Posts Tagged ‘insegna’

Suggestione, Nebeli; Piuttosto che; Insegna; Rovinata

novembre 13, 2019

Suggestióne
Dal latino suggestio -onis, propriamente ‘suggerimento’, derivato di suggerere, participio passato suggestus.
Sostantivo femminile.
1. Fenomeno della coscienza per cui un’idea, una convinzione, un desiderio, un comportamento sono imposti dall’esterno, da altre persone, o anche da fatti e situazioni valutati non obiettivamente, e da impressioni e sensazioni soggettive non vagliate in modo razionale e critico: agire in stato di suggestione.
Suggestione collettiva, e in particolare suggestione della folla in tumulto: prevista come circostanza attenuante comune dal codice penale italiano.
2. Con significato più generico e attenuato, vicino a quello di suggestività, fascino: sentire la suggestione del paesaggio; cedere alla suggestione di una scena commovente.
3. Termine usato talora impropriamente con il significato di suggerimento, per influenza dell’inglese suggestion, che ha questo come significato principale.

Una (parola) giapponese a Roma

Nebeli [ne’beli]
Voce indigena del Sudan.
Sostantivo maschile invariabile.
(etnologia) Secondo le credenze animistiche di alcune tribù sudanesi, spirito malvagio dei fiumi, che provoca gorghi e rende pericolosa la navigazione.

Piuttosto che

Alberto Tadini ci segnala l’uso scorretto del termine "suggestione" col significato di "suggerimento". Anche alla Parolata tale uso non piace e, poiché ne ha parlato l’Accademia della Crusca, vi suggerisce di leggere la loro dissertazione.

La creatività insegna

"Manzo Criminale"
Si tratta di una bisteccheria a Pomezia, e ce la segnala Maria Francesca Vecchione.

La parola rovinata

GLABBRO
Assolutamente senza baffi.

Di Franco Palazzi.

Profano, Trouvaille; Insegna; Rovinata

ottobre 23, 2019

Profàno
Dal latino profanus, composto di pro- ‘davanti’ e fanum ‘tempio, luogo sacro’; quindi propriamente ‘che sta fuori del sacro recinto’.
Aggettivo.
1. Che non ha carattere sacro, che è estraneo o contrario a ciò che è sacro e religioso: la certa origine della storia universale profana, e della di lei perpetuità con la sacra, la qual’è più antica d’ogni profana (Vico); chiesa ormai sconsacrata e adibita a usi profani; Odor sacro e profano d’incensi e di belletti! (Gozzano).
Amore profano: quello rivolto a esseri umani, non a Dio; Amor sacro e Amor profano, titolo dato comunemente a un dipinto del Tiziano; sostantivato con valore neutro: mescolare il sacro al profano, in senso estensivo, mettere insieme cose diverse e opposte fra loro.
Che ha per argomento motivi terreni, mondani, non religiosi: poesia, musica profana; discutere di argomenti profani.
2. (estensione) Che è indegno di toccare, sentire o vedere persone o cose sacre: mani, occhi, orecchie profani; Lungi, o labbra profane: al labbro solo De la diva che qui soggiorna e regna Il castissimo calice si serbi (Parini); la terra … sacre le reliquie renda Dall’insultar de’ nembi e dal profano Piede del vulgo (Foscolo).
Che viene meno al rispetto dovuto a cose, luoghi e persone sacri, che ne contamina la sacralità, quindi, spesso, empio, sacrilego: lingua profana; parole, frasi profane.
3. (letterio, antico) Che non è iniziato ai misteri religiosi: via, via profani, … itene lunge Dal bosco tutto (Caro, traduzione di Virgilio).
In senso figurato, per lo più come sostantivo, chi non ha il diritto di entrare in un luogo: e me rapisci Invisibil con te fra li negati Ad ognaltro profani aditi sacri (Parini).
Nell’uso comune, che è inesperto, non competente, non preparato in un’arte, una disciplina, un determinato settore di attività: sono profano di musica, di pittura; come sostantivo: non posso dare giudizi in merito perché sono un profano; per estensione, che appare privo di stile e di raffinatezza, che mostra gusti facili e banali: è gente profana.
Volgo profano: la gente comune, piuttosto ignorante (ricordo dell’oraziano profanum vulgus, ove profanum significa «non iniziato ai misteri della poesia»); come sostantivo, i profani, le persone prive di specifiche conoscenze o competenze: il discorso dev’essere comprensibile a tutti, anche ai profani.
4. Il significato che la parola ha in Dante, con riferimento ai golosi, è controverso: Volgonsi spesso i miseri profani (Inferno VI, 21), intesi da alcuni come peccatori, da altri come disgraziati, abbandonati da Dio; significato, quest’ultimo, che il vocabolo ha anche in altri testi antichi, per esempio in Boccaccio (Teseida II, 71): i cittadin tebani, Le donne e’ vecchi e’ piccioli figliuoli Rimasi in quella miseri e profani, dove il secondo aggettivo costituisce un rafforzamento sinonimico del primo.

Una (parola) giapponese a Roma

Trouvaille [tru’vaj]
Voce francese, derivato di trouver ‘trovare’.
Sostantivo femminile invariabile.
Scoperta fortunata e spesso fortuita, relativamente a idee originali, interessanti, specialmente in ambito critico, artistico, letterario: l’ultima trouvaille sull’opera dantesca; anche con riferimento a oggetto trovato casualmente, rovistando tra vecchie cose: nei mercatini della domenica si possono fare delle trouvaille interessanti.

La creatività insegna

Marina Geymonat ci segnala che il ristorante pizzeria Roma, a Roma (e già questo varrebbe una citazione) è gestito dalla società La Porsc.

La parola rovinata

IRRIDESCENTE
Che ne dice di tutti i colori,

Di Pietro Scalzo.

(Ma anche: Di superficie che presenta i colori dell’iride con riflessi cangianti, in contrapposizione con le altre superfici tristi e monotone, ah ah, poverine.)

R- Invidia, Invido, Yard; Insegna

agosto 22, 2019

Invìdia
Dal latino invidia(m), derivato di invidus ‘invido’.
Sostantivo femminile.
1. Sentimento di cruccio astioso per la felicità, la fortuna, il benessere altrui: avere invidia di qualcuno (o contro qualcuno); provare, nutrire invidia per qualcuno; crepare d’invidia; essere roso dal tarlo dell’invidia.
(teologia) Uno dei sette vizi capitali, consistente nel dolore per il bene altrui, considerato come una lesione o una diminuzione del bene proprio.
2. Desiderio di avere ciò che altri ha, non accompagnato però da malanimo; ammirazione, emulazione: ha una salute da fare invidia.
La persona o la cosa che suscita tale sentimento: ha una casa che è l’invidia di tutti.

Ìnvido
Dal latino invidu(m), derivato di invidìre ‘guardare di mal occhio’, composto di in- ‘in-‘ e vidìre ‘guardare, vedere’.
Aggettivo e sostantivo maschile [femminile invida].
(letterario) Invidioso: gioian d’invido riso / le abitatrici olimpie (Foscolo).

Una (parola) giapponese a Roma

Yard [jard]
Voce inglese; dall’anglosassone geard ‘canna, bastone’.
Anche italianizzato in yarda o iarda, sostantivo femminile.
Sostantivo maschile invariabile.
Unità di misura lineare inglese, pari a m 0,914.

La creatività insegna

Se bevi Neri ne ribevi.
Slogan pubblicitario della birra Neri esposto in una pizzeria di via Giacomo Dina a Torino.
Proposto da Mauro Cociglio.

R- Sabatino, Elite; Insegna

agosto 16, 2019

Sabatìno
Aggettivo.
(raro) Di, del sabato.
Cena sabatina: un tempo, cena di grasso consumata dopo la mezzanotte del venerdì, giorno di magro.

Una (parola) giapponese a Roma

Élite [e’lit]
Voce francese; propriamente femminile di élit, antico participio passato di élire ‘scegliere’. Sostantivo femminile invariabile.
Gruppo ristretto di persone che si distinguono per posizione sociale, ricchezza, cultura ecc.
Anche usato come locuzione aggettivale, d’élite: destinato a una élite, e quindi particolarmente scelto o raffinato: uno spettacolo d’élite.

La creatività insegna

Amiche, amici, avendo ricevuto un ottimo contributo dal solito Marco Marcon, e non sapendo in che modo trattarlo, ci vediamo costretti a inaugurare una nuova rubrica ad hoc con argomento le insegne strane o errate di esercizi commerciali, o slogan degni di essere segnalati.
Contiamo, ovviamente, sui vostri contributi per rimpinguarne i contenuti.

"Gugliel Motel"
Albergo dalle parti di Bergamo, a Brembate.

Priorita, Treatment; Insegna; Rovinata

febbraio 14, 2019

Priorità
Dal latino medievale prioritas -atis, derivato del latino prior -oris ‘precedente’.
Sostantivo femminile.
1. Anteriorità, antecedenza nei confronti di altro, o di altri: rivendicare la priorità di un’invenzione; rispettare l’ordine di priorità; stabilire una scala di priorità.
Diritto di priorità: diritto di essere scelto prima di altri, di essere preferito ad altri nell’attribuzione di un premio, di un’onorificenza, di un titolo e simili.
Legge della priorità: nella nomenclatura botanica e zoologica, la regola che stabilisce che il nome valido di un genere o di una specie è quello attribuito dal primo autore che ha descritto il genere o la specie.
2. Il venire prima di altro o di altri, a causa dell’importanza, del grado, della dignità; il possedere un valore fondamentale, o superiore rispetto ad altro: riconoscere, ribadire la priorità dei valori etici.
Priorità ideale o logica: in filosofia, in contrapposizione a priorità cronologica, o precedenza nel tempo, il valore che ha un principio rispetto a quanto lo presuppone e ne deriva (per esempio: priorità delle premesse rispetto alla conclusione del sillogismo).
Priorità di natura: nella filosofia scolastica, il carattere di ciò che viene avanti nell’ordine dell’essenza (per esempio: priorità dell’animale rispetto all’uomo, in quanto per essere uomo si deve essere animale, ma non viceversa).

Una (parola) giapponese a Roma

Treatment [‘tritment]
Voce inglese, dal verbo (to) treat ‘trattare’.
Sostantivo maschile invariabile.
Fase dell’elaborazione di un soggetto cinematografico intermedia tra la scaletta e la sceneggiatura finale, in cui l’intreccio viene suddiviso in scene e viene indicato il loro significato nello svolgimento dell’azione. Sinonimo: trattamento.

La creatività insegna

A Milano, in piazza 5 giornate, potete trovare il negozio Occhial House.

Un grazie a Marco Marcon per averlo individuato.

La parola rovinata

Speciale filosofia

ABELARDO
Umanista di Colonnata.

Di Pietro Scalzo.