Archive for febbraio, 2019

Espiazione, Patois; Rovinata

febbraio 28, 2019

Espìare
Dal latino expiare, derivato di pius ‘pio’.
Verbo transitivo (io espìo ecc.).
1. Scontare, riparare una colpa, facendone ammenda o accettando con rassegnazione la relativa punizione: espiare una colpa, i propri peccati; espiare la pena, scontarla.
2. Con riferimento alle religioni pagane, placare la divinità offesa dalla colpa con riti, cerimonie, sacrifici.

Espiazióne
Dal latino expiatio -onis, derivato di expiare ‘espiare’.
Sostantivo femminile.
1. L’atto, il fatto di espiare, e il mezzo o modo con cui si espia: espiazione di un delitto, dei propri peccati; accettare una sofferenza in espiazione delle proprie colpe; meno propriamente, espiazione di una pena, lo scontarla, il soffrirla.
2. Nel mondo pagano, propiziazione, con cerimonie o sacrifici, della divinità offesa.
Nel dogma cristiano, l’atto compiuto dal Redentore con la sua morte, e che si rinnova nella messa, detta anche sacrificio di espiazione.
Giorno di espiazione (in ebraico kippūr): presso gli Ebrei, la festa e il rito del decimo giorno del Tishri (settembre-ottobre), in cui si sacrificava un capro.

Una (parola) giapponese a Roma

Patois [pa’twa]
Voce francese, derivato di patte ‘zampa’ col suffisso di (franç)ois ‘francese’ per indicare il carattere grossolano del mezzo d’espressione.
Sostantivo maschile invariabile.
In Francia, idioma locale, privo di tradizione letteraria, usato da una popolazione generalmente poco numerosa, spesso rurale, la cui cultura e livello di civilizzazione sono inferiori a quelli della popolazione circostante che usa la lingua comune.
Denominazione di un gruppo di dialetti franco-provenzali parlati in Italia in alcune vallate del Piemonte e della Valle d’Aosta.

La parola rovinata

Speciale filosofia

ANANASSAGORA
Filosofo greco, particolarmente ghiotto del succoso frutto sudamericano.

Di Stefano Bossa.

Iota, Iota, Mug; Paesidapaesi; Perle

febbraio 27, 2019

Parole a confronto

Iòta
Dal greco iota, derivato dal fenicio iod.
Sostantivo maschile invariabile.
Nome della 9a lettera dell’alfabeto greco, e del segno che la rappresenta (minuscolo ι, maiuscolo I), corrispondente alla lettera i dell’alfabeto latino.
(antico) Nome della lettera J, cioè dell’i lungo.
Con uso figurato, già usato nell’antico graco, in frasi negative o di senso negativo, un iota, una minima quantità, un nulla (in quanto il segno che lo rappresenta è il più semplice dell’alfabeto greco): Sta Rinaldo ostinato, che non vuole Che manchi un iota de le sue parole (Ariosto).
In chimica organica la lettera ι indica, in una catena di atomi di carbonio, quello in posizione nove.

Iòta
Dal friulano iote, che è il latino medievale iutta, nome di una bevanda forse a base di latte].
Sostantivo femminile.
(gastronoomia) Minestrone caratteristico della cucina triestina e goriziana, a base di fagioli e crauti, talvolta con aggiunta di patate e orzo, condito con olio, aglio, foglie di alloro e semi di comino.

Una (parola) giapponese a Roma

Mug [mag]
Voce inglese, probabimente di origine scandinava.
Sostantivo maschile invariabile.
Tazzone da colazione cilindrico di metallo o di ceramica, senza piattino e con il manico, molto decorato e spesso commercializzato singolarmente.

Paesi da paesi

Illiers-Combray in origine si chiamava solo Illiers, ma è stato rinominato nel 1971 aggiungendo il nome del paese immaginario dell’opera di Marcel Proust Alla ricerco del tempo perduto, in quanto Illiers gli fornì l’ispirazione. Proust vi passò le vacanze di Pasqua per alcuni anni quando era bambino.

Perle linguistiche

"Proprietà privata
Posti assegnati
I non assegnatari saranno rimossi"

Da un cartello all’ingresso di un parcheggio di una proprietà condominiale a Potenza. Probabilmente per motivi di economia si preferisce rimuovere i non asssegnatari piuttosto che le loro automobili.
Proposta da un lettore della Parolata.

Manfano, Pampano; Marchi e uomini: Jumar; Accento; Perle

febbraio 26, 2019

Mànfano
Latino tardo mamphur -uris, che indicava un arnese del tornitore, incrociato con pampano.
Sostantivo maschile.
1. (regionale) Il cocchiume (foro e tappo) della botte.
2. (regionale) Lo stesso che manfanile, il maggiore dei due bastoni del correggiato, tenuto in mano dal battitore.
3. (figurato, toscano) Membro virile.
Persona sornionamente scaltra e furba, marpione: questi suoi contadini son proprio dei manfani (Pratolini).
Persona volgare e prepotente.

Correggiàto
Derivato di correggia, cinghia.
Anche coreggiàto.
Sostantivo maschile.
Arnese per la battitura dei cereali e di altre piante da seme, formato da due bastoni, detti rispettivamente manfanile (quello più lungo che costituisce il manico) e vetta, uniti da una correggia di cuoio (gómbina).

Pàmpano
Sostantivo maschile.
Variante di pampino, popolare in Toscana, altrove sentita come letterario: anche l’uve nascondevano, per dir così, i pampani, ed eran lasciate in balìa del primo occupante (Manzoni).

Marchi, non parole e Uomini e parole

Jumar [‘ZHumar]
Voce francese, composto dal nome di due alpinisti, Jü(sy) e Mar(ti), e nome della ditta che ne ha depositato il marchio.
Sostantivo femminile invariabile e aggettivo invariabile.
In alpinismo e speleologia, maniglia jumar o semplicemente jumar, maniglia autobloccante di metallo leggero usato per salire o scendere lungo una corda in esso impegnata: è conformato internamente in modo che, una volta impugnato, possa scorrere rispetto alla corda solo quando non è sottoposto a trazione dal peso dell’alpinista.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice mànfano, come d’altronde si dice pàmpino e pàmpano.

Perle linguistiche

"Queste scarpe hanno un tacco davvero esilerante (sic)."
In una televendita. Voleva essere indicato come un pregio.

Incetta, Zagial; Frasi; Rovinata

febbraio 25, 2019

Incètta
Deverbale di incettare.
Sostantivo femminile.
Ricerca, raccolta di qualche cosa nella maggiore quantità possibile e da più parti, specialmente a scopo di speculazione; accaparramento: fare incetta d’olio; anche in taluni usi figurati: fare incetta. di onorificenze, di voti.
Nel linguaggio militare, acquisto, senza atto di imperio e a prezzi concordati, di vettovaglie, materiali, mezzi, quadrupedi ecc., per esigenze militari.

Incettàre
Latino volgare inceptare, modellato su acceptare ‘accettare’ o receptare ‘accogliere’.
Verbo transitivo (io incètto ecc.).
(non comune) Fare incetta di qualche cosa: incettare il grano.
(letterario) Con significato più generico, procurarsi, fare acquisto o rifornimento di qualche cosa.
(antico) Reclutare operai, schiavi ecc.

Incettatóre
Derivato di incettare.
Sostantivo machile (femminile incettatrice).
Chi fa incetta di qualche prodotto; accaparratore.

Una (parola) giapponese a Roma

Zagial [‘dZadZal]
Voce araba.
Sostantivo maschile invariabile.
(poesia) Forma metrica araba di poesia strofica e popolare, in uso nella Spagna musulmana nei secoli XI e XII, che forse ha esercitato un influsso sulla metrica romanza.

Frasi, non futilità

"Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso."
Marcel Proust, da Il tempo ritrovato.

La parola rovinata

CAMEO
Fugace apparizione del quadrupede asiatico nella laguna veneta.

Di Stefano Bossa.

Inebriare, Zephyr, Aguglieria; Rovinata

febbraio 22, 2019

Inebriàre
Dal latino inebriare, derivato di ebrius ‘ebbro’.
Anche, meno comune, inebbriàre; antico innebriàre o innebbriàre)
Verbo transitivo (io inèbrio ecc.).
1. Mettere in uno stato di ebbrezza, riferito al vino, all’alcol, o anche a stupefacenti, ubriacare: un vino generoso che inebria al secondo bicchiere; l’oppio inebria la mente;
Inebriarsi: (intransitivo pronominale, anticamente anche inebriare intransitivo) ubriacarsi: oltre a ciò s’innebbriava alcuna volta (Boccaccio).
(figurato) Provocare uno stato di esaltazione, di piacevole stordimento, di intenso godimento spirituale: una musica dolce che inebria; parole che inebriano l’anima; il coro a Dio … Che tanti petti ha scossi e inebrïati (Giusti).
Nell’intransitivo pronominale, esaltarsi, estasiarsi: inebriarsi d’amore, di gioia; s’inebriava a guardarla, ad ascoltare la sua voce.
2. (figurato, antico) Imbevere, impregnare di liquido: La molta gente e le diverse piaghe Avean le luci mie sì inebrïate, Che de lo stare a piangere eran vaghe (Dante), avevano cioè riempito di lacrime i miei occhi.
Riferito in particolare all’irrigazione del terreno: Fumavano le calde erbe da presso, Nel tondo ch’ella inebbriò del flutto (Pascoli).

Una (parola) giapponese a Roma

Zéphyr [dze’fir]
Voce francese, propriamente ‘zefiro’, dal latino zephyrus, così detto per la sua leggerezza, con uso metaforico del nome del vento zefiro.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Tessuto di cotone, con armatura in tela, spesso variata con armatura fantasia; se ne ricavano stoffe leggere con righe e quadri a vivaci colori, adatte specialmente per camiceria. Il nome è stato adattato in italiano in zefìr e più raramente zèffiro o zèfiro, nell’uso commerciale si ha anche la grafia zephir.
2. Nome commerciale col quale normalmente sono indicati i filati venduti per la lavorazione d’aguglieria artigianale o industriale.

Aguglierìa
Derivato di aguglia ‘ago’.
Sostantivo femminile.
Filati per aguglieria, o assoluto aguglieria: nel linguaggio commerciale, l’insieme dei filati, generalmente poco sottili, usati per lavori a mano, come maglie e simili.

La parola rovinata

CAMELIA
La fattucchiera c’ammalia.

Di Franco Palazzi.