Posts Tagged ‘antonomasia’

Bolso, Bolsaggine, Fretting; Antonomasia

giugno 17, 2020

Bólso
Latino vulsus, participio passato di vellere, propriamente ‘strappato’.
Aggettivo.
1. Malato di bolsaggine: cavallo bolso.
2. Di persona, asmatico, che respira male.
(estensione) persona debole, fiacca; anche figurato: [il Testi] procede bolso e anfanato nelle sue odi cardinalizie (Carducci).
3. (figurato) Di stile, componimento, eloquenza e simili, gonfio, che ostenta una forza che non ha.

Bolsàggine
Derivato di bolso.
Sostantivo femminile.
1. Manifestazione sintomatica di vari stati morbosi del cavallo, caratterizzata da un’alterazione del respiro, con un particolare contraccolpo durante l’espirazione: è causata principalmente da affezioni bronco-polmonari croniche.
2. (figurato) Di persona o anche di stile e simili, gonfiezza, ostentazione vacua, con riferimento agli usi figurati di bolso.

Una (parola) giapponese a Roma

Fretting [‘frettin]
Voce inglese, derivato di (to) fret ‘sfregare, corrodere’.
Sostantivo maschile invariabile.
Corrosione, in genere lenta e con effetti esteriori non troppo vistosi, subita da una superficie metallica che si trovi a contatto diretto con altre superfici metalliche o con materiali solidi in genere.

L’antonomasia e il soprannome

Il papa buono, per antonomasia, è Giovanni XXIII. La Parolata non accetterà e non pubblicherà facezie su cosa dovrebbero essere, quindi, gli altri papi.

Palla, Pallio, Palio, Entraineuse; Antonomasia

maggio 22, 2020

Parole a confronto

Pàlla
Dal latino palla, di origine incerta.
Sostantivo femminile.
Abito indossato dalle matrone romane, dagli attori e dai musicisti greci; consisteva in un telo rettangolare di stoffa che si avvolgeva al corpo come la toga.

Pàllio
Dal latino pallium, affine a palla ‘indumento’; nel quarto significato, forma italianizzata del latino scientifico pallium.
Sostantivo maschile.
1. Indumento degli antichi Romani, consistente in un telo di forma rettangolare, generalmente bianco, che veniva indossato sopra la tunica avvolgendolo intorno al corpo e fermandolo sul collo o sul petto; di origine greca, era preferito, per la sua semplicità, alla toga e usato specialmente da chi esercitava professioni in qualche modo connesse con la cultura greca (filosofi, oratori, medici, poeti).
2. (estensione, letterario) Manto, mantello in genere: se cuore potesse mai battere sotto il pallio dei pedagoghi (Mazzini); o anche drappo di stoffa pregiata, adoperato per abiti lussuosi, o come copertura, come stendardo e simili, oppure come premio concesso al vincitore in speciali gare.
(figurato) Maschera, falsa apparenza, specialmente nella locuzione sotto il pallio di: sotto il pallio dell’amicizia.
3. Nella liturgia cattolica, fascia circolare di lana bianca, che si fa passare intorno al collo; è ornata di 6 piccole croci, ha un pendente anteriore e uno posteriore, e i due lembi estremi terminano con piccole lastrine di piombo coperte di seta nera; è riservata al papa, agli arcivescovi, ai patriarchi e ai primati: lo fece ordinar vescovo, e con le sue mani in consistorio gli diede il pallio patriarcale (Sarpi).
La dignità vescovile.
4. In zoologia, altro nome del mantello dei molluschi, ripiegatura cutanea che ne riveste il corpo, secerne la conchiglia, e delimita la cavità paleale.
In anatomia comparata, la parete dorsale del telencefalo, che ricopre in forma di volta i ventricoli.

Pàlio
Variante di pallio.
Sostantivo maschile.
1. Drappo riccamente intessuto o ricamato o dipinto, assegnato come premio al vincitore di gare disputate in varie città italiane nel Medioevo, nel Rinascimento e ancora oggi, in occasione di determinate feste religiose.
La gara stessa nella quale viene offerto il drappo in premio al vincitore: vincere, perdere il p.; correre il p.; assistere al palio.
Palio di Siena: corsa di cavalli disputata ogni anno a Siena nei giorni 2 luglio e 16 agosto, cui partecipano 10 contrade, ciascuna rappresentata da un cavallo montato a pelo da un fantino; si svolge su tre giri della piazza del Campo appositamente preparata, ed è preceduta da una sfilata con armi e bandiere.
(estensione) Essere, mettere in palio, essere o mettere a disposizione dei vincitori di una gara sportiva, di un concorso, di una lotteria, come premio o come risultato conseguibile: è in palio il titolo europeo; sono stati messi in palio anche numerosi premî di consolazione.
2. (antico) Drappo, panno.
(antico) Baldacchino.
(antico) Paliotto d’altare.

Una (parola) giapponese a Roma

Entraîneuse [antren2s]
Voce francese, derivato di entraîner ‘trascinare, trarre con sé, intrattenere ‘.
Sostantivo femminile invariabile.
Giovane donna che presta servizio in locali notturni con l’incarico d’intrattenere i clienti, inducendoli alla consumazione di cibi raffinati e, soprattutto, di bevande costose.

L’antonomasia e il soprannome

Il Palio per antonomasia è il palio di Siena.

Hyksos, Winch; Yokopoko; Antonomasia

aprile 3, 2020

Speciale museo Egizio (visto che non ci posso andare)

Hỳksos
Il nome deriva dalla forma grecizzata delle parole egiziane che significano sovrano dei paesi stranieri.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
Nome degli stranieri, in parte semiti, che occuparono l’Egitto e vi dominarono durante le dinastie 15ª-17ª. La riscossa egiziana contro gli Hyksos, iniziata da Kamosi, fu portata a termine da Ahmosi (1550-1525 a.C.), che conquistò la loro capitale Avari (ora Tell el-Dab’a) e li batté in Siria. Gli studiosi tendono a vedere nell’invasione degli Hyksos uno sconfinamento, in buona parte pacifico, nelle regioni orientali del Delta, di tribù asiatiche che poi assunsero il potere del nord dell’Egitto e parte del sud nel Secondo Periodo Intermedio.

Una (parola) giapponese a Roma

Winch [wintS]
Voce inglese di origine germanica.
Sostantivo maschile invariabile.
(marina) Termine equivalente a verricello, diffuso anche nella marina mercantile italiana, in questa forma o nell’adattamento vinci. Nell’attrezzatura delle imbarcazioni a vela, da diporto e da regata, indica un piccolo verricello (che quando ruota su asse orizzontale è normalmente azionato con due manovelle) oppure un arganello (che ruota su asse verticale, azionato da una manovella): ambedue gli apparecchi servono a demoltiplicare lo sforzo dei cavi e quindi a regolare con rapidità le manovre correnti come le scotte e le drizze.

Yokopoko Mayoko

Titolo di un articolo sulla Gazzetta dello Sport: "Chelsea, Drinkwater arrestato dopo incidente in auto: era ubriaco".
Un classico degli Yokopoko al contrario in versione inglese.

L’antonomasia e il soprannome

La Mecca del cinema, per antonomasia, è Hollywood.

Nunzio, Mesalliance; Antonomasia; Rovinata

marzo 25, 2019

Nùnzio
Dal latino nuntius ‘messo, messaggero’, dalla stessa radice di nuere ‘far cenno col capo’.
Anche, antico e letterario, nùncio.
Sostantivo maschile (femminile nunzia).
1. (letterario) Messaggero, ambasciatore, persona incaricata di recare o riferire notizie, messaggi, ordini: nunzio di pace; Mercurio, nunzio degli dei; il nunzio celeste, l’angelo dell’Annunciazione.
Annunciatore, detto di cosa che, precedendo necessariamente e di poco un’altra, sembra quasi annunciarla: il primo fior nunzio d’aprile (Foscolo); e tu che spunti Fra la tacita selva in su la rupe, Nunzio del giorno (Leopardi, con riferimento alla stella Lucifero, cioè Venere).
Nella tragedia greca, il personaggio del messaggero che aveva la funzione di narrare i fatti avvenuti fuori della scena, cioè di solito proprio gli avvenimenti più drammatici, che nel teatro greco non erano rappresentati direttamente ma solo raccontati.
2. (diritto) Il soggetto cui si dà incarico di portare a conoscenza della controparte la propria volontà diretta alla conclusione di un negozio giuridico o alla produzione di un qualsiasi effetto giuridico lecito: differisce dal rappresentante, perché non manifesta una sua volontà, ma è strumento di trasmissione di quella altrui.
3. Nella diplomazia pontificia, collettore delle decime imposte dalla Chiesa.
Nunzio apostolico: dopo il Concilio di Trento, alto prelato avente dignità vescovile o arcivescovile, preposto alla direzione di una nunziatura apostolica.

Nùnzio
Dal latino nuntius o nuntium ‘notizia’.
Sostantivo maschile.
(letterario) Annunzio, notizia: Così percossa, attonita La terra al nunzio sta (Manzoni).

Una (parola) giapponese a Roma

Mésalliance [mezal’ljans]
Voce francese, composto di més-, prefisso peggiorativo corrispondente all’italiano mis-, e alliance nel senso di ‘matrimonio’.
Sostantivo femminile invariabile.
Matrimonio con persona considerata inferiore per nascita o per livello sociale.

L’antonomasia e il soprannome

Parigi è anche nota come la Ville Lumière, cioè la "Città delle luci".
Non è facile trovare il motivo di questo appellativo, in realtà non si capisce nemmeno se le luci siano letterali (a Parigi, prima città al mondo, è stato realizzato un impianto di illuminazione pubblica a gas nel 1825) oppure figurate (i lumi dell’Illuminismo settecentesco). La Parolata crede maggiormente alla prima motivazione.

La parola rovinata

KARAQUORUM
Catena montuosa di difficoltà da superare per raggiungere la validità del referendum.

Di Franco Palazzi.

Propellente, Patron; Giuoco; Antonomasia; Rovinata

marzo 13, 2019

Propellènte
Dal latino propellens -entis, participio presente di propellere ‘spingere avanti’.
Aggettivo.
Atto a imprimere una spinta in avanti a un corpo, che dà la propulsione.
Carica propellente: nelle armi da fuoco, la carica dalla cui esplosione si genera la spinta iniziale del proiettile.
Esplosivo propellente: lo stesso che esplosivo deflagrante.

Sostantivo maschile.
1. Lo stesso che carica propellente.
Niscela ossidante combustibile, per la propulsione di razzi o missili.
Massa dalla cui espulsione, previa gassificazione per combustione, si origina la spinta propulsiva: è costituita da un sistema combustibile e ossidante (o comburente), mescolati o separati, che si mescolano solo nella camera di combustione. I propellenti liquidi utilizzano come combustibili idrogeno liquido, idrocarburi, alcole metilico o etilico, ammoniaca liquida ecc., e come ossidanti ossigeno liquido, acqua ossigenata, nitrometano ecc.; i propellenti solidi sono in genere costituiti da miscugli di nitrocellulosa con nitroglicerina addizionati con stabilizzanti; propellenti ibridi sono quelli composti di una fase solida e una liquida. I propellenti comunemente usati per le cosiddette bombolette spray sono costituiti da fluorocarburi clorurati che agiscono da riducenti sulla molecola dell’ozono e sono pertanto accusati della diminuzione di quest’ultimo nell’atmosfera e del conseguente indebolimento del suo effetto protettivo dall’eccesso di radiazioni ultraviolette.
Propellente nucleare: quello caratterizzato dallo sfruttamento di energia di origine nucleare.
Propellente a emissione di ioni o di fotoni: quello che sfrutta la spinta esercitata dall’emissione di ioni fortemente accelerati o di fotoni ad alta energia.
3. (figurato) Spinta, motivazione che stimola a fare qualcosa: la protesta è servita da propellente per far approvare la legge.
I mezzi necessari per intraprendere un’iniziativa, un’attività: non è possibile avviare un’impresa commerciale senza un massiccio propellente finanziario.

Una (parola) giapponese a Roma e Frasi per giuoco

Patron [pa’tron]
Voce francese, dal latino patronus.
Sostantivo maschile invariabile.
Patrono, padrone, capo.
Il termine, in uso in Francia per indicare l’organizzatore del giro ciclistico di quel paese, è passato con significato analoghi nel linguaggio sportivo italiano: il patron del giro d’Italia.
Anche in riferimento ad organizzatori di festival, concorsi canori o di bellezza, spettacoli ecc.
2. Nel gergo della moda, cartamodello.

L’antonomasia e il soprannome

L’Idalgo mancego, o il Mancego è, per antonomasia, Don Chisciotte della Mancia, protagonista dell’omonimo romanzo di Miguel de Cervantes. O meglio, per dirla alla spagnola, l’Hidalgo manchego, o il Manchego, è Don Quijote de la Mancha.

La parola rovinata

MARTIN BOTERO
Il Deformatore dei corpi ritratti.

Di Pietro Scalzo.