualcuno: essere intimidito, controllato, dominato, non essere in grado agire indipendentemente senza avere ricevuto il consenso dal controllore.

Una (parola) giapponese a Roma

Kammerspiel [‘kammerspil]
Voce tedesca, composto di Kammer ‘cameraì e Spiel ‘dramma’.
Sostantivo maschile invariabile.
(teatro) Opera teatrale di introspezione psicologica con pochi personaggi e nessun cambiamento di scena.

Yokopoko Mayoko

È vero che Michele Scarponi è un ciclista, ma è anche vero che come ciclista è un ottimo scalatore.

Grana, Medina; Canzone

maggio 30, 2016

Gràna
Latino grana, plurale di granum ‘chicco, grano’.
Sostantivo femminile.
1. Struttura, aspetto granuloso con cui si presenta la superficie o la parte interna di un corpo tagliato o spezzato: la grana del marmo.
La maggiore o minore minutezza della sostanza costituente un materiale: grana grossa, grana fine.
Grana della pelle: la costituzione, l’aspetto della sua superficie.
2. Corpo disseccato della cocciniglia, da cui si estrae una tinta color carminio.
Color carminio: era il viso di latte e di grana (Pulci).
3. (fotografia) La struttura granulare dei sali d’argento di un’emulsione fotografica e il suo evidenziarsi nelle fotografie.
4. (figurato, popolare) Intoppo o fastidio, seccatura: non voglio grane.
Piantare una grana: creare fastidiose complicazioni.
5. (non comune) Particella, granello di una sostanza granulosa.

Gràna
Forse da grano, antica moneta napoletana e siciliana.
Sostantivo femminile.
(gergale, familiare) Soldi, quattrini: come stai a grana?; è uno pieno di grana; lui dice: «presto vado a comprarti il regalo per il compleanno. Ti accontenterai: poca grana da quando sono disoccupato» (Benni).

Gràna
Dalla grana ‘aspetto granuloso’, per ellissi di formaggio di grana.
Sostantivo maschile invariabile.
Formaggio prodotto nella pianura padana, da tavola e da grattugiare, semigrasso, a pasta dura, finemente granulosa, cotta e a lenta maturazione, messo in commercio dopo stagionatura di almeno un anno.
Nome generico che, nell’uso comune, comprende i due tipi: grana padano, prodotto a nord del Po, e parmigiano-reggiano, prodotto principalmente nelle province di Parma e Reggio.

Una (parola) giapponese a Roma

Medina [me’dina]
Voce araba volgare, variazione di madina, propriamente ‘città vecchia’.
Sostantivo femminile invariabile.
La parte vecchia di una città islamica, dove si trovano il bazar e la moschea.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Alla seconda canzone enigmistica rispondono correttamente: M.Fisk (5+5), Fermassimo (5+4), Paolo Campia (5+3), Vizi Coloniali (5+2). Lo sapete che seguendo il link del titolo del concorso potete vedere la classifica?
E ora la terza canzone in gioco.

Operazione al menisco costata un patrimonio (9 9)

Neup- Strada; Long way; Passi tardi e lenti

maggio 27, 2016

Non è una passeggiata, a cura di PassoBarbasso

Stràda
Latino tardo strata(m) (viam) ‘(via) lastricata’, propriamente femminile sostantivato di stratus, participio passato di sternere ‘stendere’.
Sostantivo femminile.
1. Striscia di terreno di una certa larghezza, spianata e battuta o lastricata o asfaltata, che permette a veicoli, persone ecc. di andare da un posto a un altro.
Dare sulla strada: aprirsi, affacciarsi su di essa: finestre, porte, palazzi che danno sulla strada.
Attraversare la strada: percorrerla trasversalmente.
Raccogliere qualcuno dalla strada: (figurato) sottrarlo a una condizione di povertà o di illegalità e offrirgli una vita migliore.
2. Percorso per andare da un luogo a un altro; cammino, tragitto.
Fare una strada: percorrerla.
Divorare la strada: percorrerla molto velocemente.
Cercare, scegliere, trovare la propria strada: (figurato) cercare, scegliere, trovare l’attività giusta da svolgere o l’esatto indirizzo da dare alla propria vita, considerando le proprie disposizioni naturali.
Essere su una strada pericolosa: (figurato) condurre un tipo di vita che può implicare dei gravi rischi.
3. Passaggio, varco, solco: farsi, aprirsi una strada nella boscaglia.
Fare strada, farsi strada: (figurato) avanzare, progredire, fare carriera: è uno che nella vita farà strada.
Fare strada a qualcuno: (figurato) precederlo e guidarlo in un’attività.
Trovare la strada fatta: (figurato) gli ostacoli spianati, i problemi già risolti.
4. Metodo, modo, mezzo: tentare ogni strada.

It’s a long way

‘C’è solo la strada’ è una canzone di Giorgio Gaber, presente nell’album ‘Anche per oggi non si vola’, del 1974. E’ un inno alla vita fuori dal rassicurante ambiente familiare e casalingo, ‘Perché anche nella case più spaziose non c’è spazio per verifiche e confronti’.
Potete ascoltarla a questo link.

A passi tardi e lenti

La natura non ha fretta, eppure tutto si realizza.
Lao Tzu

Moffetta, Cold war; Canzone

maggio 26, 2016

Moffétta
Variante di mofeta, fumarola vulcanica con esalazioni di anidride carbonica, per l’odore fetido del secreto rettale.
Sostantivo femminile.
Nome comune dei carnivori mustelidi del genere Mephitis e, in senso più ampio, della sottofamiglia mefitini: proprî dell’America Settentrionale, grossi circa quanto una faina e di abitudini notturne, vivono tra i cespugli e si cibano preferibilmente di piccoli vertebrati o di insetti, vermi, uova e frutta; hanno pelliccia lunga e foltissima, di colore scuro con strisce bianche, coda lunga, grossa, a pelame folto, e sono caratterizzati da ghiandole anali molto sviluppate che producono una sostanza di odore molto intenso, per questo motivo comunemente chiamata puzzola.

Una (parola) giapponese a Roma

Cold war [cold wor]
Locuzione inglese, propriamente ‘guerra fredda’.
Locuzione sostantivale femminile invariabile.
Confronto mondiale tra Stati Uniti e Unione Sovietica iniziato nel secondo dopoguerra. Tale lotta per il controllo del mondo conobbe diverse fasi, caratterizzate anche da gravi tensioni (crisi missilistica di Cuba, 1962) e guerre ‘calde’, come quelle in Corea (1950-53) e in Vietnam (conclusa nel 1975); non mancarono, comunque, lunghi periodi di relativa stabilità del quadro internazionale che condussero nel corso degli anni Ottanta alla distensione nelle relazioni tra le due superpotenze. Il bipolarismo, ossia questo sistema fondato sulla contrapposizione dei due blocchi, paesi occidentali da un lato e paesi orientali dominati dai regimi comunisti dall’altro, si concluse simbolicamente con la caduta del muro di Berlino (1989) e lo scioglimento dell’URSS (1991). In italiano è stata tradotta in ‘guerra fredda’.
L’espressione fu coniata dallo scrittore e giornalista George Orwell nel 1945, poco dopo gli utilizzi della bomba atomica da parte degli Stati Uniti, per rappresentare una fase di contrapposizione militare che non poteva sfociare in una guerra vera e propria per le terribili conseguenze che questa avrebbe avuto per l’umanità.

La Canzone Settimanale Enigmistica

La seconda canzone era:
Conversazione nella sala d’attesa dell’otorino (2 5 8)

E la soluzione è:
Ci vuole orecchio, di Enzo Jannaci, attraverso Ci duole orecchio.

Per i punteggi vi rimandiamo a lunedì.

Erpice, Stud-book; Animali; Fuoriluogo

maggio 25, 2016

Érpice
Latino hirpex -picis, derivato di hirpus, nome sannita del lupo, propriamente ‘quello che ha i denti di lupo’.
Anche èrpice.
Sostantivo maschile.
Macchina agricola, che può essere trainata da animali o da trattrici, impiegata dopo l’aratura per spianare e sminuzzare il terreno smosso, e inoltre per interrare semi e concimi, rompere le sottili croste superficiali del terreno, asportare residui vegetali ecc.; è costituita da un telaio, rigido o snodato, che reca denti rigidi o lame flessibili.
Erpice rotante o a dischi: tipo di erpice con organi di lavoro formati da calotte sferiche a bordo tagliente circolare o finestrato, detto anche erpice frangizolle per la sua capacità di rompere zolle particolarmente compatte.

Erpicàre
Derivato di erpice.
Verbo transitivo (io érpico, tu érpichi ecc.).
Lavorare il terreno con l’erpice: erpicare un campo, il terreno.

Una (parola) giapponese a Roma

Stud-book [stad ‘buk]
Locuzione inglese, composto di stud ‘allevamento di cavalli, scuderia’ e book ‘libro’.
Sostantivo maschile invariabile.
Libro che registra le genealogie dei cavalli purosangue adibiti alla riproduzione, dei puledri nati da essi, e dei purosangue più importanti.

Animali di parole

La Parolata scoverà tutte le parole derivate da animali del mondo, è solo questione di tempo. Oggi è toccato a erpice.

Luoghi fuori luogo

Limosano è molisano, e anche Sant’Angelo Limosano è molisano. Non sono quindi due comuni fuori luogo, anzi, essendo degli anagrammi della regione, ma ci sembrava eccessivo inaugurare una rubrica per loro due, quindi li citiamo qui e non se ne parla più.
Il toponimo era anticamente "Musanum", derivato da "Limus-Satus", cioè "limo fecondo".