Posts Tagged ‘perle’

Concento, Securitate; Perle; Rovinata

marzo 1, 2019

Concènto
Dal latino concentus -us, composto di con- e cantus ‘canto’.
Sostantivo maschile.
1. (letterario, poetico) Armonia che risulta dal canto concorde di più voci o dal suono di più strumenti: di tirrene tube Squillar ne l’aura alto concento udissi (Caro); anche di uno strumento solo: il concento dell’organo; Tal dell’arpa diffuso era il concento Per la nostra convalle (Foscolo).
(estensione) Suono armonioso, piacevole a udirsi: rendea ad ascoltar dolce concento, Rotto tra picciol sassi, il correr lento [dell’acqua] (Ariosto).
(figurato) Accordo, armonia: concento di sentimenti; la qual virtù è quasi un concento e un’armonia dell’anima (Della Casa).
2. (musica, raro) Concerto, più spesso nel senso di musica eseguita da una unione di più parti vocali, con o senza strumenti.

Una (parola) giapponese a Roma

Securitate [sekuri’tate]
Voce rumena, dal francese sécurité ‘sicurezza’.
Sostantivo femminile invariabile.
(militare) Polizia segreta in Romania durante il regime socialista.

Perle linguistiche

"Non bussare. Chiama il medico"

Cartello affisso dal medico di Omero Mazzesi sulla porta dello studio.
L’importante è non bussare, sul chi chiami chi invece sono in corso discussioni.

La parola rovinata

Speciale filosofia

ATTICO
Filosofo greco che amava esporre le proprie teorie sui punti più alti degli edifici.

Di Stefano Bossa.

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Iota, Iota, Mug; Paesidapaesi; Perle

febbraio 27, 2019

Parole a confronto

Iòta
Dal greco iota, derivato dal fenicio iod.
Sostantivo maschile invariabile.
Nome della 9a lettera dell’alfabeto greco, e del segno che la rappresenta (minuscolo ι, maiuscolo I), corrispondente alla lettera i dell’alfabeto latino.
(antico) Nome della lettera J, cioè dell’i lungo.
Con uso figurato, già usato nell’antico graco, in frasi negative o di senso negativo, un iota, una minima quantità, un nulla (in quanto il segno che lo rappresenta è il più semplice dell’alfabeto greco): Sta Rinaldo ostinato, che non vuole Che manchi un iota de le sue parole (Ariosto).
In chimica organica la lettera ι indica, in una catena di atomi di carbonio, quello in posizione nove.

Iòta
Dal friulano iote, che è il latino medievale iutta, nome di una bevanda forse a base di latte].
Sostantivo femminile.
(gastronoomia) Minestrone caratteristico della cucina triestina e goriziana, a base di fagioli e crauti, talvolta con aggiunta di patate e orzo, condito con olio, aglio, foglie di alloro e semi di comino.

Una (parola) giapponese a Roma

Mug [mag]
Voce inglese, probabimente di origine scandinava.
Sostantivo maschile invariabile.
Tazzone da colazione cilindrico di metallo o di ceramica, senza piattino e con il manico, molto decorato e spesso commercializzato singolarmente.

Paesi da paesi

Illiers-Combray in origine si chiamava solo Illiers, ma è stato rinominato nel 1971 aggiungendo il nome del paese immaginario dell’opera di Marcel Proust Alla ricerco del tempo perduto, in quanto Illiers gli fornì l’ispirazione. Proust vi passò le vacanze di Pasqua per alcuni anni quando era bambino.

Perle linguistiche

"Proprietà privata
Posti assegnati
I non assegnatari saranno rimossi"

Da un cartello all’ingresso di un parcheggio di una proprietà condominiale a Potenza. Probabilmente per motivi di economia si preferisce rimuovere i non asssegnatari piuttosto che le loro automobili.
Proposta da un lettore della Parolata.

Manfano, Pampano; Marchi e uomini: Jumar; Accento; Perle

febbraio 26, 2019

Mànfano
Latino tardo mamphur -uris, che indicava un arnese del tornitore, incrociato con pampano.
Sostantivo maschile.
1. (regionale) Il cocchiume (foro e tappo) della botte.
2. (regionale) Lo stesso che manfanile, il maggiore dei due bastoni del correggiato, tenuto in mano dal battitore.
3. (figurato, toscano) Membro virile.
Persona sornionamente scaltra e furba, marpione: questi suoi contadini son proprio dei manfani (Pratolini).
Persona volgare e prepotente.

Correggiàto
Derivato di correggia, cinghia.
Anche coreggiàto.
Sostantivo maschile.
Arnese per la battitura dei cereali e di altre piante da seme, formato da due bastoni, detti rispettivamente manfanile (quello più lungo che costituisce il manico) e vetta, uniti da una correggia di cuoio (gómbina).

Pàmpano
Sostantivo maschile.
Variante di pampino, popolare in Toscana, altrove sentita come letterario: anche l’uve nascondevano, per dir così, i pampani, ed eran lasciate in balìa del primo occupante (Manzoni).

Marchi, non parole e Uomini e parole

Jumar [‘ZHumar]
Voce francese, composto dal nome di due alpinisti, Jü(sy) e Mar(ti), e nome della ditta che ne ha depositato il marchio.
Sostantivo femminile invariabile e aggettivo invariabile.
In alpinismo e speleologia, maniglia jumar o semplicemente jumar, maniglia autobloccante di metallo leggero usato per salire o scendere lungo una corda in esso impegnata: è conformato internamente in modo che, una volta impugnato, possa scorrere rispetto alla corda solo quando non è sottoposto a trazione dal peso dell’alpinista.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice mànfano, come d’altronde si dice pàmpino e pàmpano.

Perle linguistiche

"Queste scarpe hanno un tacco davvero esilerante (sic)."
In una televendita. Voleva essere indicato come un pregio.

Distinguere, Stretch; Animalididire; Perle; Rovinata

febbraio 12, 2019

Distìnguere
Dal latino distinguere, composto di dis- ‘dispersione’ e stinguere ‘pungere’, affine al greco stizo ‘pungere’.
Verbo transitivo (io distìnguo ecc.; passato remoto distinsi, distinguésti ecc.; participio passato distinto).
1. Riconoscere diversi fra loro due o più oggetti, avvertendo, con i sensi e con l’intelletto, la differenza che è tra essi: distinguere il bene dal male, il verde dal turchese, i furfanti dai galantuomini.
Individuare attraverso le caratteristiche peculiari: distinguere gli odori.
Fare una distinzione, cioè rilevare e far rilevare la diversità o alterità fra due o più oggetti o modi di considerare lo stesso oggetto, soprattutto in una discussione: ‘distinguo’ è la formula con cui nella filosofia scolastica s’introduceva l’esame di un’argomentazione, e così in qualsiasi discussione o dibattito: distinguo, altro è fare una cosa e altro è avere intenzione di farla.
Discernere per mezzo della vista, riconoscere, veder bene: riuscii a stento a distinguerlo in mezzo alla folla; anche assoluto: non distinguo senza occhiali.
2. Dividere, scompartire: distinguere trattazione in tre parti, la società in classi.
Considerare particolarmente: cominciò a distinguer le parti di lei, lodando i capelli, li quali d’oro estimava, la fronte, il naso e la bocca (Boccaccio).
3. Rendere riconoscibile, contrassegnare: distinguere con un segno speciale, con una sigla ecc.; sarà bene distinguere con l’accento le due parole (qui ha anche il senso di rendere visibile, far notare la differenza di pronuncia che c’è fra esse).
Con soggetto di cosa, rendere riconoscibile fra altri: Qual fia ristoro a’ dì perduti un sasso Che distingua le mie dalle infinite Ossa che in terra e in mar semina morte? (Foscolo).
Rendere diverso o segnalato fra altri, caratterizzare: la ragione distingue l’uomo dalle bestie; la sua eccezionale statura lo distingue fra tutti; lo sprezzo del pericolo distingue i coraggiosi; e in espressioni ironiche e nell’uso familiare: con la gentilezza che lo distingue, m’ha dato uno spintone che quasi mi faceva cadere.
4. (intransitivo pronominale) Essere riconoscibile, avere uno o più elementi caratterizzanti: l’elefante africano si distingue da quello indiano per le maggiori dimensioni delle orecchie e delle zanne.
Segnalarsi fra altri per particolari doti: distinguersi per volontà, zelo; anche assoluto: si distinse nella nell’impresa dei Mille; in senso ironico: si distingue per la sua cafoneria.
Farsi distinguere: mettersi in mostra, anche per qualità o atti non buoni: mio figlio si deve sempre far distinguere.

Una (parola) giapponese a Roma

Stretch [stretS]
Voce inglese, dal verbo (to) stretch ‘tirare, distendere, allargare, allungare’, di origine germanica.
Sostantivo maschile invariabile.
Tessuto o filato che, mediante opportuno trattamento, è stato reso elastico, estensibile in senso orizzontale.
Anche in funzione di aggettivo invariabile, riferito a ciò che viene confezionato con tale tipo di tessuto o filato: una gonna stretch; un copricostume in spugna stretch.

Animali di dire

Non distingue un granchio da una balena, insieme ad altri modi di dire simili, significa non avere criterio.

Perle linguistiche

"Ti ho detto lascialo in fuorigioco! Lascialo, lascialo, voce del verbo è."

Un perla proveniente da un campo di gioco di calcio, urlata da un papà al proprio figlio e proposta da Giancarlo Marasso.

La parola rovinata

Speciale filosofia

KANT
Velleitario filosofo anglo-tedesco.

Di Pietro Scalzo.

Delegificare, Kulturkampf; Paesi: Turchetto; Perle; Ribollite

gennaio 28, 2019

Delegificàre
Derivato del latino lex legis ‘legge’, col prefisso de- privativo e l’elemento compositivo -ficare ‘fare, rendere’]
Verbo transitivo (io delegìfico, tu delegìfichi ecc.).
Nel linguaggio giuridico, sottrarre, con provvedimento legislativo, una determinata materia alla disciplina della legge, per lo più trasferendo la potestà di disciplinarla alla pubblica amministrazione.

Una (parola) giapponese a Roma

Kulturkampf [kul’turkampf]
Voce tedesca, propriamente ‘lotta per la civiltà’.
Sostantivo maschile invariabile.
Il conflitto tra Stato e Chiesa cattolica scatenatosi in Germania subito dopo la proclamazione dell’Impero nel 1871, e protrattosi per circa un decennio, che ebbe origine dalla volontà di Bismarck di rinsaldare l’unità morale della Germania e di sottrarre lo Stato a ogni influenza politica e culturale della Chiesa e del clero.
(estension) Nel linguaggio politico, un’azione organizzata di opposizione all’inerenza della Chiesa nella vita civile e sociale di un paese.

Nomi di paesi, la parola Speciale Turchetto

Ci scrive Mario Cacciari.

— Nelle Marche, in Romagna, e dov’altro non so, il "turchetto" è un’apprezzata bollente correzione invernale del caffè di cui Nonno Cecco era goloso; vizio capitale che si è trasmesso alla persona di mio fratello Alberto. Una delle ricette è questa: rum, anicione, caffè, zucchero, con arricchimento di una scorza di limone – servire bollente in bicchierino con manico metallico. Ma certamente Alberto ne fornirà una sua versione che ha ripetutamente e "filologicamente" ricercata qui a Imola. Parrebbe che all’origine sia stato portato ad Ancona da marinai reduci dal Medio Oriente.
A Roma si chiamano "turchetti" anche certe soffici focaccine, di forma ovale, a base di farina e cacao dolce.

Nel comune di Altopascio (Lucca) esiste una frazione denominata Turchetto. Ma la si trova anche indicata come appartenente al comune di Montecarlo (sempre Lucca). In vista una piccola tradizionale faida fratricida tra comuni toscani…

Nel 1944, il 23 luglio, nacque a Cordovado (Pordenone) un certo Claudio Turchetto, destinato a divenire nel tempo un interessante giocatore di pallone in Serie A, avendo vestito le maglie di Brescia e Lanerossi Vicenza. —

Aggiungiamo che la località Turchetto contesa tra i due comuni prende il nome dal ligure Bartolomeo di Giovanni, detto il Turco, che li aprì un’osteria nel 1476. Si tratta quindi di un caso di luogo da persona da luogo.

Perle linguistiche

"A Turchetto risiedono quattro cittadini stranieri o apolidi, uno dei quali sono maschi e tre sono femmine."
Dal web, segnalata da Mario Cacciari.

Storie ribollite

[N.d.C Poiché riprende la newsletter fresca della Parolata, riportiamo il risultato della Storia ribollita pubblicata sulla newsletter ristampata di lunedì scorso. Il prossimo numero del concorso verrà pubblicato in una prossima parolata ristampata, oppure, se non potete più farne a meno, trovate tutti i numeri del vecchio concorso e le soluzioni alla pagina delle Storie ribollite]

Termina il tempo utile per indovinare la prima storia ribollita del concorso.
Due lettori indovinano la storia: Giovanni Fracasso e Marco Marcon incamerano rispettivamente due punti e un punto. Tre
punti invece per Piero Fabbri, il propositore della storia.

Il ibro era I quattro Vangeli.