R- Ganzo, Scaltro, Furbo; Marchi: Minerva; Nomididire; La sai!

febbraio 18, 2020

Newsletter originale del 27/4/2005

Parole a confronto

Gànzo
Dal francese ganza, che è dal latino medievale gangia ‘meretrice’, derivato del latino tardo ganea ‘taverna’.
Sostantivo maschile.
1. [femminile ganza] (spregiativo) Amante: s’era tolta in casa pubblicamente la ganza, senza voler più sapere né della moglie né del figlio (Pirandello).
2. (regionale) Persona abile, furba, scaltra.

Aggettivo.
(regionale) Bello; bravo, abile: ha conosciuto un tipo molto ganzo.

Scaltrìre
Latino volgare cauterire ‘bruciare’, derivato di cauterium ‘cauterio’, perché il restare scottato induce a una condotta più guardinga.
Verbo transitivo [io scaltrisco, tu scaltrisci ecc.].
Rendere scaltro, avveduto, sagace: la vita fuori casa lo ha scaltrito.
Scaltrire lo stile: renderlo più elegante, raffinarlo.

Scaltrirsi
Verbo riflessivo.
Diventare scaltro o più scaltro; acquistare abilità, perizia, sicurezza, specialmente nella propria attività o professione.

Scàltro
Derivato di scaltrire.
Aggettivo.
1. Che agisce, parla e si comporta con accortezza, con avvedutezza; per estensione, astuto, furbo.
2. Che è espressione di scaltrezza: comportamento scaltro.

Fùrbo
Dal francese fourbe ‘ladro’, di etimo incerto.
Aggettivo.
Di chi sa trarre vantaggi dalle situazioni agendo con prontezza, intuizione e senso pratico; scaltro, astuto: un ragazzo furbo.
Fatto con furbizia; che denota furbizia: una trovata, una mossa furba; occhi furbi.

Sostantivo maschile [femminile furba].
1. Persona furba, specialmente in senso spregiativo: fare il furbo.
Furbo matricolato, di tre cotte: persona furbissima.
2. (antico) Furfante.

Marchi, non parole

Minèrva
Dal marchio di fabbrica originario, che rappresentava la dea Minerva.
Sostantivo maschile plurale.
Tipo di fiammiferi di sicurezza con capocchia priva di fosforo, che si accendono solo se strofinati sulla apposita superficie di cui è provvista la loro confezione.

Marco Marcon ci dice: minerva.

Nomi di dire

Complesso di Edipo
Edipo è un personaggio della mitologia greca. Il mito racconta che Edipo venne abbandonato, quando era piccolo, dal padre Laio e fu cresciuto dal re Polibo. Da grande gli fu predetto da un oracolo che avrebbe ucciso il proprio padre e sposato la propria madre.
Per evitare l’avverarsi della profezia Edipo si allontanò da coloro che riteneva essere i genitori, durante il viaggio però incontrò Laio e lo uccise. Giunto a Tebe rispose alla domanda della Sfinge liberando la città dal mostro e per premio gli fu data in moglie Giocasta, vedova del re Laio e sua madre. Dopo le vicende che portarono Edipo al riconoscimento della verità, Giocasta si impiccò e Edipo si accecò.
È stato utilizzato da Sigmund Freud per indicare l’insieme complesso di desideri amorosi ed ostili che legano un bambino ai propri genitori.

La sai l’ultima!

Una suora va in un prato a raccogliere funghi e tutta contenta canta: "Un funghetto trallallà, due funghetti trallallà, tre funghetti trallallà."
Un uomo la vede e pensa di farle uno scherzo: corre nel prato, si abbassa i pantaloni e si sdraia supino nell’erba alta.
La suora arriva saltellando vicino all’uomo e: "Un fu-… UN FU-… UN FUUU-… Un funghetto trallalà!"


R- Abbaino, Hully gully; Marchi: Velux; Paroleuomini: Caracalla; Perle

febbraio 17, 2020

Newsletter originale del 26/4/2005

Abbaìno
Dal genovese abaèn ‘abatino’, perché le lastre di ardesia che ricoprivano l’apertura del tetto richiamano per la forma il cappuccio dell’abito degli abati.
Sostantivo maschile.
1. Soprelevazione del tetto di un fabbricato, realizzata in modo da consentire l’apertura di una finestra per dare luce ed aria al sottotetto. Negli edifici dei paesi nordici viene spesso elevato a filo della facciata costituendone insieme il coronamento e un elemento architettonico caratteristico; fu usato soprattutto dai costruttori gotici e ripreso largamente nell’architettura dei secoli successivi.
2. Soffitta abitabile.

Una (parola) giapponese a Roma

Hully gully [‘ali ‘gali]
Locuzione inglese, probabilmente di origine caribica.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
Ballo originario del sud degli Stati Uniti d’America, caratterizzato da figure svolte da tutti i ballerini insieme e diffusosi negli anni ’60 del Novecento.

Marchi, non parole

Vèlux
Marchio commerciale.
Sostantivo maschile invariabile.
Finestre per tetti, lucernari.

Paola Cinato la propose molto tempo fa.

Parole e uomini

Non so se ha senso, però dopo avere raccolto le parole che derivano da uomini è giocoforza cercare gli uomini che derivano da parole.
Inauguriamo la rubrica con Caracalla, vedremo poi dove si andrà a finire.
Inviate, amici, inviate, ma sappiate che con questa nuova rubrica non ci sono premi in palio.

Caracàlla
Dal latino tardo caracalla(m), voce gallica.
Sostantivo femminile.
In età romana, veste gallica di panno, aderente al corpo e provvista di cappuccio e di maniche; fu introdotta dall’imperatore Aurelio Antonino Bassiano (188-217), soprannominato perciò Caracalla.

Perle dai porci

"Ci stiamo espandendo nei mercati dell’ex est europeo."
Un tipo intervistato al telegiornale.


R- Paradigma, Kendo; Marchi: Masonite; Perle

febbraio 14, 2020

Newsletter originale del 22/4/2005

Paradìgma
Dal latino tardo paradigma, che è dal greco parádeigma ‘modello, esempio’, da paradeiknynai ‘mostrare, confrontare’.
Sostantivo maschile.
1. (grammatica) Modello della coniugazione di un verbo o della declinazione di un nome.
(linguistica) Insieme di unità (fonetiche, morfologiche, lessicali ecc.) fra le quali intercorre un rapporto virtuale di sostituibilità in un medesimo contesto.
2. Nel linguaggio filosofico, termine usato da Platone per designare le realtà ideali concepite come eterni modelli delle transeunti realtà sensibili, e da Aristotele per indicare l’argomento, basato su un caso noto, a cui si ricorre per illustrare uno meno noto o del tutto ignoto.
Con altro significato il termine è stato recentemente introdotto nella sociologia e filosofia della scienza per indicare quel complesso di regole metodologiche, modelli esplicativi, criteri di soluzione di problemi che caratterizza una comunità di scienziati in una fase determinata dell’evoluzione storica della loro disciplina: a mutamenti di paradigma sarebbero in tal senso riconducibili le cosiddette «rivoluzioni scientifiche».
3. (raro) Esempio, modello; termine di paragone assoluto: paradigma morale.

Una (parola) giapponese a Roma

Kendo [‘kEndo]
Voce giapponese.
Sostantivo maschile invariabile.
Genere di scherma tradizionale del Giappone in cui gli antagonisti, vestiti in caratteristici costumi e col viso protetto da una robusta maschera a rete di ferro, usano una lunga spada di stecche di bambù.

Marchi, non parole

Masonìte
Derivato del nome dell’inventore, l’ingegnere americano W. H. Mason.
Sostantivo femminile.
Marchio registrato, materiale da costruzione costituito da pannelli ottenuti comprimendo un impasto di fibre di legno di scarso pregio; si usa per rivestimenti interni, come isolante termico e acustico e spesso, in falegnameria, al posto del compensato.

Chi, se non Marco Marcon?

Marco Marcon 43
Mauro Cociglio 21
Piero Fabbri 16
Mauro Palma 8
Paola Cinato 3
Alessandro Rigallo 2
Paolo Campia 2
Massimo Chiappone 1

Perle dai porci

"Viene introdotto il modello dei Web Services come paradigma metaforico delle tecnologie attuali."
Da una presentazione tecnica, proposta da Pino De Noia.


R- Concistoro, Ukulele; Marchi: Widia; Perle

febbraio 13, 2020

Newsletter originale del 21/4/2005

Concistòro
Dal latino tardo consistoriu(m), derivato di consistere ‘fermarsi’; in origine ‘luogo di riunione’, poi ‘consiglio dell’imperatore’.
Anticamente consistòrio, consistòro.
Sostantivo maschile.
1. (ecclesiastico) Adunanza solenne dei cardinali, presieduta dal papa, per deliberare intorno a questioni riguardanti il governo della chiesa, la canonizzazione di santi ecc.: concistoro segreto, pubblico.
2. Organo deliberante di talune chiese riformate.
3. (letterario) Riunione, adunanza di persone (anche in usi ironici).

Una (parola) giapponese a Roma

Ukulèle
Dalla voce hawaiana ukulele, propriamente ‘pulce’, con allusione ai movimenti fitti e veloci del plettro sulle corde.
Sostantivo maschile o femminile invariabile.
Strumento musicale tradizionale delle isole Hawaii, diffuso sia come solista sia nei complessi di più strumenti: è una specie di chitarra con manico piuttosto lungo, con quattro corde di acciaio di accordatura varia, pizzicate con un plettro, dalla caratteristica sonorità lievemente nasale, dolce e malinconica. Verso il 1920 divenne popolare anche negli Stati Uniti, introdotto nei complessi di musica jazz.

Marchi, non parole

Widia [‘vidja]
Dal tedesco Widia, nome commerciale ricavato da wie Diamant ‘(duro) come il diamante’.
Sostantivo maschile invariabile.
Marchio registrato, materiale costituito da un agglomerato sinterizzato di carburi di wolframio, molibdeno o tantalio con cobalto in funzione di legante; per la sua eccezionale durezza viene usato soprattutto per fabbricare placchette che costituiscono la parte tagliente di punte da trapano in grado di forare cemento, rocce ecc.

Marco Marcon trova parole impossibili per altri esseri umani.

Perle dai porci

"Tramite un tasto ad hoc brandizzato."
Alla "convention" di Telecom Italia.


R- Repubblichino, Convention; Marchi: Lycra; La sai!

febbraio 12, 2020

Newsletter originale del 20/4/2005

Repubblichìno
Aggettivo.
(spregiativo) Della Repubblica Sociale Italiana, che fu creata dal fascismo nell’Italia centro-settentrionale durante l’occupazione nazista (dicembre 1943 – aprile 1945): esercito repubblichino.

Sostantivo maschile [femminile repubblichina].
(spregiativo) Appartenente, aderente alla Repubblica Sociale Italiana.

Una (parola) giapponese a Roma

Convention [kon’vEnSon]
Voce inglese; propriamente ‘assemblea, congresso’.
Sostantivo femminile invariabile.
Nel linguaggio politico e giornalistico, assemblea degli appartenenti a un partito o a un’organizzazione (sindacale, aziendale e simili): partecipare a una convention; è termine ripreso dal nome delle assemblee generali dei partiti statunitensi per scegliere i candidati alla presidenza.

Marchi, non parole

Lycra [‘licra]
Marchio della DuPont de Nemours.
Sostantivo femminile invariabile.
Filato sintetico caratterizzato da grande elasticità, utilizzato nella produzione di calze, collant, costumi da bagno e simili.

Marco Marcon imperversa.

La sai l’ultima!

In un villaggio africano abita un medico missionario occidentale, un giorno un nero proveniente da un lontano villaggio si presenta alla sua capanna e dice:
– Dottore dottore! Grande capo niente cacca!
– Dagli questo purgante e vedrai che passa tutto…
Dopo una settimana stessa scena:
– Dottore dottore! Grande capo niente cacca!
– Dagli questo altro purgante un po’ più forte e vedrai che passa tutto…
Dopo un’altra settimana nuovamente:
– Dottore dottore! Grande capo niente cacca!
– Dagli questo purgante, è molto forte, e vedrai che passa tutto…
Il giorno dopo il nero si ripresenta tutto trafelato:
– Dottore dottore! Grande cacca, niente capo!

È Libero Zucchelli che propone questa barzelletta.