Archive for gennaio, 2017

Astruso, Abstract; Lettori: Lituo

gennaio 31, 2017

Astrùso
Dal latino abstrusus ‘appartato, segreto’, participio passato di abstrudere ‘spinger via, nascondere’.
Aggettivo.
1. Difficile a intendersi per troppa sottigliezza e malamente applicabile alla realtà per troppa astrattezza: linguaggio astruso; concetti astrusi; materia astrusa.
2. (antico) Recondito, nascosto: si fermerà in ogni canto più astruso a mirarlo tutto (Segneri).

Una (parola) giapponese a Roma

Abstract [‘abstrakt]
Voce inglese, dal latino abstractus, participio passato di abstrahere ‘trarre via’
Sostantivo maschile invariabile.
Breve sintesi selettiva di scritti editi in periodici, che, redatta anche in più lingue, viene pubblicata a parte, spesso in raccolte, per utilità degli studiosi; anche, breve riassunto, compendio in genere: presentare un abstract.

I lettori ci scrivono

Ci ha scritto uno dei nostri matematici di fiducia, Maurizio Codogno, per segnalarci che il lituo è anche una curva geometrica, in particolare una spirale che sembra proprio un bastone da vescovo. Se volete vederla la trovate sulla pagina di Wikipedia.

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Groppo, Groupage; Canzone

gennaio 30, 2017

Gróppo
Affine a gruppo.
Anche gròppo,
Sostantivo maschile.
1. Viluppo, groviglio, nodo intricato: fare groppo, di filo, corda o altro che s’avviluppi; Di sé e d’un cespuglio fece un groppo (Dante); Groppo di nubi rapide su’ venti (Carducci).
(figurato) Dubbio, difficoltà: e ’l groppo solvi (Dante).
(regionale) Sinonimo di nodo, nel significato proprio e generico, specialmente di uso comune nelle locuzioni fare un groppo in gola, avere un groppo alla gola: avvertire una sensazione di costrizione faringea tale da ostacolare la deglutizione, per commozione, paura, angoscia, o per altro stato fortemente emotivo. Analogamente, un groppo di tosse, un groppo di pianto e simili.
(antico) Gruppo di persone.
2. Groppo di vènti: (meteorologia, anche assoluto) perturbazione della durata di pochi minuti, consistente nell’improvviso destarsi di venti con mutevole intensità e direzione, accompagnati da forti acquazzoni e turbini di grandine o di neve; tali perturbazioni si formano generalmente lungo le superfici di discontinuità tra masse d’aria di provenienza e temperatura diverse, e procedono secondo una linea, estesa anche per centinaia di chilometri, detta linea dei groppi.

Una (parola) giapponese a Roma

Groupage [gru’padZ]
Voce francese, derivato di grouper ‘riunire’, a sua volta derivato di groupe ‘gruppo’, che è dall’italiano groppo.
Sostantivo maschile.
Aggruppamento di più partite di merci da trasportare con un unico mezzo (carro ferroviario o aereo), compiuto dagli spedizionieri allo scopo di godere di una tariffa di trasporto più conveniente di quella prescritta per i trasporti a collettame: spedizione a groupage.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Termina la ventiduesima canzone, difficilissima, infatti rispondono correttamente solo BettyBlu (5+5 punti), M.Fisk (5+4) e Fermassimo (5+3). I primi tre della classifica, e forse non è un caso.

La ventitreesima canzone ci accompagnerà fino a mercoledì primo febbraio.

Vitelli (5 5 6)

Lituo, Scoop; Monouso: Traveggole

gennaio 27, 2017

Lìtuo
Dal latino lituus.
Sostantivo maschile.
1. Bastone arcuato all’estremità superiore, usato dagli antichi auguri etruschi per la delimitazione dello spazio sacro entro cui osservare il volo degli uccelli. In origine fu forse uno strumento di carattere magico, e poi divenne, presso gli Italici, un’insegna del potere dei magistrati e dei sacerdoti; la forma arcuata del manico si accentuò dal secolo II a.C. fino a divenire, alla fine del secolo I a.C., una spirale a triplice giro, forma passata poi al pastorale vescovile.
2. (musica) Antico strumento musicale a forma di tromba dal suono acuto e stridente, con l’estremità terminale incurvata e allargata, usato dagli Etruschi, dai Celti e dai Romani come strumento militare specialmente per comandare la cavalleria.

Una (parola) giapponese a Roma

Scoop [s’kuup]
Voce inglese di origine incerta.
Sostantivo maschile invariabile.
Notizia sensazionale che un giornalista riesce ad avere e un giornale a pubblicare in esclusiva precedendo la concorrenza, colpo giornalistico: fare uno scoop; forse avevo peccato per qualche imprecisione e qualche forzatura, ma quella cronaca clandestina mi pareva uno scoop giornalistico (Gorresio).
Anche usato per le notizie televisive o per fotografie giornalistiche.

Parole monouso

Travéggole
Derivato di travedere, con g- delle forme veggo e simili.
Sostantivo femminile plurale.
Usato solo nelle locuzioni avere le traveggole, col significato di travedere, vedere una cosa per un’altra, anche figurato col significato di ingannarsi nel giudicare, nel credere; e far venir le traveggole, cioè far travedere, appannare la vista: «Non fu così; tu menti per la gola; tu hai le traveggole» (Boccaccio); nella fine dissono che ’l banditore ave’ aùto le traveggole (Sacchetti).

Iattanza, Iattazione, Yidglish; Rovinata; Canzone

gennaio 26, 2017

Iattànza
Dal latino iactantia, derivato di iactare ‘vantare’.
Anche, antico, giattànza.
Sostantivo femminile.
1. Ostentazione di presunta superiorità, di arrogante e sprezzante sicurezza di sé: mostrare iattanza; trattare con iattanza.
2. (diritto, storia) Nel linguaggio giuridico, giudizio di iattanza o più comunemente giudizio provocatorio, istituto tipico del diritto medievale italiano, consistente nell’azione proposta dalla persona che voleva sostituire uno stato di certezza a uno stato di incertezza a sé sfavorevole; fu utilizzato inizialmente come mezzo di tutela contro la diffamazione, e gradualmente esteso a tutta una serie di nuove azioni.

Iattazióne
Dal latino iactatio -onis ‘agitazione, ostentazione’.
Sostantivo femminile.
1. (arcaico) Iattanza.
2. (psicologia) Irrequietudine caratteristica degli stati ansiosi, che si manifesta in gesti disordinati e incoerenti.

Una (parola) giapponese a Roma

Yidglish [‘idgliS]
Voce inglese americana, composta di yid(dish) ‘yiddish’ e (en)glish ‘inglese’.
Anche yinglish.
Sostantivo maschile invariabile.
(linguistica) Forma di yiddish, lingua parlata dagli ebrei ashkenaziti, ricca di elementi dell’inglese americano, usata dalle comunità ebraiche immigrate a New York.

La parola rovinata

ANTIDIOTICO
Medicinale generico praticamente introvabile e comunque purtroppo solitamente inefficace.

Di Franco Palazzi.

La Canzone Settimanale Enigmistica

La ventiduesima definizione era: Amore senile (5 6 3)

La ventiduesima canzone era: Donna amante mia, di Umberto Tozzi, e la ventiduesima soluzione di passaggio era: Nonna amante mia.

Divellere, Clan; Animali: Eonistica; Lettori

gennaio 25, 2017

Divèllere
Dal latino divellĕre, composto di di(s)- ‘rovesciamento’ e vellĕre ‘strappare’.
Verbo transitivo (passato remoto divèlsi, divellésti ecc.; participio passato divèlto; meno comune le forme divùlsi ecc., divulso).
1. (letterario) Strappare con forza, estirpare: abbattendo e divellendo alberi (Villani); pianta divelta con le radici; ogni fusto divulso (D’Annunzio); anche in senso figurato: questa lettera divelse ogni sospetto dal cuor de’ legati (Pallavicino); con significato estensivo: Prima divelte, in mar precipitando, Spente nell’imo strideran le stelle (Leopardi).
Nella forma riflessiva, allontanarsi, staccarsi con impeto o con sforzo: poi che con fatica dalla cucina e dalla Nuta si fu divelto (Boccaccio).
2. (letterario, antico) Scassare, dissodare la terra: in un suo pezzo di terra divelta fece porre i detti magliuoli (Sacchetti).

Una (parola) giapponese a Roma

Clan [klan]
Voce inglese, adattamento del gaelico clann ‘discendenza, famiglia, tribù’, che è dal latino planta ‘pianta’.
Anche, antico, clàno.
Sostantivo maschile invariabile (plurale antico clani.
1. Fra i popoli di lingua gaelica, il gruppo familiare composto dai discendenti generalmente in linea maschile ma anche femminile da un comune progenitore, in base a un’organizzazione gentilizia le cui tracce si sono conservate, specialmente in Scozia, fino ai tempi moderni.
(etnologia) Gruppo sociale intermedio tra la famiglia in senso ampio e la tribù, il cui carattere fondamentale è dato dall’esogamia, e l’appartenenza al quale si acquista, a seconda dei varî popoli, per discendenza paterna o materna; i membri del clan si considerano discendenti da un comune progenitore che ha per lo più carattere mitico, e di conseguenza seguono regole di comportamento sociale simili a quelle in uso fra consanguinei.
2. (estensione) Gruppo chiuso ed esclusivo di persone legate da comuni interessi non sempre leciti e che per lo più tendono ad escludere gli estranei; consorteria: un clan di affaristi; i clan artistici e culturali della capitale.
Nel linguaggio comune e giornalistico, gruppo appartenente a organizzazioni malavitose, soprattutto in riferimento alla camorra o alla mafia: l’organizzazione criminale coincide direttamente con l’economia, la dialettica commerciale è l’ossatura del clan (Saviano).

Animali di parole

Eonìstica
Dal greco oionistike (tekhne), derivato di oionos ‘uccello’.
Sostantivo femminile.
Arte degli àuguri antichi che traevano la divinazione dal volo e dal grido degli uccelli, cioè praticavano l’ornitomanzia.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Vizi Coloniali.

— Non so se possa rientrare in qualche rubrica di Parolata, ma mi ha colpito il nome dell’avvocato che ha chiesto al giudice di dichiarare la nullità dell’elezione della Raggi.
Il suddetto si chiama Venerando Monello. Un ossimoro a due gambe. Per inciso, da un punto di vista prettamente giuridico, la sua è una monelleria che di venerando ha ben poco, come ha ritenuto anche il giudice chiamato a pronunciarsi. —