Archive for settembre, 2017

Flebile, Craie; Arte: Celadon; Rovinata

settembre 29, 2017

Flèbile
Dal latino flebilis, derivato di flere ‘piangere’.
Aggettivo.
Lacrimevole, lamentoso: si dice soprattutto di voce o suono che sa di pianto o che invita al pianto, di animali o di strumenti che emettono un suono triste, lamentoso, o, più semplicemente, lieve e mestamente dolce: un flebile sussurro; melodia flebile; In queste voci languide risuona Un non so che di flebile e soave (Tasso); Il flebil suon de le pietose voci (Marino); Invan sonò la valle Del flebile usignol (Leopardi); Era preghiera, e mi parea lamento, D’un suono grave, flebile, solenne (Giusti).
Anche di animali e strumenti che
Sommesso, appena udibile.

Una (parola) giapponese a Roma

Craie [kre]
Voce francese, dal latino creta ‘creta’.
Sostantivo femminile invariabile.
Calcare organogeno debolmente marnoso, farinoso, di colore bianco o bianco giallognolo, composto principalmente da resti microscopici di numerosissimi fossili (foraminiferi, radiolarî, echinodermi ecc.), mescolati a minerali argillosi; è caratteristico dei terreni cretacei della Francia settentrionale, del Belgio e dell’Inghilterra, e viene utilizzato per lucidare metalli e per la preparazione del gesso da lavagna.

Parole d’arte

Céladon [sela’don]
Voce francese, dal nome di un personaggio del romanzo pastorale Astrée, dello scrittore Honoré d’Urfé (1568-1625), che a sua volta l’ha tratto dalle Metamorfosi di Ovidio.
Sostantivo maschile invariabile e aggettivo invariabile.
1. Colore verde tenero, di una sfumatura pallida.
2. Nome dato nel secolo XVII in Francia a una porcellana pesante (porcelaine céladon) a tinta uniforme verde pallido, con o senza decorazione a rilievo o impressa, caratteristica della produzione cinese, principalmente del tempo dei Sung (960-1279).

La parola rovinata

FUNGO
Sono utile all’alimentazione.

Di Pietro Scalzo.

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Destituire, Chili, Chili con carne; Lettori; Canzone

settembre 28, 2017

Destituìre
dal latino destituere, composto di de- e statuere ‘collocare’, attraverso il francese destituer.
Verbo transitivo (io destitüisco, tu destitüisci ecc.).
1. Rimuovere da un impiego, da un ufficio, dal grado: destituire un funzionario, un sindaco, un ufficiale; il capo della polizia fu destituito dal ministro.
2. (letterario) Privare: essere destituiti della naturale virtù (Leopardi).

Destituìto
Participio passato di destituire, anche come aggettivo; con accezione propria: totalmente privo, mancante, in frasi del linguaggio burocratico quali: accusa destituita di prove, notizia destituita di fondamento e simili; meno comune e di uso letterario, con significato più generico: opera destituita di qualsiasi valore; quella povera famiglia destituita di ogni umano soccorso (Foscolo); frasi destituite di senso (Gadda); e raro con la preposizione da: ormai destituito da ogni velleità e ritegno (Pratolini).

Una (parola) giapponese da Perilli

Chili [‘tSili]
Voce spagnola, dal nahuatl chilli.
Sostantivo maschile invariabile.
(gastronomia) Peperoncino piccante, originario dell’America centromeridionale.

Chili con carne [‘tSili kon ‘karne]
Locuzione spagnola, propriamente ‘peperoncino con carne’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(gastronomia) Anche noto solo come ‘chili’, è uno stufato di peperoncini, carne di bovino, pomodori e fagioli, ora considerato piatto nazionale del Texas ma probabilmente derivato da un piatto della cucina messicana.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Franco Palazzi relativamente al termine combo.

— Nel gergo dei videogiochi una combo, abbreviazione del termine inglese combination, "combinazione", è una serie di azioni, tra cui pressioni di pulsanti e movimenti direzionali, compiute in una specifica sequenza, solitamente con stretti limiti di tempo, che porta un significativo vantaggio (o svantaggio, a seconda dei casi) al giocatore. —

La Canzone Settimanale Enigmistica

Termina il tempo per rispondere alla qurantaseiesima canzone, era:

Boemia (2 5 3 5)

La terra dei cechi, quindi La terra dei cachi, di Elio e le Storie tese.

Vacillare, Trust; Rovinata

settembre 27, 2017

Vacillàre
Dal latino vacillare, di etimo incerto.
Anche, antico, vagillàre.
Verbo intransitivo (ausiliare avere).
1. Di persona, ondeggiare, muoversi in qua e là accennando di cadere per mancanza di stabilità dovuta a debolezza, a improvviso malessere, a oscillazione del terreno, a una forte percossa ricevuta: Ne la guancia de l’elmo, e ne la spalla Fu Ruggier colto, e sì quel colpo sente, Che tutto ne vacilla e ne traballa, E ritto se sostien difficilmente (Ariosto); il pugno lo colpì con tanta forza che lo fece vacillare; si alzò all’improvviso ma il piede gli vacillò e cadde riverso; camminare, avanzare vacillando.
Di cose, traballare, non avere stabilità, oppure oscillare, ondeggiare: sentiva vacillare la sedia sotto di sé; sulla tavola, la lucerna vacillò per qualche istante, poi cadde; Notte mi parve, ed a lo sguardo fioco S’offerse il vacillar d’un picciol foco (Tasso).
(figurato) Essere in pericolo, in procinto di cadere o di esaurirsi: i monarchici si accorsero che il trono vacillava; la sua vena poetica oramai vacillava.
2. (figurato) Delle facoltà intellettuali, essere indebolito, annebbiato, non più sicuro e pronto: si stanca troppo a studiare, e la mente a volte gli vacilla; sono vecchio e la memoria mi vacilla.
Di facoltà o atteggiamenti morali, non essere saldo, rivelare incertezza, tentennare: la sua fede vacillava ogni giorno più; la nostra resistenza finì col vacillare.

Vacillànte
Participio presente di vacillare, anche come aggettivo, in senso proprio e figurato: avanzare con piede, con passo vacillante; una fiammella vacillante; trono vacillante; una fama ormai vacillante; fede vacillante.
Cavallo vacillante: (veterinaria) il cavallo in cui le articolazioni del ginocchio e del garretto tremano quando cammina, per debolezza o per cattiva conformazione.

Una (parola) giapponese a Roma

Trust [trast]
Voce inglese, propriamente’fiducia, credito’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Coalizione di imprese e società similari che si fondono insieme in un complesso economico a direzione unitaria, al fine di ridurre i costi di produzione e battere la concorrenza, con un largo aumento del profitto e un controllo parziale o totale del mercato, si distingue dal cartello, che concerne solo il controllo dei prezzi e delle quote di mercato ma non comporta integrazione: un grande trust internazionale.
Leggi, provvedimenti anti-trust: interventi normativi attuati dai governi fin dalla fine del secolo XIX per impedire intese tra imprese concorrenti o posizioni di monopolio sul mercato di singole imprese le quali, eliminata la concorrenza, potrebbero orientare unilateralmente la politica di mercato in un determinato settore.
2. (estensione) Gruppo di persone che controlla un determinato settore imponendovi leggi, sistemi e prezzi: il trust della droga, dei mercanti d’arte.

La parola rovinata

FINLANDIAMO
Dobbiamo proprio recarci lassù in Scandinavia?

Di Pietro Scalzo.

Truschino, Hairdresser; Frasi, speciale Salute

settembre 26, 2017

Truschìno
Dal francese trusquin, alterazione di un precedente crusquin, che è dal fiammingo kruisken ‘piccola croce’, diminutivo di kruis ‘croce’.
Sostantivo maschile.
1. Strumento adoperato nella tracciatura di pezzi meccanici per individuare punti e linee su un piano parallelo a un piano di riferimento (in genere un piano di riscontro sul quale il pezzo è posato); è formato da una base spianata che ha un’asta lungo la quale si può spostare un graffietto, la cui punta determina, nella traslazione dello strumento che si fa strisciare sul piano di riscontro, il piano di tracciamento.
2. (gergale, settentrionale) Trucco, espediente, sotterfugio.

Truschinàre
Derivato di truschino ‘trucco’.
Verbo intransitivo.
Ricorrere a sotterfugi, fare le cose di nascosto: E non dimentichi che è stata lei a truschinare per conoscerlo (Oggero).

Una (parola) giapponese a Roma

Hairdresser [her’dresser]
Voce inglese, composto di hair ‘capelli’ e dresser, derivato di (to) dress ‘preparare, acconciare’.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
Parrucchiere.

Frasi, non futilità, speciale Salute

La salute è il primo dovere della vita.
Oscar Wilde.

Spesso si legge riportata questa frase di Oscar Wilde.
Ebbene, il vostro curatore è un ammiratore di Wilde, e la prima volta che l’ha letta ha avuto un sussulto: possibile che uno scrittore arguto e che rifuggiva dalla banalità come dal peggior male sulla Terra potesse avere scritto una frase del genere? Sì, è possibile. È accaduto nella commedia L’importanza di chiamarsi Ernesto, e la mette in bocca a lady Bracknell, una aristocratica gretta, ignorante e spocchiosa. Insomma, la frase è detta dal personaggio bersaglio principale della satira contenuta nella commedia, quindi non proprio il personaggio che Wilde avrebbe utilizzato per esprimere delle idee proprie.
Riportiamo qui sotto il brano che contiene la frase, da cui risulta evidente il tono satirico della frase che, estrapolata, cambia completamente di senso.

Lady Bracknell – Beh, Algernon, devo dire una cosa: io penso che sia ora che questo signor Bunbury si decida una buona volta se intende vivere o morire. Questo continuo tenere il piede in due scarpe è veramente assurdo. Io poi non approvo neanche tutta questa simpatia del giorno d’oggi per gli invalidi. Ci sento qualcosa di morboso. Le malattie di qualsiasi genere esse siano non vanno assolutamente incoraggiate. La buona salute è uno dei doveri fondamentali della vita. Non faccio che dirglielo al tuo povero zio ma lui non mi dà mai retta… a giudicare dall’andamento dei suoi acciacchi.
Ti sarei molto grata se tu potessi chiedere al signor Bunbury da parte mia di voler essere tanto gentile da non incorrere in una ricaduta sabato prossimo perché ho bisogno di te per il mio concerto. È il mio ultimo ricevimento e mi occorre qualcosa che incoraggi la conversazione visto soprattutto che siamo alla fine della stagione quando ciascuno ha ormai detto tutto quel che aveva da dire, il che per lo più non era poi molto.

La Parolata spera con questo contributo di avere restituito a Oscar Wilde ciò che è di Oscar Wilde, anche se sa che non basterà ciò per impedire che vengano riportate frasi di personaggi letterari attribuendole all’autore.

Truffaldino, Exotica; Arte; Rovinata; Canzone

settembre 25, 2017

Truffaldìno
Da Truffaldino, nome del secondo zanni della commedia dell’arte italiana e personaggio delle Fiabe teatrali di Carlo Gozzi, derivato di truffare.
Aggettivo.
1. Imbroglione contrassegnato da un’attività coperta e macchinosa ma non propriamente delittuosa: un individuo truffaldino, anche assoluto, come sostantivo, mi fido poco di quel truffaldino.
2. Da truffatore, che costituisce una truffa o un’azione comunque poco chiara, disonesta: un’impresa truffaldina; con arte truffaldina si è appropriato dell’eredità della moglie.

Una (parola) giapponese a Roma

Exotica [ek’sotika]
Voce inglese, derivata di exotic ‘esotico’.
Sostantivo femminile invariabile.
(musica) Genere di musica pop che recupera le atmosfere easy listening degli anni ’50 e ’60 aggiornandole alle sonorità della world music.

Parole d’arte

Ci scrive Maurizio Codogno.

— Ho testé scoperto che truffaldino deriva da Truffaldino, il "vero" protagonista de Il servitore di due padroni. —

La parola rovinata

BLOCCO NOTE
Pausa musicale.

Il nostro Pietro Scalzo preferito.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Rispondono correttamente alla quarantacinquesima canzone: BettyBlu (5+5), Giuly (5+4), Alby (5+3), Fermassimo (5+2) e M.Fisk (5+1). Approfittiamo dell’occasione per restituire a Fermassimo i 100 punti che gli avevamo sottratto la settimana scorsa.
Via alla quarantaseiesima canzone, in gioco fino a mercoledì 27 settembre.

Boemia (2 5 3 5)