Posts Tagged ‘marchi’

Dilagare, Camper; Marchi: Grammofono; Schiele; Rovinata

marzo 27, 2019

Dilagàre
Derivato di lago, con il prefisso di- ‘moto’.
Verbo intransitivo (io dilàgo, tu dilàghi; ausiliare avere o essere).
Riferito ad acque, diffondersi rapidamente e largamente sul terreno, in modo da formare come un lago: il fiume straripò dilagando per la campagna; con uso iperbolico: il pianto gli dilagava sulle guance, gli bagnava la sigaretta ciondoloni dalle labbra (Pratolini); raro con la particella pronominale: la piena si dilagò nella valle.
(estensione, poetico) Della luce: dolce notte, Chiara per dilagar di luna piena (Negri).
(figurato) Diffondersi largamente e rapidamente, detto soprattutto di costumi e comportamenti sociali negativi: l’epidemia è dilagata in tutta la regione; e con uso sostantivato: il dilagare dell’assenteismo è un fenomeno preoccupante.

Verbo transitivo.
(antico) Allagare: ondeggiò il sangue per campagna, e corse Come gran fiume, e dilagò le strade (Ariosto).

Una (parola) giapponese a Roma

Camper [ka’mper, in italiano pronunciato comunemente ‘kamper]
Voce inglese, derivato di (to) camp ‘campeggiare’; propriamente ‘campeggiatore’.
Sostantivo maschile invariabile.
Mezzo di trasporto per turismo e vacanze, costituito di un autofurgone con la parte posteriore al vano di guida attrezzata per l’abitazione in modo analogo alla roulotte.

Contro ogni aspettativa "camper" non entra nella rubrica dell’inglese maccheronico: in Gran Bretagna significa effettivamente ciò che rappresenta in Italia, mentre negli Stati Uniti significa caravan, cioè roulotte. Il nome più in uso per indicare il camper, sia in Gran Bretagna che in USA, è comunque motorhome.

Marchi, non parole

Grammòfono
Dal greco gramma "lettera, segno" e -fono "suono", marchio registrato creato da E. Berliner, successivamente a fonografo (di Thomas Alva Edison) e grafofono (di Graham Bell e C. S. Tainter). Il marchio appartenne prima alla Berliner Gramophone che diventò poi Deutsche Grammophon, dal 1999 parte della Universal Music Group (UMG).
Sostantivo maschile.
Sinonimo, più diffuso in passato nell’uso corrente, di fonografo, cioè apparecchi per riproduzione acustica su disco, siano essi a incisione e riproduzione meccanica o elettromagnetica.

Grazie a Marco Marcon.

Come si dice Schiele?

Eugene Ionesco, autore e drammaturgo rumeno naturalizzato francesce, si pronuncia [9’Zen iones’ko].

La parola rovinata

DISCORRERE
Camminare.

Di Pietro Scalzo.

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Spesso, Muntaz; Marchi: Auditel

marzo 7, 2019

Spésso
Latino spissus.
Aggettivo.
1. Che si presenta denso e fitto: su tutta la zona c’era un fumo spesso e nerastro.
(antico o regionale) Con riferimento alla densità di un liquido, di un fluido: una minestra troppo spessa; Bollia là giuso una pegola spessa (Dante); o con il significato di folto: foresta spessa; un albero dai rami spessi.
Che ha notevole spessore (in contrapposizione a sottile): stoffa piuttosto spessa; la tavola di legno deve essere spessa almeno cinque centimetri.
2. Numeroso, frequente: di che nascano le spesse ribellioni (Machiavelli); l’anatomia nacque con la spessa osservazione degli aruspici sull’entragne delle vittime (Vico); percote a spessi tocchi Antico un plettro il tempo (Foscolo), il tempo percuote con tocchi frequenti un’antica lira. Nell’uso moderno soltanto nella locuzione avverbiale spesse volte, frequentemente.

Spésso
Uso avverbiale dell’aggettivo spesso, sviluppatosi già alle origini della nostra lingua.
Avverbio.
Frequentemente, ripetutamente, molte volte: Quanto in femmina foco d’amor dura, Se l’occhio o ’l tatto spesso non l’accende (Dante); E spesso tremo e spesso impallidisco (Petrarca); ci vediamo molto spesso; al cinema ci vado ormai sempre meno spesso.
Rafforzato con l’iterazione: si trova spesso spesso nei guai; o con l’aggiunta di volentieri, per lo più ironico: spesso e volentieri arriva tardi agli appuntamenti.

Una (parola) giapponese a Roma

Muntaz [mun’tats]
Adattamento dell’amarico e tigrino munṭāz, dall’arabo mumtāz ‘scelto, distinto’.
Sostantivo maschile invariabile.
(storia) Graduato di truppa, il primo dei gradi militari dei gregari delle truppe di colore nelle ex colonie italiane.

Marchi, non parole

Àuditel
Marchio registrato della società omonima che effettua questo rilevamento in Italia, composto dell’inglese audi(ence) e tel(ematica).
Sostantivo maschile invariabile.
Indice di ascolto delle trasmissioni televisive, rilevato con metodi statistici su un campione di telespettatori

Grazie a Marco Marcon.

Manfano, Pampano; Marchi e uomini: Jumar; Accento; Perle

febbraio 26, 2019

Mànfano
Latino tardo mamphur -uris, che indicava un arnese del tornitore, incrociato con pampano.
Sostantivo maschile.
1. (regionale) Il cocchiume (foro e tappo) della botte.
2. (regionale) Lo stesso che manfanile, il maggiore dei due bastoni del correggiato, tenuto in mano dal battitore.
3. (figurato, toscano) Membro virile.
Persona sornionamente scaltra e furba, marpione: questi suoi contadini son proprio dei manfani (Pratolini).
Persona volgare e prepotente.

Correggiàto
Derivato di correggia, cinghia.
Anche coreggiàto.
Sostantivo maschile.
Arnese per la battitura dei cereali e di altre piante da seme, formato da due bastoni, detti rispettivamente manfanile (quello più lungo che costituisce il manico) e vetta, uniti da una correggia di cuoio (gómbina).

Pàmpano
Sostantivo maschile.
Variante di pampino, popolare in Toscana, altrove sentita come letterario: anche l’uve nascondevano, per dir così, i pampani, ed eran lasciate in balìa del primo occupante (Manzoni).

Marchi, non parole e Uomini e parole

Jumar [‘ZHumar]
Voce francese, composto dal nome di due alpinisti, Jü(sy) e Mar(ti), e nome della ditta che ne ha depositato il marchio.
Sostantivo femminile invariabile e aggettivo invariabile.
In alpinismo e speleologia, maniglia jumar o semplicemente jumar, maniglia autobloccante di metallo leggero usato per salire o scendere lungo una corda in esso impegnata: è conformato internamente in modo che, una volta impugnato, possa scorrere rispetto alla corda solo quando non è sottoposto a trazione dal peso dell’alpinista.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice mànfano, come d’altronde si dice pàmpino e pàmpano.

Perle linguistiche

"Queste scarpe hanno un tacco davvero esilerante (sic)."
In una televendita. Voleva essere indicato come un pregio.

Grugno; Marchi, Arte: Taser; Abita; Rovinata

febbraio 1, 2019

Grùgno
Affine a grugnire.
Sostantivo maschile.
1. Il muso del maiale e del cinghiale, detto anche grifo, e meno comunemente d’altri animali.
2. (estensione scherzosa o spregiativa) Il viso dell’uomo: làvati il grugno, non vedi come sei sporco!; quattro o sei Eterogenei Grugni plebei (Giusti).
Fare il grugno, tenere grugno, mettere su grugno e simili: espressione corrucciata del volto, broncio, anche usato con i derivati ingrugnare e ingrugnire: tornai alla mia tana col maggior grugno del mondo (Nievo).

Una (parola) giapponese a Roma, Marchi, non parole, Parole d’arte

Taser [‘taser]
Voce inglese, acronimo dell’inglese Thomas A. Swift’s Electronic Rifle ‘Fucile elettronico di Thomas A. Swift’, pistola elettrica ideata nel 1969 da Jack Cover e depositata come marchio commerciale dalla TaserInternational Inc.
Sostantivo femminile invariabile.
Pistola elettrica, anche nota come storditore elettrico o dissuasore elettrico, fa uso dell’elettricità per paralizzare i movimenti del soggetto colpito facendone contrarre i muscoli, è usata come arma da difesa.

Ci segnala Marco Marcon che Thomas A. (Tom) Swift è il personaggio di una serie di romanzi e fumetti per ragazzi di inizio ‘900, il cui nome è stato usato dall’inventore della pistola elettrica Jack Cover per formare l’acronimo che ne è diventato il marchio, quindi ci troviamo di fronte a un esempio di marchio commerciale derivato da un personaggio letterario.

Abita come mangi

Gli abitanti di Palestrina, in provincia di Roma, si chiamano prenestini, dal nome latino della città Præneste.

La parola rovinata

Speciale filosofia

METODO SPERIMMENTALER
La catena produttiva delle industrie casearie svizzere.

Di Pietro Scalzo.

Procace, Fohn; Marchi; Appunto; Universali; Rovinata

dicembre 7, 2018

Procàce
Dal latino procax -acis, propriamente ‘sfrontato nel chiedere, petulante’, derivato del tema di procari ‘chiedere’, affine a prex -ecis ‘preghiera’.
Aggettivo.
1. (letterario) Che si comporta con eccessiva audacia; sfacciato, insolente: s’altri è sì procace Ch’osi rider di te (Parini). 2. Provocante, licenzioso, tale da costituire un richiamo eccitante ed erotico: una ragazza giovane e procace; una procace bellezza bionda; sguardi procaci; donne dalle forme procaci.

Una (parola) giapponese a Roma e Marchi, non parole e L’appunto

Fohn
Voce tedesca, dall’antico alto-tedesco phōnno, che è dal latino favonius ‘vento di ponente’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Vento locale che soffia da sud, ma talvolta anche da nord, per un dislivello barometrico tra i due versanti alpini e che, perduta la sua umidità nella salita, si riscalda notevolmente nella discesa; porta cielo sereno e visibilità ottima ma provoca talora la precoce fusione di nevi e di ghiacci dando luogo a valanghe e inondazioni.
Sindrome del Fohn: (medicina) forma di meteoropatia che si osserva nelle regioni in cui spira questo vento, si manifesta con astenia, nervosismo, angoscia, disturbi del sonno.
2. Marchio depositato di un tipo di asciugacapelli; il termine è anche usato, minuscolo, e spesso adattato foneticamente e graficamente in fon, per indicare genericamente l’asciugacapelli. La società Sanitas ha presentato nel 1908 il primo asciugacapelli con il nome di modello Foen, il marchio Foen è stato rilevato nel 1957 dall’AEG.

In italiano l’asciugacapelli si può scrivere fon o fohn, mentre phon è sbagliato e non esiste, nemmeno in lingua inglese, nella quale si dice hairdryer.

Ringraziamo per tutto ciò Marco Marcon.

Parole universali

Cacciare significa sia "dare la caccia, cercare o inseguire animali o qualcuno", sia "allontanare, far fuggire, mandar via o fuori".

La parola rovinata

Speciale filosofia

ARISTATTILE
Grande filosofo ceco.

Di Pietro Scalzo.