Archive for marzo, 2016

Cioncare, Cioncatore, Cionco, Platforming; Rovinata

marzo 31, 2016

Parole a confronto

Cioncàre
Forse dal tedesco schenken ‘mescere, versare da bere’, ravvicinato a cioncare ‘mozzare’.
Verbo transitivo e intransitivo (io ciónco, tu ciónchi ecc.; come intransitivo, ausiliare avere).
(regionale) Tracannare, bere avidamente o smodatamente: E se in Asia il Musulmano Se lo cionca a precipizio, Mostra aver poco giudizio (Redi); m’invitarono a bere, e cioncai e giocai con loro (De Sanctis); cionchiamoci sopra un bicchiere di vino (Tozzi).

Cioncatóre
Derivato di cioncare ‘tracannare’.
(regionale) Beone, ubriacone.

Cioncàre
Forse latino extruncare.
Verbo transitivo (io ciónco, tu ciónchi ecc.).
(antico o regionale) Troncare, mozzare: La lancia del pagan par che si cionchi (Pulci).

Ciónco
Participio passato di cioncare ‘mozzare’, senza suffisso.
Aggettivo (plurale maschile cionchi).
1. (antico o regionale) Mozzato, troncato: Altri forato il ventre, ed altri ha cionco Di capo il busto (Monti).
2. (regionale) Cascante, inerte, dinoccolato, detto delle membra, per stanchezza o per debolezza: sento le braccia di quella creatura che mi abbandonano cionche (Fucini).
Riferito a persona, anche come sostantivo. sciancato, storpio: vi era un cionco che, pure, andava e veniva, sulle sue mezze gambe, trascinandosi con le mani (Serao).

Una (parola) giapponese a Roma

Platforming [plat’formin]
Composto di plat(inum) ‘platino’ e (re)forming, derivato di (to) reform ‘sottoporre a trattamento di piroscissione’.
Sostantivo maschile invariabile.
(chimica) Nella tecnologia del petrolio, processo di reforming molto diffuso in cui alcune frazioni della lavorazione attraversano una serie di reattori, nei quali è collocato un letto fisso di catalizzatore a base di platino finemente disperso in un supporto di allumina e contenente cloruri: in tale modo avvengono una serie di reazioni aumentano il numero di ottano della benzina trattata.

La parola rovinata

CASH & CURRY
Negozio indiano a libero servizio.

Di Franco Palazzi.

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Abbuffata, Sermon joyeux; Perle

marzo 30, 2016

Abbuffàta
Derivato di abbuffarsi.
Anche abboffàta.
Sostantivo femminile.
(popolare) Mangiata abbondante fino all’eccesso, specialmente fatta in compagnia: farsi un’abbuffata di pastasciutta; la grande abbuffata di Pasqua.
(figurato) Diffuso e disordinato accaparramento di beni e di vantaggi, scialo: dopo l’abbufffata degli anni ’80 il capitalismo italianosi è dato alla fuga,

Abbuffàrsi
Voce romanesca, probabilmente derivato di buffare nei significati di ‘sbuffare, soffiare’, oppure da buffa ‘rospo’.
Anche abboffàrsi.
Verbo riflessivo (io mi abbuffo o mi abbòffo ecc.).
(centro-meridionale) Riempirsi di cibo, mangiare con avidità ingorda fino a non poterne più: abbuffarsi di pizza.

Una (parola) giapponese a Roma

Sermon joyeux [ser’mon dZa’jo]
Voce francese, propriamente ‘discorso gioioso’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(letteratura) Nel secolo XVI, monologo parodistico e buffonesco recitato dai giullari francesi.

Perle di notizie

"Abbuffate di alcol sempre più diffuse: è allarme soprattutto tra le ragazze"
Da un titolo su lastampa.it.

Marco Marcon ci fa notare che tutti i dizionari associano l’abbuffata al mangiare smodatamente, e non al bere.

Prlt- Gozzoviglia, Gozzo, Transveyor

marzo 29, 2016

Parole a confronto

Gozzovìglia
Forse latino tardo gaudibilia, derivato di gaudere ‘godere’, incrociato con gozzo.
Sostantivo femminile.
Baldoria di più persone che chiassosamente mangiano e bevono fuor di misura, abbandonandosi anche ad altre forme d’intemperanza: si rappattumò con lui, e più volte insieme fecer poi gozzoviglia (Boccaccio); trascorrere la serata in gozzoviglia o in gozzoviglie; crapuloni che passano di gozzoviglia in gozzoviglia.

Gózzo
Probabilmente accorciamento di gargozzo ‘gola’.
Sostantivo maschile.
1. Negli uccelli, la porzione dilatata dell’esofago in cui il cibo può essere immagazzinato e trattenuto per un certo periodo. Sinonimo: ingluvie.
2. (estensione, popolare) Stomaco: riempirsi il gozzo, mangiare a sazietà.
Gola: Cerbero vostro, se ben vi ricorda, Ne porta ancor pelato il mento e ’l gozzo (Dante); Senza far la scioccheria di morire a gozzo stretto (Giusti, cioè impiccato).
In espressioni figurate: le sue parole mi sono rimaste nel gozzo; ricacciare nel gozzo un’offesa; il suo affronto mi sta sul gozzo, non riesco a dimenticarlo.
3. In medicina, nome dato a condizioni patologiche diverse per natura e origine, che hanno come carattere comune un ingrossamento della ghiandola tiroide a evoluzione generalmente benigna; la forma più tipica e classica è il gozzo diffuso o endemico, frequentissimo, specialmente nel passato, fra gli abitanti di determinate regioni montagnose, per esempio alcune vallate delle Alpi, dei Pirenei, del Caucaso.
Nel linguaggio comune, si dà solitamente il nome di gozzo alla tumefazione del collo che di tale condizione patologica è la manifestazione esteriore.
4. In patologia vegetale, mal del gozzo: malattia dell’erba medica, caratterizzata da tubercoli di 1 o più cm di diametro, che si formano specialmente sugli steli nella parte interrata, per l’infezione di un fungo chitridiale che fa deperire e morire le piante attaccate.
5. (toscano, antico) Tipo di recipiente di vetro privo di piede, con corpo sferico e collo stretto e lungo: Quei bicchieri arrovesciati, E quei gozzi strangolati Sono arnesi da ammalati (Redi).

Gózzo
Etimo incerto.
Sostantivo maschile.
Piccola imbarcazione di legno, a remi, fornita talvolta di una piccola vela, con scafo generalmente a estremità aguzze, adoperata nella pesca ravvicinata.

Una (parola) giapponese a Roma

Transveyor [trans’vejor]
Voce inglese, composto di (to) trans(port) ‘trasportare’ e (con)veyor ‘nastro trasportatore’.
Sostantivo maschile invariabile.
Tapis roulant per pedoni parallelo al marciapiede, ideato per alleggerire il traffico urbano e mai realizzato nella realtà.

Neup- Dieta, Vegetariano, Carnivoro; Frasi

marzo 25, 2016

Non è una passeggiata, a cura di PassoBarbasso

Il tema delle diete, di cosa sia buono mangiare e di cosa sia giusto mangiare, è tra gli argomenti di discussione ricorrenti durante le escursioni di PassoBarbasso. Mettere nello zaino carote crude o pane e salame? E quale pane? Integrale, di kamut, con semi di girasole o di lino? E il cioccolato, su cui tutti sono d’accordo, meglio fondente o bianco con le nocciole?
NEUP contribuisce al dibattito e al relativo lessico con due numeri monografici sul tema dieta.

Parole a confronto

Dièta
Nell’antica medicina greca, il complesso delle norme di vita (alimentazione, attività fisica, riposo ecc.) atte a mantenere lo stato di salute. Nell’accezione moderna, una prescrizione alimentare ben definita, in termini qualitativi e soprattutto quantitativi, mirante a correggere particolari condizioni cliniche a scopo terapeutico, preventivo o sperimentale.

Vegetariàno
Dall’inglese vegetarian, tratto da veget(able) ‘vegetale’, col suffisso -arian di unitarian, trinitarian ecc.].
Aggettivo e sostantivo maschile.
1. (aggettivo) Dieta, alimentazione vegetariana: alimentazione umana limitata a cibi vegetali o, nelle forme meno radicali, estesa ad alcuni prodotti animali come uova, latte e i suoi derivati.
2. Che o chi segue una dieta vegetariana: un’amica vegetariana; un’associazione o un club di vegetariani.

Carnìvoro
Dal latino carnivorus, composto di caro carnis ‘carne’ e tema di vorare ‘divorare’.
Aggettivo.
1. Che si nutre prevalentemente o esclusivamente di carne: animali carnivori.
2. (botanica) Piante carnivore (o insettivore): piante provviste di apparati speciali (foglie con tentacoli vischiosi, ascidî ecc.) per la cattura di insetti o di altri piccoli animali, di cui digeriscono, per mezzo di enzimi proteolitici, le sostanze organiche azotate, che sono scarse nei terreni in cui vivono.

Carnivori
Sostantivo maschile plurale.
Ordine di Mammiferi con canini molto aguzzi e potenti, mandibola con articolazione che permette movimenti in senso verticale e una grande apertura della bocca, cervello e orgnai di senso molto sviluppati, arti con 5 o 4 diti muniti di artigli forti e robusti.

È curioso notare come i vegetariani usino una categoria della zoologia per riferirsi a chi non ha le proprie abitudini alimentari. Sempre secondo la zoologia, essi sarebbero erbivori.

Frasi, non futilità

Anch’io ho fatto la dieta Dukan. Ho mangiato soltanto proteine per tre giorni (si chiama «fase d’attacco»), e in seguito un giorno proteine e verdura e un altro solo proteine, fino al raggiungimento del peso suggerito. Alla fine, ho perso sette chili, e sono molto soddisfatto della dieta. Soprattutto perché ho anche imparato una serie di cose. Prima di tutto, il corpo ha bisogno di rigatoni e Oro Saiwa molto di più di quanto si possa immaginare.
La notte non sognavo altro. Sognavo anche Scarlett Johansson, ma ho scoperto che il corpo e la mente umana possono fare a meno di Scarlett, ma non degli Oro Saiwa. Scoperta piuttosto interessante, e in qualche modo confortante.
Francesco Piccolo, La bolla speculativa della Bresaola. L’intero articolo si può leggere qui: lettura.corriere.it/la-bolla-speculativa-della-bresaola.

Necrosi, Strain, Strain gauge; Accento; Schiele

marzo 24, 2016

Necròsi
Dal latino tardo necrosis, derivato del greco necros ‘morto’.
Anche, alla greca, nècrosi.
Sostantivo femminile.
In patologia, complesso di alterazioni strutturali irreversibili, dovute a cause di diversissima natura (fisiche, chimiche, microbiche ecc.), che comportano la perdita di ogni vitalità, ossia la morte, di gruppi cellulari, zone di tessuto, porzioni di organo in un organismo vivente.

Una (parola) giapponese a Roma

Strain [strejn]
Voce inglese, dal verbo (to) strain ‘stringere, tirare, forzare’.
Sostantivo maschile invariabile.
(fisica) Variazione della forma e del volume di un corpo sollecitato da forze esterne, Sinonimo: deformazione.

Strain gauge [strejn ‘geidZ]
Voce inglese, composto di strein ‘deformazione’ e gauge ‘calibro’, propriamente ‘misuratore della deformazione’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(fisica) Dispositivo che traduce una deformazione meccanica nella variazione di un’altra grandezza.

L’accento, questo sconosciuto

Si può dire indifferentemente necròsi, al modo latino, oppure nècrosi, al modo greco.

Come si dice Schiele?

Francesco Gonin, pittore e litografo piemontese dell’800, si pronuncia [gonen].