Posts Tagged ‘giuoco’

Mandria, Kulak; Giuoco; Canzone

giugno 15, 2017

Màndria
Latino mandra, dal greco mandra ‘branco, recinto’.
Anche màndra.
Sostantivo femminile.
1. Branco di grosse bestie, in particolare di ungulati (diversamente dal gregge, che si usa generalmente per bestie più piccole), domestici o allo stato selvatico: una mandria di buoi, di cavalli; Come lion di tori entro una mandra Or salta … (Leopardi); tra le acacie si scorgevano mandrie di zebù e frotte di capre con i loro pastori (Comisso).
2. (estensione) Folla, moltitudine di persone, di esseri umani: Sì vid’io muovere a venir la testa Di quella mandra fortunata allotta (Dante); specialmente col senso spregiativo di massa amorfa, facilmente influenzabile oppure spregevole: sono una mandria di farabutti; una mandria di pecoroni agli ordini del politico di turno.
3. (non comune) Luogo, recinto, dove si raccoglie il bestiame in dimora temporanea.

Una (parola) giapponese a Roma

Kulak [ku’lak]
Voce russa, dal turco-tataro con significato proprio di ‘pugno, derivato di kul ‘mano’, poi, in senso figurato, ‘incettatore, avaro’.
Anche culaco, plurale culachi.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
Nome con cui era designato, nella Russia zarista e nei primi anni della Russia sovietica, il contadino arricchito e divenuto proprietario terriero, con altri contadini alle sue dipendenze altri contadini; la classe dei kulak fu praticamente distrutta nel corso del processo di collettivizzazione agraria attuato dal governo bolscevico.

Frasi per giuoco

Autogòl
Dall’inglese autogoal, composto di auto- ‘auto-, da solo’ e goal ‘goal’.
Anche autogoal [auto’go]
Sostantivo maschile invariabile.
1. In una partita di calcio, di hockey, di pallanuoto e di altri sport con palla e porte, punto a vantaggio della squadra avversaria segnato da un giocatore che, involontariamente o per errore, invia la palla nella propria rete, Sinonimo: autorete.
2. (figurato) Iniziativa che ottiene un risultato clamorosamente diverso da quello atteso e si ritorce contro a chi l’ha presa: May sbeffeggiata dal calciatore: "Ha fatto l’autogol dell’anno".

La Canzone Settimanale Enigmistica

Fine della quarantunesima canzone.

Morte di Achille (2 7 2 7)

La partita di tallone ("partita" intesa come "dipartita", sinonimo di morte, decesso), quindi La partita di pallone, di Rita Pavone.

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Imbarazzo; Giuoco: Pressing; Canzone

giugno 27, 2016

Imbaràzzo
Dallo spagnolo embarazo.
Sostantivo maschile.
1. Ostacolo, molestia, impaccio provocato da persone o cose che impediscono il libero movimento o il normale svolgersi di un’operazione: essere d’imbarazzo; tutta questa gente intorno mi è più d’imbarazzo che d’aiuto.
Imbarazzo di stomaco o gastrico: (comune) sofferenza non ben definita dello stomaco provocato da una cattiva digestione.
2. Stato di perplessità in cui viene a trovarsi una persona che non sappia risolversi tra contrastanti soluzioni, o che non veda via d’uscita da una situazione difficile, o che non sappia come rispondere a quanto le è chiesto. Anche, stato di disagio provocato da un sentimento di timore, di soggezione, di pudore ecc.: essere, trovarsi in imbarazzo; mettere in imbarazzo.
Non avere che l’imbarazzo della scelta: avere la più ampia scelta possibile.

Frasi per giuoco

Pressing [‘pressing]
Voce inglese, derivato di (to) press ‘premere’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. (sport) Azione incalzante e insistente con cui si contrasta l’avversario per ostacolarne l’azione, per esempio nel pugilato, oppure in alcuni giochi a squadre con la palla, come la pallacanestro o il calcio, per togliergli la palla e impedirgli l’impostazione di azioni di attacco.
2. (estensione) Forte e continua pressione esercitata su qualcuno o qualcosa: l’opinione pubblica esercita un pressing sul governo; subire il pressing della stampa.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Risultati della sesta canzone enigmistica: M.Fisk (5+5), Vizi Coloniali (5+4), Pietro Scalzo (5+3), Liana Sassoli (5+2), Alberto Cacciari (5+1), Simona Gavagni, Alby, Fermassimo, Paola Zucchi, Piero Fabbri, Cinzia Agostinetto, Bettyblu, Maurizio Codogno, Nando Tomassoni, Giuly, Marco Marcon e Michele, tutti con 5 punti.
La classifica si sta spezzando in due, con gli insonni ai primi posti, ma ricordatevi sempre: il premio verrà assegnato tramite sorteggio, quindi l’importante è accumulare tutti i punti possibili, non arrivare al primo posto.

Possiamo perciò procedere con la settima canzone: dovrete rispondere entro mercoledìì 29 giugno.

Anita Ekberg nella fontana di Trevi (6 2 8)

Contegno; Giuoco: Forcing; Canzone

giugno 23, 2016

Contégno
Derivato del latino continere ‘contenere’.
Sostantivo maschile.
1. Il modo con cui una persona si atteggia in presenza o in rapporto ad altri: avere un contegno grave, composto, riprovevole.
Modo di comportarsi, di procedere: il suo contegno non mi piace; dovresti tenere un contegno più dignitoso.
2. Serietà, riserbo, attitudine composta, dignitosa o severa: un tempo, si chiedeva alle ragazze di avere contegno in società,
Darsi, assumere un contegno: assumere un atteggiamento adatto alla circostanza, o anche, cercare di nascondere il proprio imbarazzo ostentando un comportamento disinvolto.
Stare in contegno: (letterario) stare serio, prendere un atteggiamento altero, non dare confidenza.

Contegnóso
Derivato di contegno.
Aggettivo.
1. Riferito a persona, che si atteggia o si comporta con serietà, contegno, alterigia: le signore guardavano contegnose, colle labbra strette (Verga).
2. Detto degli atti, del comportamento, pieno di ostentata serietà, di sussiego: accoglienza, risposta contegnosa; tono contegnoso, chiesta poi licenza agli ospiti, [don Rodrigo] s’avvicinò, in atto contegnoso, al frate (Manzoni).

Contegnosaménte
Avverbio.
Con serietà e dignità ostentata, con sussiego: se ne stava contegnosamente appartata in un angolo.

Frasi per giuoco

Forcing [‘forsing]
Voce inglese, derivato di (to) force ‘forzare’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Nel pugilato, azione insistente d’attacco a media e corta distanza, che non concede tregua all’avversario: fare il forcing.
Nel calcio, azione pressante per realizzare una rete.
(estensione) Sforzo intenso e prolungato.
2. Nel linguaggio scientifico e tecnico, causa forzante, fattore forzante e simili, indicando, per un sistema fisico complesso, una causa esterna al sistema stesso che ne influenzi l’evoluzione; è spec. usato nella meteorologia con riferimento ai fattori che determinano l’evoluzione dell’atmosfera e del clima.

La Canzone Settimanale Enigmistica

L’indizio del sesto libro era:

Il coperto al ristorante ( 8 2 5 1 6)

e la soluzione:

Aggiungi un posto a tavola, di Johnny Dorelli. In prima battuta nell’idea di Omero Mazzesi era Aggiungi un costo a tavola, anche se molti lo hanno interpretato come Aggiungi un pasto a tavola. Anche la seconda versione è valida, ovviamente.

Crine; Giuoco: Sprint; Animali: Alopecia; Accento

aprile 21, 2016

Crìne
Latino crinis ‘crine, capello, chioma’.
Anche, antico, crìna, sostantivo femminile.
Sostantivo maschile, plurale crìni.
1. (anche, antico, crìno) Ciascuno dei peli della criniera o della coda del cavallo e di animali affini, di struttura simile a quella del capello umano, costituiti essenzialmente da cheratina, usati per imbottiture, nella fabbricazione di spazzole e pennelli e nell’industria tessile: una spazzola di crini; cambiare i crini all’archetto del violino.
Con valore collettivo è spesso usato al singolare, soprattutto con riferimento all’uso per imbottiture: materasso di crine.
2. Crine vegetale, o semplicemente crine: materiale fibroso proveniente da diverse piante, per lo più palme, posto in commercio sotto forma di trecce ritorte, usato per imbottiture, imballaggi, materassi.
Crine vegetale marino: fornito dalle foglie seccate di alcune piante marine, è usato per imbottiture e imballaggi.
3. Tessuto rigido di crine animale, vegetale o artificiale, usato come rinforzo in sartoria per spalle, colli ecc.
4. (poetico) Capello: Allor di quella bionda testa svelse Morte co la sua mano un aureo crine (Petrarca).
Con valore collettivo, i capelli, la chioma: Ornare ella si appresta Dimani, al dì di festa, il petto e il crine (Leopardi).
5. Chioma luminosa di comete.
(poetico) Raggio luminoso del Sole o delle stelle: In quella parte del giovanetto anno Che ’l sole i crin sotto l’Aquario tempra (Dante).
6. (toscano) Crinale di un rilievo montuoso: percorrendo il crine di quel monte (Fucini).

Una (parola) giapponese a Roma e Frasi per giuoco

Sprint [sprint]
Voce inglese di origine scandinava, propriamente ‘corsa veloce’.
Sostantivo maschile.
1. Nel linguaggio sportivo, scatto improvviso e velocissimo compiuto da un corridore (ciclista o podista) o da un cavallo, alla partenza o in prossimità del traguardo: con uno sprint stacca il gruppo arrivando primo.
(estensione) Usato anche in senso figurato: siamo allo sprint finale della campagna elettorale.
La capacità di produrre tale scatto: avere, non avere sprint.
2. (figurato) Capacità di decisione, rapidità d’azione, volontà tenace e aggressiva di riuscire in un’impresa: è un dirigente preparato, ma manca di sprint.
Vivacità, brio: quella ragazza ha molto sprint.
3. Con funzione attributiva, vettura sprint o tipo sprint, usato anche in senso assoluto come sostantivo femminile (una sprint): vettura sportiva in cui il rapporto potenza-peso è maggiore del normale, in modo da migliorare tutte le prestazioni di marcia della vettura quali velocità, accelerazione, comportamento in salita ecc.

Animali di parole

Alopecìa
Anche alopècia o alopécia.
Dal latino tardo alopecia(m), che è dal greco alopekía, derivato
di alópex ‘volpe’, animale che perde il pelo a chiazze.
Sostantivo femminile.
(medicina) Nell’uomo e negli animali, perdita totale o parziale dei capelli o dei peli, di origine patologica.

La parola era già stata pubblicata sulla Parolata, ma non era stata finora segnalata la derivazione da animale. Per fortuna c’è Marco Marcon.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice alopecìa (dal greco), ma anche alopècia o alopécia (dal latino).

CANTONE, KENNEL CLUB; Lettori; Monouso; Giuoco: BLUFF

ottobre 15, 2014

Parole a confronto

Cantóne
Derivato di canto ‘cerchione, lato, angolo’; nei significati 4, dal francese canton e col significato di territorio compreso tra due strade ad angolo.
Sostantivo maschile.
1. Angolo, spigolo sia esterno sia interno d’un edificio o d’un locale, canto, soprattutto in quanto luogo appartato: appostarsi a un cantone della strada; riporre in un cantone del solaio.
Mettere in cantone, mandare nel cantone: mettere in disparte, specialmente un bambino come forma di castigo usata nel passato.
Per tutti i cantoni: in ogni angolo, dappertutto.
Gioco dei quattro cantoni: gioco che si fa in cinque persone, quattro delle quali sono disposte agli angoli di un quadrilatero, mentre la quinta cerca di occupare uno dei loro posti, quando questi vengono scambiati.
In araldica, ognuno dei quattro angoli dello scudo (destro e sinistro del capo, destro e sinistro della punta); e gli spazî vuoti del campo, quadrati, tra i bracci della croce, o triangolari, tra i bracci della croce di s. Andrea.
Nelle coperture di legno di antichi codici, lo stesso che cantonale: ciascuno degli ornamenti metallici posti per rinforzo o per bellezza agli angoli delle tavole di legno con cui anticamente si ricoprivano i codici.
Nel gioco degli scacchi, ognuna delle quattro case d’angolo della scacchiera, inizialmente occupate dalle torri.
2. Nome dei quattro denti incisivi estremi del cavallo, due per ogni mascella, a destra e a sinistra dei mezzani.
3. Tratto di una strada ordinaria o ferrata affidato alla sorveglianza di un operaio fisso detto appunto cantoniere.
4. (letterario) Regione, distretto, suddivisione circondariale di un paese, soprattutto con riferimento a stati antichi.
Nome delle singole unità politico-amministrative, legislativamente autonome, della Svizzera.

Cantóne
voce prelatina, di origine mediterranea occidentale.
Sostantivo maschile.
Calcare arenaceo tenero, spesso argilloso, usato come materiale da costruzione; più comunemente è detto pietra cantone.

Una (parola) giapponese a Roma

Kennel club [kennel klab]
Voce inglese, composto di kennel ‘canile’ e club.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
Circolo di cinefili.

I lettori ci scrivono e Parole monouso

Tempo fa, parlando di "gorgia", stimolammo Tommaso Mazzoni, che prontamente ci scrisse.

— Così come citato nella suddetta, ho inteso di portare alla ribalta il termine di derivazione latino-popolare gŭrga (canna della gola). E da gŭrga m’è sovvenuto il verbo “ingurgitare” (in-gurg-itare), sul quale termine, anche se non molto in uso, ho ritenuto similmente di attardarmici un po’, sebbene per semplice gioco letterario.
M’è sovvenuto, e butterei lì, perciò, anche l’espressione “bere a garganella”, poiché entro questo termine osservo quel “garg” così somigliante a gurg.
Sicuro sicuro, però, non mi sentirei…
Se la sentirà, però, qualche amico della Parolata, di assecondarmi in quest’audace ipotesi; magari supportata da un accostante e convincente esempio? —

I dizionari danno ragione a Tommaso, che ci propone quindi una parola monouso.

Garganèlla
Da una radice garg- assai diffusa in lingue romanze e in altre lingue indoeuropee antiche.
Sostantivo femminile.
Soltanto nella locuzione bere a garganella, o simili, bere senza accostare il recipiente alle labbra, tenendo il capo reclinato all’indietro in modo che il liquido cada in bocca dall’alto e venga inghiottito senza prendere fiato.
(estensione) Bere abbondantemente, senza soste.

Frasi per giuoco

Bluff [blef]
Voce di gioco dell’inglese d’America di probabile origine olandese.
Sostantivo maschile.
1. In alcuni giochi di carte, specialmente nel poker, mossa tattica tendente a ingannare l’avversario, facendogli credere di avere un gioco superiore a quello reale.
2. (figurato, estensione) Montatura destinata a far credere ciò che non è, a intimidire avversari, concorrenti e simili: la sua ricchezza è un bluff.

Marco Marcon, nel lontano 2008, ci propose bluff come parola derivata da un gioco. E ora il vostro curatore fa pulizia sull’hard disk.