Posts Tagged ‘canzone’

Suggellare, Sigillare, Bebe; Canzone

novembre 20, 2017

Parole a confronto

Suggellàre
Latino sigillare.
Verbo transitivo (io suggèllo ecc.).
(raro) Lo stesso che sigillare, nel significato di chiudere con un sigillo e in quello di imprimere con il sigillo o come con un sigillo: fatta la pìstola [cioè l’epistola], Florio piangendo la chiuse e suggellò (Boccaccio); Come figura in cera si suggella (Dante); lo minor giron suggella Del segno suo e Soddoma e Caorsa (Dante).
(figurato) Confermare definitivamente, convalidare: suggellarono il patto, l’amicizia con un abbraccio; o anche, insieme, di chiudere, concludere: la frase suggellò l’esito negativo del nostro incontro (Piovene).

Sigillàre
Dal latino tardo sigillare, derivato di sigillum ‘sigillo’, diminutivo di signum ‘segno’.
Verbo transitivo.
1. Chiudere, assicurare la chiusura con uno o più sigilli: sigillare una busta con sigilli di ceralacca o, se di maggiori dimensioni, con piombini; sigillare una bottiglia con uno strato di ceralacca o di paraffina sopra il tappo; sigillare una porta.
(estensione) Chiudere perfettamente, in adatti contenitori, soprattutto sostanze e prodotti da conservare inalterati: sigillare in sacchetti di plastica alimenti da congelare.
(figurato) Serrare ermeticamente.
Sigillarsi la bocca, le labbra: non voler più parlare, rifiutarsi di rispondere o dare notizie su argomenti di cui non si vuol parlare; oppure fermare, concludere, rendere definitivo (anche riflessivo o come intransitivo pronominale): Così la circulata melodia Si sigillava (Dante); sigillare un accordo con una stretta di mano.
2. (antico) Coniare monete, apporre un marchio su pesi e misure per attestare la loro esattezza, o un segno su merci per indicare l’avvenuto pagamento di un dazio.
Sigillare al minuto: apporre un contrassegno sulle botti di vino per le quali, pagata l’imposta, si poteva procedere alla vendita al minuto.

Una (parola) giapponese a Roma

Bebè
Dal francese bébé, e questo dall’inglese baby.
Sostantivo maschile invariabile.
Francesismo usato talvolta come sinonimo vezzeggiativo di bambino molto piccolo, neonato.
Capelli alla bebè: taglio dei capelli femminili, molto corto alla nuca, detto anche alla maschietta.
In altre espressioni: vestitino alla bebè, colletto alla bebè, scarpette alla bebè, per indicare modelli caratteristici dell’abbigliamento infantile.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Ecco a voi i risultati della cinquantaduesima canzone: Fermassimo (5+5). E basta. Fermassimo suggella il primo posto finale indovinando l’ultima canzone in solitaria.

Potete leggere la classifica finale sul sito, in attesa di lunedì 27 novembre, quando verrà comunicato il nome della vincitrice o del vincitore del premio a estrazione.

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Manipolo, Reiki; Paesidapersone; Canzone

novembre 16, 2017

Manìpolo
Dal latino manipulus, derivato di manus ‘mano’, il terzo significato dal latino medievale.
Sostantivo maschile.
1. Fascio di paglia, di spighe, di fieno, come quello che nella mietitura a mano viene afferrato di volta in volta dal mietitore, è sinonimo letterario di manna o mannello. Più genericamente, un manipolo di rametti secchi, di foglie e simili.
Unità di misura, approssimata, usata in passato nella tecnica farmaceutica, corrispondente all’incirca a 50 g per semi o farina (di lino ecc.) e 15 g per erbe.
(figurato, letterario) Gruppo, piccola raccolta e simili: un manipolo di scritti, di sonetti, di esempî.
2. Suddivisione della legione romana, così denominata probabilmente dal fastello di fieno legato in cima a una pertica, che sarebbe stato la prima insegna della schiera: era costituito da due centurie e constava di 120 uomini negli ordini degli astati e dei principi, di 60 uomini nell’ordine dei triarî.
Nell’esercito piemontese del secolo XVIII, l’ultima suddivisione del reggimento.
Durante il periodo fascista, il più piccolo dei reparti della Milizia, comandato da un capomanipolo.
(letterario) Drappello in genere, militarmente inquadrato e non numeroso: il lampo de’ manipoli, E l’onda dei cavalli (Manzoni).
(estensione) Esiguo gruppo di uomini strettamente uniti: un manipolo di eroi, di prodi, di ribelli, di combattenti; e più genericamente, un manipolo di ammiratori (Carducci).
3. Nella classificazione zoologica, categoria sistematica compresa fra la sottotribù e il genere.
4. Indumento liturgico ora non più in uso, a forma di striscia o fascia stretta e allungata, della stoffa e del colore della pianeta, che veniva portato sull’avambraccio sinistro, durante la messa, dal vescovo, dal sacerdote, dal diacono e dal suddiacono.

Questa la definizione dei dizionari, ma la redazione della Parolata vi segnala che ha sentito usare il termine manipolo anche col significato di piccolo strumento manuale usato per piccoli lavori, come ad esempio le frese odontoiatriche o per manicure e pedicure.

Una (parola) giapponese a Roma

Reiki [‘reiki]
Voce giapponese, composto di rei ‘forza dello spirito’ e ki ‘forza interiore’.
Anche reyki.
Sostantivo maschile invariabile.
Disciplina spirituale orientale, introdotta dal giapponese Mikao Usui nella seconda metà dell’Ottocento, che si avvale di una serie di pratiche simboliche per mettere in contatto, attraverso i cinque sensi, l’energia individuale dell’iniziato con una presunta energia vitale universale, coincidente con l’amore universale, dalla quale dipenderebbe, in caso di necessità, non solo la guarigione fisica e mentale del soggetto ma anche una più generale armonia individuale e crescita spirituale.

Paesi da persone

Lavinio-Lido di Enea, località turistica e frazione di Anzio, prenderebbe nome, oltre che dal condottiero Enea, da una principessa latina di nome Lavinia.
Eros Andreoli inventa la sottorubrica Paesi da due persone.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Termina il tempo per rispondere alla cinquantaduesima canzone.

Cartello sulla vetrina di una macelleria (2 3 5 7 3)

Ma che polpa abbiamo noi, cioè Ma che colpa abbiamo noi, dei Rokes.

Cantimplora, Iurta; Abita; Canzone

novembre 13, 2017

Cantimplòra
Dallo spagnolo cantimplora, e questo dal francese chantepleure, propriamente ‘cantapiange’, per il rumore che fa il liquido quando viene versato.
Anche, popolare, cantinflòra.
Sostantivo femminile.
(toscano) Recipiente usato un tempo in Toscana per tenervi vino o altro a raffreddare in ghiaccio o in neve: Catinette e cantimplore Stieno in pronto a tutte l’ore (Redi).

Una (parola) giapponese a Roma

Iurta
Dal russo jurta, che è dal turco yurt ‘abitazione’.
Anche yurta.
Sostantivo femminile, plurale iurte.
(etnologia) Tenda di feltro con copertura a forma di calotta e pareti cilindriche, aperta alla sommità, sostenuta da un’intelaiatura di legno e rivestita internamente di stuoie, usata come abitazione estiva dalle popolazioni chirghise e mongole dell’Asia centrale.

Abita come mangi

Ci eravamo scordati di dire per quale motivo gli abitanti di Badia Pavese sono chiamati casellesi, pr fortuna ce lo segnala Franco Palazzi.

— Era chiamato Caselle Badia (Casule Abbatiae fin dal IX secolo), essendo il paese orto sulle terre dell’antica Abbazia di Santa Cristina. —

La Canzone Settimanale Enigmistica

I risultati della cinquantunesima canzone: BettyBlu (5+5), Alberto Cacciari (5+4). E basta, Omero questa settimana ci è andato giù pesante.
E concludiamo il concorso con la cinquantaduesima (e davvero ultima, questa volta) canzone, le risposte dovranno arrivare alla redazione entro mercoledì 15 novembre.

Cartello sulla vetrina di una macelleria (2 3 5 7 3)

Stoviglie, Stiglio, Crepe; Perle; Rovinata; Canzone

novembre 9, 2017

Speciale cucina

Stovìglie
Incrocio del latino medievale usitilia con usibilia ‘materiali d’uso’, derivato di usus, participio passato di uti ‘usare’.
Anche, antico, stovìgli, maschile plurale.
Sostantivo femminile plurale.
L’insieme del vasellame (piatti, bicchieri, tazze ecc.) per uso di tavola e di cucina: una povera feminetta per ventura suoi stovigli con la rena e con l’acqua salsa lavava e facea belli (Boccaccio); una nobile donna … posta a lavar suoi stovigli nel rigagnolo della via pubblica (Della Casa).
Non comune il singolare una stoviglia, per indicare un singolo pezzo.

Stìglio
Latino tardo usitilium, da cui anche il francese antico ustil, poi outil, alterazione del latino classico utensilia.
Sostantivo maschile.
(regionale) Termine generico, in genere usato al plurale, che indica il mobilio fisso di locali destinati alla conservazione e alla vendita di mercanzie di vario genere, come dispense, depositi, botteghe, ristoranti, bar ecc.

Una (parola) giapponese da Perilli

Crêpe [krep]
Voce francese, dal latino crispus ‘arricciato’.
Sostantivo femminile invariabile.
(gastronomia) Frittella sottile che può essere farcita con un ripieno dolce o salato.

Crêpe suzette [krep su’zet]
Locuzione francese, probabilmente il nome deriva dall’attrice Suzanne Reichenberg (1853-1924), che aveva nome d’arte Suzette.
Locuzione sostantivale femminile invariabile.
(gastronomia) Crêpe zuccherata, aromatizzata con limone o liquore, spesso servita flambé.

Perle linguistiche

"[…] rende la tecnologia abilitante alla comunità e non fine a se stante."
Letta su una mail di lavoro da un lettore o una lettrice anonimi.

La parola rovinata

Picchio
Battibecco.

Un sinonimo rovinato da Pietro Scalzo.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Si trattava della cinquantunesima e penultima canzone del concorso, non ultima come scritto lunedì.

Pianura sconfinata (9 1 7)

Paesaggio a livello, cioè la canzone Passaggio a livello, di Enzo Jannacci e poi anche di Luigi Tenco.

Cicoria, Aspic; Lettori; Canzone

novembre 6, 2017

Speciale cucina

Cicòria
Dal latino cichoria, neutro plurale di cichorium, gr. κιχόριον].
Sostantivo femminile.
Erba bienne delle composite liguliflore che cresce nei campi e luoghi erbosi dell’Europa, Asia temperata e Africa boreale; ha fusto ramoso, alto fino a 1 metro, con molti capolini di fiori azzurri, e viene coltivata per le foglie che danno ottima insalata, e per le radici che, oltre a essere consumate cotte come alimento, possono essere torrefatte per dare un surrogato del caffè. Varietà coltivate per ortaggio, dette più spesso radicchio, sono la cicoria dolce della Catalogna, più comunemente detta catalogna o anche cicoria asparagio o cicorione, che fornisce oltre alle foglie i giovani getti croccanti, dette puntarelle a Roma, il radicchio a foglie rosse o variegate, comunemente noto come radicchio di Treviso, e la barba di cappuccino, che si ottiene dalla cicoria con trattamento speciale.

Una (parola) giapponese a Roma

Aspic [asp’ik]
Voce francese, di etimo incerto.
Sostantivo maschile invariabile.
(gastronomia) Modo di preparare e presentare piatti freddi, composti di fette o filetti o pezzi di carne, cacciagione, pesci, crostacei, o anche legumi, legati con salse varie, maionese, insalata russa e simili, e disposti secondo un disegno variato e spesso artisticamente variopinto in uno stampo di gelatina (detta essa stessa aspic oppure gelatina o gelée d’aspic: un aspic di aragosta.

I lettori ci scrivono

Era il 2014 quando Cristina Marsi ci scriveva un contributo dopo che la Parolata aveva pubblicato la definizione di quatto.

— Non so se l’etimologia sia quella, ma segnalo che a Trieste il guatto (o meglio, il guato, dato che nel dialetto triestino non esistono le doppie) è un pesce, il ghiozzo. Sua caratteristica è di starsene quatto quatto rannicchiato sul fondale… beh, insomma, fermo sul fondale. So che mi divertivo a pescarli girando con maschera e pinne e, una volta individuati, calandogli la lenza con l’esca proprio davanti al muso :) —

La Canzone Settimanale Enigmistica

Se non ci sono errori dovremmo essere alla cinquantunesima e ultima canzone del concorso. Potete rispondere fino a mercoledì 8 novembre.

Pianura sconfinata (9 1 7)