Posts Tagged ‘marchi’

R- Radioestesia, -estesia, Bylina; Marchi: Cif; La sai!

luglio 10, 2020

Newsletter originale del 31/5/2005

Radioestesìa
Composto di radio- ed -estesia.
Anche radiestesia.
Sostantivo femminile.
Sensibilità alle radiazioni emesse da oggetti, anche distanti; tale facoltà sarebbe posseduta da alcuni individui e da essi utilizzata per scoprire, con l’ausilio di un pendolo o di una bacchetta, acque o minerali sotterranei, persone od oggetti scomparsi o nascosti, come pure per diagnosticare malattie.

-estesìa
Secondo elemento di parole composte della terminologia per lo più medica, derivate dal greco o più spesso formate modernamente, dal greco áisthìsis ‘sensibilità, sensazione, percezione’ (anestesia, iperestesia, sinestesia).

Una (parola) giapponese a Roma

Bylina [bi’lina]
Voce russa, dal passato del verbo byt ‘essere’; propriamente ‘canto di cose passate’.
Sostantivo femminile invariabile.
Canto epico-popolare russo in versi non rimati e disuguali, eseguito da cantori girovaghi e diffuso nell’area slava nei secoli XI-XVI.

Marchi, non parole

Cif
Marchio registrato.
Sostantivo maschile invariabile.
Detersivo casalingo liquido per superfici.

Gloria Trevisan ha trovato un giacimento di parole e marchi?

La sai l’ultima!

Tre cacciatori bianchi vanno in Africa e ogni sera si incontrano per raccontarsi delle proprie imprese.
– Oggi ho preso due leopardi e un’antilope.
– Io un leone e un airone.
– Robetta da nulla: io ho preso sette nosbara.
Il giorno dopo:
– Ottima giornata: ho ucciso un elefante.
– Io quattro antilopi.
– Oggi per me invece ben nove nosbara.
Il terzo giorno:
– Due leoni e una iena.
– Tre antilopi e un ghepardo.
– Per me sei nosbara.
Insospettito il primo cacciatore chiede:
– Scusa, ma che animali sono questi nosbara? Non li ho mai sentiti nominare.
– Esattamente non lo so, però a volte, quando punto il fucile verso un cespuglio, saltano fuori degli animali scuri con le zampe alzate gridando "Nosbara! Nosbara bwana!"

Cripta; Idiota; Maccarone; Marchi: Unitype

giugno 25, 2020

Crìpta
Dal latino crypta, greco krypte, derivato di kripto ‘nascondere, coprire’.
Anche, antico, crìtta.
Sostantivo femminile.
1. Complesso dei sotterranei di un edificio pubblico, per lo più di carattere sacro o cimiteriale, sistemati in modo da consentirne l’accesso e l’uso in relazione con la destinazione dell’edificio stesso.
(particolare) Complesso di vani che si sviluppa nella zona sotterranea di una chiesa, in tutta la sua estensione o limitatamente ad alcune parti, in genere sotto l’altare e il presbiterio.
2. (estensione) In anatomia, piccola cavità anfrattuosa di un organo: cripta tonsillare, sinoviale eccetera.
Cripta stomatifera: (botanica) cavità formata dall’introflessione dell’epidermide nello spessore della foglia, per cui le pareti della cavità sono tappezzate dall’epidermide che porta gli stomi come, per esempio, nell’oleandro.

L’idiota

Maccaròne
Vove dialettale di origine milanese e torinese.
Anche, maccalòne.
Sostantivo maschile.
(dialettale) Stupido.

Marchi, non parole

Unitype [iuni’taip]
Voce inglese, marchio registrato dalla Unitype Company.
Sostantivo femminile invariabile.
Macchina compositrice tipografica a lettere isolate ideata dall’americano J. Thorne nel 1880: riunisce in un solo complesso meccanico tastiera e fonditrice e fa uso di matrici separate contenute in un magazzino.

Ciglio, Descamisado; Marchi: Polo

giugno 19, 2020

Cìglio
Latino cilium ‘palpebra’ poi ‘ciglio’.
Sostantivo maschile (plurale le cìglia, femminile, nei significati 1, 2 e 3; i cigli, maschile, nel significato 4 e, popolare o letterario, anche nel significato 1).
1. L’orlo delle palpebre, fornito di piccoli peli ricurvi, che hanno la funzione di difendere l’occhio
Al plurale, il complesso dei peli che orlano le palpebre.
In un batter di ciglio: in un attimo.
Senza batter ciglio: con fermezza, restando impassibile.
A ciglio asciutto: senza piangere.
(estensione) Sopracciglio: ciglia folte, rade, nere; inarcare le ciglia per la meraviglia; Biondo era e bello e di gentile aspetto, Ma l’un de’ cigli un colpo avea diviso (Dante). (poetico) Occhio, sguardo: il ciglio mio Supplichevol vedesti (Leopardi); Le avverse forze tremano Al mover del suo ciglio (Manzoni).
Aguzzare le ciglia (più comunemente aguzzare gli occhi o la vista): fissare intensamente lo sguardo avvicinando le sopracciglia e stringendo le palpebre: ver’ noi aguzzavan le ciglia Come ’l vecchio sartor fa ne la cruna (Dante).
2. Ciglia vibratili: (biologia) esili filamenti contrattili, di origine protoplasmatica, connessi alla superficie libera di alcune cellule (come gli epiteli vibratili che tappezzano le vie respiratorie, l’epididimo, l’ovidutto degli animali superiori) o microrganismi (batteri e protozoi ciliati), e dotati di movimenti ritmici.
(botanica) Peli sottilissimi disposti come le ciglia delle palpebre, per esempio al margine di una foglia.
3. (zoologia) Altro nome della barbicella della penna degli uccelli.
4. Orlo, lembo estremo d’una strada lungo un solco, un fosso, un canale, un precipizio: il ciglio della strada; fermarsi lungo il ciglio del precipizio.
Ciglio di fuoco: nelle opere fortificate, l’intersezione del pendio del parapetto con la scarpa interna.

Una (parola) giapponese a Roma

Descamisado [deskami’sado]
Voce spagnola, propriamente ‘scamiciato’.
Aggettivo e sostantivo maschile (plurale descamisados).
(storia, usato per lo più al plurale) Termine con cui si designarono in Spagna i difensori della costituzione di Cadice del 1812. Successivamente, il nome è stato dato anche, in Argentina, ai partigiani di Juan Domingo Perón.

Marchi, non parole

Marco Marcon ci dice che la "polo", la maglia a maniche lunghe o corte, di filato leggero o pesante, con colletto a camicia chiuso da qualche bottone, originariamente era un marchio registrato della Ralph Lauren Corporation.

Lascivia, Lascivo, Liscivia, Ranno; Marchi: Vim; Dubbi

marzo 27, 2020

Newsletter originale del 30/5/2005

Parole a confronto

Lascìvia
Dal latino lascivia(m), derivato di lascivus ‘lascivo’.
Sostantivo femminile.
1. Sensualità licenziosa; lussuria.
2. Atto lascivo.

Lascìvo
Dal latino lascivu(m).
Aggettivo.
1. Che ha o dimostra lascivia; che è pieno di lascivia o induce alla lascivia; impudico, licenzioso, lussurioso: un uomo lascivo; atti, discorsi lascivi; sguardi lascivi.
2. (antico) Vivace, allegro, scherzoso: Non fate com’ agnel che lascia il latte / della sua madre, e semplice e lascivo / seco medesmo a suo piacer combatte (Dante).

Liscìvia
Latino lixivia(m), derivato di lixa ‘ranno’.
Popolare: liscìva.
Sostantivo femminile.
1. Soluzione acquosa dei composti solubili contenuti nella cenere, usata come detersivo; ranno.
2. (chimica) Soluzione di composti inorganici alcalini per impieghi industriali.

Rànno
Dal longobardo rannja; da cui deriva anche la parola del tedesco moderno rinnen ‘grondare, gocciolare’.
Sostantivo maschile.
Miscuglio di cenere e acqua bollente usato in passato per lavare i panni.
Buttar via il ranno e il sapone: (figurato) perdere tempo e fatica.

Marchi, non parole

Vim
Marchio registrato della Clorex.
Sostantivo maschile invariabile.
Detersivo casalingo in polvere per superfici.

Gloria Trevisan: una nuova, inaspettata concorrente sfida il nostro campione Marcon.

I grandi dubbi

Ecco una nuova rubrica che vi svelerà qualsiasi dubbio possiate avere. Chi ha un perché, ma anche un come, un dove, un quando, può proporlo sulla rubrica, e magari anche rispondersi da solo. Potete inviare i vostri perché o le vostre risposte sugli argomenti più disparati alla redazione: redazione@parolata.it.
Iniziamo con il primo perché.

Perchè le pubblicità delle mutande da donna, ad esempio l’ultima della Cotonella, con scritta "perché non ci provi", propone donne seminude in pose lascive? Se sono le donne che comprano le mutande da donna, la pubblicità non dovrebbe essere indirizzata a loro? Non sarà che i "creativi" della pubblicità non sono così creativi e, se una formula (la donna nuda e lasciva) funziona, la ripropongono ovunque, anche a sproposito?

Polirematico, Bizzeffe, Plateresco; Marchi: Fantacalcio; Perle

marzo 26, 2020

Newsletter originale del 27/5/2005

Poliremàtico
Composto di poli- e un derivato del greco réma ‘parola’.
Aggettivo.
(linguistica) Si dice di espressione linguistica di due o più parole, non modificabile, che ha nel lessico l’autonomia di una parola singola; locuzione. Ad esempio la locuzione "a bizzeffe".

Bizzèffe
Dall’arabo biz-zaf o biz-zef ‘molto’.
Solo nella locuzione avverbiale a bizzeffe, in grande quantità, in abbondanza.

Una (parola) giapponese a Roma

Platerésco
Spagnolo plateresco, da platero ‘argentiere’, da plata ‘argento’.
Aggettivo (plurale maschile platereschi).
Detto di stile architettonico ricco d’ornati gotici e rinascimentali fiorito in Spagna nel XVI secolo.

Marchi, non parole

Fantacàlcio
Marchio registrato dello Studio Vit Srl.
Sostantivo maschile.
Gioco basato sui rendimenti dei giocatori di calcio immaginati in squadre virtuali.

Perle dai porci

"Roastbeef hai funghi"
Sul menù di una mensa.

Fornita da Roberto Giai Meniet.