Posts Tagged ‘marchi’

Gagliardetto, Saxhorn; Marchi: Formalina; Rovinata

giugno 21, 2018

Gagliardétto
Diminutivo di gagliardo che, come sostantivo, indicò anticamente la bandiera principale di un bastimento.
Sostantivo maschile.
Nella marina militare moderna, piccola bandiera rettangolare col battente tagliato a coda di rondine, usata come insegna o per segnalazione; nell’antica marina remica aveva forma triangolare ed era issata sull’albero delle galee. Con quest’ultima forma è stato adottato come insegna, in tempi recenti, anche da formazioni militari e paramilitari, sportive ecc.

Una (parola) giapponese a Roma

Saxhorn [saksorn]
Voce inglese, composto del cognome del costruttore di strumenti musicali belga A. Sax, che perfezionò questo strumento, l’invenzione è dovuta al padre Ch.-J. Sax, e di horn ‘corno’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. (musica) Strumento a fiato di ottone dotato di pistoni, formato da un tubo cilindrico ricurvo che diventa conico alla fine del padiglione; simile al flicorno, con suono scuro e opaco, è impiegato esclusivamente nelle bande.
2. (musica) Nome inglese e tedesco del flicorno.

Marchi, non parole

Formalìna
Dall’inglese Formalin, propriamente marchio di fabbrica, derivato di formal(dehyde) ‘formaldeide’.
Sostantivo femminile.
Soluzione acquosa al 35-40% di aldeide formica, contenente quantità variabili (dall’8 al 15%) di alcole metilico; è un liquido limpido, caustico, incolore, di odore pungente che, riscaldato, sviluppa vapori di aldeide formica, per cui è usato come disinfettante e deodorante di oggetti e locali, e come conservante di pezzi anatomici o d’altro materiale organico. La preparazione industriale di soluzioni acquose di formaldeide fu iniziata nel 1889 dalla ditta Merklin e Lösekann di Linden (Hannover) ma il nome sembra che sia stato coniato dalla Schering AG nel 1893.

Da Marco Marcon.

La parola rovinata

IMPICCHMENT
Ingerenza partitica nella nomina dei ministri.

Di Pietro Scalzo.

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Duralluminio, Pompon; Marchi; Perle

giugno 18, 2018

Marchi, non parole

Durallumìnio
Derivato dal nome della fabbrica Dürener Metallwerke di Düren (Germania), che sviluppò il brevetto, con l’aggiunta di alluminio.
Anche duraluminum, duraluminium, dural.
Sostantivo maschile.
Tipo di lega leggera a base di alluminio e rame, largamente usata nelle costruzioni aeronautiche per la notevole resistenza a trazione in rapporto al basso peso specifico. Il nome in ambiente tecnico è ora desueto, sostituito dalla sigla AA2024 che identifica la lega di alluminio, rame, manganese e magnesio che ne ha preso il posto.

Proposta da Marco Marcon.

Una (parola) giapponese a Roma

Pompon [pom’pon]
In origine, nel XVI secolo, voce infantile.
Fiocco, nappa di lana, di seta o altro, usati come guarnizione di berretti o abiti e, nell’arredamento, come finitura di cordoni, passamanerie e simili.
Ragazza pompon: (per traduzione dell’inglese pompon girls) quelle che, inizialmente in America, sostengono le squadre ai bordi del campo negli incontri sportivi, ornate vistosamente di nappe colorate.
Adattamenti italiani: pon-pon, pompò, (più raro) pompóne.

Perle linguistiche

Questo pianoforte elettronico con 88 tasti sarà un’ottima scelta per principianti e livello intermediario.

Sentita da Pietro Scalzo.

Furfante, Null modem; Marchi; Rovinata

maggio 31, 2018

Furfànte
Participio presente di forfare.
Sostantivo maschile e femminile.
1. (antico) Persona di vile condizione.
2. Persona senza scrupoli, capace delle peggiori azioni e di ogni sorta d’imbrogli per ottenere vantaggi: sono degli autentici furfanti. Talvolta con significato attenuato, in usi scherzosi analoghi a quelli di birbante: che cos’hai combinato, furfante che non sei altro?; se un furfantone volesse saper dov’io sono, per farmi qualche brutto tiro (Manzoni).

Forfàre
Dal francese antico for(s)faire, composto di fors ‘fuori’ e faire ‘fare’.
Anche forfàre.
Verbo intransitivo (coniugazione come fare; ausiliare avere).
(antico) Commettere il male, agire malamente: furfare ad alcuno, recargli danno.

Una (parola) giapponese a Roma

Null modem [null ‘modem]
Locuzione inglese, composto di null ‘nullo, assente’ e modem ‘modem’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile e aggettivale invariabile.
(informatica) Cavo che collega due calcolatori in modo da permettere la comunicazione tra di loro senza modem.

Marchi, non parole

Formalìna
Dall’inglese Formalin, propriamente marchio di fabbrica, derivato di formal(dehyde) ‘formaldeide’.
Sostantivo femminile.
Soluzione acquosa al 35-40% di aldeide formica, contenente quantità variabili (dall’8 al 15%) di alcole metilico; è un liquido limpido, caustico, incolore, di odore pungente che, riscaldato, sviluppa vapori di aldeide formica, per cui è usato come disinfettante e deodorante di oggetti e locali, e come conservante di pezzi anatomici o d’altro materiale organico. La preparazione industriale di soluzioni acquose di formaldeide fu iniziata nel 1889 dalla ditta Merklin e Lösekann di Linden (Hannover) ma il nome sembra che sia stato coniato dalla Schering AG nel 1893.

Marchio di Marco Marcon.

La parola rovinata

LUTERAMO
Relativo alla grande tradizione protestante abruzzese.

Di Pietro Scalzo.

Cianfrusaglia, Yunga; Marchi: Dittafono; Rovinata

aprile 4, 2018

Cianfruṡàglia
Voce onomatopeica, oppure composto di ciancia e fruscolo ‘pezetto’, col sufffisso -aglia.
Anche cianfruscàglia.
Sostantivo femminile.
Cosa minuta e senza valore; nel plurale, e anche nel singolare collettivo, congerie di oggetti inutili e di nessun valore: un cassetto, un negozio pieno di cianfrusaglie.

Una (parola) giapponese a Roma

Yunga [‘junga]
Voce spagnola di origine quechua.
Anche usato nella forma plurale, yungas.
Sostantivo femminile invriabile.
Valli orientali della cordigliera delle Ande, caratterizzate dal clima caldo, con produzione di cacao, di coca e di un rinomato caffè. Nor Yungas e Sud Yungas sono province della Bolivia nel dipartimento di La Paz.

Marchi, non parole

Dittàfono
Dall’inglese dictaphone, composto del latino dictare ‘dettare’ e il greco phone ‘voce’, marchio registrato dalla Columbia Graphophone Company nel 1907.
Sostantivo maschile.
1. Apparecchio con altoparlante usato per comunicare fra un ambiente e l’altro.
2. Magnetofono per la registrazione e l’immediata riproduzione dei suoni e soprattutto di brani parlati, usato specialmente per la dettatura della corrispondenza.

Marco Marcon ci propone questo marchio desueto.

La parola rovinata

DOPPIAMENTE
Quando per il grasso in eccesso, generalmente due volte la quantità normale, si forma un rigonfiamento sotto il cervello.

Fittizio, Zeitgeist; Marchi: Cementite; Rovinata

marzo 16, 2018

Fittìzio
Dal latino ficticius, derivato di fictus, participio passato di fingere ‘plasmare, fingere, immaginare’.
Aggettivo.
Che è diverso da ciò che appare o che altri vorrebbe far apparire, quindi privo di realtà, finto, immaginario: colui non par corpo fittizio (Dante); dirimpetto vedesi la figura d’altro tempio non reale, ma fittizio, formato nelle nuvole dal riverbero del tempio reale (Gozzi).
Maggioranza fittizia: ottenuta con vari espedienti e perciò non effettiva.
Anno fittizio: (astronomia) l’anno tropico, qualora lo si faccia iniziare a partire dall’istante in cui la longitudine media del Sole è 280° esatti (epoca sempre prossima al 1° gennaio)
Forze fittizie: (meccanica) uguali a forze inerziali o apparenti del moto relativo, in contrapposizione a forze effettive.

Una (parola) giapponese a Roma

Zeitgeist [‘zaitgaist]
Voce tedesca, composto di Zeit ‘tempo’ e Geist ‘spirito’, diffusa a seguito del suo utilizzo da parte del filosofo Johann Gottfried Herder come traduzione dell’espressione latina genius saeculi.
Sostantivo tedesco invariabile.
Espressione coniata nell’ambito della filosofia romantico-idealistica tedesca tra i secoli XVIII e XIX, e tradotta in italiano «spirito dei tempi», con cui si suole indicare il clima ideale, culturale, spirituale che si considera caratteristico di un’epoca.

Marchi, non parole

Cementìte
Derivato di cemento.
Sostantivo femminile (plurale cementiti).
1. (metallurgia) Carburo di ferro, duro, leggero e fragile, costituente dell’acciaio e della ghisa.
2. Nome commerciale di una vernice opaca usata in genere come fondo su cui stendere le altre vernici nella tinteggiatura di muri, infissi ecc, essenzialmente costituita da olio di lino crudo, pigmenti, in genere bianchi, sostanze essiccative e un solvente volatile. Marchio registrato del Colorificio Tassani.

Marchio di Marco Marcon.

La parola rovinata

PISELLONE
Grattacielo simbolo fallico di governo regionale celodurista.

Di Franco Palazzi.