Posts Tagged ‘schiele’

Lettori: Giuliano; Paesi: Tequila; Schiele; Canzone

settembre 29, 2016

I lettori ci scrivono

Durante il periodo di ristampe della newsletter abbiamo pubblicato la parola "giuliano", col significato di Giulio Cesare. Ci scrive Mario Cacciari.

— Giuliàno, se non erro enormemente, è anche l’attributo che al tempo si diede ai profughi da alcuni territori istriano-dalmati un tempo italiani, poi annessi alla Jugoslavia alla fine della II guerra mondiale. La parola nasce dalla generica provenienza dalla Venezia Giulia, il cui nome evoca le imprese di Giulio Cesare e di Cesare Ottaviano Augusto, entrambi della Gens Julia. —

Ringraziamo il sempre prezioso e collaborativo Mario e aggiungiamo altri due significati alla parola.

Giuliàno
Aggettivo e sostantivo maschile (femminile giuliana).
Appartenente o relativo alla Venezia Giulia, territorio che insieme al Friuli forma una regione dell’Italia settentrionale; abitante o nativo della Venezia Giulia.

Giuliàno
Dal nome di Giulio Scaligero.
Aggettivo.
Ciclo o periodo giuliano: (astronomia) il periodo di tempo contenente 2.914.695 giorni (cioè 7890 anni del calendario giuliano di 365,25 giorni), che si ottiene moltiplicando tra loro il numero di anni del ciclo solare (28), di quello lunare (19), e di quello dell’indizione romana (15) e di giorni dell’anno giuliano (365.25); trascorso un tale periodo, i tre cicli anzidetti ricominciano insieme. È così denominato per riferimento all’umanista Giulio Scaligero, padre del filologo e scienziato Joseph-Juste Scaliger, che nel 1582 propose tale ciclo e fondò su esso una nuova cronologia astronomica, con istante iniziale a mezzogiorno del primo gennaio dell’anno giuliano 4713 a.C., istante in cui coincidevano gli inizi del periodo giuliano, del ciclo solare e del ciclo lunare e che, al tempo stesso, era anteriore alle epoche a cui si fanno risalire le più antiche tra le osservazioni astronomiche; in tale modo si veniva ad avere continuità tra le osservazioni astronomiche di ogni epoca.
Tale cronologia è quella universalmente in uso nell’astronomia, dando luogo al computo della data giuliana, o giorno giuliano, espressi in numero di giorni trascorsi dal detto istante iniziale.

Una (parola) giapponese da Perilli

Tequila [te’kila]
Voce spagnola, dal nome del distretto di Tequila nello stato di Jalisco nel Messico.
Sostantivo femminile invariabile.
1. Agave del Messico (Agave tequilana), coltivata per la produzione del mescal.
2. Acquavite messicana fortemente alcolica, ottenuto dalla ridistillazione del mescal.

Nomi di paesi, la parola

La tequila deriva il proprio nome da un luogo.

Come si dice Schiele?

Si dice Cànada, e non Canadà. Almeno, non più: quando il paese era una colonia francese il nome era tronco, diventato successivamente colonia inglese, e poi paese indipendente di lingua inglese, il nome è passato a essere sdrucciolo.

La Canzone Settimanale Enigmistica

L’indizio per la nona canzone era:

Ricostruita a Toronto per un film una famosa reggia (7 2 6)

La risposta è:

Casetta in Canada, attraverso il passaggio per Caserta in Canada.

I concorrenti che hanno risposto correttamente e i punti da loro guadagnati verranno pubblicati lunedì prossimo.

Composta, Terricciato, Compost; Lettori; Schiele

luglio 19, 2016

Parole a confronto

Compósta
Dal participio passato composto.
Sostantivo femminile.
1. Conserva di frutta, confettura.
2. Concime misto preparato con sostanze fertilizzanti (letame e simili), stratificate con terra. Sinonimo: terricciato.
3. Pianta della famiglia delle composte.

Terricciàto
Derivato di terriccio.
Sostantivo maschile.
Concime misto, chiamato anche composta o compost, preparato con letame, rifiuti vegetali e altre sostanze concimanti raccolte in un’azienda agricola, il tutto incorporato con terra; si usa per piccoli orti, per semenzai, per letti caldi (cioè per semenzai termici), e anche, spargendolo in copertura, per prati.

Una (parola) giapponese a Roma

Compost [‘kompost]
Voce inglese, dal francese antico compost, e questo dal latino composĭtus, participio passato di componĕre ‘comporre’.
Sostantivo maschile invariabile.
Miscela, simile a un terriccio bruno, soffice, ottenuta mediante triturazione e fermentazione dei rifiuti solidi urbani, e usata come fertilizzante.

I lettori ci scrivono

Riguardo al dubbio di M.Fisk, sull’espressione "Meglio", ci risponde il nostro amico toscano Tommaso Mazzoni.

— Riporto più sotto il link relativo ad un simpatico articolo di Maurizio Bertelli. Il medesimo si riferisce a Firenze, ma io, che abito a Émpoli – circa metà strada fra Palàia (in provincia di Pisa) e Firenze -, posso confermarne l’uso anche qui da noi.
"Meglio", se non addirittura "Meglio Palaia", sempre in senso ironico (ossia per voler significare "peggio"), talvolta lo usiamo tuttora.
www.tuttafirenze.it/meglio-palaia/

Come si dice Schiele?

Recep Tayyip Erdoğan, attuale presidente turco, si dice [re’tSep tai’ip ‘erdoan].

Necrosi, Strain, Strain gauge; Accento; Schiele

marzo 24, 2016

Necròsi
Dal latino tardo necrosis, derivato del greco necros ‘morto’.
Anche, alla greca, nècrosi.
Sostantivo femminile.
In patologia, complesso di alterazioni strutturali irreversibili, dovute a cause di diversissima natura (fisiche, chimiche, microbiche ecc.), che comportano la perdita di ogni vitalità, ossia la morte, di gruppi cellulari, zone di tessuto, porzioni di organo in un organismo vivente.

Una (parola) giapponese a Roma

Strain [strejn]
Voce inglese, dal verbo (to) strain ‘stringere, tirare, forzare’.
Sostantivo maschile invariabile.
(fisica) Variazione della forma e del volume di un corpo sollecitato da forze esterne, Sinonimo: deformazione.

Strain gauge [strejn ‘geidZ]
Voce inglese, composto di strein ‘deformazione’ e gauge ‘calibro’, propriamente ‘misuratore della deformazione’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(fisica) Dispositivo che traduce una deformazione meccanica nella variazione di un’altra grandezza.

L’accento, questo sconosciuto

Si può dire indifferentemente necròsi, al modo latino, oppure nècrosi, al modo greco.

Come si dice Schiele?

Francesco Gonin, pittore e litografo piemontese dell’800, si pronuncia [gonen].

Derelitto, Picker; Lettori; Schiele

marzo 3, 2016

Derelìtto
Dal latino derelictus, participio passato di derelinquere ‘abbandonare’.
Aggettivo.
(antico) Abbandonato: l’Evangelio e i dottor magni Son derelitti (Dante).
Riferito a persona, rimasta o lasciata sola, priva di appoggi familiari o sociali, e per lo più anche priva di mezzi di sostentamento, nell’indigenza: un uomo con molti problemi, derelitto da tutti; tra queste due [Lucia e la mercantessa, nel lazzaretto], afflitte, derelitte, sbigottite, sole in tanta moltitudine, era presto nata un’intrinsichezza (Manzoni); quei poveretti, che erano rimasti soli e derelitti anch’essi (Verga).
Anche sostantivo maschile: ospizio per i derelitti; qualcuno dovrà pur provvedere a quella derelitta.

Una (parola) giapponese a Roma

Picker [‘piker]
Voce inglese, derivato di (to) pick ‘raccogliere, pulire’.
Sostantivo maschile invariabile.
Apparecchio adoperato nella lavorazione dei cappelli di feltro, formato da cilindri forniti di una fitta dentatura che, girando rapidamente, selezionano il pelo liberandolo dalle impurità.

I lettori ci scrivono

La parola a Vizi Coloniali.

— A proposito del "cerchio magico" usato nel linguaggio politico, è singolare come ora il vocabolo più rilevante tra i due (cerchio) sia sparito nella locuzione "giglio magico" (ossia cerchio magico fiorentino). Un po’ come dall’originale "tangentopoli" si è poi passati ai vari "affittopoli", "sanitopoli", "calciopoli" ecc. che etimologicamente strappano più di un sorriso. —

Come si dice Schiele?

I Buddenbrook, famiglia tedesca protagonista di un libro di Thomas Mann, si pronuncia [‘buddenbrook]. Facile, vero?

Epesegetico, Verglas; Schiele; Rovinata; Conchiglie

ottobre 14, 2015

Epesegètico
Derivato di epesegesi.
Aggettivo.
Esplicativo, dichiarativo; si dice in particolare, in stilistica, di una proposizione che si aggiunge a un’altra come sviluppo esplicativo di un concetto già chiaramente enunciato; per esempio la seconda proposizione nel periodo «Raccontami il fatto, come s’è svolto».
In grammatica latina, genitivo epesegetico o dichiarativo o anche appositivo, quello che specifica con una determinazione particolare un concetto generico; per esempio: arbor fici «l’albero del fico», virtus prudentiae «la virtù della prudenza», vox voluptatis «il vocabolo piacere», verbum amandi «il verbo amare», nomen Iulii «il nome (di) Giulio».

Epesegèsi
Dal latino tardo epexegesis, greco epexḗghēsis ‘narrazione aggiunta, spiegazione’, derivato di epexēghêisthai ‘spiegare minutamente’.
Sostantivo femminile.
In stilistica, sviluppo esplicativo di una frase che abbia già in sé senso compiuto.

Una (parola) giapponese a Roma

Verglas [ver’gla]
Voce francese, nella variante antica verreglas, composto di verre ‘vetro’ e glas ‘ghiaccio’.
Sostantivo maschile invariabile.
Strato di ghiaccio che si forma specialmente sulla strada.

Come si dice Schiele?

Alfred Nobel, citato più volte in questo periodo, si pronuncia [‘alfred no’bel], con l’accento sulla e, e non sulla o.
Su spunto di Marco Marcon.

La parola rovinata

MESSICANE
Dure contestazioni calcistiche tipiche dello Yucatan rivolte contro l’asso dell’Argentina.

Di Pietro Scalzo.

Per un pugno di conchiglie

Quarantesimo libro, terzo indizio

Va tutto bene, lettore? Hai già qualche idea a proposito della soluzione? Pensaci, non farti ingannare dalle trappole del curatore. E, magari, parlane con altri, non è mica vietato? Forse conoscerai un lettrice, forse lei potrà aiutarti a trovare la soluzione.