Posts Tagged ‘perle’

R- Paventare, Broker; Perle

giugno 21, 2019

Paventàre
Latino volgare paventare, derivato di pavìre ‘temere’.
Verbo transitivo [io pavènto ecc.].
(letterario) Temere: paventerò l’ombre solinghe e scure (Tasso).

Verbo intransitivo [ausiliare avere].
1. (letterario) Aver paura, spaventarsi.
Nutrire preoccupazione, essere in ansia.
2. Riferito ad animale: imbizzarrire.

Una (parola) giapponese a Roma

Broker [‘br@ker]
Voce inglese; propriamente ‘mediatore’.
Sostantivo maschile invariabile.
(finanza) Intermediario d’affari che compra o vende titoli, merci e servizi su commissione, percependo una percentuale sull’ammontare dell’operazione.
Consulente nel settore assicurativo.

Perle dai porci

"Speriamo che queste aperture siano segno di novità positive". Il presidente della Commissione europea, Romano Prodi, ha così commentato,le notizie dell’ultima ora relative alle due giovani volontarie italiane rapite in Iraq, che le vorrebbero vive e in buona salute e rispetto alla cui liberazione si paventano ora nuove possibilità di mediazione.

Una articolo dal sito de La repubblica proposto da Marco Marcon, ovvero come usare la parola "paventare" a caso.

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R- Abnegazione, Pope; Accento; Yokopoko e Perle; Ribollite

giugno 20, 2019

Abnegàre
Dal latino abnegare, composto di ab ‘via da’ e negare ‘negare’.
Verbo transitivo [io abnégo o abnègo o àbnego, tu abnéghi o abnèghi o àbneghi ecc.].
(non comune) Rinunziare interamente a qualcosa per motivi ideali.

Abnegazióne
Dal latino tardo abnegatione(m), derivato di abnegare ‘abnegare’.
Anche, antico, annegaziòne.
Sostantivo femminile.
Totale rinuncia al piacere o all’utile per senso del dovere, per dedizione al bene altrui, per motivi religiosi, ideali o sociali.

Una (parola) giapponese a Roma

Pòpe
Dal russo pop, che è dal greco pápas ‘padre’.
Sostantivo maschile invariabile.
Appellativo (che significa ‘padre’) del sacerdote nella chiesa russa.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice sia abnégo che abnègo che àbnego: non si sbaglia mai.

Yokopoko Mayoko e/o Perle dai porci

Da un cartellone visibile a Roma, su via Cristoforo Colombo, zona Acilia.
LEGNAMI AMORE
Probabilmente è un’azienda che tratta legnami, ma suona anche come un’incitazione masochista.

Un bel Yokopoko e una ottima perla proposte entrambe dal nostro amico Raffaele Resta.

Storie ribollite

Termina il concorso basato sulla settima ribollita.
Il risultato della manche è:
tre punti per Piero Fabbri, propositore;
due punti per Mauro Cociglio, primo a indovinare la storia;
un punto per Libero Zucchelli, secondo a indovinare.

Sul sito potete leggere la soluzione e l’ottava storia ribollita da chinalski, che riposrtiamo qui di seguito.

Ottava storia ribollita

Riportiamo una intervista pubblicata su un quotidiano. Ci perdonerete se omettiamo il nome della giornalista, del quotidiano, la data di pubblicazione e vari nomi riportati all’interno dell’articolo al fine di non facilitare eccessivamente la soluzione della storia.
Il signor … si presenta puntuale all’appuntamento, ha un vestito non ricercato ma elegante di un indefinibile grigio azzurro, cravatta e fazzolettino blu, una camicia immacolata. Ha una figura maestosa, un bel viso pulito e serio, barba rasata di fresco e occhi che ti scavano nello stomaco. Apparentemente non ci sa fare con le donne, anche se ha un comportamento in un certo qual modo galante.
[…]
Ci sediamo a un tavolino sulla strada, lui prende un whisky liscio, si accende la pipa, accavalla le gambe e mi dice – a lei la prima domanda.
– Lei è salito alla ribalta con la storia che tutti abbiamo seguito nelle cronache dei giornali, ora i lettori del nostro giornale vorrebbero conoscere qualcosa di più di lei, della sua vita. Ad esempio, lei ha un modo di indagare molto diverso da quello che normalmente ci si aspetta da un investigatore: sembra che non abbia un’idea precisa di dove voglia arrivare, si muove a tentoni, fa dei tentativi, tende delle trappole e magari arriva alla soluzione per caso. Lavora sempre in questo modo?
– Grazie per il quadretto apologetico che ha dipinto di me, lo inserirò sul biglietto da visita. Credo che solo nei romanzi l’investigatore possa indovinare tutto alla prima occhiata, come Sherlock Holmes. Nella vita reale si devono fare delle ipotesi su cosa è potuto accadere e le ipotesi devono poi essere verificate, ciò comporta spesso il dovere ammettere di aver preso la strada sbagliata.
[…]
– Il suo fascino le permette di avere una grande influenza sulle donne che incontra, pensa che ciò le sia di aiuto nel suo lavoro?
– Lei dice che ho fascino? Io so solo che se avessi fascino le donne non scapperebbero da me. Forse ho fascino su donne che non mi interessano, o forse ce l’ho su donne a cui non interesso, fatto sta che una che mi voglia sposare non l’ho ancora trovata. Riguardo al mio lavoro penso che i vantaggi che posso avere da questo supposto fascino siano almeno pareggiati dagli svantaggi che mi procura. Insomma, questa storia mi sembra una trovata giornalistica.
– Lei ha spesso clienti importanti, come il generale …, probabilmente con la pubblicità ottenuta da questa indagine avrà la possibilità di migliorare il suo tenore di vita, potrà finalmente sistemarsi economicamente. Come pensa che investirà i suoi guadagni?
– La mia tariffa rimane di … al giorno, più le spese, non vedo come la pubblicità possa aumentare i miei guadagni.
– Si fa tanto parlare di alcune foto che sarebbero state scattate alla figlia del generale in pose, diciamo così, discinte, lei ce ne può confermare l’esistenza? Sono state consegnate alla polizia?
– Credo di avere capito il modo in cui la pubblicità possa migliorare il mio tenore di vita. Sono desolato di comunicarle quindi che l’intervista termina in questo preciso istante, arrivederci.
Il signor … si alza dal tavolo, si avvia alla cassa del bar nonostante il mio tentativo di fermarlo ("Una donna non dovrebbe mai pagare il conto di un bar, a meno che non possieda pozzi di petrolio in quantità."), paga le consumazioni, torna al tavolo, mi sfiora la mano con le labbra e si allontana, le mani in tasca, la pipa in bocca e il cappello in testa.
Di uomini così non ne nascono più.

R- Avviso; Feccia, Fecciaia, Feci, Rachi; Perle

giugno 17, 2019

Avviso

Per motivi di scarsità di tempo del vostro curatore continuano i numeri ristampati della Parolata, e continueranno fino a settembre. Potete però continuare a scrivere alla redazione per proporre materiale che verrà pubblicato alla ripresa dei numeri freschi. Buona estate.

Parole

Fèccia
Latino volgare faecea(m), derivato del classico faex faecis ‘feccia, sedimento’.
Sostantivo femminile [plurale fecce].
1. Deposito melmoso lasciato dal vino sul fondo della botte per sedimentazione, e contenente i sali di potassio e di calcio dell’acido tartarico.
Bere il calice sino alla feccia: (figurato) sopportare ogni amarezza fino all’estremo limite.
2. (estensione) Ogni residuo che si sedimenta sul fondo di recipienti contenenti liquidi.
3. (figurato) La parte peggiore di qualcosa: la feccia della società.
4. (plurale, antico) Feci.

Fecciàia
Sostantivo femminile.
Apertura praticata sul fondo del mezzule, che consente di far uscire la feccia dalla botte.

Fèci
Latino faeces, ‘feccia, impurità’.
Sostantivo femminile plurale.
Il residuo della digestione, che si accumula nell’intestino ed è poi espulso; escrementi.

Una (parola) giapponese a Roma

Ràchi [‘raki]
Bulgaro e serbo rakiia, dall’arabo arak ‘sudore, succo spremuto’, attraverso il turco raki.
Sostantivo maschile invariabile.
Liquore ottenuto per distillazione dalle fecce, tipico dei balcani.

Perle dai porci

"PAN SHOP CENTER"
Panificio in via Pietro Cossa.

Proposto da Piero Mozzone.

R- Ciborio, Pisside, Hezbollah; Perle

giugno 14, 2019

Cibòrio
Dal latino ciboriu(m), che è dal greco kibórion ‘coppa da bere’.
Sostantivo maschile.
1. Edicola sostenuta da quattro colonne che sovrasta un altare.
2. Pisside.

Pìsside
Dal latino pyxidem, che è dal greco pyxís -ídos, derivato di pyxos ‘bosso’, perché in origine il vaso era di bosso.
Sostantivo femminile.
1. (liturgia) Vaso di metallo prezioso o almeno dorato internamente, fatto a coppa e provvisto di coperchio, in cui si conservano le particole consacrate; ciborio.
2. (botanica) Frutto secco a forma di coppa che si apre con una fenditura trasversale e la cui parte superiore si ribalta come un piccolo coperchio.

Una (parola) giapponese a Roma

Hezbollàh [hetsbol’la]
Dal persiano antico hezbollah, in arabo hizbullah, ‘partito (hezb, hizb) di Dio (Allah)’.
Sostantivo maschile invariabile.
Denominazione di alcuni movimenti islamisti radicali sciiti di ispirazione iraniana, specialmente di un movimento attivo nel Libano, dotato di milizie armate.

Perle dai porci

"Le quattro squadre hanno entrambe le stesse possibilità."
Claudio Gentile, CT della Nazionale di calcio Under 21.

Roberto Giai Meniet, cercatore di perle.

R- Staffa, Staffile, Nagaica; Perle; Ribollite

giugno 13, 2019

Stàffa
Dal longobardo staffa.
Sostantivo femminile.
1. Ciascuno dei due grossi anelli metallici a fondo piatto, appesi con corregge di cuoio ai lati della sella, in cui il cavaliere infila e appoggia i piedi.
Perdere le staffe: (figurato) perdere il controllo di sé, abbandonarsi all’ira.
Essere con il piede nella staffa: (figurato) pronto a partire.
Tenere il piede in due staffe: (figurato) barcamenarsi fra due partiti opposti per non compromettersi, fare il doppio gioco.
Il bicchiere della staffa: (figurato) l’ultimo che si beve, prima della partenza.
2. Nome di oggetti o parti di oggetti in cui si inserisce o s’appoggia il piede: la staffa della vanga, staffale; la staffa della calza: la parte che sta tra il calcagno e il pedule, e anche quella che copre la parte superiore del piede; la staffa del calzone, della ghetta: la striscia di tessuto o di cuoio che passando sotto il piede tiene in tensione il calzone o la ghetta.
Predellino della carrozza.
Nell’alpinismo: appoggio artificiale per un piede costituito generalmente da un anello di corda che si assicura alla parete mediante un moschettone fissato a un chiodo.
3. (tecnica) Elemento metallico, generalmente d’acciaio, piegato a U e fissato per le due estremità a un elemento diritto o a una superficie piatta, usato come rinforzo o ancoraggio di tubi, pali ecc. o come sostegno di elementi sospesi.
Per estensione, qualsiasi elemento o dispositivo generico di attacco, sostegno o appoggio.
Staffa per fonderia: telaio metallico in cui viene costipata la sabbia di una formatura.
4. (anatomia) Uno dei tre ossicini dell’orecchio medio a forma di staffa.
5. (banca) Prospetto per il calcolo in forma scalare degli interessi sui conti correnti bancari.

Staffìle
Da staffa.
Sostantivo maschile.
1. Sferza, specialmente formata da una striscia di cuoio.
2. Striscia di cuoio a cui sta appesa la staffa, nella bardatura del cavallo.

Una (parola) giapponese a Roma

Nagàica [na’gaika]
Dal russo nagajka.
Anche nagàika.
Sostantivo femminile invariabile.
Staffile cosacco fatto con una correggia di cuoio attaccata a un breve manico.

Perle dai porci

"Facendo così, si sono dati la zampata sui piedi."
Sentita in una conversazione e proposta da Roberto Giai Meniet e da Emanuela Gastaldi, una coppia molto propositiva.

Storie ribollite

Mauro Cociglio ha indovinato la ribollita della settimana scorsa, e anche Piero Fabbri, subito dopo.
Ecco il punteggio al momento:
Piero Fabbri 9, Mauro Cociglio 7, chinalski 7, Giovanni Fracasso 4, Marco Marcon 2.

Sul sito in questa pagina, e qui di seguito, potete leggere la settima sotria ribollita proposta dal produttivissimo Piero Fabbri.

Settima storia ribollita

È che diventa rossa, lei. Non ci avevo mai fatto caso, ma lei arrossisce di continuo: e io trovavo la cosa scema e noiosa, finché un mio mio amico mi ha fatto notare che arrossisce quando è eccitata. Eroticamente eccitata, diceva. "Ma sei scemo?" – ribattevo – "Quella l’erotismo non sa manco dove sta di casa…" – e lui che invece sorrideva, e mi diceva che ero io a non saper leggere: "Leggi il libro pensando a quel che ti ho detto, e vedrai."
E aveva ragione, per la miseria. Il tizio che si accompagna con lei è scemo, d’accordo: ma lei è proprio un’acqua cheta. Tutta casa e chiesa, e però manda fuori di testa l’altro tizio, quello coi baffi, che poi non lo so se aveva davvero i baffi. Prima me lo figuravo vecchio e laido, dopo ho cominciato a figurarmelo giovane e belloccio. E assatanato. E a lei la cosa non dispiaceva, infatti eccola, che diventa sempre rossa. Vestita di tutto punto, costume tradizionale e acconciatura acconcia, lui la guarda e lei diventa rossa. Mica come l’altra che si incontra avanti nella storia, che ad una prima lettura sembra una supermaiala e invece, stringi stringi, è solo una sfigata.
Tutto ruota intorno a lei, che sembra sempre sullo sfondo e invece si accaparra metà del titolo. E intorno la gente si dà da fare, si mobilita, poi muore, persino. Minacce e paure, e poi il gran casino finale che la spagnola del 1918, al confronto, era una mezza passeggiata. E lei sempre pudica e santa, alla prima lettura. Ma quello coi baffi l’aveva capita, e infatti non rinuncia, ci prova, ci prova, fino a schiattare. Schiatta, povero tizio, e lei non glie l’ha poi neanche data. Se la prende lo scemo, sembra. Ma solo fin dove arriva il libro, secondo me. Perchè poi, ci giurerei, anche dopo sposata, quella tizia continua a diventare rossa. Rossa di fuoco passionale, e allora sai che travagli per il marito