Posts Tagged ‘paesidapersone’

Palliativo, Nacho; Uomini; Paesidapersone

settembre 27, 2016

Palliatìvo
Derivato di palliare.
Aggettivo e sostantivo maschile.
1. Di medicamento o terapia che tendono solo a combattere provvisoriamente i sintomi di una malattia, senza risolverne la causa: una cura palliativa; un rimedio palliativo; più spesso usato con valore di sostantivo maschile: non è una vera e propria terapia, ma solo un palliativo.
2. (figurato) Di provvedimento che non risolve una difficoltà o una situazione critica, ma ne allontana provvisoriamente le conseguenze: questa legge è solo un rimedio palliativo alla grave crisi; più spesso con uso di sostantivo maschile: sono necessari interventi radicali, non servono i palliativi.

Palliàre
Dal latino tardo palliare, ricavato dall’aggettivo palliatus ‘coperto con un pallio’.
Verbo transitivo (io pàllio ecc.).
(letterario, non comune) Coprire con un pallio, e più genericamente con un panno, con un velo.
(figurato) Dissimulare, nascondere sotto false apparenze o sotto un altro aspetto: palliare la propria vera natura, i propri difetti; palliare con menzogne la difficile situazione; la stampa moderna ha palliato i mali della società, non li ha colpiti, non li ha sviscerati, e mostrati in tutta la loro nudità spaventevole (Tarchetti).

Uomini e parole

Ci scrive Maurizio Codogno per proporci l’etimologia di nacho.

Nacho [‘natSo]
Voce spagnola, propriamente "dal naso schiacciato", soprannome di Ignacio Anaya, ristoratore messicano del secolo XX.
Anche nachos [‘natSos].
Sostantivo maschile invariabile.
Piatto della cucina messicana consistente in pezzi di tortilla fritta con aggiunta di formaggio, salse piccanti e peperoncini.

Paesi da persone

Quintanilla Vivar è un comune spagnolo in provincia di Burgos, che comprende anche la cittadina di Vivar del Cid, così chiamata perché vi nacque Rodrigo Díaz con Vivar, cioè il Cid, di cui la Parolata ha già scritto. Non siamo riusciti a capire quando il nome dell’eroe sia stato ufficialmente inserito nel nome della città.
Riportiamo qui l’antico contributo alla rubrica "L’antonomasia e il soprannome".

— El Cid, il signore, per antonomasia, è Rodrigo Díaz conte di Bivar (Bivar, Burgos, 1043 – Valencia, 1099).
Il conte è conosciuto come El Cid Campeador oppure Mio Cid (dall’arabo volgare sidi, mio signore, Campeador invece è la forma spagnola del cognome latino Campi Doctor che significa "campione", cioè il vincitore nel combattimento giudiziario o nel duello), e fu un nobile castigliano, un mercenario e una figura leggendaria della Reconquista spagnola. —

Rito, Mimamsa; Paesidapersone

maggio 17, 2016

Rìto
Dal latino ritus -us, affine attraverso il greco al sanscrito rta ‘misurato’ e come sostantivo ‘ordine stabilito dagli dèi’.
Sostantivo maschile.
1. Il complesso di norme, prestabilite e vincolanti la validità degli atti, che regola lo svolgimento di un’azione sacrale, le cerimonie di un culto religioso: cerimonia conforme al rito.
(particolare) Nella liturgia cattolica, il modo e l’ordine secondo cui si compiono varie funzioni sacre (i sacramenti e i sacramentali, la messa, l’ufficio divino, le varie azioni liturgiche): il rito del battesimo; il rito della Messa; Non s’aspetti di squilla il richiamo; Nol concede il mestissimo rito (Manzoni).
(particolare) Ciascuna delle differenziazioni liturgiche che si possono avere all’interno di una confessione religiosa o anche di una religione: Chiesa cattolica di rito bizantino.
(estensione) La cerimonia religiosa stessa, l’azione sacrale: celebrare il r. della santa messa; (non comune) La religione stessa, il culto: primo Fé del celeste amor celebre il rito (Foscolo, parlando del Petrarca).
2. Conformità con una consuetudine prescritta o con una prassi abituale, talvolta sentita come inderogabile o inevitabile: nozze celebrate col rito civile; il rito vuole che il festeggiato pronunci un discorso di ringraziamento.
Essere di rito, o un rito: essere cosa abituale, consueta: è di rito che il giorno di Natale tutta la famiglia si riunisca in casa dei genitori.
(scherzoso) Di operazione condotta con estrema serietà e impegno: cucinare le uova è per lui un rito.
3. Nel linguaggio forense, sinonimo meno comune di procedura: codice di rito civile è sinonimo di codice di procedura civile.

Una (parola) giapponese a Roma

Mimamsa [mi’mamsa]
Voce sanscrita, propriamente ‘riflessione, indagine’.
Sostantivo maschile invariabile.
(filosofia) Nella filosofia indiana, uno dei sei sistemi brahmanici ortodossi, che considera il Veda come autorità suprema e impartisce le regole per l’esatta interpretazione dei testi vedici riguardanti il ritualismo brahmanico.

Paesi da persone

Vizi Coloniali ci fa sapere che:

— Alfonsine (in provincia di Ravenna) prende il nome da Alfonso Calcagnini che nel cinquecento iniziò la bonifica di quelle terre. —

Bisbetico, Reprint; Paesipersone; Antonomasia; Conchiglie

febbraio 8, 2016

Bisbètico
Composto di bis- ‘due volte’ e del greco (amphis)betikos ‘che cammina da due parti, abile nel contendere’, inteso come ‘due volte litigioso’.
Aggettivo.
1. Stravagante, bizzarro, lunatico, brontolone: uomo bisbetico; persona di umore bisbetico.
(estensione) Anche di cose: malattia bisbetica: con improvvisi alti e bassi, o bizzarra, strana: son mali bisbetici: non c’è tempo da perdere (Manzoni); nome o parola bisbetica: di difficile pronuncia.

Sostantivo maschile.
Persona lunatica.

Una (parola) giapponese a Roma

Reprint [re’print]
Voce inglese, dal verbo (to) reprint ‘ristampare’, composto di re- e (to) print ‘stampare’, che a sua volta risale al latino premere ‘premere’.
Sostantivo maschile invariabile.
(tipografia) Ristampa anastatica di un’opera a stampa: fare il reprint di un libro da tempo esaurito, di una rivista scientifica introvabile.

Paesi da persone

La Bolivia ha assunto il proprio nome in onore di Simon Bolívar, militare, patriota e rivoluzionario venezuelano, oltre che liberatore che contribuì all’indipendenza di Bolivia, Colombia, Ecuador, Panama, Perù e Venezuela. Bolivar si chiamano anche tre città, una contea e una penisola in USA, oltre alla città spagnola basca di Ziortza-Bolibar, che ha aggiunto il cognome dell’eroe al proprio nome. Per la cronaca, il suo nome completo era un po’ più ridondante: Simón José Antonio de la Santísima Trinidad Bolívar y Palacios de Aguirre, Ponte-Andrade y Blanco.

L’antonomasia e il soprannome

Simon Bolívar è, per antonomasia in tutto il mondo, il Libertador, il Liberatore.

Per un pugno di conchiglie

Abbiamo giocato con il cinquantaduesimo libro, ed è successo che al primo indizio hanno indovinato Maria Rita Pepe (5+5 punti), Paola Zucchi (5+4) e Topo Gigio (5+3); al secondo indizio Marco Marcon (4+2) e LucaBoh (4+1); al terzo M.Fisk (3); al quarto Vero (2); al quinto Vizi Coloniali, Cinzia Agostinetto, Maurizio Codogno, Liana Sassoli, Silvia Laganà, Michele, Omero Mazzesi e Cristina (1).
La risposta sbagliata è stata una. Qui la risposta corretta e la classifica finale.

Ebbene sì: il concorso è terminato con il raggiungimento dei 200 punti da parte di M.Fisk, il nuovo campione del concorso letterario della Parolata. Onore a lui, che si è guadagnato il prestigioso premio. Al secondo posto il campione storico Vizi Coloniali che, dobbiamo ricordarlo, sarebbe stato il vincitore anche di questa edizione se solo il vostro curatore non gli avesse assegnato un handicap esagerato. Infine complimenti a LucaBoh, che la spunta nella corsa per il terzo posto.
In settimana verrà sorteggiato il vincitore del premio a estrazione, che ricordiamo sarà pesato rispetto ai punti raccolti dai concorrenti durante il concorso. Lunedì prossimo comunicheremo il vincitore, e se qualche concorrente vorrà inviarci qualche commento o qualche dichiarazione sul concorso appena terminato, provvederemo a pubblicarlo.

Grazie a tutti per avere partecipato, speriamo che vi siate divertiti, e a presto con un nuovo concorso, forse.

Capocchia, Montblanc; Paesipersone; Rovinata; Conchiglie

ottobre 30, 2015

Capòcchia
Derivato di capo.
Sostantivo femminile.
1. Estremità ingrossata e tondeggiante di spilli, fiammiferi ecc.
2. (non comune) Testa, capoccia.

A capòcchia
Locuzione prepositiva.
(popolare) In modo maldestro o casuale, a casaccio, a vanvera, sconclusionatamente.

Una (parola) giapponese da Perilli

Montblanc [mon’blan]
Voce francese, propriamente ‘monte Bianco’, montagna delle Alpi.
Sostantivo maschile invariabile.
Dolce a forma di cono, confezionato con un impasto di castagne lessate e schiacciate, latte e zucchero e ricoperto di panna montata.

Paesi da persone

Israele
Deriva dal nome del patriarca Giacobbe, noto anche come Israele, "che ha lottato con Dio". In un racconto della Genesi Giacobbe lottò con forza contro uno straniero presso un fiume. Dio cambiò il suo nome in Israel, dato che accettò Dio e con l’aiuto divino sconfisse lottando lo straniero.

Marco Marcon ci segnala questo luogo derivato da nome di persona.

La parola rovinata

PERMEABILE
Secondo me è capace.

Di Petro Scalzo.

Per un pugno di conchiglie

Quarantaduesimo libro, quinto indizio

Ah, non vi ho detto che se non indovinate non dovete disperarvi: si tratta di un libro molto importante, certo, ma che in Italia non è così conosciuto, forse perché è considerato, come altri libri dello stesso autore, letteratura per ragazzi, e questa viene spesso vista con una certa sufficienza, come se fosse letteratura di serie B. E dire che con questa letteratura l’autore si è vinto… va be’, questo non ve lo dico.

Duttile, Douillette; Paesidapersone; Conchiglie

aprile 16, 2015

Dùttile
Dal latino ductĭlis, derivato di ducĕre ‘condurre’, participio passato ductus.
Aggettivo.
1. Di materiale che può subire, sotto l’azione di forze di trazione, deformazioni plastiche rilevanti in modo da poter essere ridotto con facilità in fili o anche in fogli sottili. Sono metalli duttili ad esempio il rame, lo stagno, lo zinco, il platino, l’oro e l’argento.
2. (figurato) Arrendevole, malleabile: carattere duttile.
Mente duttile: che apprende con facilità, che può applicarsi a studi diversi.
Può essere usato in senso più concreto, solo scherzoso o ironico: verso lei Piega il duttile collo (Parini).

Una (parola) giapponese a Roma

Douillette [du’jet]
Voce francese, femminile di douillet ‘morbido’, dal latino ductilis ‘duttile’.
Sostantivo femminile.
Nell’abbigliamento femminile, mantellina di lana morbida, sorta di liseuse.

Paesi da persone

Il Mozambico, stato dell’Africa sud orientale, sembra che abbia preso il proprio nome da un antico dominatore arabo, lo sceicco Mussa Ben Mbiki.

Per un pugno di conchiglie

Trentesimo libro, quarto indizio

E siamo al lungo epilogo: l’amico lascia il gruppo perché ha trovato un lavoro, la moglie vorrebbe approfittarne per ritornare col marito mandando via la giovane, se ne va invece il consorte, per non vedere più l’amata; nel frattempo la moglie si accorge di aspettare un figlio dal marito. Nasce il bambino, il marito torna a casa dalle due donne, torna anche l’amico, a cui il marito aveva chiesto di convincere la moglie che tutto era finito, che lei avrebbe dovuto rompere il matrimonio. Non molto tempo dopo il marito e la giovane si dichiarano apertamente.