Archive for maggio, 2009

SOLLUCHERO, CASCARA SAGRADA; Monouso; Paesidapersone

maggio 29, 2009

Il prossimo numero della Parolata uscirà mercoledì 3 maggio.

Parole

Sollùchero
Deverbale di sollucherare.
Anche sollùcchero.
Sostantivo maschile.
Senso di intimo godimento e orgoglio che si prova nel vedersi soddisfatto nei desideri o solleticato nella vanità. Usato soltanto nelle locuzioni andare, mandare in solluchero: provare, far provare tale sentimento; lusingarsi, lusingare.

Sollucheràre
Etimo incerto. Forse dal latino saliviculare, forma diminutiva di salivare, da cui l’antico sollecherare, col significato di ‘sciogliersi in saliva’ cioè avere l’acquolina in bocca; oppure composto di so- e dell’antico lucherare ‘stralunare gli occhi (per la beatitudine)".
Anche solluccheràre.
Verbo transitivo [io sollùchero ecc.].
(raro) Mandare in solluchero.

Sollucheràrsi
Anche solluccheràrsi.
Verbo intransitivo pronominale.
(raro) Andare in solluchero.

Una (parola) giapponese a Roma

Cáscara sagrada [pr ‘kaskara sa’grada]
Voce spagnola; propriamente ‘corteccia santa’.
Sostantivo femminile invariabile.
Arbusto americano dalla cui corteccia si estrae una sostanza usata come lassativo.

Parole monouso

Andare e mandare in solluchero sono davvero monouso.

Paesi da persone

Joppolo Giancaxio è un comune in provincia di Agrigento fondato nel 1696 da Calogero Gabriele Colonna, Duca di Cesarò. Sembra che il nome Giancaxio sia quello del possedimento, deriva da Jan e càscr (= castello) e significa Castello di Gianni, mentre Joppolo sembra che derivi da Rosaria Joppolo, moglie del duca.
Insomma, ben due persone in un solo paese.

Briscola; SORBO, SORBOLE; Maccheronico: GOLF; Persone; Abita

maggio 28, 2009

Giovedì briscola

Dopo una lunga attesa finalmente siamo fieri di pubblicare il nono capitolo di Giovedì briscola scritto da Giovanni Fracasso. Ecco l’inizio.

Era schizzato fuori dalla sala con il cuore in tumulto, fendendo la calca che cercava di entrare per vedere l’ultimo capolavoro di Francis Ford Coppola. Nel caos del foyer qualcuno gli aveva chiesto, come sempre accade, un parere sul film appena visto e Aristide aveva risposto, frettoloso e incomprensibile – The end!. – Poi era riuscito a guadagnare l’uscita ed a dileguarsi nella via, quasi correndo, alla ricerca di un telefono.
Febbrilmente aveva composto il numero sperando di avere abbastanza dollari sul conto per una chiamata intercontinentale, a Berlino.

Potete leggere la continuazione del nono capitolo sul sito.

Parole

Sòrbo
Sillabazione/Fonetica  [sòr-bo]
Latino sorbu(m).
Sostantivo maschile.
Piccolo albero con foglie pennate, fiori bianchi a corimbo e piccoli frutti rossi commestibili, a forma di pera (famiglia Rosacee).
Sorbo selvatico: con frutti rossi, piccoli, rotondi, non commestibili.

Sòrba
Da sorbo.
Sostantivo femminile.
1. Il frutto del sorbo, che si coglie ancora acerbo e si fa maturare nella paglia.
2. (figurato, regionale) Colpo, percossa: gli ha dato certe sorbe!
Sorbe!: esclamazione di meraviglia.

Sòrbola
Propriamente diminutivo di sorba.
Sostatantivo femminile.
Il frutto del sorbo; sorba.
Sorbole!: (regionale) esclamazione di meraviglia.

Sorbàre
Derivato di sorba, nel significato di colpo.
Verbo transitivo [io sòrbo ecc.].
(regionale) Picchiare, percuotere.

Giapponese maccheronico

Golf
Dall’inglese golf, che è dall’olandese kolf ‘bastone’.
Sostantivo maschile invariante.
Gioco all’aperto che consiste nel mandare una pallina in una serie di buche col minor numero di colpi possibile dati con apposite mazze.

Gòlf
Dall’inglese golf (coat) ‘(giacca da) golf’.
Sostantivo maschile invariante.
Giacca a maglia di lana, per lo più con maniche lunghe.

In inglese golf ha un solo significato.

Golf
Sostantivo.
(sport) golf: a round of golf, una partita di golf.
Golf widow: donna che il marito trascura per giocare a golf.

Parole fornite da Marco Marcon.

Persone da paesi

Il pittore Domenico Cresti o Crespi (Tavarnelle Val di Pesa, 1558/1560 – Firenze, 1636) è detto il Passignano dalla frazione di Tavarnelle Val di Pesa in cui nacque, chiamata appunto Passignano.

Abita come mangi

Gli abitanti di Ponte di Legno, in provincia di brescia, si chiamano dalignesi.

RIMPIATTINO, SENSIBLERIE; SPQR; Scrivo; Raffaele

maggio 27, 2009

Rimpiattàre
Derivato di piatto aggettivo, col prefisso rin-; propriamente ‘appiattirsi’.
Verbo transitivo.
Nascondere in un luogo angusto.

Rimpiattàrsi
Verbo riflessivo.
Nascondersi, rincantucciarsi.

Rimpiattìno
Derivato di rimpiattare.
Sostantivo maschile.
Gioco di ragazzi, in cui uno deve cercare i compagni che si sono nascosti; anche nascondino, nascondarello.

Una (parola) giapponese a Roma

Sensiblerie [pronucnia sansibl@’ri]
Voce francese; derivato di sensible ‘sensibile’.
Sostantivo femminile invariabile.
(letterario) Sensibilità esagerata che dà luogo a forme di sentimentalismo stucchevole.

S.P.Q.R.

Verbum de verbo
Significa parola per parola, è una locuzione di Terenzio.

Scrivo perché

Scrivo per fare luce sui pensieri oscuri.
Simona Brugnoni

Chiamatemi Raffaele

Terzo indizio
In realtà c’è anche un quarto figlio del possidente, ma è un figlio naturale, considerato come uno schiavo piuttosto che come un figlio. E questo quarto figlio sarà il responsabile del fatto di sangue che dicevamo, in qualche modo realizzando materialmente ciò che tutti gli altri fratellastri desideravano fare loro stessi.

Linkamici; REOSTATO; Yokopoko; Rovinata

maggio 26, 2009

Siti amici

Un nuovo sito si aggiunge alla lista degli amici della Parolata. Si tratta di www.elhacedor.com: un blog scritto in italiano e spagnolo a più mani, tra cui quelle di Sebastian e Lucrezia. Si parla di tutto, con una predilezione per le arti e la filosofia, e ancora di più per le lettere e la sofistica.
Da oggi troverete il loro indirizzo nella pagina dei link amici.

Parole

Reòstato
Composto di reo- e -stato.
Sostantivo maschile.
(elettronica) Resistore a resistenza variabile che si inserisce in un circuito elettrico per regolare l’intensità della corrente.

Reo-
Dal greco rhéos ‘corrente, flusso, scorrimento’, che è da rhêin ‘scorrere’.
Primo elemento di termini scientifici composti di formazione moderna, significa ‘corrente elettrica’, ‘corrente d’acqua’ o genericamente ‘scorrimento’ (reografo, reometro).

-stato
Dal gr. státìs ‘che ferma’ o statós ‘che sta ritto’.
Secondo elemento di parole composte della moderna terminologia scientifica e tecnica; è presente per lo più in nomi di strumenti e significa ‘che stabilizza, che mantiene in equilibrio’ (per esempio girostato, termostato) o ‘che si sostiene in equilibrio’ (per esempio aerostato).

Aeròstato
Composto di aero- e -stato, dal greco statós ‘che sta’, sul modello del francese aérostat.
Sostantivo maschile.
Aeromobile a sostentazione statica, cioè più leggero dell’aria; può essere senza motore (pallone aerostatico) o con motore (dirigibile).

Yokopoko Mayoko

Dr. Paolo Tagliabue – Chirurgia plastica.

Yokopoko segnalato da un lettore anonimo.

La parola rovinata

Aereostato
Aeromobile più leggero dell’aria dotato di motore elettrico e acceleratore.

Chiamatemi Raffaele

Secondo indizio
Il libro parla dei tre figli del possidente: il primo figlio l’aveva avuto dalla prima moglie, moglie che aveva poi abbandonato figlio e marito; il secondo e il terzo figlio li aveva avuti dalla seconda moglie, che era morta di malattia per i maltrattamenti del marito. Quando dicevo dissoluto, abietto e sconclusionato mica scherzavo. Ah, tra l’altro, veniva chiamato possidente ma mica aveva nessuna proprietà. Solo, lo chiamavano così.

ELUIRE, RESIDENCE; Lettori; Frasi; Raffaele

maggio 25, 2009

Eluìre
Dal latino eluere ‘lavare, lavare via’, derivato di luere ‘lavare’.
Verbo transitivo [io eluìsco, tu eluìsci ecc.].
(chimica) Sciogliere con un gas o un solvente opportuno una sostanza, asportandola così da un’altra (o da una miscela di altre) che l’aveva incorporata, e che resta intatta.

Una (parola) giapponese a Roma

Residence [pronuncia ‘residens]
Voce inglese; accorciativo di residence house ‘casa di residenza, di soggiorno’.
Sostantivo maschile invariabile.
Albergo costituito da piccoli appartamenti arredati e completi di bagno e cucina, affittati per medie e lunghe permanenze.
(estensione) Complesso di abitazioni costituito da piccole abitazioni singole o da appartamenti spesso arredati, in cui alcuni servizi, come pulizie, lavanderia, stireria e talora ristorazione, sono centralizzati.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Otter Sande a proposito della parola "nocca", che come abbiamo detto deriva dal longobardo knoha "giuntura".

— Chissà da dove è venuto il genere femminile di questa parola? In norvegese "Nynorsk" (la varietà che preserva le radici antiche) si dice ancora knoke (maschile) per nocca o osso, così come in svedese knoge (maschile) = nocca, osso.
Anche nel tedesco la parola Knochen (= osso, nocca) ha il genere maschile.
Quando, mi chiedo, e da dove è venuta la trasformazione? Forse il genere femminile della parola italiana è derivata dal plurale di quella germanica?
Nynorsk: knoke, plurale knokar.
Svedese: knoge, plurale knogar.
Anche gli inglesi ovviamente usano ancora la parola germanica quando dicono knock per bussare alla porta, cioè battere con le nocche. Le nocche in inglese si chiamano knuckles. —

Poi ci riscrive nuovamente Otter.

— A dire il vero ho trovato oggi nel dizionario norvegese etimologico di Ivar Aasen (1873) la parola "knoka (femminile) = giuntura, usata specialmente per quelle grandi come i ginocchi o i gomiti. Nella regione Telemark: noka". Allora la parola esisteva da noi centoquarant’anni fa. Oggi mi pare che sia del tutto morta. Ma penso anche che sia possibile che i longobardi, come noi, avessero tutt’e due le parole, una di genere maschile per le nocche e un’altra, femminile, per le articolazioni più grandi. —

Frasi, non futilità

I marinai non amano il mare, amano le navi.
Joseph Conrad, riportata da Bjorn Larsson.

Chiamatemi Raffaele

Siamo arrivato al terzo incipit e il concorso fatica un po’ a decollare: che sia eccessivamente difficile? Facciamo qualche modifica al concorso, allora.

D’ora in poi verranno proposti tre indizi i primi tre giorni della settimana: il primo indizio sarà relativo all’incipit del libro, con gli stravolgimenti necessari per celarlo; il secondo e il terzo indizio saranno relativi al libro nella sua totalità: trama, autore, caratteristiche particolari. In questo modo il concorso si avvicinerà, almeno nel secondo e terzo indizio, alle modalità dell’antico concorso Molti libri per nulla.

I punteggi assegnati con la nuova modalità saranno: 4 punti per chi indovina al primo indizio, 2 punti per chi indovina al secondo indizio, 1 punto per chi indovina al terzo indizio. Oltre a ciò verranno assegnati ulteriori 5 punti al primo a indovinare, 4 al secondo, 3 al terzo, 2 al quarto e 1 dal quinto in poi. I punteggi acquisiti finora vengono mantenuti.

In ogni caso sono arrivate alcune risposte corrette: il solito Piero Fabbri indovina al primo indizio (7 punti), al secondo indovinano l’altrettanto solito Vizi Coloniali (4 punti), poi Giovanni Fracasso (3 punti) e Nicoletta B. (2 punti). È arrivata anche una risposta sbagliata.

Si trattava dell’Orlando furioso, di Ludovico Ariosto. La classifica la trovate alla pagina del concorso.

Possiamo passare finalmente al quarto libro.

Primo indizio: incipit
X è il terzo figlio di Y, possidente dissoluto, abietto e sconclusionato. Y fu famoso anni fa, perché protagonista di un fatto di sangue ancora adesso rimasto oscuro. Ma avremo modo di parlare di ciò diffusamente.