Archive for agosto, 2018

R- Moina, Lezio, Blouson; Uomini; Appunto; Yokopoko; Perle

agosto 31, 2018

Parole a confronto

Moìna
Voce infantile.
Sostantivo femminile.
1. (specialmente al plurale) Carezza insistente, affettuosa lusinga: fa le moine a sua madre per farsi perdonare.
2. (specialmente al plurale, estensione) Lezi: basta con queste sciocche moine. Sinonimo: sdolcinatura, vezzo

Lèzio
Da lezioso.
Sostantivo maschile.
(specialmente al plurale) Smanceria o vezzo affettato: quanti lezii ha fatto questa mia pazza! (Machiavelli).

Una (parola) giapponese a Roma

Blouson [blu’so]
Voce francese, accrescitivo di blouse, di etimologia incerta.
Sostantivo maschile invariabile.
Giubbotto piuttosto corto, di linea morbida.

Uomini e parole

Pitòmetro
Dal nome dell’ideatore H. Pitot (1695-1771) con il suffisso -metro.
Sostantivo maschile.
(fisica) Strumento composto di due tubi, uno diretto nella direzione del moto di un fluido e uno perpendicolare a esso; serve a determinare la velocità del fluido tramite la misura della differenza di pressione fra i due tubi.

L’appunto

Aggettivi che terminano con -esco indicano appartenenza:
trecentesco, libresco, militaresco.

Yokopoko Mayoko

"Walter Nudo è uno che si fa fotografare svestito"
Da Piero Fabbri.

Perle dai porci

"Purtroppo le eccezioni sono rare".

In ufficio.

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R- Sussumere, Quondam; Uomini; Appunto; La sai!; Perle

agosto 30, 2018

Sussùmere
Composto di sub- e sumere, dal latino sumere ‘prendere’.
Verbo transitivo (passato remoto io sussùnsi, tu sussumésti; participio passato sussùnto).
1. (folosofia) Fare una sussunzione.
2. (diritto) Riferire un fatto specifico alla norma di legge che lo contempla.

Sussunzióne
Composto di sub- e sunzione, sul modello del tedesco Subsumption.
Sostantivo femminile.
(diritto) Il sussumere.
(filosofia) Nella logica aristotelica, operazione mediante la quale, in un sillogismo, il termine medio si presenta come soggetto della premessa maggiore e predicato della premessa minore.

Una (parola) giapponese a Roma

Quondam [‘kuondam]
Latino, ‘un tempo, una volta’, da quomdam ‘a un dato momento’.
Avverbio.
(scherzoso) Una volta, un tempo, in passato: ‘ma non erano amici?’ ‘quondam’; suo marito, quondam colonnello, ora è in pensione.
Fu (davanti al nome del genitore defunto): Carlo Rossi del quondam Enrico.

Sostantivo maschile.
(scherzoso) Defunto: essere tra i quondam.

Uomini e parole

Mandrake [man’drake, all’inglese ‘mandreik]
Dal nome di un famoso personaggio dei fumetti creato nel 1934 da L. Falk e P. Davis.
Sostantivo maschile invariabile.
(scherzoso) Persona dotata di capacità eccezionali, prodigiose.

L’appunto

Aggettivi che terminano con -ano, -ino o -ese indicano appartenenza:
toscano, musulmano, argentino, inglese, valdese.

La sai l’ultima!

All’ufficio brevetti.
-Buongiorno. Ho inventato un nuovo tipo di paracadute, molto più comodo e sicuro. Consiste in un gancio attaccato con una cinghia alla cintura, in caso di necessità si prende in mano e, poco prima del suolo, si attacca al cavo che ferma così la caduta.
-Interessante, e questo cavo dove si trova, come è posizionato?
-Eh, ma mica posso inventare tutto io!

La redazione tiene in vita (artificialmente?) il concorso.

Perle dai porci

"Ho scoperto che gli egiziani non avevano schiavi, prima di inventare gli israeliani".

In ufficio.

R- Usbergo, Kleksografia; Uomini; Appunto; Frasi; Perle

agosto 29, 2018

Usbèrgo
Anche asbèrgo, osbèrgo, sbèrgo.
Antico provenzale ausbere, dal francone halsberg ‘(armatura) per proteggere (berg) il collo (hals)’.
Sostantivo maschile (plurale usberghi).
1. Armatura del busto usata nel Medioevo, a foggia di camice, fatta di maglia di ferro o d’altro metallo, o anche di piastrine o scaglie variamente unite.
2. (estensione, letteraria) Corazza, armatura: son mille, e hanno osbergo e scudo (Pascoli).
3. (figurato, letterario) Difesa, protezione.

Una (parola) giapponese a Roma

Kleksografìa
Tedesco Klecksograaphie, composto di Klecks ‘macchia’ (da ‘strappo’) e -graphie ‘-grafia’.
Sostantivo femminile.
Disegno particolare ottenuto piegando varie volte un foglio contenente una macchia d’inchiostro.

Uomini e parole

Venturìmetro
Composto di G. B. Venturi (nome del fisico che lo inventò) e -metro.
Sostantivo maschile.
(fisica) Dispositivo atto a misurare la portata di una corrente fluida in pressione. Sinonimo: tubo di Venturi.

L’appunto

Aggettivi che terminano con -oso indicano abbondanza, disponibilità di una cosa:
famoso, spiritoso, glorioso, misericordioso.

Frasi, non futilità

Le storie capitano a chi le sa raccontare.
Anonimo.

Perle dai porci

"Si richiede di poter utilizzare il Sig. ….."

Modulo aziendale per le richieste di collaborazioni esterne.

R- Ecpirosi, Jodel; Paesi: Manfrina; Accento; Appunto; Perle

agosto 28, 2018

Ecpìrosi
Dal greco ekpyrosis, composto di ek ‘fuori’ e pyr pyrós ‘fuoco’.
Anche ecpiròsi.
Sostantivo femminile invariabile.
Nella filosofia stoica, conflagrazione universale che segnerebbe la fine di un anno cosmico.

Una (parola) giapponese a Roma

Jodel [‘iodel]
Voce tedesca di origine onomatopeica, dal grido jo!.
Sostantivo maschile invariabile.
L’improvviso passaggio dalla voce di petto al falsetto che caratterizza il tradizionale grido e i canti dei montanari tirolesi.

Nomi di paesi, la parola

Manfrìna
Variante dialettale di monferrina.
Sostantivo femminile.
1. Monferrina, nome di una danza piemontese ‘ suonare la manfrina, suonare male, detto di musicante da strapazzo.
2. (figurato) Atteggiamento insistente e petulante con cui si cerca di ottenere qualcosa: che manfrina!
Fare la manfrina: farla lunga.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice ecpìrosi, ma anche ecpiròsi.

L’appunto

Aggettivi che terminano con -ibile o -abile indicano possibilità, potenzialità.
Leggibile, transitabile, vendibile.

Perle dai porci

"I perni erano ancora ad occhio, non manuali come adesso".

In palestra.

R- Gerbido, Gerbo, Baraggia, Magredo; Appunto; Yokopoko; Nomididire; Perle

agosto 27, 2018

Parole a confronto

Gèrbido
Ampliamento di gerbo.
Aggettivo.
Incolto, brullo.

Sostantivo maschile.
(dialettale, settentrione) Terreno incolto. Sinonimi: baraggia, magredo.

Gèrbo
Voce settentrionale di etimologia incerta.
Sostantivo maschile.
Moina, smorfia.

Baràggia
Da una base preromana barra ‘terreno roccioso’.
Anche, raramente, barràggia.
Sostantivo femminile (plurale baragge).
Terreno argilloso e compatto pressoché sterile.

Magrédo
Da magro.
Sostantivo maschile.
Terreno alluvionale molto permeabile e povero di vegetazione, tipico del Friuli.

L’appunto

Il superlativo di misero fa sia miserrimo che miserissimo.

Yokopoko Mayoko

"Sgarbi mi pare poco garbato."
Il nostro Piero Fabbri, giustamente, allarga il tiro della rubrica.

Nomi di dire

Sentire le gambe fare giacomo giacomo.
Sentirsi mancare per la stanchezza o la paura (G. Lalli, nel 1633, scriveva: "Uhimè!, le gambe / Mi fan jacomo jacomo").
È locuzione ampiamente diffusa anche nei dialetti, probabilmente di derivazione onomatopeica (ciac ciac).
È stata proposta anche l’ipotesi che il riferimento sia a San Giacomo di Compostella, dove giungevano stanchissimi i pellegrini, l’espressione viene collegata alla parte che il santo ha nel folklore al momento della morte, alla quale seguirà un faticoso percorso lungo la strada di san Giacomo o il transito sul ponte di san Giacomo, che ogni anima dovrà attraversare. Far giacomo giacomo, insomma, significava in origine morire, afflosciarsi, perdere le forze, espressione poi sbiaditasi ed attenuatasi semanticamente al tremore delle gambe, tipica manifestazione del venir meno delle forze.

Perle dai porci

"C’è un transitorio, e i risultati sono affettati da questo".
In ufficio.