Cioe, Strelcy; Perle; Rovinata

novembre 26, 2020

Cioè
Anche, antico, ciò è.
Congiunzione.
Ha funzione dichiarativa ed esplicativa, col significato di «intendo dire, vale a dire, in altre parole» e simili: sono arrivato tre giorni fa, cioè mercoledì; quel che non puoi avere inteso, Cioè come la morte mia fu cruda (Dante); anche interposto: ero quasi arrivato, stavo, cioè, per raggiungerlo. Può essere rafforzato, nella forma cioè a dire: aveva solo trent’anni, cioè a dire era più giovane di me di quasi dieci anni.
Con funzione correttiva, nel significato di «o meglio, o piuttosto, o per meglio dire»: ti telefonerò; cioè, verrò io personalmente.
Si adopera spesso anche in frasi interrogative, per chiedere spiegazioni, parole più esplicite.
Anticamente il verbo essere poteva essere coniugato in varie articolazioni: ciò era, ciò fu, anche nel plurale, ciò sono, ciò furono; li figliuoli, ciò siamo noi, ciascuno si crede avere la buona (Novellino); rimase con vittoria chi dovea, ciò fur le Ninfe (Sacchetti).

Una (parola) giapponese a Roma

Strelcy [stri’ltsi]
Voce russa strel’cy.
Sostantivo maschile invariabile.
(storia) Casta militare istituita da Ivan il Terribile (secolo XVI) che in guerra costituiva il nerbo dell’esercito mentre in tempo di pace svolgeva le funzioni di guardia dello zar.

Perle di notizie

Marco Marcon ci propone notizie di varie testate giornalistiche, ad esempio Rai News, TGCOM, AGI – Agenzia Giornalistica Italia, HuffPost, che riportano la notizia “Misterioso monolite di metallo scoperto nel deserto dello Utah”.
Marco Marcon ci ricorda anche che “monolite” significa “grosso blocco di pietra di un solo pezzo”.
Quindi la notizia si potrebbe dire: “Grosso blocco di pietra di metallo di un solo pezzo scoperto nel deserto dello Utah”, ed effettivamente si tratta di un fatto curioso.

La parola rovinata

SOLITRUDYNE
Melanconico sentimento che accompagna sempre le lunghe assenze di Gambadilegno. 

Di Franco Palazzi.


Etnico, Etnonimo, Mascaret; Animali; Yokopoko; Rovinata

novembre 25, 2020

Ètnico
Dal latino tardo ethnicus, greco ethnikos, derivato di ethnos ‘razza, popolo’.
Aggettivo (plurale maschile etnici).
1. Che è proprio di un popolo, in sé o contrapposto ad altri popoli: affinità, differenze etniche; per ragioni etniche.
Gruppo etnico: espressione usata talvolta, imprecisamente, come sinonimo di gruppo razziale, ma più comunemente per indicare un aggregato sociale contraddistinto da una determinata lingua (o dialetto) e cultura, anche se risultante dalla fusione di più elementi razziali diversi.
Aggettivi etnici, nomi etnici e, usato come sostantivo maschile, gli etnici: (linguistica) quelli che determinano l’appartenenza a un popolo, a una nazione, a una regione o città (per esempio americano, francese, lombardo, fiorentino).
2. Nel linguaggio della moda, sinonimo di folclorico: che appartiene alla tradizione popolare di un paese, di una regione, di un gruppo etnico, o ne è una manifestazione.

Sostantivo maschile plurale
Nella Bibbia greca sono chiamati etnici (in latino ethnici, gentes, gentiles) i pagani in quanto non professanti il monoteismo giudaico; negli scrittori ecclesiastici, tutti quelli che erano fuori del cristianesimo, come i pagani e gli idolatri.

Etnònimo
Composto di etno- e -onimo.
Sostantivo maschile.
Lo stesso che nome etnico.

Una (parola) giapponese a Roma

Mascaret [maska’re]
Voce francese a una voce guascone che significa propriamente ‘(bue) chiazzato’, probabilmente per un accostamento metaforico del movimento di marea con i balzi di una mandria di buoi.
Anche mascarétto.
Sostantivo maschile invariabile.
In geografia fisica, fenomeno caratteristico dei fiumi che hanno l’estuario su una costa soggetta a maree molto ampie (come le coste della Manica, dell’America Meridionale e della Cina), nei quali la marea fluviale ha un flusso rapidissimo e un riflusso molto lento: l’onda di flusso avanza contro corrente solo dopo aver raggiunto una notevole altezza, formando un muro d’acqua alto diversi metri.

Animali di parole

Per poco mascaret non è una parola derivata da animale. Peccato.

Yokopoko Mayoko

Renzo Piano fa l’architetto, tutti lo sapevano ma nessuno ce l’aveva segnalato. Meno male che ora è arrivata Cinzia Sanniti a farlo.

La parola rovinata

Speciale Rebibbia

LIEVITICO
Le prescrizioni sacerdotali sulla panificazione kasher.

Di Pietro Scalzo.


Lettiga, Portantina, Gestatorio, Kurgan; Insulti; Rovinata

novembre 24, 2020

Parole a confronto

Lettìga
Latino lectica, derivato di lectus ‘letto per dormire’.
Sostantivo femminile.
1. Nell’antichità, letto portatile, spesso riccamente decorato, sostenuto a spalle o a braccia, o tirato da cavalli, usato per il trasporto di persone anziane o malate, oppure, specialmente nell’impero romano e successivamente fino al secolo XIX nel mondo occidentale nella forma più propriamente detta portantina, e ancora in tempi recenti presso popoli orientali, di persone di elevata posizione sociale.
2. Lettino per il trasporto di malati e feriti, costituito da due stanghe di legno o metallo sulle quali è fissato un rettangolo di tela resistente; può essere munito di ruote o montato su automezzi, su aerei o elicotteri.

Portantìna
Derivato di portare, attraverso il participio presente portante.
Sostantivo maschile.
1. Tipo di sedia portatile usata, dall’antichità fino al secolo XIX, per il trasporto di persone; veniva sostenuta, per brevi tragitti, da due uomini per mezzo di due robuste stanghe laterali, e consisteva, nei modelli più lussuosi, specialmente del secolo XVIII, in una piccola cabina munita di porta, riparata da sportelli a vetri e variamente decorata secondo il gusto dell’epoca.
2. Lettiga o barella per malati o feriti.
3. Sedia gestatoria usata, nel passato, dal pontefice.

Gestatòrio
Dal latino tardo gestatorius, derivato di gestare ‘portare’.
Aggettivo.
Sedia gestatoria (anche come sostantivo femminile, la gestatoria): sedia a braccioli utilizzata dal secolo V, sulla quale il sommo pontefice è portato processionalmente, sostenuto a spalla dai portatori, nelle solenni celebrazioni liturgiche; dopo il Concilio Vaticano II l’uso della sedia gestatoria è divenuto molto raro.

Una (parola) giapponese a Roma

Kurgan [kur’gan]
Voce russa, dal turco kurgan.
Sostantivo maschile invariabile.
(archeologia) Antico tumulo funerario diffuso nell’Asia centroccidentale e nell’Europa orientale.
Cultura di kurgan: con questa denominazione è stato proposto di riunire tre aspetti culturali eneolitici che vanno dal IV millennio al 2300-1800 a.C.

Insulti senza frontiere

Frog o froggy, cioè mangiarane, sono i francesi, bersaglio dei britannici per la loro passione per i cosciotti di anfibio.
Alex Merseburger e la sua rubrica che unisce i popoli.

La parola rovinata

Speciale Rebibbia

È SODO
Libro dell’uovo della Pasqua ebraica.

Di Pietro Scalzo.


Sterminare, Sterminio, Maloca; Yokopoko; Rovinata

novembre 23, 2020

Sterminàre
Latino exterminare, derivato di terminus ‘confine’, con il prefisso ex- ‘via da’, propriamente ‘cacciare dai confini’.
Verbo transitivo (io stèrmino ecc.).
Annientare, distruggere, uccidere più persone, o più animali, fino all’ultimo elemento e non lasciando che alcuno sopravviva: sterminare i nemici; perché in tempi cotanto fieri dalle uccisioni non si seminassero uccisioni, che andassero a sterminare il genere umano (Vico); sterminateli senza pietà!, motto della lotta contro i gangsters negli Stati Uniti d’America; un insetticida che stermina le zanzare; queste praterie era piene di bisonti prima che i cacciatori li sterminassero.

Stermìnio
Dal latino tardo exterminium, derivato di exterminare ‘sterminare’.
Sostantivo maschile.
1. L’azione, il fatto, e l’effetto, dello sterminare; distruzione violenta, rapida e totale: lo strminio di un popolo; lo sterminio di una città inerme con ripetuti bombardamenti; una guerra di sterminio, che ha per fine l’annientamento dell’esercito e delle popolazioni nemiche; campi di sterminio, nel periodo della seconda guerra mondiale; (iperbolico o scherzoso) se vi trovo ancora sul mio terreno faccio uno sterminio!.
Con riferimento ad animali, come complemento: fare uno sterminio di animali da pelliccia; potenti insetticidi per lo sterminio degli scarafaggi.
2. Nell’uso familiare, per avvicinamento semantico all’aggettivo sterminato e con valore iperbolico, uno sterminio, una grande quantità: al luna park c’era uno sterminio di gente.

Una (parola) giapponese a Roma

Maloca [‘maloka]
Etnonimo.
S0stantivo femminile invariabile.
(etnologia) Capanna amazzonica di grandi dimensioni, usata come abitazione collettiva, di forma quadrangolere, con volta a botte o spiovente fino a terra.

Yokopoko Mayoko

Francesca Italiano è l’autrice del libro “Crescendo! A Thematic Approach to Intermediate Italian Language & Culture”.
Ringraziamo Cinzia Sanniti per il contributo di valore.

La parola rovinata

Speciale Rebibbia

GENESÌ
Libro delle origini dei liquori alpini.

Di Pietro Scalzo.


R- Patafisica, Kilt; Animali: Nicchio, Nicchia, Rannicchiare; Yokopoko

novembre 20, 2020

Newsletter originale del 3/11/2005

Patafìsica
Calco sul francese pataphysique, voce coniata dallo scrittore surrealista francese A. Jarry (1873-1907), composto di pata- (prefisso arbitrario probabilmente suggerito da meta-) e fisica, sul modello di metafisica.
Sostantivo femminile.
Scienza immaginaria del nonsenso astruso e bizzarro, intesa come parodia del pensiero scientifico e accademico.
Corrente artistica per la quale non esistono verità assolute ma solo relative e sempre mutevoli, e tutti i principi possono essere affermati e contraddetti, in nome dell’assoluta libertà creativa dell’artista, fuori da schemi precostituiti.

Una (parola) giapponese a Roma

Kilt [kilt]
Voce scozzese, dalla voce di origine scandinava kilt ‘alzare la sottana’.
Sostantivo maschile invariabile.
Il tradizionale gonnellino corto a pieghe degli scozzesi, in tessuto a riquadri di vari colori.

Animali di parole

Nìcchio
Probabilmente dal latino mytulu(m) ‘mitilo’.
Sostantivo maschile (toscano).
1. Conchiglia; guscio della lumaca.
Farsi un nicchio: (figurato) rannicchiarsi.
2. Specie di lucerna a tre punte, di coccio o di bronzo.
(scherzoso) Cappello a tre punte, un tempo usato dai preti.
3. Salume di forma triangolare, con pasta simile a quella dello zampone.

Nìcchia
Probabilmente derivato di nicchio.
Sostantivo femminile.
1. Cavità, per lo più semicilindrica, aperta nello spessore di un muro per porvi statue, oggetti decorativi e simili; può anche avere funzione di deposito e riparo (per esempio nelle gallerie ferroviarie o stradali).
2. Cavità superficiale nelle rocce, provocata da varie cause: nicchie coliche, meteoriche.
3. (figurato) Posto tranquillo e comodo; sistemazione, rifugio.
4. Nicchia ecologica: (biologia) il posto che una specie animale e vegetale occupa in un determinato ecosistema.
5. (toscano) Conchiglia.

Rannicchiàre
Derivato di nicchia, col prefisso ra-.
Verbo transitivo [io rannìcchio ecc.].
Restringere, ripiegare in un piccolo spazio, come in una nicchia: rannicchiare le gambe.

Rannicchiàrsi
Verbo riflessivo.
Raccogliersi su sé stesso come in una nicchia: rannicchiarsi per il freddo.

Sabrina Costa guadagna un buon punto.

Yokopoko Mayoko

Il Presidente italiano dell’Ente Protezione Animali si chiama Paolo Manzi.