Archive for marzo, 2014

Neup- CAMMINATA NORDICA, WALKABOUT; Battuta

marzo 31, 2014

Non è una passeggiata, a cura di PassoBarbasso

Camminàta nòrdica
Anche nordic walking [‘nordik ‘wQkiN], sostantivo maschile invariabile.
Sostantivo femminile.
Tipo di attività fisica e sportiva consistente in una camminata veloce praticata utilizzando bastoni appositamente studiati, simili a quelli utilizzati nello sci di fondo.
In lingua inglese viene chiamato anche pole walking, tradotto in italiano come camminata con bastoni.

Una (parola) giapponese a Roma

Walkabout [wQk@’bVUt]
Voce inglese, propriamente ‘cammina in giro’.
Sostantivo maschile invariabile.
(etnografia) Lungo viaggio rituale che gli australiani aborigeni saltuariamente intraprendono attraversando a piedi le distese del bush australiano. Il termine fu coniato dai proprietari terrieri bianchi australiani per riferirsi agli schiavi (o ai lavoratori) aborigeni che sparivano dalle loro proprietà, spesso per settimane, e dei quali si diceva "gone walkabout" (‘andato in walkabout’).
Nella cultura aborigena, le lunghe camminate nel deserto degli individui che intraprendono il walkabout svolgono un ruolo essenziale per consentire contatti e scambi di risorse (sia materiali che spirituali, come i tradizionali canti) fra popolazioni separate da enormi distanze. Quando arrivarono i primi europei, gli aborigeni non mostrarono molto interesse, pensando che questi avrebbero continuato il loro walkabout esplorativo del bush, non sapendo che gli europei non erano cacciatori e raccoglitori, ma agricoltori e allevatori.

Battuta obbligatoria

Il meteo è spesso materia di interesse e conversazione tra gli escursionisti.
A volte, chi organizza un’uscita e vuole garantire sulla sua buona riuscita, così assicura: ‘Tranquilli, ho prenotato il sole!’.
Viceversa, per addossare all’ultimo arrivato la colpa del cattivo tempo si usa la seguente battuta obbligatoria: ‘Sei tu che hai portato la pioggia?’

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SPELONCA, SPELEO; Arte: LITTLE e BIG ENDIAN; Accento

marzo 28, 2014

Spelónca
Latino spelŭnca(m), dal gr. spelynx -yngos, corradicale di spelaion ‘antro’.
Anche, anticamente, spelùnca, spilónca, spilùnca.
Sostantivo femminile.
1. Antro naturale, profondo e vasto, nei fianchi di un monte; caverna, grotta.
2. (figurato) Abitazione tetra, squallida: abita in una spelonca.
3. (antico) Rifugio di banditi, di delinquenti.

Spelèo
Voce dotta, dal latino spelāeu(m), dal greco spelaion ‘caverna’, di etimologia incerta.
Sostantivo maschile.
(raro, letterario) Caverna, spelonca.
Speleo mitriaco: luogo sotterraneo di riunione e di culto degli iniziati del dio Mitra.

Aggettivo.
Delle caverne, che vive in caverne, caratteristico delle caverne: fauna spelea.

Parole d’arte

Little endian [‘litl ‘endian]
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(informatica) Metodo con cui i byte vengono ordinati secondo un ordine di indirizzo fisico in memoria decrescente.

Big endian [big ‘endian]
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(informatica) Metodo con cui i byte vengono ordinati secondo un ordine di indirizzo fisico in memoria crescente.

Little-endian e big-endian sono, nel romanzo I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift, i nomi di due popolazioni delle isole di Lilliput e Blefuscu, che erano caratterizzate da due modi diversi in cui aprivano le uova: i little-endian rompendo la punta (a Lilliput, per editto dell’imperatore dopo che il figlio si tagliò un dito aprendo un uovo dall’estremità più grande) e i big-endian rompendo il fondo (a Blefuscu, dove si rifugiarono gli oppositori che volevano conservare la tradizione di rompere le uova dall’estremità più grande anche dopo l’editto imperiale). A causa di questa differenza era scoppiata tra le due isole una guerra sanguinosa.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice spelèo, e non spèleo.

SALVAVITA, LACROSSE; Marchi; Perle

marzo 27, 2014

Salvavìta
Composto di salva(re) e vita.
Aggettivo e sostantivo maschile invariabile.
Marchio registrato della BTicino di interruttore differenziale automatico ad alta sensibilità che, inserito all’ingresso di una rete elettrica, interrompe l’erogazione della corrente quando vi è una piccola scarica verso terra, come accade in caso di contatto accidentale di un corpo umano.

Aggettivo invariabile.
Che garantisce la sicurezza o la sopravvivenza.
Farmaco salvavita: atto alla cura di patologie che, non adeguatamente trattate, potrebbero avere esiti gravi o addirittura fatali.
Cane salvavita: cane addestrato alla ricerca di persone vittime di incidenti, calamità naturali e simili.

Una (parola) giapponese a Roma

Lacrosse [la’cros]
Voce francese, dalla locuzione la crosse, nome del particolare bastone ricurvo usato nel gioco.
Sostantivo maschile invariabile.
(sport) Sport a squadre praticato in Canada e disputato da due gruppi contrapposti di dieci giocatori, consistente nel tentativo di spingere una palla di gomma nella porta avversaria per mezzo di un bastone ricurvo provvisto di reticella.

Marchi, non parole

Salvavita è marchio proposto da Marcon.

Perle di notizie

"L’alleanza tra il Fronte nazionale e la Lega è stata cementificata […] "
Aurora Lussana, direttrice de "La Padania", durante il programma televisivo Otto e mezzo.

Grazie a Vizi Coloniali.

DIEDRO, QALA; Marchi: PING-PONG; Abita

marzo 26, 2014

Dièdro
Voce dotta, formata con il greco dis ‘due’ e hédra ‘base’.
Sostantivo maschile.
1. (matematica) Porzione di spazio compresa tra due semipiani aventi origine dalla stessa retta.
Diedro retto, acuto, orruso, piatto: la cui sezione normale è, rispettivamente, un angolo retto, acuto, ottuso o piatto.
2. In alpinismo, spigolo roccioso formato da due pareti disposte ad angolo diedro.
Diedro aperto, chiuso: se l’angolo è rispettivamente superiore o inferiore all’angolo retto.
3. (aeronautica) Diedro alare, trasversale: angolo tra i piani di due semiali corrisondenti, nel velivolo.
Diedro longitudinale: angolo tra il piano medio alare e il piano medio dell’impennaggio orizzontale.

Aggettivo.
(matematica) Detto di angolo compreso tra due semipiani aventi origine dalla stessa retta.

Una (parola) giapponese a Roma

Qala [‘kala]
Voce araba, variante del classico qal’a, da cui derivano anche i toponimi italiani Caltanissetta e Calatafimi.
Sostantivo femminile invariabile.
Nel mondo arabo, fortezza.
Cittadella fortificata.

Marchi, non parole

Ping-pòng
Marchio registrato di proprietà della Parker Brothers.
Sostantivo maschile invariabile.
Gioco simile al tennis che si svolge su un tavolo diviso da una reticella tra due singoli contendenti o tra due coppie di contendenti, i quali si rinviano una pallina colpendola con una racchetta generalmente di legno compensato ricoperto di gomma. Sinonimo: tennistavolo.
(figurato) Scambio di battute, di dichiarazioni: un ping-pong diplomatico.

È Marco Marcon che ci propone la maggioranza delle parole derivate da marchi, persone, luoghi e simili.

Abita come mangi

Gli abitanti di Calatafimi Segesta, in provincia di Trapani, si chiamano calatafimesi. Fino al 1997 si chiamava solo Calatafimi, a cui è stato aggiunto il nome dell’antica città di Segesta, che si trova all’interno del comune.

ORCHESTRA, CORNED BEEF; Schiele; Perle: ESIZIALE

marzo 25, 2014

Orchèstra
Voce dotta, latino orchestra(m), dal greco orchestra ‘luogo dove danza il coro’, derivato di orchêisthai ‘danzare’.
Sostantivo femminile.
1. Nell’antico teatro classico greco e romano, area trapezoidale davanti alla scena riservata alle danze del coro.
2. Nei moderni teatri lirici, la parte immediatamente antistante il palcoscenico, in cui prendono posto gli strumentisti.
3. Complesso di strumenti e strumentisti necessari a una esecuzione musicale, diverso a seconda delle epoche, degli stili e di generi.
Orchestra d’archi: comprendente violini, viole, violoncelli e contrabbassi.
Orchestra sinfonica: comprendente gli strumenti ad arco, gli strumenti a fiato in legno e in ottone, e gli strumenti a percussione.
Orchestra da camera: comprendente gli strumenti ad arco e alcuni strumenti a fiato, specialmente i legni.
4. (figurato, scherzoso) Insieme di voci e rumori, specialmente poco gradevoli, che colpiscono con intensità: senti che orchestra!

Una (parola) giapponese da Perilli

Corned beef [‘korned bif]
Voce inglese, composto di corned, participio passato di (to) corn ‘conservare’, e beef ‘carne di manzo’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
Carne di manzo conservata in scatole di latta.

Come si dice Schiele?

Si parlava della pronuncia del nome ministro Padoàn, veneto di origine ma nato a Roma. Ci scrive a riguardo Paola Bernardi.

— Nicoli è un cognome presente sia a Modena che a Bologna. Mentre a Modena l’accento è Nìcoli, a Bologna si dice Nicòli. E ci sono solo 34 km di distanza! —

Ecco , in questo caso non c’è scelta: l’interessato deve dire quale pronuncia è quella corretta.

Perle di notizie

"Conte considerava esiziale la conquista dei tre punti per staccare la Roma in classifica."
Emanuele Gamba su La Repubblica.

Esiziàle
Dal latino exitiale(m), derivato di exitium ‘morte, rovina’, da exire ‘uscire (dalla vita)’.
Aggettivo.
(non comune) Che provoca un danno irreparabile; rovinoso, funesto: un provvedimento esiziale.
Che pregiudica irrimediabilmente la salute, mortale: un clima esiziale per gli Europei.

Forse era essenziale?