Itterizia, Ittero, Foule; Animali; Accento; Rovinata

maggio 22, 2018

Parole a confronto

Itterìzia
Dal greco ikteros, ritenuto un uso estensivo del nome dell’uccello.
Anche ìttero.
Sostantivo maschile.
1. (medicina) Colorazione gialla della cute, delle sclere e delle mucose, dovuta al patologico aumento nel sangue della bilirubina che si deposita nei tessuti.
Ittero del neonato: distinto in varie forme a seconda della causa che lo provoca, più frequente nei neonati prematuri, è di breve durata, non richiede cura e scompare senza complicazioni.
2. Ittero dei puledri neonati: (veterinaria) malattia infettiva a decorso rapido e prognosi grave che colpisce i puledri e i muletti, caratterizzata da rapida emolisi.
Ittero grave del cane: (veterinaria) forma itterica, di esito quasi sempre letale, che colpisce soprattutto i cuccioli, caratterizzata da gastroduodenite intensa con inappetenza, vomito, febbre.

Ìttero
Latino scientifico Icterus, nome di genere, dal latino icterus, greco ikteros, nome di un uccello, forse il rigogolo, la cui vista si diceva che facesse guarire dall’itterizia, oppure di un uccello dal piumaggio giallo.
Sostantivo maschile.
Nome di varie specie di uccelli passeriformi della famiglia itteridi.

Una (parola) giapponese a Roma

Foulé [fu’le]
Voce francese, propriamente participio passato di fouler ‘premere, follare’.
Sostantivo maschile invariabile.
Stoffa di lana cardata e follata, leggermente pelosa in superficie.

Animali di parole

Itterizia e ittero sono parole derivate da un animale, anche se non ben identificato.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice ìttero, e non ittèro.

La parola rovinata

MARTIN L’ITTERO
Il Riformatore delle cure per le patologie di alcune malattie del sangue.

Di Pietro Scalzo.

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Calcagno, Vide-pots, Vuotavasi; Monouso; Rovinata

maggio 21, 2018

Calcàgno
Latino tardo calcaneum, derivato di calx calcis ‘tallone’.
Sostantivo maschile (plurale calcagni o, antico, plurale femminile calcagna o calcagne).
1. Nel linguaggio comune, la parte posteriore del piede, cioè il tallone dell’anatomia topografica.
Nella nomenclatura anatomica, l’osso più voluminoso del tarso, di cui costituisce la parte postero-inferiore: avere male a un calcagno. Avere la testa nei calcagni: non avere giudizio, agire senza fare attenzione.
Lavorare con le calcagna, lavoro fatto con le calcagna: lavorare male, senza cura.
Avere qualcuno alle calcagna: che insegue da vicino correndo o, in senso figurato, che cerca in modo insistente di ottenere qualcosa.
Mettere qualcuno alle calcagna: che spii o sorvegli.
Stare alle calcagna: sempre dietro a vigilare o molestare.
Mostrare, voltare, alzare, menare, battere le calcagna, darsi alla fuga; avevan quasi appena alzati i calcagni, quando scoccò la campana (Manzoni).
Dare delle calcagne: (antico) spronare: Per la puntura de la rimembranza, Che solo a’ più dà de le calcagne (Dante).
2. Parte posteriore della calza o della scarpa che ricopre il calcagno del piede: calzini coi calcagni bucati.

Una (parola) giapponese a Roma

Vide-pots [vid’po]
Voce francese, composto di vider ‘vuotare’ e pot ‘vaso’.
Sostantivo maschile invariabile.
Nell’industria tessile, termine corrispondente a vuotavasi.

Vuotavàsi
Composto di vuotare e vaso.
Aggettivo e sostantivo femminile.
Macchina vuotavasi, o semplicemente vuotavasi, nell’industria tessile è la macchina di preparazione alla filatura impiegata nel ciclo di lavorazione della lana pettinata, per trasformare la confezione dello stoppino da vaso in bobina.

Parole monouso

Calcagna è una parola monouso, in quanto si usa solo nelle locuzione "essere, stare alle calcagna di qualcuno" o "avere qualcuno alle calcagna", per significare seguire qualcuno o essere seguito da qualcuno: a proposito, che ci fate qui?, una scommessa, avevate i creditori alle calcagna (Alessandro Baricco). Il tallone, invece, è il calcagno, e i talloni sono i calcagni.

La parola rovinata

MARTIN L’OTERO
Il più grande ballerino protestante delle Belle Époque.

Di Pietro Scalzo.


Finnico, Finlandese; Universali; Appunto; Rovinata

maggio 18, 2018

Parole a confronto

Fìnnico
Aggettivo (plurale maschile finnici).
Dei Finni, relativo o appartenente ai Finni, nome complessivo di varî popoli dell’Europa settentrionale, stanziati fin dai primi secoli dell’era cristiana in parte della Russia centro-settentrionale e nelle terre baltiche, e formanti uno dei rami della famiglia etnolinguistica ugro-finnica: le popolazioni finniche; le lingue finniche.
Sottorazza finnica: (antropologia fisica) una delle varietà regionali della razza nordica, localizzata prevalentemente nei paesi baltici, e sporadicamente in quelli scandinavi, anche denominata sottorazza subnordica.

Finlandése
Aggettivo.
Della Finlandia, stato situato nella penisola scandinava; appartenente o relativo alla Finlandia: il folclore, i costumi finlandesi.
Tabella finlandese, o anche tabella internazionale: (sport) la tabella in cui, per le gare in più prove con discipline multiple, sono tradotte in punti le prestazioni degli atleti, in base a un punteggio convenzionalmente stabilito, in modo da poter fare un ragguaglio tra i risultati tecnici delle varie specialità (tempi delle corse, misure dei salti e dei lanci), altrimenti non paragonabili tra loro, al fine della compilazione della classifica.

Sostantivo maschile e femminile.
La lingua parlata in Finlandia, appartenente alla famiglia ugro-finnica.
Abitante o nativo della Finlandia.

Parole universali

Sbarrare, verbo transitivo, può significare:
Chiudere con una sbarra, con una spranga: sbarrare la porta, oppure adesso più comunemente, chiudere un varco con sbarre: un cancello sbarrava l’ingresso alla villa.
Ma può anche significare:
Sbarrare gli occhi: dilatarli, spalancarli, per vedere meglio, o come manifestazione di stupore, paura, terrore e simili: ne l’orecchie mi percosse un duolo, Per ch’io avante l’occhio intento sbarro (Dante).

Quindi si tratta di una nuova parole universale nel carniere della Parolata.

L’appunto

No, finnico non ha lo stesso significato di finlandese, neanche per ciò che concerne la lingua finlandese.

La parola rovinata

MARTIN LU TERUN
Colui che portò il Protestantesimo al sud.

Di Maurizio Codogno.


Superuomo, Ubermensch; Rovinata

maggio 17, 2018

Superuòmo
Composto di super- e uomo, calco del tedesco Übermensch.
Sostantivo maschile.
1. Uomo che eccelle e domina per le sue doti eccezionali di genio e volontà sugli altri uomini, soprattutto in riferimento al pensiero di F. Nietzsche per cui l’Übermensch è l’individuo che si manifesta nella essenza più autentica, come esplicazione, nella sua volontà di potenza che al di là di ogni legge lo porta ad affermarsi su tutti, della forza originaria della vita: l’interpretazione estetizzante di G. D’Annunzio del superuomo nietzschiano; il mito razzistico del superuomo posto alla base del nazismo.
2. Uomo superiore, o che si ritiene superiore agli altri, in usi per lo più ironici o polemici: si ritiene un superuomo; smettila di fare il superuomo.

Una (parola) giapponese a Roma

Übermensch [uber’menS]
Voce tedesca, composto di über ‘sopra, super-‘ e Mensch ‘uomo’.
Sostantivo maschile invariabile.
Espressione corrispondente, per significato e uso, all’italiano superuomo, che ne è la traduzione letterale.

La parola rovinata

MARTIN L’UTERO
Colui che partorì il Protestantesimo.

Di Pietro Scalzo.


Intimidazione, Preprint; Lettori; Rovinata

maggio 16, 2018

Intimidatòrio
Tratto da intimidazione.
Aggettivo.
Che tende a intimorire, a far desistere con minacce da un’azione, da un comportamento: parole, espressioni, frasi intimidatorie; fare una politica intimidatoria; sparare in aria a scopo intimidatorio.

Intimidazióne
Dal francese intimidation, derivato di intimider ‘intimorire’, da timide ‘timido’.
Sostantivo femminile.
Atto o parole di minaccia, che hanno lo scopo di incutere timore e costringere ad agire o a desistere da un’azione con lo stimolo della paura; il timore stesso che in tal modo s’incute in altri: cedere a intimidazioni; costringere, ottenere con l’intimidazione.
In marina, sparo di colpi di cannone o lancio di bombe antisommergibili verso la zona in cui si suppone la presenza del nemico, allo scopo di distoglierlo dall’azione.

Una (parola) giapponese a Roma

Preprint [pre’print]
Voce inglese, propriamente ‘pre-stampa’.
Sostantivo maschile invariabile.
Estratto anticipato di un articolo di una rivista, di un periodico, degli atti di un convegno, o anche capitolo di un volume, stampato prima della pubblicazione dell’opera complessiva.

I lettori ci scrivono

Relativamente agli americani "americans", ci scrive Alex Merseburger:

— in modo informale lo statunitense è lo yankee. Oppure lo United States citizen. —

Certo, il primo termine è molto informale, e il secondo molto burocratico, ma tant’è.

La parola rovinata

DENIGRARE
Imbiancare.

Di Pietro Scalzo.