Posts Tagged ‘schiele’

Sbrindellato, Sbrindellare, Brindello, Brandello, Celebi; Schiele; Rovinata

dicembre 9, 2020

Sbrindellàto
Participio passato di sbrindellare.
Aggettivo.
Strappato, rotto: uno dei libri che ho letto quand’ero ragazzo, un’edizione popolare, le pagine tutte sbrindellate (Calvino).
(particolare) Di indumento e simili, lacero, che cade a brandelli: i ragazzi uscivano dalla scuola … avvolti in mantelline militari sbrindellate, diventate cineree per l’uso (Jovine).

Sbrindellàre
Derivato di brindello, col prefisso s- con funzione derivativa.
Verbo transitivo e intransitivo (io sbrindèllo ecc.).
1. (transitivo) Ridurre a brandelli; lacerare.
2. (intransitivo, ausiliare avere) Cadere a brandelli: indossava una giacchetta logora che gli sbrindellava da tutte le parti.

Brindèllo
Probabilmente affine a brano.
Sostantivo maschile.
Straccio, brandello: una giacca a brindelli, logora, stracciata.
Seminar brindelli: (toscano) avere l’abito lacero.

Brandèllo
Probabilmente affine a brano.
Sostantivo maschile.
Brano di stoffa o di altra cosa strappata: aveva il vestito a brandelli, tutto strappato, lacero; un brandello di carne; Di queste case Non è rimasto Che qualche Brandello di muro (Ungaretti).
(figurato) Piccola parte, piccola quantità di qualche cosa: non ha neanche un brandello di astuzia.

Una (parola) giapponese a Roma

Celebì [tSele’bi]
Voce turca.
Sostantivo maschile invariabile.
Titolo onorifico o appellativo di rispetto in uso nel mondo musulmano.

Come si dice Schiele?

Simone Weil, filosofa francese, si pronuncia [si’mon ‘veil].
Kurt Weill, compositore e musicista tedesco, si pronuncia [kurt ‘vail], ma essendo stato naturalizzato statunitense si sente anche dire [kurt wail].

La parola rovinata

AMPALLOSO
Presuntuoso rompiscatole.

Di Franco Palazzi.

Stipo, Stipare, Stipato, Toast; Schiele

giugno 9, 2020

Stìpo
Probabilmente derivato di stipare.
Sostantivo maschile.
Mobile usato per riporvi biancheria, indumenti, oggetti d’uso domestico o anche provviste, usato in vari tipi dall’antichità fino all’Ottocento: uno stipo rinascimentale scolpito.
Stipo a bambocci: ornato di statuine, costruito in Liguria dalla fine del Cinquecento in poi.
Stipone: (accrescitivo, regionale) cassone per la conservazione di oggetti d’uso familiare.

Stipàre
Latino stipare ‘stivare’.
Verbo tansitivo.
1. Ammassare cose e persone in uno spazio molto ristretto: non stipare così le camicie, si sgualciranno tutte; i soldati stiparono i fermati in una cella del carcere.
2. (estensione) Addensare, condensare: Lo sguardo a poco a poco raffigura Ciò che cela ’l vapor che l’aere stipa (Dante); in senso figurato: tante chi stipa Nove travaglie e pene quant’io viddi? (Dante).
3. (intransitivo pronominale) Addensarsi, affollarsi, ammassarsi stando molto stretti e pigiati: furono costretti a stiparsi in otto nello stesso furgone.

Stipàto
Participio passato e aggettivo.
Ammassato in uno spazio ristretto: viaggiare stipati in autobus; e riferito al luogo stesso in cui la gente si accalca: la piattaforma anteriore era così stipata di gente che non si riusciva a scendere.

Una (parola) giapponese da Perilli

Toast [tost]
Voce inglese, dal francese antico tostee, participio passato femminile di toster ‘tostare’.
Sostantivo maschile invariabile.
Fetta di pane leggermente tostata, o coppia di fette sovrapposte contenenti prosciutto, formaggio o altro companatico, successivamente tostate.

Come si dice Schiele?

Edward Albee, autore e drammaturgo statunitense, si pronuncia [{lbi:].

Putrefazione, Saprofito, Overdrive; Schiele

giugno 5, 2020

Putrefazióne
Dal laino tardo putrefactio -onis, derivato di putrefacere ‘putrefare’.
Sostantivo femminile.
Processo di decomposizione prodotto da batteri saprofiti, cui vanno soggette, in determinate condizioni, le sostanze organiche, e che ha la funzione di ridurre a composti estremamente semplici, alcuni dei quali volatili ed emananti un fetore caratteristico, tutte le sostanze proteiche complesse eliminate dagli organismi viventi e quelle degli organismi che hanno cessato di vivere: la putrefazione del pesce, dell’erba; cadavere in stato di avanzata putrefazione.
(figurato) Grave, profonda corruzione morale: una società in putrefazione.

Sapròfito
Composto di sapro- dal greco sapros ‘putrido, marcio’ e -fito dal grecho phyton ‘pianta’.
Aggettivo e sostantivo maschile.
In biologia, di organismo animale o vegetale privo di clorofilla, che si nutre a spese di sostanze organiche in decomposizione; sono tali molti batteri e funghi.

Una (parola) giapponese a Roma

Overdrive [‘overdraiv]
Voce inglese, composto di over ‘sopra’ e drive ‘guida’ e anche ‘spinta, impulso’.
Sostantivo maschile invariabile.
Nelle automobili, meccanismo posto dopo il cambio con lo scopo di diminuire il rapporto tra la velocità del motore e la velocità dell’albero di trasmissione permettendo un notevole risparmio di carburante; è generalmente costituito da un moltiplicatore epicicloidale e da un innesto che realizza la presa diretta. Nelle vetture attuali è generalmente sostituito dalla quinta marcia.

Come si dice Schiele?

Laurence Olivier, attore e regista inglese, si pronuncia [l@Urens olivi’e], con il cognome pronunciato alla francese.

Boccolo, Buccola, Boccola, Sabir; Schiele

maggio 28, 2020

Parole a confronto

Bóccolo
Dal francese boucle, che ha lo stesso etimo dell’italiano boccola.
Sostantivo maschile.
Lungo ricciolo pendente, naturale o artificiale, per lo più nella capigliatura femminile o dei bambini.

Bùccola
Dal francese boucle, che è il latino buccula.
Sostantivo femminile.
1. Lo stesso che boccola nel primo signifiato.
2. Ricciolo di capelli, più comunemente boccolo o buccolo.
3. Nella scrittura corsiva, l’asta delle lettere b, h, l, g, f.

Bóccola
Latino buccula, diminutivo di bucca ‘bocca’.
Sostantivo femminile.
1. Borchia, anello; oggetto a forma d’anello, ciondolo, pendente; orecchino pendente, specialmente se ha forma di anello (più comunemente buccola).
Nel tessuto a maglia, ciascuno degli elementi, consistenti in anse a occhiello, che, intrecciati tra loro, lo costituiscono.
2. Il cuscinetto a strisciamento, quando è formato di un solo pezzo.
Scatola di ghisa o di acciaio, che contiene, protegge e lubrifica il cuscinetto nel quale gira il perno di estremità delle sale dei veicoli ferroviarî e tranviari e attraverso cui, con l’interposizione del molleggio, il peso del veicolo si scarica sugli assi.
3. In elettrotecnica, presa unipolare, costituita, per esempio, da un tubicino metallico, isolato o no dal telaio su cui è montato, nel quale si impegna una spina cilindrica (banana).
4. Figura obbligatoria del pattinaggio artistico sul ghiaccio e a rotelle, che consiste nel percorrere due cerchi, di cui il secondo è più piccolo e tangente al primo: il tracciato che ne deriva è simile a due 3 affrontati; può essere eseguita in quattro varianti, secondo il senso del movimento.

Una (parola) giapponese a Roma

Sabìr
Alterazione dello spagnolo saber ‘sapere, conoscere’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Lingua franca del Mediterraneo, costituita da un lessico prevalentemente italiano e spagnolo con alcune voci arabe, e da un sistema grammaticale estremamente semplificato, usata nei più elementari rapporti di commercio tra europei e arabi, e anche a bordo dei piroscafi mercantili con equipaggi misti fino al secolo XIX.
2. Più genericamente, ogni lingua, di struttura grammaticale semplificata e con un lessico ridotto, nata dal contatto fra comunità linguistiche differenti, soprattutto per gli scambi commerciali.

Come si dice Schiele?

Estée Lauder, fondatrice dell’omonima azienda di cosmetici e profumi, si pronuncia [es’tii ‘l@Uder].

Piramide, Laudum; Schiele

aprile 24, 2020

Speciale museo Egizio (visto che non ci posso andare)

Piràmide
Dal latino pyrmis -idis, e questo dal greco pyramis -idos, nome d’origine incerta, connesso in età ellenistica col greco pir ‘fuoco’, e considerato come allusivo alla forma delle piramidi, assomigliata a quella della fiamma, larga alla base e terminante a punta.
Sostantivo femminile.
1. Imponente monumento tipico dell’antico Egitto, la cui forma è quella del solido geometrico che da tale monumento ha preso il nome, generalmente destinato a coprire o a contenere la camera sepolcrale di un faraone, o comunque collegato con questa: è normalmente una costruzione a base quadrata con quattro facce laterali triangolari, inclinate e convergenti al vertice; il tempio funerario era generalmente posto in corrispondenza della faccia rivolta a est ed era circondato da navi interrate, che si riteneva potessero servire al faraone nell’aldilà, e collegato, da una strada rialzata, a un altro tempio posto a una quota più bassa; la struttura è costituita da tre parti (il nucleo centrale, composto di blocchi di calcare disposti a gradoni, i massi di riempimento e il rivestimento in granito), che si ritiene venissero costruite simultaneamente, uno strato orizzontale alla volta; all’interno si trovano una o più camere sepolcrali con relativi corridoi d’accesso opportunamente chiusi e occultati dopo la cerimonia funebre.
Battaglia delle Piramidi: la prima importante battaglia (1798) di Napoleone durante la campagna d’Egitto, che lo vide vincitore sui Mamelucchi.
Piramidi precolombiane: monumenti a forma piramidale, di dimensioni anche maggiori di quelle delle piramidi egizie, propri dei centri precolombiani dell’America Centrale e Meridionale; in particolare, piramidi a gradini, costruite da Aztechi e Maya, terminanti in alto con una piattaforma su cui sorgeva un tempio.
2. (geometria) Poliedro avente per facce un poligono (detto base) e i triangoli (facce laterali) che congiungono i lati di questo con un punto (vertice) fuori del piano della base: piramide triangolare, quadrangolare ecc., a seconda del numero dei lati della base.
(cristallografia) Una delle forme semplici che possono presentare i cristalli dei sistemi trigonale, tetragonale, esagonale e rombico.
Tronco di piramide: poliedro ottenuto tagliando una piramide secondo un piano parallelo alla base e asportando la piramide compresa fra tale piano e il vertice.
A piramide: locuzione aggettivale e avverbiale, a guisa di piramide, in forma simile a quella della piramide: sacchi ammucchiati a piramide; anche in senso figurato: gerarchia, struttura, organizzazione a piramide.
3. (estensione) Insieme di elementi disposti in modo da formare una figura somigliante a quella della piramide: una piramide di casse, di scatole, di libri.
(sport) Esercizio ginnico, detto anche piramide umana, in cui un atleta sale con i piedi sulle spalle di uno o due altri.
In particolare, nell’alpinismo, metodo applicato nelle ascensioni su tratti di pareti rocciose senza fessure o appigli: uno degli scalatori dopo essersi bene assicurato, fa salire un compagno di cordata sulle sue spalle, in modo che possa raggiungere un appiglio e conficcare un chiodo in una fessura situata in alto, si possono avere anche piramidi di tre o quattro scalatori.
Organizzazione criminale, diffusa specialmente in alcuni paesi come l’Albania o come quelli risultanti dalla dissoluzione della Jugoslavia negli anni ’90 del Novecento, che prometteva mendacemente grandi guadagni ai piccoli investitori inducendoli a consegnarle i proprî risparmî e a impegnarsi a procurare un certo numero di altri clienti.
4. In usi e in locuzioni tecniche, oggetto, formazione, o anche rappresentazione grafica, la cui figura assomiglia a quella di una piramide.
In arboricoltura, forma di allevamento di alberi (pero, melo) potati in modo che dal fusto verticale, alto da 3 a 5 m, si dipartono rami principali che in basso sono più lunghi e divergenti, mentre, a mano a mano che si va verso il vertice della pianta, diminuiscono in lunghezza e divaricazione.
In geografia fisica, piramidi di erosione o di terra, rilievi che si originano sui versanti montuosi o collinosi, costituiti da rocce debolmente resistenti, per l’azione principalmente delle acque meteoriche, le quali scavano nella massa rocciosa numerosi solchi, che, approfondendosi, finiscono per isolarne delle parti a forma grossolanamente piramidale.
In marina, uno dei tre elementi dei segnali di lontananza, costituito da due armature metalliche triangolari rivestite di tela dipinta di nero, che s’intersecano ad angolo retto così da assumere a distanza la forma di piramide.
In anatomia umana, nome dato per similitudine ad alcune formazioni anatomiche, anche microscopiche.
Piramidi di Malpighi: le masse di forma conica che, in numero da 10 a 12, caratterizzano la sostanza midollare del rene.
Piramidi di Ferrein [fe’re]: elementi costitutivi della sostanza corticale del rene, in prolungamento delle piramidi di Malpighi, costituiti da un complesso di 50-100 tubuli uriniferi a decorso rettilineo e strettamente addossati.
Piramidi anteriori, o semplicemente piramidi: formazioni del midollo allungato poste ai lati della linea mediana, costituite da fibre nervose del sistema piramidale.
Piramide del cervelletto: porzione rilevata del verme inferiore del cervelletto.
Piramide delle età o piramide della popolazione: in statistica, particolare rappresentazione grafica della distribuzione dell’età della popolazione di una data zona in un dato anno.
Piramide sociale: rappresentazione grafica della curva dei redditi, la cui denominazione deriva dal fatto che, di regola, il numero degli individui aventi un dato reddito decresce al crescere di quest’ultimo.
Piramide alimentare o degli alimenti: in scienza dell’alimentazione, schema consistente in una piramide sezionata orizzontalmente in più strati, dalla base al vertice, utilizzato per visualizzare le proporzioni degli alimenti da assumere.
Piramide ecologica o trofica: in ecologia, rappresentazione grafica progettata per mostrare la biomassa o la bioproduttività a ciascun livello trofico in un dato ecosistema.

Una (parola) giapponese a Roma

Laudum [‘laudum]
Voce latina medievale, derivato di laudare ‘lodare, approvare’.
Sostantivo maschile invariabile.
Nel diritto medievale, mezzo processuale di accertamento della consuetudine, risalente alla riforma carolingia dell’ordinamento giudiziario. Lauda o laudamenta curiae furono dette le sentenze che avevano per oggetto non la decisione di un singolo caso controverso, bensì l’affermazione di un principio di diritto. Le rendeva il giudice, alla presenza del popolo, dopo avere ascoltato il parere degli scabini, per togliere dubbi ed elidere future contese.

Come si dice Schiele?

Gilgameš, personaggio mitico del Vicino Oriente e protagonista dell’Epopea di Gilgameš, in italiano viene spesso scritto come Gilgamesh o Ghilgamesh, e la pronuncia dovrebbe essere [gilgameS], con entrambe le g dure, riferimento il dizionario della Rai e Wikipedia, ma si sente anche pronunciato [dzilgameS], con la prima g dolce. La Parolata ha sempre usato la prima pronuncia, sappiatelo.