Posts Tagged ‘schiele’

Boccolo, Buccola, Boccola, Sabir; Schiele

maggio 28, 2020

Parole a confronto

Bóccolo
Dal francese boucle, che ha lo stesso etimo dell’italiano boccola.
Sostantivo maschile.
Lungo ricciolo pendente, naturale o artificiale, per lo più nella capigliatura femminile o dei bambini.

Bùccola
Dal francese boucle, che è il latino buccula.
Sostantivo femminile.
1. Lo stesso che boccola nel primo signifiato.
2. Ricciolo di capelli, più comunemente boccolo o buccolo.
3. Nella scrittura corsiva, l’asta delle lettere b, h, l, g, f.

Bóccola
Latino buccula, diminutivo di bucca ‘bocca’.
Sostantivo femminile.
1. Borchia, anello; oggetto a forma d’anello, ciondolo, pendente; orecchino pendente, specialmente se ha forma di anello (più comunemente buccola).
Nel tessuto a maglia, ciascuno degli elementi, consistenti in anse a occhiello, che, intrecciati tra loro, lo costituiscono.
2. Il cuscinetto a strisciamento, quando è formato di un solo pezzo.
Scatola di ghisa o di acciaio, che contiene, protegge e lubrifica il cuscinetto nel quale gira il perno di estremità delle sale dei veicoli ferroviarî e tranviari e attraverso cui, con l’interposizione del molleggio, il peso del veicolo si scarica sugli assi.
3. In elettrotecnica, presa unipolare, costituita, per esempio, da un tubicino metallico, isolato o no dal telaio su cui è montato, nel quale si impegna una spina cilindrica (banana).
4. Figura obbligatoria del pattinaggio artistico sul ghiaccio e a rotelle, che consiste nel percorrere due cerchi, di cui il secondo è più piccolo e tangente al primo: il tracciato che ne deriva è simile a due 3 affrontati; può essere eseguita in quattro varianti, secondo il senso del movimento.

Una (parola) giapponese a Roma

Sabìr
Alterazione dello spagnolo saber ‘sapere, conoscere’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Lingua franca del Mediterraneo, costituita da un lessico prevalentemente italiano e spagnolo con alcune voci arabe, e da un sistema grammaticale estremamente semplificato, usata nei più elementari rapporti di commercio tra europei e arabi, e anche a bordo dei piroscafi mercantili con equipaggi misti fino al secolo XIX.
2. Più genericamente, ogni lingua, di struttura grammaticale semplificata e con un lessico ridotto, nata dal contatto fra comunità linguistiche differenti, soprattutto per gli scambi commerciali.

Come si dice Schiele?

Estée Lauder, fondatrice dell’omonima azienda di cosmetici e profumi, si pronuncia [es’tii ‘l@Uder].

Piramide, Laudum; Schiele

aprile 24, 2020

Speciale museo Egizio (visto che non ci posso andare)

Piràmide
Dal latino pyrmis -idis, e questo dal greco pyramis -idos, nome d’origine incerta, connesso in età ellenistica col greco pir ‘fuoco’, e considerato come allusivo alla forma delle piramidi, assomigliata a quella della fiamma, larga alla base e terminante a punta.
Sostantivo femminile.
1. Imponente monumento tipico dell’antico Egitto, la cui forma è quella del solido geometrico che da tale monumento ha preso il nome, generalmente destinato a coprire o a contenere la camera sepolcrale di un faraone, o comunque collegato con questa: è normalmente una costruzione a base quadrata con quattro facce laterali triangolari, inclinate e convergenti al vertice; il tempio funerario era generalmente posto in corrispondenza della faccia rivolta a est ed era circondato da navi interrate, che si riteneva potessero servire al faraone nell’aldilà, e collegato, da una strada rialzata, a un altro tempio posto a una quota più bassa; la struttura è costituita da tre parti (il nucleo centrale, composto di blocchi di calcare disposti a gradoni, i massi di riempimento e il rivestimento in granito), che si ritiene venissero costruite simultaneamente, uno strato orizzontale alla volta; all’interno si trovano una o più camere sepolcrali con relativi corridoi d’accesso opportunamente chiusi e occultati dopo la cerimonia funebre.
Battaglia delle Piramidi: la prima importante battaglia (1798) di Napoleone durante la campagna d’Egitto, che lo vide vincitore sui Mamelucchi.
Piramidi precolombiane: monumenti a forma piramidale, di dimensioni anche maggiori di quelle delle piramidi egizie, propri dei centri precolombiani dell’America Centrale e Meridionale; in particolare, piramidi a gradini, costruite da Aztechi e Maya, terminanti in alto con una piattaforma su cui sorgeva un tempio.
2. (geometria) Poliedro avente per facce un poligono (detto base) e i triangoli (facce laterali) che congiungono i lati di questo con un punto (vertice) fuori del piano della base: piramide triangolare, quadrangolare ecc., a seconda del numero dei lati della base.
(cristallografia) Una delle forme semplici che possono presentare i cristalli dei sistemi trigonale, tetragonale, esagonale e rombico.
Tronco di piramide: poliedro ottenuto tagliando una piramide secondo un piano parallelo alla base e asportando la piramide compresa fra tale piano e il vertice.
A piramide: locuzione aggettivale e avverbiale, a guisa di piramide, in forma simile a quella della piramide: sacchi ammucchiati a piramide; anche in senso figurato: gerarchia, struttura, organizzazione a piramide.
3. (estensione) Insieme di elementi disposti in modo da formare una figura somigliante a quella della piramide: una piramide di casse, di scatole, di libri.
(sport) Esercizio ginnico, detto anche piramide umana, in cui un atleta sale con i piedi sulle spalle di uno o due altri.
In particolare, nell’alpinismo, metodo applicato nelle ascensioni su tratti di pareti rocciose senza fessure o appigli: uno degli scalatori dopo essersi bene assicurato, fa salire un compagno di cordata sulle sue spalle, in modo che possa raggiungere un appiglio e conficcare un chiodo in una fessura situata in alto, si possono avere anche piramidi di tre o quattro scalatori.
Organizzazione criminale, diffusa specialmente in alcuni paesi come l’Albania o come quelli risultanti dalla dissoluzione della Jugoslavia negli anni ’90 del Novecento, che prometteva mendacemente grandi guadagni ai piccoli investitori inducendoli a consegnarle i proprî risparmî e a impegnarsi a procurare un certo numero di altri clienti.
4. In usi e in locuzioni tecniche, oggetto, formazione, o anche rappresentazione grafica, la cui figura assomiglia a quella di una piramide.
In arboricoltura, forma di allevamento di alberi (pero, melo) potati in modo che dal fusto verticale, alto da 3 a 5 m, si dipartono rami principali che in basso sono più lunghi e divergenti, mentre, a mano a mano che si va verso il vertice della pianta, diminuiscono in lunghezza e divaricazione.
In geografia fisica, piramidi di erosione o di terra, rilievi che si originano sui versanti montuosi o collinosi, costituiti da rocce debolmente resistenti, per l’azione principalmente delle acque meteoriche, le quali scavano nella massa rocciosa numerosi solchi, che, approfondendosi, finiscono per isolarne delle parti a forma grossolanamente piramidale.
In marina, uno dei tre elementi dei segnali di lontananza, costituito da due armature metalliche triangolari rivestite di tela dipinta di nero, che s’intersecano ad angolo retto così da assumere a distanza la forma di piramide.
In anatomia umana, nome dato per similitudine ad alcune formazioni anatomiche, anche microscopiche.
Piramidi di Malpighi: le masse di forma conica che, in numero da 10 a 12, caratterizzano la sostanza midollare del rene.
Piramidi di Ferrein [fe’re]: elementi costitutivi della sostanza corticale del rene, in prolungamento delle piramidi di Malpighi, costituiti da un complesso di 50-100 tubuli uriniferi a decorso rettilineo e strettamente addossati.
Piramidi anteriori, o semplicemente piramidi: formazioni del midollo allungato poste ai lati della linea mediana, costituite da fibre nervose del sistema piramidale.
Piramide del cervelletto: porzione rilevata del verme inferiore del cervelletto.
Piramide delle età o piramide della popolazione: in statistica, particolare rappresentazione grafica della distribuzione dell’età della popolazione di una data zona in un dato anno.
Piramide sociale: rappresentazione grafica della curva dei redditi, la cui denominazione deriva dal fatto che, di regola, il numero degli individui aventi un dato reddito decresce al crescere di quest’ultimo.
Piramide alimentare o degli alimenti: in scienza dell’alimentazione, schema consistente in una piramide sezionata orizzontalmente in più strati, dalla base al vertice, utilizzato per visualizzare le proporzioni degli alimenti da assumere.
Piramide ecologica o trofica: in ecologia, rappresentazione grafica progettata per mostrare la biomassa o la bioproduttività a ciascun livello trofico in un dato ecosistema.

Una (parola) giapponese a Roma

Laudum [‘laudum]
Voce latina medievale, derivato di laudare ‘lodare, approvare’.
Sostantivo maschile invariabile.
Nel diritto medievale, mezzo processuale di accertamento della consuetudine, risalente alla riforma carolingia dell’ordinamento giudiziario. Lauda o laudamenta curiae furono dette le sentenze che avevano per oggetto non la decisione di un singolo caso controverso, bensì l’affermazione di un principio di diritto. Le rendeva il giudice, alla presenza del popolo, dopo avere ascoltato il parere degli scabini, per togliere dubbi ed elidere future contese.

Come si dice Schiele?

Gilgameš, personaggio mitico del Vicino Oriente e protagonista dell’Epopea di Gilgameš, in italiano viene spesso scritto come Gilgamesh o Ghilgamesh, e la pronuncia dovrebbe essere [gilgameS], con entrambe le g dure, riferimento il dizionario della Rai e Wikipedia, ma si sente anche pronunciato [dzilgameS], con la prima g dolce. La Parolata ha sempre usato la prima pronuncia, sappiatelo.

Sistro, Merkhet; Schiele; Lettori; Perle

aprile 22, 2020

Speciale museo Egizio (visto che non ci posso andare)

Sìstro
Dal latino sistrum, greco seistron.
Sostantivo maschile.
Oggetto rituale di bronzo o di più nobile metallo, caratteristico del culto egiziano della dea Iside, che ne era considerata l’inventrice e che lo aveva perciò come attributo, così come i suoi sacerdoti, sacerdotesse o fedeli. Nella forma tipica (ne esistono numerose varianti), consisteva in una lamina a ferro di cavallo, con fori per il passaggio di tre o quattro asticciole mobili trasversali, ripiegate all’estremità, e con manico diritto assicurato alla base, agitando il quale le asticciole, urtando contro la lamina, producevano un suono caratteristico.

Una (parola) giapponese a Roma

Merkhet [mer’ket]
Voce egizia.
Sostantivo maschile invariabile.
(storia, astronomia) Antico strumento astronomico egizio, formato da una foglia di palma avente un intaglio sulla sommità e una squadra col filo a piombo. Veniva usato da due osservatori posti a una distanza nota, traguardando le stelle e utilizzando l’informazione dell’ora, per determinare l’orientamento dei templi o delle piramidi, per osservare il transito al meridiano delle stelle e per misurare l’estensione dei campi coltivati.

Come si dice Schiele? e I lettori ci scrivono

La newsletter della Parolata il 12 novembre 2012 scrisse:

— In italiano si può dire sia Tanzanìa che Tanzània, ma la prima pronuncia è più corretta perché rispetta l’accentazione swahili e inglese. —

Poco dopo ci aveva scritto Alex Merseburger per correggerci, ma pubblichiamo il suo contributo solo ora, speriamo che possa perdonare il colpevole ritardo.
Confermiamo, come dice Alex, che in italiano si possa dire sia Tanzanìa che Tanzània, dove però la prima pronuncia è quella swahili e la seconda è quella inglese (in realtà in inglese si direbbe [tan’tzenia]).
Alex aggiunge anche: "Forse non tutti i lettori sanno che è una Repubblica fondata nel 1964 e il nome, creato ex novo, deriva dalla fusione di Tanganica (provveditorato inglese) con Zanzibar".
Infine aggiungiamo noi che è un toponimo femminile, la Tanzania, ed è sbagliato usarla al maschile.

Perle di notizie

"Ecco gli ospiti di Giovanni Floris, nell’omonima trasmissione ‘Di Martedì’."
Enrico Mentana a fine tg La7. Proposta da Pietro Scalzo.

Stoppia, Stipola, Flash; Schiele; Rovinata

aprile 2, 2019

Stóppia
Latino stŭpŭla o stŭpla, variante di stipŭla.
Sostantivo femminile, usato per lo più al plurale stoppie.
Residui di una coltura erbacea (specialmente frumento o altro cereale) rimasti sul campo dopo il taglio o la mietitura: il sentiero continua per un breve tratto di campi di stoppie con qualche magro ulivo (Levi).
Rottura, abbruciamento delle stoppie: (agraria) operazioni che precedono l’impianto di una nuova coltura: per i solchi grigi le stoppie fumavano accese (Carducci).

Stìpola
Latino scientifico stipula, che è dal latino classico stipŭla ‘stoppia’, adottato da Linneo sulla base del significato che i dizionari dell’epoca davano per stipŭla ‘folia seu vaginae, quibus culmus ambitur’, cioè ‘foglie o involucri intorno a cui gira uno stelo’.
Sostantivo femminile.
In botanica, ciascuna delle due appendici fugaci o persistenti e di solito laminari che si sviluppano alla base delle foglie in piante di diverse famiglie; le stipole possono essere libere o in vario modo concresciute, in numerose piante possono essere modificate in spine, per esempio nella robinia. La funzione delle stipole dipende dalla loro struttura e dal loro sviluppo; in generale funzionano come elementi di protezione delle gemme o come normali organi fotosintetici, soprattutto quando sono piuttosto grandi.

Una (parola) giapponese a Roma

Flash [flaS]
Voce inglese, propriamente ‘lampo’, di origine onomatopeica.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Nella tecnica fotografica, lampo, ottenuto con speciale dispositivo elettrico o elettronico, detto anch’esso flash, o lampeggiatore, per scattare fotografie con scarsa illuminazione.
2. Breve notizia urgente diramata dalle agenzie d’informazione giornalistiche con precedenza sulle altre.
(generico) Breve e rapida notizia, anche trasmessa per radio o per televisione.
3. Nella grafica pubblicitaria, specie di nuvoletta, variamente conformata e contornata, che interrompe lo sfondo del disegno in cartelloni, avvisi pieghevoli, o sulle stesse confezioni dei prodotti, per conferire una più immediata evidenza alle parole in essa inserite (offerte speciali, sconti eccezionali o altre frasi di richiamo).
4. (gergale) Sensazione particolarmente intensa che si prova subito dopo avere assunto alcuni tipi di droghe pesanti, specialmente eroina.
(estensione) Emozione improvvisa, specialmente piacevole: ho incontrato il mio ex fidanzato: che flash!
Ricordo improvviso: appena entrato nella vecchia scuola ho avuto un flash.

Come si dice Schiele?

Il gruppo musicale statunitense punk The Ramones si pronuncia [r@mO:ns].

La parola rovinata

SLOWVENIA
Stato lento nel perdonare.

Di Pietro Scalzo.

Diagonale, Cross-country; Schiele; Rovinata

marzo 29, 2019

Diagonàle
Dal latino diagonalis, rifacimento del greco diagonios, composto di dia ‘attraverso’ e gonia ‘angolo’.
Sostantivo femminile.
1. In geometria, ogni segmento che congiunge due vertici non consecutivi di un poligono: le diagonali di un rettangolo, di un esagono.
Più genericamente, linea trasversale, obliqua, analoga a quella delle figure geometriche: tagliare una stoffa in lungo la diagonale; e come aggettivo: linea diagonale, movimento diagonale e simili.
Diagonale a destra (o trinciato) e diagonale a sinistra (o tagliato): in araldica, due delle quattro linee fondamentali che vanno, rispettivamente, dalla destra del capo alla sinistra della punta dello scudo e dalla sinistra del capo alla destra della punta dello scudo.
Nel gioco degli scacchi, la linea obliqua della scacchiera, costituita da case dello stesso colore che si toccano con i vertici, e lungo la quale si muovono le donne e gli alfieri. Grandi diagonali: le due diagonali che uniscono le quattro case d’angolo o cantoni.
2. Nella costruzione navale in legno, ciascuno dei rinforzi, generalmente metallici, disposti a circa 45° rispetto all’asse della nave, sulla superficie interna del fasciame esterno o sulla faccia inferiore del fasciame dei ponti, specialmente in corrispondenza dei boccaporti.

Aggettivo.
1. Stoffa diagonale, tessuto diagonale: stoffa caratterizzata dalla presenza di fitte linee in rilievo tracciate lungo le diagonali delle maglie elementari formate dalla trama e dall’ordito (anche un diagonale, sostantivo maschile).
Divisa o uniforme diagonale (o più spesso la diagonale, sostantivo femminile): nel linguaggio militare, l’uniforme ordinaria, soprattutto quella invernale, in quanto normalmente fatta di tessuto diagonale, e contrapposta all’uniforme di servizio.
2. Tiro diagonale (o diagonale, sostantivo maschile): nel gioco del calcio o del tennis, tiro, detto anche cross e nel calcio traversone, che imprime alla palla una direzione obliqua rispetto agli angoli e ai lati del terreno di gioco.

Una (parola) giapponese a Roma

Cross-country [kros ‘kantri]
Locuzione inglese, propriamente ‘attraverso la campagna’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
Corsa campestre eseguita a piedi, a cavallo, o in bicicletta (ciclocross), il cui percorso, segnato con bandiere o strisce di carta, si svolge su terreno a fondo erboso con ostacoli per lo più naturali.

Come si dice Schiele?

Marc Ribot, chitarrista jazz statunitense, si pronuncia [mark ‘ri:b@].

La parola rovinata

VESPAIO
Specifica analisi del sangue effettuata due volte per sicurezza.

Di Stefano Bossa.