Posts Tagged ‘antonomasia’

Nunzio, Mesalliance; Antonomasia; Rovinata

marzo 25, 2019

Nùnzio
Dal latino nuntius ‘messo, messaggero’, dalla stessa radice di nuere ‘far cenno col capo’.
Anche, antico e letterario, nùncio.
Sostantivo maschile (femminile nunzia).
1. (letterario) Messaggero, ambasciatore, persona incaricata di recare o riferire notizie, messaggi, ordini: nunzio di pace; Mercurio, nunzio degli dei; il nunzio celeste, l’angelo dell’Annunciazione.
Annunciatore, detto di cosa che, precedendo necessariamente e di poco un’altra, sembra quasi annunciarla: il primo fior nunzio d’aprile (Foscolo); e tu che spunti Fra la tacita selva in su la rupe, Nunzio del giorno (Leopardi, con riferimento alla stella Lucifero, cioè Venere).
Nella tragedia greca, il personaggio del messaggero che aveva la funzione di narrare i fatti avvenuti fuori della scena, cioè di solito proprio gli avvenimenti più drammatici, che nel teatro greco non erano rappresentati direttamente ma solo raccontati.
2. (diritto) Il soggetto cui si dà incarico di portare a conoscenza della controparte la propria volontà diretta alla conclusione di un negozio giuridico o alla produzione di un qualsiasi effetto giuridico lecito: differisce dal rappresentante, perché non manifesta una sua volontà, ma è strumento di trasmissione di quella altrui.
3. Nella diplomazia pontificia, collettore delle decime imposte dalla Chiesa.
Nunzio apostolico: dopo il Concilio di Trento, alto prelato avente dignità vescovile o arcivescovile, preposto alla direzione di una nunziatura apostolica.

Nùnzio
Dal latino nuntius o nuntium ‘notizia’.
Sostantivo maschile.
(letterario) Annunzio, notizia: Così percossa, attonita La terra al nunzio sta (Manzoni).

Una (parola) giapponese a Roma

Mésalliance [mezal’ljans]
Voce francese, composto di més-, prefisso peggiorativo corrispondente all’italiano mis-, e alliance nel senso di ‘matrimonio’.
Sostantivo femminile invariabile.
Matrimonio con persona considerata inferiore per nascita o per livello sociale.

L’antonomasia e il soprannome

Parigi è anche nota come la Ville Lumière, cioè la "Città delle luci".
Non è facile trovare il motivo di questo appellativo, in realtà non si capisce nemmeno se le luci siano letterali (a Parigi, prima città al mondo, è stato realizzato un impianto di illuminazione pubblica a gas nel 1825) oppure figurate (i lumi dell’Illuminismo settecentesco). La Parolata crede maggiormente alla prima motivazione.

La parola rovinata

KARAQUORUM
Catena montuosa di difficoltà da superare per raggiungere la validità del referendum.

Di Franco Palazzi.

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Propellente, Patron; Giuoco; Antonomasia; Rovinata

marzo 13, 2019

Propellènte
Dal latino propellens -entis, participio presente di propellere ‘spingere avanti’.
Aggettivo.
Atto a imprimere una spinta in avanti a un corpo, che dà la propulsione.
Carica propellente: nelle armi da fuoco, la carica dalla cui esplosione si genera la spinta iniziale del proiettile.
Esplosivo propellente: lo stesso che esplosivo deflagrante.

Sostantivo maschile.
1. Lo stesso che carica propellente.
Niscela ossidante combustibile, per la propulsione di razzi o missili.
Massa dalla cui espulsione, previa gassificazione per combustione, si origina la spinta propulsiva: è costituita da un sistema combustibile e ossidante (o comburente), mescolati o separati, che si mescolano solo nella camera di combustione. I propellenti liquidi utilizzano come combustibili idrogeno liquido, idrocarburi, alcole metilico o etilico, ammoniaca liquida ecc., e come ossidanti ossigeno liquido, acqua ossigenata, nitrometano ecc.; i propellenti solidi sono in genere costituiti da miscugli di nitrocellulosa con nitroglicerina addizionati con stabilizzanti; propellenti ibridi sono quelli composti di una fase solida e una liquida. I propellenti comunemente usati per le cosiddette bombolette spray sono costituiti da fluorocarburi clorurati che agiscono da riducenti sulla molecola dell’ozono e sono pertanto accusati della diminuzione di quest’ultimo nell’atmosfera e del conseguente indebolimento del suo effetto protettivo dall’eccesso di radiazioni ultraviolette.
Propellente nucleare: quello caratterizzato dallo sfruttamento di energia di origine nucleare.
Propellente a emissione di ioni o di fotoni: quello che sfrutta la spinta esercitata dall’emissione di ioni fortemente accelerati o di fotoni ad alta energia.
3. (figurato) Spinta, motivazione che stimola a fare qualcosa: la protesta è servita da propellente per far approvare la legge.
I mezzi necessari per intraprendere un’iniziativa, un’attività: non è possibile avviare un’impresa commerciale senza un massiccio propellente finanziario.

Una (parola) giapponese a Roma e Frasi per giuoco

Patron [pa’tron]
Voce francese, dal latino patronus.
Sostantivo maschile invariabile.
Patrono, padrone, capo.
Il termine, in uso in Francia per indicare l’organizzatore del giro ciclistico di quel paese, è passato con significato analoghi nel linguaggio sportivo italiano: il patron del giro d’Italia.
Anche in riferimento ad organizzatori di festival, concorsi canori o di bellezza, spettacoli ecc.
2. Nel gergo della moda, cartamodello.

L’antonomasia e il soprannome

L’Idalgo mancego, o il Mancego è, per antonomasia, Don Chisciotte della Mancia, protagonista dell’omonimo romanzo di Miguel de Cervantes. O meglio, per dirla alla spagnola, l’Hidalgo manchego, o il Manchego, è Don Quijote de la Mancha.

La parola rovinata

MARTIN BOTERO
Il Deformatore dei corpi ritratti.

Di Pietro Scalzo.

Comporto, Comportare, Seedling; Schiele, Personedapaesi e Antonomasia

febbraio 15, 2019

Compòrto
Derivato di comportare.
Sostantivo maschile.
1. Tempo d’indugio consentito, rispetto alla data o al momento fissato, perché abbia inizio o compimento un atto, perché sia mantenuto un impegno assunto, perché sia soddisfatto un debito e simili: l’inizio della lezione è fissato alle 10, ma c’è un comporto di cinque minuti; per il rinnovo della polizza è solitamente accordato un comporto di quindici giorni dalla data di scadenza.
In ferrovia, tempo massimo di sosta di un treno per attendere la coincidenza con altro treno.
2. Periodo di comporto: quello, la cui durata è stabilita dalla legge, dai contratti collettivi, dagli usi o secondo equità, durante il quale, in caso di assenza del lavoratore per infortunio, malattia, gravidanza o puerperio, il datore di lavoro non può validamente esercitare il suo diritto di recedere dal contratto.
3. (arcaico) Abbuono concesso all’acquirente per il prevedibile calo della merce.
Diminuzione legalmente considerata e consentita del peso delle monete.

Comportàre
Dal latino comportare ‘portare insieme’, composto di con- e portare.
Verbo transitivo e intransitivo pronominale (io compòrto ecc.).
1. (letterario) Sopportare, tollerare: comportare le offese; un caldo da non potersi comportare; bisogna sapersi comportare a vicenda; pazientemente la sua povertà comportava (Boccaccio).
Riferito a piante, resistere senza risentir danno: l’erba non comporta quel clima (Giusti); gli olivi non comportavano tanto gelo.
Consentire come cosa possibile o accettabile: l’età non gli comporta certe fatiche; ho pazientato più di quanto comportasse la mia natura.
2. Portare con sé, richiedere come conseguenza: il viaggio comporterà molte spese; la concessione delle attenuanti comporta una riduzione di pena.
3. (intransitivo pronominale) Agire, procedere in un dato modo, soprattutto in determinate situazioni o nei rapporti con altre persone: comportarsi da galantuomo, da villano; comportarsi bene o male con i proprî colleghi; vi siete comportati male a scuola; è gente che non sa comportarsi in società; anche con riferimento al modo di assolvere un compito, di eseguire un incarico, di offrire determinate prestazioni: ti sei comportato ottimamente, egregiamente, o in modo pessimo; fino a questa ripresa, lo sfidante si è comportato meravigliosamente contro il campione in carica.
(estensione) Riferito ad animali, piante, cose materiali, offrire determinate manifestazioni, agire o reagire in determinato modo in date condizioni o situazioni: osservare il modo in cui si comportano gli animali nell’imminenza di un temporale; sostanze chimiche che si comportano come basi.
4. (riflessivo, antico) Trattenersi, frenarsi: Costui per gaudio a pena si comporta (Ariosto).

Una (parola) giapponese a Roma

Seedling [‘sidlin]
Voce inglese, derivato di seed ‘seme’, col suffisso -ling ‘che proviene da’.
Sostantivo maschile invariabile.
Pianticella nata da poco dal seme e che si trova nel primo stadio di vita, con emissione delle prime due o tre foglie; è termine d’uso tra botanici e vivaisti, cui corrisponde in italiano plantula.

Come si dice Schiele? e Persone da paesi e L’antonomasia e il soprannome

Martin de Azpilcueta, economista, filosoto e teologo spagnolo del 1500, si pronuncia [mar’tin de aspilku’eta]. È anche noto come Doctor Navarrus, perché nato in un paese della provincia della Navarra.

La parola rovinata

Speciale filosofia

NIETCHE
Il filosofo russo che rifiutò l’incontro con Ernesto Guevara.

Di Pietro Scalzo.

Concitare, Concitato, Provo; Antonomasia; Rovinata

febbraio 13, 2019

Concitàre
Dal latino concitare ‘eccitare, incitare’.
Verbo transitivo (io còncito ecc.).
(letterario) Eccitare, stimolare, muovere violentemente: concitare lo sdegno; tentavano di concitare nei contadini l’odio contro i signori; Giuno di concitar la furia e l’ira Di Turno unqua non resta (Caro); i Romani ebbero una guerra pericolosa assai, la quale addimandano guerra servile perché da servi fu concitata (Tasso); (riflessivo) sarebbe stato lo stesso che … concitarsi contro tutte l’autorità ecclesiastiche (Manzoni).
Agitare, sommuovere, sobillare: concitare la plebe alla vendetta.

Concitàto
Participio passato di concitare.
Aggettivo.
Violentemente commosso da un sentimento o da una passione, fortemente eccitato, che evidenzia ansia e turbamento: parlò concitato e commosso.
Di parole e simili, che manifesta forte commozione d’animo e intenso turbamento: un discorso concitato; parlare con voce concitata.
Impetuoso, incalzante e nervoso: il concitato imperio, E il celere ubbidir (Manzoni).
Detto di passi poetici o musicali, vivacemente drammatico.

Una (parola) giapponese a Roma

Pròvo
Dall’olandese provo, riduzione del francese provocateur ‘provocatore’.
Aggettivo e sostantivo maschile [plurale invariabile oppure provos].
Relativo o appartenente a un movimento giovanile di contestazione sviluppatosi ad Amsterdam (1964-66) e diffusosi poi in altre città olandesi e in altri paesi europei. I provos si proponevano di indurre l’autorità a rispondere violentemente ad azioni non violente; le tematiche da loro sostenute anticipavano le battaglie contro il consumismo e per l’ecologia che si affermeranno nel decennio successivo.

L’antonomasia e il soprannome

I trecento (spartani) per antonomasia sono quelli che, durante la battaglia delle Termopili (480 a.C.), capeggiati da Leonida, si difesero e soccombettero di fronte al più numeroso esercito persiano di Serse.

La parola rovinata

Speciale filosofia

FICHTE
Assestò un durissimo colpo nel cu… ore dell’Illuminismo kantiano.

Di Pietro Scalzo.

Istigare, Trash; Accento; Antonomasia; Rovinata

febbraio 11, 2019

Istigàre
Dal latino instigare, composto di in- derivativo e di un tema stiga-, affine al greco stizo ‘pungere’.
Anche, letterario, instigàre.
Verbo transitivo (io istìgo, tu istìghi ecc.; meno corretto ìstigo ecc.).
Stimolare, soprattutto al male; indurre con consigli e incitamenti anche subdoli ad azione riprovevole, illecita, delittuosa: istigare alla rivolta, a commettere un reato, alla disobbedienza, alla prostituzione.
(letterario) Stimolare, con senso più generico: dove i venti Eolo instiga (Ariosto).

Una (parola) giapponese a Roma

Trash [traS]
Voce inglese, propriamente ‘immondizia’.
Aggettivo.
Di prodotto (libro, film, spettacolo televisivo e simili) caratterizzato da cattivo gusto, volgarità, temi e soggetti scelti volutamente e con compiacimento per attirare il pubblico con quanto è scadente, di bassa lega, di infimo livello culturale: un film, una trasmissione trash.
(estensione) Di cattivo gusto, di infima qualità: un arredamento, una scenografia trash.

Sostantivo maschile invariabile.
2. Orientamento del gusto basato sul recupero, spesso compiaciuto e esibito, di tutto quanto è deteriore, di cattivo gusto, di pessima qualità culturale: il diffondersi del trash; la sottocultura del trash.
3. (informatica) Cestino della scrivania virtuale del computer nel quale vengono posti e successivamente eliminati i documenti che non servono più.

L’accento, questo sconosciuto

Si dovrebbe dire io istìgo, e non io ìstigo.

L’antonomasia e il soprannome

Ci scrive Francesco Torrisi per correggere un’antonomasia della settimana scorsa.

— Per la precisione la Gazzetta dello sport è detta la Rosea, e non la Rosa.
Una curiosità, negli ultimi tempi la Gazzetta dello Sport ha cambiato occasionalmente il colore della propria carta per celebrare eventi speciali:
il 16 dicembre 2004 pubblicò un numero verde per l’uscita del film animato Shrek 2;
l’11 giugno 2014 è uscita su carta azzurra – come il colore della maglia della Nazionale – per segnalare l’inizio dei Mondiali di calcio;
il 28 luglio 2014 è uscita su carta gialla per festeggiare la vittoria del ciclista Vincenzo Nibali al Tour de France;
il 3 aprile 2016 è uscita su carta verde per celebrare i 120 dal primo numero, quando la carta su cui era stampata era verde. —

La parola rovinata

Speciale filosofia

KIEKEGUARD
Filosofo danese paranoico.

Di Pietro Scalzo.