Posts Tagged ‘rovinata’

Polsonetto, Cassoulet; Schiele; Frasi; Rovinata

novembre 17, 2017

Speciale cucina

Polsonétto
Forse derivato del latino punctio -onis ‘puntura, punzonatura’, per indicare in origine un misurino garantito da punzonatura.
Anche polzonétto.
Sostantivo maschile.
Recipiente di rame, non stagnato, a fondo concavo, con manico a impugnatura, che serve per la cottura di creme, per la preparazione dello zucchero caramellato ecc. La voce è diffusa con varianti in diversi dialetti, anche con significato più generico, di paiolo, paiolino ecc.

Una (parola) giapponese da Perilli

Cassoulet [kasu’le]
Voce francese, dalla forma dialettale cassolo ‘pignatta’.
Sostantivo maschile invariabile.
(gastronomia) Stufato di carni miste e fagioli, tipico della cucina regionale francese.

Come si dice Schiele?

Giovanni Berchet, poeta e scrittore italiano dell’inizio dell’ottocento, si pronuncia alla francese: [ber’Se].

Frasi, non futilità

Un romanzo è come un arco, la cassa del violino che emette suoni è l’anima del lettore.
Stendhal

La parola rovinata

Febbraio
Lazzaretto

Un sinonimo mensile di Pietro Scalzo.

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Cucullo, Schlieren; Paesidapersone; Rovinata

novembre 15, 2017

Cucùllo
Dal latino cucullus, cuculla e anche cucullio -onis, di origine gallica.
Sostantivo maschile.
Cappuccio di stoffa, generalmente pesante, unito o sovrapposto alla veste, usato, nel mondo romano, da contadini e viaggiatori per difendersi dalle intemperie, e, in età cristiana, adottato dai monaci.

Una (parola) giapponese a Roma

Schlieren [‘Sliren]
Voce tedesca, propriamente ‘scie, striature’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Ciascuna delle figure luminose, a carattere di scia e striate, che si formano in seno a una corrente fluida opportunamente illuminata.
2. (estensione) Il metodo, detto anche metodo strioscopico o scioscopia, che porta alla formazione di tali figure, visualizzazioni del modo di variare dell’indice di rifrazione del fluido in conseguenza dell’esistenza in esso di una corrente: è impiegato soprattutto in fluidodinamica, per mettere in evidenza e studiare il campo aerodinamico intorno a modelli in gallerie del vento (studi di scie, turbolenze, onde d’urto ecc.), e in ottica per il controllo dell’omogeneità dei vetri ottici e per lo studio dei fenomeni connessi alla propagazione della luce in mezzi non omogenei, come quando parti a diversa temperatura di uno stesso fluido si mescolano tra loro. Altri usi delle tecniche Schlieren si hanno in biologia, nelle analisi con ultracentrifugazione e nel riconoscimento di macromolecole nelle analisi elettroforetiche.

Paesi da persone

L’origine del nome della città di Gaeta non è chiara, ma tra le ipotesi ci sono le seguenti:
dal nome di Aietes, mitico padre di Medea, nipote di Circe e maga innamorata di Giasone;
dal nome di Caieta, nutrice di Enea sepolta dall’eroe troiano dove sarebbe sorta la città durante il suo viaggio verso le coste laziali;
dal nome di Aiete, figlio del dio sole Elio, soprannominato "L’Aquila" e fratello di Circe. Il nome deriverebbe dalla struttura geografica della città che ricorda la testa del rapace.
Tutto ciò lo sappiamo grazie a Eros Andreoli.

La parola rovinata

Aprile
Schiudi l’uscio alla primavera.

Pietro Scalzo.

Ripudio, Ginn; Abita; Rovinata

novembre 10, 2017

Ripudiàre
Dal latino repudiare, derivato di repudium ‘ripudio’.
Anche, meno comune, repudiàre.
Verbo transitivo (io ripùdio ecc.).
1. Respingere una persona che abbia con noi un legame sociale o affettivo, non volendo più riconoscere come giuridicamente o sentimentalmente valido tale legame: ripudiare il marito; ripudiare un compagno di lotta politica.
2. Rifiutare, non riconoscere più come proprio qualcosa che pur è nostro o lo era fino a quel momento: ripudiare un quadro, dichiarare di non volerlo riconoscere come propria opera; ripudiare la propria fede.
(estensione) Con valore più generico, respingere decisamente: Galileo ripudiò il principio d’autorità.
Ripudiare il mondo: nel linguaggio ascetico, rinnegarlo.

Ripùdio
Dal latino repudium, probabilmente connesso con pes pedis ‘piede’, propriamente, l’atto di respingere con il piede.
Sostantivo maschile.
1. L’azione, l’atto e il fatto di ripudiare chi è legato a noi affettivamente o socialmente: ripudio di un’amicizia.
In particolare, nel diritto matrimoniale di alcuni popoli (nell’Antico Testamento, nel diritto romano, nella legge sacra musulmana e altri), la dichiarazione che un coniuge (il marito) fa all’altro coniuge, con o senza formalità, di volere rompere il vincolo coniugale: è una forma di divorzio unilaterale.
2. Rifiuto di ammettere, riconoscere, conservare come proprio qualche cosa che ci appartiene: ripudio di un romanzo di cui si è autore; ripudio dell’eredità.
Ripudio del debito pubblico: esplicita dichiarazione di uno stato di non volere riconoscere il debito complessivo o alcuni debiti contratti da precedenti governi.
(estensione) Rifiuto deciso, netta opposizione ad accettare qualche cosa: ripudio di ogni compromesso, di ogni forma d’imposizione.

Una (parola) giapponese a Roma

Ginn [dZin]
Voce araba.
Sostantivo maschile invariabile.
(antropologia) Nelle antiche credenze arabe, spiriti che popolano la natura e il cui influsso benefico o malefico si esercita continuamente sulla vita umana.

Abita come mangi

Gli abitanti di Badia Pavese, in provincia di Pavia, si chiamano incredibilmente casellesi.

La parola rovinata

Miami
Città florida e passionale.

Di Pietro Scalzo.

Stoviglie, Stiglio, Crepe; Perle; Rovinata; Canzone

novembre 9, 2017

Speciale cucina

Stovìglie
Incrocio del latino medievale usitilia con usibilia ‘materiali d’uso’, derivato di usus, participio passato di uti ‘usare’.
Anche, antico, stovìgli, maschile plurale.
Sostantivo femminile plurale.
L’insieme del vasellame (piatti, bicchieri, tazze ecc.) per uso di tavola e di cucina: una povera feminetta per ventura suoi stovigli con la rena e con l’acqua salsa lavava e facea belli (Boccaccio); una nobile donna … posta a lavar suoi stovigli nel rigagnolo della via pubblica (Della Casa).
Non comune il singolare una stoviglia, per indicare un singolo pezzo.

Stìglio
Latino tardo usitilium, da cui anche il francese antico ustil, poi outil, alterazione del latino classico utensilia.
Sostantivo maschile.
(regionale) Termine generico, in genere usato al plurale, che indica il mobilio fisso di locali destinati alla conservazione e alla vendita di mercanzie di vario genere, come dispense, depositi, botteghe, ristoranti, bar ecc.

Una (parola) giapponese da Perilli

Crêpe [krep]
Voce francese, dal latino crispus ‘arricciato’.
Sostantivo femminile invariabile.
(gastronomia) Frittella sottile che può essere farcita con un ripieno dolce o salato.

Crêpe suzette [krep su’zet]
Locuzione francese, probabilmente il nome deriva dall’attrice Suzanne Reichenberg (1853-1924), che aveva nome d’arte Suzette.
Locuzione sostantivale femminile invariabile.
(gastronomia) Crêpe zuccherata, aromatizzata con limone o liquore, spesso servita flambé.

Perle linguistiche

"[…] rende la tecnologia abilitante alla comunità e non fine a se stante."
Letta su una mail di lavoro da un lettore o una lettrice anonimi.

La parola rovinata

Picchio
Battibecco.

Un sinonimo rovinato da Pietro Scalzo.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Si trattava della cinquantunesima e penultima canzone del concorso, non ultima come scritto lunedì.

Pianura sconfinata (9 1 7)

Paesaggio a livello, cioè la canzone Passaggio a livello, di Enzo Jannacci e poi anche di Luigi Tenco.

Aceto, Moussaka; Abita; Schiele; Rovinata

novembre 8, 2017

Speciale cucina

Acéto
Latino acetum, affine ad acer ‘acre’.
Sostantivo maschile.
1. Prodotto della fermentazione di alcuni liquidi a bassa gradazione alcolica, come vino, vinello, birra, per l’azione di batteri aerobî del genere acetobatterio.
In particolare quello ottenuto da vino o vinello, che viene usato come condimento e per la conservazione di prodotti alimentari: condire l’insalata con olio e aceto; mettere sott’aceto dei fagiolini per conservarli.
Prendere d’aceto: del vino che comincia a inacetire.
Aceto balsamico: tipo di aceto molto pregiato, prodotto nelle zone di Modena e di Reggio nell’Emilia per fermentazione di mosto di uva cotto e lasciato maturare per almeno cinque anni in botti di legni diversi, da cui trae l’aroma e il colore.
2. In chimica, nome di alcuni derivati dell’acido acetico.
Aceto ammoniacale: l’acetato di ammonio.
Aceto calibeato: l’acetato ferrico.
Aceto di saturno o saturnino: antica denominazione dell’acetato basico di piombo.
3. Aceti medicinali: (farmaceutica) soluzioni in aceto di sostanze medicamentose.
Aceto dei sette (o dei quattro) ladri (o ladroni): antico farmaco che avrebbe preso il nome, secondo la tradizione, da un gruppo di ladroni, spogliatori di appestati ma immuni dal contagio per virtù del farmaco di cui furono costretti a rivelare il segreto per avere salva la vita; sarebbe stato composto di aceto, essenza d’aglio, ruta e canfora.
4. (figurato, letterario) Spirito mordace: l’aceto italico.

Una (parola) giapponese da Perilli

Moussakà [mussa’ka]
Voce greca moderna.
Sostantivo femminile invariabile.
(gastronomia) Pasticcio a base di melanzane, patate, pomodoro, carne tritata e formaggio, tipico della cucina greca.

Abita come mangi e Come si dice Schiele?

Come si chiamano gli abitanti di Porcia, in provincia di Pordenone? Sbagliato, si chiamano purliliesi.
E come si pronuncia? Porcía.

La parola rovinata

CONDOMMINIO
Profilattico color carminio che impedisce l’ossidazione da mancato utilizzo.

Di Franco Palazzi.