Cernere, Cernita, Cerna; Craal; Rovinata

dicembre 6, 2016

Cèrnere
Dal latino cernere ‘separare, vagliare’.
Anche, antico, cèrnire.
Verbo transitivo (presente io cèrno ecc.; passato remoto cernéi o cernètti; participio passato cernìto).
1. (letterario) Separare, distinguere cose diverse o di qualità diversa, scegliere: cernere gli stracci, le foglie di tabacco; cernere il buono dal cattivo, l’utile dall’inutile; mutiamo consiglio, bene cernendo da male (Guittone); anche stacciando: cernere la farina dalla crusca; con bianchi e sottilissimi cribri cernivano oro separandolo da le minute arene (Sannazzaro).
(generico) Scegliere: fra i filosofi principalmente si cernevano i caporioni delle società segrete (Nievo).
2. (antico) Vedere distintamente, nel senso proprio e figurato, con l’intelletto: già le sue meschite Là entro certe ne la valle cerno (Dante); Ma questo è quel ch’a cerner mi par forte (Dante).

Cèrnita
Derivato di cernere, dal latino tardo cernitus, participio passato di cernere, al posto del classico cretus.
Sostantivo femminile.
1. Scelta; l’azione del separare cose diverse: fare una cernita accurata.
In particolare, nell’industria, operazione con la quale vengono suddivisi in classi, di caratteristiche non molto diverse l’una dall’altra, prodotti, materie prime ecc.; operaio addetto alla cernita.
(biologia, raro) Sinonimo di selezione: cernita naturale, cernita artificiale.
2. (plurale) Nell’età delle signorie, le truppe arruolate non per soldo, ma per obbligo militare, a difesa del territorio, di solito dal contado.

Cèrna
Derivato di cernere.
Sostantivo femminile.
1. (antico) Cernita, scelta: la dottrina dell’Accademia si è quella, che dee sovranamente presedere alla cernita, o scelta, che vogliam dire (Alberti di Villanova).
2. (antico, militare) Milizia ordinaria, in genere raccogliticcia e inesperta, dei principi.
Milizia raccogliticcia e inesperta di pedoni arruolati dai comuni toscani nel contado.
Soldato inadatto alla guerra.

Una (parola) giapponese a Roma

Craal [‘kraal]
Voce afrikaner.
Sostantivo maschile invariabile.
(etnologia) Recinto per bestiame nei villaggi dell’Africa meridionale.
(estensione) Il villaggio stesso.

La parola rovinata

SOMÀLO
Equino del Colno d’Aflica

Franco Palazzi continua a rovinare parole per divertirci.


Atterrire, Cow-pox; Canzone

dicembre 5, 2016

Atterrìre
Rifacimento del latino exterrere, derivato di terrere ‘terrore’, con mutamento di prefisso e di coniugazione.
Verbo transitivo (io atterrisco, tu atterrisci ecc.).
Incutere terrore, paralizzare con la minaccia di un male ineluttabile: atterrire la mente; aterrire la folla; le sue parole mi atterrirono.

Intransitivo pronominale.
Provare terrore, spaventarsi: si atterriva pensando all’enormità del danno; più comune con questo senso il passivo: ero atterrito da tutte quelle detonazioni.

Atterrìto
Participio passato e aggettivo.
Che prova o dimostra terrore: mi guardava atterrito; volto, sguardo atterrito.

Una (parola) giapponese a Roma

Cow-pox [kaw’poks]
Voce inglese, pomposto di cow ‘vacca’ e pox ‘vaiolo’.
Sostantivo maschile invariabile.
(veterinaria) Malattia contagiosa propria dei bovini, trasmissibile all’uomo e al cavallo, dovuta a ceppi particolari di batteri, che si manifesta come eruzione vescicolosa e pustolosa, localizzata principalmente nella regione mammaria.

La Canzone Settimanale Enigmistica

La diciottesima canzone, dicevamo. Indovinano Fermassimo (5+5), BettyBlu (5+4), PattyPink (5+3), Simona Gavagni (5+2), Pietro Scalzo (5+1), Alberto Cacciari, Alby, Francesco Caiazzo, Giuly, Liana Sassoli, Piero Fabbri, M.Fisk (con l’alternativa Non cado più, accettata dal nostro enigmista Omero), Marco Marcon (5).

Lanciamo la diciannovesima canzone, con cui si giocherà fino a mercoledì 7 dicembre. La soluzione verrà pubblicata venerdì 9, e i risultati martedì 13. Ciò non ci impedirà di pubblicare comunque l’indizio della ventesima canzone lunedì 12 dicembre.

Ore 17 nel circo inglese (2 2 3 9)


Svampire, Vampa, Vampo; Marchi: Torpex; Albioniche

dicembre 2, 2016

Svampìre
Derivato di vampa, col prefisso s- privativo.
Verbo intransitivo (io svampìsco, tu svampìsci ecc.; ausiliare essere).
(regionale) Svaporare, svanire, perdere odore o sapore: chiudi bene la bottiglia di profumo, altrimenti svampisce.
(figurato) Diminuire di vigore, di intensità, di efficacia: gli è svampita l’ira.

Svampìto
Participio passato di svampire.
Aggettivo e sostantivo maschile.
Di persona poco lucida intellettualmente, lievemente dissociata o con la testa fra le nuvole: un vecchio ormai svampito per l’età, una ragazza un po’ svampita, non fare la svampita; un cervello già svampito; si comportava in maniera orribile con la moglie, che era troppo svampita per accorgersene (Mazzantini). Sinonimi svanito, svitato.

Vàmpa
Derivato di vampo.
Sostantivo femminile.
1. Grande fiamma: le vampe dell’incendio si alzavano a lambire il tetto; aria infuocata che proviene da materiali ardenti o in genere da sorgenti di intenso calore: la vampa del sole.
Vampa di bocca: (militare) In artiglieria, la fiammata che si sprigiona dalla bocca di un pezzo all’uscita del proietto.
2. (figurato) Vampa, vampe al viso, manifestazione vasomotoria consistente in una temporanea dilatazione dei vasi sanguigni nella regione del volto con conseguente arrossamento di esso: è manifestazione di ordine neurovegetativo tipica della menopausa, ma si manifesta anche come conseguenza di fattori emotivi o disturbi nervosi.
Sentimento o impulso sentimentale ardente, incoercibile: le vampe della passione; mia donna «Manda fuor la vampa Del tuo disio», mi disse (Dante); provare grandi vampe di gelosia (Pavese).

Vàmpo
Latino vapor (-oris) ‘vapore, vampa, calore’, incrociato con lampo.
Sostantivo maschile.
(antico, letterario) Vampa, intenso calore o splendore di fiamma, di cose ardenti: In questo mezzo sopra loro apparse Un vampo che parea di fuoco fosse (Pulci); fra le macerie ancor calde del vampo canicolare (D’Annunzio); far vampo, mandare vivida luce: fe’ lo scudo vampo (Ariosto).
Menare vampo: infuriarsi, infierire, mostrarsi pieno d’ardore: Ulivieri era già venuto al campo E con la lancia menava gran vampo (Pulci); si ribellò, e menò un vampo terribile per le arcadiche provincie (Baretti). Con altro senso, menar vanto, inorgoglirsi: or puoi Menar gran vampo, Ettorre, or che ti diero Di mia morte la palma Apollo e Giove (Monti).

Una (parola) giapponese a Roma e Marchi, non parole

Torpex [‘torpeks]
Voce inglese, nome commerciale composto di torp(edo) ‘torpedine’ e ex(plosive) ‘esplosivo’.
Sostantivo maschile invariabile.
(chimica) Miscela esplosiva composta da tritolo, ciclonite e alluminio con notevole potere dirompente e grande sensibilità all’urto, usata specialmente come riempimento di bombe, mine e siluri durante la seconda guerra mondiale.

E sì, torpedine l’abbiamo già nel nostro elenco di parole derivate da animali.

Curiosità albioniche

Maurizio Codogno ci parlava del breakfast come di rompi-digiuno, e prontamente Franco Palazzi ci fornisce due antiche citazioni a riguardo.

His servant placed before him a slice of toasted bread, with a glass of fair water, being the fare on which he usually broke his fast.
(Sir Walter Scott, The Antiquary—Volume II, 1816)

Thinking that it might be Lord Carbury, and that, if so, he would probably not wait until half past nine to break his fast, she ran gaily off.
(George Bernard Shaw, The Irrational Knot, 1905)


Contiguo, Hip hop, Trip hop; Canzone

dicembre 1, 2016

Contìguo
Dal latino contiguus, dal tema di contingere ‘toccare’, composto di con- e tangere ‘toccare’.
Aggettivo.
1. Che è posto vicino ad altra cosa, in modo da avere con essa un termine (per esempio un lato) comune: due case, due orti contigui; nella stanza contigua.
2. Classi contigue: (matematica) due classi di numeri reali tali che ogni numero della prima è minore, o uguale, di ogni numero dell’altra, e tali che le differenze tra numeri della seconda classe e numeri della prima possano assumere valori arbitrariamente piccoli.

Una (parola) giapponese a Roma

Hip hop [ip’op]
Voce inglese.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
Movimento nato alla fine degli anni Settanta negli Stati Uniti, specialmente tra i giovani neri e portoricani delle grandi città, che persegue una politica di non violenza tramite la pratica di forme d’arte come graffiti, la musica rap e la break dance.
(estensione) Genere musicale che si rifà a tale movimento.

Trip hop [trip’op]
Voce inglese, composto di trip ‘allucinazione prodotta da stupefacenti’ e (hip) hop.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(musica) Genere di musica rock degli anni Novanta che mescola l’hip hop e il soul con il pop e la sperimentazione.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Termina la diciottesima canzone, questi erano l’indizio e la soluzione:

Viagra (3 4 3)

Una cosa blu, e successivamente Una rosa blu, di Michele Zarrillo.
Abbiamo ricevuto anche come risposta:
Non calo più, che diventa Non cado più, di DJ Francesco.
Ci rimettiamo a Omero affinché decida sulla sua validità.


Fatico, Kludge; Accento; Lettori; Rovinata

novembre 30, 2016

Fàtico
Dal greco phatos ‘che si pò esprimere’, termine moderno coniato dall’antropologo Malinowski.
Aggettivo.
In linguistica e più specificamente nelle teorie sul comportamento linguistico, nelle espressioni comunione fatica, funzione fatica, quella particolare funzione che ha talvolta il linguaggio verbale, non di comunicare o chiedere informazioni, ma di stabilire o mantenere un contatto fra colui che parla (locutore) e chi ascolta (destinatario); hanno tale funzione, per esempio, le formule stereotipate come «Pronto, mi senti?», «Come va?», «Capito?» e simili con cui si avvia e si continua una conversazione telefonica, oppure i commenti sulle condizioni atmosferiche o le domande sullo stato di salute che si scambiano due persone che s’incontrano.

Una (parola) giapponese a Roma

Kludge [kladZ oppure kludZ]
Voce inglese di etimologia sconosciuta.
Sostantivo maschile invariabile.
1. (tecnologia) Sistema costruito in modo frettoloso e confuso.
2. (informatica) Software che, pur funzionando in modo sostanzialmente corretto, si rivela carente per essere stato scritto in maniera frettolosa, poco chiara e difficile da mantenere.

L’accento, questo sconosciuto

Fatico, della funzione fatica, ha l’accento sulla a: fàtico, e non fatìco.

I lettori ci scrivono

Alex Merseburger giustamente precisa che il key account è il cliente importante per un’azienda, mentre chi si occupa della gestione di tali clienti è il key account manager, e non solo key account, come erroneamente scritto ieri.

La parola rovinata

SCOREGGIARSI
Perdere fiducia in se stessi per un’incurabile flatulenza.
Di Franco Palazzi.