Posts Tagged ‘rovinata’

Rabberciare, Quipu; Yokopoko; Rovinata

ottobre 16, 2019

Rabberciàre
Etimo incerto.
Verbo transitivo (io rabbèrcio ecc.).
Racconciare, accomodare alla meglio: rabberciare un muro, una seggiola, un paio di scarpe.
(figurato) Correggere, cercare di migliorare un testo, uno scritto, un’opera mettendone insieme le parti alla meglio: rabberciare una commedia, un articolo di giornale, un film.
Participio passato rabberciato, usato anche come aggettivo: un tavolo tutto rabberciato; quei baffi senza pretese, quegli occhiali con una stanghetta rabberciata, ispiravano fiducia (Ennio Flaiano); versi rabberciati alla meglio.

Una (parola) giapponese a Roma

Quipu [qu’ipu]
Voce spagnola, dal quechua.
Sostantivo maschile invariabile.
Pacchetto di cordicelle variamente intrecciate, colorate e annodate, in uso nell’età precolombiana nel Perù e forse anche nel Messico; probabilmente i nodi indicavano le unità, la posizione delle corde le decine, le centinaia e le migliaia.

Yokopoko Mayoko

Marino Trani ci segnala che il giorno 22 agosto 2019 sul TG3 regionale del Piemonte è stato intervistato l’entomologo Andrea Mosca. Marino ha prodotto anche documentazione fotografica.

La parola rovinata

CAMMOSCIO
Mammifero alpino della famiglia dei Bovidi, conosciuto per la sua limitata iniziativa riproduttiva.

Di Franco Palazzi.

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Avviso; Esimere, Sister; Yokopoko; Rovinata

ottobre 7, 2019

Avviso

Care lettrici e cari lettori,
il curatore della Parolata si trova in un periodo di carenza di tempo e ha grosse difficoltà con la produzione di nuovi numeri della newsletter, d’altra parte non vuole farvi mancare quello che probabilmente è il maggiore piacere della vostra vita. Ciò che ha quindi escogitato, e che potrebbe essere sostenibile da parte sua e accettabile da parte vostra, è di inframmezzare numeri in ristampa e numeri nuovi, in questo modo tornando a pubblicare i contributi freschi dei lettori che sono mancati in questi ultimi mesi.
La loro frequenza e giorno di pubblicazione non saranno fissi, e potrete riconoscere i numeri ristampati dal titolo della mail "PrltR", mentre i numeri freschi avranno titolo "Prlt". Il contenuto delle mail ugualmente riporterà l’indicazione della ristampa oppure no.
Potrete quindi inviare i vostri contributi alla redazione, fiduciosi che verranno pubblicati in tempi sensati.
Grazie a tutte e tutti per la comprensione.

Parole

Esìmere
Dal latino eximere, composto di ex- e emere ‘prendere, comprare’.
Verbo transitivo (difettivo del participio passato e dei tempi composti).
Esentare, liberare da un obbligo, dichiarare non soggetto a qualche cosa: esimere da una pena, dalle tasse; più comunemente, esimere da una responsabilità, da ogni rischio o pericolo.
Esimersi: (riflessivo) sottrarsi a un obbligo, a un dovere, a un’imposizione: la sventurata tentò tutte le strade per esimersi dall’orribile comando (Manzoni); esimersi dall’intervenire a una riunione; mi esimo da qualsiasi responsabilità; non potersi esimere dal fare una cosa, essere costretto a farla.

Esimènte
Participio presente di esimere.
Aggettivo e sostantivo femminile.
Nel linguaggio giuridico, che esime, che sottrae a un obbligo; in particolare, sono dette cause o circostanze esimenti (o semplicemente le esimenti) le cause oggettive che eliminano il carattere di reato da un fatto che altrimenti sarebbe tale, per esempio la legittima difesa, lo stato di necessità, l’adempimento del dovere ecc.

Una (parola) giapponese a Roma

Sister [‘siste@]
Voce inglese, propriamente ‘sorella’.
Sostantivo femminile invariabile.
Titolo dato nei paesi anglosassoni alle suore e alle infermiere laiche.

Yokopoko Mayoko

Ministro della Salute: Speranza;
Ministro della Giustizia: Bonafede;
Ministro della Difesa: Guerrini;
Ministro del Territorio e del Mare: Costa;
Ministro del Sud: Provenzano;
Ministro dello Sport: Spadafora.

Forse avevate già notato i nomi dei ministri dell’attuale governo, ma la Parolata non può esimersi da introdurre nella rubrica questi campioni. Grazie a Marco Marcon.

La parola rovinata

PELLAGRINO
Pellegrino la cui alimentazione è carente di vitamine del gruppo B.

Di Franco Palazzi.

Atroce, Snuff movie; Motti e buoi; Perle; Rovinata

aprile 5, 2019

Atróce
Dal latino atrox -ocis.
Aggettivo.
Che suscita orrore o spavento, terribile: visione, spettacolo atroce; Notte! funesta, atroce, orribil notte (Alfieri); dolore atroce, grave a sopportarsi.
Di persona, crudele, spietato: Con tali scherni il saracin atroce Quasi con dura sferza altrui percote (Tasso); il grave umbro ne’ duelli atroce (Carducci); di azione, compiuta con ferocia: supplizio atroce.
Offesa atroce: nel codice cavalleresco, quando vi siano state vie di fatto;
Delitto atroce, o atrocissimo: (antico) delitto grave, in vario grado.

Una (parola) giapponese a Roma

Snuff movie [znaf ‘muvi]
Locuzione inglese, propriamente ‘film con uccisione’, composto di (to) snuff ‘spegnere (una candela), uccidere’ e movie ‘film’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
Filmato pornografico amatoriale clandestino, che si propone come ripresa di fatti realmente accaduti, contenente scene di violenza che possono contemplare anche la morte dei protagonisti.

Motti e buoi dei paesi tuoi

Doccia scozzese
Doccia realizzata con getti di acqua calda e fredda alternata, anche con il significato figurato di arrivo o comunicazione di notizie contrastanti, ora buone ora cattive, in frasi come: le notizie arrivarono come una doccia scozzese.
Sembra che in inglese non esista un modo di dire equivalente, e nemmeno in altre lingue, ma ci rimettiamo alla conoscenza dei lettori per colmare la lacuna.

Perle linguistiche

“Io non tollero questa ignoranza che quasi se ne vantano”.
Al lavoro.

Di Pietro Scalzo.

La parola rovinata

PREGO
Invoco grazie.

Di Pietro Scalzo.

Solenne, Uitlanders; Tempo massimo; Rovinata

aprile 4, 2019

Solènne
Dal latino sollemnis, probabilmente composto di sollus ‘tutto’ e annus ‘anno’, quindi propriamente ‘che avviene, che si ripete tutti gli anni’.
Aggettivo.
1. Che si celebra con pompa e apparato eccezionale, riferito a feste, cerimonie e manifestazioni religiose o civili che rivestono una particolare importanza: la solenne incoronazione dell’imperatore.
Nozze solenni: celebrate con grande pompa o, con altro senso nella storiografia di G. B. Vico, le nozze celebrate in Roma con speciale rito, riservate ai soli patrizi: i plebei romani prima desiderano nobiltà con le nozze solenni all’uso de’ nobili.
Giuramento solenne: il giuramento di fedeltà prestato dai militari davanti a tutto il proprio reparto schierato.
Encomio solenne, rimprovero solenne: ricompensa al merito, o rispettivamente punizione militare, comunicata all’interessato in forma ufficiale e con particolari modalità.
(generico) Tutto ciò che si compie o avviene con grande pompa: il pontefice fece il suo solenne ingresso nella basilica; un solenne convito.
(letterario) Riferito a giorno, in cui ricorre una festività: la turba De’ pastori festanti … a diporto Si sta ne’ dì solenne (Tasso).
2. Che per sé stesso, o per i suoi modi, il suo aspetto, il suo carattere, ispira sentimenti di rispetto o di riverenza: un personaggio d’aspetto solenne; O Spirto! supplichevoli A’ tuoi solenni altari … (Manzoni); pio bove … solenne come un monumento Tu guardi i campi liberi e fecondi (Carducci); anche in senso più astratto, con riferimento a situazioni intensamente significative: il momento era particolarmente solenne.
Serio, grave, sostenuto: tra le memorie così varie e così solenne d’un infortunio generale (Manzoni); avere un portamento, un incedere solenne.
Anche scherzoso, per esprimere una gravità eccessiva e sproporzionata alla circostanza: che aria solenne hai oggi!
Didascalia musicale che prescrive un’esecuzione sostenuta e religiosamente maestosa.
3. (estensione) Grande, straordinario; soprattutto in tono ironico o con valore iperbolico: gli affibbiò un solenne schiaffo; si è preso una solenne sbornia.
(letterario) Di persona, grande, eccellente: Fammi in tra gli altri, o Gloria, sì solenne, Ch’io batta insino al cel teco le penne (Poliziano); anche esperto, autorevole: insieme incominciarono a ragionare delle virtù di diverse pietre, delle quali Maso così efficacemente parlava come se stato fosse un solenne e gran lapidario (Boccaccio).
Oggi solo in tono scherzoso o ironico: sei un solenne bugiardo.
Nell’uso antico, con valore genericamente superlativo: spesse volte insieme si favellavano e toccavansi la mano, ma più avanti per la solenne guardia del geloso non si poteva (Boccaccio), cioè per la guardia attenta e accurata.

Una (parola) giapponese a Roma

Uitlanders [wit’lender]
Voce afrikaaner, dall’inglese uitlander ‘straniero’.
Sostantivo maschile invariabile.
Denominazione con la quale furono indicati, alla fine del secolo XIX, gli immigrati nel Transvaal di origine non boera, per la maggioranza minatori e cercatori d’oro inglesi.

Parole fuori tempo massimo

Quando qualcuno non particolarmente giovane perde colpi scatta la frase: "Hai bisogno del Gerovital", assolutamente incomprensibile alle nuove generazioni. Per la trattazione completa, e interessante, dell’antico rimedio antiinvecchiamento rimandiamo alla pagina di Wikipedia, qui diciamo solo che dal 1982 la sostanza è considerata, negli Stati Uniti, alla stregua di una droga, e non più venduta.

Grazie ad Alex Merseburger che ha fatto una ricerca sul campo per certificare la frase.

La parola rovinata

APPROFITTEROL
Dolce di cui abusare.

Di Pietro Scalzo.

Matricola, Lifo; Animali: Marpione; Rovinata

aprile 3, 2019

Matrìcola
Dal latino tardo matricŭla ‘registro pubblico’, diminutivo di matrix -icis ‘matrice’.
Sostantivo femminile.
1. Dal medioevo in poi, denominazione degli elenchi in cui erano iscritti gli appartenenti a un’associazione e quindi, particolarmente, gli iscritti alle corporazioni di arti e mestieri, ma anche gli appartenenti a congregazioni religiose. In seguito, il termine indicò ognuno dei registri nei quali sono iscritti gli appartenenti a speciali categorie, ordinati secondo un numero progressivo (numero di matricola), o anche alfabeticamente: matricola della gente di mare, della gente dell’aria; matricola degli studenti universitarî; libretto di matricola.
(estensione, comune) Numero di matricola o anche la persone che vi corrisponde: la mia matricola è 33705.
Nel gergo goliardico, studente iscritto per la prima volta nella matricola dell’università, e che quindi frequenta il primo anno: un gruppo di matricole di ingegneria.
Festa delle matricole: nome con cui in passato erano indicati i giorni riservati tra l’altro alle cerimonie, talora scherzose, ma qualche volta anche vessatorie, per lo più consistenti o concludentisi in un rinfresco a spese del nuovo studente (pagare la matricola), attraverso le quali egli veniva dichiarato matricola dagli studenti più anziani, e matricola, o papiro, era detto anche il relativo documento, per lo più redatto in latino maccheronico, che gli veniva rilasciato.
(estensione) Chi intraprende per la prima volta un lavoro, un’attività, l’esercizio di una professione o anche di una funzione; per esempio, nel linguaggio giornalistico, i giovani che votano per la prima volta, o i parlamentari neoeletti.
In particolare, nel linguaggio sportivo, atleta che per la prima volta prende parte a una gara, o squadra che da un girone inferiore è promossa a quello superiore: una matricola della serie A.
In tutte queste accezioni, la qualifica può essere riferita sia a uomo sia a donna.
2. Nel linguaggio militare, documento nel quale vengono minutamente registrati tutti i dati relativi al servizio prestato da ogni singolo militare.
Ufficio matricola, o assoluto matricola, è chiamato l’ufficio che controlla il movimento degli uomini di reparto in reparto e che ne compila lo stato di servizio.
3. Registro sul quale vengono iscritti determinati oggetti, sia in relazione al pagamento della relativa tassa, sia per una rapida identificazione dell’oggetto stesso e del suo proprietario: matricola delle navi, degli aeromobili, degli automezzi.
(estensione) Il numero di matricola di questi oggetti, applicato mediante targhette o punzonato sui singoli oggetti.

Matricolina, o al maschile matricolino: studente universitario iscritto al primo anno, sono entrambi ormai poco comuni, tranne che il femminile matricolina, riferito scherzosamente a giovane studentessa.

Una (parola) giapponese a Roma

LIFO
Voce inglese, acronimo di Last In First Out, propriamente ‘ultimo a entrare primo a uscire’.
Sostantivo maschile invariabile.
(amministrazione aziendale) Criterio di valutazione delle scorte di magazzino, adoperato nella redazione dei bilanci, per il quale le merci sono valutate al prezzo di acquisto più vecchio, in base al presupposto che i beni acquistati per ultimi saranno i primi a essere utilizzati o venduti.

Animali di parole

Marpióne
Dal francese morpion, propriamente ‘piattola’, composto di mords, imperativo di mordre ‘mordere’, e pion ‘soldato, fante’.
Sostantivo maschile [femminile marpiona].
(famigliare) Individuo furbo, capace di approfittare di ogni situazione favorevole senza dare nell’occhio.

Marpione era già stato pubblicato, ma non come parola derivata da animale.

La parola rovinata

FRETTATA
Piatto a base di uova preparato velocemente e con scarsa cura.

Di Franco Palazzi.