R- Muffola, Steering committee; Yokopoko; Modedidire; Ribollite

Maggio 20, 2022

Newsletter originale del 19/12/2006

Mùffola
Dal francese moufle, che è dal latino medievale muffula(m) ‘guanto, manicotto’, probabilmente di origine germanica.
Sostantivo femminile.
1. Guanto a sacchetto senza divisioni per le dita o con il solo dito pollice indipendente.
2. (tecnica) Contenitore di materiale refrattario in cui vengono racchiuse sostanze che, introdotte in un forno, non devono stare a diretto contatto col combustibile o con i prodotti della combustione; anche, il rivestimento interno, in materiale refrattario, di piccoli forni usati nella produzione di ceramiche, nei laboratori chimici ecc.: forno a muffola.

Una (parola) giapponese a Roma

Steering committee [‘stirin komi’ti:]
Inglese, composto di steering ‘guida, sterzo’ e committee ‘comitato’.
Locuzione sostantivale maschile.
(amministrativo) Comitato direttivo.

Yokopoko Mayoko

Ai campionati italiani assoluti di nuoto Mattia Pesce si è classificato secondo nei 50 metri rana.

Mode di dire

Tolleranza zero
La politica della tolleranza zero nasce negli Stati Uniti e descrive un modello di governo intransigente verso le trasgressioni minori, come il gettare cartacce per terra. Secondo la teoria del neo-positivismo l’abitudine alla legalità produrrebbe in breve tempo, oltre a una riduzione della microcrimimalità, anche la riduzione dei crimini più gravi, come gli omicidi.
L’idea è quindi di iniziare il percorso di avvicinamento alla legalità massima iniziando a punire le piccole infrazioni alla legge per arrivare, con il tempo, a punire anche le infrazioni principali. La tolleranza zero è stata utilizzata per primo da Rudolph Giuliani, sindaco di New York, negli anni ’90 per eliminare droga e prostituzione dalla città, in particolare nel Greenwich Village.
In Italia il termine è usato in modo improprio per l’utilizzo demagogico che ne fanno i partiti politici, non avendo da noi più alcuna relazione con la teoria che ne è alla base. Viene associata normalmente in riferimento a una singola categoria di trasgressioni, come ad esempio il divieto di fumare, e significa semplicemente applicazione indiscriminata dei regolamenti.

Proposta da Piero Fabbri.

Storie ribollite

Ecco finalmente il risultato della cinquantacinquesima ribollita. Indovinano Mauro Cociglio e Francesca Mola. Mauro guadagna due punti e Francesca uno.

Secondo indizio

Però non posso neanche dire troppo poco, altrimenti come si può indovinare? E poi siamo al secondo indizio, vediamo, ecco: ci sono altre persone nella storia, donne giovani e carine, giovanotti e uomini esperti e in grado di opporsi al nostro.


R- Staccato, Legato, By-pass; Frasi; Perle; Ribollite

Maggio 19, 2022

Newsletter originale del 18/12/2006

Parole a confronto

Staccàto
Participio passato di staccare.
Aggettivo.
Disgiunto, disunito, separato: un’opera a fascicoli staccati.

Aggettivo e sostantivo maschile.
(musica) Modo di esecuzione in cui si separano nettamente le note l’una dall’altra con una brevissima pausa.

Legàto
Participio passato di legare.
Aggettivo.
1. Stretto, tenuto insieme, unito a qualcosa.
2. Si dice di persona priva di scioltezza, di agilità.

Aggettivo e sostantivo maschile.
(musica) Si dice dell’esecuzione di un gruppo di note senza interruzioni tra un suono e l’altro.

Una (parola) giapponese a Roma

By-pass [‘baipas]
Locuzione inglese; composto di by ‘presso, di fianco’ e pass ‘passaggio’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
1. (tecnologia) Qualsiasi percorso alternativo di un circuito elettrico o idraulico o di un procedimento automatico, realizzato per sostituire una parte deteriorata del circuito preesistente o per escluderne una parte; conduttura secondaria.
2. In chirurgia vascolare, innesto di un tratto di vaso, artificiale o prelevato da un’altra parte del corpo, in un’arteria occlusa o stenotica, così da consentire di nuovo il passaggio del sangue.
3. Nell’elaborazione elettronica dei dati, espediente usato in un programma per escludere alcune istruzioni.

Frasi celebri

Come quando fuori piove
Indica la sequenza di valore per i semi delle carte da gioco: cuori, quadri, fiori, picche.

Perle dai porci

“La Cina nello spazio. Dopo Stati Uniti e Russia anche il paese del Sol Levante ha mandato 2 astronauti in orbita intorno alla terra.”
Una perla geografica di Mauro Cociglio, dal TG2.

Storie ribollite

Termina la cinquantacinquesima ribollita.
Vi comunicherò domani i punteggi assegnati perché ho fatto un po’ di confusione con le risposte ricevute, nel frattempo però potete leggere la cinquantaseiesima storia ribollita in pillole.

Cinquantaseiesima storia ribollita di chinalski
Primo indizio

Dai, questa storia tutti la conoscono, e poi, insomma, non posso dire troppo altrimenti diventa banale, ad esempio non dirò che il protagonista è un… cioè, non è umano, cioè, non posso proprio dirlo, che sennò finisce al primo indizio.


R- Erinni, A posteriori; Modedidire: Cinepanettone; Perle

Maggio 18, 2022

Newsletter originale del 15/12/2006

Erìnni
Dal latino Erinny(n), dal greco Erinnys.
Anche, antico, erìna o erìnna o erìnne.
Sostantivo femminile.
Nella mitologia greca, ciascuna delle tre divinità infernali dell’ira e della vendetta, che perseguitavano gli assassini (note nei miti romani come Furie). I loro nomi sono Tesifone, Megera e Aletto.
(figurato) Donna crudele; anche, donna furiosa, terribile.
(figurato, letterario) Tormento, rimorso: la voce / che non è mia ma dell’interna Erinni (D’Annunzio).

Una (parola) giapponese a Roma

A posteriori [aposte’rjOri]
Locuzione latina, composta di a ‘da’ e posteriori, ablativo di posterior ‘seguente’; propriamente ‘da ciò che è dopo’.
Locuzione aggettivale invariabile e avverbiale.
(filosofia) Si dice di dimostrazione, giudizio, interpretazione che poggia sull’esperienza e da questa muove per determinare cause o formulare asserzioni e principi generali; si contrappone ad a priori.
(estensione) A fatti già avvenuti, successivamente: riflettere, intervenire a posteriori; discorso a posteriori.

Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(filosofia) Complesso delle conoscenze o dei giudizi che derivano dall’esperienza.

Mode di dire

Cinepanettòne
Sostantivo maschile.
Nome inventato, secondo me, nell’autunno del 2006 dai giornalisti televisivi che, piuttosto che dare delle notizie, pubblicizzano a dismisura nei telegiornali i film dei fratelli Vanzina o film di livello artistico equivalente.
Identifica i film comici e di evasione che escono nelle sale poco prima delle vacanze natalizie. Uno sparuto gruppo di registi e attori si è assunto il compito di mantenere viva questa discutibile tradizione.

La Parolata correbbe sapere se qualcuno delle lettrici o dei lettori aveva sentito questa parola prima di quest’autunno.

Perle dai porci

“Il campo del Napoli è stato squalificato in seguito alle intemperie dei suoi tifosi.”
Alla radio, in un gr sportivo.

Una perla da Marco Marcon.


R- Timocrazia, Bandurria; Yokopoko; Ddooppiiee; Frasicelebri

Maggio 17, 2022

Newsletter originale del 14/12/2006

Timocrazìa
Dal greco timokratía, composto di timé ‘censo’ e -kratía ‘-crazia’.
Sostantivo femminile.
Forma di governo nella quale il potere politico è esercitato solo dai cittadini forniti di un dato censo.

Una (parola) giapponese a Roma

Bandurria [ban’durria]
Voce spagnola, dal latino tardo panduria, di origine greca.
Anche mandùrria.
Sostantivo femminile invariabile.
(musica) Strumento a corde pizzicate, diffuso ancor oggi in Spagna per accompagnare la jota.

Yokopoko Mayoko

Macelleria Vacca.
Una a Nuoro, una a Oristano, una a Cagliari, una a Sassari e una a Palermo.

Ddooppiiee

Giovanni Fracasso ci propone aree e acquee, e tutti i suoi derivati.

Frasi, celebri

Trenta giorni ha novembre con aprile giugno e settembre di ventotto ce n’è uno tutti gli altri ne han trentuno.

Questa filastrocca la maestra ve la insegnò per farvi ricordare la durata dei mesi.


Onesto, Onestà; Monouso: Resta

Maggio 16, 2022

Onèsto
Dal latino honestus, propriamente ‘onorato’, derivato di honos -oris ‘onore’.
Aggettivo.
1. Di persona che agisce con onestà, lealtà, rettitudine, sincerità, in base a principi morali ritenuti universalmente validi, astenendosi da azioni riprovevoli nei confronti del prossimo, sia in modo assoluto, sia in rapporto alla propria condizione, alla professione che esercita, all’ambiente in cui vive: è un uomo onesto, di animo onesto; un commerciante onesto, che si accontenta di un giusto guadagno.
Anche di chi, nel suo lavoro, è scrupoloso, coscienzioso: è un impiegato, un operaio onesto; un onesto studioso (spesso con valore limitativo, intendendosi dire che supplisce con la diligenza alla mancanza di genialità, di originalità e simili).
Talora con riguardo al comportamento in singoli casi: è stato onesto per una volta, e ha confessato spontaneamente il suo furto; è stato onesto a chiedermi solo quindici euro per la riparazione; Onesto Iago, traduzione dell’inglese honest Iago, espressione che ricorre frequente nell’Otello di Shakespeare, riferita talvolta sarcasticamente a chi, sotto false apparenze, nasconde intenzioni malvagie o prepara inganni, tradimenti.
Donna, ragazza onesta: (disusato) la cui condotta, specialmente nella sfera sessuale, si conformava a quei principi che dall’opinione comune venivano ritenuti moralmente corretti.
Sostantivato, al plurale, persone oneste: ha meritato il biasimo di tutti gli onesti.
2. Riferito a soggetto di cosa (indicante aspetto, atto, comportamento ecc.): che esprime l’onestà dell’animo: ha una faccia onesta; o che soltanto la finge esteriormente: si era presentato agli elettori sotto apparenze oneste.
Che è conforme alla legge morale, alle leggi dell’onore, della rettitudine, della probità, o che, in genere, non ha nulla in sé di moralmente riprovevole: ha condotto sempre una vita onesta; agire per uno scopo onesto, non ho fatto nulla di men che onesto.
Con significati più particolari: prezzo, guadagno onesto, contenuto entro giusti limiti, non esorbitante; fare un’onesta dichiarazione, relazione, testimonianza, sincera, leale, corrispondente a verità, non alterata per secondi fini; la sua è stata una critica onesta, equilibrata, obiettiva, non mossa da malanimo; è una domanda onesta, legittima, lecita.
(antico) Conveniente, opportuno: Chi ei si fosser [i miei maggiori] e onde venner quivi, Più è tacer che ragionare onesto (Dante); se onesta cagione avesse potuta avere (Boccaccio), cioè un motivo ragionevole, plausibile, che non suscitasse dubbi o critiche.
Con valore neutro in funzione di predicato: non è onesto negare, pretendere, ecc.
Come vero e proprio sostantivo neutro, ciò che è onesto, o anche, talora, l’onestà: tenersi nei limiti dell’onesto; farsi difensore del giusto e dell’onesto; con senso più determinato, quando si può sottintendere un nome: contentarsi dell’onesto (guadagno o simili).
3. (antico) Decoroso, onorato o onorevole: se la stanza [cioè la permanenza nella vita] Fu vana, almen sia la partita onesta (Petrarca); Colla chioma arruffata e polverosa, E d’onesto sudor bagnato il volto (Poliziano); Dignitoso, nobile: bello e grande della persona, vestito di panni bruni assai onesti (Boccaccio); O Tosco che per la città del foco Vivo ten vai così parlando onesto (Dante). Spesso esprime insieme la dignitosa compostezza e la modestia, soprattutto nell’atteggiamento: Tanto gentile e tanto onesta pare [cioè appare, si mostra] La donna mia quand’ella altrui saluta (Dante).

Onestaménte
Avverbio.
In modo onesto, con mezzi onesti, con onestà: vivere, agire, comportarsi onestamente; soldi guadagnati onestamente.
In molti casi, specialmente nel linguaggio parlato, ha un significato più generico e vago, equivalente a locuzioni quali «in coscienza», «in verità», oppure, in frasi negative, «senza offendere la verità, la giustizia, l’equità» e simili: bisogna onestamente riconoscere che …; onestamente, non mi sento di affermarlo; non si può onestamente pretendere di più da lui.
(antico) Onorevolmente, decorosamente; con dignità e compostezza: Come ’l candido piè per l’erba fresca I dolci passi onestamente move (Petrarca); con bel garbo, cortesemente: egli ci ha onestamente e in poche parole detta la maggior villania del mondo (Boccaccio).

Onestà
Dal latino honestas -atis, derivato di honestus.
Anche, antico, onestàde.
Sostantivo femminile.
La disposizione d’animo e il comportamento, specialmente abituale, di chi è onesto, nelle varie accezioni dell’aggettivo: uomo di grande, provata, specchiata, rara, integerrima onestà, o di poca, scarsa onestà; persona di sicura o di dubbia onestà.
Con senso più generico, riferito a soggetto astratto, il fatto di essere onesto: onestà di vita; operare con onestà di propositi; sono certo dell’onestà delle sue intenzioni.
(antico) Decoro, dignità: atti ornati di tutte onestadi (Dante); gentilezza, nobiltà d’animo: il re, da una reale onestà mosso, subitamente rispose che gli piacea (Boccaccio); modestia, cioè compostezza e riservatezza nel contegno.

Parole monouso

Rèsta
Derivato di restare.
Sostantivo femminile.
1. (antico) Fermata, arresto, posa.
2. Ferro di varia foggia, applicato sulla parte destra del petto della corazza per appoggiarvi il calcio della lancia in combattimento; poteva essere fisso o a cerniera, e si incominciò a usare verso la metà del secolo XV. Di qui le espressioni mettere la lancia in resta, disporsi al combattimento: al terzo suon mette la lancia in resta (Ariosto); Posero in resta e dirizzaro in alto I duo guerrier le noderose antenne (Tasso); e stare, partire con la lancia in resta (o partire lancia in resta), essere pronto a combattere, partire per l’attacco, anche in senso figurato e con tono scherzoso.
(estensione) L’estremità della lancia, cioè la parte di essa che poggiava sulla resta: L’aste sin alle reste han fracassate (Berni).

Maurizio Codogno ci propone una parola monouso.