Archive for febbraio, 2016

Costernato, Morouflage; Propone: Petaloso

febbraio 29, 2016

Costernàto
Participio passato di costernare.
Aggettivo.
Abbattuto profondamente, avvilito, dolorosamente sorpreso per qualche brutta notizia o per un fatto improvviso, incapace di reagire a una situazione critica: rimase costernato alle mie parole.
Faccia costernata: che esprime costernazione, che rivela l’intima e dolorosa contrarietà.

Costernàre
Dal latino consternare, intensificativo di consternere ‘stendere, gettare a terra’, composto di con- e sternere ‘distendere’.
Verbo transitivo (io costèrno ecc.).
Avvilire, abbattere spiritualmente: la mia venuta improvvisa … lo costernò (Foscolo). È usato quasi esclusivamente nel participio passato costernato, anche come aggettivo.

Una (parola) giapponese a Roma

Marouflage [maru’fladZ]
Voce francese, derivato di maroufler ‘incollare dipinti o pannelli decorativi’.
Sostantivo maschile invariabile.
(arte) Nella pittura murale, tecnica in cui il colore viene fissato con una mistura a base di colla,

La Parolata propone

Petaloso
No, la Parolata non ha intenzione di aggiungersi alla legione di ammiratori della parola petaloso, né di proporlo come neologismo..
No, la Parolata non ha intenzione di discutere la novità di un singolo neologismo che arriva dopo illustri predecessori come comodoso (Forattini), inzupposo (Barilla), scioglievole (Lindor), puffoso (i Puffi), faccioso (i Peanuts) e addirittura petaloso stesso (Serra), e che ha assurto una fama notevole unicamente perché nato nel periodo di fame di novità da parte dei social network e diventato "virale".
No, la Parolata non vuole parlare della quantità di neologismi che vengono coniati in continuazione da grandi e bambini, e quindi della stranezza di stupirsi a comando e in massa se questo accade.
La Parolata invece apprezza come l’Accademia della Crusca, che ha sempre avuto l’immagine di un gruppo di vecchi noiosi e pedanti, da un po’ di tempo a questa parte sia riuscita a entrare maggiormente nella vita delle persone e a ridestare l’interesse per un uso corretto della lingua italiana, un interesse più amichevole e divertito. In questo lavoro ha dato un notevole contributo anche il sito Lercio.it, che a sua volta propone l’utilizzo della parola "bertolaso".

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Neup- Aborigeno; Frasi

febbraio 26, 2016

Non è una passeggiata, a cura di PassoBarbasso

Aborìgeno
Dal latino aberrare, composto di ab ‘via da’ ed errare ‘vagare’.
Sostantivo maschile.
Primitivo abitatore di un luogo, che, chi è originario del paese o del luogo in cui vive; indigeno, autoctono: popolazioni aborigene; gli aborigeni australiani.

Aggettivo.
Originario del luogo, autoctono: su gli altipiani erbosi dell’Asia ove i pastori aborigeni pascolavano le vaste greggi comuni (D’Annunzio).

La parola deriva dal latino plurale Aborigenes, probabilmente da ab origine (cioè dall’inizio), ovvero primi abitatori del Lazio. Per un’altra interpretazione tramandataci da Dionigi di Alicarnasso il nome deriverebbe da Aberrigenes, dalla parola latina aberrare, vagare, in quanto si trattava di popolazioni inizialmente nomadi.

Aberràre
Composto di ab ‘via da’ ed errare ‘vagare’.
Verbo intransitivo (io abèrro ecc.).
(non comune) Allontanarsi dalla norma, dal vero, dal giusto; sviarsi

Frasi, non futilità

Il tenente Dum non portava divisa. Camminava sulla terra in armonia con l’arcaico. Parlava alla luna. Sapeva sgozzare i galli, leggere le interiora e le zampe. Ammaestrava le serpi. Non portava lacci alle scarpe per liberarsene prima. Per auscultare il dorso della terra sotto le piante dei piedi, sotto il passo lunare. Il volto l’aveva inciso nella creta, arcaico come l’anima sua che scavalcava lavatrici e ferri da stiro. […] Era aborigeno. Ab origine, ma anche aberrigenes, girovago, viaggiatore.
Vinicio Capossela, "Il Paese dei coppoloni".

Dittatura, Glen; Antonomasia

febbraio 25, 2016

Dittatùra
Dal latino dictatura, derivato di dictator ‘dittatore’
Sostantivo femminile.
1. Carica e autorità di dittatore, in senso storico: la dittatura di Cincinnato.
Il periodo di permanenza nella carica: durante la dittatura di Silla.
2. (estensione) Regime politico caratterizzato dalla concentrazione di tutti i poteri in un solo organo, monocratico o collegiale, che l’esercita senza alcun controllo.
Dittatura del proletariato: espressione usata da Karl Marx per definire la fase in cui il proletariato, effettuata la rivoluzione socialista, esercita il potere fino all’instaurazione di una società senza classi.
3. (figurato) Dominio, di fatto e incontrastato, di una persona, di un ente, di una categoria ecc.: la dittatura dell’alta finanza, della grande industria.
Imposizione dispotica, intransigente della propria autorità: subire la dittatura del padre.

Dittatóre
Dal latino dictator -oris, derivato di dictare ‘dettare’.
Sostantivo maschile.
1. Nella Roma repubblicana, magistrato straordinario investito di pieni poteri civili e militari, che rimaneva in carica sei mesi.
2. Durante il Risorgimento italiano, titolo assunto da alcuni patrioti come capi provvisori di governi rivoluzionari.
3. (estensione, femminile dittatrice) Capo di un governo assoluto totalitario: il dittatore rumeno Ceaușescu.
Chi governa o esercita comunque la propria autorità in modo dispotico e intransigente, senza ammettere critiche, opposizioni, discussioni o ingerenze di alcun genere: fare il dittatore in famiglia.
(figurato) Chi, per merito proprio o per riconoscimento d’altri, impone e fa accettare le proprie idee, i propri gusti e simili: quella sarta è stata una dittatrice in fatto di moda femminile.

Una (parola) giapponese a Roma

Glen [glen]
Voce inglese, dall’irlandese gleann.
Sostantivo maschile invariabile.
(geografia) Valle stretta e allungata di origine glaciale, con bacini lacustri allineati, diffusa specialmente in Scozia e in Irlanda.

L’antonomasia e il soprannome

Giuseppe Garibaldi era, per antonomasia, il Dittatore. Nel senso di capo provvisorio di governo rivoluzionario risorgimentale.

Monarchia, Montjoie; Mode; Antonomasia

febbraio 24, 2016

Monarchìa
Dal latino tardo monarchia, dal greco monarkhia, composto di monos ‘solo’ e del tema di arkho ‘comandare’.
Sostantivo femminile.
1. Forma di governo in cui i supremi poteri dello stato sono accentrati in una sola persona (re, sovrano, monarca), la cui carica non è elettiva e che può essere anche affiancata da altre istituzioni.
Monarchia assoluta: in cui il supremo governo statale è concentrato nel monarca.
Monarchia limitata o costituzionale: quando, accanto al monarca, vi sono altre istituzioni sovrane quali il parlamento e il governo che ne controllino il potere in base a una costituzione: si distingue la monarchia costituzionale parlamentare dalla monarchia costituzionale pura secondo che sia o no in vigore il principio parlamentare, ossia della necessità di un rapporto di fiducia fra esecutivo e legislativo.
Stato o regime monarchico: le grandi monarchie medievali.
2. Monarchia di Dio, monarchia divina: (figurato) espressioni che possono trovarsi riferite all’unicità di Dio nelle concezioni monoteistiche, alla prevalenza del Padre nella Trinità in alcune correnti di pensiero del cristianesimo delle origini, o anche, più raramente, alla supremazia di una divinità in un sistema politeistico.

Una (parola) giapponese a Roma

Montjoie [mondZu’a]
Voce francese, di etimologia incerta.
Interiezione.
(storia) Grido di guerra dei soldati di Carlo Magno e successivamente nel medioevo dei soldati del regno di Francia. Dal secolo XII fu esteso a Montjoie Saint Denis, perché la bandiera di guerra era custodita nella basilica di Saint Denis, a nord di Parigi.

Mode di dire

Cerchio magico.
Si tratta di un antichissimo rituale pagano che consiste nella tracciatura di un cerchio sul terreno intorno a chi compie il rito, tale cerchio dovrebbe tenere al di fuori le forze negative e concentrare nel contempo le forze positive al suo interno.
La locuzione è diventata nel gergo politico e giornalistico italiano sinonimo di ristretto gruppo di fedelissimi di un dirigente politico, che lo supporta e ne condivide o condiziona le scelte. Il primo utilizzo di tale immagine potrebbe essere stato nel 2010 da parte del giornale Il Foglio Quotidiano, in riferimento al gruppo dirigente occulto della Lega Nord.

L’antonomasia e il soprannome

Luigi XIV di Francia era il Re Sole, ma anche Luigi il Grande.

Carotide, Glassharmonica; Frasi

febbraio 23, 2016

Caròtide
Dal greco karotis -idos, derivato di karos ‘sonno’, perché si riteneva che il sonno dipendesse dalle due carotidi.
Sostantivo femminile (plurale carotidi).
Ciascuna delle due arterie che portano il sangue alla testa passando per il collo; sono originate ognuna di esse come tronco unico (carotide comune), dividendosi poi nel collo in due rami: carotide esterna e carotide interna; la prima contribuisce alla vascolarizzazione degli organi del collo e irrora le regioni della faccia; la seconda irrora parte dell’encefalo, il globo oculare e penetra poi entro il seno cavernoso della dura madre.

Una (parola) giapponese a Roma

Glassharmonica [glasar’monika]
Voce inglese, composta di glass ‘vetro, bicchiere’ e harmonica ‘armonica’.
Anche glass harmonica.
Sostantivo femminile invariabile.
Strumento idiofono a frizione ideato da Benjamin Franklin nel 1761 che si suona sfregando con le dita inumidite una serie di coppe di cristallo emisferiche di dimensioni diverse, poste una dentro l’altra e rotanti su un perno azionato da pedale. Sinonimo: armonica a bicchieri.

Frasi, non futilità

Perché si de’ punir donna o biasmare,
che con uno o più d’uno abbia commesso
quel che l’uom fa con quante n’ha appetito,
e lodato ne va, nonché impunito?

Son fatti in questa legge disuguale
veramente alle donne espressi torti;
e spero in Dio mostrar che gli è gran male
che tanto lungamente si comporti.

Ludovico Ariosto.

Proposta da Mario Cacciari, che aggiunge:

— È la clausola della perorazione di Rinaldo a favore di Ginevra ingiustamente accusata di adulterio e conseguentemente, secondo legge, condannata a morte. —