R- Orma, Ormare; Paesi: Tronchese; Lettori

agosto 19, 2019

Órma
Forse latino volgare orna(m), dal greco osmé ‘odore’.
Sostantivo femminile.
1. Segno lasciato dal piede dell’uomo o di un animale sul terreno: orme (impresse) sulla sabbia, sulla neve; i cacciatori seguono le orme degli animali.
Fiutare le orme: si dice di cani che seguono una pista umana o animale.
Seguire, calcare le orme di qualcuno: (figurato) imitarlo, seguirne l’esempio.
2. (figurato) Impronta, segno, traccia: lasciare nella coscienza un’orma indelebile.
(letterario) Resto, vestigia: le orme di un passato glorioso.

Ormàre
Derivato di orma.
Verbo transitivo [io órmo ecc.].
(antico) Seguire osservando le orme.
(figurato) Seguire, imitare pedissequamente.

Nomi di paesi, la parola

Tronchése
Dal francese tricoises, alterazione di turcoises, propriamente ‘(tenaglie) turche’, con sovrapposizione di troncare.
Sostantivo maschile o femminile.
(specialmente plurale) Utensile a forma di tenaglia con ganasce taglienti per tagliare fili e sbarre metallici. Diminutivo: tronchesino, tronchesina.

I lettori ci scrivono

Evelino Bomitali ci comunica, a mo’ di Perla, che alla mensa Brembo appaiono spesso le "Penne alla matriciana", ironizzando che forse denotano un trascorso da matematico del cuoco.
In realtà non è chiaro se si debba dire matriciana oppure amatriciana, poiché la ricetta, ritenuta originaria di Amatrice, in realtà potrebbe essere invece romana.
Purtroppo ci siamo giocati una perla.

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R- Sabatino, Elite; Insegna

agosto 16, 2019

Sabatìno
Aggettivo.
(raro) Di, del sabato.
Cena sabatina: un tempo, cena di grasso consumata dopo la mezzanotte del venerdì, giorno di magro.

Una (parola) giapponese a Roma

Élite [e’lit]
Voce francese; propriamente femminile di élit, antico participio passato di élire ‘scegliere’. Sostantivo femminile invariabile.
Gruppo ristretto di persone che si distinguono per posizione sociale, ricchezza, cultura ecc.
Anche usato come locuzione aggettivale, d’élite: destinato a una élite, e quindi particolarmente scelto o raffinato: uno spettacolo d’élite.

La creatività insegna

Amiche, amici, avendo ricevuto un ottimo contributo dal solito Marco Marcon, e non sapendo in che modo trattarlo, ci vediamo costretti a inaugurare una nuova rubrica ad hoc con argomento le insegne strane o errate di esercizi commerciali, o slogan degni di essere segnalati.
Contiamo, ovviamente, sui vostri contributi per rimpinguarne i contenuti.

"Gugliel Motel"
Albergo dalle parti di Bergamo, a Brembate.


R- Guazzabuglio, Fricando; Perle

agosto 14, 2019

Guazzabùglio
Probabilmente composto di guazza e -buglio, dal latino bullare ‘bollire’, come in garbuglio e subbuglio.
Sostantivo maschile.
1. Mescolanza confusa di cose eterogenee (anche figurato): un guazzabuglio di ingredienti, di idee; Così fatto è questo guazzabuglio del cuore umano (Manzoni).
2. (raro) Acqua mescolata a neve che si liquefà appena.

Una (parola) giapponese da Perilli

Fricandò
Adattamento italiano del francese fricandeau, affine a fricassée.
Sostantivo maschile invariabile.
1. (gastronomia) Carne di vitello lardellata e cotta in casseruola con erbe e aromi.
Fricandò di verdure: pietanza più nota come ratatouille.
2. (figurato regionale) Mescolanza di cose varie, guazzabuglio, pasticcio.

Perle dai porci

"Pizza da sporto."
Insegna di una gastronomia in via Saccarelli, Torino.


R- Fricassea, Chablis; Appunto: Mica

agosto 13, 2019

Fricassèa
Adattamento italiano del francese fricassée, propriamente participio passato di fricasser ‘cuocere in salsa’.
Sostantivo femminile.
1. Vivanda fatta di carne, verdura o altro, sminuzzata e cotta in stufato e condita con salsa a base di uova e limone: cucinare in fricassea; pollo in fricassea o fricassea di pollo.
2. (figurato) Disordinata mescolanza di cose diverse.
Scritto, discorso confuso.

Una (parola) giapponese a Roma

Chablis [Sa’bli]
Voce francese, dal nome della località d’origine (Chablis, in Borgogna).
Sostantivo maschile invariabile.
Vino bianco secco pregiato, delicato e fragrante, che si produce in Borgogna con uve del vitigno Chardonnay.

L’appunto

Mìca
Latino mica(m) ‘briciola’.
Anche, anticamente, mìcca.
Sostantivo femminile.
(antico, letterario) Briciola; briciolo, parte piccolissima.

Avverbio.
1. (familiare) Affatto, per nulla, come rafforzativo di una negazione, di solito posposto al verbo: non sto mica male; non era mica in casa.
In espressioni dubitative o interrogative, per caso: non ti sarai mica offeso?
Unito talora direttamente alla negazione con valore enfatico: ero solo come un cane, e non mica perché non ci fosse più Amelio (Pavese).
2. (familiare) Usato senz’altra negazione, con valore di per sé negativo: sono cose vere, mica storie.
Mica male: indica condizione o giudizio favorevole: «Come stai?» «Mica male», discretamente; mica male questo film!, abbastanza bello.
Mica tanto: non tanto, poco: «Ti sei divertito?» «Mica tanto».

Nell’uso corrente capita spesso che l’avverbio mica sia accompagnato o meglio preceduto da "non": ciò accade per dare l’impressione di un rafforzamento della negazione. La grammatica però insegna che due negazioni danno un’affermazione, quindi mica deve sempre essere usato singolarmente.


R- Mero, Jet society; Lettori: Ambaradan

agosto 12, 2019

Mèro
Dal latino meru(m).
Aggettivo.
1. (letterario) Puro, schietto, non mescolato: così scintilla / come raggio di sole in acqua mera (Dante).
Propriamente, non mescolato con altre sostanze, si diceva presso i Romani soprattutto del vino non stemperato con acqua (quindi, sostantivato, merum era spesso usato come sinonimo di vinum).
(figurato) Nell’uso odierno, di solito preposto al sostantivo, di cui riduce il significato ai suoi limiti più stretti e più proprî: per mero caso (per puro caso, per un semplice caso); lo voglio sapere per mera curiosità (per nient’altro che per curiosità); questo è un di più, un mero di più (Manzoni); fantasmi, intendo, Son la gloria e l’onor; diletti e beni Mero desio (Leopardi), nient’altro che irrealizzabile desiderio.
(non comune) Riferito a persona, con senso limitativo: è un mero letterato; io non sono e non voglio essere un poeta mero (D’Annunzio).
2. (antico) Lucente, sfaviliante: E vidi le sue luci tanto mere (Dante).

Una (parola) giapponese a Roma

Jet society [‘dZEtso’saiti ]
Locuzione inglese; composto di jet e society ‘società’, in senso classista di ‘alta società, oppure set ‘associazione’.
Anche jet set, di genere maschile.
Locuzione sostantivale femminile.
L’alta società internazionale, che si sposta dall’uno all’altro dei suoi ritrovi esclusivi viaggiando in jet.

I lettori ci scrivono

Finalmente rispondiamo a uno dei nostri lettori più affezionati ed esigenti che chiedeva il significato e la derivazione della parola ‘ambaradan’.

Si tratta di un sostantivo maschile invariabile, usato per lo più in tono scherzoso, con il significato di grande confusione, guazzabuglio.
Deriva da ‘Amba Aradam’, massiccio montuoso dell’Etiopia settentrionale presso cui gli italiani sconfissero gli abissini nel febbraio 1936 in una battaglia così sanguinosa e confusa che ancora oggi non è chiaro cosa avvenne.