Archive for settembre, 2008

GLOMO, GLOBO, IMPRINTING; Appunto; Perle; Nulla2

settembre 30, 2008

Glòmo
Dal latino glomus ‘gomitolo’, equivalente a globus, ‘globo’.
Sostantivo maschile.
1. (anatomia) Piccolo ammasso di capillari sanguigni, prevalentemente arteriosi, o fibre nervose.
Glomo carotideo: piccolo corpo posto alla biforcazione delle arterie carotidi e che svolge un’azione regolatrice sulla pressione arteriosa e sul respiro.
2. (veterinaria) Ciascuna delle due espansioni globose dei rami del fettone.

Glòbo
Dal latino globu(m), di etimologia incerta.
Sostantivo maschile.
1. Qualsiasi corpo di forma sferica: globo di vetro.
Globo (terrestre): la Terra e, per estensione e raramente, il mappamondo.
Globo celeste: (astronomia) sfera su cui si rappresentano le costellazioni come sono viste dalla Terra.
Globo oculare: (anatomia) l’occhio.
Globo del lume: palla di vetro o cristallo per difendere la fiamma dal vento o, se opaco, per attenuare e diffondere la luce.
2. (geografia) Geoide.

Una (parola) giapponese a Roma

Imprinting [pronuncia im’printiNg]
Voce inglese, propriamente ‘impressione’, derivato di to imprint ‘imprimere’, introdotta dall’etologo austriaco Konrad Lorenz (1903-1989) per rendere il tedesco Pragung ‘atto dell’imprimere’.
Sostantivo maschile invariabile.
(biologia) Forma rapida e limitata di apprendimento per il quale i piccoli degli animali riconoscono e seguono i genitori o eventuali sostituti, come animali di altre specie o persino oggetti in movimento.

L’appunto

Una gentilissima lettrice ci scrive dalla Danimarca e ci parla del nome della capitale.

— Il nome danese della città è Koebenhavn (in realtà, "oe" è in danese una o sbarrata, che non ho su questa tastiera, e significa "porto dei mercanti"); quello inglese è Copenhagen, modellato sulla tedesca Kopenhagen, ed infine c’è la versione italiana, non bella ma ufficiale: Copenaghen. —

Perle matematiche

"A Hong Kong vivono tremila persone per chilometro quadrato! pensate, 3 persone per ogni metro quadro!"

Dalla trasmissione "Gaia" su Raiuno (faccio notare che non si tratta di una diretta ma di una trasmissione di pretese scientifiche con testi scritti da esperti e letti da doppiatori).

Berilio Luzcech ci fornisce questa prelibatezza. Aggiungo che Wikipedia dichiara più di 6000 abitanti per chilometro quadrato. Forse nella trasmissione hanno abbassato il numero perché hanno ritenuto davvero eccessivo avere ben 6 persone per metro quadrato!

Molti libri per nulla

Secondo indizio
Il problema a questo punto è convincere gli azionisti a finanziare il progetto. Per potere realizzare ciò Slate convoca un gruppo di esperti per valutare il progetto: Cary Granite e Ann-Margrock, scienziati, Rock Hudstone, avvocato e John Cave, matematico. I quattro vengono inviati al parco per verificare l’esistenza degli esseri del futuro, la fattibilità del parco e le possibilità di sfruttarlo commercialmente. I quattro fanno le verifiche ed esprimono i loro dubbi, pensando che tenere degli uomini del futuro possa essere molto pericoloso, che potrebbero fuggire e fare dei danni enormi. Il miliardario però non ha alcuna intenzione di frenare il suo progetto.

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PLUTEO, PUSZTA; Schiele; Yokopoko; Nulla1

settembre 29, 2008

Parole a confronto

Plùteo
Dal latino pluteu(m) ‘parete di difesa, riparo’, di etimologia incerta.
Sostantivo maschile.
1. (militare) Riparo mobile a forma di paravento semicircolare usato anticamente come macchina da guerra per proteggere gli assedianti durante l’attacco alle mura delle città assediate.
2. (architettura) Balaustra a lastre rettangolari massicce, in marmo, pietra, legno o metallo, spesso decorato a bassorilievo, che divide i vari settori di una chiesa, in particolare il presbiterio e la cantoria o come recinzione dell’altare.
3. Sorta di armadio o leggio sul quale si conservano i codici di maggior valore in alcune biblioteche in modo che possano essere consultati.

Plùteo
Dal latino scientifico pluteus, dal latino pluteus ‘parete di difesa, riparo’, detto così dalla forma.
Sostantivo maschile.
(zoologia) Stadio larvale pelagico di alcuni Echinodermi.

Una (parola) giapponese a Roma

Puszta [pronuncia ‘pusta]
Voce ungherese; derivato di pust ‘zona desolata’ di origine slava.
Anche pùsta.
Sostantivo femminile invariabile.
Vasta pianura stepposa tipica dell’Ungheria, costituita prevalentemente da graminacee e utilizzata per l’allevamento di bovini ed equini.

Come si dice Schiele?

Anaïs Nin, la scrittrice, si pronuncia [ana’is nin].

Yokopoko Mayoko

Ci scrive Piero Fabbri:
— Ci ho messo un po’ ad abituarmi ad un capo della polizia che si chiama Manganelli; ma adesso, porca pupattola, come faccio se a capo della CEI mi mettono Monsignor Crociata? Neanche dentro le avventure di Topolino, quelle con Lest O’Fant e Grim Aldel, si arrivava a tanto… —

Molti libri per nulla

Insidioso il trentesimo libro ideato da chinalski, che porta ben 5 lettori a sbagliare la risposta.
Indovinano e guadagnano punti preziosi invece in tre, tutti al secondo, fatidico, indizio: Vizi Coloniali (9 punti), Mauro Cociglio (8 punti) e Massimo Chiappone (7 punti).
La nuova classifica? La terribile soluzione? Qui!

Forse vale la pena ripetere una cosa non abbastanza evidenziata. Alla pagina del sito non vengono più pubblicati di giorno in giorno gli indizi già forniti, per un archivio degli indizi pubblicati in passato dovete andare al blog della Parolata dove trovate le precedenti newsletter e, quindi, gli indizi precedenti.

Primo indizio
George Nate Slate, miliardario dell’età della pietra, ha un sogno: costruire in laboratorio degli esseri umani provenienti dal futuro, con lo scopo di creare un grande parco scientifico e ricreativo vicino a Bedrock, a Rollingstone, dove esporli.
Il miliardario finanzia le ricerche nei suoi laboratori fino a riuscire a realizzare una copia di un essere umano proveniente dal futuro, ciò grazie a un metodo ingegnoso che non staremo qui a spiegare per non offendere l’intelligenza dei nostri lettori.

MIRTO; GOSPEL; Uominidapaesi; Rovinata; Nulla5

settembre 26, 2008

Evento

A Torino, in piazza Carlo Felice, in via Roma e in piazza San Carlo, domani e domenica ci sarà l’iniziativa Portici di carta: un enorme mercato di libri sotto i portici del centro. chinalski ci andrà. www.porticidicarta.it.

Parole

Mìrto
Dal latino myrtu(m), che è dal greco myrtos.
Sostantivo maschile.
1. (botanica) Arbusto sempreverde delle regioni mediterranee, con foglie ovate di color verde scuro, piccoli fiori ascellari bianchi e bacche blu-nerastre. Sinonimo: mortella.
2. Liquore sardo e corso ottenuto per macerazione alcolica delle bacche e delle foglie di mirto. È detto anche mirto rosso.
3. Nella tradizione letteraria, simbolo dell’amore e della poesia amorosa: secco è il mirto, e son le foglie sparte / del lauro, speme al giovenil mio canto (Foscolo).

Una (parola) giapponese a Roma

Gospel [pronuncia ‘gospel]
Voce inglese, abbreviazione della locuzione gospel (‘buona novella’, composto di good ‘buono’ e spell ‘formula’) song (‘canto’); quindi ‘canto del Vangelo’, voce germanica di origine indeuropea.
Sostantivo maschile invariabile.
Canto religioso popolare dei neri statunitensi di ispirazione biblica, a una o più voci, strutturato per lo più secondo schemi responsoriali di chiamata e risposta. Si è sviluppato tra i neri americani delle grandi città a partire dal secolo XVIII, insieme al genere spiritual, ed è considerato antesignano del jazz.

Persone da paesi e antonomasia

L’Aretino è Pierto Aretino, poeta, scrittore e drammaturgo (1492 – 1556). Si chiama così perché nato ad Arezzo, sembra che il suo nome vero non sia noto perché lui stesso l’aveva disconosciuto.

La parola rovinata

Discrepanza
Pancia moderata, non invadente. Qualcuno dice di dimensione superiore al panzerotto e inferiore al panzone, ma su questo non c’è accordo.

Molti libri per nulla

Quinto indizio
Sono sommamente riunite nel libro la scienza e la spiritualità, la fisicità e la letteratura. Certo, la parte scientifica può a volte fare sorridere, come la scrittura è un po’ datata, ma la parlata toscana, gli aneddoti che inframmezzano i racconti veri e propri sono gustosi e sono un nutrimento per la mente del lettore.

Evento; URENTE, CALICE, ONCIALE; Yokopoko; Nulla4

settembre 25, 2008

Evento

Care lettrici e cari lettori,
nel caso non ne aveste abbastanza della Parolata e del suo curatore, potete andare a leggere sul blog del nostro amico Andre Allax una webintervista a Carlo Cinato.

Parola

Urènte
Dal latino urente(m), participio presente di urere ‘bruciare’, di origine indeuropea.
Aggettivo.
(medicina) Bruciante; che dà una sensazione di bruciore: febbre urente.

Sostantivo maschile.
(botanica, specialmente al plurale) Nell’ortica e in altre piante, pelo rigido che produce e contiene sostanze urticanti.

Una (parola) giapponese a Roma

Calice [pronuncia ka’liS]
Voce spagnola, derivato di cal ‘calce’.
Sostantivo maschile invariabile.
(geologia) Crosta superficiale calcarea formata per evaporazione delle soluzioni del terreno per il clima arido.

I lettori ci scrivono

Si parlava di oncia giorni fa. Maurizio Codogno propone di aggiungere anche le seguenti parole.

Onciàle
Dal latino unciale(m), derivato di uncia ‘oncia’, propriamente ‘(scrittura) alta un’oncia’; oppure derivato di uncus ‘uncino’, propriamente ‘(scrittura) uncinata’.
Anche, raramente. unciàle.
Aggettivo e sostantivo femminile.
Detto di un’antica scrittura maiuscola a tracciato spiccatamente arrotondato, per le lingue greca e latina in uso dal secolo IV all’VIII in Europa occidentale.

Onciàrio
Da oncia, unità di misura secondo cui venivano stimati i terreni
Aggettivo.
Nella locuzione catasto onciario, (storia) registro dei beni immobili del Regno di Napoli (fino al secolo XVIII).

Yokopoko Mayoko

Il palleggiatore della squadra statunitense di pallavolo si chiama Lloy Ball.

Molti libri per nulla

Quarto indizio
Chiude il libro un’appendice che, alimentata dagli episodi precedenti, li rielabora e li presenta in un’ottica differente, più rilassata, meno aggressiva, quasi con candore, facendone un cernita ragionata in grado di cambiare il risultato intimo delle vicende. Forse non si tratta proprio di un iperromanzo, ma non ne è lontano.

URBICO, PLACER; Mode; Parole di animali; Nulla3

settembre 24, 2008

Ùrbico
Dal latino urbicu(m), derivato di urbs urbis ‘città’.
Aggettivo [plurale maschile urbici].
(raro) Urbano, della città, delle città (usato solo in alcune espressioni): porte urbiche, le porte della cinta muraria di una città; fortificazioni urbiche, le fortificazioni della città; fauna urbica, l’insieme degli animali che vivono all’interno di una città o nelle sue immediate vicinanze e comunque a contatto più o meno diretto con l’uomo.

Una (parola) giapponese a Roma

Placer [pronuncia ‘pleiser]
Voce inglese; derivato di place ‘posto’.
Sostantivo maschile invariabile.
(geologia) Terreno alluvionale contenente sabbie aurifere o altri minerali preziosi.

Mode di dire

Male assoluto
Due parole simbolo dell’attuale impossibilità di discutere di qualsiasi argomento in Italia, e un po’ forse nel mondo. Fanno la coppia con “assolutamente sì” e incarna l’incapacità di avere delle idee proprie e ponderate. Il metodo è: si assume uno slogan e si litiga sopra, l’importante è che qualcuno sia a assolutamente favore e qualcuno sia assolutamente contro. Quale sia poi l’argomento di discussione non interessa a nessuno, anzi, in realtà spesso non viene neanche dichiarato o spiegato: ci si azzuffa e basta.
Credo che l’inventore sia Gianfranco Fini in una intervista concessa nel 2003 in Israele.

Parole di animali

Urlàre
Latino parlato urulare, forma dissimulata di ululare.
Verbo intransitivo [ausiliare avere].
1. Detto di lupi, di cani e di altri animali, emettere urli o ululati.
2. (estensione) Dell’uomo, mandare grida forti e prolungate; anche, parlare concitatamente e ad alta voce.
3. (estensione) Alzare la voce, specialmente accalorandosi in rimproveri, discussioni e simili.

Verbo transitivo.
1. Dire ad alta voce: non si capisce nulla, tutti urlano.
2. Cantare a piena voce.

Ululàre
Dal latino dotto ululare, voce di origine onomatopeica.
Verbo intransitivo [io ùlulo ecc.; ausiliare avere].
1. Emettere urli prolungati e lamentosi (detto specialmente del cane e del lupo): un lupo ululava alla luna.
2. (estensione, letterario) Emettere prolungati e cupi lamenti, detto di persone.
3. (estensione) Produrre suoni prolungati, simili a ululati: il vento ululava nella foresta.

Molti libri per nulla

Terzo indizio
Le vicende sono ambientate prevalentemente in Toscana e Emilia Romagna, però molti episodi sono relativi ad altri luoghi d’Italia e, qualcuno, anche fuori dai nostri confini.