Archive for gennaio, 2012

BELLAVISTA, EMBEDDED; Animali: CONOPEO; Battuta; Tom

gennaio 31, 2012

Bellavìsta
Composto del femminile di bello e vista: ‘dalla bella apparenza’.
Anche bèlla vìsta.
Sostantivo femminile (plurale belleviste).
Belvedere, panorama, bello spettacolo.
In bellavista: in mostra, ben visibile, specialmente in gastronomia, detto di vivande servite sotto gelatina con bordure varie di verdure, sottaceti e simili: salmone in bellavista.

Una (parola) giapponese a Roma

Embedded [em’bedded]
Voce inglese, derivato di to embed "integrare, incastrare".
Aggettivo invariabile.
(giornalismo) Di giornalista inviato su un teatro di guerra, che è sostanzialmente incorporato nelle unità militari di uno degli eserciti coinvolti.

Animali di parole

Conopèo
Dal latino conopìu(m) ‘zanzariera’, che è dal greco konopêion, derivato di kónops kónopos ‘zanzara’ perché serviva per difendersi dalle zanzare.
Sostantivo maschile.
1. (liturgia) Cortina posta davanti al tabernacolo; anche, velo che ricopre il tabernacolo o la pisside.
2. (antico) Zanzariera.

Le parole, per sfuggire alla nostra rubrica, si fanno sempre più strane.

Battuta obbligatoria

Quando ci si scambia il numero di cellulare.
– 3476161…
– Sei uno scemo!

Una scenetta declinabile in varie forme inviataci da una lettrice.

Continua il momento di fama radiofonica della Parolata: martedì 24 il Trio Medusa ha nuovamente citato la rubrica della battuta obbligatoria, e venerdì 27 il vostro curatore ha partecipato telefonicamente al programma. Non è stato un grande spettacolo, ma tutto è registrato e ascoltabile sulla apposita pagina del sito.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Secondo indizio
Il magro è disoccupato, anzi, è dimenticato da tutti, che è molto peggio per uno che fa il suo mestiere.

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ELUCUBRARE, CRAG; Schiele; Burosauri; Tommaso

gennaio 30, 2012

Elucubràre
Dal latino elucubrare, composto di ex-, con valore intensivo, e lucubrare ‘lavorare a lume di lucerna’, derivato di lucubru(m) ‘lucerna’.
Anche, antico o letterario, lucubràre.
Verbo transitivo [io elùcubro ecc.].
Pensare intensamente; lavorare assiduamente a un’opera d’ingegno (specialmente ironico): che cosa diavolo starà elucubrando?

Una (parola) giapponese a Roma

Crag [kreg]
Voce inglese, propriamente ‘roccia, dirupo’, di originie celtica.
Sostantivo maschile invariabile.
(geologia)
Deposito stratificato di sabbia dell’Inghilterra orientale, contenente molluschi fossili e selci lavorate.

Come si dice Schiele?

Ci scrive Luciano Guareschi per partecipare alla discussione innescata dall’accento da usare per la fabbrica di gelati Sanson.

—- A proposito di quanto sostenuto da Alex Merseburger:
1- è vero che in veronese i giorni hanno accenti un po’ stravaganti: luni, marti, mèrcoli, giòvedi, vénardi, sabo, domìnica;
2- è vero che a Verona si dice Bórsari (i Portoni Bórsari sono uno degli accessi al centro storico); ho parenti in questa città che si chiamano appunto Bórsaro (anch’io sono di origine veronese, pur avendo un cognome tipicamente emiliano);
3- credo che in origine il cognome fosse Sansón, storpiato poi in Sànson, come già accaduto a Coìn che in tutta Italia viene pronunciato Còin;
4- un particolare quasi sconosciuto: le finali "on" sia nei nomi di persona che di cosa, vanno SEMPRE pronunciate chiuse, quindi scritte con l’accento acuto: Buffón, molón, tacón, Benettón, eccetera. —

I burosauri

Prèvio
Dal latino praeviu(m) ‘che precorre’, composto di prae- ‘pre-‘ e un derivato di via ‘via’.
Aggettivo.
1. (burocratico) Precedente: l’esame previo del documento non ha dato l’esito atteso.
(assoluto) Fatto, preso, dato in precedenza: previo riconoscimento; si delibererà previo esame approfondito della documentazione.
2. (medicina) Placenta previa: collocata in posizione anormale, in modo da ostruire l’orifizio cervicale provocando complicazioni nel parto.

Ritorna la rubrica delle parole burocratiche inutili. Al posto di "previo" si potrebbe semplicemente costruire la frase usando un "dopo".

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Finisce il cinquantacinquesimo libro, che viene indovinato da: al secondo indizio Patrizia Franceschini (5+4); al terzo Liana Sassoli (4+3) e Cristina (3+3); al quarto Michele (2+2); al quinto Vizi Coloniali (1+1), Mario Cacciari, Piero Fabbri, Omero Mazzesi e Paola Zucchi (1). Una risposta sbagliata.
Era Guerra e pace, di Lev Tolstoj.

Iniziamo ora a giocare con il cinquantaseiesimo libro

Primo indizio

Il magro e il grasso, quelli famosi. Il grasso è un poco amorale, mentre il magro è buono e malinconico. C’entrano qualcosa con la storia? Il grasso poco, il magro un po’ di più, ma c’entrano.

ESAURIRE, KOBZA; Schiele; Perle; Tommaso

gennaio 27, 2012

Parole a confronto

Esaurìre
Dal latino exhaurire, composto di ex-, che indica compimento, e haurire ‘attingere, vuotare’; propriamente ‘svuotare’.
Verbo transitivo [io eSaurisco, tu eSaurisci ecc.].
1. Vuotare completamente: esaurire un pozzo petrolifero.
Consumare sino all’ultimo, finire (anche figurato): esaurire le provviste, una sorgente; esaurire la propria pazienza.
2. Debilitare, spossare, fiaccare: una fatica prolungata esaurisce chiunque.
3. Portare a termine, svolgere interamente: esaurire un compito, un incarico; esaurire le indagini.
Trattare a fondo, in ogni particolare: esaurire un argomento.
4. (marina) Far uscire l’acqua dai locali interni di una nave.
5. (chimica) Estrarre totalmente da una data sostanza, con opportuni procedimenti, i principi attivi o ciò che interessa.
6. (disusato) attingere.

Esaurìrsi
Verbo riflessivo o intransitivo pronominale.
1. Restare totalmente privo del proprio contenuto: la miniera si è esaurita; l’accumulatore si è esaurito, non è più in grado di fornire l’energia elettrica.
Consumarsi del tutto (anche figurato): la prima edizione si è già esaurita; la sua inventiva si va esaurendo.
2. Detto di persona, perdere la propria forza creativa: è uno scrittore che ormai si è esaurito.
Logorare le proprie energie fisiche e mentali; ammalarsi di esaurimento nervoso o fisico: lavora troppo, finirà con l’esaurirsi.

Esauriènte
Dal latino exhauriente(m), participio presente di exhaurire.
Participio presente di esaurire.
Aggettivo.
1. Che tratta in modo compiuto un argomento: una trattazioneesauriente. Sinonimi: approfondito, completo.
2. Convincente, decisivo: una prova esauriente.

Esaudìre
Dal latino exaudire, composto di ex-, che indica compimento, e audire ‘udire, prestare ascolto’.
Verbo transitivo [io eSaudisco, tu eSaudisci ecc.].
1. Accogliere, soddisfare: esaudire un desiderio, un voto, una preghiera; se tu già m’esaudisti peccatore, / perch’or non m’esaudisci penitente? (Campanella).
2. (disusato) Ubbidire.

Una (parola) giapponese a Roma

Kobza [‘kobza]
Voce russa di origine tartara.
Sostantivo femminile invariabile.
(musica) Antico strumento popolare, simile al liuto, dapprima con due corde poi aumentate fino a diventare otto.

Come si dice Schiele?

Si dice Alcìde, e non Àlcide.

Perle dai porci

"Cosa pensare di esaudiente, come spesso mi scrivono gli aficionados del mio sito quando gli mando una risposta che esaudisce i loro dubbi?"

Era Mario Cacciari. Ve l’ho mai detto che ha un sito di giardinaggio? www.nelgiardino.it. Scrivetegli, e verrete esauriti.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Quinto indizio
Già, perché in questo caso potremmo parlare di un periodo turbolento, dove c’era chi riteneva che fosse suo compito riunire le tere dell’Europa sotto il suo impero. E che si lanciò perciò in una invasione spericolata e senza speranze di successo.
La catastrofe era perciò ampiamente annunciata, ma non di meno fu terribile. E con essa anche il ridimensionamento delle presunte capacità strategiche del condottiero su enorme, fino a fargli commettere errori marchiani, come un qualsiasi generalucolo senza qualità.

GREGARIO, ZOMBI; Giuoco: ACCHITO; Tommaso

gennaio 26, 2012

Gregàrio
Dal latino gregariu(m), derivato di grex gregis ‘gregge’; propriamente ‘che fa parte del gregge’.
Sostantivo maschile [femminile gragaria].
1. (letterario) Soldato semplice.
(estansione) Membro di un partito o di altra organizzazione, con funzioni di esecutore subalterno.
2. Chi segue passivamente le disposizioni impartite da altri, non agendo mai di propria iniziativa: essere un semplice gregario.
3. (sport) Corridore di una squadra ciclistica che ha il compito di aiutare il capitano.

Aggettivo.
1. Di, da gregario; privo di iniziativa, di autonomia: spirito, atteggiamento gregario.
2. Si dice di animale che vive in branchi, in stormi e simili.
Di pianta che cresce in molti esemplari nello stesso luogo.

Una (parola) giapponese a Roma

Zómbi
Voce inglese, attraverso il creolo dalla voce di origine africana kongo zumbi ‘feticcio’.
Anche zómbie.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
1. (etnologia, religione) Secondo taluni culti magico-religiosi voodoo diffusi nelle Antille, spirito evocato dall’aldilà e incarnatosi in un cadavere e divenuto schiavo di chi l’ha richiamato in vita.
(estensione) Il cadavere stesso cui lo spirito ha ridato vita.
2. Nella tradizione letteraria e cinematografica dell’orrore, cadavere tornato in vita che cerca di aggredire esseri umani per cibarsene.
3. (figurato) Persona dall’aspetto stanco e malato, oppure apatica, del tutto distaccata dal mondo che la circonda, incapace di qualsiasi reazione o iniziativa.

Frasi per giuoco

Acchitàre
Dal francese acquitter, derivato di quitte ‘libero’, dal latino quiìtu(m) ‘quieto’.
Verbo transitivo.
Nel gioco del biliardo, iniziare il gioco mandando la palla o il pallino in un punto svantaggioso per l’avversario.

Acchìto
Dal francese acquit, derivato di acquitter.
Sostantivo maschile.
Nel gioco del biliardo, la mossa con cui un giocatore acchita la palla; anche, la posizione della palla o del pallino all’inizio del gioco.
D’ acchito, di primo acchito: (figurato) al primo tentativo, subito.

Di primo acchito è una frase derivata da gioco di altissimo livello, e ci viene proposta da Maurizio Codogno.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Quarto indizio
Oppure stiamo parlando di un libro di battaglie e di invasioni?

DIETA, SEJM; Schiele; Verbo; Tommaso

gennaio 25, 2012

Parole a confronto

Dièta
Dal latino diaeta(m), che è dal greco díaita ‘tenore di vita’, forse originariamente ‘decisione, ripartizione (della vita)’.
Sostantivo femminile.
1. Regime alimentare che prevede l’assunzione di determinate quantità e qualità di cibi, adottato per fini igienici o terapeutici: dieta lattea, iposodica, ipercalorica.
Dieta dimagrante: povera di grassi e di carboidrati e quindi ipocalorica.
Dieta mediterranea: a base dei prodotti tipici dell’area mediterranea (farinacei, legumi, olio d’oliva ecc).
Dieta dissociata: quella secondo la quale non vanno mangiati nello stesso pasto proteine e carboidrati.
Dieta bilanciata: in cui l’apporto energetico è ripartito in modo equilibrato tra proteine, lipidi e glucidi.
(estensione) Astinenza temporanea dal cibo o da certi cibi: stare, mettersi a dieta; seguire, osservare una dieta.
2. (letterario, scherzoso) Privazione, astinenza sessuale: la moglie,… per la santità del marito e forse per la vecchiezza, faceva molto spesso troppo più lunghe diete che voluto non avrebbe (Boccaccio).

Dièta
Dal latino medievale dieta(m), derivato di dies ‘giorno’, passato dal significato originario di ‘giorno stabilito (per l’adunanza)’ a l”adunanza’ stessa, sull’esempio del tedesco Tag ‘giorno’ e ‘assemblea’.
Sostantivo femminile.
1. Assemblea del Sacro Romano Impero.
2. Assemblea politica o parlamentare di alcuni stati, specialmente federativi.
3. (estensione, letterario) Adunanza, conferenza, consulta.
4. (antico) Spazio di un giorno.
5. (antico) Paga giornaliera, diaria.

Una (parola) giapponese a Roma

Sejm [sejm]
Voce polacca, propriamente ‘dieta’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. (storia) In Polonia, nel periodo precedente le spartizioni del Seicento, assemblea ei deputati della nobiltà.
2. (storia) In Polonia, nel periodo compreso tra le due guerre mondiali, Cemera dei deputati.
3. (politica) Nell’odierna Repubblica Polacca, parlamento unicamerale.

Come si dice Schiele?

La Parolata ha chiesto ad Alex Merseburger se, sulla falsariga di Benetton, Stefanel e Coin, il nome della fabbrica veneta di gelati Sanson dovesse essere pronunciato Sansòn.

— C’è Veneto e Veneto…
Benetton, Stefanel e Coin sono "veneti orientali" (Treviso, Mestre e Venezia).
Sanson dei gelati invece è veronese.
Qui (son veronese d’adozione dal 1987) con gli accenti sono un po’ particolari e tendono ad anticiparli.
Ad esempio il giovedì è pronunciato giòvedi (dopo 25 anni ancora facciamo fatica a sentirlo, mia moglie e io).
Oppure il cognome Borsari, che a Bologna è Borsàri, a Verona si dice Bòrsari.
Ciò premesso, credo che la pronuncia normale e accettata come corretta sia Sànson. —

Quindi, fino a che non arrivi una dimostrazione contraria, si dice Sànson, e non Sansòn.

Strano ma verbo

Ci scrive Mario Cacciari.

— L’abbiamo [sulla Parolata] una rubrica dedicata alle parole impossibili?
Una di queste è senz’altro il verbo riempire.
Gli/le speaker dei vari TG nazionali e della 7 si stanno in questi dì profondendo in decine di riempe, e proclamano che "l’agenda dell’onorevole si sta riempendo." —

No, Mario, le parole impossibili ancora non le abbiamo, quindi utilizziamo la rubrica Strano ma verbo per parlarne. Ricordiamo quindi che riempire è un verbo irregolare, e la sua coniugazione è la seguente.

Presente: riempio, riempi, riempie, riempiamo, riempite (o riempiete), riempiono.
Imperfetto: riempivo, riempivi, riempiva, riempivamo, riempivate, riempivano.
Passato remoto: riempii (o riempiei), riempisti (o riempiesti), riempì (o riempié), riempimmo (o riempiemmo), riempiste (o riempieste), riempirono (o riempierono).
Futuro: riempirò, riempirai, riempirà, riempiremo, riempirete, riempiranno.
Congiuntivo presente: riempia, riempia, riempia, riempiamo, riempiate, riempiano.
Congiuntivo imperfetto: riempissi, riempissi, riempisse, riempissimo, riempiste, riempissero.
Condizionale presente: riempirei, riempiresti, riempirebbe, riempiremmo, riempireste, riempirebbero.
Gerundio: riempiendo.
Participio passato: riempito (o riempiuto).
Participio presente: riempiente.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Terzo indizio
Potremmo anche raccontare del giovane snobbato dalle donne e dalla società, che nel momento in cui viene riconosciuto dal padre legittimo, nobile e ricchissimo, diventa il più richiesto dai salotti e dalle dame, fino a sposarsi con la più affascinante e intraprendente donna del luogo.
Matrimonio non felice, peraltro. Oppure della riunione dei due promessi sposi mancati del secondo indizio, ancora innamorati l’uno dell’altra, con l’addio straziante per la morte di lui.