R- Cembalo, Sansa; Animali: Fringuello, Cabrare; Lettori; Yokopoko; Animalididire; Rovinata

settembre 16, 2021

Newsletter originale del 22/5/2006

Cémbalo
Latino cymbalu(m), dal greco kymbalon, derivato di kymbì ‘ciotola, bacino’.
Toscano cembolo, antico o letterario cimbalo.
Sostantivo maschile (musica).
1. Forma abbreviata di clavicembalo.
2. Specialmente plurale, antico strumento a percussione, simile ai moderni piatti, usato dai coribanti nei baccanali.
(dialettale) Tamburello.
3. Cembalo ad arco: strumento cordofono a tastiera le cui corde, sfregate da un nastro o da una serie di ruote, danno un suono continuo.

Una (parola) giapponese a Roma

Sansa [‘sansa]
Dall’arabo sang ‘cembalo’.
Sostantivo femminile.
(musica) Strumento idiofono a pizzico proprio dell’Africa, formato da una tavoletta con risonatore cui sono assicurate alcune barrette di metallo o di canna, di lunghezza diversa, in modo che una loro estremità resti libera di vibrare se viene premuta e poi lasciata.

Animali di parole

Fringuèllo
Latino tardo fringuillu(m).
Sostantivo maschile.
1. Piccolo uccello canoro, con gola e petto rossicci, ali nere attraversate da due fasce bianche; vive nei campi o nelle zone boscose e può adattarsi alla cattività.
2. (figurato) Persona ingenua, inesperta; merlo.

Cabràre
Dal francese (se) cabrer, che è dal provenzale (se) cabrar, derivato di cabra ‘capra’; propriamente ‘drizzarsi come una capra’.
Verbo intransitivo [ausiliare avere].
(aeronautica) Compiere la manovra della cabrata.

Verbo transitivo.
Far cabrare: cabrare l’aereo.

Marco Marcon fa due punti con fringuello, uno per l’animale di dire, e uno con cabrare, bell’animale di parola.

I lettori ci scrivono

A proposito di shunt ci scrive Lorenzo Bidone, noto esperto di elettronica.

— Ha ragione la Parolata, lo shunt non è la resistenza che serve per la misura della corrente, è una resistenza che si mette in parallelo agli amperometri (che già dispongono di una loro resistenza di precisione per la misura) in modo da deviarne una parte nota della corrente e aumentarne quindi il fondo scala. —

Yokopoko Mayoko

Dr. Eduardo Molle
Sessuologo

Un’insegna vista a Loano da Giovanna Giordano.

Animali di dire

Cantare come un fringuello
Cantare gioiosamente, con voce chiara e limpida.

Animali rovinati

PRIMATI
Record detenuti da scimmie.

Dal nostro beneamato Mauro Paolo Franco.


R- Purosangue, Simun; Animali: Tarantolato, Somaro; Word!; Perle; Ribollite

settembre 15, 2021

Newsletter originale del 21/5/2006

Purosàngue
Composto di puro e sangue.
Aggettivo invariabile.
1. Si dice di animale e in particolare di cavallo pregiato, specialmente da corsa, che discende da soggetti della stessa razza.
2. (scherzoso) Si dice di una persona che discende da una famiglia stabilitasi in una certa località da molto tempo: è un milanese, un romano purosangue.

Sostantivo maschile e femminile invariabile.
Animale, in particolare cavallo, purosangue.

Una (parola) giapponese a Roma

Simun [si’mun]
Dalla voce araba samum, attraverso il francese simoun.
Anche, raramente, samùm.
Sostantivo maschile invariabile.
Vento caldo e secco che soffia nei deserti africani sollevando dense nuvole di sabbia.

Animali di parole

Tarantolàto
Da tarantola, ragno velenoso.
Aggettivo e sostantivo maschile [femminile tarantolata].
1. Che, chi è stato morsicato dalla tarantola.
2. (figurato) Persona nervosa e iperattiva.

Somàro
Latino volgare saumariu(m), per il tardo sagmarius, da sagma ‘soma’; propriamente ‘(bestia) da soma’.
Sostantivo maschile [femminile somara].
1. Asino, ciuco, in quanto bestia da soma.
2. (figurato) Persona ignorante; in particolare, scolaro, studente che si applica poco allo studio.

Mauro Cociglio non si arrende!

The word, revealed!

Botox babe
Bella bionda e botulinizzata, cioè finta! I quarantenni in cerca di avventure devono essere molto prudenti.

Andy the Y

Perle dai porci

“Thierry Henry è parigino purosangue: la madre è della Martinica e il padre della Guadalupa.”
Dalla telecronaca di una partita di calcio.

Storie ribollite

Grande affollamento per la risposta di questa storia ribollita.
Si aggiudicano un punto a testa MT e Marco Marcon.
Rispondono correttamente, ma troppo tardi, Piero Fabbri, Massimo Chiappone, Mauro Cociglio, Francesca Mola e Luigi Amedeo Bianchi.
Forse era troppo facile? La trentesima dovrebbe essere un po’ più difficile, ma neanche tanto.
Leggetela sulla pagina del sito oppure qui sotto.

Trentesima storia ribollita, di chinalski

– Possiamo iniziare, mi dica pure.

– Le dicevo di uno strano sogno, ricorrente e spaventoso, un incubo, stanotte l’ho rifatto di nuovo.

– Mi racconti, come inizia?

– Sono al buio, in un posto angusto e umido, pieno di ragnatele. Sono sulla schiena, cerco di aprire gli occhi ma non riesco. Poi mi alzo, nel buio, o forse ho gli occhi ancora chiusi, e cerco il mio coltello sul fianco, ma non c’è.

– Cercava un coltello?

– Sì, ho la sensazione di avere posseduto un coltello, ma ora non c’è più. Poi lascio cadere a terra un pezzo di stoffa e inizio camminare, rasente a una parete, ma crollo e il sogno sembra avere un termine.

– Sembra?

– Sì, perché ricomincia, sempre al buio più totale, è un sogno nel buio, difficile da distinguere dal sonno senza sogni, ma non per questo meno terrorizzante. Bevo e mangio qualcosa che non so come è apparso al mio fianco, poi ricomincio a camminare nel buio, seguendo la parete, fino a tornare al punto di partenza, dov’è il tessuto. Allora prendo coraggio e mi avvio perpendicolarmente alla parete, deciso a raggiungere la parete opposta attraversando il locale dove mi trovo. Inciampo, cado e mi accorgo con raccapriccio di essere sull’orlo di una profonda buca, profondissima, come valuto dal tempo che impiegano alcuni sassi a raggiungere il fondo. E qui il sogno termina nuovamente.

– E poi?

– Poi il sogno ricomincia, bevo e mangio nuovamente, e termina, quasi immediatamente, quindi ricomincia di nuovo: sono sul dorso, questa volta legato, ma il buio non è più totale e riesco a scorgere qualcosa nella penombra.

– Cosa vede?

– Vedo delle strutture strane, qualcosa in movimento su di me, e il pozzo nero sotto il tavolo su cui mi trovo, sono immobilizzato da una fascia di tessuto al piano del tavolo, e poi i topi, e il movimento oscillatorio sopra di me aumenta di ampiezza, e contemporaneamente il tondo oggetto metallico si ingrandisce.

– Si ingrandisce?

– Sì, cioè, si avvicina a me, e sul lato inferiore c’è una grossa lama gialla, metallica, affilata. Si avvicina lentissimamente ma impalcabile. Il sogno a questo punto sembra non proseguire, come se si fosse incastrato nel tempo, come se non riuscisse a districarsi dal lento procedere dell’attrezzo oscillante, oramai vicinissimo al mio petto. Poi, a poco a poco, i topi iniziano a saltarmi addosso, forse attratti dal sudore, perché nel letto sento di essere fradicio di sudore, e dopo un po’ sento i legacci che si allentavano, che cedono ai denti aguzzi dei topi. Lentamente mi sfilo dalle fasce e mi butto a terra, lontano dalla lama sibilante. Sono salvo. Immediatamente il meccanismo oscillante viene tirato verso l’alto e la stanza buia si illumina di fuoco, le pareti diventano calde e iniziano ad avvicinarsi, spingendomi verso il centro della sala, dove c’è la buia bocca del pozzo. Non vedo via di fuga: non ho oramai più spazio dove stare, e il calore è insopportabile. A questo punto finalmente mi sveglio terrorizzato.

– Il suo sogno finisce qui?

– Sì, finisce qui.

– Bene, fanno quattrocento euro, ci vediamo lunedì prossimo.


R- Chiama, Chatelaine; Animali: Pinguino; Lettori; Animalididire; Perle; Rovinata

settembre 14, 2021

Newsletter originale del 18/5/2006

Chiàma
Derivato di chiamare.
Sostantivo femminile.
(burocratico) Appello nominale: fare la chiama.

Una (parola) giapponese a Roma

Châtelaine [Sat@’len]
Voce francese, propriamente ‘castellana’, originariamente chaine chatelaine ‘catena castellana’, entrambe le parole di origine latina.
Sostantivo femminile invariabile.
Tipo di ciondolo ornamentale che, attaccato all’orologio da taschino, pende fuori dalla tasca.

Animali di parole

Pinguìno
(aeronautica, gergale) Aereo che veniva usato un tempo per le esercitazioni a terra degli allievi piloti.

Maurizio Codogno aggiunge un nuovo significato di pinguino e guadagna un punto.

Simona Brugnoni 129
Mauro Cociglio 63
Emanuela Gastaldi 36
Alessandro Rigallo 20
Marco Marcon 15
Flavia Spirito 8
Massimo Chiappone 7
Sabrina Costa 6
Marina Geymonat 5
Luigi Amedeo Bianchi 3
Giovanni Cascone 2
Paola Cinato 1
Berilio Luzcech 1
Maurizio Codogno 1

I lettori ci scrivono

Scrive Paola Cinato, lettrice che di elettrotecnica ci capisce.

— Avrei qualcosa da ridire sul fatto che una resistenza di shunt si metta in parallelo: quando serve per misurare la corrente direi che va necessariamente in serie, e normalmente è una resistenza di buona precisione, proprio per permettere la misura. —

Animali di dire

Essere duro, ostinato, cocciuto come un mulo, essere un mulo, fare il mulo
(figurato) Si dice di persona testarda.

Lavorare come un mulo
Lavorare molto.

Calcio del mulo
(figurato, raro) Disprezzo o l’ingratitudine verso chi, prima potente, è caduto in basso.

Perle dai porci

Radio due, Giornale Radio, il giornalista intervista il meteorologo: “Dunque dobbiamo sicuramente aspettarci un’estate più fresca…”
Risponde l’esperto “Sicuramente è un aggettivo che mal si adatta alle previsioni stagionali di lungo termine.”

Piero Mozzone in difesa della lingua italiana.

Animali rovinati

PINGUINO
Uccello che non vola perché un po’ grasso.

Questo animale rovinato da Maurizio Codogno, noto esperto di pinguini, è proprio bello.


R- Eccidio, Shunt; Dubbi; Perle; Rovinata

settembre 13, 2021

Newsletter originale del 17/5/2006

Eccìdio
Dal latino excidiu(m), derivato di exscindere ‘distruggere’, composto di ex- e scindere ‘squarciare, lacerare’.
Sostantivo maschile.
Strage, sterminio: l’eccidio causato dalla guerra; l’eccidio delle Fosse Ardeatine.

Una (parola) giapponese a Roma

Shunt [Sant]
Voce inglese; propriamente ‘derivazione’, derivato di to shunt ‘sviare, deviare’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. (elettrotecnica) Resistenza collegata in parallelo con un circuito elettrico allo scopo di diminuire l’intensità della corrente che vi circola. È usato comunemente negli amperometri. Sinonimo: derivatore.
2. (medicina) Raccordo anomalo, naturale o creato artificialmente, che comporta la derivazione di un flusso.

I grandi dubbi

Ecco a voi un grande dubbio che assilla da anni il vostro ottimo curatore.
Che significato ha la frase “l’eccezione che conferma la regola”?
Dal punto di vista scientifico è sbagliata, in quanto basta una sola eccezione per invalidare una regola generale, nel qual caso il detto dovrebbe essere “l’eccezione che confuta la regola”.
Ma, anche se il comportamento umano non è spiegabile con regole matematiche, ugualmente la logica non è un concetto così astratto da potere essere calpestato impunemente. Il senso del detto credo che sia il seguente: se un fatto viene considerato essere un’eccezione significa che esiste una regola, l’eccezione quindi rafforza la regola e ne conferma l’esistenza. Patetico.
Il vostro curatore propone di correggere il detto nel seguente modo: “l’eccezione che non confuta la regola”.

Fatemi sapere le vostre idee su questo argomento fondamentale scrivendo all’indirizzo redazione@parolata.it o rispondendo alla mail.

Perle dai porci

“Una cosa che avevo già chiesto nelle risposte…”
In ufficio.

Proposta da Paolo Campia.

Animali rovinati

SALMONE
Cadavere dalla forma gigantesca.

Questa è di Mauro Paolo Franco.


R- Lecito, Liceità, Sikh; Animali: Mouse; Word!; Modedidire; Perle

settembre 10, 2021

Newsletter originale del 16/5/2006

Lécito
Latino licitu(m), participio passato di licìre ‘essere lecito’.
Anche, antico, lìcito.
Aggettivo.
1. Che è consentito dalla legge o dalla morale, dalle convenienze, dal decoro: discorsi leciti; avere un comportamento poco lecito.
Essere lecito: essere permesso, consentito: mi sia lecito spiegarmi con un esempio; se è lecito vorrei porvi una domanda.
2. (diritto) Che non è contrario a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume.

Sostantivo maschile.
Ciò che è permesso, legale: pretendere il lecito; andare oltre i confini del lecito.

Liceità
Derivato del latino licet ‘è lecito’, terza persona singolare di licìre ‘essere lecito’.
Sostantivo femminile.
L’essere lecito; condizione di ciò che non è vietato dalle leggi, sia civili sia morali: la liceità di un atto, di un comportamento.

Una (parola) giapponese a Roma

Sikh [sik]
Voce indi, propriamente ‘discepolo’.
Sostantivo maschile e femminile invariabile, aggettivo.
Appartenente al sikhismo; seguace del sikhismo: la componente sikh della popolazione indiana; la rivolta dei sikh.

Sikhismo [si’kizmo]
Derivato di sikh.
Sostantivo maschile.
Movimento politico-religioso sorto agli inizi del XVI secolo dalla predicazione condotta nella regione indiana del Punjab dal guru Nanak (1469-1539); propone una sintesi tra induismo e islam su base monoteistica e rifiuta le caste.

Animali di parole

Mouse [‘maus]
Voce inglese; propriamente ‘topo’, per la forma
Sostantivo maschile invariabile.
(informatica) Periferica d’ingresso di un elaboratore utilizzata per muovere il cursore sullo schermo e comandare l’esecuzione di determinate operazioni; è dotato di pulsanti per l’invio dei comandi.

Con questo magnifico colpo di Berilio Luzcech, che guadagna ben un punto, si esaurisce la scorta di parole inviate dai partecipanti. Se non verranno ricevuti e pubblicati altri animali di parole entro mercoledì 24 il concorso avrà termine.

The word, revealed!

Skincare
Cura della pelle, fino a qualche anno fa riferito alle donne che non volevano concedersi qualche rughetta simpatica, oggi riferito al mercato per i maschietti, in continua crescita.

Andy the Y

Mode di dire

Pizzìno
Dialetto siciliano, pizzinu ‘pezzetto (di carta)’.
Sostantivo maschile.
Biglietto di carta, messaggio scritto: da tempu vi duvia stu pizzino di scusa (Maurici).

Parola diventata indispensabile il 10 aprile 2006, giorno della cattura di Bernardo Provenzano.

Perle dai porci

Il cartolaio racconta uno strafalcione di una cliente alla moglie.

  • La signora è entrata e ha detto: “Fa così freddo che mi sono quasi ossidata”.
    La moglie risponde – Ah ah, che ridere, voleva dire che era ossigenata.

Dal cartolaio.