R- Cloaca, Clochard; Animali di parole; Parole di animali

settembre 25, 2020

Newsletter originale del 11/9/2005

Cloàca
Dal latino cloaca(m), di etimologia incerta.
Sostantivo femminile.
1. Grande fogna o canale sotterraneo che raccoglie le acque di rifiuto di un centro abitato per scaricarle in un fiume o nel mare.
2. (figurato) Ambiente corrotto, insano: il mondo gli appariva come una cloaca immensa (D’Annunzio).
3. (zoologia) Cavità terminale dell’intestino di rettili, pesci e uccelli, in cui sboccano il retto, gli ureteri e i condotti genitali.

Una (parola) giapponese a Roma

Clochard [klO’Sar]
Voce francese; forse derivato di clocher ‘zoppicare’, dal latino parlato cloppicare, derivato di cloppus ‘zoppo’, di origine incerta.
Sostantivo maschile invariabile.
Vagabondo, barbone, senza un domicilio fisso.

Nuovo concorso: Animali di parole

Esortati a iniziare un nuovo concorso etimologico, rispondiamo prontamente all’appello.
Il concorso avrà titolo “Animali di parole” e funzionerà al solito modo: i lettori potranno inviare alla redazione, ai soliti indirizzi della Parolata o facendo la reply alla mail della Parolata, quante più parole di lingua italiana o straniere e utilizzate in Italia che derivino etimologicamente da animali. Non verranno accettate come valide ai fini del punteggio parole già comprese nell’elenco “Uomini e parole”, come ad esempio cerbero.

Il concorso avrà due sezioni con relativi premi: Animali di parole: vincitore sarà chi avrà proposto il maggior numero di parole accettate dalla giuria, e Animali rovinati: vincerà chi inventerà la più divertente definizione
di parola derivata da animale (se ci sarà qualche proposta: ultimamente scarseggiano gli umoristi alla Parolata).

Un’ultima regola: chi è iscritto all’anagrafe con il nome di Marco Marcon potrà inviare i propri animali di parole solo a partire da lunedì 26 settembre. Ricordiamo che in caso di parole proposte da più lettori verrà assegnato il punto al primo propositore.

Faranno fede le parole proposte dai lettori successive all’invio di questo numero della rubrica.
In bocca al lupo a tutti (buona questa).

Parole di animali

No, questo non è un concorso.
La rubrica tratterà dei versi degli animali.

Zigàre
Voce di origine onomatopeica.
Verbo intransitivo [io zigo, tu zighi ecc.; ausiliare avere].
(non comune) Detto del coniglio: emettere il caratteristico verso stridulo.


R- Castagnetta, Nacchera, Claquettes; Errori; Perle

settembre 24, 2020

Newsletter originale del 9/9/2005

Parole a confronto

Castagnétta
Dallo spagnolo castaneta, diminutivo di castana ‘castagna’, dallo scoppio che fanno le castagne nella brace.
Sostantivo femminile.
1. (specialmente al plurale) Nacchera.
2. (specialmente al plurale) Schiocco prodotto strisciando con forza il dito pollice contro il medio.

Castagnétta
Sostantivo femminile.
1. Diminutivo di castagna.
2. Castagnola, petardo.
3. (zootecnia) Castagna.

Nàcchera
Dall’arabo naqqara ‘timpano’, dal curdo nakera ‘conchiglia della madreperla’.
Anche gnàcchera o nàccara.
Sostantivo femminile.
1. Strumento a percussione formato da due pezzi di bosso o avorio, incavati come conchiglie che, tenuti nel palmo della mano, si battono velocemente l’uno contro l’altro per accompagnare i passi o i movimenti di alcune danze popolari, specialmente spagnole.
2. Strumento saraceno composto di due tamburi di rame coperti di pelli, suonato con due bacchette.
3. (botanica) Crotalaria.
4. Mollusco bivalve dei Lamellibranchi con conchiglia bruna allungatissima.
5. (antico) Madreperla.

Una (parola) giapponese a Roma

Claquettes [kla’ket]
Voce francese, da claquer ‘scoppiettare, schioccare’, di origine onomatopeica.
Sostantivo femminile plurale.
Particolare tipo di castagnetta applicata sotto le scarpe dei ballerini, specialmente da tip tap.

Errori di dire

La bellezza dell’asino
Si dice, in modo spregiativo, di chi è giovane ma non ha particolari doti di avvenenza, che quindi ha la bellezza della gioventù e null’altro.
Cosa c’entra l’asino? Nulla, il detto deriva dalla storpiatura italiana del francese “la beauté de l’âge” dove l’età (âge) è stata tradotta erroneamente in asino.

Perle dai porci

“Auto, i cinesi superano i tedeschi
ormai sono i terzi produttori.
Per la Frankfurter Allgemeine Zeitung, il sorpasso avverrà entro fine anno: Pechino dopo Cina e Giappone.”

Marco Marcon l’ha letta sul sito della Repubblica. Geografia in libertà.


R- Bucintoro, Bongos; Marchi; Perle

settembre 23, 2020

Newsletter originale dell’8/9/2005

Bucintòro
Etimologia dubbia, forse dal greco boukéntauros ‘grande centauro’, composto di bous ‘bue’ e kèntauros ‘centauro’.
Anche bucentàuro o becentòro.
Sostantivo maschile.
Nave con quaranta remi ornata di fregi, ori e pitture, usata a Venezia dal doge in occasione di solennità.
(estensione) Nave di rappresentanza o diporto in uso presso i sovrani degli antichi Stati italiani.

Una (parola) giapponese a Roma

Bongos [bON’gOs]
Voce dello spagnolo delle Antille; propriamente ‘tamburi’.
Sostantivo maschile plurale.
Strumento a percussione di origine afrocubana consistente in due piccoli tamburi che si battono con le dita.

Marchi, non parole

Amici, avete atteso a lungo ma finalmente ecco la proclamazione della vincitrice della sezione Marchiostrano.
Ebbene, si tratta dell’ottima Paola Cinato con brugola, parola che rimarrà scolpita nelle nostre menti per lungo tempo.
La premiazione e la consegna dei premi ai due vincitori (anche Marco Marcon, ricordate?) avverrà venerdì alle ore 14,00 nell’ufficio del vostro redattore.

Brùgola
Nome commerciale, dal nome di Egidio Brugola, che per primo l’ha prodotta.
Sostantivo femminile.
(tecnologia) Chiave maschio esagonale per viti a testa cava.
Vite a brugola: la vite corrispondente.

Perle dai porci

AREA VIDEOCONTROLLATA
ATTI VANDALICI O FURTI
SARANNO PERSEGUIBILI
A NORMA DI LEGGE
La Direzione

Un illuminante avviso affisso nel parcheggio del centro commerciale delle Gru, a Grugliasco. Ovviamente i furti e gli atti vandalici sono perseguibili per legge, il problema è se saranno perseguiti oppure no.
Scovato e proposto da Giovanni Fracasso.


R- Madreperla, Fathom; Lettori

settembre 22, 2020

Newsletter originale del 7/9/2005

Madrepèrla
Composto di madre e perla, perché si riteneva che generazze le perle.
Sostantivo femminile.
Parte interna della conchiglia di alcuni Lamellibranchi, iridescente, bianca, impiegata nella fabbricazione di svariati oggetti: fibbie, bottoni, manico di madreperla.

Una (parola) giapponese a Roma

Fathom [‘fEtOm]
Voce inglese; derivato dell’inglese antico faethm ‘apertura delle braccia’.
Sostantivo maschile invariabile.
Unità di misura di lunghezza anglosassone equivalente a 6 piedi (m 1,8 circa); è usata per la misurazione delle profondità marine.

I lettori ci scrivono

Vi ricordate la discussione sull’etimologia di “tee”, il chiodino per tenere la pallina da golf? Ebbene, il più che produttivo Piero Fabbri ci inviò a suo tempo il seguente contributo.

— […] la mia gentile signora […] qualche tempo fa mi regalò il Webster, ciclopico dizionario (forse è il volume più voluminoso che ho in libreria), che, seppur statunitense e non britannico, è comunque utile per la storia delle parole inglesi. Ieri sera ho fatto la fatica (fisica) di tirarlo giù dallo scaffale, in un ultimo tentativo di salvare la mia “etimologia intuitiva” della parola “tee”.
Beh, non ho avuto questa soddisfazione. Diciamo che, tirata proprio al massimo, il meglio che posso dire è di aver avuto una pacca sulla spalla per le buone intenzioni, niente di più. Il sacro Webster infatti conferma per filo e per segno l’etimologia che hai riportato tu sulla Parolata, citando l’origine scozzese e antica della parola “teaz” (vado a memoria), il periodo intorno al milleseicento e rotti, e pure il fatto del mucchietto di sabbia.
La “pacca sulla spalla” che il dizionarione mi concede è quando poi parla di una possibile interferenza (dovuta ad soniglianza sia di suono che di significato, con inevitabile successiva confluenza delle parole), dell’originale “teaz” con “tee” nel senso di “T”, ovvero con la forma della lettera T; però, anche in questa tiepida soddisfazione, afferma (e credo con ragione, oltre che con autorevolezza) che la forma a “T” non si riferisce al chiodino di plastica (che poi, almeno in origine, sembra fosse esplicitamente di forma conica, più che a forma di chiodo) ma al segno tracciato per terra col gesso in molti tipi di gare per segnare il punto di partenza. Un po’ come i segni che ci sono negli studi televisi per indicare dove deve stare il povero cristo inquadrato dalla telecamera. Quegli sport popolari e quei segni per terra potrebbero aver veicolato il “tee/T” nel significato di “punto di partenza del gioco”, e trasmesso il sema anche al golf, che già per conto suo aveva un “punto di partenza” indicato dal vocabolo scozzese.
Insomma, spingendo a forza e arrampicandosi sui vetri, si può forse far comparire la lettera T e la sua forma dentro il tee; ma comunque non nella forma del supporto della pallina da golf. —


R- Badalucco, Badare, Bas-bleu; Recensioni

settembre 21, 2020

Newsletter originale del 6/9/2005

Parole a confronto

Badalùcco
Da badare.
Sostantivo maschile (plurale badalucchi).
1. (letterario) Passatempo, svago.
2. (militare) Combattimento non impegnativo e saltuario ingaggiato per tenere a bada il nemico.

Badàre
Dal latino parlato badare ‘aprire la bocca’, di origine onomatopeica.
Verbo intransitivo (ausiliare avere).
1. Sorvegliare, prendersi cura, occuparsi di qualcosa o qualcuno: badare ai bambini, alla casa, al bestiame.
2. Fare attenzione: bada di non perdere i soldi, non badare a spese.
Bada, veh!: raccomandazione o minaccia.
Dedicarsi con impegno, interessarsi di qualcosa o qualcuno: badare ai fatti propri; badare solo a divertirsi; passando non avevo badato a loro.
3. Indugiare, esitare: consolate lei dunque ch’ancor bada (Petrarca).

Verbo transitivo.
1. Sorvegliare, custodire: badare le pecore.
Fare oggetto di viva attenzione: badatemi con un po’ di serietà (Goldoni); senza badarlo neppure.
2. Considerare con attenzione: se lo ‘ntelletto tuo ben chiaro bada (Dante).

Una (parola) giapponese a Roma

Bas-bleu [ba’blo]
Locuzione francese, propriamente ‘calza turchina’, calco sull’inglese blue-stocking, dal colore delle calze di un certo Stillingfleet, brillante frequentatore nel secolo XVIII del salotto di lady Montague.
Sostantivo femminile invariabile.
(spregiativo) Scrittrice, donna letterata pedante e saccente.

Recensioni

Chi desiderasse leggere una nuova, stupefacente recensione della Parolata potrà soddisfare la propria voglia con “A cena da chinalski“.