Archive for ottobre, 2016

Avviso; Galante, Politburo; Lettori

ottobre 28, 2016

Avviso

La Parolata sarà in ferie lunedì prossimo, e con lei anche il concorso della Canzone Enigmistica. La newsletter riprenderà mercoledì, il concorso lunedì 7 novembre.

Parole

Galànte
Dal francese galant, participio presente dell’antico galer ‘divertirsi’, direttamente o attraverso lo spagnolo galán.
Aggettivo.
1. Di uomo che, solitamente ricercato nel vestire, usa modi cortesi, cavallereschi e cerimoniosi verso le donne, allo scopo di attrarre il loro interesse: un vecchio signore molto galante.
Fare il galante con una signora: (sostantivato) farle la corte.
(estensione) Riferito agli atteggiamenti, alle parole, alle manifestazioni: maniere, modi galanti; una frase, un’allusione galante; che ha relazione con l’amore, amoroso: versi, lettere galanti; letteratura galante; o che ha carattere erotico e passeggero: un’avventura, un incontro, un episodio galante; aneddoti galanti.
Segretario galante: titolo frequente di libri, pubblicati in passato, che contenevano modelli di lettere d’amore.
2. (antico o letterario) Grazioso, gentile, elegante, leggiadro: non s’era vista mai una vecchietta galante a quel modo (Collodi); portava un altro abito nero, più galante del primo (De Roberto); Quel fiore siete voi, donna gentile, Quel fiore siete voi, donna galante (Capuana).
Stile galante: (musica) quello dei compositori settecenteschi, soprattutto cembalisti, inteso alla ricerca di grazia e di eleganza, sia nel ritmo sia nella melodia ricca di ornamentazioni.
3. (antico) Onesto, leale: gli uomin’ galanti Mantengon sempremai le lor parole (Lasca).

Una (parola) giapponese a Roma

Politburo [polit’buro, o politbu’ro]
Voce russa Politbjuro, acronimo di Politiceskoe Bjuro ‘ufficio politico’ (del partito comunista dell’URSS".
(storia) In Unione Sovietica, segreteria politica del comitato centrale del Partito Comunista.
(estensione, scherzoso) Con riferimento ad analoghi organi dirigenziali dell’ex Partito Comunista Italiano.

I lettori ci scrivono

Il vostro curatore è stato impreciso (Lo sapete, vero, che Lupi è il soprannome della squadra di calcio della Roma?), e di conseguenza prontamente redarguito da Maurizio Codogno.

— No. Il soprannome della squadra di calcio della Roma è "Lupa". —

Vero, e di conseguenza i giocatori e tifosi si chiamano i Lupi.

Esedra, Dock; Monouso: Ghingheri; Canzone

ottobre 27, 2016

Esèdra
Dal latino exedra, greco eksédra, derivato di hédra ‘sedile, dimora’.
Anche, alla latina, èsedra.
Sostantivo femminile.
1. Nella casa greca e romana signorile, ambiente posto davanti o vicino all’atrio, completamente aperto sul lato verso il peristilio, munito di sedili mobili per servire da sala di ritrovo; negli edifici pubblici, aveva per lo più forma di emiciclo, con sedile fisso di pietra o di marmo lungo tutta la parete.
2. Nell’architettura moderna, disposizione a semicerchio, spesso usata per sistemazioni urbanistiche di carattere monumentale e per giardini.

Una (parola) giapponese a Roma

Dock [dok]
Voce inglese di origine bassotedesca o olandese media.
Sostantivo maschile invariabile o con plurale docks.
Zona del porto sistemata a banchina, attrezzata per l’attracco dove le navi da carico o da passeggeri possono accostarsi a terra e compiere direttamente ogni operazione di carico e scarico.
(estensione) Analoga zona di carico e scarico delle stazioni o degli scali ferroviari.

Parole monouso

Ghìngheri
Voce onomatopeica.
Sostantivo maschile plurale.
(familiare, scherzoso) Solo nella locuzione avverbiale in ghingheri, riferita a persona vestita con ricercata e vistosa eleganza, in gala, in fronzoli: andare, mettersi in ghingheri; l’ho vista a passeggio tutta in ghingheri. Anche figurato: buffo spettacolo d’un medio evo rimesso in ghingheri (Carducci).

La Canzone Settimanale Enigmistica

Abbiamo terminato di giocare con la quattordicesima canzone, l’indizio era:

Inter-Roma (4 1 3 4)

La soluzione: Luci a San Siro, passando per Lupi a San Siro. Un’ottima giocata da parte di Omero. Lo sapete, vero, che Lupi è il soprannome della squadra di calcio della Roma?

Nuraghe, Rubber; Appunto; Animalididire e Lettori

ottobre 26, 2016

Nuràghe
Voce sarda, di origine preromana, dal tema mediterraneo paleosardo nurra ‘mucchio di sassi’, col suffisso sardo -aghe.
Sostantivo maschile (plurale nuraghi).
Tipo di costruzione preistorica caratteristica della Sardegna, la cui funzione rimane tuttora controversa: è generalmente un edificio a forma di torre tronco-conica, costruito con rocce sedimentarie o eruttive senza malta cementizia, coperto con una pseudocupola ad anelli concentrici e, nell’interno, costituito da un’unica camera circolare spesso provvista di nicchie e di una scala ricavata nello spessore della muraglia per accedere agli eventuali piani superiori e alla terrazza. Nelle forme più complesse si tratta di gruppi di torri contenute entro cinte fortificate aggiunte, a scopo difensivo, nell’epoca delle invasioni cartaginesi.

Una (parola) giapponese a Roma

Rubber [‘rabber]
Voce inglese, propriamente ‘gomma’.
Aggettivo invariabile, sostantivo maschile e femminile invariabile.
Che, chi pratica una particolare forma di feticismo consistente nell’indossare tute, maschere o accessori di gomma.

L’appunto

Il plurale di nuràghe è nuràghi, e non nuràghe.

Animali di dire e I lettori ci scrivono

Tempo fa la Parolata pubblicò "checca" col significato di omosessuale, Tommaso Mazzoni ci scrisse, e solo ora pubblichiamo il suo intervento.

— Dal Dizionario dei modi di dire di Hoepli leggo:
Essere il gallo della Checca
Piacere molto alle donne, essere un dongiovanni.
Il detto è preso dall’opera lirica L’elisir d’amore, di Gaetano Donizetti, in cui si canta che "il gallo della Checca tutte vede e tutte becca".
Fare il gallo
Ostentare grande baldanza; anche essere impertinenti. Oppure ancora, darsi arie da irresistibile seduttore. —

Genocidio, Svayambhu; Lettori; Perle

ottobre 25, 2016

Genocìdio
Composto del grec0 génos ‘stirpe’ e -cidio: voce coniata in forma inglese (genocide) dal giurista polacco R. Lemkin nel 1944 e pubblicamente usata nel processo di Norimberga (1946).
Anche, raro, genicìdio.
Sostantivo maschile.
Grave crimine di cui possono rendersi colpevoli singoli individui oppure organismi statali, consistente nella metodica distruzione di un gruppo etnico, razziale o religioso, compiuta attraverso lo sterminio degli individui, la dissociazione e dispersione dei gruppi familiari, l’imposizione della sterilizzazione e della prevenzione delle nascite, lo scardinamento di tutte le istituzioni sociali, politiche, religiose, culturali, la distruzione di monumenti storici e di documenti d’archivio, ecc.

Una (parola) giapponese a Roma

Svayambhu [zva’jambu]
Voce sanscrita, propriamente ‘nato da sé stesso].
Aggettivo invariabile.
(religione) Nell’induismo, ciascuna delle divinità, come ad esempio Brahma, Shiva o Visnù, la cui esistenza precederebbe l’origine del cosmo e quindi considerata assoluta.

I lettori ci scrivono

Il nostro ottimo amico Francesco Caiazzo ci scrive.

— Mi permetto di segnalare, oltre ai due significati enunciati nella newsletter, un ulteriore significato che, dalle mie parti ossia nella storica Campania felix, viene attribuito al termine "fedina": la fedìna è un anello (generalmente in oro) che si scambiano i fidanzati in occasione del primo incontro "ufficiale" delle rispettive famiglie. Essa costituisce una "promessa" di reciproco rispetto, e raffigura una sorta di anticipazione del vincolo matrimoniale di cui costituisce una rappresentazione simbolica (le fedìne di fidanzamento, solitamente sottili e piatte, sono portate, come le fedi nuziali, più bombate e larghe, all’anulare della mano sinistra, a significare, in una vera e propria comunicazione urbi et orbi, che colui o colei che l’indossa è "impegnato" sentimentalmente). —

Perle di notizie

"Stop al genocidio dei cavalli salvatici negli Usa". Il governo approva l’uccisione di 45 mila esemplari
Marco Marcon si chiede: "A parte i cavalli salvatici, da quando uccidere cavalli è un genocidio?"

Si trattava di un titolo del sito della Stampa on line.

Taccone, Paella; Canzone

ottobre 24, 2016

Taccóne
Probabilmente derivato di tacca, nel significato di ‘macchia’.
Sostantivo maschile.
1. (settentrionale) Pezza, toppa che viene applicata a calzature o indumenti, per riparare zone rotte o logore; in senso figurato, zeppa, e in genere cosa con cui si vuol rimediare a un difetto, a una lacuna: hai fatto un bel danno, vediamo di metterci un taccone.
2. Tipo di bulletta con testa troncopiramidale, usata in passato per la chiodatura degli scarponi.
3. (antico) Lo stesso che tacco della scarpa; con questo significato era usato anche nell’espressione figurato battere il taccone: darsela a gambe, fuggire.

Voce nota soprattutto per il proverbio veneziano "pezo el tacón del buso" (peggio la pezza del buco), per dire che un rimedio è peggiore del danno che si voleva risolvere. Anche nella forma italianizzata: non vorrei nel cercare scuse fare, come suol dirsi, peggio il taccone del buco (Da Ponte).

Una (parola) giapponese da Perilli

Paella [pa’eLa]
Voce spagnola, dal francese antico paele (francese moderno poêle), che ha lo stesso etimo e significato dell’italiano padella.
Sostantivo femminile.
(gastronomia) Piatto tipico della cucina spagnola, costituito da riso cotto con olio e brodo in padella, misto a frutti di mare, carni, insaccati, verdure in composizioni molto diversi a seconda delle varietà regionali, e condito con aglio, zafferano e altri aromi.

La Canzone Settimanale Enigmistica

La tredicesima canzone è stata l’ultima con cui abbiamo giocato, eccovi quindi i risultati dei partecipanti al gioco di Omero. M.Fisk (5+5), Piero Fabbri (5+4), Alberto Cacciari (5+3), Bettyblu (5+2), Paola Zucchi (5+1), Fermassimo, Marco Marcon, Giuly, Alby, Babette, Vizi Coloniali, Michele, Paolo de Vivo, Liana Sassoli.

E ora via con il quattordicesimo indizio. Dovrete rispondere entro mercoledì 26.

Inter-Roma (4 1 3 4)