Posts Tagged ‘paesidapersone’

Chiavica, Chiovina, Tell-card; Paesidapersone; Lettori

maggio 19, 2017

Chiàvica
Latino popolare clavica, rifacimento di clavaca, clovaca, per il latino classico cloaca.
Sostantivo femminile.
1. Fogna, cloaca, anche cper gli usi figurati di fogna.
2. Nelle costruzioni idrauliche, opera in muratura che interrompe gli argini di un fiume, creando negli argini medesimi un varco attraverso cui le acque di scolo provenienti dalle campagne si scaricano nel fiume in periodi di magra; nei periodi di piena le paratoie della chiavica impediscono l’accesso delle acque fluviali alle campagne contigue poste a quota inferiore al livello di piena.
3. Chiavica maestra: in vallicoltura, la chiavica principale della valle arginata, con luce maggiore delle altre, o anche a più luci, la quale adempie al compito della montata del pesce.

Chiòvina
Rifacimento del latino cloaca; con le forme umbro-toscane chiòca, chiòcana e simili.
Sostantivo femminile.
(toscano, antico) Chiavica, fogna: Immonda chiovina (Giusti).

Una (parola) giapponese a Roma

Tell-card [‘tellkard]
Voce inglese, propriamente composto di (in)tell(igent) ‘intelligente’ e card ‘carta’.
Sostantivo femminile invariabile.
(banca) Sorta di carta di credito su cui sono registrati in codice i dati relativi al proprietario e alla situazione del suo conto corrente, che consente di effettuare pagamenti trasferendo automaticamente l’importo dovuto dal conto del titolare della tessera a quello del fornitore, senza bisogno di altre operazioni bancarie.

Paesi da persone

Il comune di Chiaramonte Gulfi (provincia: Ragusa) prende nome dal conte Manfredi Chiaramonte che ne fu il fondatore. Grazie a Vizi Coloniali che ce lo comunica.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Mauro per approfondire l’argomento "La bellezza dell’asino", già argomento di un errore di dire sulla Parolata.

— Si dice di chi va fiero della propria bellezza ma in tutto il resto è piuttosto carente.
Qualcuno lo spiega dicendo che anche gli asini da cuccioli sono belli, ma da adulti diventeranno… asini, o da un improbabile equivoco tra il francese age e âne, che però hanno pronunce ben diverse. Probabilmente invece l’origine del detto passa per il genovese il piemontese, e finalmente all’italiano.
Nel porto di Genova si incontravano portuali di tutte le nazioni, e i francesi usavano dire "il a la beaut‚ de l’age", la bellezza dell’età, per definire chi aveva l’effimera freschezza della gioventù e non altre doti, sottintendendo "ma non dura".
Il suono della parola "age" è molto simile a quella del genovese "aze", asino, e un po’ per errore di interpretazione, un po’ per malizia, i camalli tradussero il modo di dire in "la bellessa de l’aze", la bellezza dell’asino, e lo adottarono per prendere in giro chi ha la bellezza ma magari poco cervello.
Grazie ai continui contatti con la Liguria il modo di dire venne importato in Piemonte tradotto come "la blëssa dl’azu", da cui in italiano l’inspiegabile "la bellezza dell’asino". —

Grazie a Mauro. Ho dovuto rimaneggiare un po’ le lettere con accenti strani perché nella mail erano scomparse, spero di non avere introdotto troppi errori.

Fremere, Downsizing; Paesidapersone

maggio 17, 2017

Frèmere
Dal latino fremere, di origine onomatopeica.
Verbo intransitivo (ausiliare avere).
1. Di persona, essere agitato internamente da una forte passione o da un sentimento a mala pena contenuto: fremere di sdegno, di rabbia, d’orrore; fremere per l’ardore di combattere, per l’ansia d’incontrare l’avversario; non risposi ai suoi insulti, ma dentro di me fremevo; intanto io chieggo Quanto a viver mi resti, e qui per terra Mi getto, e grido, e fremo (Leopardi).
Tremare, palpitare per turbamento amoroso: la sentiva fremere fra le sue braccia.
(letterario) Agitarsi rumoreggiando in modo minaccioso, detto specialmente del mare in tempesta, oppure lievemente, come della selva o delle piante quando sono scosse dal vento e simili: Non freme così ’l mar quando s’adira (Petrarca); E sorridevi a lui sotto quel tiglio Ch’or con dimesse frondi va fremendo (Foscolo). Per estensione, di veicoli a motore: S’arresta un automobile fremendo e sobbalzando (Gozzano).
(antico) Di bestie feroci, emettere un suono rauco, ruggire e simili: non altrimenti fremendo che ’l lion libico (Boccaccio); Come orsa … freme in suono di pietà e di rabbia (Ariosto). Di cavalli, nitrire: S’udìa fremer cavalli e squillar trombe (Caro).
2. Con uso transitivo, nel linguaggio poetico, pretendere con impaziente ardore: Arme arme freme il forsennato (Tasso); e fremean guerra, ascoltando, Quei che operaro in Salamina il brando (Carducci); esprimere, manifestare con fremiti: e l’ossa Fremono amor di patria (Foscolo).

Fremènte
Participio presente di fremere, anche come aggettivo: essere fremente di sdegno, d’ira, d’impazienza, e assoluto essere fremente; talora anche, per estensione, ardente di desiderio, di passione: labbra, baci frementi; con mani frementi.

Fremebóndo
Dal latino fremebundus, derivato di fremere ‘fremere’.
Aggettivo.
(letterario) Fremente, per ira, sdegno, furore.

Una (parola) giapponese a Roma

Downsizing [dawnsajzing]
Voce inglese, propriamente ‘riduzione delle dimensioni’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. (informatica) Il riprogettare programmi o sistemi in modo che richiedano minori risorse.
2. (amministrazione) Riduzione del numero dei dipendenti per contenere i costi di produzione e gestione.

Paesi da persone

Vizi Coloniali molto tempo fa ci scrisse.

— Capo d’Orlando (della città metropolitana di Messina, o della provincia di Messina, boh) prende il nome dal paladino Orlando. Secondo Wikipedia perché la leggenda racconta che vi avrebbe sostato Orlando diretto in Terrasanta. Il sito del comune è più sobrio e si limita a dire che i normanni lo ribattezzarono così in onore del paladino. —

Noi aggiungiamo solo che gli abitanti si chiamano orlandini.

Occhio di falco, Mentoring; Yokopoko; Paesidapersone

maggio 10, 2017

Occhio di falco
Traduzione di Hawk-eye, nome originale inglese del sistema.
Locuzione sostantivale maschile.
In diversi sport come come il tennis, la pallavolo, il cricket e altri, sistema di controllo computerizzato delle immagini che permette di valutare la posizione della palla rispetto alle linee del campo, per decidere la regolarità oppure no di una giocata.

Una (parola) giapponese a Roma

Mentoring [‘mentoring]
Voce inglese, derivato di mentor ‘mentore’.
Sostantivo maschile invariabile.
(amministrazione aziendale) Tipo di formazione aziendale in cui persone più esperte vengono affiancate ai nuovi assunti.

Yokopoko Mayoko

Il sistema Hawk-eye si chiama così perché è stato sviluppato dall’inglese Paul Hawkins per la Hawk-Eye Innovations Ltd. Una parola derivata da marchio, da uomo, da animale e Yokopoko nel medesimo tempo, forse un record mondiale!

Paesi da persone

Il paese di Alfonsine (in provincia di Ravenna) prende il nome da Alfonso Calcagnini che nel cinquecento iniziò la bonifica di quelle terre. Ce lo disse nel 2010 Vizi Coloniali, ma dopo tanto tempo probabilmente non se lo ricorda più.

Palliativo, Nacho; Uomini; Paesidapersone

settembre 27, 2016

Palliatìvo
Derivato di palliare.
Aggettivo e sostantivo maschile.
1. Di medicamento o terapia che tendono solo a combattere provvisoriamente i sintomi di una malattia, senza risolverne la causa: una cura palliativa; un rimedio palliativo; più spesso usato con valore di sostantivo maschile: non è una vera e propria terapia, ma solo un palliativo.
2. (figurato) Di provvedimento che non risolve una difficoltà o una situazione critica, ma ne allontana provvisoriamente le conseguenze: questa legge è solo un rimedio palliativo alla grave crisi; più spesso con uso di sostantivo maschile: sono necessari interventi radicali, non servono i palliativi.

Palliàre
Dal latino tardo palliare, ricavato dall’aggettivo palliatus ‘coperto con un pallio’.
Verbo transitivo (io pàllio ecc.).
(letterario, non comune) Coprire con un pallio, e più genericamente con un panno, con un velo.
(figurato) Dissimulare, nascondere sotto false apparenze o sotto un altro aspetto: palliare la propria vera natura, i propri difetti; palliare con menzogne la difficile situazione; la stampa moderna ha palliato i mali della società, non li ha colpiti, non li ha sviscerati, e mostrati in tutta la loro nudità spaventevole (Tarchetti).

Uomini e parole

Ci scrive Maurizio Codogno per proporci l’etimologia di nacho.

Nacho [‘natSo]
Voce spagnola, propriamente "dal naso schiacciato", soprannome di Ignacio Anaya, ristoratore messicano del secolo XX.
Anche nachos [‘natSos].
Sostantivo maschile invariabile.
Piatto della cucina messicana consistente in pezzi di tortilla fritta con aggiunta di formaggio, salse piccanti e peperoncini.

Paesi da persone

Quintanilla Vivar è un comune spagnolo in provincia di Burgos, che comprende anche la cittadina di Vivar del Cid, così chiamata perché vi nacque Rodrigo Díaz con Vivar, cioè il Cid, di cui la Parolata ha già scritto. Non siamo riusciti a capire quando il nome dell’eroe sia stato ufficialmente inserito nel nome della città.
Riportiamo qui l’antico contributo alla rubrica "L’antonomasia e il soprannome".

— El Cid, il signore, per antonomasia, è Rodrigo Díaz conte di Bivar (Bivar, Burgos, 1043 – Valencia, 1099).
Il conte è conosciuto come El Cid Campeador oppure Mio Cid (dall’arabo volgare sidi, mio signore, Campeador invece è la forma spagnola del cognome latino Campi Doctor che significa "campione", cioè il vincitore nel combattimento giudiziario o nel duello), e fu un nobile castigliano, un mercenario e una figura leggendaria della Reconquista spagnola. —

Rito, Mimamsa; Paesidapersone

maggio 17, 2016

Rìto
Dal latino ritus -us, affine attraverso il greco al sanscrito rta ‘misurato’ e come sostantivo ‘ordine stabilito dagli dèi’.
Sostantivo maschile.
1. Il complesso di norme, prestabilite e vincolanti la validità degli atti, che regola lo svolgimento di un’azione sacrale, le cerimonie di un culto religioso: cerimonia conforme al rito.
(particolare) Nella liturgia cattolica, il modo e l’ordine secondo cui si compiono varie funzioni sacre (i sacramenti e i sacramentali, la messa, l’ufficio divino, le varie azioni liturgiche): il rito del battesimo; il rito della Messa; Non s’aspetti di squilla il richiamo; Nol concede il mestissimo rito (Manzoni).
(particolare) Ciascuna delle differenziazioni liturgiche che si possono avere all’interno di una confessione religiosa o anche di una religione: Chiesa cattolica di rito bizantino.
(estensione) La cerimonia religiosa stessa, l’azione sacrale: celebrare il r. della santa messa; (non comune) La religione stessa, il culto: primo Fé del celeste amor celebre il rito (Foscolo, parlando del Petrarca).
2. Conformità con una consuetudine prescritta o con una prassi abituale, talvolta sentita come inderogabile o inevitabile: nozze celebrate col rito civile; il rito vuole che il festeggiato pronunci un discorso di ringraziamento.
Essere di rito, o un rito: essere cosa abituale, consueta: è di rito che il giorno di Natale tutta la famiglia si riunisca in casa dei genitori.
(scherzoso) Di operazione condotta con estrema serietà e impegno: cucinare le uova è per lui un rito.
3. Nel linguaggio forense, sinonimo meno comune di procedura: codice di rito civile è sinonimo di codice di procedura civile.

Una (parola) giapponese a Roma

Mimamsa [mi’mamsa]
Voce sanscrita, propriamente ‘riflessione, indagine’.
Sostantivo maschile invariabile.
(filosofia) Nella filosofia indiana, uno dei sei sistemi brahmanici ortodossi, che considera il Veda come autorità suprema e impartisce le regole per l’esatta interpretazione dei testi vedici riguardanti il ritualismo brahmanico.

Paesi da persone

Vizi Coloniali ci fa sapere che:

— Alfonsine (in provincia di Ravenna) prende il nome da Alfonso Calcagnini che nel cinquecento iniziò la bonifica di quelle terre. —