Posts Tagged ‘perle’

R- Quacchero, Par condicio; Paesi; Appunto; Perle

luglio 25, 2017

Quaccherìsmo
Meno comune quacquerismo.
Sostantivo maschile.
1. Il movimento religioso dei quaccheri.
2. (figurato) Moralismo, puritanesimo eccessivo e intransigente.

Quàcchero
Adattamento dall’inglese quaker, propriamente ‘tremolante’, derivato di to quake ‘tremare’; nome attribuito per scherno, nel 1650, ai seguaci del movimento, perché il fondatore aveva ammonito i presenti a tremare davanti alla parola di Dio.
Anche, meno comune, quàcquero.
Sostantivo maschile [femminile quacchera].
1. Seguace di un movimento religioso protestante (Società degli amici) sorto in Inghilterra nel secolo XVII e diffusosi negli Stati Uniti, che pone l’accento sull’ispirazione e sull’illuminazione divina, esprimendosi in un culto di tipo pentecostale; i quaccheri si caratterizzano per lo zelo caritativo e missionario, per il rifiuto di ogni violenza, per l’egualitarismo e la semplicità di vita.
2. (figurato) Chi ostenta un moralismo o un puritanesimo eccessivo e intransigente.

Aggettivo.
Di, da quacchero; dei quaccheri.
Alla quacchera: (figurato) senza cerimonie, alla buona.

Una (parola) giapponese a Roma

Par condicio [par con’ditSo]
Locuzione latina; propriamente ‘pari (par) condizione (condicio)’.
Locuzione sostantivale femminile.
(diritto) Parità di trattamento o di condizione giuridica.
Nell’uso politico, parità di accesso ai mezzi di comunicazione di massa garantito a tutte le forze politiche.

Nomi di paesi, la parola

Itàlico
Dal latino Italicu(m).
Aggettivo.
1. Dell’Italia antica: popoli, dialetti italici.
2. (letterario) Italiano: che sia foco / agl’italici petti il sangue mio (Leopardi).
Sostantivo maschile.
1. Chi apparteneva alle antiche popolazioni dell’Italia centro-meridionale di tradizione linguistica indoeuropea. 2. (tipografia) Carattere corsivo.

Italicamente.
Avverbio.
(letterario) Italianamente.

Sibèria
Dal nome della Siberia, regione asiatica dal clima rigidissimo.
Sostantivo femminile.
(scherzoso) Luogo freddissimo: questa cantina è una siberia.

Italico è proposto da Francesca Ortenzio, siberia da Berilio Luzcech.

L’appunto

Tutti i plurali di parole terminanti in -cia e -gia che non sono stati indicati nei numeri precedenti perdono la
i al plurale. La regola è: se la c o la g sono precedute da una vocale (per esempo ciliegia), allora la i si mantiene; se sono precedute da una consonante (per esempio pioggia), la i si elimina.

Perle dai porci

"Questi risultati valgono a par condicio di penetrazione, però."
In ufficio.
Dagli archivi di Maidirepigigierre.

R- Ionico, Corinzio, Dorico; Paesi; Appunto; Perle

luglio 24, 2017

Parole a confronto

Iònico
Dal latino Ionicu(m), dal greco Ionikós.
Aggettivo [plurale ionici].
Della Ionia o degli ioni: le colonie ioniche; la cultura, l’arte ionica.
Dialetto ionico: dialetto della Grecia antica, il più simile all’attico.
Metro ionico: composto da quattro sillabe, due brevi e due lunghe (metro ionico a minore) o due lunghe e due brevi (metro ionico a maiore).
Ordine ionico: uno dei tre ordini architettonici greci classici, caratterizzato da una colonna meno massiccia di quella dorica, dotata di base, fusto scanalato con spigoli tagliati, capitello a volute laterali, fregio continuo.
Periodo ionico: il periodo più antico della letteratura greca.
Scuola ionica: scuola filosofica greca fiorita tra i secoli VII e VI a.C. nelle città della Ionia.

Sostantivo maschile.
Il dialetto ionico usato da Omero; il metro ionico.

Corìnzio
Dal latino Corinthiu(m), che è dal greco Korínthios ‘di Corinto’.
Anche corintio.
Aggettivo.
1. Di Corinto, città greca.
2. (archeologia) Si dice di un ordine architettonico classico in cui la colonna ha fusto scanalato e capitello ornato di foglie d’acanto.

Sostantivo maschile.
1. [femminile corinzia] Nativo, abitante di Corinto.
2. Ordine, stile architettonico corinzio.

Dòrico
Dal latino Doricu(m), che è dal greco dorikós.
Aggettivo.
Dei Dori, popolazione dell’antica Grecia: (dialetto) dorico.
Ordine dorico: il più semplice ordine architettonico greco, caratterizzato da colonna priva di base, capitello con abaco quadrato ed echino a forma di bacile, trabeazione con fregio diviso in metope e triglifi.

Nomi di paesi, la parola

Ionico e corinzio, parole architettoniche, sono di Enrico Grosso.

L’appunto

Plurali di parole terminanti in -cia e -gia che mantengono la i al plurale:
il plurale di valigia è valigie.

Perle dai porci

"Richiediamo gentilmente osservanza del calendario prestabilito per lo svolgimento del corso, nell’intuito di evitare sovraccarico nella piattaforma del fornitore."
Tratta da una mail aziendale.

Perla proposta da Velia Vezzini.

R- Nosocomio, A la page; Paesi; Appunto; La sai!; Perle

luglio 21, 2017

Nosocòmio
Dal latino tardo nosocomiu(m), dal greco nosokomêion, composto di nósos ‘malattia’ e -komêion ‘-comio’.
Sostantivo maschile.
(letterario o burocratico) Ospedale.

Una (parola) giapponese a Roma

À la page [ala’paZ]
Locuzione francese; propriamente ‘alla pagina’, ossia ‘al corrente di ciò che avviene’.
Locuzione avverbiale e aggettivale.
Al corrente delle ultime novità; alla moda, di moda: essere, mantenersi à la page; una persona, un giornale, un locale à la page.

Nomi di paesi, la parola

Francése
Aggettivo.
Della Francia: la letteratura, la rivoluzione francese.
Mal francese: sifilide.
Alla francese: alla maniera, secondo le abitudini dei francesi.
Nasino alla francese: all’insù.

Sostantivo maschile.
1. [anche femminile] Chi abita, chi è nato in Francia.
2. La lingua parlata in Francia, che appartiene al gruppo delle lingue neolatine.

Certosìna
Da certosino, perché in origine fatto dai monaci.
Sostantivo femminile.
Tavolino rettangolare intarsiato con avorio, oro e legni colorati, costruito nel tardo rinascimento.

Il mal francese e la certosina sono proposte da Giuseppe Sisto.

L’appunto

Plurali di parole terminanti in -cia e -gia che mantengono la i al plurale:
il plurale di sudicia è sudicie.

La sai l’ultima!

Lezione alla facoltà di psicologia, la professoressa vuole fare un sondaggio su quante volte fanno l’amore gli studenti e chiede: – Chi lo fa almeno una volta al giorno?
Una trentina di studenti alzano la mano.
– Chi una volta ogni due giorni?
Un centinaio di studenti alzano la mano.
– Quanti lo fanno almeno una volta la settimana?
Anche qui un centinaio di studenti alzano la mano.
– Quanti una volta al mese?
Uno sparuto gruppo di quattro studenti si segnala.
– Infine, quanti lo fanno una volta all’anno?
Uno studente si alza sbracciandosi e urlando di gioia.
– Io, iooooo!
Stupita la professoressa chiede: – E per quale motivo sei così contento?
– Perché è domaniiiii.

Dalla redazione.

Perle dai porci

"L’elenco completo di alcune delle ragioni sociali rappresentate è riportato in allegato."
Da un documento di lavoro.

Dagli archivi di Maidirepigigierre.

R- Onusto, Landau; Paesi; Appunto; Sbagliate; Frasi; Perle

luglio 20, 2017

Onùsto
Dal latino onustu(m), derivato di onus -eris ‘carico, peso’.
Agggettivo.
(letterario) Carico: onusto di anni, di gloria.

Una (parola) giapponese a Roma

Landau [lan’dO]
Dal nome pronunciato alla francese della città di Landau, in Germania, dove questi veicoli venivano fabbricati. Anche landò.
Sostantivo maschile invariabile.
Carrozza signorile a quattro ruote, tirata da due cavalli e con chiusura a due mantici, usata specialmente nell’Ottocento e nel primo Novecento.

Nomi di paesi, la parola

Indiàno
Dal latino tardo Indianu(m) ‘dell’India (India)’ per il classico Indicu(m), che è dal greco Indikós.
Aggettivo.
1. Dell’India: un fachiro indiano; una casta indiana.
2. Delle Indie occidentali, cioè dell’America; amerindio: tribù indiane, di pellirosse.
In fila indiana: (figurato) uno dietro l’altro.

Sostantivo maschile.
1. Abitante o nativo dell’India.
2. Indigeno delle Indie occidentali; amerindio; in particolare pellerossa: un film sugli indiani.
Fare l’indiano: (figurato) far finta di non capire, di non sapere nulla; fare lo gnorri.

Landau è di Simona Brugnoni, indiano è di Giuseppe Sisto (nell’accezione fare l’indiano).

L’appunto

Plurali di parole terminanti in -cia e -gia che mantengono la i al plurale:
il plurale di socia è socie.

Uomini sbagliati e parole

Lager (la birra)

L’etimologia giusta la fa derivare da Gottfied e Sigmund Lager, circa 1400-1470, della nota famiglia di fabbricanti di birra tedeschi. Fondatori della Lager, la loro attività è nata a Dortmund, ma nel 1440 un violento litigio sulla contabilità portò Gottfreid a spostarsi a Monaco di Baviera in cui l’introduzione della forte e pallida birra dei fratelli gli portò una grande prosperità. Tutti i discendenti conosciuti di entrambi i fratelli scomparvero durante la guerra dei trent’anni.

Questo tipo di birra ha bisogno di un periodo di maturazione più lungo di quello delle ale, un periodo che oscilla dalle tre settimane ai tre mesi, con una temperatura vicino allo zero. Da questo periodo di conservazione (in tedesco lager) deriva il termine con cui, nel linguaggio comune, vengono definite le birre a fermentazione bassa, appunto le "lager".

Il curatore Marco Marcon pontifica.

Frasi, non futilità

Quello che abbiamo può non farci felici, ma quello che ci manca ci fa indubbiamente infelici.
Schopenhauer.

Perle dai porci

Le due giocatrici hanno un fisico statutario."
Raffella Reggi a Tele+, a proposito di un match di Wimbledon.

Proposta da Roberto Giai Meniet.

R- Bordolese, Dum-dum; Paesi; Ritrovato; Appunto; Perle

luglio 19, 2017

Bordolése
Dal francese bordelais ‘di Bordeaux’.
Aggettivo.
Di Bordeaux.
Poltiglia bordolese, miscela di solfato di rame e calce spenta, usata in agricoltura come anticrittogamico. Bottiglia bordolese, di forma cilindrica e colore scuro per vini rossi.
Tazza bordolese: tazzina per lo più d’argento, per la degustazione del vino e l’esame del suo colore.

Sostantivo maschile.
1. [anche femminile] Chi è nato, chi abita a Bordeaux.
2. [femminile] Recipiente di legno della capacità di circa 220 litri per la conservazione o la spedizione del vino.

Una (parola) giapponese a Roma

Dum-dum [dum’dum]
Dall’inglese dumdum, che è dal nome di una cittadina indiana vicina a Calcutta, dove fu fabbricato per la prima volta nel 1890.
Locuzione aggettivale.
Si dice di un tipo di proiettile per armi portatili che, avendo la punta di metallo tenero, si deforma e si espande all’impatto, provocando lacerazioni devastanti.

Nomi di paesi, la parola

Bordolese è di Libero Zucchelli. Anche dum-dum, parola strana.

Il paese ritrovato

“Marcon era allibito per come si era comportato il suo amico. Doveva aver completamente aver perso la trebisonda, lo stress, forse, o semplicemente quella donna. Non riusciva a credere che non avesse reagito alla sua dichiarazione del rientro a casa dalla moglie, come se non sapesse che non c’era nessuna moglie ad aspettarlo a casa.”
Il dodicesimo capitolo è pubblicato sul sito.

L’appunto

Plurali di parole terminanti in -cia e -gia che mantengono la i al plurale:
il plurale di malvagia è malvagie.

Perle dai porci

"Il prossimo che bagna per terra verrà irradiato dalla palestra."

In palestra, appunto.
Dagli archivi di Maidirepigigierre.