Posts Tagged ‘nomididire’

R- Pregado, Kamikaze; Marchi: Teflon; Nomididire e luoghididire

gennaio 20, 2020

Newsletter originale del 31/3/2005

Pregàdo
Forma veneta dell’italiano pregato, participio passato di pregare.
Sostantivo maschile.
(storia) Ciascuno dei membri del senato della Repubblica Veneta, così chiamati perché venivano pregati dal doge di dare il proprio parere al maggior consiglio sulle deliberazioni più importanti.

Una (parola) giapponese a Roma

Kamikaze [kami’kaddze]
Da una voce giapponese, composto di kami ‘dio’ e kaze ‘vento, tempesta’; propriamente ‘tempesta divina’, dal nome dato agli uragani che nel secolo XIII distrussero le truppe mongole che erano in procinto di invadere il Giappone.
Sostantivo maschile invariabile.
(storia) Aviatore giapponese che, per distruggere un obiettivo nemico, vi si gettava contro col proprio aereo carico di esplosivo.
(estensione) Guerrigliero o terrorista che compie un’azione che non gli consentirà di salvarsi.
(figurato) Chi affronta un rischio che comporta fatalmente un pericolo estremo o un grave danno personale.

Marchi, non parole

Tèflon
Anche teflòn.
Da te(tra)fl(uoroetilene), con terminazione -on, sul modello di nylon.
Sostantivo maschile invariabile.
Marchio registrato, nome commerciale del politetrafluoroetilene.

Una parola da Marco Marcon.

Nomi e luoghi di dire

Farne più di Carlo in Francia
Letteralmente significa combinare pìu cose di quante battaglie Carlo Magno ha combinato in Francia, quindi combinarne di tutti i colori, fare tante cose strane.

R- Cenotafio; Marchi: Rapidograph; Nomididire; Ribollite

gennaio 16, 2020

Newsletter originale del 29/3/2005

Cenotàfio
Dal greco kenotáphion, composto di kenós ‘vuoto’ e táphos ‘tomba’.
Sostantivo maschile.
Tomba vuota e, più comunemente, monumento sepolcrale, innalzato in onore di qualche illustre defunto, senza che il suo cadavere vi sia effettivamente sepolto: il cenotafio di Dante nella chiesa di S. Croce in Firenze.

Marchi, non parole

Rapidograph [ra’pidograf]
Nome commerciale di penna prodotta dalla Rotring.
Sostantivo femminile invariabile.
Penna a inchiostro per disegnatori tecnici funzionante a cartucce, dalla caratteristica punta che permette di tracciare linee dalla larghezza costante.

Piero Fabbri piazza la rapidograph come se nulla fosse.

Nomi di dire

Fare il miracolo di Maometto
Significa andare a trovare qualcuno che è lontano o non si fa mai vedere.
Deriva da un miracolo attribuito a Maometto, quando il profeta, in una sola notte, viaggiò da La Mecca a Gerusalemme e di qui salì al settimo cielo per conoscere la potenza di Dio.

Storie ribollite

Nuove idee fluiscono nelle menti dei nostri migliori scrittori: chinalski propone una nuova ribollita sulla pagina del sito e qui sotto.

Sedicesima storia ribollita

Si sa che il mondo dei bambini è cattivo, spietato, però i grandi lo ricordano sempre come un periodo spensierato e farebbero carte false per tornare ad assaporare le sensazioni che ricordano pure e ingenue dei primi contatti con la vita.
Il povero Giacomo però non se lo immaginava così falso, così disonesto. Era anziano, un po’ annoiato dalla vita, non cercava nuove esperienze e avrebbe volentieri passato gli ultimi tempi della propria vita seduto su una poltrona a guardare le montagne dalla finestra. Ma così non aveva previsto il destino: il giorno che un giovane uomo d’affari entrò nell’albergo della figlia di Giacomo, dove lui aiutava come poteva, la vita del vecchio si trasformò. Sì, perché l’uomo, che si faceva chiamare semplicemente "signore", era un tipo taciturno, specialmente quando non beveva, e non beveva mai, però aveva un sacco di amici strani e poco raccomandabili. Quando Giacomo capì chi era veramente il signore, quando scoprì che si chiamava Guglielmo, era oramai troppo tardi per evitare la catastrofe: prima quel suo collega dai modi gentili, che preferiva anche lui usare un soprannome, con cui il signore ebbe un garbato scambio di convenevoli, seguito dalla morte improvvisa del figlio di Giacomo, poi, probabilmente avvertito dal collega, quel tipo con la vista acutissima, Giacomo ne ebbe una prova sbalorditiva, che ricevette uno strano sigillo, bianco, dal signore. Tutto successe in così breve tempo, Giacomo non aveva assolutamente il controllo della situazione, era sballottato dagli eventi e dalle persone: si ritrovò scagliato fuori dalla locanda, in difficoltà, senza capire chi erano gli amici e chi i nemici, sempre in pericolo e, cosa inaspettata, si ritrovò improvvisamente proiettato nel mondo infantile.
Non staremo qui a ripercorrere tutti gli accadimenti del povero Giacomo, del giovane dottore che si dimostrò poi un delinquente, o dell’incontro con quel ragazzetto, il monco, burbero e scontroso, sempre con un criceto sulla spalla, che infine si dimostrò persona altruista e leale, e i viaggi per le montagne, i buoni compagni di avventure, e poi la ricerca e infine il ritrovamento, grazie anche a quell’amicone di Beniamino, di oggetti di valore nullo, importanti solo sentimentalmente, per i quali tutti i bambini sembravano smaniare, che erano il motivo di tutto l’agitarsi cui Giacomo fu sottoposto e che, ovviamente, non cambiarono la vita ad alcuno dei protagonisti della storia

R- Ceffo, Ceffone, Yohimbe; Marchi: Cuki; Nomi di dire

novembre 15, 2019

Newsletter originale del 15/2/2005

Cèffo
Dal francese antico chief ‘testa’, che è dal latino caput ‘testa’.
Sostantivo maschile.
1. Muso d’animale: non altrimenti fan di state i cani / or col ceffo, or col piè (Dante).
2. (spregiativo) Volto umano deforme. Sinonimi: grugno, muso.
(estensione) Uomo d’aspetto poco rassicurante: un brutto ceffo.
(raro, letterario) Guardare col ceffo torto: guardare ostilmente, in cagnesco, fare il broncio.

Ceffòne
Da ceffo.
Sostantivo maschile.
Colpo violento dato a mano aperta sul viso: dare, mollare un ceffone a qualcuno; prendere qualcuno a ceffoni.

Una (parola) giapponese a Roma

Yohimbe [jo’imbe]
Da una voce bantu.
Sostantivo femminile invariabile.
Albero tropicale delle rubiacee, diffuso in Africa occidentale, dalla cui corteccia si ricava una sostanza usata dagli indigeni come eccitante e afrodisiaco; la droga stessa tratta dalla corteccia della pianta.

Marchi, non parole

Cuki [‘kuki]
Marchio registrato.
Nome commerciale di pellicola di alluminio utilizzata per la protezione e la conservazione dei cibi.
(antonomasia) Pellicola di alluminio per uso alimentare.

Mauro Palma colpisce ancora.

Nomi di dire

Pozzo di San Patrizio
Era il pozzo dove andava a pregare San Patrizio, vescovo del V secolo, eroe e patrono dell’Irlanda cattolica. Si dice che tale pozzo fosse profondissimo e che portasse, dopo molteplici prove da superare, in un luogo di delizie e infine alle porte del Purgatorio.
Significa una ricchezza senza limiti. Viene così denominata la pesca di beneficenza.

R- Gincana, Kohl; Appunto; Nomi di dire

agosto 2, 2019

Gincàna
Dall’inglese gymkhana, che è dall’indostano gendkhana, composto di gend ‘palla’ e khana ‘campo da gioco’, con sovrapposizione di gym(nastic) ‘ginnastica’.
Anche gimcàna o gimkàna.
Sostantivo femminile.
1. Gara podistica, automobilistica o motociclistica su un percorso particolarmente tortuoso e accidentato e in cui è spesso previsto il superamento di prove bizzarre e di ostacoli artificiali.
2. (estensione) Percorso difficoltoso: la gincana del traffico.

Una (parola) giapponese a Roma

Kohl [kOl]
Voce araba.
Sostantivo maschile invariabile.
Collirio in polvere o in pomata, a base di antimonio, di colore nero o blu intenso, usato come cosmetico per occhi e palpebre in Egitto e in Arabia fin dall’antichità.

L’appunto

Si dice ebbrezza, ma anche meno comunemente ebrezza.

Nomi di dire

Annibale è alle porte
Si tratta della traduzione dal latino: Hannibal ad portas.
Proverbiale, per avvertire dell’imminenza di un pericolo. Nacque tra i Romani, dopo la sconfitta di Canne, quando si temeva che da un momento all’altro Annibale potesse comparire con il suo esercito alle porte di Roma. Cicerone la riporta nella prima delle sue celebri Filippiche, le orazioni contro M. Antonio (44 a.C.).

R- Femminino, Lectio difficilior e facilior; Nomiluoghididire

maggio 23, 2019

Femminìno
Dal latino femininu(m) ‘femminile’, nel latino classico attestato solo come termine grammaticale; la locuzione l’eterno femminino, introdotta da Giosuè Carducci, traduce l’espressione di Goethe das Ewigweibliche.
Anche feminìno.
Aggettivo.
(letterario) Caratteristico della donna, femminile (talora in senso spregiativo): astuzia femminina; Tre furie infernal di sangue tinte, / che membra feminine avieno e atto (Dante).

Sostantivo maschile.
Femminilità.
L’eterno femminino: (letterario) l’essenza delle qualità e attrattive femminili, ciò che di esse resta durevole al di là delle epoche e delle mode.

Una (parola) giapponese a Roma

Lectio difficilior [‘lEktsjo diffi’tSiljor]
Locuzione latina, propriamente ‘la lettura più difficile’.
Locuzione sostantivale femminile.
Nella critica testuale, la forma più difficile, meno corrente fra quelle che compaiono in diversi codici, e che ha quindi una maggiore probabilità di essere autentica.

Lectio facilior [‘lEktsjo fa’tSiljor]
Locuzione latina; propriamnete ‘la lettura più facile’.
Locuzione sostantivale femminile.
Nella critica testuale, la forma più facile, più corrente tra quelle che compaiono in diversi codici, che più probabilmente è frutto di errore.

Nomi e luoghi di dire

Trovarsi tra Scilla e Cariddi
Essere minacciato da gravi pericoli e non sapere che decisione prendere per uscirne.
Scilla e Cariddi sono due scogli che si trovano in una zona di mare di difficile navigazione nello stretto di Messina. Per questo motivo gli antichi credevano che su Scilla ci fosse un mostro urlante con dodici piedi e sei bocche e dirimpetto, su Cariddi, ci fosse un mostro che inghiottiva tre volte al giorno il mare. Spesso i naviganti, per evitare uno dei due scogli, finivano contro l’altro.

Questo l’ha proposto Mauro Cociglio.