Archive for maggio, 2020

Risibile, Meeting point; Paesi: Balcanizzare

maggio 29, 2020

Risìbile
Dal latino tardo risibilis, derivato di ridere ‘ridere’, participio passato risus.
Aggettivo.
1. (antico) Atto, disposto al riso: le quali cose [il ridere e il parlare] paiono essere proprie de l’uomo, e spezialmente essere risibile (Dante), specialmente cioè il fatto di potere ridere; l’uomo, depinto da qualche antico filosofo animal risibile (Baretti).
2. Che suscita il riso, nel senso di derisione, scherno, per un aspetto grottescamente deformato: risibil gobba (Parini); impotente e sprezzabile e risibil nemico (Alfieri); oppure per un atteggiamento o un comportamento ingenuo o assurdo: parole, minacce, proposte, credenze risibili; scuse, giustificazioni risibili; contegno, comportamento risibile.

Una (parola) giapponese a Roma

Meeting point [‘mitin ‘point]
Locuzione inglese, propriamente ‘punto d’incontro’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
1. All’interno o nei pressi di aeroporti, porti, stazioni ferroviarie e simili, punto, sportello o ufficio in cui i viaggiatori in arrivo possono ottenere informazioni e usufruire di servizi di carattere turistico.
2. Luogo, spesso un locale pubblico, in cui si raduna un gruppo di persone, anche sconosciute tra loro, per partecipare a una determinata attività o perché accomunate dagli stessi interessi: un meeting point di ricercatori, di single; quel caffè è un meeting point di giovani artisti.

Nomi di paesi, la parola

Balcanizzare
Derivato di balcanico, sull’esempio dell’inglese (to) balkanize.
Verbo transitivo.
Ridurre un paese a continuo disordine politico, ritenuto tipico degli stati balcanici con specifico riferimento alla situazione anteriore alla prima guerra mondiale; anche come intransitivo pronominale: una Europa divisa finirebbe per balcanizzarsi.

Boccolo, Buccola, Boccola, Sabir; Schiele

maggio 28, 2020

Parole a confronto

Bóccolo
Dal francese boucle, che ha lo stesso etimo dell’italiano boccola.
Sostantivo maschile.
Lungo ricciolo pendente, naturale o artificiale, per lo più nella capigliatura femminile o dei bambini.

Bùccola
Dal francese boucle, che è il latino buccula.
Sostantivo femminile.
1. Lo stesso che boccola nel primo signifiato.
2. Ricciolo di capelli, più comunemente boccolo o buccolo.
3. Nella scrittura corsiva, l’asta delle lettere b, h, l, g, f.

Bóccola
Latino buccula, diminutivo di bucca ‘bocca’.
Sostantivo femminile.
1. Borchia, anello; oggetto a forma d’anello, ciondolo, pendente; orecchino pendente, specialmente se ha forma di anello (più comunemente buccola).
Nel tessuto a maglia, ciascuno degli elementi, consistenti in anse a occhiello, che, intrecciati tra loro, lo costituiscono.
2. Il cuscinetto a strisciamento, quando è formato di un solo pezzo.
Scatola di ghisa o di acciaio, che contiene, protegge e lubrifica il cuscinetto nel quale gira il perno di estremità delle sale dei veicoli ferroviarî e tranviari e attraverso cui, con l’interposizione del molleggio, il peso del veicolo si scarica sugli assi.
3. In elettrotecnica, presa unipolare, costituita, per esempio, da un tubicino metallico, isolato o no dal telaio su cui è montato, nel quale si impegna una spina cilindrica (banana).
4. Figura obbligatoria del pattinaggio artistico sul ghiaccio e a rotelle, che consiste nel percorrere due cerchi, di cui il secondo è più piccolo e tangente al primo: il tracciato che ne deriva è simile a due 3 affrontati; può essere eseguita in quattro varianti, secondo il senso del movimento.

Una (parola) giapponese a Roma

Sabìr
Alterazione dello spagnolo saber ‘sapere, conoscere’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Lingua franca del Mediterraneo, costituita da un lessico prevalentemente italiano e spagnolo con alcune voci arabe, e da un sistema grammaticale estremamente semplificato, usata nei più elementari rapporti di commercio tra europei e arabi, e anche a bordo dei piroscafi mercantili con equipaggi misti fino al secolo XIX.
2. Più genericamente, ogni lingua, di struttura grammaticale semplificata e con un lessico ridotto, nata dal contatto fra comunità linguistiche differenti, soprattutto per gli scambi commerciali.

Come si dice Schiele?

Estée Lauder, fondatrice dell’omonima azienda di cosmetici e profumi, si pronuncia [es’tii ‘l@Uder].

Fottio, Meeting; Rovinata

maggio 27, 2020

Fottìo
Derivato di fottere.
Sostantivo maschile.
(volgare) Gran quantità: ce n’è un fottio; un fottio di gente, di roba; un fottio di parlato giovanile che colava come un magma incandescente e abbrustoliva tutti i filamenti intelligenti del cervello (Silvia Ballestra).

Una (parola) giapponese a Roma

Meeting [‘mitin]
Voce inglese, derivato di (to) meet ‘incontrarsi’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Comizio politico: questa lingua … è da lasciare alla rettorica dei meetings (Carducci). Era voce abbastanza diffusa in Italia nel tardo Ottocento (tanto ch’era entrato in uso anche un derivato mitingàio, come sostantivo col significato di oratore o frequentatore di comiz’, e come aggettivo, per esempio eloquenza mitingaia col significato di eloquenza da comizio.
2. Incontro sportivo, manifestazione atletica o sportiva comprendente, di solito, diverse prove: un meeting di atletica leggera.
Nell’ippica, il complesso di più giornate consecutive di corse.
3. Riunione, convegno promossi per discutere su argomenti d’interesse politico, sociale, culturale e simili: organizzare un meeting sui problemi dell’inquinamento.
Con significato più recente, grande riunione a carattere prevalentemente popolare, animata da manifestazioni di genere diverso (comizi, dibattiti, spettacoli musicali e teatrali e simili), generalmente organizzata da un partito politico: il meeting dell’amicizia.

La parola rovinata

STRACCIONATA
Recinzione costruita alla bell’e meglio e con inesistente manutenzione.

Di Franco Palazzi.

Cimitero, Creek; Lettori; Rovinata

maggio 26, 2020

Cimitèro
Dal latino tardo coemeterium, greco koimeterion ‘dormitorio, cimitero’, derivato di koimao ‘mettere a giacere’.
Anche, antico e poetico, cimitèrio, cemetèro, cemetètio.
Sostantivo maschile.
1. Luogo destinato alla sepoltura dei morti sia per inumazione sia per tumulazione, quando indica i cimiteri dei cristiani viene anche chiamato camposanto.
Cimitero monumentale: con sepolture costituite in genere da cappelle e monumenti.
Cimitero di guerra: in cui sono riunite le salme dei soldati caduti in guerra o in determinate zone di combattimento.
(estensione) Luogo dove si sotterrano o si ammassano resti di animali morti: cimitero degli elefanti; o quello dove si raccolgono e abbandonano oggetti fuori d’uso: cimitero delle automobili.
Essere sulla soglia del cimitero: (figurato) essere vicino a morire.
Fare un cimitero : (figurato) fare una strage.
2. (figurato) Luogo silenzioso, abbandonato: durante lo sfollamento la città era un cimitero.

Una (parola) giapponese a Roma

Creek [krik]
Voce inglese.
Sostantivo maschile invariabile.
Nome che nell’America Settentrionale fu dato nei primi periodi della colonizzazione inglese a molti fiumi, in genere di secondaria entità e non navigabili o che scorrevano in zone in origine acquitrinosa e resi navigabili con opere umane.
In Australia il termine è usato quasi unicamente per indicare corsi d’acqua temporanei.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Franco Palazzi per dirci:

— C’è un’altra occasione in cui si usa semenza, o semente, in Lombardo:
la sumenza de curius: il seme dei curiosi, detto a chi rivolge domande importune;
in piemontese:
smens ëd curios: semente di curiosi, si risponde così a chi chiede di che si tratta per pura curiosità.
Mio padre, marchigiano di Fano, in queste occasioni utilizzava con noi figli la pregnante espressione "la semente dei ficcanaso". —

La parola rovinata

BALDRACCHINO
Drappo sostenuto da un telaio, ai cui lati ricade in frange o tendaggi, a protezione di persone sottostanti esercitanti il meretricio.

Di Franco Palazzi.

Adulare, Milord, Milady; Accento

maggio 25, 2020

Adulàre
Dal latino adulari.
Verbo transitivo (io adùlo ecc.; meno corretto àdulo ecc.).
Lodare esageratamente per compiacenza, per interesse o bassezza d’animo: adulare i superiori; lo adulava per tenerselo amico; gli piace essere adulato; estensione, adulare l’ambizione di uno; le ricchezze non servono che ad adulare la vanità della gente; figurato, questo ritratto ti adula (ti fa più bello di quanto sei in realtà).

Una (parola) giapponese a Roma

Milord [mil’ord]
Voce inglese, dal francese milord, che a sua volta è dall’inglord my lord ‘mio signore’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Titolo che nel passato si adoperava in Inghilterra come vocativo rivolgendosi a un lord o altro nobile.
2. (estensione) Persona d’aspetto distinto e signorile o autorevole, soprattutto se inglese o comunque straniera.
(ironico, scherzoso) Chi ostenta eleganza e distinzione o si dà l’aria di persona importante: spende come un milord.

Milady [mi’ladi]
Voce inglese, alterazione dell’inglese my lady, propriamente ‘mia signora’.
Sostantivo femminile invariabile.
Titolo riservato in Inghilterra alle nobili signore, usato anche in Francia specialmente nel secolo XIX.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice, correttamente, io adùlo, tu adùli, anche se spesso si sente, meno correttamente, io àdulo, tu àduli.