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R- Romeo, Boina; Etimo; Paesi; Appunto; Perle; Canzone

giugno 26, 2017

Romèo
Latino volgare romìu(m), che è dal greco rhomâios, propriamente ‘romano’, nome dato in Palestina ai pellegrini provenienti dall’Europa.
Sostantivo maschile.
Nome che nel medioevo si dava ai pellegrini che si recavano a Roma o in Terrasanta.
(estensione letteraria) Pellegrino in genere.
Usato anche come aggettivo: strada romea, quella percorsa dai pellegrini che si recavano a Roma.

Una (parola) giapponese a Roma

Boina [‘boina]
Voce spagnola di origine basca.
Sostantivo femminile invariabile.
Berretto basco.

Un etimo al giorno

Grantùrco
Composto di grano e turco, nel significato antico e generico di ‘straniero, forestiero’, infatti la pianta è originaria dell’America.

Nomi di paesi, la parola

Frègio
Latino (opus) phrygiu(m) ‘(lavoro) frigio’, perché originario della Frigia.
Sostantivo maschile.
1. (architettura) La parte della trabeazione, talora decorata, tra l’architrave e la cornice, tipico ornamento dei templi antichi.
2. (estensione) Qualsiasi ornamento che abbia andamento più o meno lineare: un libro con un fregio d’oro.
Nel cappello dei militari, ornamento indicante il grado.
3. (figurato, non comune) Ornamento morale: né macchia vi può dar né fregio / lingua sì vile (Ariosto).
4. (antico) Sfregio, cicatrice.

Romeo e fregio sono di Isidorus Hispalensis

L’appunto

Si direbbe zabaione, ma ora è anche accettato zabaglione.

Perle dai porci

"Fare braccio di ferro si dice ‘to make popeye’? Ah, no, popeye vuol dire ‘spinaci’."

A lezione di inglese.
Dagli archivi di Maidirepigigierre.

La Canzone Settimanale Enigmistica

La quarantaduesima canzone ci porta alle meritate vacanze della Parolata con il seguente risultato: Fermassimo (5+5), BettyBlu (5+4), Francesco Caiazzo (5+3), Simona Gavagni (5+2), Alberto Cacciari (5+1), Giuly, M.Fisk, Alby, Maurizio Codogno (5). Potete vedere la classifica provvisoria sulla pagina del sito, e riposarvi fino ad almeno lunedì 4 settembre.

Novero, Churrasco; Persone; Lettori; Eufemismo; Canzone

giugno 22, 2017

Nòvero
Latino numerus ‘numero’.
Sostantivo maschile.
(raro, antico) Numero, enumerazione, computo, calcolo.
(raro) Quantità numericamente definita o anche indeterminata: accanto a ogni nome erano segnati i beni e i luoghi e il novero delle bestie (Pirandello); un anno ancora si aggiunge al novero degli anni che si accumulano nell’infinito a formare l’eternità (Beltramelli).
Gruppo, complesso di cose o persone, in espressioni come mettere, porre nel novero di …, essere, entrare, rientrare nel novero, escludere dal novero e simili.

Una (parola) giapponese da Perilli

Churrasco [tSur’rasko]
Voce portoghese.
Sostantivo maschile invariabile.
(gastronomia) Grigliata di carni miste tipica della cucina brasiliana.

Churrascaria [tSurraska’ria]
Voce portoghese.
Anche churrascheria.
Sostantivo femminile invariabile.
(gastronomia) Locale in cui viene servito il churrasco e altri piatti tipici della cucina brasiliana.

Persone da persone

Umberto Saba non si chiamava alla nascita Umberto Saba, ma Umberto Poli. Scelse il nuovo cognome, forse, dalla propria balia Gioseffa Gabrovich Schobar, detta Peppa Sabaz. Inoltre, saba in ebraico significa "pane", essendo lui di origini ebree.

I lettori ci scrivono

Ci scrive l’attento Maurizio Codogno per dirci che:

— il De Mauro lo dà con l’accento acuto: cioféca. —

Sì, anche gli altri dizionari concordano, sembra proprio che la Parolata abbia sbagliato accento.

L’eufemismo

Marco Marcon ci aveva proposto alcuni eufemismi per non dire "prostituta": bella di notte, buona donna, cortigiana, donna di facili costumi.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Terminata la quarantaduesima canzone, era:

In smoking e papillon (1 8 1 2 8)

L’elegante e la farfalla, che diventa la canzone L’elefante e la farfalla, di Michele Zarrillo.

Fisciu, Magenstrasse; Paesipersoneschiele; Canzone

giugno 19, 2017

Fisciù
Dal francese fichu, sostantivazione di fichu participio passato di ficher ‘ficcare’: propriamente ‘messo in fretta, alla meglio’.
Sostantivo msachile.
Scialletto o grande fazzoletto di forma triangolare di stoffa leggera o di lana, con o senza guarnizioni di pizzo, usato dalle donne, specialmente nel passato, come elegante drappeggio per coprire le spalle e il petto: indossava sul vestito scuro un grande fisciù rosa (Pratolini).
Fisciù alla Maria Antonietta: qualunque drappeggio o scialletto incrociato sul petto, al modo di quello adottato dalla regina di Francia al tempo della sua prigionia durante la rivoluzione francese.

Una (parola) giapponese a Roma

Magenstrasse [magen’strasse]
Voce tedesca, composto di Magen ‘stomaco’ e Strasse ‘via’.
Sostantivo femminile invairabile.
(anatomia) Parte dello stomaco, lungo la piccola curvatura gastrica che va dal cardias al piloro, dove passano obbligatoriamente gli alimenti che entrano nello stomaco; per tale ragione era considerata in passato sede preferenziale di ulcera gastrica.

Paesi da persone e Come si dice Schiele?

La città di Berkeley, affacciata sulla baia di san Francisco e famosa per l’università. prende il nome dal filosofo irlandese George Berkeley. Ce lo dicono i Rudi Mathematici nel loro ultimo libro.
Quello che aggiunge la Parolata è che il filosofo si pronuncia [‘barkli], mentre la città si pronuncia all’americana [‘b{rkli], cioè un po’ come se si dovesse pronunciare in inglese la parola burklee.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Volete i risultati della quarantunesima canzone? Eccoli. Pietro Scalzo (5+5), BettyBlu (5+4), Alberto Cacciari (5+3), Fermassimo (5+2, la mail di Fermassimo è arrivata a mezzanotte e 7, ed è stato il quarto a rispondere!), Piero Fabbri (5+1), Alby, Giuly, Maurizio Codogno, Simona Gavagni, Mario Cacciari, Francesco Caiazzo, Alex Merseburger, Babette, M.Fisk, Michele, Nando Tomassoni, Marco Marcon, tutti con 5 punti.

Tocca ora alla quarantaduesima canzone, fino a mercoledì 21 giugno.

In smoking e papillon (1 8 1 2 8)

Mandria, Kulak; Giuoco; Canzone

giugno 15, 2017

Màndria
Latino mandra, dal greco mandra ‘branco, recinto’.
Anche màndra.
Sostantivo femminile.
1. Branco di grosse bestie, in particolare di ungulati (diversamente dal gregge, che si usa generalmente per bestie più piccole), domestici o allo stato selvatico: una mandria di buoi, di cavalli; Come lion di tori entro una mandra Or salta … (Leopardi); tra le acacie si scorgevano mandrie di zebù e frotte di capre con i loro pastori (Comisso).
2. (estensione) Folla, moltitudine di persone, di esseri umani: Sì vid’io muovere a venir la testa Di quella mandra fortunata allotta (Dante); specialmente col senso spregiativo di massa amorfa, facilmente influenzabile oppure spregevole: sono una mandria di farabutti; una mandria di pecoroni agli ordini del politico di turno.
3. (non comune) Luogo, recinto, dove si raccoglie il bestiame in dimora temporanea.

Una (parola) giapponese a Roma

Kulak [ku’lak]
Voce russa, dal turco-tataro con significato proprio di ‘pugno, derivato di kul ‘mano’, poi, in senso figurato, ‘incettatore, avaro’.
Anche culaco, plurale culachi.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
Nome con cui era designato, nella Russia zarista e nei primi anni della Russia sovietica, il contadino arricchito e divenuto proprietario terriero, con altri contadini alle sue dipendenze altri contadini; la classe dei kulak fu praticamente distrutta nel corso del processo di collettivizzazione agraria attuato dal governo bolscevico.

Frasi per giuoco

Autogòl
Dall’inglese autogoal, composto di auto- ‘auto-, da solo’ e goal ‘goal’.
Anche autogoal [auto’go]
Sostantivo maschile invariabile.
1. In una partita di calcio, di hockey, di pallanuoto e di altri sport con palla e porte, punto a vantaggio della squadra avversaria segnato da un giocatore che, involontariamente o per errore, invia la palla nella propria rete, Sinonimo: autorete.
2. (figurato) Iniziativa che ottiene un risultato clamorosamente diverso da quello atteso e si ritorce contro a chi l’ha presa: May sbeffeggiata dal calciatore: "Ha fatto l’autogol dell’anno".

La Canzone Settimanale Enigmistica

Fine della quarantunesima canzone.

Morte di Achille (2 7 2 7)

La partita di tallone ("partita" intesa come "dipartita", sinonimo di morte, decesso), quindi La partita di pallone, di Rita Pavone.

Maneggiare, Maneggione, Qapudan; Lettori; Canzone

giugno 12, 2017

Maneggiàre
Derivato di mano.
Verbo transitivo (io manéggio ecc.).
1. Lavorare, trattare con le mani, soprattutto materie cedevoli e plastiche: maneggiare la creta.
Tastare, palpeggiare parti del corpo, soprattutto di animali.
Tenere e muovere tra le mani un oggetto: sono strumenti delicati, che non vanno troppo maneggiati; un’arma da maneggiare con grande precauzione.
Con riferimento a utensìli, arnesi, strumenti, apparecchi vari, servirsene, farli funzionare facendo uso delle mani: maneggiare la frusta; imparare a maneggiare l’aspirapolvere; quindi, saper maneggiare, saper usare con abilità, con disinvoltura, e per estensione essere esperto in un’arte, in un mestiere, in un’attività: saper maneggiare la spada, il pennello.
2. Maneggiare denaro, il denaro: (figurato) averne continuamente tra le mani, e quindi esercitare un’attività proficua, soprattutto di natura commerciale o finanziaria.
(figurato, antico) Reggere, governare: quanti allora la repubblica maneggiavano … tutti sotto nome di ben pubblico la propria privata ambizione coonestavano (Alfieri).
Riferito a persona, guidarla dominandole la volontà soprattutto al fine di trarne vantaggio, di servirsene per il proprio interesse: ha un carattere debole, e ognuno può maneggiarlo come vuole.
3. In equitazione, addestrare i cavalli alle varie andature o alle arie di alta scuola.
(marina) Manovrare.

Verbo intransitivo pronominale.
Maneggiarsi: comportarsi con arrendevolezza o astuzia e con senso di opportunità: è un furbone, e sa maneggiarsi bene.

Maneggióne
Derivato di maneggiare.
Sostantivo maschile.
Persona che ha molti affari, anche loschi, per le mani; per lo più in senso spregiativo, faccendone, intrigante.

Una (parola) giapponese a Roma

Qapudan
Voce turca, dal greco bizantino kat’epano ‘supervisore, comandante’, incorciato con capitano.
Sostantivo maschile invariabile.
Capitano, comandante di una nave.
Qapudan pascià: titolo che si dava al comandante in capo delle forze marittime dell’Impero ottomano, titolo sostituito nella prima metà del secolo XIX da quello di «ministro della Marina» (baḥriyye nāzirī).

I lettori ci scrivono

Sull’impiallacciatura Mario Cacciari ha cose interessanti da dire.

L’impiallacciatura (che il buon falegnametto di famiglia, oggi pressoché sparito, chiamava impellicciatura) oggidì, e da almeno una centoventina di anni, ha questo nome solamente se il foglio di trancia applicato sopra il legno più vile, ha spessore non superiore ad 1/1,5 mm.
Spesso capita di trovare, nei mobili di epoca fino alla metà del secolo XIX circa, rivestimenti eseguiti con “lastroni” di spessore tra i 2,5 ed i 3,5 mm. Tale lavorazione, ovviamente molto pregiata, ma anche un po’ difficile da eseguire a quei tempi, a causa della scarsità di presse adatte e dell’inesistenza di collanti non a base acquosa, ed anche per la tendenza del materale ad imbarcarsi e deformarsi nel corso dell’opera, viene comunemente detta lastronatura. —

La Canzone Settimanale Enigmistica

La settimana scorsa abbiamo giocato con la quarantesima canzone, ed ecco i risultati: Fermassimo (5+5), BettyBlu (5+4), Alby (5+3), Maurizio Codogno (5+2), Giuly (5+1), Piero Fabbri, M.Fisk, Michele, Alberto Cacciari, Marco Marcon, Nando Tomassoni (5).

Quarantunesima canzone in gioco fino a mercoledì 14 giugno.

Morte di Achille (2 7 2 7)