Posts Tagged ‘eufemismo’

Neup- Viaggio; Eufemismo; Passi tardi; Frasi; Canzoni

maggio 13, 2016

Non è una passeggiata, a cura di PassoBarbasso

Viaggio
Dal provenzale viatge, francese antico veiage, che è il latino viaticum ‘provvista per il viaggio’ e più tardi ‘viaggio’, derivato di via ‘via, strada’.
Sostantivo maschile.
1. L’andare da un luogo ad altro luogo, per lo più distante, per diporto o per necessità, con un mezzo di trasporto privato, pubblico oppure a piedi, compiendo un certo percorso: mettersi in viaggio
Viaggio premio: quello vinto come premio di un concorso, di un gioco, di un buon risultato nel lavoro, negli studi ecc.
Viaggio di nozze: quello fatto immediatamente dopo il matrimonio, detto anche luna di miele.
Da viaggio: adatto per chi viaggia: borsa da viaggio.
2. (familiare) Breve tragitto che si fa avanti e indietro per trasportare oggetti: fare quattro viaggi per caricare la macchina.
Fare un viaggio a vuoto: compiere un tragitto senza carico; (figurato) non conseguire il risultato sperato.
(iperbole) Con riferimento a luoghi che, pur trovandosi nella stessa città, siano comunque separati da notevole distanza: andare da casa mia in ufficio è un vero viaggio!
Pellegrinaggio: il viaggio alla Mecca; diceva che ei faceva il viaggio alla casa del nespolo come quelli che hanno fatto il voto alla Madonna dell’Ognina (Verga).
(letterario) Il corso di un astro nel cielo: L’astro più caro a Venere … Appare, e il suo vïaggio Orna col lume dell’eterno raggio (Foscolo).
(poetico, antico) Via, cammino: A te convien tenere altro viaggio (Dante); Il mover de le frondi e di verzure … Fatto le avea con subite paure Trovar di qua di là strani viaggi (Ariosto).
3. (figurato) Spostamento immaginario, itinerario fantastico: fare un viaggio nel tempo.
(gergale) L’allucinazione dovuta all’effetto degli stupefacenti.

L’eufemismo

L’ultimo viaggio, l’estremo viaggio e il viaggio senza ritorno sono tutti la stessa cosa: la morte.

A passi tardi e lenti

Viaggiatore,
sono le tue orme la strada,
nient’altro.
Viaggiatore,
non esiste un sentiero,
la strada la fai tu andando.
Mentre vai si fa la strada
e voltandoti vedrai il sentiero
che mai più calpesterai.
Viaggiatore,
non esiste una strada,
ma solo scie nel mare.

Antonio Machado, Viaggiatore

Frasi, non futilità

Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.
Giovanni Falcone

La Canzone Settimanale Enigmistica

Siete pronti per giocare con il nuovo concorso? Ricordatevi: lunedì verrà pubblicato l’indizio della prima canzone enigmistica.
M.Fisk, che non aspettava altro che cimentarsi in un nuovo concorso, ci permette di proporre un esempio di possibile enigma, inventato da lui per verificare le regole del gioco.

Indizio di esempio: Redine all’imbrunire (6 7 5 4)

Risposta corretta: Quella carezza della sera (ottenuta passando per "Quella cavezza della sera").

Relativamente al "titolo italiano di una canzone italiana o straniera", significa che giocheremo anche con canzoni straniere che sono state tradotte e cantate in italiano: in quel caso si giocherà con il titolo italiano.
Omero Mazzesi e il curatore sperano che le regole siano sufficientemente chiare.

Basculante, Rambutan; Abita; Eufemismo; Conchiglie

marzo 19, 2015

Bàscula
Dal francese bascule, più antico bacule, derivato di baculer ‘battere in basso (bas) il culo (cul)’.
Anche bàsculla.
Sostantivo femminile.
1. Bilancia a più leve mutuamente articolate in modo da poter equilibrare, con piccoli pesi, carichi decine e anche centinaia di volte maggiori; si tratta di una combinazione di una bilancia a sospensione inferiore con una stadera.
2. Nella tecnica, di meccanismi a leva o a cerniera.
Nei fucili da caccia, il blocco d’acciaio, fissato al calcio, sul quale sono incernierate le canne.

Basculànte
Derivato di bascula, sull’esempio del francese basculant, participio presente di basculer.
Anche bascullànte.
Aggettivo.
Nel linguaggio tecnico, di meccanismo o elemento di macchina o congengo che può oscillare intorno a un asse con movimento analogo a quello della sbarra graduata delle bascule.
Fucili a canne basculanti: quelli dotati di bascula.
Porte basculanti: porte metalliche che si aprono e chiudono mediante un sistema di cerniere e contrappesi, generalmente usate come serrande per autorimesse.

Una (parola) giapponese a Roma

Rambutan [rambu’tan]
Voce malese.
Sostantivo maschile invariabile.
(botanica) Albero tropicale asiatico del genere Nefelio, dai cui semi si ricava un grasso commestibile impiegato anche in medeicina popolare.
Il frutto esotico prodotto da tale pianta, simile al litchi, dalla polpa trasparene e dolce.

Abita come mangi

Gli abitanti di San Colombano al Lambro, in provincia di Milano, si chiamano banini. Probabilmente perché non sono riusciti a trovare un altro nome presentabile. Tra l’altro si tratta di una exclave, in quanto è circondata da comuni delle province di Lodi e Pavia.

L’eufemismo

M.Fisk ci fa notare che, per le mestruazioni, mancano nel nostro elenco i classici "le mie cose" o "le sue cose". Ora non mancano più.

Per un pugno di conchiglie

Ventitreesimo libro, quarto indizio

I racconti, dicevamo. Eccone uno: un cavaliere venne imprigionato, e grazie all’intercessione di una nobildonna liberato, a patto che rispondesse alla domanda: che cosa interessa di più alle donne? Aveva del tempo per le ricerche, ma il tempo arrivò alla fine senza che lui fosse riuscito a risolvere il suo dubbio, allora si affidò a una vecchia strega che aveva la risposta, ma in cambio il cavaliere avrebbe dovuto fare ciò che chiedeva.
Il cavaliere fece l’accordo, e portò la risposta alla nobildonna: alle donne la cosa che interessa di più è dominare il proprio marito. Il cavaliere venne quindi liberato dal suo impegno verso la nobildonna, e la richiesta della strega fu di sposarla. Il cavaliere mantenne la sua promessa, ma ci furono delle discussioni perché non volle baciare la strega ora diventata sua moglie.
A questo punto la vecchia gli chiese: preferisci una donna brutta ma leale, fedele e non desiderata dagli altri uomini, oppure una donna bella sulla quale avrebbe sempre avuto dei dubbi circa la fedeltà? Il cavaliere diede la risposta giusta: che la scelta era della donna, non sua. Per premiarlo la strega si trasformò in una bellissima e giovane donna, e vissero felici e contenti.

Guglia, Pinnacolo, Aiguille; Eufemismo; Conchiglie

marzo 18, 2015

Parole a confronto

Gùglia
Aferesi dell’antico aguglia ‘ago, guglia’.
Sostantivo femminile.
1. Motivo di coronamento architettonico, sovrapposto generalmente a campanili e altre strutture verticali, comune nell’architettura medievale specialmente del periodo gotico; è costituito da un elemento piramidale molto allungato, arricchito di membrature architettoniche e sculture ornamentali e figurate.
2. (alpinismo) Formazione rocciosa isolata e appuntita, costituita da strati o banchi raddrizzati sino a raggiungere talvolta la verticale.
(geologia) Guglie di protrusione: quelle originatesi dalla fuoriuscita di una massa magmatica estremamente viscosa, e per buona parte già solidificata, dal cratere di un vulcano.

Pinnàcolo
Dal latino tardo pinnacŭlu(m), derivato di pinna ‘penna’.
Sostantivo maschile.
1. (architettura) Guglia di forma piramidale o conica, caratteristica dello stile gotico.
2. Vetta appuntita di una montagna, a pareti ripide e lisce.

Una (parola) giapponese a Roma

Aiguille [egu’ii]
Voce francese, propriamente guglia.
Sostantivo femminile invariabile.
Voce corrispondente all’italiano guglia, usata in geografia e in alpinismo per indicare, anche come toponimo, un monolito a forma esile, isolato da ogni parte, ergentesi verticalmente sulle rocce contermini; per esempio, nel massiccio del Monte Bianco sono presenti l’Aiguille des glaciers, l’Aiguille du Midi ecc..

L’eufemismo

M.Fisk ci segnala, al posto di morire, l’eufemismo "finire di soffrire".

Per un pugno di conchiglie

Ventitreesimo libro, terzo indizio

Parleremo dei racconti, certo, prima però diciamo ancora che molte opere d’arte sono derivate da questo libro: dipinti, arazzi, altri libri, e specialmente film.

SPANDERE, CRAUS; Lettori; Eufemismo

aprile 16, 2014

Spàndere
Latino expandĕre, composto di ex- ‘fuori’ e pandĕre ‘aprire, allargare, stendere’.
Verbo transitivo (passato remoto io spandéi (non comune spànsi e spandètti), tu spandésti ecc.; participio passato spànto (antico spandùto)).
1. Stendere, spargere qualcosa in modo uniforme su una superficie in genere estesa: spandere il frumento sull’aia; spandere la cera sul pavimento.
2. Versare, spargere: spandere il vino sulla tovaglia.
Spandere lacrime: piangere copiosamente.
3. Effondere, emanare: le rose spandevano un delicato profumo; la lampada spande una luce chiara.
(raro) Spandere la voce: spiegarla chiara e sonora.
4. (letterario, figurato) Divulgare, diffondere, propagare: spandere notizie; incaute voci / spande il tuo labbro (Leopardi).
5. Scialacquare, sperperare, specialmente nella locuzione spendere e spandere (anche assoluto.

Verbo intransitivo pronominale.
1. Spargersi, allargarsi: le acque si spandono nella campagna.
2. Diffondersi: la luce […] si spande sopra la terra per moltiplicarsi, generarsi e amplificarsi (Campanella).
Effondersi.
3. (letterario) Riversarsi: la folla si spandeva per le strade.

Una (parola) giapponese a Roma

Craus [‘kraus]]
Voce tedesca, da Krause ‘gala’.
Anche craus.
Sostantivo maschile invariabile.
Tight, abito maschile da cerimonia, da giorno, con giacca nera attillata a code e calzoni a righine verticali grigie e nere.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Maurizio Codogno relativamente a Passeggiate di dire di lunedì scorso in particolare circa la frase "In Veneto un percorso vallonato è detto invece ‘su e so’".

— Non concordo. In Veneto la s dolce è scritta "z" (e non è un caso che si dica "san Zeno" e non "santo Zeno") ergo si dice "su e zo", vedi anche la marcia non competitiva "Su e Zo per i ponti". —

L’eufemismo

Spandere acqua è un eufemismo per evitare di dire "orinare".

CROCO, CROCEO, DESHABILLE; Accento; Poesia; Eufemismo

novembre 26, 2013

Cròco
Voce dotta, latino crŏcu(m), che è dal greco krókos, di etimologia incerta.
Sostantivo maschile (plurale crochi).
1. (botanica) Genere di piante erbacee con fiori a forma di imbuto violacei, bianchi o gialli e foglie diritte e sottili, cui appartiene lo zafferano.
2. (letterario) Zafferano,
(letterario) Colore giallo aranciato caratteristico dei pistilli dello zafferano: son le ciglia sue d’oro e di croco (Marino).

Cròceo
Voce dotta, dal latino crocĕu(m) ‘color del croco’, derivato di crŏcus ‘croco’.
Aggettivo.
(letterario) Che ha il colore dello zafferano, tra il giallo e l’arancio: velluto croceo.

Una (parola) giapponese a Roma

Déshabillé [dezabi’je]
Voce francese, propriamente participio passato di déshabiller ‘svestirsi’.
Sostantivo maschile invariabile.
Elegante vestaglia femminile."

In déshabillé
Locuzione aggettivale invariabile.
Non completamente vestito.
(eufemismo) Seminudo, discinto.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice cròceo, e non crocèo.

Poesia

Tutto torna
ma non è mai lo stesso.
I tiepidi raggi di sole indorano
i postumi di un paesaggio d’inverno.
Osservo tutto dalla mia stanza:
vento gelido fra i campi assorti
Una lumaca luccicante muore.

Claudio Spinosa.

L’eufemismo

Per dire che qualcuno (o qualcuna) è nudo si può dire "come mamma l’ha fatto", oppure "in déshabillé".